lunedì, dicembre 26, 2011

Il CLAN dei Napoletani: I Ratti della discaricai: Lepore-Narducci-Auricchio

CalciOpoli: Finalmente il Pentito. Ora serve un Giudice Onesto per fare Giustizia. A chi l'Onere e l'Onore?
  ------------------------

Corriere dello Sport.it

Calciopoli choc: «Tutto quello che non sapete»

Un investigatore rivela: «Troppi buchi nelle intercettazioni, è stata una cosa forzata: non abbiamo mai scoperto una vera partita truccata»
venerdì 23 dicembre 2011

ROMA - Parla uno degli uomini di Calciopoli. Parla, racconta, descrive pagine di un libro inedito, svelandoci le “sue” verità. L'idea è che le sue rivelazioni non siano solo un sasso nello stagno ma uno stimolo al dibattito. E su queste colonne chi vuole e vorrà rispondere troverà uguale ospitalità. Intanto, il nostro interlocutore parla (ci dice) per liberarsi da un peso, per sperare che la “sua” verità possa diventare verità storica. Un appuntamento mancato nei dintorni di Firenze, l’attesa attorno all’ora di pranzo, un hotel a fare da coreografia. Viene o non viene? No, non verrà, un contrattempo, all’ultimo momento, perché succede così anche nei film che fanno botteghino. Ma è una parentesi, che si chiude qualche giorno dopo, nel cuore di Roma, un ufficio con vista fra la cupola di San Pietro e il Tevere, mentre intorno brillano le luci di Natale. Si comincia che il sereno del cielo sta per farsi azzurro, si finisce che è notte ed il freddo è tornato pungente. Parla, uno degli uomini di Calciopoli. Non uno qualsiasi, però. Ma uno che, in quell’inchiesta, stava dall’altra parte, dalla parte di chi, quelle indagini, le ha fatte. Un investigatore. Ci qualifichiamo, i documenti sul tavolo, non per mancanza di fiducia, ma per garanzia reciproca. Chiede che il suo nome non venga svelato sul giornale. E poi racconta....

Calciopoli, definito il più grande scandalo del calcio mondiale, nasce da quale inchiesta?
«La cosa degli arbitri, l’inchiesta che stava a Napoli. Da lì poi parte un supplemento di indagini, perchè a Torino avevano archiviato e mandato gli atti... Da questo hanno preso spunto e da lì sono partite varie intercettazioni, all'inizio erano due telefoni controllati, telefonino e telefono di casa...»

Da due telefoni a oltre centosettantamila intercettazioni?
«Si allarga il giro con le telefonate: questo conosceva quello, quello conosceva quell'altro e si iniziano a mettere tutti i telefoni sotto controllo. In un momento uscivano venti numeri di telefono nuovi. Parlavano, parlavano... Parlavano di stupidaggini alla fine, niente di che... Fino a quando si è arrivati a Moggi. Anche se, quando senti il sonoro, quello scherza, quell'altro fa il fenomeno...».

Lei ascoltava le telefonate?
«Si, sentivo le intercettazioni»

Quanti eravate?
«Dodici, ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, in via in Selci. Ma non pensate alle bobine di una volta. Ci sono computer, entri con la password...e ognuno seguiva una singola utenza.. Poi alla fine si faceva una riunione, io ho seguito questo, ho seguito quell'altro e si faceva resoconto».

Ci spieghi una cosa: come mai le telefonate che riguardavano l’Inter non sono entrate nell’inchiesta? Eppure il loro tenore non era diverso da quelle che abbiamo letto, dal 2006 ad oggi...
«Noi facevamo i baffetti: dopo ogni telefonata usavamo il verde se le conversazioni erano ininfluenti, l’arancione se c'era qualche cosettina. Col rosso parlavano di calcio (nel senso, cose che potevano interessare all’inchiesta, ndr). Noi facevamo un rapido riassunto, un brogliaccio. Ogni telefonata aveva il suo brogliaccio, nome cognome e di cosa parlavano, se era interessante.. C'era una cartellina con il nome».

Ha mai intercettato una telefonata dell’Inter? Le ha mai sentite? Sapeva che c’erano?
«Che ci stavano sì, ma io personalmente no. Io facevo altro...»

Ma lei ha mai sentito Bergamo, ad esempio, che parlava con Facchetti. O con Moratti.
«Tu non è che fai sempre gli stessi... Se capita che non ci sei, c'è un altro che ascolta».

Una giornata a sentire le intercettazioni, a mettere i baffetti e scrivere i brogliacci. E poi?
«Tutte le sere si facevano le riunioni a fine servizio. Attorno ad un tavolo».

Ha mai avuto la sensazione di “tagli”?
«No. Che poi c'erano Auricchio (il tenente colonnello del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ndr) e Di Laroni (maresciallo capo dei Carabinieri) che decidevano cosa mettere o non mettere nell'informativa è un altro discorso. Ma durante le riunioni no».

Però alcune intercettazioni non sono finite nell’inchiesta, nelle indagini. Un’anomalia?
«C’erano perché ci sono le registrazioni. La cosa un po’ anomala è il server delle intercettazioni. E’ in Procura, a Roma, a Piazzale Clodio. Quando c’era qualche problema, e capitava spesso, telefonavamo a chi era in Procura: “Guarda, la postazione 15 qui non funziona, che è successo?” “Vabbé adesso controllo....”. Dopo un po’ richiamavano da Piazzale Clodio: “Ti ho ridato la linea, vedi un po’”. Andavi a controllare, magari avevi finito alla telefonata 250 e ti ritrovavi alla telefonata 280. E le altre 30? “Me le so perse...”».

Chi contattava il responsabile del server a Piazzale Clodio?
«Non ci parlavamo solo noi, c’era anche il responsabile della sala. Ci parlava Auricchio, ci parlava Di Laroni...».

E’ tecnicamente possibile non intercettare un’utenza sotto controllo per un determinato periodo di tempo?
«Tranquillamente. Tu stacchi il server e la cosa si perde».

Torniamo alle telefonate alle quali avevate messo i baffetti rossi: non sono finite nell’inchiesta.
«Evidentemente non ci dovevano andare, che devo dire.... Non lo so questo. So soltanto che quello che veniva fatto, veniva fatto per costruire. Poi io ti porto il materiale, t’ho portato il mattone ma se tu non ce lo metti, sto mattone..».

Vi hanno detto che l’indagine doveva essere fatta su Moggi, Bergamo, Pairetto, eccetera?
«No, no. Noi eravamo liberi».

Quindi il lavoro di scrematura veniva fatto dopo?
«Sì, nella seconda fase».

Avete mai intercettato le sim estere? Quelle del gestore svizzero, per capirci.
«Quando vai ad intercettare una scheda straniera, in questo caso Svizzera, devi chiedere l’autorizzazione. E loro che cosa hanno fatto? L’hanno chiesta ma, nello stesso tempo, hanno già attaccato il telefono. Ma a quel telefono non parlavano. In quindici giorni, questa scheda, non ha fatto niente».

Di chi era la scheda?
«Di Luciano Moggi»

Non la usava?
«Non faceva niente, telefono muto. E’ come se tu metti sotto (controllo, ndr) questo telefono (e indica il suo, ndr) e poi questo è spento per un mese. Zero. E quindi questa cosa delle schede è stata un po’ accantonata perché poi l’autorizzazione non te la dava nessuno».

Si parlava di anomalie.
«Nel corso di questa indagine sono nate delle cose che inizialmente non c’erano, mentre cose che inizialmente c’erano, non ci stanno più».

Cioè?
«Un esempio di quello che non c’era e si è materializzato nel giro di poco tempo: Martino Manfredi (ex segretario della Can A-B, ndr). Quando l’abbiamo portato in ufficio era morto, era un cadavere, tremava, aveva paura... Diceva: “io non so niente, non ‘è successo niente, ma quando mai... “. E piangeva sul fatto del posto di lavoro... “come faccio... non posso lavorare più, mi devo sposare...”. Dopo un po’ di tempo, sto Martino un giorno è andato a lavorare in Federcalcio.... quando lui ha cominciato ad essere interrogato.... improvvisamente è uscita la storia delle palline. Quella è la cosa che io dico: è lecito e capibile da parte sua, un po’ meno da.... »

Si può definire un pentito?
«Non lo so. Prima non sapeva niente, poi sapeva tutto, sapeva di questo, di quell’altro, di Pairetto, della Fazi...».

Lei ha detto: cose che inizialmente c’erano, non ci stanno più. Cioè?
«La storia dell’intercettazione ambientale a Villa La Massa, vicino Firenze»

E’ il pranzo che secondo l’accusa rappresenta l’architrave del patto per salvare la Fiorentina. Andrea e Diego Della Valle da una parte, Mazzini e Bergamo dall’altra. Bene, e cosa non c’è più?
«Di questo incontro si è saputo nell’arco di 4, 5 giorni, attraverso le intercettazioni. Il servizio era organizzato con telecamera e microfono direzionale. Se la cosa fosse stata fatta in un locale dove c’era gente e avendolo saputo «Scoppiò una lite tra capi: uno voleva chiudere il caso l’altro no e si andò avanti»un po’ prima, si potevano mettere microspie dappertutto. Invece così, in pochissimo tempo, e non a Roma ma a Firenze, era difficoltoso. Con il microfono direzionale, a cinquanta, cento metri, senti quello che uno dice. E lo filmi con la telecamera. Però sta voce non s’è mai sentita.... Io so che l’hanno sentita... Questa cosa è importante perché là io so che non hanno parlato di niente. Questi qui hanno parlato ma non hanno detto niente di.... Magari pensi che Della Valle abbia detto a Mazzini: “Dai, famme vince, mandami quest’arbitro”, che sarebbe stata una cosa penalmente rilevante. Invece, non hanno detto niente. Ci sono le immagini, Diego e Andrea che scendono dal furgoncino, che si sono incontrati con Bergamo. Hanno dato più rilevanza a questo che non facendo sentire l’audio».

Secondo lei, quindi, l’audio c’è?
«Non secondo me. L’audio c’è».

Sicuro?
«Sicuro»

La difesa della Fiorentina, durante il processo, ha puntato proprio sulla presunta esistenza di quest’audio....
«La Fiorentina evidentemente qualcosa ha saputo... E’ come il fatto del “Libro nero” (dell’Espresso, ndr), cioè, sto libro nero da là è uscito, non è un foglio, è tutta l’informativa e qualcuno l’ha data all’Espresso. Quindi i buchi ci stanno. Della Valle qualcosa sa».

Come funziona un’intercettazione ambientale con il microfono direzionale?
«E’ una valigetta, c’è un microfono che somiglia ad una specie di pistola con una parabola. La punti verso il soggetto....Ma da quel giorno non s’è saputo più nulla di questa cosa qua...».

Ricorda altre situazioni poco chiare?
«No, a queste ho sempre pensato. E mi dico: perché uno deve passare i guai, per che cosa? E quell’altro, perché deve andare dentro? Moralmente ti pesa, dopo un po’ ti dici: mamma mia».

Tra quelli che sono stati condannati in primo grado, quali sono quelli che pagano troppo o ingiustamente?
«Io dico la verità, la maggior parte. Cioè, è una cosa fatta, forzata un po’, ci stava la telefonata, però se vai a vedere effettivamente le partite, partite veramente truccate, dove l’arbitro è stato veramente coinvolto. Non ci sono. Non c’è la partita dove si dice: adesso li abbiamo beccati. Si era parlato di questo è Lecce-Parma, di De Santis, quella di “mi sono messo in mezzo”. E’ una spacconeria, quello voleva fare il fenomeno».

Sì, ma sono state condannate tante persone. Lei, invece, parla di spacconate: qualcosa non torna....
«Secondo me, di veramente importante, che uno deve prendere cinque anni, sei anni, non ci sta niente. Poi magari pensi all’eccessivo modo spavaldo di Moggi che può dare anche fastidio, questo ci può stare, quello è il periodo in cui era prepotente, arrogante. Ma da lì ad arrivare a.... Bisognava dimostrare che c’era un’associazione. Lui, solo lui (Moggi, ndr) fa l’associazione? Così è un’altra cosa... E’ una questione di prestigio, di carriera».

