giovedì, luglio 27, 2006

Ha Vinto Zaccone.....purtroppo

HA VINTO ZACCONE ... PURTROPPO PER NOI! ........Pubblicato il 26.07.2006i Antonio La Rosa
.Vi sembrerà strano ma è la verità, la difesa della Juve era finalizzata ad una serie B con penalizzazioni, e così è stato.
Ma evidentemente la proprietà e la dirigenza non si aspettava che a fronte di una sentenza del genere, le altre venissero punite lasciandole tutte in A, e addirittura il Milan "punito" con i preliminari di CL, anzichè la qualificazione diretta, come conseguita sul campo. E probabilmente stanotte non avranno dormiranno tranquilli, nell’avere scoperto come si sono fatti fottere in modo davvero puerile; ma evidentemente l’avversione verso la vecchia dirigenza, il desiderio di cacciarli definitivamente fuori e magari pensare ad azioni di risarcimento danni verso di essi, sono state tutte componenti più forti e condizionanti, rispetto al sacrosanto dovere di difendere un patrimonio di famiglia e del calcio intero, che ha una storia ultrasecolare. Per capire l’assurdità di questa sentenza, basta solo pensare al fatto che le vicende sono accadute nella stagione 2004 - 05, e che a fronte di cinque gare sospette per la Fiorentina, di quattro per la Lazio, e di due per il Milan, la Juve era sotto indagine per due sole gare, e per la famosa telefonata sulle griglie arbitrali con Bergamo, mentre Meani discuteva, ad esempio con assistenti di linea che dovevano tenere la bandierina alzata o abbassata, a seconda dei bisogni rossoneri, e mentre lo stesso Meani relazionava il suo datore di lavoro, Galliani, che, incidentalmente, era anche il presidente di Lega Professionisti. Bene: il Milan ha avuto 30 punti di penalizzazione applicati nel campionato 2005 - 06, scendendo quindi a 58 punti, e dunque al quarto posto assoluto, preliminari di CL assicurati in danno al Palermo (in fondo sta bene a Zamparini, sempre pronto a parlare a vanvera), e soli 8 punnti di penalizzazione per la prossima stagione, ossia meno di quelli che c’erano di distacco a fine campionato tra i rossoneri e l’Inter.
Quindi totale punti tolti in due stagioni: 38. La Juventus si vede invece revocato lo scudetto 2004 - 05 (e ci poteva stare in caso di condanna), ma a parte questa sanzione, si vede retrocessa all’ultimo posto nella stagione 2005 - 06, con l’obbligo di ripartire nel prossimo campionato con 17 punti di penalizzazione. Sommate 86 punti (stagione2004 - 05), con 91 (2005 - 06) con 17, troverete che la Juventus ha pagato per tre stagioni con una penalizzazione complessiva di 194 punti! Ossia sei volte la penalizzazione del Milan, con l’aggiunta di due titoli cancellati. Non commento le condanne di Lazio e Fiorentina, che erano state coinvolte gioco forza, dato che il vero obiettivo, fin dall’inizio, era quello di colpire solo la Juventus, ma si badi, LA JUVENTUS, non i suoi vecchi dirigenti, ormai fuori causa. Era fin troppo chiaro il gioco sporco praticato con questa vicenda, un intreccio politica - affari (o malaffare), nel quale i killer avevano come unico scopo quello di eliminare un elemento scomodo quale la Juventus, scomodo sia per la ripartizione dei diritti televisivi, sia per la forza societaria e tecnica sul campo. Questo la proprietà non l’ha capito, o peggio, ha fatto finta di non capirlo, e mi auguro che sia vera la prima, perchè se davvero Montezemolo e gli Elkann, per il solo scopo di far fuori Giraudo e Moggi, avessero accettato di far immolare la Juventus in questo sporco gioco al massacro, sarebbero davvero imperdonabili e meritevoli di ogni biasimo, specie ricordandosi quanto amore avevano avuto in vita il loro bisnonno Edoardo Agnelli, sia il loro nonno Gianni Agnelli, persona che in fondo è stata anche quella che ha lanciato Montezemolo ad altissimi livelli. Sinceramente, mi auguro che così non sia stato, mi auguro che si tratti solo di un cattivo pensiero in un momento di grande sconforto, per una sentenza decisamente vergognosa, molto più di quella di primo grado. Ma è una sentenza che la società si è quasi cercata, con un atteggiamento inspiegabilmente rinunciatario, reticente, quasi ai limiti della complicità con i carnefici. Sta qui la mia rabbia, in una cosa che da anni scrivo quando commento le gare della mia Juventus: non importa che si perda e con che scarto si perda, ma conta il modo COME si perda. Per capirci, ci siamo fatti eliminare come contro l’Arsenal a Torino, nei quarti di CL, senza un tiro in porta degno di nota, quando la squadra avrebbe avuto il dovere di sputare sangue e di tentare il tutto per tutto. Dovere che aveva anche in questo processo, e che non mi pare abbia assolto, nel rispetto della tradizione, dei colori sociali e soprattutto di noi tifosi. Io non entro nel merito dei fatti, anche se potrei dire che in qualsiasi aula giudiziaria seria, fatti come quelli per cui la Juventus è stata processata, non avrebbero neppure la dignità di essere presi in considerazione, figuriamoci se addirittura degni di divenire elementi di accusa e ragioni di condanna. Dico di più, normalmente MAI entro nel merito delle strategie difensive di altri avvocati, sia per una ragione squisitamente deontologica (essendo avvocato ho rispetto sempre del lavoro di altri colleghi), sia pure perchè è sempre il difensore a conoscere gli atti e valutare dunque le armi da usare: certo, discutendosi accademicamente, e precisando che non conosco totalmente gli atti, e che da quanto mi consta, Zaccone è sicuramente un principe del foro, al cui cospetto chi vi scrive può solo portare indegnamente la borsa, qui potrei sostenere che poteva essere più efficace attaccare subito sul piano della legittimità il collegio di primo grado, dato che competente a conoscere degli illeciti sportivi è la Commissione Disciplinare, assurdamente esautorata da Caligola Rossi (per chi non lo sapesse, CAF è la sigla di Commissione di Appello Federale, dunque giudice di appello), attaccare subito per la evidente violazione dei diritti di difesa (tre giorni per esaminare settemila pagine, compresa una domenica nel mezzo), formalizzare comunque mezzi di difesa, qualunque essi fossero, insomma preparare il terreno ad una impugnativa anche davanti al TAR assumendosi la lesione di principi fondamentali, nel procedimento che aveva portato alla sanzione sportiva. Ma, vedete, sono questi discorsi diciamo soggettivi, non è detto che avrebbero prodotto esiti diversi: certamente avrebbero prodotto agli occhi di noi tifosi la consapevolezza che era stato fatto tutto il possibile, mentre oggi siamo tutti assaliti dal dubbio più o meno fondato, che non tutto si sia fatto per salvare soprattutto l’immagine della Juventus. Tuttavia, la proprietà aveva una formidabile arma difensiva da utilizzare in aula e fuori dall’aula, che invece è passata quasi sotto silenzio. Ossia, l’esautorazione , prima che si aprisse il processo, e soprattutto, prima ancora che esplodesse la vicenda in tutte le sue proporzioni (scarsissime ma abilmente ingigantite dai media), della vecchia dirigenza, e il rinnovamento integrale dei vertici societari. Questa scelta poteva e doveva avere una risonanza fortissima nei media, e soprattutto poteva e doveva essere il migliore elemento di difesa della Juventus. Bastava solo illustrare questo tipo di ragionamento: "Eccellentissimi Giudici della Corte, eccellentissimi giornalisti televisivi e della carta stampata, noi non vogliamo entrare nel merito di comportamenti posti in essere dai signori Giraudo e Moggi, non spetta a noi qualificarli, ci saranno giudici sportivi e ordinari che ci diranno come vanno qualificati quei comportamenti. Ma noi abbiamo voluto dare un segnale forte a 360 gradi, verso tutti coloro che parlano di calcio pulito e di riscriversi le regole del calcio: un calcio pulito e regole nuove e valide per tutti, possono partire soltanto se si rinnovano i protagonisti degli scenari passati, se quelli che ieri erano partecipi del gioco, e nulla dicevano di quel gioco che oggi si assume essere stato sporco e truccato, domani non dovranno più essere presenti in quel mondo del calcio, perchè non hanno titolo per poterci stare, prima che lo infettino. Noi, prima ancora che dei giudici ci dicano se Giraudo e Moggi fossero colpevoli di falli illeciti, abbiamo dato il nostro giudizio, e ci siamo assunti l’onere di azzerare una dirigenza che, nel bene o nel male, aveva dato molto alla Juventus, e lo abbiamo fatto proprio perchè crediamo fortemente alle esigenza di rinnovare, di ripulire, di dare credibilità al calcio, e per far questo siamo partiti dal nostro interno.
