giovedì, luglio 06, 2017

IL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI POST CARDIFF-POST DELUSIONE PER LA SCONFITTA, MA ORGOGLIOSO DI QUANTO FATTO NELLA STAGIONE, GUARDANDO AL FUTURO: LA MIA JUVE E ALL'INIZIO I 6 SCUDETTI SONO UNA BASE DI PARTENZA. ALTRI 7 ANNI DI GRANDEZZA!

IL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI interVISTATO da TUTTOSPORT
Il presidente Andrea Agnelli ha dichiarato, Juve: 'Sì a nuovi colpi da Champions

"Cominciamo dalle mie ultime parole al termine della finale di Champions League persa a Cardiff contro il Real Madrid. Il senso era questo: valutiamo l'intera stagione. Siamo estremamente orgogliosi di tutte le persone che hanno lavorato nella Juventus e che hanno partecipato alla conquista del sesto scudetto consecutivo e della terza coppa Italia consecutiva. Siamo fieri di ciò che abbiamo fatto. La Champions è una competizione europea in cui sbagliare anche soli 20 minuti può essere determinante. Però valutare una stagione per 20 minuti sarebbe sbagliato. Attriti nell'intervallo? Per nulla. Nessun attrito. Come avviene in tutte le partite sono sceso negli spogliatoi prima, nell’intervallo e dopo. Vado sempre nello spogliatoio. E sono stato testimone oculare. A Cardiff non c’è stato nessuno screzio, nessuna baruffa. Cos'è successo tatticamente nel secondo tempo? Ho competenze specifiche in altri campi. Il mio compito è la gestione annuale dei miei dirigenti per quello che fanno nella stagione. I 20 minuti in campo vengono analizzati dai tecnici. Perché se valutassimo allora i 90 minuti a Torino col Barcellona faremmo ragionamenti diversi. Non si può giudicare una stagione per 20 minuti finali. Vinti 6 scudetti e 3 coppe Italia di fila? Il vero significato di ciò che è stato compiuto lo comprenderemo tra tanti anni. Questa per me è una tappa di passaggio. Rappresenta la base  sulla quale edificare i prossimi sette anni. La bellezza dello sport è che ogni stagione ci riporta ai cancelletti di partenza. E non valgono i 97 punti di distacco accumulati sulla seconda negli anni precedenti. Se vinci torni a zero. Se perdi puoi riprovarci».

SOCIETA' MODELLO - "Il Real Madrid fa sicuramente sognare, ma io devo guardare al modello societario e devo pensare a diverse realtà come quelle che esistono in Germania, in Spagna, in Inghilterra. Se immagino un modello organizzativo guardo a quello tedesco. Se penso allo stadio osservo l'Inghilterra. Se penso ai flussi commerciali, al museo, alle altre attività riguardanti un percorso emozionale mi viene in mente il Barcellona. Bisogna essere noi stessi pur osservando le varie eccellenze in Europa. Noi vogliamo trasmettere una nuova identità ai nostri tifosi, a quelli che vivono in Italia e in Europa così come a quelli che sono in Oriente o in America, con dei prodotti che possano essere più lifestyle. Come? Bisogna osservare con attenzione chi ci segue. In Italia più di 14 milioni di persone, in Europa 50, nel mondo 350. Ma bisogna poi distinguere fra simpatizzanti e veri tifosi. Il nostro sarà un modo diverso di porsi verso il consumatore bianconero. Dal progetto di ristorazione Juventus, ad alcune attività commerciali in franchising in Cina e America. In modo da avere non solo l’elemento distintivo del grande campione, ma da proporre come figura di riferimento il club. Lo store recentemente inaugurato allo Stadium rappresenta un modello importante di questo mondo Juventus che si allarga. Ora dal museo si entra direttamente nello store della Juventus, uno dei più grandi in Europa. L’internazionalizzazione parte sempre da casa nostra, ma è il mondo che ci interessa".

STADIUM - "Stadio più capiente e biglietti più cari? No, nessuna estensione. Abbiamo costruito uno stadio giusto su uno studio molto curato. Tre, quattro mila posti in più non spostano nulla. Semmai sarebbe significativo parlare di venti, venticinque mila posti in più. Ma in fase di progettazione ci siamo orientati sullo stadio di quaranta, quarantaduemila posti: aggiungere altri ventimila sarebbe sbagliato. Noi abbiamo un impianto sempre sold out da quando è stato aperto. Col 95-96 per cento di riempimento a partita siamo sulla media tedesca, è quello che volevamo. Le vittorie generano più entusiasmo? Se seguissimo questo ragionamento dovremmo costruire un altro stadio, ma al momento non ne sentiamo l’esigenza. Sarà importante, invece, applicare un adeguamento alla politica dei prezzi. In rapporto alla qualità dello spettacolo. Il modello corretto è quello dell’Inghilterra".

SERIE A - "Campionato poco allenante? Non è così perché non vedo campionati con dinamiche molto diverse dalle nostre. Il livello del nostro torneo è elevato, all’interno c’è un campionato di prima e seconda fascia. E uno di terza fascia. Certo, sono mancate le milanesi ma guardiamo cosa avviene altrove. In Francia sono sostanzialmente tre squadre, in Germania anche meno, in Spagna lo stesso. L’unico campionato diverso è quello inglese conteso da almeno sei-sette club. Dal prossimo anno l’Italia riavrà quattro posti in Champions anche grazie alla Juve e spero che alle nostre spalle riappaiano le milanesi".