Ma l’hanno fatta tutti, la carriera?
«Mica tanto: Auricchio e Arcangioli stanno alle scuole.... non è che so stati proprio premiati....Uno alla scuola Ufficiali, uno alla scuola Allievi...»

Non ricorda niente altro di particolare. Non necessariamente di anomalo. Magari anche solo di curioso.
«Mi hanno raccontato di alcune cenette: Auricchio, Arcangioli, Narducci, anche altri personaggi che hanno segnato quel periodo di Calciopoli. In qualche caso, mi sono chiesto che importanza poteva avere andare a mangiare con Narducci. Sono andati a cena a Napoli, di fronte al Vesuvio, a Castel dell’Ovo... da Zi’ Teresa. E non c’erano solo gli investigatori».

Ha detto che non c’era nulla di penalmente rilevante: c’è stato qualcuno che, ad un certo punto, ha avuto dubbi sul peso dell’indagine, sulla necessità di continuare ad andare avanti?
«Sì, Arcangioli. Disse: basta. E lì è nato lo scontro con Auricchio, arrivarono ai ferri corti».

Quindi voleva stoppare l’indagine perché debole?
«Sì, Arcangioli sì. Erano impegnate quindici, venti persone per questa cosa qua. E l’autista; e quello che deve andare di continuo a Napoli. Non era cosa... In una sezione di sessanta persone, ne levi quindici, le altre fanno tutto il lavoro».

Qualche pentito c’è stato?
«No».

In via in Selci (è la sede del Nucleo Investigativo dei Carabinieri), dove si sono svolti gli interrogatori, sarebbero successe due cose: una che Moggi si mise a piangere e l’altra che l’ex arbitro Paparesta accusò un malore: verità o leggenda?
«Non è vero».

sabato, dicembre 24, 2011

Parla il Presidente Andrea Agnelli: Voglio Giustizia e Parita di Trattamento

L'interVISTA
Agnelli: «Per la mia Juve voglio giustizia e vittorie»

Il presidente bianconero si svela. Chiede parità di trattamento e sogna nuovi successi. Dentro e fuori dal campo. «La mia società ha pagato per Calciopoli un conto altissimo. Ora non si può far finta di nulla. Sin dal mio primo giorno di presidenza lavoriamo per tornare a vincere sul campo. Quando succederà, si chiuderà un cerchio»

ROMA - Presidente Andrea Agnelli, che effetto fanno le rivelazioni su Calciopoli confidate al nostro giornale da un investigatore? «Faccio un piccolo passo indietro e torno al tavolo voluto da Petrucci. E' stata una giornata importante perché ha riunito persone direttamente coinvolte nel 2006, il capo dello sport e il presidente della Figc: ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, ma il documento finale che era stato preparato riconosce - anche se non è stato sottoscritto da tutti - che ci fu giustizia sommaria. La vostra intervista conferma quanto emerso negli ultimi anni e rafforza la necessità di avere un quadro completo, capire cosa accadde ed entrare nel merito. L'inquirente racconta di telefonate che non c'erano, di altre tolte e di un diverbio: elementi che devono essere valutati da un giudice, non è plausibile che in un piccolo sistema di venti squadre ci sia tanta disparità di trattamento»

Quando scoppiò Calciopoli, lei non era ancora presidente della Juve: ebbe comunque, da tifoso, la sensazione che ci fosse qualcosa di scivoloso e di imperfetto?
«Il quadro di allora era diverso da oggi. Quando vennero fuori le prime intercettazioni, pensai a una strana coincidenza: ogni volta che stavamo per vincere un titolo, balzava fuori qualcosa, l'anno prima c'era stato il video della flebo di Cannavaro. Poi, improvviso, è arrivato lo tsunami, e parlare di sensazioni, in quei momenti, è difficile. La Juve ha pagato in maniera dura: se la società non avesse varato l'aumento di capitale e lavorato per tornare ai vertici, avrebbe potuto precipitare davvero in categorie minori. Adesso esigiamo parità di trattamento».

Al tavolo s'è parlato della relazione di Palazzi? E' anomalo che non se ne tenga conto...
«L'istituto prescrizione non l'ho istituito io. La Juve è stata condannata per una serie di violazioni dell'articolo 1, la cui somma ha configurato violazione dell'articolo 6. Per l'Inter, invece, l'articolo 6 è stato tirato in ballo direttamente da Palazzi. Ricordo anche che l'annata sportiva 2005-2006 è immacolata, non c'erano più nemmeno Bergamo e Pairetto come designatori. Questo deve far riflettere, ci sono società e persone fisiche che hanno subito condanne: non si può far finta di nulla e dire "è stata giustizia sommaria, andiamo avanti". Ci sono richieste danni per centinaia di milioni».

L'investigatore racconta perfino di un audio che potrebbe scagionare Della Valle e di cui non c'è traccia: che ne pensa?
«Che ci sono troppe domande in attesa di risposta: dall'intervista emerge che è stato commesso un reato, che sono state intercettate utenze internazionali senza permesso, vien fuori che ci fu una lite per chiudere il caso o andare avanti e sarebbe importante sapere perché si proseguì. Il 12 maggio 2006, il presidente Abete dettò una dichiarazione che torna d'attualità: "Considerati l'importanza e il rilievo che il calcio riveste nel nostro Paese anche sotto il profilo sociale, riteniamo positivo che si faccia di tutto per l'accertamento di quanto avvenuto, avendo come obiettivo prioritario quello di garantire il massimo livello di chiarezza e trasparenza”».

C'è imbarazzo, da parte vostra, nel confronto quotidiano con la Federazione?
«A livello politico, faccio fatica a confrontarmi in generale: ci sono le stesse persone, più o meno, e hanno il dovere di mettere a disposizione degli associati strumenti che garantiscano parità di trattamento».

Cosa pensa della denuncia di Della Valle a Guido Rossi?
«Non entro in personalismi: per me Rossi rappresentava la Federazione, ha agito in suo nome e per suo conto».

Cosa sarebbe successo se Moratti avesse fatto un gesto distensivo, rinunciando allo scudetto?
«La relazione è lì, ma non m'addentro: ognuno ha una sua coscienza e le sue profonde convinzioni».

Che rapporti ha con il presidente nerazzurro?
«Di educazione e civiltà: devono rimanere tali e sarebbe bello se si estendessero ai tifosi. Non siamo in guerra, il calcio è un grande spettacolo di sport, e l'Inter è lì per caso: se fosse arrivata terza un'altra squadra, avremmo chiesto comunque se era giusto assegnarle lo scudetto».

Ritiene sia stato frettoloso, al tempo, scaricare Moggi e Giraudo?
«All'epoca il quadro sembrava completo, con un impianto accusatorio violentissimo e un'attenzione altrettanto violenta da parte dei media che imponeva di decidere in fretta. Noi accettammo tutto, l'esposto è nato per l'assegnazione dello scudetto: abbiamo chiesto se permanevano i requisiti senza entrare nel merito della decisione del 2006. La nostra domanda è molto semplice: "Fu giusto assegnarlo?" Ognuno, naturalmente, ha un'opinione».

Come finirebbe, secondo lei, un'ipotetica sfida tra l'Inter del triplete e la Juventus di Capello?
«Nessun dubbio: vinciamo noi 3-0»

Quella fu l'ultima grande Juve, ma ora state tornando ai vertici...
«Sin dal mio primo giorno di presidenza lavoriamo per tornare a vincere sul campo. Abbiamo trasformato la società, con dirigenti tutti nuovi, e cambiato profondamente la squadra. Sapevamo che il primo anno sarebbe stato difficile e il secondo di completamento: adesso c'è un buon impianto, possiamo ragionare su uno o due inserimenti a stagione per crescere».

C'è stato un momento, in estate, in cui la Juve poteva diventare di Mazzarri?
«E' stata sempre la Juve di Conte»
.
Chi ha scelto il vecchio capitano?
«Tutte le decisioni, con riferimento alla parte sportiva, vengono prese di comune accordo con Marotta, Paratici e Nedved. Quando si è creata la possibilità di ingaggiare Antonio, è stato chiaro a tutti che fosse una scelta idonea. I risultati che ha ottenuto non mi stupiscono: lo conosco da vent'anni, ne ho ben presenti qualità, doti umane e competenza».

Un suo difetto?
«Gli manca un filo d'esperienza, come manca a me. Ma entusiasmo giovanile ed esperienza non possono coesistere».

Come è nata l'dea Pirlo?
«Il compito dell'area sportiva è monitorare le occasioni di mercato che si creano. Se devo essere sincero, mi ha stupito l'iniziale scetticismo: oggi piovono complimenti, ma in estate si sussurrava "è rotto" oppure "è vecchio"».

Il Milan portò via il regista all'Inter e costruì un ciclo vincente: la storia si ripete in bianconero?
«La qualità di Pirlo è assoluta, ma io ho una convinzione: in campo si va in undici e un solo campione, per quanto straordinario, non fa la differenza».

In diciotto mesi di presidenza, c'è un calciatore che ha cercato con forza e non è riuscito a prendere?
«No, perché abbiamo lavorato in emergenza, avviato la rifondazione senza avere ancora una strategia. Rimpianti potranno esserci soltanto dall'anno prossimo, quando potremo muoverci con serenità sul mercato e completare, con pochi innesti, l'organico».

Da presidente tifoso, le capita di "innamorarsi" d'un fuoriclasse e suggerirlo ai suoi dirigenti?
«Mi innamoro solo della squadra. E se si assumono professionisti è per attribuirgli responsabilità e lasciarli lavorare».

Con il senno di poi, l'annuncio dell'addio di Del Piero non meritava una maggiore solennità?
«A me spiace che un gesto d'affetto sia stato interpretato come un atto ostile. Fu Del Piero, al momento delle firme, a dire che era il suo ultimo contratto con la Juve: perché tanto stupore se cinque mesi dopo viene chiesto un tributo? Lui è la storia, come Boniperti e Platini».
sabato 24 dicembre 2011

Alessandro Vocalelli
Antonio Barillà

fonte: Corriere dello Sport.it,

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/juve/2011/12/24-212068/Agnelli%3A+%C2%ABPer+la+mia+Juve+voglio+giustizia+e+vittorie%C2%BB