Altri invece sono rimasti al loro posto, vogliono fortemente rimanere al loro posto, sono stati protagonisti di vicende non meno gravi eppure passate sotto silenzio negli anni scorsi, dando invece impressione di volere continuare nei metodi del passato, di volere mantenere le loro posizioni acquisite negli anni scorsi, insomma di volere un rinnovamento ed una pulizia fittizia, che sa solo di epurazione di chi è scomodo, e non di pulizia effettiva. Volete condannare la nuova Juventus? Fatelo pure. Ma avrete condannato il segnale che si voleva mandare al mondo del calcio. Avrete condannato chi ha voluto fare pulizia al proprio interno, modo essenziale per presentarsi domani a riscrivere regole di un nuovo calcio che si assuma diverso e pulito rispetto a quello passato. E soprattutto avrete premiato chi invece di quel calcio che si assume essere sporco, ne ha fatto parte coscientemente, ci ha vissuto e bene, senza mai avere detto che fosse sporco, e che domani continuerà a comportarsi come nel passato, consapevole che solo chi ha voluto fare pulizia al proprio interno ha pagato per tutti." Ecco, bastava fare questo ragionamento in modo pubblico ed anche assordante: non venitemi a dire che il gruppo IFIL, il presidente di Confindustria, la famiglia Agnelli - Elkann, non avevano le possibilità di far rimbombare questo tipo di ragionamento ovunque, nelle televisioni, nei giornali, nelle aule della giustizia sportiva. Sarebbe stato il ragionamento che avrebbe messo a nudo l’ipocrisia della Gazzetta del Milan e di personaggi mediocri come Palombo, che scrive per l’equivalente moderno dei trenta denari di duemila anni fà: un giornale sportivo che di fatto ha usato due pesi e due misure per tutti questi mesi, giustizialista e forcaiolo verso la Juventus, indulgente e complice verso il Milan, e di questo spero la tifoseria juventina se ne ricordi e soprattutto se lo ricordi al momento opportuno. Mentre questo ragionamento non è stato affatto compiuto e spiegato, anzi spesso è sembrato percepirsi quasi il desiderio autolesionista e masochistico di far continuare il linciaggio mediatico, visto che negli stessi interventi pubblici dei vari Cobolli Gigli, Grande Stevens, Tardelli, più che il bisogno di difendere la Juventus in quanto tale, sembrava emergere il bisogno di non difendere troppo la vecchia Triade. Ed ora ci ritroviamo, unica società, a pagare per tutti. La sentenza d’appello smonta definitivamente sia la tesi di Borrelli, sia le conclusioni di Palazzi, ma di fatto ripristina la tesi della Gazzetta del Milan, ossia che esisteva solo il sistema Moggi, e tutti gli altri erano vittime. Quindi erano vittime del sistema personaggi che come sapete contano pochissimo in Italia, da Berlusconi a Galliani, a Moratti, a Tronchetti Provera, a Geronzi, alla classe politica intera nazionale, visto che un ex capostazione di fatto comandava su tutti costoro, e senza che costoro avessero la forza o la capacità di denunciarne le malefatte. Ecco la barzelletta che abbiamo ascoltato dalla bocca di Sandulli! A questo punto mi chiedo se ne valga la pena ricorrere al TAR. Anzi, forse sarebbe più dignitoso per la proprietà e la dirigenza, se si accettasse la sconfitta e si pensasse solo a ripartire e bene, facendo tesoro del primo grave peccato commesso al loro inizio, ossia aver pensato che un atteggiamento ossequioso, quasi servile, e di silenzio, potesse essere utile, mentre ha avuto l’effetto contrario. Adesso, dopo una difesa blanda e quasi spuntata, ricorrere al TAR e magari avere ragione, non farebbe che attirare maggiore odio verso la Juventus; viceversa una sentenza che, nel modo come emessa in appello, viene vista da tutti come un regalo al Milan, una amninstia indiretta a Lazio e Fiorentina, ed una punizione alla sola Juve, di fatto dimostra che era tutto prestabilito a danno dei bianconeri, e per agevolare i nuovi equilibri di potere nel calcio, fondati sull’asse Milano - Roma., con la benedizione di politici e gruppi economici. Solo che la Juventus ha un tesoro immenso che nessuna altra società ha: quattordici milioni di tifosi appassionati, che sono il grande capitale su cui investire per l’avvenire. Insomma cari Elkann e compagnia bella, avete preso la fregatura, pensavate di evitarla, ma vi ci siete cacciati dentro come polli: quindi ormai tenetevela e pensate a lavorare per la squadra e per i tifosi, preparando il momento in cui ci sarà da prendersi la rivincita. Perchè il bello della vita, come nel calcio, è che ogni partita ha il suo ritorno, la prima l’abbiamo giocata fuori casa e l’abbiamo perduta di brutto, con pubblico inferocito contro di noi, arbitro tutto a loro favore, e falli e fallacci subiti a ripetizione. Ma verranno a giocare a casa nostra, prima o poi questi signori, e allora si che ci si dovrà ricordare di come ci hanno trattato. Non so perchè, ma ieri sera mi è venuto incosciamente, nel prendere un cd musicale da ascoltare mentre scrivevo questo amaro pezzo, di prendere un cd che è la riedizione di un famoso LP uscito nel 1973, dei Genesis, "Selling England by the pound", che tradotto dovrebbe significare "vendendo l’Inghilterra a peso". Ecco: pensate quindi, cari Elkann e compagnia, a ripartire da quei tifosi, a non deluderli e dunque a non svendere la Juventus a peso, non lasciateci quindi soli a "danzare con il cavaliere illuminato dalla luna" (per chi conosce la canzone e le parole, sa di cosa parlo). Avete già svenduto la Juventus a Capello, il traditore, e a Baldini, colui che per ipocrisia fece il gran rifiuto: costoro mai avrebbero dovuto essere più interlocutori della nostra società, ed invece hanno quasi fatto da padroni con noi a fungere da servi. Adesso sappiamo di nostri dirigenti che vanno a Milano a trattare con Moratti a casa sua per la cessione di Vieira, o di uno tra Trezeguet ed Ibrahimovic: insomma quello che ci accusava di ladrocinio vuole comprare i giocatori di quel ladrocinio. Guai a voi, se cedete qualcuno di questi all’Inter, o altri al Milan: per noi sarebbe una coltellata ancora più difficile da assorbire, rispetto alla sentenza della Corte Federale. Sarebbe il chiaro segnale di una dirigenza imbelle e sputtanata, e noi tifosi juventini non la meritiamo. Ma soprattutto non la vogliamo...E scusatemi se stavolta sono stato troppo ma troppo prolisso, avevo bisogno di sfogarmi.

