lunedì, dicembre 26, 2011

Il CLAN dei Napoletani: I Ratti della discaricai: Lepore-Narducci-Auricchio

CalciOpoli: Finalmente il Pentito. Ora serve un Giudice Onesto per fare Giustizia. A chi l'Onere e l'Onore?
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Corriere dello Sport.it

Calciopoli choc: «Tutto quello che non sapete»

Un investigatore rivela: «Troppi buchi nelle intercettazioni, è stata una cosa forzata: non abbiamo mai scoperto una vera partita truccata»
venerdì 23 dicembre 2011

ROMA - Parla uno degli uomini di Calciopoli. Parla, racconta, descrive pagine di un libro inedito, svelandoci le “sue” verità. L'idea è che le sue rivelazioni non siano solo un sasso nello stagno ma uno stimolo al dibattito. E su queste colonne chi vuole e vorrà rispondere troverà uguale ospitalità. Intanto, il nostro interlocutore parla (ci dice) per liberarsi da un peso, per sperare che la “sua” verità possa diventare verità storica. Un appuntamento mancato nei dintorni di Firenze, l’attesa attorno all’ora di pranzo, un hotel a fare da coreografia. Viene o non viene? No, non verrà, un contrattempo, all’ultimo momento, perché succede così anche nei film che fanno botteghino. Ma è una parentesi, che si chiude qualche giorno dopo, nel cuore di Roma, un ufficio con vista fra la cupola di San Pietro e il Tevere, mentre intorno brillano le luci di Natale. Si comincia che il sereno del cielo sta per farsi azzurro, si finisce che è notte ed il freddo è tornato pungente. Parla, uno degli uomini di Calciopoli. Non uno qualsiasi, però. Ma uno che, in quell’inchiesta, stava dall’altra parte, dalla parte di chi, quelle indagini, le ha fatte. Un investigatore. Ci qualifichiamo, i documenti sul tavolo, non per mancanza di fiducia, ma per garanzia reciproca. Chiede che il suo nome non venga svelato sul giornale. E poi racconta....

Calciopoli, definito il più grande scandalo del calcio mondiale, nasce da quale inchiesta?
«La cosa degli arbitri, l’inchiesta che stava a Napoli. Da lì poi parte un supplemento di indagini, perchè a Torino avevano archiviato e mandato gli atti... Da questo hanno preso spunto e da lì sono partite varie intercettazioni, all'inizio erano due telefoni controllati, telefonino e telefono di casa...»

Da due telefoni a oltre centosettantamila intercettazioni?
«Si allarga il giro con le telefonate: questo conosceva quello, quello conosceva quell'altro e si iniziano a mettere tutti i telefoni sotto controllo. In un momento uscivano venti numeri di telefono nuovi. Parlavano, parlavano... Parlavano di stupidaggini alla fine, niente di che... Fino a quando si è arrivati a Moggi. Anche se, quando senti il sonoro, quello scherza, quell'altro fa il fenomeno...».

Lei ascoltava le telefonate?
«Si, sentivo le intercettazioni»

Quanti eravate?
«Dodici, ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, in via in Selci. Ma non pensate alle bobine di una volta. Ci sono computer, entri con la password...e ognuno seguiva una singola utenza.. Poi alla fine si faceva una riunione, io ho seguito questo, ho seguito quell'altro e si faceva resoconto».

Ci spieghi una cosa: come mai le telefonate che riguardavano l’Inter non sono entrate nell’inchiesta? Eppure il loro tenore non era diverso da quelle che abbiamo letto, dal 2006 ad oggi...
«Noi facevamo i baffetti: dopo ogni telefonata usavamo il verde se le conversazioni erano ininfluenti, l’arancione se c'era qualche cosettina. Col rosso parlavano di calcio (nel senso, cose che potevano interessare all’inchiesta, ndr). Noi facevamo un rapido riassunto, un brogliaccio. Ogni telefonata aveva il suo brogliaccio, nome cognome e di cosa parlavano, se era interessante.. C'era una cartellina con il nome».

Ha mai intercettato una telefonata dell’Inter? Le ha mai sentite? Sapeva che c’erano?
«Che ci stavano sì, ma io personalmente no. Io facevo altro...»

Ma lei ha mai sentito Bergamo, ad esempio, che parlava con Facchetti. O con Moratti.
«Tu non è che fai sempre gli stessi... Se capita che non ci sei, c'è un altro che ascolta».

Una giornata a sentire le intercettazioni, a mettere i baffetti e scrivere i brogliacci. E poi?
«Tutte le sere si facevano le riunioni a fine servizio. Attorno ad un tavolo».

Ha mai avuto la sensazione di “tagli”?
«No. Che poi c'erano Auricchio (il tenente colonnello del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ndr) e Di Laroni (maresciallo capo dei Carabinieri) che decidevano cosa mettere o non mettere nell'informativa è un altro discorso. Ma durante le riunioni no».

Però alcune intercettazioni non sono finite nell’inchiesta, nelle indagini. Un’anomalia?
«C’erano perché ci sono le registrazioni. La cosa un po’ anomala è il server delle intercettazioni. E’ in Procura, a Roma, a Piazzale Clodio. Quando c’era qualche problema, e capitava spesso, telefonavamo a chi era in Procura: “Guarda, la postazione 15 qui non funziona, che è successo?” “Vabbé adesso controllo....”. Dopo un po’ richiamavano da Piazzale Clodio: “Ti ho ridato la linea, vedi un po’”. Andavi a controllare, magari avevi finito alla telefonata 250 e ti ritrovavi alla telefonata 280. E le altre 30? “Me le so perse...”».

Chi contattava il responsabile del server a Piazzale Clodio?
«Non ci parlavamo solo noi, c’era anche il responsabile della sala. Ci parlava Auricchio, ci parlava Di Laroni...».

E’ tecnicamente possibile non intercettare un’utenza sotto controllo per un determinato periodo di tempo?
«Tranquillamente. Tu stacchi il server e la cosa si perde».

Torniamo alle telefonate alle quali avevate messo i baffetti rossi: non sono finite nell’inchiesta.
«Evidentemente non ci dovevano andare, che devo dire.... Non lo so questo. So soltanto che quello che veniva fatto, veniva fatto per costruire. Poi io ti porto il materiale, t’ho portato il mattone ma se tu non ce lo metti, sto mattone..».

Vi hanno detto che l’indagine doveva essere fatta su Moggi, Bergamo, Pairetto, eccetera?
«No, no. Noi eravamo liberi».

Quindi il lavoro di scrematura veniva fatto dopo?
«Sì, nella seconda fase».

Avete mai intercettato le sim estere? Quelle del gestore svizzero, per capirci.
«Quando vai ad intercettare una scheda straniera, in questo caso Svizzera, devi chiedere l’autorizzazione. E loro che cosa hanno fatto? L’hanno chiesta ma, nello stesso tempo, hanno già attaccato il telefono. Ma a quel telefono non parlavano. In quindici giorni, questa scheda, non ha fatto niente».

Di chi era la scheda?
«Di Luciano Moggi»

Non la usava?
«Non faceva niente, telefono muto. E’ come se tu metti sotto (controllo, ndr) questo telefono (e indica il suo, ndr) e poi questo è spento per un mese. Zero. E quindi questa cosa delle schede è stata un po’ accantonata perché poi l’autorizzazione non te la dava nessuno».

Si parlava di anomalie.
«Nel corso di questa indagine sono nate delle cose che inizialmente non c’erano, mentre cose che inizialmente c’erano, non ci stanno più».

Cioè?
«Un esempio di quello che non c’era e si è materializzato nel giro di poco tempo: Martino Manfredi (ex segretario della Can A-B, ndr). Quando l’abbiamo portato in ufficio era morto, era un cadavere, tremava, aveva paura... Diceva: “io non so niente, non ‘è successo niente, ma quando mai... “. E piangeva sul fatto del posto di lavoro... “come faccio... non posso lavorare più, mi devo sposare...”. Dopo un po’ di tempo, sto Martino un giorno è andato a lavorare in Federcalcio.... quando lui ha cominciato ad essere interrogato.... improvvisamente è uscita la storia delle palline. Quella è la cosa che io dico: è lecito e capibile da parte sua, un po’ meno da.... »

Si può definire un pentito?
«Non lo so. Prima non sapeva niente, poi sapeva tutto, sapeva di questo, di quell’altro, di Pairetto, della Fazi...».

Lei ha detto: cose che inizialmente c’erano, non ci stanno più. Cioè?
«La storia dell’intercettazione ambientale a Villa La Massa, vicino Firenze»

E’ il pranzo che secondo l’accusa rappresenta l’architrave del patto per salvare la Fiorentina. Andrea e Diego Della Valle da una parte, Mazzini e Bergamo dall’altra. Bene, e cosa non c’è più?
«Di questo incontro si è saputo nell’arco di 4, 5 giorni, attraverso le intercettazioni. Il servizio era organizzato con telecamera e microfono direzionale. Se la cosa fosse stata fatta in un locale dove c’era gente e avendolo saputo «Scoppiò una lite tra capi: uno voleva chiudere il caso l’altro no e si andò avanti»un po’ prima, si potevano mettere microspie dappertutto. Invece così, in pochissimo tempo, e non a Roma ma a Firenze, era difficoltoso. Con il microfono direzionale, a cinquanta, cento metri, senti quello che uno dice. E lo filmi con la telecamera. Però sta voce non s’è mai sentita.... Io so che l’hanno sentita... Questa cosa è importante perché là io so che non hanno parlato di niente. Questi qui hanno parlato ma non hanno detto niente di.... Magari pensi che Della Valle abbia detto a Mazzini: “Dai, famme vince, mandami quest’arbitro”, che sarebbe stata una cosa penalmente rilevante. Invece, non hanno detto niente. Ci sono le immagini, Diego e Andrea che scendono dal furgoncino, che si sono incontrati con Bergamo. Hanno dato più rilevanza a questo che non facendo sentire l’audio».

Secondo lei, quindi, l’audio c’è?
«Non secondo me. L’audio c’è».

Sicuro?
«Sicuro»

La difesa della Fiorentina, durante il processo, ha puntato proprio sulla presunta esistenza di quest’audio....
«La Fiorentina evidentemente qualcosa ha saputo... E’ come il fatto del “Libro nero” (dell’Espresso, ndr), cioè, sto libro nero da là è uscito, non è un foglio, è tutta l’informativa e qualcuno l’ha data all’Espresso. Quindi i buchi ci stanno. Della Valle qualcosa sa».

Come funziona un’intercettazione ambientale con il microfono direzionale?
«E’ una valigetta, c’è un microfono che somiglia ad una specie di pistola con una parabola. La punti verso il soggetto....Ma da quel giorno non s’è saputo più nulla di questa cosa qua...».

Ricorda altre situazioni poco chiare?
«No, a queste ho sempre pensato. E mi dico: perché uno deve passare i guai, per che cosa? E quell’altro, perché deve andare dentro? Moralmente ti pesa, dopo un po’ ti dici: mamma mia».

Tra quelli che sono stati condannati in primo grado, quali sono quelli che pagano troppo o ingiustamente?
«Io dico la verità, la maggior parte. Cioè, è una cosa fatta, forzata un po’, ci stava la telefonata, però se vai a vedere effettivamente le partite, partite veramente truccate, dove l’arbitro è stato veramente coinvolto. Non ci sono. Non c’è la partita dove si dice: adesso li abbiamo beccati. Si era parlato di questo è Lecce-Parma, di De Santis, quella di “mi sono messo in mezzo”. E’ una spacconeria, quello voleva fare il fenomeno».