ANTI JUVE - "I tifosi reclamano difese più energiche nei confronti della società spesso attaccata con accuse di pessimo livello: avete mai querelato qualcuno anche senza darne pubblicità? Ciò che avviene in privato resta privato. Spesso ci sono polemiche che nascono dal nulla attraverso accuse basate sul nulla. A volte rimpiango l’umorismo di Prisco. A noi comunque non interessano certe discussioni, per noi conta sviluppare armonicamente questa società. L'odio sui social? Nel 99 per cento dei casi ci si confronta con avatar, persone virtuali. Rispondere a DeltaK4 o ForzaJuve o ForzaNapoli ha poco significato. Lo sviluppo social da parte dei giocatori, almeno per quanto ci riguarda, è gestito e seguito. Bisogna stare attenti a usare i social con saggezza. Se penso ai Chiellini, ai Buffon, ai Barzagli che sono cresciuti senza coinvolgimento nell’area social e invece penso ai Dybala o ai Kean che sono nativi digitali mi accorgo che esistono molte differenze. Contate di chiedere una revisione del processo sportivo in base all’ex articolo 39? La nostra posizione dall’inizio non è mai cambiata».

CONTE, BUFFON E CAPELLO - "Conte tornerà mai alla Juve? Oggi non è previsto. Buffon futuro presidente? Buffon deve solo pensare al suo presente e quindi al campo. La Juve che mi ha dato più emozioni da tifoso? La prima Juventus di Lippi, una Juve che ha emozionato molto perché veniva da 10 anni di non vittoria. La Juventus di riferimento è stata quella di Capello del 2005. Capello ha rivendicato gli scudetti 2005 e 2006 in casa Suning? E' stato coerente".

ANTIMAFIA - "Il deferimento deciso dal procuratore Pecoraro: in arrivo un’ammenda o una squalifica? Abbiamo piena fiducia nel lavoro della giustizia. Noi sappiamo di aver infranto per motivi ragionevoli il divieto di vendere un numero di biglietti, per persona, superiore a quanto consentito. Di questo siamo consapevoli e mi aspetto un’ammenda. Dopodiché mi aspetto anche che Lega, Federazione e forze dell’ordine trovino delle soluzioni per superare questo problema perché se non si può disporre, per motivi di sicurezza, di steward nelle curve, allor si lascia terreno libero alla micro o alla macro criminalità. Sarebbe giusto avere chiarezza su questo argomento che non dipende da noi. Cantone ha sostenuto che l’effetto mediatico di questa vicenda è dovuto certamente alla Juve? Ribadiamo che è giusto sanzionare delle infrazioni, ma vogliamo avere un colloquio con interlocutori qualificati per restituire lo stadio alle famiglie come è giusto che sia".

CALCIOMERCATO - "Arriveranno altri top player alla Higuain? Quest’anno supereremo i 400 milioni di fatturato, proventi non ricorrenti esclusi. Certamente non invertiremo la rotta. Affronteremo i prossimi sette anni con la stessa umiltà con la quale abbiamo affrontato questi sette anni. Quando la Juventus cambiò pelle e dimensione ottenne risultati. Fra due settimane entreremo nella nuova sede, nel J Village dotato di scuola, albergo, campi e strutture completamente moderne. Ci siamo dati un nuovo logo. Siamo una Juventus completamente diversa e di dimensione realmente internazionale. Dobbiamo mantenere la stessa concentrazione che avevamo nel maggio 2010. Finora non abbiamo fatto nulla. I nostri veri traguardi cominciano da domani mattina. Punto sulla squada che deve rispondere in ogni campo. Sui dirigenti che abbiamo costruito in questi anni guidati da Marotta e su un’area commerciale in grandissimo sviluppo".

PRIMI 7 ANNI - "Punto di arrivo o di partenza? Questo è un comparto industriale. È un modello sul quale bisogna applicare moltissimo rigore in tutte le scelte. Dobbiamo ricordare che i nostri avversari erano a 400 milioni di fatturato quando noi abbiamo cominciato nel 2010 e adesso sono a 700 milioni. I principali costi sono ammortamenti e retribuzioni del personale tesserato. Sono voci molto importanti che devono rientrare in un parametro fra il 60 e il 70 per cento del fatturato. Settanta è già troppo. Il rimanete 30 per cento è destinato ai costi di struttura. Solo in un  contesto sano e virtuoso c’è spazio per immaginare delle società che possano proiettarsi nel futuro avendo grande attenzione a questi parametri. Ecco perché ho parlato di partecipanti al campionato di prima e di seconda fascia. C’è un abisso fra le prime e le seconde. Una riforma dei campionati è indispensabile perché c’è troppa differenza fra i tornei in Europa, anche se i problemi poi sono gli stessi. Ci sono squadre in più nei vari campionati? È una domanda che bisogna porsi. La solidarietà ha significato, il sostentamento no. La solidarietà segue un progetto sportivo, il sostentamento no".

SUPERLEGA - "Il 'paracadute' per chi retrocede in serie B? Leghe, Uefa e federazioni devono fare delle valutazioni su quello che può essere il calcio nei prossimi 15 anni ponendosi delle riflessioni a livello europeo. Perché bisogna dare singole risposte a singoli Paesi. Ora le faccio io una domada, direttore:  sa qual è la singola partita, a livello continentale, che ha più valore economico? Glielo dico io: la sfida dei play-off di Championship in Inghilterra. Chi viene promosso in Premier incassa subito 150 milioni. Una manna. E’ evidente che ci siano troppe differenze nelle varie realtà del calcio europeo. Dobbiamo capire qual è il vero modello per il calcio professionistico del futuro. Abbiamo raggiunto l’accordo 2018-21 sui diritti tv, stiamo per definire l’intesa 21-24. Quello che avverrà nei prossimi sette anni ridefinirà le logiche del calcio europeo dopo il 2024. Tutte le società hanno una pianificazione economica a medio termine. Entro il 2024 si dovrà analizzare il calcio su una carta bianca per trovare una soluzione fra tutte le componenti. Faccio un esempio: il Copenaghen è un grandissimo club in patria ma ha gli stessi problemi di altre squadre leader. Qual è il modello che mi permette di vincere non solo nella mia Nazione? Come facciamo a mettere il Copenaghen nelle condizioni di vincere la Champions League? Qual è il modello di calcio che vogliamo dopo il  2024? Questo vale per tutti. Anche per società italiane come il Sassuolo. Bisogna studiare meccanismi di accesso. Va bene premiare le squadre campioni, giusto valorizzare anche secondi, terzi e quarti classificati, ma resta il problema di un modello uniformato e gestibile per tutti. Niente Superlega europea? In ogni Paese ci sono logiche diverse ma con problemi simili. Tutti si domandano come crescere. Dobbiamo rispondere a questa domanda. Come far crescere il Copenhagen, come far crescere il Celtic, come far crescere l’Ajax, come far crescere il Benfica. E il modello non deve favorire le singole società ma i vari campionati. Il presidente Uefa, Ceferin, si sta impegnando molto su questo argomento".