DA; Juventus1897.itsito non ufficiale - unofficialwebsite.url -
Antonio La Rosa

Lettera al pres. corte prima DELL' APPELLO

All'onorevole presidente della Corte .....é signori della corte.....
Vostro onore, la signoria vostra é affezzionato al calcio, per quel che ne so, patito tifoso Laziale. Sbaglio se dico che in classe la Juventus é la madre delle sue ironie? La capisco, dopo tutto anche lei é un essere umano con pregi, difetti(più pregi certamente), gusti e disgusti. Quindi non scopro l'acqua calda se penso che anche lei sa che abbiamo vinto troppo e la cosa iniziava ad essere insopportabile. Da qui la necessità di inventarsi qualcosa per demolirci: uno scandalo gonfiato seguito da un processo burla. Nel quale la Juve (apprendo dalle motivazioni) non è stata condannata sulla base di 2 presunti illeciti, ma per un’attività nei confronti del sistema arbitrale che avrebbe prodotto la conquista automatica dello scudetto 2004-05. Sulla base di un generico teorema fondato sull’ che non attesta la colpevolezza della Juventus e dei suoi ex dirigenti,ma come lei sa, la malafede di chi questa condanna l’ha scritta, manovrato da Terzi e condizionato dalla sfacciata complicità dei media (quelli che già "24 ore prima la conoscevano nei dettagli" e l’hanno divulgata). Malafede si! Perché non si può, in fase investigativa e dibattimentale, sostenere che esistessero due sistemi capaci di condizionare i campionati - quello juventino e quello milanista - e poi colpire con ferocia solo il primo e usare la mano di velluto per il secondo. Al quale è stato pure permesso di partecipare alla Coppa Uefa grazie ad un errore sicuramente non accidentale (perché sarebbe sintomo di imperizia) ma voluto nel conteggio dei punti da detrarre alla squadra rossonero nell’ultimo torneo.
Caro presidente, cari signori della Corte, guardate che quelli che avevano patteggiato siamo stati noi mica i milanisti, che insieme alla loro innocenza hanno continuato a reclamare persino la restituzione di due scudetti. Eppoi, non so se i signori giudici se siano resi conto, ma punendo con questa disparità di trattamento Milan e Juve hanno implicitamente avvalorato il concetto che nel nostro calcio basta delegare le truffe a dei pirlotti qualunque per evitare guai seri ai propri club. Chiedere la radiazione di Moggi e Giraudo e la sospensione per un unico anno di Galliani significa, ho bendarsi gli occhi, ho essere asserviti di taluni poteri....se non addirittura stravolgere la teoria del sistema bicefalo. Allora devo dare proprio ragione al nostro ex amministratore delegato quanto dichiara: .
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All'avvocato difensore...
Caro avvocato Zaccone, il principe del foro è lei e di sicuro non mi permetto di insegnarle il mestiere, ma a naso - e io ne sono particolarmente dotato - mi sembra che non essendoci nessun illecito, materiale per allestire una buona difesa ce ne siano a sufficienza. Sappia che lei non sta difendendo solo il club calcistico più importante d’Italia, ma speranze e aspettative di un popolo di quasi 14 milioni di tifosi bianconeri. Deponga il fioretto e usi la clava, possibilmente non alla Fred Flinstone ma come Maciste, solo così, il presidente e la corte apprezzeranno.
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Al presidente della Juventus.......
All’altrettanto caro presidente Cobolli Gigli mi permetto poi di fare una proposta, neanche troppo peregrina: visto che in questo Paese trattano noi juventini peggio dei paria e viene a mancare verso il nostro club quel rispetto e quella riconoscenza che sarebbero dovuti ad una società che- coi propri giocatori e un ex allenatore - ha così ampiamente contribuito alla conquista dell’alloro mondiale, incominciamo a ragionare sulla possibilità di emigrare, di cavalcare pure noi la cosiddetta trasferendoci all’estero.
Chiediamo l'annesione, come club, alla Savoia e iscriviamoci per esempio alla Ligue francese, oppure portiamo i nostri capitali in Svizzera (del resto, lo fanno già in tanti in Italia) e con loro la nostra ragione sociale e partecipiamo a quel campionato. Perché ormai questo processo farlocco ne è la carta di tornasole: in Italia diamo fastidio, non ci vogliono. E allora, senta a 13 e sette ottavi dei circa 14 milioni di Juventini e togliamo pure il disturbo, andiamocene via prima che, dopo il doping ipotetico e l'illecito strutturato si inventino qualcos’altro per rovinarci del tutto. Questa Italia ,e una larga parte di chi la abita, non ci merita. La nostra non sarà mai una fuga, ma un rimedio per poter sopravvivere nei modi che ci sono propri: col rispetto e il rango che si devono a una Vecchia, splendida Grande Signora. Noblesse oblige, dicono in Francia. E allora, trasferiamoci lì.
Francesco Mario I
24 luglio 2006