giovedì, dicembre 15, 2011

Tavolo della pace? No, Tavolo della PEce per petrucci-moratti-abete

Buon sangue non mente. 
Il Presidente della Juventus Andrea Agnelli, aveva chiesto un “tavolo politico”. Dico: Tavolo Politico! E' mai nessuno che si sia domandato cosa intendesse, e' perche' chiedere a Petrucci di organizzare un Tavolo Politico, quando lui sembrava irremovibile sulla richiesta di una revisione di Calciopoli e la richesta di risarcimenti danni? Purtroppo per gli orientatori di professione, l'aver pensato che il giovane Presidente della Juventus si fossse impaurito dalle frasi con cui veniva letteralmente ricattato, da quell'intimidario sguardo e stile mafioso del poltronato presidente del Coni (4 legislature!) Giovanni Petrucci, dicevo, purtroppo per gli orientatori/manipolatori hanno fatto i conti senza l'oste. Hanno trascurato il fatto che il presidente della Juventus e', "UN AGNELLI: Andrea Agnelli"! Eppure li aveva avvertiti: Arrendersi non e' nel mio DNA. Lo stesso poltronato presidente del Coni che si atteggia a Mafioso, con tutta la sua esperienza, non ha capito che il Giovane Andrea Agnelli lo stava attirando nel tranello,e giulivo, fregandosi le mani alla Romana... ha attivato i suoi bracci armati per mettere in moto i tenacoli della Piovra Mediatica: Giornali, Tv. e Radio, e' via con l'ennesima farsa: IL TAVOLO DELLA PACE...Urca...4 settimane  con tavoli della pace a destra e a manca' Tavoli della pace di tutti i colori (tranne il tavovolo biancoNero..."quello politico)Tutti a decantarne le gesta...E' mentre il Giovane Andrea con il "DNA Agnelli" si chiudeva nel piu' assoluto silenzio.... si sentivano in dovere di parlare Abete & Moratti, mentre Petrucci sembrava toccasse il cielo con le dita trastullandosi nei complimenti che gli piovevano dal cielo (Gazzetta, Corsera, La Stampa, la Republica, ecc. ecc.!) come confetti...Petruccu di qua e Petrucci di la' ma non petrucci di qualita (con le note di Figaro...) Ieri Per Petrucci-peducci il risveglio e' stato un incubo... anche se nascosto abbastanza bene sotto la scorza del Mafioso... capace di fare bella faccia a cattivo gioco... peggio e' andata ai terroristi mediatici.... interESSANTE ora, vedere la delusione quanta bile scritta e blaterata versera'! Che bravo Andrea Agnelli....Quella definizione di Petrucci: “Il calcio e' malato di doping legale”...sarebbe stata un'altro inferno stile 2006 (Palombo, Severgnini, Mura, Bocca, Zunino e sciacalli simili, gia' si leccavano le dita...). Bisognava stroncarla sul nascere! E' ci voleva una persona sveglia, un decisionista con la mente fina! E per stroncare sul nascere un'altra gogna mediatica che avrebbe certamente scaricato molto veleno sui suoi ricorsi e richieste di risarcimenti, e' sulla Juventus squadra. In poche parole, ci voleva un decisionista come il Dottor Umberto Agnelli...Talis pater, talis filius! Onore al Presidente della Juventus, il nostro Presidente. Adesso anche imbecilli e scemoidi di ogni genere sanno che la prima cosa da fare e' chiedere il commissariamento della FIGC...e' se lo sanno imbecilli e scemoidi, possibile che solo i giornalisti non lo sanno? E' questi signori cosa fanno (direbbe il prode Galliani, al ristoratore Meani...)? Chiederanno la testa della Marionetta Ebete Giancarlo, oppure se la fanno sotto per paura di qualche rottura d'ossa come successe al direttore di Tuttosport? Sappiamo che gia' nel pomeriggio di ieri i Burattini: Flavio Biond,  Luca di Montezemolo, Luigi Abete & Co. si sono attivati affinche' i Corrieranti, Gazzettari, Republica-ni e Stampa-ni non facessero prigionieri...

Vada Avanti Presidente... siamo 13 milioni  a chiedere Giustizia
http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi (i media in primis!), conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

Francesco Calabrone

mercoledì, dicembre 14, 2011

Il tavolo politico del "Coni fero" presidente Petruccio

In attesa di saperne di più su quello che è stato prospettato dalle parti e quindi respinto dalle controparti in causa, a me sembra che questo tavolo abbia detto una cosa molto importante. Sembrerebbe, infatti, che Andrea Agnelli non abbia nessuna intenzione di fare passi indietro se non dopo essere stato assicurato che venga fatta chiarezza a 360 gradi su fersopoli e che venga garantita a tutti la parità di trattamento (infatti, alla fine della conferenza stampa con furbesco suggerimento a "petruccio" del tavolo "politico" Andrea Agnelli disse chiaro che: Arrendersi non fa parte del Suo DNA). E con queste argomentazioni il Presidente della Juventus sa anche che nessuno può impedirgli di adire anche gli organi giurisdizionali internazionali. D'altra parte l'atteggiamento della FIGC e del suo protetto è altrettanto chiaro. Evitare in tutti i modi che si verifichino crepe nel castello di fango costruito per proteggere farsopoli, e impedire che si scoperchi il pentolone colmo di malefatte della cupola Meneghina Loro, infatti, sanno che anche la più insignificante delle crepe potrebbe presto produrre il più fragoroso dei crolli.

Le ferite profonde dell'incompetente Presidente Ebete

Intanto ecco il commento finale sul Petrucciano Tavolo Politico, dall' incompetente presidente Figc Giancarlo Abete:"Resta un conflitto su ferite profonde. Non possiamo che prendere atto che questo sforzo non riesce a sanare ferite profonde. Speravamo in un esito diverso: il confronto è stato civile ma resta il conflitto su ferite profonde" .

Allora, signor Autodefinito Incompetente presidente; Avra' almeno la competenza di spiegare la sua affermazione sulle "ferite profofone": Chi queste ferite ha subito, e' chi le ha inferte?
Francesco Calabrone




martedì, dicembre 13, 2011

LA PROPAGANDA DI REGIME, E IL TAVOLO DELLA...pace

                                              Mollare? NON fa parte del DNA degli Agnelli!  
 Andrea Agnelli Chiarisce: 
Tavolo politico!  Mai parlato di tavolo della pace!
 Andrea Agnelli al giornalista che gli domanda se ha pensato di mollare scudetti e risarcimento:
 "No, non fa parte del mio Dna. Credo che non si molla mai".

Ascolta dalla VIVA VOCE del Presidente della Juventus Andrea Agnelli
 http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8


           "No, non fa parte del mio Dna. Credo che non si molla mai".
                  http://www.youtube.com/watch?v=aqIWo7iV4P8

domenica, dicembre 11, 2011

31 agosto 2006 - 14 dicembre 2011: 1931 interminabili giorni.

1931. Tanti sono i giorni che separano il 31 Agosto 2006 dal 14 Dicembre 2011. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma oggi come 5 anni e mezzo fa si discute di un ricorso pendente al TAR del Lazio presentato dalla Juventus per sconfessare i processi farsa, e delle pressioni del sistema affinché la Juve rinunci a quei ricorsi.

Questi giorni che precedono il tavolo dai mille nomi, ma da Lei definito "politico", sembrano troppo simili a quelli che precedettero lo sciagurato ritiro del ricorso al TAR del 31 agosto 2006. Analogo è l’atteggiamento dei media che, oggi come allora, provano a preparare il popolo juventino a mettere una pietra sopra a Farsopoli, anticipando un esito dell’incontro che chiuderebbe ogni ipotesi di recupero dei titoli per la Juventus, lo stesso è uno degli artefici principali di quel compromesso ancora indigesto a un crescente numero di tifosi bianconeri, Gianni Petrucci.

Diverso però è il più importante protagonista bianconero, Giovanni Cobolli Gigli allora, Andrea Agnelli oggi. Grazie ad Andrea Agnelli è molto diversa anche la dimensione sportiva della Juventus, disperata nel baratro della serie B nel 2006, e ora ritrovata e in testa alla serie A grazie al primo allenatore da Juve dopo Fabio Capello. E’ indubbio che i risultati che la Juventus sta raccogliendo in questo periodo sul campo siano frutto anche della ritrovata mentalità e dello spirito combattivo della Juventus pre-Farsopoli, mentalità e spirito rappresentati fuori dal campo dalla ritrovata grinta e competenza di Andrea Agnelli, dimostrata in occasione delle conferenze stampa del 10 agosto e 16 novembre e nella serata di presentazione dello Juventus Stadium, e che ha riconciliato la società con buona parte della tifoseria.

Presidente, si ricordi che un compromesso al ribasso che umili nuovamente la Juventus sarebbe accettato dai tifosi assai peggio di un tracollo sul campo della squadra di Conte, e che pure giocatori e allenatore certamente non trarrebbero beneficio dal constatare che i propri leader non sanno o non vogliono combattere, e potrebbero prenderli ad esempio per il loro comportamento sul campo.

Presidente, faccia bene i suoi calcoli prima di recarsi a quell’incontro, e si ricordi di quegli striscioni gioved 8 dicembre dentro la "casa della Juventus". Se il 14 Dicembre dovesse accettare qualunque compromesso che non preveda il recupero degli scudetti, Lei perderebbe il supporto dei tanti tifosi che amano la Juve "deggli Agnelli" e che antepongono la ricerca della verità su Farsopoli al calcio giocato. Ad esempio, qualora Petrucci avesse convinto Moratti ad accettare di restituire lo scudetto del 2006 vinto dalla Juventus, e provasse a spacciare la revoca come parità di trattamento chiedendo in cambio di cancellare dall’albo d’oro i campionati 2004-2005 e 2005-2006 dichiarati inquinati e quindi annullati, e qualora Lei dovesse accettare, tradirebbe definitivamente la fiducia di coloro che hanno riposto in Lei le speranze di ottenere giustizia per la nostra Juve. Faccia Onore a Suo Padre e Suo Zio...faccia Onore a Se Stesso.

Presidente, non ci riporti a quel 31 agosto 2006, faccia in modo che questi 1931 giorni non siano passati per nulla. Alberto Puccini (e milioni di altri Juventini...).

il discorso del presidente, all'inaugurazione del JuventStadium
http://blog.ju29ro.com/2011/12/1931-giorni.html

Francesco Ienzi

sabato, dicembre 10, 2011

Presidente, NO al tavolo, per la pace con i "Legendari Malfattori Meneghini", Dopatori, Corruttori e Falsificatori di Passapoprti e Documenti! Quelli che, incapaci di vincere onestamente, Falsificarono anche i documenti di un ragazzino per poter vincere un torneo in Argentina, intitolato poi: Il mundialito della Vergogna!

I tifosi bianconeri dicono no al tavolo della pace con i delinquenti!

Il bombardamento mediatico che si è abbattuto in questi giorni su una Juve che sembrerebbe dover andar al tavolo della pace per dire 'Calciopoli è il passato, non parliamone più' ha enormemente indispettito e, giorno dopo giorno, fatto sempre più infuriare i tifosi bianconeri, che non intendono rinunciare a battersi per veder risarciti i torti subiti, affamati di giustizia, tanto quanto i giocatori di Conte sono sul campo affamati di vittorie. E giovedì sera, mentre facevano sentire tutto il loro calore alla squadra che in campo ha combattuto per 120' per ottenere il passaggio del turno, i tifosi della Juventus, dagli spalti dello stadio, con i loro striscioni hanno comunicato nettamente al mondo la loro ferma posizione:  "Solo gli sconfitti chiedono la pace: no al tavolo". Un secondo striscione ammoniva Andrea Agnelli: "Andrea, se ti siedi al tavolo attento al portafoglio": ironico, ma con un sottofondo di verità, qualcuno potrebbe voler rubare l'onore della Vecchia Signora. (fonte: juventinovero)
***************************************
PRESIDENTE, LO HA DETTO LEI: FARE IL VOLTA GABBANA NON E' NEL SUO DNA !
E' NOI JUVENTINI SIAMO FIERI DI LEI !!! 
******************************

E' LEI COME NOI, RICORDA IL PASSAPORTO TRUCCATO DI RECOBA! 
http://ilpalloneracconta.blogspot.ca/2012/09/il-mundialito-della-vergogna.html
E l;illecito piu' Infimo: Il mundialito della Vergogna!
--------------------------------------------

Ecco Ju29ro.com con un po di Storia sul Falso Passaporto di Recoba

Estate 1997: per 7 miliardi di lire l’Inter acquista dal Nacional di Montevideo il calciatore uruguaiano Alvaro Recoba. Offuscato dal contemporaneo arrivo di Ronaldo, il Chino è un oggetto misterioso, ma il suo esordio in maglia nerazzurra è scintillante: prima giornata del torneo 1997/98, l’Inter è sotto a San Siro con il Brescia. Al 70’ Recoba entra in campo e in cinque minuti, con un tiro da 30 metri e una punizione, ribalta il risultato.

Un fenomeno, si azzarda a dire qualcuno. Tuttavia, nonostante il promettente inizio, il resto della stagione è al di sotto delle aspettative: per il Chino altre 7 partite, e un solo gol, contro l’Empoli (un pallonetto da 35 metri). Troppo poco per l’esigente Moratti che decide di spedirlo a Venezia “a farsi le ossa”.

In laguna Recoba entusiasma pubblico e critica contribuendo attivamente alla salvezza dei neroverdi: per lui 19 presenze da titolare e 10 gol.\r\n\r\nLe sue prestazioni convincono l’Inter a richiamarlo alla base, ma c’è un problema: Recoba è extracomunitario e la rosa dell’Inter ne conta già cinque, tanti quanti ne permette il regolamento: Simic, Jugovic, Ronaldo, Cordoba e Mutu.