Sì, ma sono state condannate tante persone. Lei, invece, parla di spacconate: qualcosa non torna....
«Secondo me, di veramente importante, che uno deve prendere cinque anni, sei anni, non ci sta niente. Poi magari pensi all’eccessivo modo spavaldo di Moggi che può dare anche fastidio, questo ci può stare, quello è il periodo in cui era prepotente, arrogante. Ma da lì ad arrivare a.... Bisognava dimostrare che c’era un’associazione. Lui, solo lui (Moggi, ndr) fa l’associazione? Così è un’altra cosa... E’ una questione di prestigio, di carriera».

Ma l’hanno fatta tutti, la carriera?
«Mica tanto: Auricchio e Arcangioli stanno alle scuole.... non è che so stati proprio premiati....Uno alla scuola Ufficiali, uno alla scuola Allievi...»

Non ricorda niente altro di particolare. Non necessariamente di anomalo. Magari anche solo di curioso.
«Mi hanno raccontato di alcune cenette: Auricchio, Arcangioli, Narducci, anche altri personaggi che hanno segnato quel periodo di Calciopoli. In qualche caso, mi sono chiesto che importanza poteva avere andare a mangiare con Narducci. Sono andati a cena a Napoli, di fronte al Vesuvio, a Castel dell’Ovo... da Zi’ Teresa. E non c’erano solo gli investigatori».

Ha detto che non c’era nulla di penalmente rilevante: c’è stato qualcuno che, ad un certo punto, ha avuto dubbi sul peso dell’indagine, sulla necessità di continuare ad andare avanti?
«Sì, Arcangioli. Disse: basta. E lì è nato lo scontro con Auricchio, arrivarono ai ferri corti».

Quindi voleva stoppare l’indagine perché debole?
«Sì, Arcangioli sì. Erano impegnate quindici, venti persone per questa cosa qua. E l’autista; e quello che deve andare di continuo a Napoli. Non era cosa... In una sezione di sessanta persone, ne levi quindici, le altre fanno tutto il lavoro».

Qualche pentito c’è stato?
«No».

In via in Selci (è la sede del Nucleo Investigativo dei Carabinieri), dove si sono svolti gli interrogatori, sarebbero successe due cose: una che Moggi si mise a piangere e l’altra che l’ex arbitro Paparesta accusò un malore: verità o leggenda?
«Non è vero».

sabato, dicembre 24, 2011

Parla il Presidente Andrea Agnelli: Voglio Giustizia e Parita di Trattamento

L'interVISTA
Agnelli: «Per la mia Juve voglio giustizia e vittorie»

Il presidente bianconero si svela. Chiede parità di trattamento e sogna nuovi successi. Dentro e fuori dal campo. «La mia società ha pagato per Calciopoli un conto altissimo. Ora non si può far finta di nulla. Sin dal mio primo giorno di presidenza lavoriamo per tornare a vincere sul campo. Quando succederà, si chiuderà un cerchio»

ROMA - Presidente Andrea Agnelli, che effetto fanno le rivelazioni su Calciopoli confidate al nostro giornale da un investigatore? «Faccio un piccolo passo indietro e torno al tavolo voluto da Petrucci. E' stata una giornata importante perché ha riunito persone direttamente coinvolte nel 2006, il capo dello sport e il presidente della Figc: ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, ma il documento finale che era stato preparato riconosce - anche se non è stato sottoscritto da tutti - che ci fu giustizia sommaria. La vostra intervista conferma quanto emerso negli ultimi anni e rafforza la necessità di avere un quadro completo, capire cosa accadde ed entrare nel merito. L'inquirente racconta di telefonate che non c'erano, di altre tolte e di un diverbio: elementi che devono essere valutati da un giudice, non è plausibile che in un piccolo sistema di venti squadre ci sia tanta disparità di trattamento»

Quando scoppiò Calciopoli, lei non era ancora presidente della Juve: ebbe comunque, da tifoso, la sensazione che ci fosse qualcosa di scivoloso e di imperfetto?
«Il quadro di allora era diverso da oggi. Quando vennero fuori le prime intercettazioni, pensai a una strana coincidenza: ogni volta che stavamo per vincere un titolo, balzava fuori qualcosa, l'anno prima c'era stato il video della flebo di Cannavaro. Poi, improvviso, è arrivato lo tsunami, e parlare di sensazioni, in quei momenti, è difficile. La Juve ha pagato in maniera dura: se la società non avesse varato l'aumento di capitale e lavorato per tornare ai vertici, avrebbe potuto precipitare davvero in categorie minori. Adesso esigiamo parità di trattamento».

Al tavolo s'è parlato della relazione di Palazzi? E' anomalo che non se ne tenga conto...
«L'istituto prescrizione non l'ho istituito io. La Juve è stata condannata per una serie di violazioni dell'articolo 1, la cui somma ha configurato violazione dell'articolo 6. Per l'Inter, invece, l'articolo 6 è stato tirato in ballo direttamente da Palazzi. Ricordo anche che l'annata sportiva 2005-2006 è immacolata, non c'erano più nemmeno Bergamo e Pairetto come designatori. Questo deve far riflettere, ci sono società e persone fisiche che hanno subito condanne: non si può far finta di nulla e dire "è stata giustizia sommaria, andiamo avanti". Ci sono richieste danni per centinaia di milioni».

L'investigatore racconta perfino di un audio che potrebbe scagionare Della Valle e di cui non c'è traccia: che ne pensa?
«Che ci sono troppe domande in attesa di risposta: dall'intervista emerge che è stato commesso un reato, che sono state intercettate utenze internazionali senza permesso, vien fuori che ci fu una lite per chiudere il caso o andare avanti e sarebbe importante sapere perché si proseguì. Il 12 maggio 2006, il presidente Abete dettò una dichiarazione che torna d'attualità: "Considerati l'importanza e il rilievo che il calcio riveste nel nostro Paese anche sotto il profilo sociale, riteniamo positivo che si faccia di tutto per l'accertamento di quanto avvenuto, avendo come obiettivo prioritario quello di garantire il massimo livello di chiarezza e trasparenza”».

C'è imbarazzo, da parte vostra, nel confronto quotidiano con la Federazione?
«A livello politico, faccio fatica a confrontarmi in generale: ci sono le stesse persone, più o meno, e hanno il dovere di mettere a disposizione degli associati strumenti che garantiscano parità di trattamento».

Cosa pensa della denuncia di Della Valle a Guido Rossi?
«Non entro in personalismi: per me Rossi rappresentava la Federazione, ha agito in suo nome e per suo conto».

Cosa sarebbe successo se Moratti avesse fatto un gesto distensivo, rinunciando allo scudetto?
«La relazione è lì, ma non m'addentro: ognuno ha una sua coscienza e le sue profonde convinzioni».

Che rapporti ha con il presidente nerazzurro?
«Di educazione e civiltà: devono rimanere tali e sarebbe bello se si estendessero ai tifosi. Non siamo in guerra, il calcio è un grande spettacolo di sport, e l'Inter è lì per caso: se fosse arrivata terza un'altra squadra, avremmo chiesto comunque se era giusto assegnarle lo scudetto».

Ritiene sia stato frettoloso, al tempo, scaricare Moggi e Giraudo?
«All'epoca il quadro sembrava completo, con un impianto accusatorio violentissimo e un'attenzione altrettanto violenta da parte dei media che imponeva di decidere in fretta. Noi accettammo tutto, l'esposto è nato per l'assegnazione dello scudetto: abbiamo chiesto se permanevano i requisiti senza entrare nel merito della decisione del 2006. La nostra domanda è molto semplice: "Fu giusto assegnarlo?" Ognuno, naturalmente, ha un'opinione».

Come finirebbe, secondo lei, un'ipotetica sfida tra l'Inter del triplete e la Juventus di Capello?
«Nessun dubbio: vinciamo noi 3-0»

Quella fu l'ultima grande Juve, ma ora state tornando ai vertici...
«Sin dal mio primo giorno di presidenza lavoriamo per tornare a vincere sul campo. Abbiamo trasformato la società, con dirigenti tutti nuovi, e cambiato profondamente la squadra. Sapevamo che il primo anno sarebbe stato difficile e il secondo di completamento: adesso c'è un buon impianto, possiamo ragionare su uno o due inserimenti a stagione per crescere».

C'è stato un momento, in estate, in cui la Juve poteva diventare di Mazzarri?
«E' stata sempre la Juve di Conte»
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Chi ha scelto il vecchio capitano?
«Tutte le decisioni, con riferimento alla parte sportiva, vengono prese di comune accordo con Marotta, Paratici e Nedved. Quando si è creata la possibilità di ingaggiare Antonio, è stato chiaro a tutti che fosse una scelta idonea. I risultati che ha ottenuto non mi stupiscono: lo conosco da vent'anni, ne ho ben presenti qualità, doti umane e competenza».

Un suo difetto?
«Gli manca un filo d'esperienza, come manca a me. Ma entusiasmo giovanile ed esperienza non possono coesistere».

Come è nata l'dea Pirlo?
«Il compito dell'area sportiva è monitorare le occasioni di mercato che si creano. Se devo essere sincero, mi ha stupito l'iniziale scetticismo: oggi piovono complimenti, ma in estate si sussurrava "è rotto" oppure "è vecchio"».

Il Milan portò via il regista all'Inter e costruì un ciclo vincente: la storia si ripete in bianconero?
«La qualità di Pirlo è assoluta, ma io ho una convinzione: in campo si va in undici e un solo campione, per quanto straordinario, non fa la differenza».

In diciotto mesi di presidenza, c'è un calciatore che ha cercato con forza e non è riuscito a prendere?
«No, perché abbiamo lavorato in emergenza, avviato la rifondazione senza avere ancora una strategia. Rimpianti potranno esserci soltanto dall'anno prossimo, quando potremo muoverci con serenità sul mercato e completare, con pochi innesti, l'organico».

Da presidente tifoso, le capita di "innamorarsi" d'un fuoriclasse e suggerirlo ai suoi dirigenti?
«Mi innamoro solo della squadra. E se si assumono professionisti è per attribuirgli responsabilità e lasciarli lavorare».