JUVENTUS - Testo della difesa al processo d'Appello

- Ecc.ma Corte Federale - Roma
La società per azioni Juventus, corrente in Torino, Corso Galileo Ferraris 32, in persona del suo presidente e legale rappresentante dott. Giovanni Cobolli Gigli, assistita dal difensore che sottoscrive con lui il presente atto e che viene delegato a rappresentare la società avanti la Ecc.ma Corte, dichiara di impugnare la decisione relativa al Com. uff. n. 1/C (riunioni del 29 giugno e 3, 4, 5, 6, 7 luglio 2006) della Commissione di appello federale, comunicata il 14 luglio 2006, per i motivi infra precisati e formula le seguenti richieste: ***- ritenere che anche i fatti ascritti al capo 1 della incolpazione all’amministratore delegato Antonio Giraudo e al direttore generale Luciano Moggi non costituiscono illecito sportivo, ma devono essere definiti come violazione dell’art. 1 CGS;
- ritenere, di conseguenza, che la società Juventus risponde esclusivamente ai sensi dell’art. 2 comma 4 CGS, e, in particolare, a titolo di responsabilità oggettiva e non diretta per i fatti che sono stati ritenuti sussistenti a carico di Luciano Moggi;
- determinare la sanzione in misura coerente con le risultanze del procedimento di primo grado, e quindi in misura di gran lunga minore a quella inflitta, come infra precisato al motivo 4, escludendo la aggravante contestata.
***I motivi che sorreggono le richieste sopra formulate sono i seguenti:
1 )- Erronea applicazione della norma di cui all’art. 6 comma 1 CGS. Contraddittorietà interna della decisione nella parte in cui afferma che la contestazione sub 1 costituisce illecito sportivo (per il quale la società è chiamata a rispondere al capo 2).
***Chiamata (pag. 79) ad accertare se “la pluralità di condotte poste in essere da Moggi e Giraudo, anche se singolarmente costituenti soltanto violazione dei principi dei cui all’art. 1 CGS, abbiano determinato quella situazione di condizionamento del settore arbitrale che costituisce l’atto diretto al conseguimento del vantaggio in classifica” (e quindi realizzino la violazione dell’art. 6 c. 1), la CAF risponde affermativamente, precisando che “le condotte accertate (di Moggi e Giraudo) erano soggettivamente ed oggettivamente idonee a interferire sulla terzietà della funzione arbitrale al fine di ottenere un trattamento preferenziale rispetto alle altre squadre e, quindi, in definitiva, ad assicurarsi un vantaggio in classifica; e che, inoltre, avevano una capacità causale per il conseguimento del risultato sperato”.
***A noi pare che si tratti di una affermazione che trova smentita poche pagine appresso, nella parte in cui si scrive (pag. 91) che, per “Mazzini, Pairetto, Lanese e De Santis, la Commissione non ritiene che sia stata raggiunta la prova della responsabilità degli incolpati in ordine alla violazione dell’art. 6, c. 1 CGS.”
Questa mancanza o insufficienza della prova esclude in radice la idoneità della condotta di Moggi e Giraudo e, ancor più, nega qualsivoglia “capacità causale” a quelle condotte al fine di realizzare un vantaggio in classifica. E’ del tutto ovvio che il vantaggio in classifica si ottiene attraverso gli arbitri (in questo senso la decisione è concorde quando scrive che “il vantaggio in classifica è l’effetto del condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale (pag. 77); ma, se questo condizionamento non vi è stato o non è dimostrato, la condotta non è né idonea, né casualmente adeguata a realizzare il vantaggio sperato.
***Altrettanto criticabile è la seconda affermazione, secondo la quale l’insieme delle “condotte costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva (art. 1 c.1)” è stato idoneo a realizzare un condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio della Juventus e quindi sia stato violato l’art. 6, integrando la pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”.
La critica, peraltro del tutto ovvia, consiste nell’osservare che non è il numero delle condotte che ne cambia la sostanza; e, se ogni singola condotta non realizza l’illecito sportivo, questo non può ritenersi realizzato anche se quelle stesse condotte vengono unitariamente considerate (pag. 89).
Pertanto i comportamenti descritti nel capo 1 vanno qualificati come violazione dell’art. 1 CGS.
***Le successive contestazioni mosse a Moggi e Giraudo al capo 3 ed al solo Moggi al capo 7 (fatti per i quali la società Juventus è chiamata a rispondere per i capi 4 e 10) sono state già ridimensionate dalla decisione qui impugnata, che ha escluso l’illecito sportivo nell’episodio relativo alla gara Juventus Lazio, ravvisando la minore violazione dell’art. 1; a questa stessa violazione erano ricondotte le gare di Reggina-Juventus e Juventus-Udinese.
Per la gara Bologna-Juventus (contestata come illecito sportivo) vi è stato proscioglimento di Moggi e De Santis dall’addebito di illecito sportivo e la condotta di Moggi è stata ricondotta alla violazione dell’art. 1.
Dunque, quando si è ricercata la prova di condotte idonee e causalmente adeguate a realizzare un illecito sportivo nello svolgimento delle gare o nel conseguimento di un vantaggio in classifica, non la si è ritrovata.
2 - Sul titolo per il quale la società Juventus deve rispondere per i fatti attribuiti al Moggi.
La CAF non ha motivato sul punto, anche se il tema era stato espressamente dedotto con qualche non inutile citazione. La decisione impugnata si è limitata a richiamare le risultanze del censimento dell’anno in questione, l’art. 2 comma 4 CGS e l’art. 3 comma 4 del regolamento L. N. P. che, peraltro, avevamo espressamente citato nella nostra memoria e dei quali, quindi, avevamo tenuto conto.
Il problema era ed è quello di comprendere che cosa significhi la “rappresentanza ai sensi delle norme federali” e di valutare se questa possa discendere dallo stampato di un “censimento” o debba fare riferimento agli atti sociali per verificare se, nel caso di specie, si possa ricollegare qualsivoglia atto del Moggi alla società, così come avviene per gli atti compiuti da Giraudo.
Noi riteniamo che, ai fini della rappresentanza sociale, si debba fare esclusivo riferimento allo statuto sociale o alle delibere del consiglio di amministrazione, atteso che essa rappresenta un essenziale profilo dell’attività di amministrazione della società e deve essere accompagnata da forme di pubblicità; pertanto abbiamo sostenuto che, per i fatti ascritti al Moggi, non si può ritenere una responsabilità diretta della Juventus.
Su questo punto ne verbum quidem, anche se il tema appare di particolare rilievo, ai fini della sanzione da irrogare alla società.
3 - Mancanza e contraddittorietà di motivazione sulle sanzioni irrogate. Illegittimità delle sanzioni di cui all’art. 13 comma 1, lettere b), f), i).
***Le sanzioni inflitte alla società Juventus sono state molte e particolarmente gravi: noi affermiamo che questo cumulo di sanzioni particolarmente afflittivo non è compatibile con la riconosciuta (e da noi contestata) presenza di un solo caso di illecito sportivo e con le considerazioni svolte in premessa: “la Juventus ha tenuto un comportamento processuale apprezzabile perché improntato a lealtà e correttezza (che sono le qualità che sono state assenti nel passato, secondo la decisione impugnata); ha dimostrato, inoltre, con l’opera di rinnovamento già attuata, di riconoscere gli errori commessi nel passato per il tramite dei suoi dirigenti e di avere iniziato un processo di rigenerazione”.
Questo rinnovamento è stato provato con la produzione dei verbali del consiglio di amministrazione della società che, fin dal giorno 11 maggio 2006, aveva ridotto i poteri a Giraudo e Moggi e aveva revocato questi poteri fin dal 19 maggio, sostituendo integralmente il consiglio, subito dimissionario, e dotandosi di un codice etico e di nuove regole per il controllo interno: e ciò assai prima dell’inizio del procedimento disciplinare.
***Non vi è stato certo - come sostenuto dall’ufficio indagini - un Moggi gestore del calcio italiano, perché la decisione riconosce che “non un unico reticolo abbracciante tutti i rapporti denunciati dalla procura federale esisteva, bensì tanti reticoli quante erano le squadre del campionato attualmente deferite, le quali si attivavano, ciascuna nel proprio interesse, al fine appunto di alterare i principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza del settore arbitrale”.
Non vi sono state partite alterate nel loro svolgimento e non vi è stata alcuna dimostrazione del conseguimento di un vantaggio in classifica.
***Perché allora la sanzione (che non ha giustificazione alcuna e che non è motivata) della non assegnazione dello scudetto per il campionato 2005/2006, rispetto al quale non esiste alcuna prova di irregolarità?
Perché aggiungere alla sanzione molto affittiva della revoca dello scudetto 2004/2005 (che è la sanzione più grave, in quanto, secondo precedenti decisioni (Com. uff. n. 10 del 2005, caso Genoa), la indicazione delle sanzioni contenuta nell’art. 13 CGS è “incrementale”, nel senso che elenca le sanzioni in ordine di gravità) la retrocessione in serie B ed una penalizzazione che equivale, in sostanza, ad una retrocessione in serie C? Non sfuggirà all’attenzione della Corte Federale che 30 punti di penalità possono significare una retrocessione dalla B alla C se non si raggiungeranno, nella prossima stagione, almeno quei punti (circa 70) che consentiranno di non retrocedere.
Anche se non menzionata nel dispositivo, un’altra - e ancora più grave sanzione - colpisce la società: quella prevista dalla lettera l) dell’art. 13 CGS "non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni". Nel caso di specie, alle sanzioni irrogate consegue inevitabilmente la non ammissione alla competizione internazionale della Champions League.
A queste gravissime sanzioni un'altra, anch’essa, come la precedente, non considerata dalla decisione impugnata, ma non meno grave, se ne aggiunge: l’esodo dei migliori giocatori, pronti a sostenere la società per un anno in B, ma non disponibili (e comprensibilmente, trattandosi di talenti di rilievo internazionale) a rischiare una retrocessione in C o, nella migliore delle ipotesi, una permanenza in B per almeno due anni.
***Di qui la conclusione.
La decisione impugnata ha di molto ridimensionato le costruzioni accusatorie dell’ufficio indagini e della Procura federale; ha riconosciuto che, al massimo, un solo caso di illecito sportivo è sussistente (varrebbe la pena di verificare quanti illeciti sportivi sono attribuiti a quelle squadre che hanno ricevuto trattamenti sanzionatori molto più miti) e che la società ha fatto quanto possibile per voltare pagina.
Ma, sorprendentemente e in totale contrasto con le sue premesse, la decisione impugnata ha inflitto un cumulo di sanzioni gravissime: la condanna della società a due anni almeno di serie B, la revoca dello scudetto 2004/2005, la ammenda e la non assegnazione dello scudetto 2005/2006 guadagnato sul campo. Con le ulteriori, conseguenti sanzioni, di cui abbiamo già detto.
***Si osserva, infine, che l’art. 6 comma 3 CGS prevede che, in caso di responsabilità diretta, possa essere inflitta alternativamente la sanzione di cui all’art. 13 comma 1 lettere g) o h). Solo in caso di pratica inefficacia di una di tali sanzioni, può aggiungersi altra diversa sanzione.
Noi contestiamo che, nel caso di specie, la sanzione della retrocessione all’ultimo posto in classifica (lettera g) possa essere ritenuta “praticamente inefficace”. E ciò in quanto la inefficacia della sanzione (di cui alla norma) non può essere confusa con la sua insufficienza. Riteniamo, pertanto, che alla sanzione di cui alla lettera g) non potessero essere aggiunte quelle di cui alle lettere b) ammenda, h) penalizzazione di punti e i) revoca o non assegnazione del titolo.
***Un’ultima osservazione discende dall’esame dei precedenti: la richiesta del Procuratore Federale è stata quella della esclusione dal campionato di competenza con assegnazione, da parte del Consiglio Federale, ad uno dei campionati inferiori alla B.
Quale è il “campionato di competenza"? Tutte le sentenze pronunciate dai giudici sportivi (Commissione Disciplinare e CAF) hanno ritenuto che campionato di competenza sia quello in cui si è verificato l'illecito: "va precisato che con riferimento alla sanzione prevista dall'art. 13 co. lett. g) per campionato di competenza deve intendersi quello di appartenenza al momento della realizzazione dell'illecito" (cfr C.U. Commissione Disciplinare n. 10 del 27/7/2005 caso Genoa).
Orbene, il campionato in cui si sarebbe verificato l'illecito è quello del 2004 - 2005. Il campionato 2005 - 2006 è privo di qualunque irregolarità in quanto non vi è nessuna contestazione in proposito.
***Se non è più possibile applicare la sanzione al campionato 2004 - 2005, come si dovrebbe nel caso di specie (si è già svolto e concluso il campionato 2005 - 2006), dovrebbe farsi ricorso all’art. 6 co. III CGS che prevede la sanzione maggiore della non assegnazione o della revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia. Pena gravissima applicata nella storia del calcio italiano una sola volta.
La circostanza aggravante di cui all’art. 6 comma va esclusa, così come ha ritenuto la CAF per quanto riguarda la società Lazio (pag. 120) trattandosi, comunque, di un solo illecito sportivo. Si confida nell’accoglimento
Torino-Roma 17 luglio 2006.