Ma la soluzione arriva a tempo di record: il 12 settembre 1999, a poco più di due mesi dal suo ritorno a Milano, Recoba ottiene l’agognato passaporto comunitario. E questo nonostante nel 1997 si fosse infruttuosamente cercato di rintracciare un avo spagnolo del calciatore. La stagione 1999/2000 termina con il quarto posto dell’Inter che però può consolarsi con le brillanti prestazioni dell’uruguaiano neocomunitario, il quale infila 10 gol in 27 partite.

Il rendimento di Recoba ingolosisce alcune squadre italiane e straniere che meditano di strapparlo ai nerazzurri, grazie all’imminente scadenza contrattuale con data giugno 2001. Recoba non ha nessuna intenzione di lasciare le comodità meneghine e ottiene da Moratti un faraonico rinnovo, ben oltre il miliardo e duecento milioni fino ad allora percepiti.

Un contratto, a dire il vero, mai visto prima: 15 miliardi l’anno più i diritti di immagine e, non specificata sul contratto, una percentuale sull’acquisto di alcuni suoi connazionali. In totale 19 miliardi. Una cifra che crea scalpore e qualche invidia all’interno dello spogliatoio. E poco importa se poi i risultati sportivi non si riveleranno in linea con le aspettative: nel 2000/01 Recoba si attesta su una media discreta (8 reti in 29 apparizioni) ma l’Inter non va oltre un quinto posto, a 24 punti dalla Roma scudettata.

Ma non sono solo le vicende legate all’ingaggio ad attirare le attenzioni dei media. In arrivo c’è una bufera: il 14 settembre 2000, i calciatori dell’Udinese Warley e Alberto, in trasferta con la squadra, vengono fermati alla frontiera polacca a causa di irregolarità nei loro passaporti. Passaporti che si rivelano falsi. Ma è solo la punta dell’iceberg: molti altri calciatori del nostro campionato sono in possesso di documenti fasulli e il fenomeno sembra essere assai diffuso.

È il cosiddetto scandalo di “Passaportopoli”, nella cui rete finiscono sette società (Inter, Lazio, Roma, Milan, Udinese, Vicenza, Sampdoria), 14 giocatori (Recoba, Veron, Fabio Junior, Bartelt, Dida, Warley, Jorginho, Alberto, Da Silva, Jeda, Dedè, Job, Mekongo, Francis Zé) e quindici dirigenti (Oriali, Ghelfi, Baldini, Cragnotti, Governato, Pulici, Pozzo, Marcatti, Marino, Sagramola, Briaschi, Salvarezza, Mantovani, Arnuzzo, Ronca).

L’Inter ne viene ufficialmente coinvolta il 30 gennaio 2001, quando il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordina un’ispezione nella sede della società e nell’abitazione milanese di Recoba: anche il suo passaporto risulta contraffatto. A tale provvedimento via Durini risponde con un comunicato distaccato e sintetico: «La società è totalmente estranea all’oggetto dell’inchiesta ed ha totale fiducia nella buona fede di Recoba».

Ma la realtà è molto diversa e la rivela il pm di Roma, Silverio Piro, che conduce le indagini sulla vicenda: il dirigente interista Oriali, su suggerimento del consulente della Roma, Franco Baldini, si è messo in contatto con un misterioso faccendiere rispondente all’esotico nome di Barend Krausz von Praag, il quale lo ha aiutato nell’ottenimento del documento. Oriali sarebbe volato di persona a Buenos Aires dove, grazie agli uffici di Krausz presso un’improbabile agenzia, avrebbe dato avvio alla pratica.

Recoba, interrogato al riguardo, dice di non saperne nulla e di essersi improvvisamente ritrovato con il passaporto pronto. Il documento, afferma il Chino, gli è stato consegnato da Oriali il 9 settembre 1999 alla Borghesiana, alla vigilia di un Roma-Inter di campionato. Ma per gli inquirenti ci sono due particolari che non tornano: il documento riporta una data di rilascio precedente di un anno, 9 novembre 1998, e Recoba risulta residente a Roma.

Perché né Oriali, né Rinaldo Ghelfi, amministratore delegato interista che ha seguito la pratica, si sono accorti di questa incongruenza? Perché nessuno, nemmeno il calciatore, ha fatto notare e ha richiesto di correggere l’errore? La procura di Udine informa anche che sette mesi dopo l’emissione del passaporto l’Inter si è mossa alla ricerca di antenati spagnoli.

Perché questo eccesso di zelo da parte della dirigenza nerazzurra se il calciatore era già in possesso del documento? Il quadro si complica quando Oriali nega di aver versato per conto dell’Inter 80 mila dollari, cifra che Krausz, in un precedente interrogatorio della Procura di Roma, ha detto di aver ricevuto per mano sua.

La risposta è una sola: il passaporto è falso. Ma non solo, la dirigenza dell’Inter era pienamente consapevole del percorso fraudolento che stavano per intraprendere, dal momento che non è mai stata presentata alcuna richiesta di rilascio alle autorità italiane, come regolare prassi richiede. Un caso complesso e intricato ma dalla sostanza semplice: se il passaporto del laziale Veron era vero ma ottenuto attraverso false documentazioni (atti di nascita, matrimonio, ecc…), quello dell’uruguaiano è direttamente contraffatto.

Dopo le sconcertanti rivelazioni delle Procure di Roma e Udine, arrivano le sdegnate reazioni del mondo sportivo. C’è sdegno e le società non coinvolte nella questione passaporti protestano. Andrea Manzella, presidente della Corte Federale, cerca di rassicurare tutti sulla velocità e sul rigore degli eventuali procedimenti disciplinari.

La regolarità delle partite è un bene assoluto, e su questo non si transige: la buona fede di società o singoli non conta, conta solo che alle gare abbiano partecipato giocatori che non ne avevano diritto. L’Authority ha deciso di aspettare la dichiarazione di falsità della magistratura a meno che il falso risulti macroscopico, ictu oculi, o che vi sia ammissione di colpa del club o del giocatore”, ha spiegato Manzella. “In questi casi, le sanzioni saranno immediate”. 

Fra una decina di giorni anche l’Inter quindi sarà deferita, e il processo sportivo si concluderà, fra Disciplinare e Caf, entro aprile o maggio. Difficile ipotizzare la sconfitta a tavolino di tutte le gare dei nerazzurri con Recoba “italiano”, più probabile una penalizzazione in classifica di 5/6 punti” (Repubblica, 9 febbraio 2001).

L’Inter, secondo i regolamenti, dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto per ogni partita in cui ha schierato Recoba come comunitario. Il totale ammonterebbe all’enorme cifra di 56 punti, con la conseguente retrocessione del club nerazzurro, sia che il provvedimento venga applicato nel campionato precedente (il 1999/2000, dove ha ottenuto 58 punti) che in quello ancora in corso (il 2000/2001, a fine anno ne totalizzerà 51).

Con una tale penalità l’Inter sarebbe la prima squadra a scendere sotto lo zero in classifica. Ma è pura fantascienza e ci si rende conto che una tale sanzione, seppur giusta, non verrà mai applicata. Si parla di penalizzazioni o, per lo meno, si spera:“Roma, Lazio, Inter, Udinese e Napoli penalizzate. Cinque, sei punti in meno ad ognuna all’inizio della prossima stagione, quella premondiale; oppure con handicap sostanzialmente differenti, stangate per i casi più gravi di manomissione (Veron, Recoba, Cafu) […] Nei fatti però, quasi la metà del prossimo campionato italiano sarà “ad handicap”, consegnato nelle mani di chi dallo scandalo non è stato travolto. […] Di colpo di spugna si è parlato a lungo. Ma non si può ormai cancellare uno scandalo che ha investito almeno sei procure, una ventina di giocatori e una quindicina di dirigenti, dal direttore generale dell’Inter ai presidenti di Roma e Lazio. Non si può cancellare uno scandalo che la Fifa stessa chiede di reprimere duramente. Non si possono chiudere gli occhi quando in Francia hanno già penalizzato delle squadre e in Spagna si sono già sospesi dei giocatori”. (Repubblica, 21 marzo 2001).

Il 5 marzo l’Ufficio Inchieste della Federcalcio conclude le indagini ed emana i deferimenti: La giustizia sportiva, con i deferimenti di ieri, va avanti. Nessun colpo di spugna, nessuna sanatoria. Non si aspetterà l’estate, a campionato concluso, per intervenire sullo scandalo dei passaporti falsi. Già nel mesi di aprile sfileranno davanti alla Disciplinare i primi club e i primi giocatori coinvolti: le sanzioni (squalifiche per i calciatori e penalizzazioni in classifica per i club) saranno scontate in questa stagione (ibidem, 6 marzo 2001).

Il processo si annuncia complicato e le conseguenze spaventose: l’applicazione di punti di penalizzazione potrebbe compromettere la salvezza o la qualificazione alle coppe europee delle società coinvolte. Ma c’è una scappatoia, alla quale più di tutti sta lavorando Galliani, l’amministratore delegato del Milan: la riforma dell’articolo delle norme federali che limita l’impiego dei calciatori extracomunitari. Una modifica della regola comporterebbe un’attenuazione molto sostanziosa delle pene.

La Commissione Disciplinare fissa le date dei processi contro ogni singola società. Il presidente Manzella, ancora una volta, si sente di garantire la celerità dei procedimenti giudiziari, ma nessuno sembra più credergli dato che la rettifica della norma sugli extracomunitari appare giorno dopo giorno sempre più probabile. La vicenda sta diventando una farsa: Per Porceddu le prove sono sufficienti per chiedere di processare il club nerazzurro e il giocatore. L’udienza è fissata per il 19 aprile. A meno che i tanti ricorsi alla Corte Federale sulla legittimità della norma che limita gli extracomunitari facciano slittare tutto a fine campionato, come vogliono i club. “Agiremo in fretta non appena riceveremo i ricorsi”, garantisce Manzella. (ibidem, 8 aprile 2001)

Tuttavia un procedimento unico consentirebbe alle società di essere giudicate con minore severità. Ed è proprio quello che intende proporre Galliani, il quale provvidenzialmente annuncia: «È giusto fare un solo processo e che eventuali squalifiche e penalizzazioni arrivino tutte insieme».

Puntuale giunge il ricorso alla Corte Federale da parte dei club, e poco importa se l’articolo 16 comma b) del Codice di Giustizia Sportiva preveda l’ammissibilità del ricorso solo da parte del presidente della Federazione o di «qualsiasi organo operante nell’ambito federale che vi abbia interesse».

Moratti si schiera con Galliani (altri tempi…) e rilascia una dichiarazione che, col senno di poi, si rivela incredibilmente comica: «Se squalificano Recoba e poi la giustizia ordinaria lo assolve, chi ci restituisce squalifiche e penalizzazioni?». Allo scoppio di Calciopoli, invece, nessuno ha atteso il concludersi dell’iter giudiziario: le sentenze sono state emesse in due settimane.

E se la giustizia ordinaria assolve Moggi e Giraudo, chi restituisce alla Juventus la serie A e gli scudetti?. Come vedremo più avanti, Recoba e Oriali verranno condannati dalla giustizia ordinaria e l’Inter non restituirà i punti ottenuti con l’uruguaiano comunitario in campo. In ogni caso, la tattica è precisa: ottenere l’accorpamento dei processi e rimandarne lo svolgimento a fine stagione, confidando nell’ormai quasi certa rettifica dell’articolo 40.

Il gioco funziona e l’udienza per l’Inter, in programma il 20 aprile, viene rinviata:“Avanti a forza di rinvii: il processo all’Inter, per il passaporto falso di Recoba, si farà. Ma più avanti. Quando non si sa: forse a maggio, forse a fine stagione. Ma soltanto dopo che la Corte Federale, presieduta da Andrea Manzella, si sarà pronunciata sul ricorso (che abbiamo visto essere irregolare, nda) presentato non solo dal club nerazzurro, ma anche da Milan, Udinese, Lazio, Vicenza e Sampdoria. Tutti questi club chiedono infatti che venga abbattuto il tetto del tesseramento (massimo cinque) e all’impiego (massimo tre) dei calciatori extracomunitari. Si va insomma verso minicondanne. La Disciplinare ieri ha accettato subito la richiesta di rinvio al processo dell’Inter presentata dallo stesso Procuratore Federale, Carlo Porceddu in accordo con i legali nerazzurri”. (Repubblica, 20 aprile 2001).