CHAMPIONS - "Come si batte l'ossessione? Vincendola! Non esiste altra strada. Certo, sono un tifoso deluso per gli ultimi 45 minuti però il tifoso deve aver presente il percorso compiuto negli anni. Gli interessi di Andrea Agnelli sono in Exor, in Fca e in Lamse: come si conciliano con la dedizione che mette nella Juve? Sono gli stessi impegni che avevo nel 2010. Non mi hanno impedito di dare il massimo per la Juve. Continuerò così". (6 luglio 2017)
Il Presidente Agnelli, il Vice Presidente Nedved, L'Ad. Marotta, Il Dir.Sportivo Paratici

sabato, maggio 20, 2017

LA MAFIA DEL CALCIO CHE HA PRESO IL SOPRAVVENTO DOPO L'ALLONTANAMENTO (dello stalliere che controllava i ladri!) DI CHI PRIMA LI CONTROLLAVA (moggi & giraudo!), ORDINAVA: BASTA SOLDI ALLA JUVENTUS!

I BANDITI PROTETTI DAL SISTEMA MAFIOSO, SI DIVIDONO LA TORTA!


L’ordine della Lega calcio era chiaro: salvare il soldato Riccardo Silva. A ogni costo. Anche se “ha pisciato fuori dal vaso” come dice l’ex direttore generale di Infront, Giuseppe Ciocchetti. 

Dalle indagini della Guardia di Finanza sulla lobby del pallone emergono altri dettagli inquietanti come quello che riguarda la cessione dei diritti tv per i siti di scommesse online: un prodotto che la Serie A non aveva commercializzato, ma che Silva aveva comunque ceduto. Con il benestare dell’advisor Infront. 

A dimostrazione che la massimizzazione del ritorno per le squadre italiane non è mai stato il vero obiettivo dei consulenti della Serie A. Per gli imprenditori era importante guadagnare il più possibile, anche a costo di non seguire le regole del gioco. 

“I soldi alla Lega sono sprecati” dice nelle intercettazioni l’avvocato di Infront, Antonio D’Addio secondo cui darli alla Juve sarebbe ancora peggio, meglio quindi “spenderli con Infront” che – almeno in teoria – dovrebbe aiutare il calcio a crescere e guadagnare di più.

Per questo quando all’inizio del 2015 la Juventus chiede conto della vendita da parte di Silva di un diritto sul quale non ha titolo, l’ordine impartito da Bruno Ghirardi, avvocato della Lega di Serie A, non lascia spazio ad alcun dubbio: “Se Riccardo ha fatto così bisogna coprirlo” dice all’ex direttore generale di Infront. 

D’altra parte Silva, grazie alla liquidità accumulata all’estero, teneva in piedi diverse squadre nell’orbita Infront garantendo quando necessario iniezioni di capitale per coprire i buchi di bilancio, come nel caso eclatante del Genoa di Enrico Preziosi. 

La difesa del soldato Silva è quindi fondamentale per non far crollare il castello costruito dalla lobby di Galliani-Bogarelli: sulla vendita dei diritti per le scommesse “temo che la Juve abbia ragione – scrive Ghirardi a Ciocchetti – se mi chiami concordiamo come gestirla perché ci vuole molta testa”.  

Tramite il suo avvocato Sergio Spagnolo, però, Silva respinge ogni accusa ritenendole insussistenti e confida in una rapida richiesta di archiviazione dell’indagine a suo carico.

Il problema scoppia dopo l’inizio del campionato 2014-2015, quando la Juventus inizia a protestare perché su internet una serie di siti per le scommesse online utilizzano i diritti della Serie A senza averne il diritto. A confezionare le immagini del campionato italiano è l’inglese Perform che ha acquistato da Silva i diritti che lui ha comprato dalla Lega. 

L’accordo tra Silva e Perform risale al triennio 2012-2015 e lo stesso imprenditore al telefono con Ciocchetti ammette che “la Serie A in teoria non ci sarebbe, ma non c’era scritto che è esclusa”. 

In sostanza, facendo finta di nulla, Silva vendeva all’estero anche diritti di cui non era titolare: “In questi tre anni – dice – quando ci sono stati un paio di episodi del genere (di società che si lamentavano o chiedevano lumi, ndrpraticamente avevo sospeso per un mesetto, poi si erano placate le acque e avevo ripreso. E su questo Perform e i suoi clienti sono tranquilli”. 

Come a dire che tutte le parti coinvolte fossero consapevoli di muoversi lungo un campo minato.O quanto meno ai limiti della legittimità.Mettere a punto la difesa di Silva è quindi cruciale per difendere l’intero sistema di potere creatosi all’interno della Lega. 

Da parte sua Silva vorrebbe presentarsi al comitato diritti tv del 24 marzo 2015 dicendo che “probabilmente ci sono stati forse dei test e dentro potrebbe essere finita qualche immagine della Serie A”, nell’attesa che la stessa Lega decidesse poi di autorizzare la commercializzazione di quegli stessi diritti. Cosa che poi per l’estero avviene con il bando di gara 2015-2018 e lo stesso Silva dice: “Tra qualche mesi ce li avrò”. 