Lettera All'ultimo Degli Agnelli....

Lettera All'ultimo Degli Agnelli....

Mi rivolgo allUltimo degli Agnelli....questa era la Juventus voluta da suo padre, messa in piedi da suo padre! Si dice che la mancanza di rispetto della famiglia Agnelli per il popolino "sia atavica", Se cosi' e', e' vostro privileggio! Ma non dimentichi che questo popolino e' composto da oltre 13 MILIONI di unita' e sia chiaro....il rispetto la maggioranza di essi non lo pretende. Quello che pretende e' di avere rispetto per CENTO anni di storia! Altrimenti SCIOLGA la societa'! Non ci costringa a vivere nella vergogna voluta dalla famiglia di suo cugino e di Montezemolo....che gia' una volta ci provo' a farci cade're nel ridicolo. Se di complotto puo' parlare un complottista...provato, il piduista ducetto di Arcore! A maggior ragione ne ho io il diritto! Il complotto? I poteri forti di Milano e Roma! Massoneria?....Lei, Voi....dovreste saperlo meglio di me. Perche' ma mi dica perche' il Laziale Romanista Petrucci ha scelto L'ATTIVO INTERISTA Guido Rossi come commissario della federcalcio?Perche' gli e' stato imposto da Tronchetti Provera! Non voglio entrare nel merito di una "proba'bile(?) loggia massonica e delle sue ramificazioni bancarie....Capitalia(?), scandalo Telecom, diritti tv ed altro, che servono a fuorviare l'attenzione dai loro illeciti, ma perche' con lo scandalo delle intercettazioni sarebbero venuti a galla gli "illeciti dell'Inter"...questi si, certificati! Allora cosa fanno? Prendono lo zingarello volgarotto e' il nemico della Famiglia Elkan e ti creano il mostro da mettere per due mesi in prima pagina, incluso il vostro stesso giornale? No! Niente di tutto questo: altrimenti dovrei scrivere 7 000 pagine, e io sono incapace di scriverle e voi incapacitati a leggerle....no questo lo lascio all'Intelighentia della Fiat da metterlo assieme allo spionaggio industriale! Io vi faccio presente che i complottisti, quotidianamente per alcuni mesi hanno usato il potere mediatico per cercare di affossare Giraudo e' Moggi creando(?) presunti(?) screzi tra Giraudo e' la famiglia Elkan, e sfruttando la famosa frase di Lapo(la mancanza di sorriso) , per una settimana dava il binomio del male(non lo era ancora, lo diventera' dopo) al Milan, poi per una settimana dava Moggi all'inter e Giraudo cambiava cambia mestiere. E andata avanti cosi' fin quando Il presidente della Ifil non e' uscito allo scoperto confermando la triade. No....non'e' un complotto... perche' solo allora Cannavo ha avuto il via libera da Tronchetti Provera con l'okay di Berlusconi. Allora il cittadino Catanese al di sopra di ogni sospetto ha messo in moto la macchina mediatica. La stessa macchina che tace sul processo doping-Inter-ferruccio Mazzola, che minimizza le accuse di doping all'Inter dell'ex Georgatos, che tace sul patteggiamento dell'INTER e' del calciatore Recoba per evitare la galera, che tace sulla necessita' della FIGC di aprire un procedimento d'illecito contro l'Inter, tace sulla decisione del commissario Guido Rossi ( nessun conflitto d'interesse?)di cambiare la procedura dell'iscrizione al campionato contro il parere della COVISOC per l'enorme debito delle squadre Milanesi. Inter e Milan non avrebbero potuto iscriversi senza l'esborso di oltre 100 milioni.di euro(ma era gia' illecito consumato!). Ma lo sfruttatore amico(?) del finto deficiente Massimo Moratti ha piazzato bene le sue pedine allUSSI e della F. N. S. I! E poi finge di non sapere e scrive....fatemi capire....povero popolino pecora.. No io non pretendo che crediate al complotto, non pretendo che lei Andea Agnelli abbia rispetto per il popolino Juventino, no, nessuna pretenzione, solo una richiesta! Trattandosi della straordinaria creatura di suo padre, a nome di milioni di Juventini le chiedo di Rispettare 100 anni di storia, le chidiamo di rispettare suo Padre....chiediamo toppo? Allora sciolga la societa'! Questa e' una pretenzione!
Francesco Mario I