Con il senno di poi, l'annuncio dell'addio di Del Piero non meritava una maggiore solennità?
«A me spiace che un gesto d'affetto sia stato interpretato come un atto ostile. Fu Del Piero, al momento delle firme, a dire che era il suo ultimo contratto con la Juve: perché tanto stupore se cinque mesi dopo viene chiesto un tributo? Lui è la storia, come Boniperti e Platini».
sabato 24 dicembre 2011

Alessandro Vocalelli
Antonio Barillà

fonte: Corriere dello Sport.it,

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/juve/2011/12/24-212068/Agnelli%3A+%C2%ABPer+la+mia+Juve+voglio+giustizia+e+vittorie%C2%BB

giovedì, dicembre 15, 2011

Tavolo della pace? No, Tavolo della PEce per petrucci-moratti-abete

Buon sangue non mente. 
Il Presidente della Juventus Andrea Agnelli, aveva chiesto un “tavolo politico”. Dico: Tavolo Politico! E' mai nessuno che si sia domandato cosa intendesse, e' perche' chiedere a Petrucci di organizzare un Tavolo Politico, quando lui sembrava irremovibile sulla richiesta di una revisione di Calciopoli e la richesta di risarcimenti danni? Purtroppo per gli orientatori di professione, l'aver pensato che il giovane Presidente della Juventus si fossse impaurito dalle frasi con cui veniva letteralmente ricattato, da quell'intimidario sguardo e stile mafioso del poltronato presidente del Coni (4 legislature!) Giovanni Petrucci, dicevo, purtroppo per gli orientatori/manipolatori hanno fatto i conti senza l'oste. Hanno trascurato il fatto che il presidente della Juventus e', "UN AGNELLI: Andrea Agnelli"! Eppure li aveva avvertiti: Arrendersi non e' nel mio DNA. Lo stesso poltronato presidente del Coni che si atteggia a Mafioso, con tutta la sua esperienza, non ha capito che il Giovane Andrea Agnelli lo stava attirando nel tranello,e giulivo, fregandosi le mani alla Romana... ha attivato i suoi bracci armati per mettere in moto i tenacoli della Piovra Mediatica: Giornali, Tv. e Radio, e' via con l'ennesima farsa: IL TAVOLO DELLA PACE...Urca...4 settimane  con tavoli della pace a destra e a manca' Tavoli della pace di tutti i colori (tranne il tavovolo biancoNero..."quello politico)Tutti a decantarne le gesta...E' mentre il Giovane Andrea con il "DNA Agnelli" si chiudeva nel piu' assoluto silenzio.... si sentivano in dovere di parlare Abete & Moratti, mentre Petrucci sembrava toccasse il cielo con le dita trastullandosi nei complimenti che gli piovevano dal cielo (Gazzetta, Corsera, La Stampa, la Republica, ecc. ecc.!) come confetti...Petruccu di qua e Petrucci di la' ma non petrucci di qualita (con le note di Figaro...) Ieri Per Petrucci-peducci il risveglio e' stato un incubo... anche se nascosto abbastanza bene sotto la scorza del Mafioso... capace di fare bella faccia a cattivo gioco... peggio e' andata ai terroristi mediatici.... interESSANTE ora, vedere la delusione quanta bile scritta e blaterata versera'! Che bravo Andrea Agnelli....Quella definizione di Petrucci: “Il calcio e' malato di doping legale”...sarebbe stata un'altro inferno stile 2006 (Palombo, Severgnini, Mura, Bocca, Zunino e sciacalli simili, gia' si leccavano le dita...). Bisognava stroncarla sul nascere! E' ci voleva una persona sveglia, un decisionista con la mente fina! E per stroncare sul nascere un'altra gogna mediatica che avrebbe certamente scaricato molto veleno sui suoi ricorsi e richieste di risarcimenti, e' sulla Juventus squadra. In poche parole, ci voleva un decisionista come il Dottor Umberto Agnelli...Talis pater, talis filius! Onore al Presidente della Juventus, il nostro Presidente. Adesso anche imbecilli e scemoidi di ogni genere sanno che la prima cosa da fare e' chiedere il commissariamento della FIGC...e' se lo sanno imbecilli e scemoidi, possibile che solo i giornalisti non lo sanno? E' questi signori cosa fanno (direbbe il prode Galliani, al ristoratore Meani...)? Chiederanno la testa della Marionetta Ebete Giancarlo, oppure se la fanno sotto per paura di qualche rottura d'ossa come successe al direttore di Tuttosport? Sappiamo che gia' nel pomeriggio di ieri i Burattini: Flavio Biond,  Luca di Montezemolo, Luigi Abete & Co. si sono attivati affinche' i Corrieranti, Gazzettari, Republica-ni e Stampa-ni non facessero prigionieri...

Vada Avanti Presidente... siamo 13 milioni  a chiedere Giustizia
http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi (i media in primis!), conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

Francesco Calabrone

mercoledì, dicembre 14, 2011

Il tavolo politico del "Coni fero" presidente Petruccio

In attesa di saperne di più su quello che è stato prospettato dalle parti e quindi respinto dalle controparti in causa, a me sembra che questo tavolo abbia detto una cosa molto importante. Sembrerebbe, infatti, che Andrea Agnelli non abbia nessuna intenzione di fare passi indietro se non dopo essere stato assicurato che venga fatta chiarezza a 360 gradi su fersopoli e che venga garantita a tutti la parità di trattamento (infatti, alla fine della conferenza stampa con furbesco suggerimento a "petruccio" del tavolo "politico" Andrea Agnelli disse chiaro che: Arrendersi non fa parte del Suo DNA). E con queste argomentazioni il Presidente della Juventus sa anche che nessuno può impedirgli di adire anche gli organi giurisdizionali internazionali. D'altra parte l'atteggiamento della FIGC e del suo protetto è altrettanto chiaro. Evitare in tutti i modi che si verifichino crepe nel castello di fango costruito per proteggere farsopoli, e impedire che si scoperchi il pentolone colmo di malefatte della cupola Meneghina Loro, infatti, sanno che anche la più insignificante delle crepe potrebbe presto produrre il più fragoroso dei crolli.

Le ferite profonde dell'incompetente Presidente Ebete

Intanto ecco il commento finale sul Petrucciano Tavolo Politico, dall' incompetente presidente Figc Giancarlo Abete:"Resta un conflitto su ferite profonde. Non possiamo che prendere atto che questo sforzo non riesce a sanare ferite profonde. Speravamo in un esito diverso: il confronto è stato civile ma resta il conflitto su ferite profonde" .

Allora, signor Autodefinito Incompetente presidente; Avra' almeno la competenza di spiegare la sua affermazione sulle "ferite profofone": Chi queste ferite ha subito, e' chi le ha inferte?
Francesco Calabrone




martedì, dicembre 13, 2011

LA PROPAGANDA DI REGIME, E IL TAVOLO DELLA...pace

                                              Mollare? NON fa parte del DNA degli Agnelli!  
 Andrea Agnelli Chiarisce: 
Tavolo politico!  Mai parlato di tavolo della pace!
 Andrea Agnelli al giornalista che gli domanda se ha pensato di mollare scudetti e risarcimento:
 "No, non fa parte del mio Dna. Credo che non si molla mai".

Ascolta dalla VIVA VOCE del Presidente della Juventus Andrea Agnelli
 http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8


           "No, non fa parte del mio Dna. Credo che non si molla mai".
                  http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8

domenica, dicembre 11, 2011

31 agosto 2006 - 14 dicembre 2011: 1931 interminabili giorni.

1931. Tanti sono i giorni che separano il 31 Agosto 2006 dal 14 Dicembre 2011. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma oggi come 5 anni e mezzo fa si discute di un ricorso pendente al TAR del Lazio presentato dalla Juventus per sconfessare i processi farsa, e delle pressioni del sistema affinché la Juve rinunci a quei ricorsi.

Questi giorni che precedono il tavolo dai mille nomi, ma da Lei definito "politico", sembrano troppo simili a quelli che precedettero lo sciagurato ritiro del ricorso al TAR del 31 agosto 2006. Analogo è l’atteggiamento dei media che, oggi come allora, provano a preparare il popolo juventino a mettere una pietra sopra a Farsopoli, anticipando un esito dell’incontro che chiuderebbe ogni ipotesi di recupero dei titoli per la Juventus, lo stesso è uno degli artefici principali di quel compromesso ancora indigesto a un crescente numero di tifosi bianconeri, Gianni Petrucci.

Diverso però è il più importante protagonista bianconero, Giovanni Cobolli Gigli allora, Andrea Agnelli oggi. Grazie ad Andrea Agnelli è molto diversa anche la dimensione sportiva della Juventus, disperata nel baratro della serie B nel 2006, e ora ritrovata e in testa alla serie A grazie al primo allenatore da Juve dopo Fabio Capello. E’ indubbio che i risultati che la Juventus sta raccogliendo in questo periodo sul campo siano frutto anche della ritrovata mentalità e dello spirito combattivo della Juventus pre-Farsopoli, mentalità e spirito rappresentati fuori dal campo dalla ritrovata grinta e competenza di Andrea Agnelli, dimostrata in occasione delle conferenze stampa del 10 agosto e 16 novembre e nella serata di presentazione dello Juventus Stadium, e che ha riconciliato la società con buona parte della tifoseria.

Presidente, si ricordi che un compromesso al ribasso che umili nuovamente la Juventus sarebbe accettato dai tifosi assai peggio di un tracollo sul campo della squadra di Conte, e che pure giocatori e allenatore certamente non trarrebbero beneficio dal constatare che i propri leader non sanno o non vogliono combattere, e potrebbero prenderli ad esempio per il loro comportamento sul campo.

Presidente, faccia bene i suoi calcoli prima di recarsi a quell’incontro, e si ricordi di quegli striscioni gioved 8 dicembre dentro la "casa della Juventus". Se il 14 Dicembre dovesse accettare qualunque compromesso che non preveda il recupero degli scudetti, Lei perderebbe il supporto dei tanti tifosi che amano la Juve "deggli Agnelli" e che antepongono la ricerca della verità su Farsopoli al calcio giocato. Ad esempio, qualora Petrucci avesse convinto Moratti ad accettare di restituire lo scudetto del 2006 vinto dalla Juventus, e provasse a spacciare la revoca come parità di trattamento chiedendo in cambio di cancellare dall’albo d’oro i campionati 2004-2005 e 2005-2006 dichiarati inquinati e quindi annullati, e qualora Lei dovesse accettare, tradirebbe definitivamente la fiducia di coloro che hanno riposto in Lei le speranze di ottenere giustizia per la nostra Juve. Faccia Onore a Suo Padre e Suo Zio...faccia Onore a Se Stesso.

Presidente, non ci riporti a quel 31 agosto 2006, faccia in modo che questi 1931 giorni non siano passati per nulla. Alberto Puccini (e milioni di altri Juventini...).

il discorso del presidente, all'inaugurazione del JuventStadium
http://blog.ju29ro.com/2011/12/1931-giorni.html

Francesco Ienzi

sabato, dicembre 10, 2011

Presidente, NO al tavolo, per la pace con i "Legendari Malfattori Meneghini"!

I tifosi bianconeri dicono no al tavolo della pace. 
Il bombardamento mediatico che si è abbattuto in questi giorni su una Juve che sembrerebbe dover andar al tavolo della pace per dire 'Calciopoli è il passato, non parliamone più' ha enormemente indispettito e, giorno dopo giorno, fatto sempre più infuriare i tifosi bianconeri, che non intendono rinunciare a battersi per veder risarciti i torti subiti, affamati di giustizia, tanto quanto i giocatori di Conte sono sul campo affamati di vittorie. E giovedì sera, mentre facevano sentire tutto il loro calore alla squadra che in campo ha combattuto per 120' per ottenere il passaggio del turno, i tifosi della Juventus, dagli spalti dello stadio, con i loro striscioni hanno comunicato nettamente al mondo la loro ferma posizione:  "Solo gli sconfitti chiedono la pace: no al tavolo". Un secondo striscione ammoniva Andrea Agnelli: "Andrea, se ti siedi al tavolo attento al portafoglio": ironico, ma con un sottofondo di verità, qualcuno potrebbe voler rubare l'onore della Vecchia Signora. (fonte: juventinovero)

PRESIDENTE, LO HA DETTO LEI: FARE IL VOLTA GABBANA NON E' NEL SUO DNA !

E' NOI JUVENTINI SIAMO FIERI DI LEI !!!

venerdì, dicembre 09, 2011

GUIDO ROSSI: BRACCIO ARMATO DEI MASSONI

PERCHÈ Guido Rossi PUÒ MENTIRE TANTO SFACCIATAMENTE? CHI LO PROTEGGE!