L’avvocato della Lega, però, è di parere diverso e insiste sul fatto che Silva abbia venduto qualcosa che non aveva, quindi dovrà dire che “non ha venduto niente” facendo ricadere le colpe su Perform e spiegando che “quando la Lega me l’ha detto, io sono immediatamente intervenuto”. 

Insomma anche il legale che avrebbe dovuto garantire l’interesse della Serie A, mostra più preoccupazione nel proteggere Silva che i suoi clienti.

Sul fatto che si tratti, ancora una volta, di difendere l’indifendibile ne è consapevole anche l’avvocato di Infront, Antonio D’Addio, secondo cui sarà difficile avere “una linea comune intelligente”, perché tra l’altro “conoscendo la vera verità faccio anche più fatica”. 

Ovviamente grazie al controllo che Marco Bogarelli esercitava sulla Lega attraverso Adriano Galliani, il soldato Silva è salvo anche perché è proprio Bogarelli a dirgli quale dovrà essere la sua difesa: “Può darsi che qualche test sia stato fatto, ma è anche quello che mi ha permesso di fare un’offerta da 200 milioni”

A completare il quadro, poi, a novembre del 2015, un anno dopo l’assegnazione dei diritti tv dove fu volutamente favorita Mediaset ai danni di Sky, vennero messi a trattativa privata le trasmissioni per i siti di scommesse online in Italia: tra gli aggiudicatari ci fu proprio la Perform che adesso li distribuisce su tutto il nostro territorio. A danno delle televisioni e dei loro abbonati.

venerdì, maggio 19, 2017

ANDREA AGNELLI-JUVENTUS AUGURI DI BUON ANNIVERSARIO

CON ANDREA, LA DINASTIA AGNELLI-JUVENTUS VERSO LA LEGGENDA!
Il 19 maggio 2010 Andrea Agnelli diventava Presidente della Juventus.
Il 19 Maggio 2017 la Storia ci consegna l'impressionante numero di Trofei Vinti nei suoi 7 anni di Presidente
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Questo 7ennio iniziava in una societa' in dissesto, che aveva difficolta' ad emergere dopo il ritorno dalla Serie B e il corposo debito finanziario. Di conseguenza una squadra mediocre, tenuta su dai grandi giocatori che avevano scelto di seguirla nella divisione cadetta. Una squadra consegnata nelle mani di persone che nulla avevano da dividere con il calcio. Messi li per usarli come Capri Espiatori, e' concluso il diabolico piano, gli hanno dato il benservito

Ad Andrea Agnelli sono bastati 2 anni per assemblare e dirigere, una dirigenza capace di costruire una Squadra che ha rifatto la Storia, creato una struttura di beni immobili  modello, Rimesso a posto la fase finanziaria, e' vittoria dopo vittoria cammina spedita verso la Leggenda!

Al Binomio Agnelli-Juventus, gli Auguri di Buon Anniversario festeggiato con la conquista della terza Coppa Italia di fila, dodicesima della sua Storia!
Il Presidente Agnelli ed il Vice Presidente Nedved, con la Coppa vinta per il 3° anno di fila!
CONGRATULAZIONI!
Fino alla Fine.


giovedì, maggio 11, 2017

JUVENTUS, BASTA STARE ZITTI!!!

L’ultimo, ennesimo episodio con cui la frangia di giornalisti (!), supertifosi romanisti, e opinionisti che conducono o portano avanti le trasmissioni, anche storiche, sui canali più importanti ha voluto colpire l’immagine, la credibilità e l’onorabilità della Juventus é veramente ripugnante.

Alludiamo a quanto é stato detto in relazione al derby con il Torino di sabato scorso: fino alla sera del giorno dopo si é parlato per ore dell’espulsione ingiusta (secondo loro) di Acquah, provando a far passare la Juventus come la "solita" favorita da varie situazioni quando quest’anno l’hanno maltrattata da tutte le parti. Schifo, vergogna, ludibrio! A volte c’è da vergognarsi di far parte della categoria dei giornalisti.

E per parlarne si é sentita l’ira di Mihajlovic, il parere di Cairo e i presenti ad avvalorarne i ragionamenti. A parte che la deontologia professionale impone che quando viene accusata una squadra ci debba essere anche almeno un rappresentante di questa squadra ad illustrare le sue ragioni ed il suo parere, e non era stato, guarda un po’, invitato, ma nessuno si é sognato di dire che, intanto la Juventus, dopo aver avuto sei palle gol banalmente fallite e la sfortuna di aver colpito una traversa in avvio, ha pareggiato con una rete regolarissima di Higuain -
https://www.youtube.com/watch?v=SbIG5ac1B9Q (e non con un rigore fasullo come, invece, regalano in particolar modo ad un’altra avversaria)!

Che nel secondo tempo c’era un rigore non fischiato per fallo in area granata sullo stesso Higuain (immagini, ovviamente, non mostrate in nessun servizio), che nel derby di andata Mandzukic fu ammonito per un intervento identico a quello del ghanese e che nello stesso match di andata, sull’1-1, venne negato un clamoroso rigore (uno dei tanti...) alla Juventus per fallaccio di Castan su Lichtsteiner. - https://www.youtube.com/watch?v=39b1I5WkdWs

Insomma, Calciopoli non ha provocato effetti da Juventus "pulita e da stimare"; per tutti, a parte i tifosi bianconeri, é "ancora protetta e da odiare". E a proposito di Calciopoli, io che ho seguito il processo dall’inizio, un giorno sarebbe meglio dire tutta la verità.

Insomma, i tifosi juventini cominciano, giustamente, ad averne piene le tasche anche perché vedono, di fronte a reiterate e malcelate offese verso la squadra, l’inerzia della società bianconere che continua a subire e non replica mai, a rischio di vanificare le mire di una stagione vissuta da protagonista assoluta.