DEDICATO agli AVVOLTOI ....interTRISTI

COLOMBE...no!....falchi...ni....avvoltoi Tutti..!!!...voi tuttiiii!!!!! DEDICATO agli AVVOLTOI.....interTRISTI
.In questa vicenda non ci sono colombe (rarissime ormai) falchi (pochi), e avvoltoi ( tutti): l’ultimo in ordine di tempo è il tuo amico Ronaldo, che dichiara di sapere tutto da tempo (come mai zitto finora però non lo spiega) e che all’Inter mancano tre scudetti. Mi sono rivisto le classifiche di quelle annate con Ronaldo in Italia, ed ho scoperto che l’Inter è arrivata seconda solo nel 97 - 98, a rischio retrocessione nel 98 - 99, quarta dopo spareggio nel 99 - 2000, fuori dalle prime 4 nel 2000 - 01, terza nel 2001 - 02, ed in quest’ultimo campionato potrai dire di tutto, ma era l’Inter in testa a 90’ dal termine, e giocava in uno stadio nel quale i tifosi di casa fischiavano i loro giocatori e li invitavano a farvi vincere(roba da uffiucio inchiesta!) Insomma un altro cialtrone si aggiunge alla lunga sequela di soggetti miserabili che hanno dovuto dire la loro parola idiota nella vicenda. E’ questo che mi rafforza i dubbi, l’ostinata ricerca di chiunque possa dire male di Moggi e della Juventus: hanno riesumato pure De Sisti per vicende del 1992, con Moggi al Torino, descrivendo l’allenatore, uno dei peggiori mai vistisi in qualunque categoria, come vittima del potere di Moggi; il quale Moggi gli impedirebbe di trovare lavoro, invece di affrontare la realtà della sua inettitudine e dire che anche la sua amata Roma gli negò un posto nelle squadre minori. Gli hanno riabilitato bancarottieri come Pieroni, o corruttori di arbitri come Gaucci o plurisqualificati come Dal Cin; oggi tutti si dicono succubi del potere di Moggi, compreso lo stesso Gazzoni che però beneficiava dei prestiti gratuiti dei vari Maresca e Brighi, o del contributo per la comproprietà di Cipriani e Gamberini, o i soldi per l’acquisto del trentaduenne Paramatti, e quando ha trovato chiusa la cassa perchè voleva sempre di piùha cominciato a sparlare cercando rifugio da Moratti, trovando però la porta chiusa. Parla pure Cellino, prototipo del presidente sportivo asservito ad un determinato gruppo - finanziario, indovinate chi: insomma tutte vecchie baldracche riscopertesi finalmente vergini. Dall’altro lato c’è il non tanto velato disegno criminoso di non far ragionare il lettore o il teleutente, il dire le cose a metà o a meno di metà, ben sapendosi che il 90% del tifo antijuventino è predisposto a dire a priori Juve ladra e Moggi mafioso, senza ragionare minimamente sulla veridicità di quanto legge o
ascolta. Ciò che mi fa imbestialire, è che ancora nessuno noti altre evidenti incongruenze di questa sporca vicenda: - i forti dubbi sul fatto che in centomila telefonate, non ce ne sia stata una che sia una con Galliani o con dirigenti interisti;- che da Napoli, dopo che sono state abilmente pilotate le fughe di notizie, adesso si parla di silenzio stampa, proprio nel momento in cui sarebbe più utile sapere se, nelle centomila telefonate fatte o ricevute da Moggi, non ci sia in qualche modo anche Galliani o gli stessi puritani Moratti e Tronchetti Provera: bello questo silenzio stampa tardivo, dopo due settimane di stillicidio scientifico di intercettazioni e dichiarazioni a senso unico; - che dopo avere attaccato la Juventus, hanno nell’ordine coinvolto la Fiorentina e la Roma, come se alla fine della fiera, dovessero risultare pulitissime solo due squadre, guardacaso le milanesi. Quindi, caro amico interista, quando scrivevo "il calcio pulito che verrà non facevo solo amara ironia, ma una ben precisa denuncia di questa grande impostura mediatica che ci sta confezionando un mostro esecrabile prima ancora che sia giudicato tale, e al contempo ci riconsegna ripuliti e profumati, degli autentici sciacalli e corvi che in quel marcio del calcio "a loro dire moggiano" ci hanno ben vissuto e sbafato. Per dirla chiara, , io accuso questi sottoelencati personaggi di essere gli assassini del calcio italiano: 1 -Accuso Moggi e Giraudo. Ma non per quello che a loro attribuiscono, se verrà provato. Li accuso di avere lavorato con ingenua presunzione di evitare gli imbrogli, così facendo il gioco dei servi dei poteri forti Carraro e Galliani, finendo vittime del morso velenoso di questi serpenti velenosi, a conferma che allevandosi vipere prima o poi si subisce il morso mortale. E li accuso per non essere mai stati realmente vicini alla tifoseria, di avere lavorato "dejuventinizzare" la mia Juventus, mettendo alla porta gente che aveva scritto la grande storia bianconera: sono queste, ai miei occhi le loro più gravi colpe.
2 - Accuso Berlusconi, Tronchetti Provera (Moratti no, troppo imbecille, lui mette i soldi), Geronzie e i loro soci della loggia. Sono i veri mandanti di questo massacro mediatico, pilotato non certo per desiderio di pulizia nel calcio, ma per tentare di rimanerne i padroni esclusivi, sul campo, nel Palazzo, negli affari. In fondo sta bene ai miei ex dirigenti l’essere stati pugnalati proprio da loro, dato che storicamente Juventus e Milan mai sono state alleate, ed una ragione ci doveva pur essere. Hanno sempre giocato sporco, e lo si sapeva, ora sono venuti allo scoperto come il gatto e la volpe della situazione, l’uno vuole i due scudetti cercando di tenere il servo attaccato alla poltrona il più a lungo possibile. L' altro, il Tronchetto sa che con la Juventus in campo per l'Inter non ci sarà nessuna possibilità di mettere le mani su uno scudetto, è allora ha detto muoia la Juventus con Giraudo e Moggi. Stesso pensiero di Geronzi. Mr. Capitalia, nel calcio ha investito ingenti capitali, assorbendo cospique perdite con Napoli, Lazio e Perugia e l'unico modo di rifarsi è con la Roma, ma sa che con la conferma di Giaraudo e Moggi, come per l'Inter, anche per la Roma non ci sarà nessuna possibilità di accaparrarsi uno scudetto; allora Morte a Giraudo e Moggi e con loro anche L'odiata Juve. Ma volendo restare a berlusconi e Galliani, la morte del calcio ha una data di nascita ben precisa, 1986, ed è figlia proprio del loro ingresso, del doping nel calciomercato, quando si offrivano cifre folli per acquistare giocatori, della spregiudicatezza nelle operazioni, diciamo così, produttive di vittorie per i rossoneri, degli acquisti in nero, della tv sbarcata prepotentemente nel calcio. Ed in fondo è lo stesso obiettivo di Tronchetti Provera, prendere il posto che fino a ieri avevano Giraudo e Moggi ed essere i padroni assoluti del mondo del calcio, per dividere gli affari lucrosi alla pari con Berlusconi, dalle sponsorizzazioni, alla vendita di partite tramite Alice, a dare lustro anche all’Inter(così pensa lui...povero gonzo...ne vedremo delle belle),per avere i suoi ritorni economici. E non è un caso che abbia cacciato il fido Biscardi solo ora.