Il tempo gioca a favore dei nerazzurri e delle altre società implicate in Passaportopoli. Società che il 3 maggio 2001 vedono finalmente premiati i loro sforzi, con il più annunciato dei colpi di spugna: a sei giornate dalla fine del campionato e nonostante la strenua opposizione dell’Associazione Calciatori presieduta da Campana, arriva la modifica della norma sul tesseramento e sull’impiego degli extracomunitari. E pazienza se le regole vengono cambiate in corsa, con Roma e Juventus a contendersi lo scudetto punto su punto. Chi ha rispettato le regole viene fatto fesso. E chi ha falsificato i passaporti?

Ormai è chiaro che tutto sta per passare in cavalleria:“Il processo a Inter, Milan, Samp, Udinese, Vicenza, a cui presto si unirà anche la Lazio per Veron, si farà. Ma con questa norma dichiarata illegittima, le sanzioni saranno più blande. Qualche minisqualifica da scontare magari in estate. Quando il campionato è fermo”. (Repubblica, 5 maggio 2001).

Il processo, come desiderato, inizia il 12 giugno 2001 a campionato praticamente finito (il 17 è in programma l’ultima giornata) e con la certezza di un dibattimento e di una sentenza unica. Con all’orizzonte la più classica delle soluzioni “all’italiana” qualcuno crede ancora nella giustizia, ma è solo l’ultimo, disperato, grido: “Delicatissima, quasi disperata, la situazione dell’Inter, dove c’è un coinvolgimento diretto dell’amministratore delegato Ghelfi e del direttore sportivo Oriali. Recoba ha scaricato su di loro ogni responsabilità per quel falso passaporto italiano: ma per Porceddu (procuratore federale, nda), l’uruguaiano, ex italiano Recoba è colpevole di slealtà e quindi anche per lui chiederà due anni di squalifica”. (Repubblica, 13 giugno 2001).

Il 27 giugno arrivano le sentenze, che confermano le previsioni della vigilia. Squalifiche solo ai calciatori, alle società un buffetto sulla guancia (leggi ammende pecuniarie). L’Inter se la cava con una multa di due miliardi, Recoba e Oriali sono squalificati per un anno, Franco Baldini per nove mesi (Krausz non viene processato in quanto non tesserato alla Federcalcio). Ovviamente assolto l’amministratore delegato nerazzurro Rinaldo Ghelfi, al quale era stata addebitata la responsabilità diretta. In questo modo sono scongiurate le tanto temute penalizzazioni in classifica.

Con una ridicola motivazione, che sarà superata in assurdità solo da quella di Calciopoli, la Disciplinare alleggerisce l’Inter da ogni imputazione. Secondo la sentenza, quindi, Oriali avrebbe fatto tutto da solo: non ha avvisato nessuno e ha pagato personalmente gli 80 mila dollari. Peccato che in sede di interrogatorio egli abbia negato di aver mai pagato quella somma.

Il 22 luglio la Caf conferma i verdetti di primo grado e l’Inter incredibilmente annuncia di sentirsi danneggiata. La protesta ufficiale del club è: La pronuncia della Caf è iniqua in fatto, poiché non è stata riconosciuta l’evidente buonafede del Recoba e dell’Oriali, e in diritto, perché si è voluto punire il preteso tesseramento come comunitario del calciatore, nonostante la dichiarazione di illegalità della norma che discriminava i giocatori extracomunitari. Pare clamoroso che la pretesa violazione dei doveri di probità sia stata giudicata ben più grave dei casi di doping esaminati dalla Caf (in riferimento ai casi di Bucchi e Monaco, nda). 

I lamenti interisti funzionano e, ad ottobre, la Camera di Conciliazione del Coni dà l’ultima pennellata al quadretto, riducendo la squalifica di Recoba a 4 mesi (il quale la sconta per metà in estate), quella di Oriali a 6 e abbassando l’ammenda alla società a un miliardo e quattrocento milioni.

Ma manca ancora il responso della giustizia ordinaria per mettere la parola fine alla vicenda. Il 25 maggio 2006, sette anni dopo il fatto contestato, il Tribunale di Udine condanna Oriali e Recoba, i quali ammettono la falsificazione dei documenti (spunta anche una patente “taroccata” del calciatore) e patteggiano la pena: ANSA –Il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’attaccante uruguayano Alvaro Recoba dell’Inter e del dirigente nerazzurro Gabriele Oriali, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che non avevano antenati in Europa. Nell’inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone fra le quali 12 calciatori. Oltre al concorso in falso per l’assenza di antenati in Europa, a Recoba e Oriali l’accusa contesta il reato di ricettazione relativo alla patente italiana ottenuta dal calciatore uruguayano, che faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della Motorizzazione di Latina. 

La farsa si è finalmente conclusa: Oriali, che in sede sportiva ha negato di essere consapevole della contraffazione, si dichiara colpevole patteggiando la condanna in sede penale.

Una storia patetica che ha ancora due appendici nell’estate del 2006. Dopo la condanna del Tribunale di Udine alcuni tifosi della Juventus si accorgono di un dettaglio della storia colpevolmente trascurato: un passo della sentenza del Tribunale friulano («non è infine pensabile che l’Oriali possa aver agito da solo, senza avvertire del suo operato i dirigenti suoi diretti superiori») riafferma la responsabilità diretta della società nel conseguimento del passaporto (d’altra parte ammessa e poi negata nelle motivazioni della Disciplinare).

Ciò costituirebbe un nuovo elemento di indagine tale da poter condurre alla riapertura del procedimento disciplinare, secondo l’articolo 18 comma 3 del Codice di Giustizia Sportiva: «L’apertura di una inchiesta, registrata con data certa da parte dell’Ufficio indagini o di altro organismo federale, interrompe della prescrizione. La prescrizione decorre nuovamente dal momento della interruzione».

Consci di questa possibilità, i tifosi inviano un esposto in Federcalcio per chiedere la revisione delle sentenze dei procedimenti sportivi. La documentazione viene poi girata al capo Ufficio Indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli, al quale spetta l’incarico di approfondire le nuove circostanze emerse.
 Ma è solo un fuoco fatuo: nessuno ha voglia di sporcarsi le mani e di andare contro ai veri padroni del calcio italiano dopo la farsa di Calciopoli, Massimo Moratti e Marco Tronchetti Provera. 
Eccoli qui con il topo di fogna catanese

Il 26 luglio, durante un telegiornale Rai viene annunciato che, in seguito alle sentenze di Calciopoli, lo scudetto 2005/06 è stato assegnato all’Inter. Per raccogliere le reazioni dell’ambiente nerazzurro si apre un collegamento con Brunico, dove la squadra sta per disputare un’amichevole. A rispondere alle domande dell’inviato c’è Gabriele Oriali
il quale parla di “scudetto dell’onestà”. Proprio quell’Oriali che due mesi prima ha patteggiato la pena per truffa e ricettazione!
-------------------------------
18 Febbraio 2017 AGGIUNTA di un elemento nuovo
A Feb.2017, lex Proc. Federale Porceddu rilascia un'intervista a unionesarda.it
--------------------------------------------------------


venerdì, dicembre 09, 2011

GUIDO ROSSI: BRACCIO ARMATO DEI MASSONI E PROTETTO DELLA SQUADRA DELLA CASTA, VERO CANCRO DEL CALCIO ITALIANO

TREFIGLI DEL MALE:  IL SICARIO DEI POTERI OCCULTI: "tronchetti Provera"; IL SUO BRACCIO ARMATO: "guido-GIUDA-rossi", E IL MINUS HABBENS CORRUTTORE: "massimo moratti". ECCO PERCHÈ "guido-GIUDA-rossi" PUÒ MENTIRE TANTO SFACCIATAMENTE?
----------
Le bugie di Guido Rossi, smentite da Borrelli nell'audizione alla Commissione Giustizia del Senato
---------------

Guido Rossi: Quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere. -
Lei che cosa ne pensa di questo tavolo della pace?
"Ah, no, non ne so niente, non ne so niente".
Secondo Lei va riscritto quello che è successo dal 2006 o no? 
"Quella è storia!" 
Davvero non c'erano le carte allora? 
"Non c'era niente, ma dai, tutto è stato messo, tutto, benissimo in chiaro, da tutta la documentazione, quindi..." 
Non è stato lasciato indietro niente, ad esempio le telefonate che sono emerse in questi mesi sull'Inter? 
"No, non ne sapevo niente". 
Ma, secondo Lei, avrebbero cambiato in qualche modo, avrebbero cambiato qualcosa o no? 
"Ma non lo so, non le conosco. Senta, io sono stufo di questa cosa e quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere". 
 (Solo mafiosi e fascisti impongono il silenzio..... ma Guido Rossi si professa comunista... allora non può che essere MAFIOSO! ndr.)
Quindi non sarebbe cambiato nulla? 
"No, no, assolutamente no, da quello che ne so io". 

Queste le parole di Guido Rossi in risposta all'intervistatore di Telereporter che, a margine della cerimonia di consegna degli Ambrogini d'Oro (Rossi era uno dei premiati), gli chiedeva un suo parere sul tavolo della pace del prossimo 14 dicembre. 

Ha negato che nel 2006 gli inquirenti sportivi disponessero di altro materiale utile ad allargare i confini dell'indagine, quando invece i contenuti dell'audizione di Borrelli alla Commissione Giustizia del Senato e altri elementi di segno contrario che abbiamo già compiutamente analizzato stanno a dimostrare l'esatto contrario.

Comunque, conclude, per quel che ne sa, non avrebbero cambiato nulla: stessa tattica del suo sodale Auricchio, quel che riguarda l'Inter è irrilevante e 'non interessa' (stesse parole...stessa matrice?). E nemmeno tutto il resto del quadro che faceva da contorno alla 'sua' Inter  (basta citare l'incidente dei passaporti falsi, che dopo la condanna di Oriali e Recoba al Tribunale di Udine, abusando del potere di Super Commissario "impose" al Proc. Fed. Stefano Palazzi di non riaprire il caso, come invece il regolamento prevedeva/prevede!)  avrebbe mai potuto essere per lui condizione necessaria e sufficiente a macchiarne l'illibatezza richiesta dai tre saggi. 

Particolarmente grave, e davvero inquietante, l'invito a far tacere chi dice queste cose, quindi chi cerca la verità: le ultime parole che ci si sarebbe potuti attendere in uscita dalla bocca di un giurista di tal fama! 