Perché, forse non lo hanno capito a Corso Galileo Ferraris, anche il discorso scudetto, finché non ci sarà la sicurezza matematica vorranno continuare a metterlo in dubbio coloro che finora non hanno permesso che già si materializzasse! E hanno sperato finora di poterlo rubare ai bianconeri.

L’undici juventino ha dominato il campionato dalla prima giornata, qualsiasi altra squadra (specie una...), con il vantaggio accumulato, non sarebbe stata osteggiata fino ad ora, in un periodo caldissimo dove, con lo scudetto già cucito sul petto (come avrebbe meritato se le cose fossero andate come DOVEVANO andare), avrebbe potuto gestire bene turn-over e quant’altro in vista di Champions e Coppa Italia. Invece, la Juventus é tenuta ancora sulla corda.

A proposito di Champions tutti questi pseudo-giornalisti cui accennavamo prima si sono fatti vedere interessati e speranzosi che la Juventus andasse avanti, ma solo perché sprecasse energie a favore di altri (che di scudetto non hanno mai sentito l’odore, da quando é cominciato il campionato), salvo poi, nel caso di finale (dove speriamo che i bianconeri vadano) fare un tifo infernale per il Real Madrid.

La Juventus é una gran fetta della storia del calcio italiano, non deve continuare a cadere in simili trabocchetti e a farsi calunniare. Per portare avanti chi, poi? La Roma. Se i giallorossi avessero giocato bene, se avessero meritato di contendere lo scudetto al Pipita e compagni li avremmo esaltati, come facemmo tre anni fa. Ma così no, ci sono anche, e almeno, Napoli, Lazio, Atalanta che hanno giocato molto meglio dei capitolini.

E’ da ottobre che stiamo scrivendo che c’era una strana aria, che sembrava che volessero tutti che fosse l’anno della Roma, che i favori si accumulavano e di torti neanche a parlarne, e i rigori crescevano... Fino ad ora 15 rigori (considerando anche quello con la Lazio all’andata dato, e poi fortunatamente fatto togliere dal segnalinee, con la palla fuori area...).

E’ record mondiale in tutti i campionati che si disputano sulla terra (quasi uno ogni due partite... e molti inesistenti) e metteteci anche i rigori non dati agli avversari, i gol irregolari segnati in fuorigioco o per spinte agli oppositori, a fronte solo di un paio di episodi sfavorevoli. Così é andata avanti la Roma e più tardi "posteremo" tutti questi episodi, partita per partita, invitandovi a verificarli fino a che sono sul web e prima che qualcuno pensi di toglierli. Prima di pareggiare tutti questi favori ci vorranno dieci campionati di torti contro i giallorossi...

Prendete anche l’incontro di ieri col Milan, vinto meritatamente contro una squadra messa in campo malissimo da Montella, senza carattere, senza opporre dinamismo e contrasti, con una Roma che non ha dovuto sudare o "sporcarsi la divisa", un po’ come era successo, in tempi recenti, con Pescara e Bologna.

Bene, anche lì, sull’1-0 é stato negato un clamoroso rigore al Milan mentre un altro lo hanno dato ai giallorossi per un fallo che c’era ma era molto meno evidente di quello non dato ai rossoneri. Ovviamente, il rigore che doveva essere pro Milan é letteralmente scomparso da tutti i servizi filmati. In radio, poi, si sono guardati bene dal parlarne. Se volete verificare la veridicità di quanto sto scrivendo andate su google: moviola di milan-roma. Insomma, parrebbe essere la Roma, la squadra italiana più salvaguardata in casa e fuori. Con tanti "portafortuna"...

La Juventus, invece, in testa sin dalla prima giornata ha avuto solo tre rigori (!!!) ed è stata svantaggiata in quasi tutte le partite perse o pareggiate; inoltre, ha dovuto combattere come se ogni partita fossero state dieci, per l’impegno e i tanti falli degli avversari, a volte oltre ogni limite del regolamento, e perché non le hanno assegnato tanti rigori sacrosanti.

Tremiamo a pensare chi potrà essere l’arbitro di Roma-Juventus e gli addizionali, i segnalinee, il quarto uomo e quelli delle altre due partite che, poi, mancheranno. Chi più chi meno hanno quasi tutti, i nostri fischietti, favorito con decisioni che andavano nel verso sbagliato i "ragazzi di Trigoria".

Vero é che, tornando all’ultimo Juventus-Torino Allegri non doveva tenere fuori, dall’undici di partenza, otto titolari; la partita era da vincere a tutti i costi. Ora squadra titolarissima contro la Roma, magari un paio lasciarli fuori col Monaco, ma é il momento di cominciare a "mordere la ciccia" per iniziare a conquistare qualcosa.

Alla fine ogni perplessità sarà stata eccessiva? Se lo augurano i milioni di tifosi juventini che quest’anno meritano di veder trionfare una squadra di gran lunga superiore a tutte le altre. E non soltanto in Italia.
E' DIETRO QUESTA MASCHERA... CHI SI NASCONDE?

Articolo di - Ugo Russo - 9-5-2017 -  http://www.juworld.net/articolo.asp?id=23185

venerdì, marzo 17, 2017

UNA PICCOLA LISTA DEGLI ERRORI/ORRORI ARBITRALI CONTRO LA JUVENTUS, DALLA PRIMA GIORNATA DI CAMPIONATO DEL 21 AGOSTO 2016 , A JUVENTUS MILAN DEL 10 MARZO 2017, TRATTA DALLE MOVIOLE DEI SUOI PIU' FEROCI NEMICI, QUINDI E' PACIFICO, CHE GLI "ERRORI/ORRORI" SIANO/SONO STATI "MINIMIZZATI" AL MASSIMO!