4 - Accuso Moratti anzitutto perchè reo di essere troppo imbecille. Il presunto "signore" del calcio, dal parlare contorto che parla parla, spesso accusa ma non dice mai niente. Sempre in agguato per prenderseli i galeotti che alla Juve vincevano con i metodi oggi ritenuti sporchi, prima Lippi, poi David, malgrado veniva accusato di essere drogato, Moggi corteggiato ad ogni estate, da ultimo Capello. E magari i suoi giocatori se i bianconeri vengono davvero retrocessi. Se questi signori vincevano giocando sporco, è chiaro che lui li voleva non certo per redimerli, ma per poter vincere anche lui sporco, no?.
5 - Accuso Mancini. Tipico esempio di bambino raccomandato e ultraviziato, ignorante e cattivo. Ci ha sguazzato ad essere un pupazzo raccomandato della GEA, per potere cominciare ad allenare in serie A senza avere il patentino di allenatore, e sempre per avere, grazie alla GEA, panchine importanti, Fiorentina, Lazio e Inter. Come dire, la GEA è buona se a far carriera violando le norme e lui, poi quando il cielo diventa una piovra se invece non è funzionale ai suoi progetti, rinnega e accusa.
6 - Accuso i rinverginiti. Gaucci, Dal Cin, Cellino, Preziosi, Corioni, Gazzoni: personaggi che hannodato da sempre l’immagine peggiore del calcio e che adesso sperano di rientrare in grande stile, allineandosi al coro unanime anti-Moggi e antiJuve.
Personaggi che hanno fatto della corruzione, delle truffe, dei fallimenti, della bancarotta e dei raggiri, il loro credo principale, che sperano di poter ritrovare un posto nel futuro riassetto, tanto ormai il dire male della Juventus sembra sarà un buon
passaporto, falso naturalmente, per sedersi nella prossima tavola imbandita.
7 - Accuso i PM di Napoli Scoprono solo adesso che gli atti in loro possesso sono coperti da segreto istruttorio, dopo giorni in cui sono fuoriusciti a getto continuo ed usati con grande abilità dai media. Fingono ancora di non accorgersi di non avere, fin dall’inizio, mai avuto competenza per territorio ad indagare sulla vicenda, eppure sono andatiavanti, per arrivare non ad una richiesta di processo, bensì ad una convocazione di conferenza stampa, nella quale hanno pure detto che quanto da loro scoperto è peggio della camorra, offendendo migliaia di cittadini che hanno pianto lutti a causa della camorra, che hanno subito autentici drammi per il pesante condizionamento di questa organizzazione criminale.
8 - Accuso i garantisti a corrente alternata. Ci hanno detto che bisogna attendere i processi, che bisogna avere rispetto
degli indagati, che bisogna verificare attentamente fatti e prove; ci hanno anche spesso detto che la magistratura è faziosa, politicizzata, che perseguita etc. etc.Oggi invece hanno già deciso come deve andare a finire, che non occorrono i processi, che gli indagati sono mostri a prescindere, che le prove sono certe, che i magistrati non sono più faziosi, politicizzati e persecutori.
9 - Accuso i giornalisti. Parafrasando Totò, "siamo uomini o giornalisti?" I veleni, le vessazioni le cattiverie di cui sono capaci, ormai non hanno limiti: hanno già detto tutto, giudicato, denigrato, deriso, messo in giro notizie ininfluenti solo per distruggere l’immagine delle persone coinvolte, ma non tutte, solo quelle a loro nemiche. Non si fermano davanti a nulla, pur di raggiungere il loro obiettivo di sfogare le loro più intime frustrazioni, insinuano, manipolano, occultano quanto loro sgradito, amplificano quanto può da loro essere usato per le proprie insulse teorie. Da giorni imbandiscono processi mediatici televisivi, senza dare spazio di parola agli accusati: anche alla signora Anna Maria Franzoni (che potrebbe, ripeto "potrebbe" essere colpevole di uno dei reati più efferati immaginabili) è stato dato tanto risalto e tanto spazio per difendersi, talk show, interviste, dichiarazioni a mezzo stampa, gossip vacanzieri, avvocati difensori che a cadenza mensile venivano invitati da Vespa, eppure siamo di
fronte ad una vicenda che ha già avuto una pronuncia di primo grado di colpevolezza. Ma per Moggi no, questo non vale.
10 - Accuso i procuratori sportivi.Come le iene (quelle vere), aspettano che altri ammazzino i loro concorrenti per poi potersi sfogare sui loro cadaveri. Vigliacchi, hanno avuto paura della GEA e di Moggi, ma ora sono pronti a mettersi in prima fila, per spartirsi fra di essi le laute procure del parco giocatori GEA. Insomma, si giocheranno ai dadi le vesti del "crocifisso".
11 - Accuso gli impuniti storici. Hanno falsificato, di tutto e di più; hanno cercato di corrompere e corrotto; hanno dileggiato gli altri per coprire le loro colpe. Ed ora sono pronti a sedersi in prima fila, ma saranno loro gli utili idioti di chi ha orchestrato tutto.
12 - Accuso i Quaquaraqua. Quelli che passivamente gridano "Juve ladra", "Moggi mafioso", "serie B, anzi no serie C, anzi no, serie D, anzi no, radiazione, anzi no fucilazione, anzi no, pulizia etnica" solo perchè così sentono gridare. Tutti costoro stanno uccidendo il calcio, non uno solo, perchè sono tutti quelli che in questo marcio ci hanno guadagnato e bene, per i loro interessi, prendendo in giro le varie tifoserie che di loro si sono fidati, e che hanno creduto che le loro squadre perdevano solo per colpa della mafia di Moggi. Come vedi, ho risparmiato solo Zeman, dato che per lui la pacchia è finita, non avrà più quello spazio mediatico che gli riservavano fino ad oggi, non ci sarà più da gettare fango sulla Juventus e sulla Triade, e dunque rimarrà
ben visibile solo la sua mediocrità da allenatore: insomma un altro mediocre che finirà nel dimenticatoio molto presto.