Ci rifletta, prima di sedersi a quel tavolo, Gianni Petrucci, proprio colui che "avrebbe" scelto Guido Rossi quale commissario straordinario della Federcalcio (anche se sappiamo che gli fu imposto da "tronchetti provera & carlo buora" d'accordo con i vertici ifil: "gabbetti-grande stevens & alain elkann"). Non è soffocando la verità che si ottengono serenità e pace: per ristabilire l'equità occorre, anzitutto, che si dica la verità, l'unica cosa che può essere imposta, non certo il silenzio.
I FARABUTTI: DAI MORATTI A TRONCHETTI, CARLO BUORA, GUIDO ROSSI, ECC., PER DECENNI,  HANNO GIOITO DEI FURTI ATTRAVERSO IL POTERE E LA CORRUZIONE! ANCHE NEL CALCIO, A COMINCIARE  DAGLI ARBITRI, PER FINIRE A TUTTO QUELLO CHE C'ERA DA CORROMPERE, PER POTER METTERE QUALCHE TROFEO NELLA POLVEROSA BACHECA! ALCUNI DEI LORO FURTI DALL'ANNO DELLO SCUDETTO SCIPPATO ALLA JUVENTUS, FINO AL FURTO DELLA CHAMPIONS_
---------------

Campionato 2005-06 vinto dalla juventus e poi tolto da farsopoli,da notare che l’inter ha rubato 16 punti e quindi non avrebbe meritato lo scudetto nemmeno a tavolino,ecco gli elenchi delle partite rubate: 1) INTER-FIORENTINA 1-0 arbitro farina il gol di martins e’ in netto fuorigioco

2) JUVENTUS-INTER 2-0 arbitro Paparesta c’e’ un fallaccio di materazzi su ibraimovic da espulsione ignorato dall’aerbitro
3) LAZIO-INTER 0-0 arbitro messina gol regolare di pandev annullato alla lazio
4) INTER-PARMA 2-0 arbitro rocchi nel secondo gol adriano commette fallo sul portiere avversario
5) INTER-ASCOLI 1-0 arbitro de marco gol di adriano su punizione inventata
6) INTER-MILAN 3-2 arbitro messina sullo 0-0 rigore inventato per l’inter
7) INTER-PARMA 0-0 arbitro giannoccaro a 10 minuti dalla fine c’e’ un rigore per il parma
INTER-CAGLIARI 3-2 arbitro dattilo rigore inventato per l’inter,rigore negato al cagliari per fallo di samuel su suazo
9) TREVISO-INTER 0-1 arbitro gabriele il gol dell’inter e’ da annullare per fuorigioco e c’e’ un rigore per il treviso per fallo di cordoba su borriello
10) LECCE-INTER 0-2 arbitro trefoloni negato un rigore al lecce
11) INTER-REGGINA 4-0 arbitro rizzoli sullo 0-0 negato rigore alla reggina e regalato rigore inesistente all’inter
12) INTER-SIENA 1-1 arbitro de marco negato rigore al siena
13) SIENA-INTER 0-0 arbitro saccani a 5 secondi dalla fine evidente fallo di mano in area di cordoba ma l’arbitro fa finta di niente
campionato 2006-07 vinto dall’inter in modo anomalo….se ci fosse stata la juventus dei 91 punti con i campioni del mondo,i vice campioni francesi piu’ ibra,emerson e qualche sicuro nuovo innesto le cose non sarebbero certo andate cosi’…..da notare che quasi tutte le partite l’inter le giocava con gli avversari penalizzati dalla squalifica dell’uomo chiave e durante il campionato ha rubato 15 punti : 1) INTER-SAMPDORIA 1-1 arbitro tagliavento samp con 2 squalificati premeditati,in occasione del rigore cordoba andava espulso per fallo da ultimo uomo su flachi,l’autorete di bonanni e’ causata da un disturbo di cordoba che non avrebbe dovuto essere li perche’ doveva essere espulso
2) CAGLIARI-INTER 1-1 arbitro messina ibraimovic andava espulso per un fallaccio in gamba tesa adriano meritava il secondo giallo quindi l’espulsione ma l’arbitro fa finta di non vedere
3) INTER-CATANIA 2-1 arbitro mazzoleni catania con due squalificati premeditati,samuel fa un intervento da pallavolista in area ma l’arbitro non lo vede,gol del pareggio dell’inter con adriano in fuorigioco
4) UDINESE-INTER 0-0 arbitro pieri c’e’ rigore per fallo in area di cordoba su iaquinta
5) PARMA-INTER 1-2 arbitro saccani materazzi trattiene budan in area e gli impedisce di arrivare sul pallone,mani inventato per il rigore all’inter,6 minuti di recupero per far segnare l’inter ma dovevano essere tre
6) PALERMO-INTER 1-2 arbitro rosetti al 15° minuto con l’inter in vantagio c’e’ rigore per neto fallo di cordoba su amauri,nella ripresa fallo di vieira su caracciolo ma l’arbitro lascia proseguire e l’inter segna il 2-1
7) INTER-SIENA 2-0 arbitro de marco sul 1-0 cordoba fa fallo da rigore su locatelli ma l’arbitro fa finta niente
LAZIO-INTER 0-2 arbitro rocchi sullo 0-0 c’e’ rigore per la lazio per un fallo di materazzi su makinwa
9) INTER-FIORENTINA 3-1 arbitro morganti nel primo gol stankovic in partenza commette fallo,il gol di ibraimovic non c’e’ ma l’arbitro lo convalida con assoluta sicurezza
10) CHIEVO-INTER 0-2 arbitro messina il primo gol di adriano e’ da annullare per fallo,il secondo gol di crespo e’ da annullare per fallo di mano,fermato pellissier solo davanti alla porta per fallo inventato su cordoba che perde l’equilibrio e cade da solo
11) INTER-ROMA 3-1 arbitro trefoloni il rigore su adriano non c’e’ perche’ e’ simulazione
CAMPIONATO 2007-08 molti romanisti dicono che questo scudetto l’Inter lo ha rubato a loro ma se esaminiamo le partite falsate ci accorgiamo che la juventus ha subito una serie di furti per un totale di 22 punti mentre l’inter ha rubato un totale di 23 punti e 6 li ha conquistati fortunosamente nei minuti di recupero
errori pro inter
EMPOLI-INTER 0-2 ARBITRO AYROLDI sollo 0-0 c’era rigore per l’empoli per fallo di cordoba su pozzi
INTER-CATANIA 2-0 ARBITRO ORSATO il gol dell’inter andava annullato perche’ c’e’ un mani di adriano e c’e’ rigore per fallo di burdisso su martinez
LIVORNO-INTER 2-2 ARBITRO TREFOLONI sul 1-0 c’e’ rigore per fallo di burdisso su diamanti
INTER-SAMPDORIA 3-0 ARBITRO TAGLIAVENTO gol di ibraimovic da annullare per fallo e c’e’ rigore per trattenuta su palombo
REGGINA-INTER 0-1 ARBITRO BERGONZI c’e’ rigore per fallo di burdisso su missiroli
JUVENTUS-INTER 1-1 ARBITRO ROCCHI sullo 0-0 c’e’ rigore per fallo di cordoba su del piero
INTER-ATALANTA 2-1 ARBITRO BANTI Cruz fa fallo in occasione del gol spingendo carrozieri,c’e’ rigore di maxwell su ferreira pinto,inzaghi s. non andava espulso
FIORENTINA-INTER 0-2 ARBITRO FARINA sul gol del 1-0 di jimenez c’e’ fallo evidente di samuel su pazienza
INTER-LAZIO 3-0 ARBITRO DAMATO sullo 0-0 inventato il rigore per fallo di stendardo a burdisso che non c’e’ assolutamente
INTER-TORINO 4-0 ARBITRO SACCANI sullo 0-0 inventato il rigore per sbloccare il risultato
INTER-MILAN 2-1 ARBITRO MORGANTI sullo 0-1 cambiasso aggancia kaka con tutte e due le mani ma l’arbitro fa finta di non vedere
SIENA-INTER 2-3 ARBITRO GIRARDI sullo 0-0 rigore inventato per l’inter
INTER-PARMA 3-2 ARBITRO GERVASONI ci sono 2 rigori per il parma (materazzi su corradi e cordoba su corradi) il rigore del 2-2 e’ inventato,cordoba andava espulso nel primo tempo e couto non era da espellere
UDINESE-INTER 0-0 ARBITRO ROSETTI cesar fa falli da codice penale in continuazione ma gode dell’immunita’ dell’arbitro
INTER-EMPOLI 1-0 ARBITRO TAGLIAVENTO rigore inventato perche’ il tiro di stankovic e’ respinto dall’orecchio di vannucchi
CATANIA-INTER 0-2 ARBITRO FARINA il fuorigioco di cambiasso del 1-0 e’ chilometrico
SAMPDORIA-INTER 1-1 ARBITRO ROCCHI c’e’ rigore di zanetti su campagnaro e vieira andava espulso
INTER-ROMA 1-1 ARBITRO ROSETTI burdisso andava espulso e espulso mexes nasce il gol dell’inter
INTER-REGGINA 2-0 ARBITRO BRIGHI rigore inesistente per l’inter
INTER-PALERMO 2-1 ARBITRO DE MARCO l’azione del 2-0 andava fermata per fallo di maicon su rinaudo
INTER-LAZIO 1-1 ARBITRO SACCANI non dato rigori su beherani atterrato da chivu
ATALANTA-INTER 0-2 ARBITRO DE MARCO gol di vieira da annullare,c’era rigore su inzaghi e maicon era da espellere
INTER-SIENA 2-2 ARBITRO GAVA rigore inventato di rigano su materazzi ma poi lo sbaglia
campionato 2008-09 vinto dall’inter. il milan ruba 1 punto contro il napoli in napoli-milan 0-0 dove viene annullata una rete regolare ad hamsik ma viene derubato in inter-milan 2-1 dove viene convalidato un gol di mano di adriano e non vengono fischiati tre rigori ai rossoneri su ambrosini,inzaghi e ronaldinho. alla juve vengono rubati 8 mentre l’inter ne ruba 26 ecco qua l’elenco : 1) SAMPDORIA-INTER 1-1 arbitro rosetti il gol di ibra e’ da annullare,al 16° del secondo tempo zanetti fa fallo di mano in area ma l’arbitro fa finta di niente
2) INTER-CATANIA 2-1 arbitro damato l’autorete di terlizzi non e’ entrata
3) TORINO-INTER 1-3 arbitro farina negato un rigore al torino e non espulso chivu per fallo da ultimo uomo su amoruso
4) INTER-BOLOGNA 2-1 arbitro ciampi rigore inventato per mani involontario di volpi
5) INTER-GENOA 0-0 arbitro orsato juric e’ stato espulso ingiustamente mentre maicon,burdisso e ibra dovevano essere espulsi
6) FIORENTINA-INTER 0-0 arbitro rosetti rigore evidente negato a pazzini
7) REGGINA-INTER 2-3 arbitro arbitro de marco cordoba era da espellere sul 2-1 ma segnera’ il gol vittoria al 91°
INTER-UDINESE 1-0 arbitro morganti fischiati due fuorigioco inesistenti all’udinese con i giocatori in porta,cordoba su inler da rosso diretto
9) PALERMO-INTER 0-2 arbitro tagliavento il 2-0 e’ inventato
10) INTER-JUVENTUS 1-0 arbitro rizzoli negati 2 rigori alla juve su chiellini e marchionni,il gol dell’inter nasce da un fallo non fischiato a nedved,nella meta’ campo della juve era concessa ogni cosa mentre in quella interista non si poteva fare niente perche’ ogni minima azione veniva inspiegabilmente interrotta
11) INTER-NAPOLI 2-1 arbitro rosetti a meta’ ripresa lavezzi viene atterrato al limite dell’area da maxwell ma invece di espellerlo e dare una punizione pericolosa al napoli l’arbitro lo ammonisce
12) LAZIO-INTER 0-3 arbitro orsato c’era rigore di muntari su zarate,il 3-0 di ibra e’ in fuorigioco,annullato gol regolare alla lazio,cordoba andava espulso
13) SIENA-INTER 1-2 arbitro de marco al 3° c’e’ un rigore netto per fallo di cordoba su ghezzal,l’inter segna un gol con cinque giocatori in fuorigioco
14) INTER-SAMPDORIA 1-0 arbitro celi adriano doveva essere espulso per un pugno ad un avversario ma segnera’ il gol vittoria
15) CATANIA-INTER 0-2 arbitro rocchi annullato gol regolare a paolucchi,rigore negato al catania per mani di cordoba
16) LECCE-INTER 0-3 arbitro tagliavento sullo 0-0 papa waigo e’ stato fermato ingiustamente davanti al portiere,ibra ha commesso fallacci da essere espulso 2 volte
17) INTER-MILAN 2-1 arbitro rosetti adriano segna il pareggio con la mano,c’era rigore di stankovic su ambrosini,rigore di chivu su inzaghi e su ronaldinho
18) BOLOGNA-INTER 1-2 arbitro ayroldi gol vittoria dell’inter con assist di mano
19) INTER-ROMA 3-3 arbitro rizzoli rigore regalato a balotelli
20) GENOA-INTER 0-2 arbitro morganti gol fantasma per l’inter,2 fuorigioco inesistenti fischiati a milito solo davanti al portiere,2 gialli e 1 rosso non dati all’inter
21) INTER-FIORENTINA 2-0 arbitro orsato ibra segna aggiustandosi con il braccio,santon ferisce comotto con un fallo da codice penale
22) INTER-REGGINA 3-0 arbitro mazzoleni non dato un rigore alla reggina,simulazione per il rigore di mancini,un gol in fuorigioco
23) UDINESE-INTER 0-1 arbitro banti c’era rigore per l’udinese perche’ julio cesar stende quagliarella in area
24) CHIEVO-INTER 2-2 arbitro de marco sul 2-2 cruz trattiene in area sardo ma l’arbitro fischia la punizione contro il chievo
campionato 2009-10 vinto dall’inter ai danni della roma,ecco l’elenco dei 25 punti rubati dai nerazzurri : 1) INTER-BARI 1-1 arbitro russo al 42° materazzi andava espulso,il rigore per l’inter e’ inventato perche’ bonucci non commette fallo su milito
2) INTER-PARMA 2-0 arbitro rosetti thiago motta doveva essere espulso alla fine del primo ntempo,paloschi fermato ingiustamente solo davanti al portier
3) CAGLIARI-INTER 1-2 arbitro orsato al 14° sullo 0-0 matri viene fermato solo davanti al portiere per fuorigioco inesistente,dopo 52 partite viene fischiato un rigore contro l’inter
4) INTER-NAPOLI 3-1 arbitro trefoloni al 5° il gol di milito e’ in netto fuorigioco,al 31° snejder porta la palla fuori dal campo ma viene assegnata inspiegabilmente la rimessa all’inter,da quella rimessa nasce l’azione che porta al gol di lucio
5) SAMPDORIA-INTER 1-0 arbitro rizzoli al 58° c’era rigore per la samp perche’ santon da una manata sul collo a santon
6) GENOA-INTER 0-5 arbitro morganti partita completamente falsata nei primi minuti perche’ al 5° c’era’ rigore piu’ espulsione ai danni di stankovic per fallo su floccari e al 12° balotelli andava espulso per il secondo giallo per fallo su moretti
7) INTER-CATANIA 2-1 arbitro giannoccaro c’era rigore di julio cesar su plasmati e le mancate espulsioni di cordoba e julio cesar
INTER-PALERMO 5-3 arbitro tagliavento il rigore su balotelli al 5° non c’e’,al 28° c’e’ rigore per fallo di samuel su kjaer
9) INTER-ROMA 1-1 arbitro rocchi vieira,muntari,thiago motta,stankovic e balotelli andavano espulsi
10) BOLOGNA-INTER 1-3 arbitro rosetti balotelli andava espulso,di vaio fermato per fuorigioco inesistente solo davanti alla porta,thiago motta andava espulso,c’era rigore per fallo di samuel su adailton,terzo gol dell’inter in fuorigioco
11) INTER-FIORENTINA 1-0 arbitro damato c’e’ un rigore per fallo di samuel su gilardino
12) JUVENTUS-INTER 2-1 arbitro saccani felipe melo non tocca balotelli che simula e l’arbitro espelle il bianconero
13) INTER-LAZIO 1-0 arbitro russo ci sono due rigori per la lazio di cordoba su rocchi e braccio di maicon in area
14) CHIEVO-INTER 0-1 arbitro pierpaoli c’e’ rigore per il chievo per fallo di cordoba su pellissier ma l’arbitro fa finta di niente e sulla ripartenza balotelli segna il gol vittoria,al 96° c’e’ rigore per il chievo per mani di quaresma in area
15) INTER-SIENA 4-3 arbitro peruzzo lucio andava espulso per 2 gialli nel primo tempo,al 88° punizione inventata per il gol del 3-3,il 4-3 e’ a tempo scaduto 96°
16) INTER-CAGLIARI 3-0 arbitro gervasoni al 34° annullato gol regolare a matri
17) UDINESE-INTER 2-3 arbitro bergonzi stankovic andava espulso,due rigori non dati ai friulani per mani di stankovic e fallo di snejder su cuadraro
18) ROMA-INTER 2-1 arbitro morganti chivu andava espulso per fallaccio su toni,il gol di milito e’ in fuorigioco,al 90° c’e’ rigore di julio cesar su brighi
19) SIENA-INTER 0-1 arbitro morganti sullo 0-0 c’e’ rigore per il siena per un mani in area di maicon
--------