 Fabio Giambò - Contro le fake news: le moviole Juve dalla prima giornata

1.a giornata
Juve-Fiorentina 2-1, arbitro Massa

Sportmediaset: “Era rigore netto al 1′ della ripresa (risultato 0-0, nds), quando Gonzalo Rodriguez è entrato a gamba alta su Dybala, stendendolo in area. Massa si è anche “dimenticato” di un rosso a Tomovic (risultato 2-1, nds), duro in scivolata su Alex Sandro nel recupero”.
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3.a giornata
Juve-Sassuolo 3-1, arbitro Di Bello

Sportmediaset: “Al 56′ (risultato 3-1, nds) ci sarebbe un rigore per la Juve per un intervento di Gazzola su Pjanic, ma l’arbitro non vede il contatto”.
Il Corriere dello Sport: “Gazzola da dietro su Pjanic, non tocca mai il pallone: ci stava il rigore”.
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7.a giornata
Empoli-Juve 0-3, arbitro Mazzoleni

Il Corriere dello Sport: “Josè Mauri (già ammonito) che ferma in ripartenza Cuadrado se la cava (risultato 0-0, nds)“.
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9.a giornata
Milan-Juve 1-0, arbitro Rizzoli
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Sportmediaset: “Annullato un gol alla Juventus al 36′ del primo tempo (risultato 0-0, nds). Ma il gol, dunque, era regolare: Benatia non partecipa all’azione, Bonucci sì ma era in posizione assolutamente regolare”.
La Gazzetta dello Sport: “L’arbitro Rizzoli assegna inizialmente il gol ai bianconeri, poi lo annulla. Il motivo della decisione riguarda la posizione di Bonucci: il difensore juventino, però, parte in posizione regolare”.
Il Corriere dello Sport: “Non serve neanche discutere se Bonucci disturbi o meno Donnarumma, il centrale juventino è in gioco: il gol era valido”.
Sky Sport: “sulla punizione di Pjanic Bonucci è buono, Benatia no: l’unico che davvero disturba il portiere è Bonucci, partito però in posizione buona”.
 Il portiere scuola "milan" va ad intimidire l'arbitro di porta che se ne stava quieto per per la tremarella, e' il corrotto fischiettaro ligure, guarda verso la Tribuna e', forse, scorge i picciotti del Boss, e tremolante si mette la mano d'avanti alla bocca per impedire la lettura del labiale, e' rassicura il mariuolo salernitano: stai calmo che ci penso io. Chiama il corrotto discepoli (rizzoli!) dell'"infame arbitro (pierluigi collina!) piu' corrotto al mondo e fa annullare il gol!
 Ma il farabutto vicario era tranquillo, perche' sapeva che lo il corrotto arbitro di Mirandola avrebbe annullato, 
e' senza nessuna vergogna come il piu' infame dei ladri,
perche' nell'ultimo milan-Juventus, lo stesso cecchino (rizzoli) del fischietto, lo aveva fatto esultare alla stessa 
maniere con un rigore inventato, e' messo e messo in rete dal brasiliano Robinho 
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12.a giornata
Chievo-Juve 1-2, arbitro Valeri

La Gazzetta dello Sport: “roba da Var il rigore dato al Chievo perché solo al replay si capisce che il fallo di Lichtsteiner su Pellissier (partito in posizione regolare) avviene di poco fuori area (risultato 0-0, nds). In area del Chievo: rischia Spolli per l’entrata energica su Mandzukic, mentre nella ripresa Higuain preferisce continuare l’azione piuttosto che andare giù dopo la trattenuta irregolare di Dainelli”.
Il Corriere dello Sport: “Intervento di Spolli su Mandzukic, diretto e deliberato sull’uomo: da rigore. Dainelli (già ammonito) trattiene Higuain, che non cade: sarebbe stato rigore e sicuramente espulsione. Non c’è il rigore dato al Chievo (episodio da Var): il tocco ginocchio sinistro-piede destro di Lichtsteiner su Pellissier è fuori area”.
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14.a giornata
Genoa-Juve 3-1, arbitro Mazzoleni

Sportmediaset: “colpo di Ocampos su Mandzukic che protegge il pallone: l’intervento era da rigore (risultato 3-0, nds)“.
La Gazzetta dello Sport: “Mandzukic protegge un pallone in area, arriva Ocampos che lo travolge in modo ingenuo. Rigore evidente non dato alla Juve”.
Il Corriere dello Sport: “Alla Juventus manca un rigore: Mandzukic controlla il pallone e lo difende dall’arrivo di Ocampos, che lo colpisce con un’ancata, senza toccare il pallone”.
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15.a giornata Juve-Atalanta 3-1,Irrati

La Juventus, anche nel mirino del giudice sportivo: inibizione per Pavel Nedved e ammonizione con diffida per Fabio Paritici dopo la partita con l'Atalanta.
Come si legge sul comunicato della Lega Serie A, il vicepresidente bianconero è stato inibito fino al 12 dicembre 2016 per "avere proferito, al termine della gara, al rientro negli spogliatoi frasi offensive nei confronti del Direttore di gara". Per il direttore sportivo"per avere, negli spogliatoi assunto un atteggiamento irrispettoso nei confronti del Direttore di gara".

*Perche' 2 dei massimi dirigenti della Juventus dovrebbero offendere e mancare di rispetto ad un arbitro, dopo una partita vinta per 3-1? Forse i "Disinformatori"di Professione (i giornalisti!), non ce la [celAno] raccontano tutta?
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^-Coppa Italia  (11-1-2017)
Juventus-Atalanta 3-2,Giacomelli

17 Fallo da rgore abbastanza evidente di Toloi su Dybala in area bergamasca. Ci stava la concessione di un calcio di rigore per la Juventus e il giallo per il difensore atalantino.
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16.a giornata
Torino-Juve 1-3, arbitro Rocchi                                                                                                                                                                                                       
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17.a giornata                                                           
Juve-Roma 1-0, arbitro Orsato
Sportmediaset: “Manca un rigore per la Juventus, che nella ripresa (risultato 1-0, nds) si lamenta, a ragione, per un mancato fischio dopo un contatto tra Fazio e Mandzukic. Quello di Fazio è un intervento negligente: l’argentino colpisce, correndo, il croato, prima sulla gamba e poi sul piede. Era rigore”.
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Ottavi di finale, Coppa Italia
Juve-Atalanta 3-2, arbitro Giacomelli