Le bugie di Guido Rossi, smentite da Borrelli nell'audizione alla Commissione Giustizia del Senato:  -   http://download.ju29ro.com/audizioni/Audizione_di_Borrelli_in_Senato.pdf   - 

Guido Rossi: Quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere. - Lei che cosa ne pensa di questo tavolo della pace?
"Ah, no, non ne so niente, non ne so niente". 
Secondo Lei va riscritto quello che è successo dal 2006 o no? 
"Quella è storia!" 
Davvero non c'erano le carte allora? 
"Non c'era niente, ma dai, tutto è stato messo, tutto, benissimo in chiaro, da tutta la documentazione, quindi..." 
Non è stato lasciato indietro niente, ad esempio le telefonate che sono emerse in questi mesi sull'Inter? 
"No, non ne sapevo niente". 
Ma, secondo Lei, avrebbero cambiato in qualche modo, avrebbero cambiato qualcosa o no? 
"Ma non lo so, non le conosco. Senta, io sono stufo di questa cosa e quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere". 
 (Solo mafiosi e fascisti impongono il silenzio..... ma Guido Rossi si professa comunista... allora non può che essere MAFIOSO! ndr.)
Quindi non sarebbe cambiato nulla? 
"No, no, assolutamente no, da quello che ne so io". 

Queste le parole di Guido Rossi in risposta all'intervistatore di Telereporter che, a margine della cerimonia di consegna degli Ambrogini d'Oro (Rossi era uno dei premiati), gli chiedeva un suo parere sul tavolo della pace del prossimo 14 dicembre. 

Ha negato che nel 2006 gli inquirenti sportivi disponessero di altro materiale utile ad allargare i confini dell'indagine, quando invece i contenuti dell'audizione di Borrelli alla Commissione Giustizia del Senato e altri elementi di segno contrario che abbiamo già compiutamente analizzato stanno a dimostrare l'esatto contrario.

Comunque, conclude, per quel che ne sa, non avrebbero cambiato nulla: stessa tattica del suo sodale Auricchio, quel che riguarda l'Inter è irrilevante e 'non interessa' (stesse parole...stessa matrice?). E nemmeno tutto il resto del quadro che faceva da contorno alla 'sua' Inter  (basta citare l'incidente dei passaporti falsi, che dopo la condanna di Oriali e Recoba al Tribunale di Udine, abusando del potere di Super Commissario "impose" al Proc. Fed. Stefano Palazzi di non riaprire il caso, come invece il regolamento prevedeva/prevede!)  avrebbe mai potuto essere per lui condizione necessaria e sufficiente a macchiarne l'illibatezza richiesta dai tre saggi. 

Particolarmente grave, e davvero inquietante, l'invito a far tacere chi dice queste cose, quindi chi cerca la verità: le ultime parole che ci si sarebbe potuti attendere in uscita dalla bocca di un giurista di tal fama! 

Ci rifletta, prima di sedersi a quel tavolo, Gianni Petrucci, proprio colui che "avrebbe" scelto Guido Rossi quale commissario straordinario della Federcalcio. Non è soffocando la verità che si ottengono serenità e pace: per ristabilire l'equità occorre, anzitutto, che si dica la verità, l'unica cosa che può essere imposta, non certo il silenzio.

Francesco Ienzi

martedì, dicembre 06, 2011

BUON COMPLEANNO ANDREA AGNELLI


PRESIDENTE, 14 MILIONI  DI  JUVENTINI  SPARSI  PER IL MONDO  LE  AUGURANO BUON CONPLEANNO E 100 ANCORA  PIENI DI SALUTE E FELICITA' ASSIEME AI SUOI CARI E ALLA VECCHIA SIGNORA JUVENTUS
FIRMATO: 14 MILIONI DI SPASIMANTI DELLA VECCHIA SIGNORA JUVENTUS

sabato, novembre 26, 2011

ProCesso CalciOpoli come ProCesso FarsOpoli: SENTENZA GIA SCRITTA

LEPORE-NARDUCCI-AURICCHIO: LA GANG DELLA DISCARICA(tribunale)DI NAPOLI!

PROCESSO CALCIOPOLI - MAI STATO FAN DI TERESA CASORIA!    
Che l’aria non fosse favorevole agli imputati, nella aula di udienza del Tribunale di Napoli, ove si attendeva la lettura del dispositivo, lo si doveva capire quando, prima della sentenza, è iniziato su Raisport uno special curato dall’interista Civoli Marco, con ospite l’impasticcato interista Mazzola Sandro, e con la riesumazione del famigerato giornalista a delinquere del fogliaccio rosa milanese, Palombo Ruggero: questo perchè, quando si alzano in cielo gli avvoltoi, notoriamente c’è profumo di morte e di morti, o se preferite, in questo caso, profumo di condanna.

La lettura del dispositivo poi ha confermato quell’aria, ma più in generale tutto il clima nel quale si è celebrato il più grande processo burla della storia giudiziaria italiana, clima che purtroppo era stato dimenticato o non considerato, da molti, a seguito delle prove difensive portate, e dalla scoperta di quella vastissima quantità di intercettazioni nascoste da Narducci, Auricchio e soci, oltre alla dimostrazione delle innumerevoli contraddizioni contenute negli atti di indagine e nelle deposizioni di testi ritenuti "chiave", a cominciare dallo stesso Auricchio (pagato con denaro pubblico per leggere il giornale in ufficio il lunedì mattina, e farsi redigere le veline pilotate da un cosiddetto "giornalista" del famigerato fogliaccio rosa milanese).

Chi ha avuto la pazienza di leggermi in questi anni, sa bene che non sono mai stato molto fiducioso sugli esiti di questo processo, anche se ad un certo punto ho sperato che quel principio che si trova scritto nelle nostre aule giudiziarie, "LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI", fosse un principio reale e rispettato, non una mera dichiarazione di intenti, come è stata ridotta da anni.

E questo non perchè non dessi credito alle strategie difensive, al contrario le ritengo le migliori possibile, ben oltre le più rosee aspettative degli imputati e del pubblico di fede juventina che ha seguito le sorti e le varie fasi del processo di Napoli; semplicemente perchè non ho mai dimenticato che dietro la vicenda farsopoli (o, per fare contento il P.M. Capuano, vicenda calciopoli), non ci sono certo i modesti ascari che l’hanno propagandata, ossia i vari Palombo, Gualdi, Monti, gazziettieri in rosa vari, pletora para-interista che ha popolato i vari media nel 2006 e che ritorna prepotentemente oggi alla ribalta. Questi sono stati l’ultimo stato della grande impostura, la manovalanza scarsa dedita alle azioni di bassissimo valore, per lavare il cervello ai frequentatori dei bar dello sport, ma non certo le menti, nè gli esecutori, nè i beneficiari.

Calciopoli nasce nei piani alti dell’economia e della finanza nazionale: una grande banca, forse la più grande e ben addentrata nel sistema calcistico; un grande gruppo di telecomunicazioni, collegato e controllato da un grande gruppo industriale milanese, e molto potente quale sponsor calcistico; grandi imprenditori ed industriali che avevano investito (e male) nel calcio, per cui dovevano comunque recuperare gli investimenti; perversi intrecci di politica all’interno di Confindustria, con settori della politica nazionale; il tutto "avallato" da una situazione di difficoltà di un importante gruppo industriale e finanziario torinese, ove si celebrava pure una lotta ed una resa dei conti tra un piacione venuto dal nulla ma che da quel gruppo aveva avuto tutto, ed un imprenditore che forse voleva guadagnare quanto più spazio possibile in quel gruppo; ed il tutto con il beneplacito interessato di altro potentissimo gruppo editoriale milanese che, da quella vicenda, poteva trarre nuova linfa e nuova forza (come dimostrano sia la mite condanna del 2006, sia le vittorie successive). Questo è il contesto nel quale è nata farsopoli, ed è un contesto che, come vi renderete certamente conto, è ancora potente attualmente, cosa che impedirà ancora per qualche anno l’emergere della verità, sempre ammesso che riesca ad emergere.

Gli esecutori del progetto sono stati quelli che hanno controllato la giustizia sportiva dell’epoca, e dunque dai governanti del momento, l’infausta melandra, messa lì appunto perchè certi che non avrebbe capito nulla, Guido Rossi a Cesare Ruperto e Piero Sandulli, insigni giuristi che si sono vergognosamente prestati a fare da foglia di fico all’impostura; mentre i beneficiari sono stati quelli che avevano organizzato il piano, la banca citata che è rientrata dalle esposizioni notevoli ed ha potuto interferire ancora nel calcio, idem il gruppo di telecomunicazioni, salvo poi staccarsi dal gruppo industriale milanese che produce pneumatici, idem ancora gli imprenditori che avevano perso e molto a causa delle scelleratezze compiute da un dirigente calcistico perdente ed incompetente (e non a caso, appena tutti costoro hanno ottenuto i loro benefici, il dirigente calcistico in questione, e la sua squadra, stanno progressivamente ritornando laddove vivacchiavano fino al 2006).

Ci ha guadagnato anche chi si è venduto 109 anni di leggenda del calcio, con lucrose sponsorizzazioni del suo giocattolo, e aumentata influenza in Confindustria, cose pagate anche con la svendita di giocatori della Juventus. Ecco, provate a immaginare gli effetti devastanti di una sentenza di assoluzione a Napoli, avverso tutti costoro, ancora presenti ed influenti nelle sorti economiche e sportive del Paese: vi renderete conto agevolmente che non poteva esserci in alcun modo una sentenza favorevole agli imputati, che avrebbe prodotto decisamente una lunga serie di azioni di risarcimento danni, dalle conseguenze inimmaginabili.

Qualcuno dirà: ma la giustizia è un potere autonomo, dovrebbe funzionare senza condizionamenti, e dunque fare in modo che si condanni chi è colpevole realmente, e si assolva chi colpevole non è. Già, la giustizia, il potere giudiziario, "la legge uguale per tutti", l’autonomia e indipendenza della magistratura, tutte belle parole a cui si smette di credere appena si esce dalle aule universitarie e si entra in quelle giudiziarie, dato che ben presto si scopre che quello giudiziario, in quanto "Potere" autonomo ed indipendente, ha necessità di "garantire" per "garantirsi".

Provate mentalmente a rivedere le fasi di questo processo burla (e cercate di seguirmi con attenzione), nato a seguito di una denuncia presentata dal  direttore sportivo del Venezia Calcio, nei confronti di un dirigente del Messina, e di un gruppo di arbitri componenti la cosiddetta "combriccola romana", denuncia presentata ... a Napoli, da un veneziano contro un messinese e contro dei romani, per fatti avvenuti ovunque ma non a Napoli!

Indagine proseguita su imputati operanti in tutte le parti d’Italia tranne in Campania, e specificamente nella zona Torino, Milano, Livorno, Roma, e altre zone limitrofe, per fatti da essi commessi sempre in tutte le parti d’Italia ma non a Napoli e dintorni! Come mai?
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PER IL MALEDETTO IMBROGLIO, SCELTI TUTTI NAPOLETANI!
Giandomenico Lepore: Napoli
Francesco S. Borrelli:  Napoli
Giuseppe Narducci:  Napoli
Filippo Beatrice:  Napoli
Attilio Auricchio:  Napoli
Stefano Palazzi:  Napoli
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Chiedetevi infine la ragione per cui certe intercettazioni telefoniche a Torino sono state ritenute penalmente irrilevanti, ma a Napoli no, e capirete che Napoli era proprio il "luogo giusto" per fare decollare una vicenda che altrove sarebbe abortita in pochissimo tempo. Aggiungete pure che il Collegio giudicante, in particolare la presidente Casoria, è stato ricusato ben due volte dall’ineffabile Narducci (mister "piaccia o non piaccia", insabbiatore delle vicende non meno gravi che riguardavano altri) per essere ritenuto troppo filo difese degli imputati, e che la stessa dottoressa Casoria è stata "pressata" anche dal procuratore di Napoli, Lepore, e vi renderete conto che il Collegio giudicante aveva una sola via per smentire i sospetti lanciati da Narducci, ossia quella di condannare gli imputati, accogliendo in tutto o in parte le richieste dell’accusa. Accolte in tutto!