2010-11
1) SAMPDORIA-INTER 1-1 arbitro rosetti il gol di ibra e’ da annullare,al 16° del secondo tempo zanetti fa fallo di mano in area ma l’arbitro fa finta di niente

2) INTER-CATANIA 2-1 arbitro damato l’autorete di terlizzi non e’ entrata

3) TORINO-INTER 1-3 arbitro farina negato un rigore al torino e non espulso chivu per fallo da ultimo uomo su amoruso

4) INTER-BOLOGNA 2-1 arbitro ciampi rigore inventato per mani involontario di volpi5) INTER-

GENOA 0-0 arbitro orsato juric e’ stato espulso ingiustamente mentre maicon,burdisso e ibra dovevano essere espulsi

6) FIORENTINA-INTER 0-0 arbitro rosetti rigore evidente negato a pazzini

7) REGGINA-INTER 2-3 arbitro arbitro de marco cordoba era da espellere sul 2-1 ma segnera’ il gol vittoria al 91°

INTER-UDINESE 1-0 arbitro morganti fischiati due fuorigioco inesistenti all’udinese con i giocatori in porta,cordoba su inler da rosso diretto

9) PALERMO-INTER 0-2 arbitro tagliavento il 2-0 e’ inventato

10) INTER-JUVENTUS 1-0 arbitro rizzoli nel primo tempo sullo o-o c’era rigore di muntari su marchionni

11) INTER-NAPOLI 2-1 arbitro rosetti a meta’ ripresa lavezzi viene atterrato al limite dell’area da maxwell ma invece di espellerlo e dare una punizione pericolosa al napoli l’arbitro lo ammonisce

12) LAZIO-INTER 0-3 arbitro orsato c’era rigore di muntari su zarate,il 3-0 di ibra e’ in fuorigioco,annullato gol regolare alla lazio,cordoba andava espulso

13) SIENA-INTER 1-2 arbitro de marco al 3° c’e’ un rigore netto per fallo di cordoba su ghezzal,l’inter segna un gol con cinque giocatori in fuorigioco

14) INTER-SAMPDORIA 1-0 arbitro celi adriano doveva essere espulso per un pugno ad un avversario ma segnera’ il gol vittoria

15) CATANIA-INTER 0-2 arbitro rocchi annullato gol regolare a paolucchi,rigore negato al catania per mani di cordoba

16) LECCE-INTER 0-3 arbitro tagliavento sullo 0-0 papa waigo e’ stato fermato ingiustamente davanti al portiere,ibra ha commesso fallacci da essere espulso 2 volte

17) INTER-MILAN 2-1 arbitro rosetti adriano segna il pareggio con la mano,c’era rigore di stankovic su ambrosini,rigore di chivu su inzaghi e su ronaldinho

18) BOLOGNA-INTER 1-2 arbitro ayroldi gol vittoria dell’inter con assist di mano

19) INTER-ROMA 3-3 arbitro rizzoli rigore regalato a balotelli

20) GENOA-INTER 0-2 arbitro morganti gol fantasma per l’inter,2 fuorigioco inesistenti fischiati a milito solo davanti al portiere,2 gialli e 1 rosso non dati all’inter

21) INTER-FIORENTINA 2-0 arbitro orsato ibra segna aggiustandosi con il braccio,santon ferisce comotto con un fallo da codice penale

22) INTER-REGGINA 3-0 arbitro mazzoleni non dato un rigore alla reggina,simulazione per il rigore di mancini,un gol in fuorigioco

23) UDINESE-INTER 0-1 arbitro banti c’era rigore per l’udinese perche’ julio cesar stende quagliarella in area

supercoppa 2005 INTER-JUVENTUS 1-0 arbitro desantis annullato gol regolare a trezeguet al 44° e non dato rigore per mani in area di ze maria
---------
supercoppa 2005 INTER-JUVENTUS 1-0 arbitro desantis annullato gol regolare a trezeguet al 44° e non dato rigore per mani in area di ze maria

ELETTROSTIMOLATORI NERAZZURRI.
E’ l’anno dei “famosi” Rolex giallorossi regalati da Sensi agli arbitri. Platealmente scoperti questi sono costretti a restituire il gentile cadeau. Ma un arbitro più solerte degli altrirestituisce anche un elettrostimolatore regalato dalla dirigenza interista, dichiarando di averloricevuto dall’Inter e come lui molti altri arbitri professionisti.
===========
nel girone eliminatorio DINAMO KIEV-INTER 1-2 i ladroni fino al minuto 89 erano fuori dalla coppa….segna milito in netto fuorigioco. ottavi di finale CHELSEA-INTER 0-1 3 rigori negati agli inglesi:fallo evidente di samuel su ivanovic,thiago motta che si appende alla maglia di ivanovic,fallo di samuel su kalou (rigore ed esulsione) quarti di finale CSKA-INTER 0-1 non c’e’ la punizione che porta al vantaggio con snejder semifinali INTER-BARCELLONA 3-1 dopo 15 ore di pullman e 1000 km percorsi per colpa del vulcano islandese ne succedono di tutti i colori: fallo da rigore di schneijder su dani alves,gol di milito in evidente fuorigioco e negli ultimi minuti samuel arpiona in area dani alves.

BARCELLONA-INTER 1-0 annullato gol a krkrc per fallo di mano inesistente.
finale BAYERN-INTER 0-2 SULLO 0-0 FALLO DI MANO IN AREA DI MAICON MA L’ARBITRO LASCIA PROSEGUIRE…..E,SULLO 0-0 SNEIJDER DOVEVA ESSERE ESPULSO
l’inter ha rubato nel girone eliminatorio,ottavi,quarti,semifinale e finale RECORD ASSOLUTO
da notare il possesso palla nelle due partite con il barcellona
INTER-BARCELLONA 3-1 68 % possesso palla barcellona
BARCELLONA-INTER 1-0 75 % possesso palla barcellona
e da notare che Olegário Benquerença arbitro PORTOGHESE che arbitro’ Inter-Barca e’ co proprietariO CON MOURINHO del ristorante O Menino di Porto 1) 2000 GLI



martedì, dicembre 06, 2011

BUON COMPLEANNO PRESIDENTE ANDREA AGNELLI.


PRESIDENTE, 14 MILIONI  DI  JUVENTINI  SPARSI  PER IL MONDO  LE  AUGURANO BUON CONPLEANNO E 100 ANCORA  PIENI DI SALUTE E FELICITA' ASSIEME AI SUOI CARI E ALLA VECCHIA SIGNORA JUVENTUS
FIRMATO: 14 MILIONI DI SPASIMANTI DELLA VECCHIA SIGNORA JUVENTUS

sabato, novembre 26, 2011

ProCesso CalciOpoli come ProCesso FarsOpoli: SENTENZA GIA SCRITTA

LEPORE-NARDUCCI-AURICCHIO: LA GANG DELLA DISCARICA(tribunale)DI NAPOLI!

PROCESSO CALCIOPOLI - MAI STATO FAN DI TERESA CASORIA!    
Che l’aria non fosse favorevole agli imputati, nella aula di udienza del Tribunale di Napoli, ove si attendeva la lettura del dispositivo, lo si doveva capire quando, prima della sentenza, è iniziato su Raisport uno special curato dall’interista Civoli Marco, con ospite l’impasticcato interista Mazzola Sandro, e con la riesumazione del famigerato giornalista a delinquere del fogliaccio rosa milanese, Palombo Ruggero: questo perchè, quando si alzano in cielo gli avvoltoi, notoriamente c’è profumo di morte e di morti, o se preferite, in questo caso, profumo di condanna.

La lettura del dispositivo poi ha confermato quell’aria, ma più in generale tutto il clima nel quale si è celebrato il più grande processo burla della storia giudiziaria italiana, clima che purtroppo era stato dimenticato o non considerato, da molti, a seguito delle prove difensive portate, e dalla scoperta di quella vastissima quantità di intercettazioni nascoste da Narducci, Auricchio e soci, oltre alla dimostrazione delle innumerevoli contraddizioni contenute negli atti di indagine e nelle deposizioni di testi ritenuti "chiave", a cominciare dallo stesso Auricchio (pagato con denaro pubblico per leggere il giornale in ufficio il lunedì mattina, e farsi redigere le veline pilotate da un cosiddetto "giornalista" del famigerato fogliaccio rosa milanese).