Il Corriere dello Sport: “Sponda di Mandzukic per Dybala che dentro l’area viene fermato in tackle da Toloi, sembra rigore (risultato 0-0, nds) ma Giacomelli non è di questo avviso”.
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20.a giornata
Fiorentina-Juve 2-1, arbitro Banti

Sportmediaset: “Al minuto 37 Viola in vantaggio con Kalinic. L’assist è di Bernardeschi: la Juve protesta per un intervento a gamba tesa su Alex Sandro dello stesso Bernardeschi. Le immagini danno ragione ai bianconeri, Banti sbaglia a non fermare l’azione. Alla Juve manca un rigore quando al minuto 79 (risultato 2-1, n.d.s.) il passaggio a centro area di Pjaca viene intercettato con un braccio da Gonzalo Rodriguez: distanza e posizione del braccio dicono che l’intervento del difensore viola era da punire”.
La Gazzetta dello Sport: “Nella ripresa c’è un mani in area molto sospetto di Gonzalo sul tiro cross di Pjaca: braccio tenuto largo per quella che assomiglia a una parata. Fischiare rigore non sarebbe stato un errore”.
Il Corriere dello Sport: “33’ – Cross di Pjaca, Gonzalo Rodriguez davanti a lui tocca col braccio sinistro largo: ci stava il rigore. 34’ – Chiesa interviene su Alex Sandro da dietro, era già ammonito, poteva starci il secondo giallo”.
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21.a giornata
Juve-Lazio 2-0, arbitro Massa

La Gazzetta dello Sport: “Felipe Anderson tampona Pjaca: non un rigore solare (risultato 2-0, nds), ma se concesso…”.
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23.a giornata  - partita della>PIAGNUCOLADA
Juve-Inter 1-0, arbitro Rizzoli

Il Corriere dello Sport: “21’ – Fallo prolungato di Candreva su Dybala (risultato 0-0): rischia, era già ammonito”.
Sky Sport: ad inizio secondo tempo, sul punteggio di 1-0, Medel stoppa di mano una palla spiovente in anticipo su Cuadrado: “ci poteva stare rigore”.
 L'arbitro per fermare Higuain solo d'avanti al portiere, si inventa un fallo sul difensore che si scalcia da solo! 
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-18.a giornata (recupero)
Crotone-Juve 0-2, arbitro Valeri

La Gazzetta dello Sport: “fallo di Mesbah su Dybala: l’arbitro lascia correre ma dalle immagini il rigore ci poteva stare (risultato 0-0, nds)“.
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*Semifinale andata, Coppa Italia*
Juve-Napoli 3-1, arbitro Valeri

Sportmediaset: “Strinic allarga un braccio in area per sbilanciare Dybala, lanciato verso la porta di Reina (risultato 0-0, nds). Il contatto c’è, non è particolarmente violento ma basta probabilmente a dare fastidio all’argentino. Decisione al limite, Valeri non fischia. Ma il terzino croato rischia grosso”.
Il Corriere dello Sport: “Bonucci lancia Dybala partito regolare, dentro l’area, in velocità, Strinic in ritardo lo spinge con il braccio sinistro. Di per sé, la spinta non sarebbe neanche clamorosa, ma certo arrivata in velocità, mentre l’argentino si sta coordinando per il tiro, tanto basta per sbilanciarlo. Una decisione che è davvero al limite”.
https://www.youtube.com/watch?v=wfiXt8yl9T8
https://www.youtube.com/watch?v=BERLAeaY4V0
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 27.a giornata
Udinese-Juve 1-1, arbitro Damato

Sportmediaset: “Al 20′ (risultato 0-0, nds) manca un rigore alla Juve per un colpo al volto di Samir su Dani Alves. Damato fischia invece un fallo a favore dell’Udinese. Sempre nell’area dei friulani un doppio episodio dubbio: prima una trattenuta su Dybala, poi sul proseguimento dell’azione un fallo di mano di Samir su cross di Dani Alves”.
Il Corriere dello Sport: “Scontro aereo in area dell’Udinese fra Samir e Dani Alves, il primo allarga il braccio sinistro e colpisce il secondo in faccia. Manca un rigore alla Juve, abbraccio di Felipe su Dybala. Rischia il doppio giallo Hallfredsson, quando entra in ritardo su Dybala”.
La Gazzetta dello Sport: “Si poteva dare il penalty alla Juve quando al 20’ Samir rifila una sbracciata/gomitata a Dani Alves. Infine rischia moltissimo Hallfredsson: già ammonito, interviene in modo scomposto su Dani Alves. Ci stava il secondo giallo”.
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28.a giornata - (10 marzo 2017)
Juve-Milan 2-1, arbitro Massa

Sportmediaset: “intervento di Zapata su Dybala nell’area rossonera. Massa lascia proseguire, ma il difensore del Milan colpisce l’argentino (episodio sullo 0-0, nds). Era rigore. Sul pareggio di Bacca il colombiano è in fuorigioco”.
La Gazzetta dello Sport: “il fischietto ligure si è perso un rigore netto in favore dei bianconeri (Zapata su Dybala). Di pochissimo irregolare (una scarpa) il gol di Bacca”.
Il Corriere dello Sport: “8’ – Manca un rigore alla Juventus: Zapata, con il destro, aggancia il destro di Dybala in area. 32’ – Massa grazia Pasalic dal secondo giallo: l’entrata su Dani Alves è molto dura.43’ – Bacca ha un piede in off side sull’azione del gol”.
MA PER IL BUNGA-BUNGA ALLA SUA ETA, IL DEPRAVATO USA QUESTA CAPOCCHIA?' 
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Riassumiamo tutto con uno specchietto che faccia risaltare subito qual è lo score che viene fuori da tale raccolta:
  2 gol irregolari convalidati agli avversari
  7 espulsioni mancanti agli avversari
 1 gol regolare non concesso
16 rigori non concessi 