Aggiungete infine le solite ragioni di carriera dei singoli giudici, i collegamenti a correnti interne alla magistratura, i condizionamenti ambientali più disparati, vi renderete agevolmente conto che non potevano che servire la polpetta avvelenata letta in aula ieri sera (10-11-201). E stavolta è davvero avvelenata, visto che alla condanna di Moggi e degli altri, è seguita l’esclusione delle domande di risarcimento danni chiesti alla Juventus.

Come dire, la società bianconera non può rispondere in alcun modo dei fatti commessi da Moggi, e del resto nessuna delle gare bianconere oggetto del processo ha portato a condanne, ma quelle nelle quali Moggi avrebbe "manipolato" a favore della Fiorentina (i Della Valle condannati), o di altre squadre.
Si capisce che era questo l’unico modo per emettere una sentenza di condanna senza suscitare reazioni di qualcuno, dato che oggi il gruppo Exor e la Juventus presieduta da Andrea Agnelli, hanno ripreso prestigio e influenza, e certamente non sarebbe stata digerita come nel 2006 una eventuale condanna al risarcimento dei danni.

E si capisce pure il messaggio: le strade della Juventus e di Moggi, ammesso che fossero unitarie o parallele fino ad oggi, dovranno necessariamente separarsi, prezzo probabilmente da pagarsi, da un lato per avere la Juventus la restituzione di quanto toltole in questi anni, dall’altro per legittimare in qualche modo il post calciopoli e il temporaneo avvento di altre squadre leader nel panorama calcistico nazionale.
Del resto, la sentenza di Napoli si rivela essere un assist alle pretese di Andrea Agnelli, l’esclusione di ogni responsabilità della società bianconera è il presupposto per la richiesta intanto di revoca dello scudetto 2006 all’Inter, società oggetto invero di richiesta di archiviazione ma responsabile di fatti ritenuti dal procuratore sportivo Palazzi, veri e propri illeciti sportivi.

Insomma, l’aspetto più paradossale della sentenza sarà probabilmente un punto di forza per le rivendicazioni future della Juventus, a patto di non mischiarle con le vicende personali di Moggi; e si capisce pure che l’obiettivo vero dell’accusa, si realizzerà in appello, fra pochi mesi maturerà la prescrizione dei reati, e dunque alla fine ... vivranno tutti felici e contenti, da un lato non si potrà parlare di assoluzione ma di prescrizione, dall’altro si potrà dire che la condanna era ingiusta ma le lungaggini non hanno consentito l’accertamento della verità.

Questo per nascondere la realtà dei fatti: ossia che ci stanno raccontando la favola di un ex ferroviere che, a detta dei giudici di Napoli, sarebbe più potente di banche, aziende quasi monopolistiche di telecomunicazioni, industrie e società finanziarie, gruppi editoriali immensi, politici e governanti vari.
Chiudo questa mia lunga dissertazione, ripromettendomi di tornarci quando sarà depositata la motivazione della sentenza (prevista entro il 6 febbraio 2012), con due ultime osservazioni, la prima sul processo, la seconda sulle prospettive future, conseguenti a questa sentenza.

Fermo restando che, come detto, la difesa di Moggi e degli altri imputati ha fatto davvero il massimo, in un contesto ostile, non ho ben compreso la scelta difensiva di rinunciare ad alcuni testi ammessi ad inizio processo, ed in particolare all’audizione di Massimo Moratti: tutti i testi ammessi dovevano secondo me sfilare ed essere esaminati a dovere, anche a costo di allungare i tempi del processo (del resto non è stata colpa delle difese se la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata quattro anni dopo l’iscrizione della notizia di reato); ma in particolare doveva essere sentito proprio lui, cavaliere senza macchia e senza paura di un calcio pulito a parole ma sporco e marcio, che per vincere ha avuto bisogno di porre le sue fondamenta in una grande impostura.

La seconda considerazione riguarda noi juventini in genere.

Ho letto molta amarezza in tanti amici, e soprattutto intravedo il rischio di una contrapposizione tra i "moggiani ortodossi" e gli altri, conseguenza di un comunicato stampa corretto ma mal interpretato, quello emesso ieri sera dalla società bianconera. Come scritto sopra, adesso le due strade dovranno prendere comunque vie diverse, ma non è detto che saranno contrapposte, solo che per ora non possono proseguire parallelamente.

La vera guerra finale inizia adesso, contro chi ci ha tolto le vittorie maturate sul campo, contro chi ci ha svenduto nel 2006, e contro gli ascari servili che hanno provato a fare carriera attaccando la Juventus.

Ed è una guerra che deve essere portata avanti da tutto l’ambiente Juventus, società, giocatori sul campo e tifosi fuori, per vincere d’ora in avanti da un lato, e per riprendere ciò che ingiustamente ci è stato tolto.

I veri nostri avversari sono altrove, non certo in Corso Galileo Ferraris di Torino.

Antonio La Rosa 9/11/2011  - http://www.juworld.net/articolo.asp?id=18017 
LA GANG DEL SICARIO (tronchetti) MENEGHINO DEI POTERI OCCULTI


martedì, novembre 22, 2011

CALCIOPOLI: COMPLOTTO PAROLA GROSSA? MAURIZIO PANIZ, LA MENTE PENZANTE DI BERLUSCONI, TIFOSO DELLA JUVENTUS? E' COSA HA FATTO PER DIFENDERE LA JUVENTUS PER FARSOPOLI? HA FATTO DI TUTTO PER IMPEDIRE CHE SI NOMINASSE UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI GIUSTIZIA, E' SI INDAGASSE PER SCOPRIRE LA VERITA, PERCHE' SAPEVA CHE SI SAREBBE ARRIVATI A BERLUSCONI!

                                     
MAURIZIO PANIZ? UNO DI LORO!
                                                 
Alcuni FATTI come raccontati dal parlamentare: X iscritto allo Juventus Club Parlamento
(Associazione Parlamentare Giovanni Agnelli – Juventus Club)

Maurizio Paniz deputato PDL e capo gruppo del suo partito alla Camera, e’ anche presidente del Club Juventus Parlamento. Associazione che raccogle 145 scritti. Maurizio Paniz e Niccolo’ Ghedini sono l’anima, le due menti pensanti del Cavaliere. A sentire l’Onorevole X, Tutte le leggi, o proposte di legge ad personam del Cavaliere, sono uscite dalla mente dell’Avvocato Bellunese, e’ da lui proposte o suggerite…altro che Ghedini….

Questo per indicare il Potere dell’Avvocato Paniz. Ebbene, il potente Onorevole Maurizio Paniz, dicesi super tifoso della Juventus al punto da essere eletto Presidente del Club Juventus, dedicato all’Avvocato Agnelli (si stara’ rivoltando nella Tomba!). L’Onorevole X dice che nel Club sono rappresentati
tutti i Partiti politici. Quindi piu’ che by partisan!

Allora come mai che con tanto potere, in oltre 5 drammatici lunghi anni per i tifosi Juventini, non ha mai sentito il bisogno di chiedere una commissione parlamentare di inchiesta per far luce su Calciopoli?

ON. X : E’ si che Paniz riceveva molte e-mail dai tifosi per un suo interVento, affinche’ facesse qualcosa, niente, sempre evasivo… e con quel sorriso beffardo dipinto sul volto.

E’ perche’ voi del club non gli avete messo pressione?
ON. X: ci abbiamo provato, ma ha sempre risposto in modo evasivo e cambiando argomento.

Ma come, se ancheun radicale (Marco Beltrandi, in periodo elettore… of course) su calciopoli ha promosso una commissione parlamentare di inchiesta.Non potevate voi almeno appoggiarlo?
ON. X: Lo abbiamo fatto, lui per primo, ma a parole… Poi a microfoni spenti ha cominciato a fare lobby per il contrario, e l’avvocato Paniz e’ molto, ma mooolto persuasivo….

Ma perche’? Come spieghi questo comportamento, questo volta faccia?
ON.X: Berlusconi…

Berlusconi?
ON.X: ” Si, Paniz era venuto a sapere di certe trame tra Berlusconi, Tronchetti e il generale Pollari, se abbia saputo dal premier o da chi non lo so. Non so se sapeva anche del Generale Mario Mori… certamente deve averne parlato con Berlusconi, e’ sono convinto che sia stato lui a chiedergli di fare di tutto affinche’ calciopoli restasse fuori dal Parlamento. Devono aver parlato anche di Mori. A berlusconi non conveniva tenerlo allo scuro…sapevano che con un’inchiesta parlamentare sarebbe venuto fuori il coinvolgimento dei Servizi Segreti: il Generale Pollari e la Morte di Adamo Bove; Il Generale Mori, con Arcangioli e Auricchio, e la falsa inchiesta per incastrare Moggi e la Juve.

Ma ora che Berlusconi e fuori dei giochi, Paniz potrebbe Parlare….
ON.X: Non Paniz e per mille ragioni: prima perche’ e’ un rispettabile Avvocato e ne andrebbe minata la credibilita e l’onore, poi perche’ a rimetterci ci andrebbe solo lui. Berlusconi oltre ad essere potente di suo, e’ anche concusso con gli altri poteri… La figlia marina siede a fianco di Tronchetti nel CDA di Mediobanca, il fido Confalonieri all’ “Aspen Istitute” con John Elkann, Paolo Mieli, Gabriele Galateri di Genola, Francesco Caltagirone, Cesare Romiti, Luigi Abete, Romano Prodi Ecc. Ecc. Ecc….” Cantare l’avvocato Paniz”? No! Pitttosto si fara’ tagliare la l’ingua!
IL BOSS E IL SICARIO
inviato da Federico Antonio
afedericoantonio@aol.com

venerdì, novembre 18, 2011

Condanna Moggi e incompetenza TNAS...nessuna sorpresa. Ecco perche`.

Nessuna Sorpresa sul verdetto del Tribunale di Napoli, ampiamente previsto, e immortalato in piu' occasioni nelle e-mail inviate alle maggiori testate di Milano, Roma, Torino e Firenze, ed a decine di giornaliti, per esempio:  il 6/10/2011 interOpoli: Abete & Palazzi i protettori dell'intoccabile "massimo" --- E il 12/10/2011 GIULEMANIDALLAJUVE e JUVENTINO VERO: giustizia sportiva? ---- Come nessuna sorpresa sul responso dell'udienza del TNAS del 16 novembre sull' Esposto della Juventus, come non lo fu il responso del 10 ottobre 2011. Perfettamente in linea con quelli che sono i dettami della Cupola Mafiosa (Loggia Massonica) di Milano. Si badi bene, Milano che non vuol dire soltanto i Tronchetti Provera-Moratti, perche' va oltre questi nomi, e' va ben oltre i confini di Milano: Torino e Roma, il famoso triangolo della morte...dell'Italia! Alla luce del verdetto di Napoli, e dell'autodeterminata incompetenZa di tutte le istituzioni sportive per dare una Risposta al "PRESIDENTE della JUVENTUS", a giochi fatti, rifaccio alcune domande, per determinare se il Pescatore Portoghese Jose Mourinho aveva ragione a definire i giornalisti (e presunti tali) italiani: "prostitute intellettuali"!