Chi ha avuto la pazienza di leggermi in questi anni, sa bene che non sono mai stato molto fiducioso sugli esiti di questo processo, anche se ad un certo punto ho sperato che quel principio che si trova scritto nelle nostre aule giudiziarie, "LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI", fosse un principio reale e rispettato, non una mera dichiarazione di intenti, come è stata ridotta da anni.

E questo non perchè non dessi credito alle strategie difensive, al contrario le ritengo le migliori possibile, ben oltre le più rosee aspettative degli imputati e del pubblico di fede juventina che ha seguito le sorti e le varie fasi del processo di Napoli; semplicemente perchè non ho mai dimenticato che dietro la vicenda farsopoli (o, per fare contento il P.M. Capuano, vicenda calciopoli), non ci sono certo i modesti ascari che l’hanno propagandata, ossia i vari Palombo, Gualdi, Monti, gazziettieri in rosa vari, pletora para-interista che ha popolato i vari media nel 2006 e che ritorna prepotentemente oggi alla ribalta. Questi sono stati l’ultimo stato della grande impostura, la manovalanza scarsa dedita alle azioni di bassissimo valore, per lavare il cervello ai frequentatori dei bar dello sport, ma non certo le menti, nè gli esecutori, nè i beneficiari.

Calciopoli nasce nei piani alti dell’economia e della finanza nazionale: una grande banca, forse la più grande e ben addentrata nel sistema calcistico; un grande gruppo di telecomunicazioni, collegato e controllato da un grande gruppo industriale milanese, e molto potente quale sponsor calcistico; grandi imprenditori ed industriali che avevano investito (e male) nel calcio, per cui dovevano comunque recuperare gli investimenti; perversi intrecci di politica all’interno di Confindustria, con settori della politica nazionale; il tutto "avallato" da una situazione di difficoltà di un importante gruppo industriale e finanziario torinese, ove si celebrava pure una lotta ed una resa dei conti tra un piacione venuto dal nulla ma che da quel gruppo aveva avuto tutto, ed un imprenditore che forse voleva guadagnare quanto più spazio possibile in quel gruppo; ed il tutto con il beneplacito interessato di altro potentissimo gruppo editoriale milanese che, da quella vicenda, poteva trarre nuova linfa e nuova forza (come dimostrano sia la mite condanna del 2006, sia le vittorie successive). Questo è il contesto nel quale è nata farsopoli, ed è un contesto che, come vi renderete certamente conto, è ancora potente attualmente, cosa che impedirà ancora per qualche anno l’emergere della verità, sempre ammesso che riesca ad emergere.

Gli esecutori del progetto sono stati quelli che hanno controllato la giustizia sportiva dell’epoca, e dunque dai governanti del momento, l’infausta melandra, messa lì appunto perchè certi che non avrebbe capito nulla, Guido Rossi a Cesare Ruperto e Piero Sandulli, insigni giuristi che si sono vergognosamente prestati a fare da foglia di fico all’impostura; mentre i beneficiari sono stati quelli che avevano organizzato il piano, la banca citata che è rientrata dalle esposizioni notevoli ed ha potuto interferire ancora nel calcio, idem il gruppo di telecomunicazioni, salvo poi staccarsi dal gruppo industriale milanese che produce pneumatici, idem ancora gli imprenditori che avevano perso e molto a causa delle scelleratezze compiute da un dirigente calcistico perdente ed incompetente (e non a caso, appena tutti costoro hanno ottenuto i loro benefici, il dirigente calcistico in questione, e la sua squadra, stanno progressivamente ritornando laddove vivacchiavano fino al 2006).

Ci ha guadagnato anche chi si è venduto 109 anni di leggenda del calcio, con lucrose sponsorizzazioni del suo giocattolo, e aumentata influenza in Confindustria, cose pagate anche con la svendita di giocatori della Juventus. Ecco, provate a immaginare gli effetti devastanti di una sentenza di assoluzione a Napoli, avverso tutti costoro, ancora presenti ed influenti nelle sorti economiche e sportive del Paese: vi renderete conto agevolmente che non poteva esserci in alcun modo una sentenza favorevole agli imputati, che avrebbe prodotto decisamente una lunga serie di azioni di risarcimento danni, dalle conseguenze inimmaginabili.

Qualcuno dirà: ma la giustizia è un potere autonomo, dovrebbe funzionare senza condizionamenti, e dunque fare in modo che si condanni chi è colpevole realmente, e si assolva chi colpevole non è. Già, la giustizia, il potere giudiziario, "la legge uguale per tutti", l’autonomia e indipendenza della magistratura, tutte belle parole a cui si smette di credere appena si esce dalle aule universitarie e si entra in quelle giudiziarie, dato che ben presto si scopre che quello giudiziario, in quanto "Potere" autonomo ed indipendente, ha necessità di "garantire" per "garantirsi".

Provate mentalmente a rivedere le fasi di questo processo burla (e cercate di seguirmi con attenzione), nato a seguito di una denuncia presentata dal  direttore sportivo del Venezia Calcio, nei confronti di un dirigente del Messina, e di un gruppo di arbitri componenti la cosiddetta "combriccola romana", denuncia presentata ... a Napoli, da un veneziano contro un messinese e contro dei romani, per fatti avvenuti ovunque ma non a Napoli!

Indagine proseguita su imputati operanti in tutte le parti d’Italia tranne in Campania, e specificamente nella zona Torino, Milano, Livorno, Roma, e altre zone limitrofe, per fatti da essi commessi sempre in tutte le parti d’Italia ma non a Napoli e dintorni! Come mai?
 ------------------------------------------------------------------------------------
PER IL MALEDETTO IMBROGLIO, SCELTI TUTTI NAPOLETANI!
Giandomenico Lepore: Napoli
Francesco S. Borrelli:  Napoli
Giuseppe Narducci:  Napoli
Filippo Beatrice:  Napoli
Attilio Auricchio:  Napoli
Stefano Palazzi:  Napoli
-----------------------
Chiedetevi infine la ragione per cui certe intercettazioni telefoniche a Torino sono state ritenute penalmente irrilevanti, ma a Napoli no, e capirete che Napoli era proprio il "luogo giusto" per fare decollare una vicenda che altrove sarebbe abortita in pochissimo tempo. Aggiungete pure che il Collegio giudicante, in particolare la presidente Casoria, è stato ricusato ben due volte dall’ineffabile Narducci (mister "piaccia o non piaccia", insabbiatore delle vicende non meno gravi che riguardavano altri) per essere ritenuto troppo filo difese degli imputati, e che la stessa dottoressa Casoria è stata "pressata" anche dal procuratore di Napoli, Lepore, e vi renderete conto che il Collegio giudicante aveva una sola via per smentire i sospetti lanciati da Narducci, ossia quella di condannare gli imputati, accogliendo in tutto o in parte le richieste dell’accusa. Accolte in tutto!

Aggiungete infine le solite ragioni di carriera dei singoli giudici, i collegamenti a correnti interne alla magistratura, i condizionamenti ambientali più disparati, vi renderete agevolmente conto che non potevano che servire la polpetta avvelenata letta in aula ieri sera (10-11-201). E stavolta è davvero avvelenata, visto che alla condanna di Moggi e degli altri, è seguita l’esclusione delle domande di risarcimento danni chiesti alla Juventus.

Come dire, la società bianconera non può rispondere in alcun modo dei fatti commessi da Moggi, e del resto nessuna delle gare bianconere oggetto del processo ha portato a condanne, ma quelle nelle quali Moggi avrebbe "manipolato" a favore della Fiorentina (i Della Valle condannati), o di altre squadre.
Si capisce che era questo l’unico modo per emettere una sentenza di condanna senza suscitare reazioni di qualcuno, dato che oggi il gruppo Exor e la Juventus presieduta da Andrea Agnelli, hanno ripreso prestigio e influenza, e certamente non sarebbe stata digerita come nel 2006 una eventuale condanna al risarcimento dei danni.

E si capisce pure il messaggio: le strade della Juventus e di Moggi, ammesso che fossero unitarie o parallele fino ad oggi, dovranno necessariamente separarsi, prezzo probabilmente da pagarsi, da un lato per avere la Juventus la restituzione di quanto toltole in questi anni, dall’altro per legittimare in qualche modo il post calciopoli e il temporaneo avvento di altre squadre leader nel panorama calcistico nazionale.
Del resto, la sentenza di Napoli si rivela essere un assist alle pretese di Andrea Agnelli, l’esclusione di ogni responsabilità della società bianconera è il presupposto per la richiesta intanto di revoca dello scudetto 2006 all’Inter, società oggetto invero di richiesta di archiviazione ma responsabile di fatti ritenuti dal procuratore sportivo Palazzi, veri e propri illeciti sportivi.

Insomma, l’aspetto più paradossale della sentenza sarà probabilmente un punto di forza per le rivendicazioni future della Juventus, a patto di non mischiarle con le vicende personali di Moggi; e si capisce pure che l’obiettivo vero dell’accusa, si realizzerà in appello, fra pochi mesi maturerà la prescrizione dei reati, e dunque alla fine ... vivranno tutti felici e contenti, da un lato non si potrà parlare di assoluzione ma di prescrizione, dall’altro si potrà dire che la condanna era ingiusta ma le lungaggini non hanno consentito l’accertamento della verità.

Questo per nascondere la realtà dei fatti: ossia che ci stanno raccontando la favola di un ex ferroviere che, a detta dei giudici di Napoli, sarebbe più potente di banche, aziende quasi monopolistiche di telecomunicazioni, industrie e società finanziarie, gruppi editoriali immensi, politici e governanti vari.
Chiudo questa mia lunga dissertazione, ripromettendomi di tornarci quando sarà depositata la motivazione della sentenza (prevista entro il 6 febbraio 2012), con due ultime osservazioni, la prima sul processo, la seconda sulle prospettive future, conseguenti a questa sentenza.

Fermo restando che, come detto, la difesa di Moggi e degli altri imputati ha fatto davvero il massimo, in un contesto ostile, non ho ben compreso la scelta difensiva di rinunciare ad alcuni testi ammessi ad inizio processo, ed in particolare all’audizione di Massimo Moratti: tutti i testi ammessi dovevano secondo me sfilare ed essere esaminati a dovere, anche a costo di allungare i tempi del processo (del resto non è stata colpa delle difese se la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata quattro anni dopo l’iscrizione della notizia di reato); ma in particolare doveva essere sentito proprio lui, cavaliere senza macchia e senza paura di un calcio pulito a parole ma sporco e marcio, che per vincere ha avuto bisogno di porre le sue fondamenta in una grande impostura.

La seconda considerazione riguarda noi juventini in genere.

Ho letto molta amarezza in tanti amici, e soprattutto intravedo il rischio di una contrapposizione tra i "moggiani ortodossi" e gli altri, conseguenza di un comunicato stampa corretto ma mal interpretato, quello emesso ieri sera dalla società bianconera. Come scritto sopra, adesso le due strade dovranno prendere comunque vie diverse, ma non è detto che saranno contrapposte, solo che per ora non possono proseguire parallelamente.

La vera guerra finale inizia adesso, contro chi ci ha tolto le vittorie maturate sul campo, contro chi ci ha svenduto nel 2006, e contro gli ascari servili che hanno provato a fare carriera attaccando la Juventus.

Ed è una guerra che deve essere portata avanti da tutto l’ambiente Juventus, società, giocatori sul campo e tifosi fuori, per vincere d’ora in avanti da un lato, e per riprendere ciò che ingiustamente ci è stato tolto.

I veri nostri avversari sono altrove, non certo in Corso Galileo Ferraris di Torino.

Antonio La Rosa 9/11/2011  - http://www.juworld.net/articolo.asp?id=18017 
LA GANG DEL SICARIO (tronchetti) MENEGHINO DEI POTERI OCCULTI