A questo punto della storia, cari amici non-juventini, siete ancora sicuri che sia il caso di continuare con le vostre
lamentele? Siete proprio convinti che la moviola in campo sia la soluzione dei vostri mali? Il buon senso e la decenza lascerebbero intendere che sarebbe meglio fare un passettino indietro: fateci sapere che intenzioni avete, noi siamo sempre qui, oggi molto più vigili rispetto al 1998, molto più attivi rispetto al 2006, non si lascia cadere a terra neanche una mollichina. (13 marzo 2017)
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Un po dei su citati, anche immortalati
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ADJUVANDUM, UN "PERLA" DEL GRANDE GIORNALISTA CLAUDIO CERASA, DIRETTORE DEL QUOTIDIANO IL FOGLIO,
Claudio Cerasa - 9 Febbraio 2017 
Il dramma del tifoso dell'Inter: imporre la post verirà con la moviola giudiziaria 
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Il supporter interista ha smesso di guardare il mondo con occhi sinceri, ha creato una realtà e accettato di diventare il prototipo del grillino perfetto

Lo confesso. Sono un tifoso interista. Seguo l’Inter da quando avevo sei anni. Ho sognato con Ronaldo. Ho goduto con Mourinho. Ho sbattuto più volte la testa al muro vedendo correre sulle fasce delle più improbabili formazioni guidate dai Gigi Simoni e dagli Héctor Cúper i vari Gresko, Macellari, Centofanti, Cirillo, Coco, Fresi, Wome. Ho pianto, come tutti, per l’unico 5 maggio che conta nella vita degli interisti: non quello cantato da Alessandro Manzoni, che chissenefrega, ma quello dei disastri di Gresko e Di Biagio. Era il 2002, l’anno di quel 5 maggio, e le ragioni del perché l’Inter perdeva (e perde) valevano ieri e valgono anche oggi: l’Inter non vinceva (e non vince) non per colpa degli arbitri o di Luciano Moggi o di Totò Riina o della P4 ma perché gli avversari, e in particolare la Juventus, segnavano e segnano di più, giocavano e giocano meglio, sbagliavano e sbagliano di meno.

Eppure, dal 2002 a oggi, il tifoso interista, ancora scioccato forse da quel maledetto 5 maggio, ha smesso di guardare il mondo con occhi sinceri e ha creato una realtà virtuale all’interno della quale ha accettato di diventare il prototipo del grillino perfetto, scaricando le proprie incapacità sul sistema corrotto, delegittimando gli arbitri per nascondere i propri difetti e cercando infine di cavalcare, con la complicità dei giornali della buona borghesia calcistica da tempo specializzati nell’alimentare su ogni fronte gli istinti anti casta, una penosa via giudiziaria per la risoluzione dei conflitti calcistici. Le notizie degli ultimi giorni – con ampia e documentata e ridicola polemica sui presunti errori commessi dall’arbitro Rizzoli durante la partita vinta domenica scorsa dalla Juventus sull’Inter per 1-0 – sono soltanto la coda di un problema più grande che affonda le radici in un momento preciso della nostra vita calcistica: quando, nel 2006, venne istruito un processo farsa contro la Juventus, in cui tutte le frustrazioni degli anti casta del calcio italiano vennero prima abilmente trasformate in illeciti sportivi e poi amabilmente trasferite in forma di gogna in tutti i talk-show.

Fu in quel preciso momento che il tifoso medio interista – che grazie al supporto decisivo di un interista piazzato al vertice della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Guido Rossi) dopo il caso Calciopoli riuscì a vincere un campionato a tavolino (2005/2006) e uno successivo nell’anno in cui la Juventus fu mandata in B (2006/2007) – scelse di alimentare il circo mediatico sportivo portando in prima serata e sulle prime pagine dei giornali le chiacchiere da bar, facendole uscire dai confini delle serate con Aldo Biscardi con lo stesso effetto che si avrebbe oggi se in prima serata venissero riproposte le telefonate registrate senza filtri da Radio Radicale ai tempi di Radio Parolaccia. Il tempo passa ma le modalità del processo sono le stesse che osserviamo oggi anche in altri ambiti.

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E l’idea che sia legittimo sconfiggere il nemico per via giudiziaria puntando sulla post verità è ormai un dato assodato della nostra vita non solo sportiva. Ed è un dato che prescinde da ogni giudizio di merito. La Juve gioca meglio dell’Inter? La colpa è dell’arbitro che non ha visto un rigore. La Juve vince più scudetti dell’Inter? La colpa è delle sim di Moggi e non dei Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Del Piero, Camoranesi e Vieira che valevano più dell’Inter degli Zé Maria, Adriano, Burdisso, Favalli e Kily González. Naturalmente, il tifoso medio dell’Inter non è l’unico a cui può essere affibbiata la spilletta del moralista.

Ma a differenza degli altri, l’interista ha la particolarità unica di essere il punto di intersezione perfetto tra la frustrazione del popolo (la Curva Nord) e l’indignazione della borghesia (la Gazzetta dello Sport). E fino a quando il tifoso interista non avrà uno scatto d’orgoglio – e non organizzerà un bel vDay contro gli ultras frignoni pronti a sventolare allo stadio fazzoletti bianchi sognando di vincere scudetti con Guido Rossi e la moviola – continuerà ad alimentare un sistema perverso in cui sguazzano gli Ingroia e in cui verrà considerato sempre legittimo il tentativo di imporre la propria post verità per via giudiziaria. Vale nel calcio, vale nel resto. Qui siamo pronti a reagire, e voi? 
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CLAUDIO CERASA, AUTORE DEL BLOG: CERAZADE