*Perche' Giovanni Petrucci ha dato il potere di "commissario-speciale ad un dirigente dell'inter: Guido Rossi; colluso con i proprietari della stessa: i Moratti e Tronchetti provera, ed essendo il conflitto di INTERessi evidente, lapalissiano, chi glielo ha imposto?
*Perche' Guido Rossi ha potuto commettere i crimini di interLand tranquillamente, con il support (la gogna mediatica di Corsera & Gazzetta!) del piu' potente braccio armato della piovra: RCS-Mediagroup?
*Perche Guido Rossi ha portato con se come vice commissario l'atro colluso con Moratti & Tonchetti: Paolo Nicoletti?
*Perche appena annientata la Juventus, Guido Rossi e' stato premiato: prima con la presidenza di Telecom, e a seguire "ufficiale" Special Adviser della Famiglia Elkann, proprietari della Juventus?
*Perche' hanno chiamato Francesco S. Borrelli (un'altro braccio armato della piovra:  tangentopoli dixit) per uno scandalo sportivo?
*Perche' il massone Giovandomenico Lepore ha consegnato i documenti dell'inchiesta a Francesco S. Borrelli (un libero cittadino!), per poi darli alla Gazzetta dello Sport e usarli assieme a quelli che loro (gli sciacalli della procura di Napoli) in incognito hanno dato ai giornalisti di Espresso Republica, per la gigantesca gogna mediatica che ha creato il famoso sentimento popolare: giudice Serio dixit?
*Perche' gli attori della "drammatica-farsa" li hanno scelti, oltre a un Toscano, un Calabese ed una Pugliese, TUTTI Napoletani?!!!
*Perche' mano mano che la mess'inscena si avviava alla conclusione, gli attori (escluso Narducci, al quale era stata promessa la promessa la promozione a procuratore capo!) venivano promossi e trasferiti? Arcangioli, Auricchio, Beatrice ecc.ecc.?
*Perche', malgrado il grido di dolore nella relazione alla commissione parlamentare di Borreli (per mancanza di tempo e personale  l'inchiesta non e' completa, e resta ancora molto lavoro da fare), hanno abolito l'ufficio indagini, dando tutto il lavoro di procura e ufficio indagini ad una sola persona: Stefano Palazzi, se prima con due uffici non si era potuto concludere il lavoro?
*Perche' Palazzi ha condotto per mano lgli illeciti di moratti & facchetti alla Prescrizione, non volendo....o non dovendo continuare l'inchiesta nel 2006, malgrado il chiaro invito di Borrelli a continuare il lavoro da lui lasciato incompiuto, e' fino al 2010 nulla ha fatto, muovendosi soltanto nel dicembre 2010, ben OTTO mesi dopo l'esposto per la revoca dello scudetto di cartone da parte della Juventus, ma solo dopo le reiterate sollecitazioni del Presidente Andrea Agnelli,,,e comunque aspettando altri 6 mesi, cioe' fino al giorno della prevista INTERvenuta Prescrizione?!!!
*Perche' Massimo Moratti, teste della difesa e che o vedeva coinvolto come parte lesa, si e' incontrato con il capo dell'inchiesta: il colonnello Attilio Auricchio ed il Publico Ministero del processo Giuseppe Narducci in un luogo protetto da "TRE ALANI": i giornalisti: Gianni Cipriani, Gianni Mina' e Valerio Piccioni (il Piccione Gazzettaro socio di Maurizio Galdi il collaboratore di Auricchio, cioe' colui che gli forniva i tabellini con falsi dati). Quel colonnello Auricchio resto' per oltre mezzora spalla spalla a confabulare con il fetido Petrolire sotto lo sguardo attento dei suddetti ALANI, e quando arrivo' il suo turno, il Pm  Narducci si chiuse in conclave nell'ascensore con il presidente dell'inter per SETTE lunghi minuti!!!?
*Perche' il presidente dell'inter, un tesserato convocato a presentarsi in procura federale per essere interrogato sui rapporti con i designatori Bergamo e Pairetto, si e' rifiutato dichiarando ai media: se il procuratore Federale mi vuole parlare, che venga nel mio ufficio!???
*Perche' il procuratore federale, invece di fare il suo dovere: deferire Moratti, e' andato lui a rinchiudersi per tre ore e mezza con gli avvocati della Saras nell'ufficio di moratti, dove si dice che furono gli avvocati di Moratti a fare la stesura della relazione da presentare al consiglio Federato dall'Ebete Giancarlo, con la farsesca accusa degli illeciti Prescritti!!?
*Perche' a suo tempo il procuratore federale, non un giudice, ma un investigatore, ha dichiarato prescritti moratti-facchetti e inter? Chi le ha hato questo potere, Tronchetti Provera? Edmondo Bruti Liberati? Michele Vietti? Faccia di tonno-Palamara? Ha tramato con la concittadina Boccassini?...Or did someone make him an offer he couldn't refuse..like: il volo del Bove: volare da un cavalcavia come Adamo Bove? 
*Perche' il magistrato Ilda Boccassini ha segretato le malefatte di Massimo Moratti e', NON vuole consegnare all'Avvocato Gallinenelli il modello 45 strumentale per la difesa di Massimo De Santis? Ilda Boccassini e' una corrota che fa il teatrino contro Berlusconi per distogliere l'attenzione dai crimini di Tronchetti-Moratti?
*Perche' il procuratore Palazzi non ha deferito Moratti e Facchetti per l'illecito per avere un rapporto segreto con l'arbitro in attivita'-Danilo Nucini?
*Perche' il capoufficio indagini Borrelli, per incolpare moratti & facchetti non ha chiesto il modello 45 alla procura di Milano, come fece a suo tempo con la procura di Torino?...questo e' lo stesso capoufficio indagini che si precipito' a Napoli dal suo sodale Lepore a chiedere i documenti per incolpare la Juventus-Giraudo-Moggi, senza averne dritto?
*Perche tutte le istituzioni sportive danno gli stessi verdetti...in foto copia?
*Perche' il corrotto giudice Luigi Fiasconaro per salvare il culo-(la faccia) al suo presidente: Luca Palamara, si e' inventato un verdetto di violenza privata, 16 mesi di carcere per aver detto a un suo calciatore: senti, l'allenatore non ti vede, e se non accetti Perugia, tutte le domeniche ti tocca andare in tribuna... E' allora cosa dovevano fare a Lotito per il caso Ledesma, e' specialmente a Cellino che ha rischiato di stroncare la carriera al secondo portiere della Nazionale? E' palamara dove e' stato in tutto il tempo che Lotito e Cellino consumavano la violenza?!!! Si tratta dello stesso disonesto presidente dell'Ass. Naz. Magistrati: Luca Palamara che insabbiato "l'illecito dell'assicurazione" SENSI-BERGAMO!
*Perche' l'altro Napoletano: il giudice De Gregorio nel processo con rito abbreviato ha condannato Giraudo senza prove, ma motivando come "dati certi" le schede sim di gestori stranieri fornite da Luciano Moggi agli arbitri (senza nessuna prova che cio' fosse avvenuto!), e per il peso che l’uomo aveva nell’ambiente calcistico, peso sul piano logico compatibile piuttosto che con la sua qualità di amministratore di una società avente pari dignità di altre, con la sua appartenenza ad un gruppo organizzato ed influente sulle cose di calcio, secondo il corrotto De Gregorio!?
*Perche' Auricchio non ha indagato per vedere se corrispondevano al vero, le voci che volevano le SIM comprate dall'inter date ai carabinieri che andavano nelle localita' di residenza degli arbitri, senza accertarsi se gli stessi fossero nelle loro dimore o fossero assenti? Ragion per cui la "Banda di Di Laroni" faceva degli illegibili scarabocchi a mano, invece di usare la tecnologia per gli accertamenti?!
*Perche' Giancarlo Abete, fratello scarso di Luigi, ostenta tutta questa sicurezza e tranquillita? Forse perche' il fratello Luigi e un membro dell' Aspen Community e colluso con John Elkann, che dell'Aspen Istitute ne e il Vice Chairmen....e' perche' da Presidente della BNL e' colluso con Tronchetti Provera vicepresidente di Medio Banca...e' tutti e due collusi con il delinquente Luca Cordero di Montezemolo (quel delinquente del quale Romiti disse che lo hanno beccato alla Fiat che delinquenzava e lo mandarono alla Cinzano!), quello che traeva vantaggio dello spionaggio industriale che Tronchetti faceva fare a Tavaroli al mondo della Formula Uno, e' che gli a permesso di scoprire la Spia della MacLaren in casa Ferrari permettogli di di intascare 100 milioni!

Ecco che tutte le risposte convergono nella Cupola-Telecom-Rcs....che con 100mila dossier in mano, controlla e domina gli italiani che ontano. Un amico mi ha detto: che in questo affaire, i padroni della Juventus (famiglia Elkann)se anche ci rimettono 2/300 milioni, sono una goccia di olio nell'oceano di interessi che la juventus gli produrra' nel prossimo futuro. Ma la parte piu' importante dello scandalo e, di aver permesso alla cupola di commettere un'infinita' di delitti di ogni genere, finanziari in primis per miliardi di Euro.... e galera evitata agli impuniti di TronchettOpoli del Paese Dei Moratti.!!!

Francesco Calabrone

VINOVO 17 Novembre 2011: Conferenza Stampa del Presidente Andrea Agnelli

«RISPOSTA  A giovanni petrucci, SULLÀCCUSA  ALLA  JUVE, DI DOPING LEGALE»
https://www.youtube.com/watch?v=3cQfQA2q7C0

"Questa mattina, il presidente del Coni Petrucci ha tenuto una conferenza stampa che ho ascoltato molto attentamente. Nonostante non abbia mai citato direttamente la Juve, parlare di doping legale è stato chiaramente un chiamarci in causa. Voglio replicare partendo dal fatto che oggi si è insediato un nuovo governo, a cui va il nostro in bocca al lupo per il duro lavoro che dovrà svolgere. All'interno di questo lavoro molto importante viene da fare una riflessione semplice ed efficace: ognuno faccia il proprio mestiere. Io faccio il presidente della Juve con grandissimo orgoglio e devo tutelare gli interessi del mio club. Petrucci ha fatto un appello affinché torni armonia e serenità nel mondo sportivo e nel calcio ad altro livello: è giusto e doveroso cogliere l'appello dell'istituzione. Il presidente ha richiamato al rispetto delle regole. Per quanto mi riguarda noi abbiamo sempre rispettato le regole e continueremo a farlo".

«ESPOSTO FIGC LETTERA MORTA PER 14 MESI. CALCIOPOLI CHIUSA IN QUATTRO» 
"Ma dal maggio del 2010 ad oggi - ha proseguito il presidente del club bianconero - sono avvenuti avvenimenti straordinari che esulano da un percorso normale e vorrei ripercorrere con voi le tappe principali affinché sia chiaro il comportamento della nostra società. Partiamo da maggio 2010, quando presentiamo un esposto alla Figc per verificare i presupposti per l'assegnazione (l'assenza di comportamenti poco limpidi) dello scudetto 2005-2006 all'Inter. Questa nostra richiesta di risposta per garantire la corretta giustizia ed equità da parte dell'istituzione resta lettera morta per 14 mesi. E qui si impone una Prima riflessione doverosa con gli ordinamenti di giustizia sportiva: si è svolto un maxiprocesso nel 2006, quello di Calciopoli, in soli quattro mesi arrivando a pesanti condanne, ci sono voluti 14 mesi per rispondere ad un esposto di otto pagine".

«RELAZIONE PALAZZI POCHI GIORNI DOPO L'AVVENUTA PRESCRIZIONE DEI FATTI»
Dopo la prima stoccata, Agnelli continua il suo excursus ricordando la relazione del procuratore federale Stefano Palazzi e la sua tempistica: "Il 26 ottobre 2010 riceviamo dalla federazione una lettera in cui ci comunica che ha valutato il nostro ricorso, alla luce del lavoro della procura federale già in corso. Unica comunicazione ufficiale in 14 mesi di silenzio, quando arriviamo al 1 luglio 2011, giorno della relazione Palazzi. Relazione che arriva proprio qualche giorno dopo l'avvenuto trascorrere dei termini di prescrizione degli atti contestati e che rileva una «notevole rilevanza disciplinare degli elementi presenti e concrete conseguenze sul piano sportivo, per la fitta rete di rapporti stabili atti a inficiare il giudizio arbitrale, violazione dei principi dell'art.1 e dell'art.6, lesione di principi fondamentali della gestione arbitrale». A questo punto la vicenda non può che diventare politica".

«IL CONSIGLIO FEDERALE POTEVA DECIDERE E NON L'HA FATTO»
"Fino al luglio 2011 abbiamo avuto totale fiducia nell'ordinamento sportivo, rispettando tutte le regole. Poi il Consiglio Federale da noi sollecitato decide di non decidere e solo allora, quando il Consiglio ha tutti i poteri per rivedere la decisione («Il commissario straordinario racchiude in sé i poteri del Consiglio Federale», ricorda Agnelli) e invece decide di dichiararsi incompetente, decidiamo di utilizzare gli strumenti legali a nostra disposizione per tutelarci".

«RISPETTO DELLE REGOLE? SEMPRE E PER TUTTI»
Agnelli è un fiume in piena. "Voglio ricordare che l'ordinamento giuridico sportivo è all'interno di un ordinamento superiore, la giustizia italiana. E quindi accolgo l'appello del rispetto delle regole, che devono valere però sempre e per tutti".

«AL TNAS FIGC E INTER HANNO MANDATO SOLO AVVOCATI»
"Passando al Tnas, che si è dichiarato incompetente in questi giorni, e alla definizione di 'doping legale' che è venuta fuori: il Tnas prevedeva anche la possibilità di un tavolo conciliatorio e voglio ricordare che a quell'incontro di conciliazione io ero l'unico presidente presente, che è l'unica persona in grado di conciliare. Figc e Inter in quell'occasione decisero di mandare solo i loro legali".

«A PETRUCCI E GNUDI CHIEDO UN TAVOLO POLITICO PER CHIARIRE PASSATO E DISCUTERE DEL FUTURO»
E si arriva al rilancio al presidente del Coni e al nuovo ministro dello Sport e del Turismo: "E' vero ed è corretto concordare sul fatto che il clima si sia riscaldato da un punto di vista legale, ma noi abbiamo deciso di intraprendere un cammino che, sottolineo di nuovo, rispetta tutte le regole. Petrucci chiede un passo indietro? Io chiedo a Petrucci e a Gnudi, neoministro di Sport e Turismo, di fare un passo avanti e di aprire un tavolo politico dove far confluire tutti gli elementi emersi dal 2006 al 2011 e concentrare i nostri sforzi per dare un futuro migliore allo sport e al calcio di alto livello, una delle dieci industrie principali del nostro paese. Ci sono tanti argomenti da discutere: leggi sugli impianti sportivi, riforma dei codici di giustizia sportiva, Legge Melandri. Questo tavolo avrebbe la possibilità di riportare armonia e serenità nel mondo del calcio, che resta la cosa piu bella e affascinante visto giocare dai bambini, dai ragazzi, da tutti ma ad alto livello è anche un business da miliardi di euro".

«TAVOLO POLITICO PER RIDARE SERENITA'» 
Agnelli, nel rispondere ai giornalisti, ribadisce il concetto: "La risposta a Petrucci è quindi l'idea di un tavolo insieme conciliatorio e proiettato ai problemi futuri. L'agenda? "Il tavolo deve essere il capo dello sport italiano a convocarlo. Per chiarire gli ultimi cinque anni e per proiettarci al futuro. E lì mi presenterò come presidente della Juventus, di un club che ha rispettato nel suo cammino tutti i passaggi della giustizia sportiva con il massimo rispetto delle istituzioni e degli organi che le appartengono. Il tavolo per me sarebbe un buon modo per portare un clima di serenità in questo ambiente, come l'appello di Petrucci di estremo buonsenso richiedeva. Io sono pronto a partecipare oggi stesso a questo tavolo se si dovesse decidere di aprirlo, ovvio che questo tavolo dovrebbe essere anche politico".

«RICONOSCERE I NOSTRI ERRORI? SIAMO ANDATI IN B...»
Si chiede la disponibilita ad Agnelli di riconoscere gli errori della Juventus. La risposta è icastica: "La Juve ha accettato serenamente le decisioni della giustizia sportiva. Siamo stati penalizzati e retrocessi. L'abbiamo accettato e siamo ripartiti serenamente, per cercare di tornare a vincere sul campo e chiudere così questo cerchio. Noi i nostri errori li abbiamo riconosciuti, non c'è gesto più nobile nella vita come quello di riconoscere un proprio errore. Cosa che poteva fare anche il Consiglio Federale".

«MOLLARE? NON FA PARTE DEL MIO DNA»
A Napoli non è emersa nessuna responsabilità oggettiva del club, ma prima di fare valutazioni il presidente bianconero ritiene "giusto e corretto attendere il terzo grado di giudizio, quello definitivo, prima di questo è difficile poter valutare. Quando si chiuderanno allora ne parleremo. Se ho mai pensato di mollare? Non fa parte del mio Dna".
QUESTO AGNELLI, RIFLESSIVO E DECISIONISTA
                           

Perche' la Triade moratti-petrucci-abete, ha paura della Giustizia?

   Il brutto del alcio
di Davide Fumagalli

Andrea Agnelli, in data 14 novembre 2011, ha formalmente vinto due prestigiosi premi.
Il primo (Premio Sport e Lavoro) gli è stato consegnato al teatro Regio di Parma direttamente dal Presidente del Parma Calcio Tommaso Ghirardi, nell'ambito della rassegna "Premio Internazionale Sport Civiltà". Insieme a lui, altri sportivi, personaggi del mondo del giornalismo e la moglie del calciatore Stefano Borgonovo hanno ritirato i restanti riconoscimenti, in qualità di rappresentanti illustri e degni di merito dello sport italiano ed internazionale, a vario titolo.
Il secondo, ambitissimo e, naturalmente, più strombazzato, gli è stato affibbiato nel corso della contemporanea manifestazione "Premio Facchetti: il bello del calcio".

Ad onor del vero, il riconoscimento creato dalla Gazzetta dello Sport e dalla famiglia Facchetti e consegnato nella Sala Buzzati della RCS, è andato a "Le Roi" Michel con la seguente motivazione: "A prescindere dalla fama e dalla fortuna — che nel suo caso non mancano — un uomo è speciale quando mantiene uno stile riconoscibile nelle diverse fasi ed esperienze della vita. Michel Platini è un eterno ragazzo che, dopo aver incantato Francia e Italia con le sue giocate meravigliose accoppiate alla capacità di non prendersi troppo sul serio, ha saputo reinventarsi dirigente sportivo di altissimo profilo senza perdere il gusto dell’ironia, e della «giocata» spiazzante, nel campo delle idee.

E dopo aver esaltato i tifosi della Juve senza mai risultare antipatico agli altri - circostanza che lo rende un felice alieno - il suo impegno all’Uefa è ora animato da una spinta propulsiva trasparente, il bene del gioco inteso come patrimonio comune". A premiarlo, un sorridente Massimo Moratti ed i figli della bandiera interista alla quale è intitolato il premio, di fronte ai vertici della Federcalcio e dello sport italiano Abete, Petrucci, Albertini e Galliani, in prima fila in una platea composta soprattutto dai giornalisti del quotidiano più rosa che esista: perché in definitiva, al di là di quel che sembrerebbe, non era un premio di natura federale né attribuito dall'Inter, bensì un riconoscimento assegnato da un giornale della galassia RCS (legata, questa sì, commercialmente al club nerazzurro: e poi, in RCS si nasce interisti), forse in funzione della tutela di quelle figure sportive da preservare, come ebbe a dichiarare proprio il direttore della Rosea, in occasione della scorsa edizione di questo premio.

Ma ecco che una notizia scuote la platea e rovina la festa dei gazzettari, dei dirigenti federali e di quelli interisti, curiosamente uniti a festeggiare nella stessa sala e ad inneggiare alla memoria del grande Giacinto: Andrea Agnelli ha compiuto l'ennesimo passo, il ricorso al Tar del Lazio. Chiedendo 443 milioni di euro di risarcimento alla stessa FIGC.

Questo il comunicato apparso sul sito bianconero: JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011.

Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese.

Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011.

Immediato il conferimento del premio "il brutto del calcio" al Presidente bianconero Andrea Agnelli: la decisione di uscire con questa boutade senza prima controllare che si trattava proprio del giorno della memoria non è andata giù.
"
I nostri legali capiranno di più questo desiderio di attaccare. Non credo al cattivo gusto fino a quel punto (per la coincidenza dell'evento, ndr)", sentenzia Moratti, che ribadisce: "La Juve chiede 443 milioni di danni? Sono tanti, non entro in questa cosa perché, se devo essere sincero, la trovo ridicola". Gli fa eco Abete: "L'iniziativa della Juventus sul versante risarcitorio era preannunciata ma, ed è una mia valutazione, forse non era il giorno giusto per presentarla". Anche Petrucci si straccia le vesti: "Troppi avvocati nel calcio!"

Si muovono anche i legali della Federazione, preoccupati, certo, da una richiesta milionaria e solo apparentemente spropositata (oltre che inopportuna, ma questa è la solita solfa). A rimorchio arriva, dalle colonne del Corriere della Sera, la richiesta di Roberto Perrone di assegnare di assegnare ad Agnelli il premio "Sport e perfidia": peccato che la Juventus ha presentato un ricorso del tutto legittimo.

Chissà perché queste sparate non venivano fatte quando Moratti chiedeva (eccome!) gli scudetti bianconeri? E mica solo quelli degli anni sotto indagine, pure quello del '98 e perché no, magari anche quello della figuraccia del 2002 (accomunati fondamentalmente dall'immagine di un Ronaldo in lacrime, più che da presunte ruberie).

Peraltro, Andrea Agnelli ha subito risposto alle prevedibili reazioni del duo inscindibile Federazione Gioco Calcio-Internazionale (che poi così non ci sarebbe nemmeno da cambiare l'acronimo della Federcalcio...): "Il ricorso al Tar è semplicemente il follow up, la prima delle sette azioni che avevamo annunciato in agosto". Ha poi continuato: "La nostra è un'iniziativa tesa a verificare gli atti amministrativi compiuti dalla Federazione nel 2006 e nel 2011. Abbiamo bisogno di chiarezza con la Figc: o si è sbagliato prima, o si è sbagliato dopo. Il nostro atto è rivolto verso chi ha giudicato. L'Inter? È un danno collaterale". Per finire con una critica piccata, che testimonia come lo stile Agnelli non sia proprio stato dimenticato: "Alcune istituzioni hanno l'abitudine di far trascorrere i termini, altre no".

Per l'appunto, c'è chi attacca lo stile ormai perduto della casata piemontese, come se il voler proseguire una battaglia contro altre società o contro la Federazione sia un'onta per gli illustri avi: e così, per tagliar la testa al toro, la società Juve ha rilanciato con ulteriori esposti: uno al Prefetto di Roma, in cui si chiede il commissariamento della Federazione; in particolare, che: 1) eserciti i poteri di controllo e vigilanza sulla Figc, 2) ordini l'immediata sospensione del provvedimento del Commissario Straordinario della Figc, l'avvocato Guido Rossi, in data 26 luglio 2006 e della delibera del Consiglio Federale in data 18 luglio 2011, 3) ordini lo scioglimento del Consiglio Federale della Figc, nominando un Commissario Governativo.

E non è finita qui: visto che anche il Tnas ha dichiarato la sua incompetenza a decidere sul ricorso del club bianconero avverso Figc e Inter sull'assegnazione dello scudetto 2006 ai nerazzurri, decisione che mette fine al percorso della Juventus in campo sportivo, i legali della società torinese oggi presenteranno un esposto al procuratore regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per chiedere di verificare se sia ravvisabile un danno erariale del comportamento della Figc nei confronti della Juve

Non essendo ancora disponibili le motivazioni della sentenza che ha condannato Moggi a Napoli e che ha escluso, invece, la Juve dai risarcimenti alle parti civili, non troviamo lecito dare per certa l'inutilità di questi ricorsi. Questa è la strada intrapresa, questo è il difficile sentiero su cui la società bianconera aveva annunciato si sarebbe inerpicata, tentando di raggiungere quanto le spetterebbe di diritto. O quantomeno, sperando di ristabilire la verità dei fatti e la famosa parità di trattamento, la quale, Moggi o non Moggi, ancora non si vede all'orizzonte.

ju29ro.com: 16 Novembre 2011

giovedì, novembre 17, 2011

L'etica sportiva del Massone, a capo dello sport italiano...

A Giovanni Petrucci, il  braccio armato dei Poteri forti che si atteggia a padrino, vorrei chiedere: lui che parla di etica sportiva, se ha idea di come distribuisce i fondi il suo Coni per relizzare un campetto o un centro sportivo???

Ha mai notato che spesso un impianto sportivo viene rifinanziato una, due o anche tre volte?

Ha mai guardato i servizi di Brumotti, le Iene o Striscia sulle piscine olimpioniche e i centri sportivi finanziati dal Coni e mai portati a termine??? Vuole qualche esempio, signor Petrucci?? Vuole qualche cifra????

Sa che il Coni distribuisce soldi in base alle simpatie e alle conoscenze politiche e massoniche, spesso ignorando chi ha realmente bisogno e le società minori che non hanno un presidente amico di...o cugino di....?

Lo sa che a livello di Società minori di calcio (per esempio Lega nazionale dilettanti), si decide chi deve salire e chi deve scendere ancora prima che il campionato inizi?? Che si perde apposta per far salvare tizio o caio, che si ricorre alle squalifiche mirate e si vendono giocatori in cambio di punti salvezza o promozione?

Lo sa come si reclutano atleti Etiopi o nigeriani, poco più che bambini, a cui il SUO Coni di mer*** rilascia regolare  tessera sportiva  per conto di società sportive che li fanno correre, li spremono fino a 21/22 anni, li sfruttano per avere contributi per istruzione, abbigliamento, attrezzature d'allenamento e poi il 99% li rimandano al loro paese con pochi spiccioli, dopo averne intascati dieci volte dieci dalle gare vinte e dallo stesso Coni????

Ora che fa.... al sentire la parolaTar si è messo a dettare una nenia araba per addormentare i polli, forse ha paura che questa volta il ricorso non venga ritirato, e si andrè fino in fondo?

Ha forse capito che per quanto l'Associazione a Delinquere Mediatica lo Nasconda, con internet tutti sanno/verranno a sapere che lui e un Pericoloso  Braccio Armato dei Poteri Forti (massoneria!), che crede di agire da padrino occulto, mentre e da tutti spernacchiato...e corre il pericolo che si scopre il pentolone e si viene a sapere della trama: Petrucci-Carraro-Galliani-Collina dello scudetto nel pantano di Perugia assegnato alla Lazio, e quello "Manzelliano" della Roma con le regole cambiate in Corsa e scaccia le ombre che gli assillano la sua anima merdosa?

E malgrado i fetido silenzio mediatico, con il solo Tiuttosport a riportare le schifezze dei adri federati, Coni e federazione si sentono sotto mira e allora urlano messaggi ai loro padroni....  si fanno forza, si difendono a vicenda, annusano che stanno perdendo la poltrona, i soldi, tanti, che fottono alla povera gente...questa gentaglia al suo interno ha formato una cooperativa in cui uno ripete le ca**ate dell'altro, decidono "coram popoli "di non difendere, insieme, abbracciati, come soldatini che vanno a morire per la patria ( la loro ), questa in Calabria si chiama associazione a delinquere.

Ho tifato per Platini, delusione amara, un mito quel numero 10...(da invertire ora a 01) che scende in mezzo alla spazzatura per perdere la faccia e il c..lo. Maledetto il potere e i soldi che annebbiano la vista! Agli Amici Juventini di qualunque ceto dico, non molliamo, nei giornali si parla di noi juventini , siamo chiamati antipatici, ossa dure, perchè onesti è non ricattabili per nessun prezzo! Nella ricerca della Verità e della Giustizia Restiamo Uniti, e dopo avergli rotto il c**o sul campo, cerchiamo sempre più di rompere i co****ni a tutta questa mandria di "vili" pecoroni! .

Etica sportiva? Come non ricordare che Giovanni Perucci è, il massone che da presidente del Coni si è "autonominato" Commissario della FIGC, e con l'aiuto dell'Associazione a Delinquere Mediatica ha dato gli scudetti del Giubileo a Lazio e Roma, e con Carraro e Cesare Geronzi ha salvato la squadra giallorossa dal fallimento! FAI SCHIFO! Altro che etica sportiva....

lunedì, novembre 14, 2011

La Juventus Ricorre al TAR contro Figc & inter, e chiede: Danni per oltre 443 milioni e commissariamento

GLI ASSOCITI: inter & FIGC hanno voluto la guerra? E' Guerra Sia!

COSA CHIEDE LA JUVENTUS:
La richiesta della Juve alla Figc è di 443.725.200 euro - In merito al ricorso presentato dalla Juve al Tar del Lazio, dal sito web di Repubblica si apprendono ulteriori particolari, desunti dalle oltre cento pagine che compongono il ricorso stesso, sulla quantificazione dei danni: "La quantificazione dei danni ingiusti patiti dalla Juventus Football Club s. p. a in conseguenza dell’illecita condotta tenuta dalla F.I.G.C. è pari ad euro 443.725.200“. In dettaglio:
- 79,1 milioni di euro è costata la mancata partecipazione alle coppe europee;
- 60 milioni di euro è il danno derivato dalle cessioni sottocosto di giocatori svalutati a causa della retrocessione in serie B. Entrando nei dettagli, il club evidenzia che la perdita di valore dei giocatori inseriti nella prima squadra e la richiesta da parte di alcuni di loro di essere ceduti al fine di poter partecipare con altre società calcistiche alle competizioni sportive più prestigiose ha causato consistenti minusvalenze: In particolare, aver dovuto svendere Ibrahimovic avrebbe causato 44,7 milioni di euro per mancata plusvalenza: la cifra è “pari alla differenza tra il corrispettivo della cessione del calciatore Ibrahimovic alla Società Football Club Internazionale Milano s.p.a.", cioè 24,8 milioni, "ed il corrispettivo della cessione del medesimo calciatore da quest’ultima al Barcellona F. C.", cioè 69,5 milioni. A questi 56,8 milioni vanno ad aggiungersi 3,2 milioni di euro di danno derivato dalla cessione di altri elementi importanti della rosa, come Cannavaro, Emerson e Zambrotta ("mancata prestazione sportiva" );
- 41,5 milioni di euro ”dai mancati e/o ridotti introiti derivanti dalla cessione dei diritti televisivi per l’ormai persistente mancanza della Champions League e della costante riduzione dell’attrazione commerciale e delle sponsorizzazioni”;
- 110 milioni di valore di perdita di valore del marchio Juve;
- 20 milioni di euro, derivanti dal ritardo nella costruzione e nell'apertura del nuovo stadio di proprietà, ritardo che avrebbe cagionato "un danno da perdita del margine sugli incassi da vendita dei biglietti, che la Società ricorrente ritiene di quantificare in euro 20 milioni, 10 milioni per ciascuna stagione sportiva di ritardo";
- 133 milioni circa di calo del titolo azionario: "il calo del proprio titolo azionario, nei dodici mesi successivi a 'Calciopoli 2006', è andato oltre il limite fisiologico del deprezzamento generale, riferito alle società calcistiche quotate in Borsa nel corso degli ultimi anni. In particolare, in seguito alla negligenza della F. I. G. C., la quale ha colpevolmente portato a conoscenza degli organi di stampa solamente le intercettazioni riguardanti la Società ricorrente, il valore del titolo azionario è sceso da euro 2,10 ad euro 1,00". Pertanto, l'ammontare complessivo di questa singola voce "deve essere quantificato in euro 133.025.200".

La Juventus chiede il commissariamento della Figc - Ma la guerra che la Juventus ha scatenato contro la Figc non si è fermata alla richiesta danni. Infatti il club bianconero ha depositati anche un esposto al prefetto di Roma in cui chiede di
- esercitare i poteri di controllo e vigilanza sulla Figc;
- ordinare l'immediata sospensione del provvedimento del Commissario Straordinario della Figc, l'avvocato Guido Rossi, in data 26 luglio 2006 e della delibera del Consiglio Federale in data 18 luglio 2011;
- ordinare lo scioglimento del Consiglio Federale della Figc, nominando un Commissario Governativo.
   
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Andrea Agnelli a Parma per ritirare il 35° 'Premio Internazionale Sport e Civiltà', ha rilasciato questa breve interVista:

^^^^^^Domanda: E' un'occasione importante questa del premio ma è anche un'occasione importante quello che sta succedendo al di fuori di Parma,quello che avete fatto anche oggi.
*A.A.Risposta: Oggi credo che si stato semplicemente il follow up di qualcosa che avevamo dichiarato il 10 agosto in occasione della conferenza stampa che abbiamo tenuto. Si vede che in questo paese non tutti poi mantengono quello che dicono, noi oggi abbiamo semplicemente dato corso a qualcosa che avevamo ampiamente descritto, consegnato a tutti voi, una lista con sette azioni, oggi se n'è compiuta una di queste.

^^^^^^Domanda: Il Presidente della Figc Abete è stato un po' morbido rispetto a quel che avete fatto, ha detto: ' E' una cosa giusta, però sostanzialmente è una cosa che riguarda la Juventus e non noi,
*A.A.Risposta:  Ma guardate non so bene... una cosa che riguarda la Juventus senz'altro. E' un atto che però va a verificare quelli che sono stati gli atti amministrativi compiuti dalla Federazione nel 2006 e nel 2011.

^^^^^^Domanda: Il Presidente Abete ha parlato anche un po' di mancanza di stile perché oggi era la giornata dedicata a Facchetti; ha detto: 'La Juventus poteva aspettare un giorno'.
*A.A.Risposta:  Eh ma alcune istituzioni hanno l'abitudine a far trascorrere i termini, altre no.

^^^^^Domanda:  Moratti anche è stato critico nei vostri confronti...
*A.A.Risposta:  Eh beh ci mancherebbe altro.. che non fosse critico nei nostri confronti. Da questo punto di vista però a me piace ricordare che l'Inter è un danno collaterale, come avuto modo di dire prima. Quella che è la nostra ricerca per la parità di trattamento va verso chi ha giudicato nel 2006 e nel 2011. Quindi quello che noi abbiamo bisogno è di fare chiarezza con la Federazione Italiana Gioco Calcio.

^^^^^^Domanda: La sua però è una posizione molto chiara che ha il sostegno di tutti i tifosi juventini. Da questo punto di vista Lei si sente appunto appoggiato...
*A.A.Risposta:  Ma è una questione di chiarezza per quella che è la necessità della Società Juventus di fare chiarezza su quelle che sono state le azioni compiute nel 2006 e nel 2011: dell'una, l'altra. O s'è sbagliato prima o s'è sbagliato dopo.

Francesco Calabrone