DA; Juventus1897.itsito non ufficiale - unofficialwebsite.url -
Antonio La Rosa

VELTRONI? .....CIALTRONE!!! ......CI SENTI?

VELTRONI? .....CIALTRONE!!! ......CI SENTI?

Voglio fare una premessa, a chiarimento di quanto sto per scrivere. Fin da ragazzo ho avuto idee e valori politicamente di sinistra, ho girovagato quasi da esule in diverse formazioni della sinistra un tempo detta parlamentare, e anche extraparlamentare, ricevendone spesso delusioni e disillusioni, ma mai modificando quegli ideali a cui credevo e credo. La cosa ritengo che non mi abbia mai condizionato nei rapporti sociali (la mia nemesi sta nel fatto che i miei più cari amici sono di destra e ... interisti!), nelle passioni sportive (Juventus, squadra espressione della più importante famiglia industriale d’Italia, ma anche squadra di richiamo per tutti i colori politici) e soprattutto nella convinzione che lo sport, il calcio, il tifo debbano essere totalmente distanti ed autonomi dalla politica. Anche perchè quando la politica sbarca nello sport, ci sbarca con le regole proprie, ma non quelle migliori, bensì quelle peggiori, dell’intrallazzo e dei maneggi da corridoio, e ci sbarca solo per avere un ritorno a fini elettorali, togliendoci di fatto il piacere di poter tifare per una squadra senza guardare ai nostri ideali politici, e dunque di poterci abbracciare, ed esultare, dimenticando il nostro quotidiano essere di destra, di centro o di sinistra. Nel passato tuttavia la politica interferiva poco con il calcio, semmai accadeva che personaggi provenienti dal mondo del calcio, utilizzavano la loro popolarità a fini elettorali: fu questo il caso dell’arbitro Concetto Lo Bello (il primo arbitro "personaggio" in Italia), eletto deputato DC nel 1972, poi di Gianni Rivera, eletto deputato DC nel 1976, e di Dino Viola,presidente della Roma, eletto senatore, sempre per la DC, nel 1983, guarda caso l’anno del secondo scudetto giallorosso. Ma erano situazioni marginali. Il salto di qualità si ebbe con l’arrivo di Berlusconi, perchè se prima vi erano sportivi che usavano lo sport per fini elettorali, con Berlusconi avvenne che lo sport divenne mezzo fondamentale di organizzazione del consenso elettorale non più per singoli, bensì per partiti ed aree politiche. Non a caso venne scelto come nome di partito, il motto "Forza Italia", e gli iscritti al partito vennero denominati "Azzurri", di fatto impedendo a molti tifosi della Nazionale di usare quella terminologia, ove non richiamantisi a quella parte politica. Ma non è che dall’altra parte non si sia capita a meraviglia la lezione, anzi è stata per certi aspetti "perfezionata". Intanto con la trasformazione delle società di calcio in SpA a fini di lucro, primo tentativo, fallito peraltro, di riequilibrare il divario tra le grandi squadre del nord e le romane, più a cuore del potere politico centrale; poi con la legge che aboliva la vendita collettiva dei diritti televisivi, approvata contestualmente all’altra operazione di cui si parla pochissimo, ma che era ugualmente correlata, ossia la privatizzazione di Telecom Italia, nella quale, guardacaso, all’epoca era personaggio di spicco proprio quel Guidi Rossi oggi commissario FIGC. Per chi non lo ricordasse, l’operazione di privatizzazione di Telecom, a favore del gruppo guidato da Roberto Colaninno (operazione definita dal Financial Times una autentica rapina con destrezza), coincise con la nascita del secondo polo satellitare, Stream, e la contestuale creazione di una società per la vendita dei diritti televisivi (SDS) di squadre di calcio, composta da Roma, Lazio, Fiorentina, Parma (insomma la banda dei quattro bancarottieri di Geronzi), e presieduta da Sensi. Stream acquistò dalla SDS i diritti per le quattro squadre, a prezzi iperbolici, creando nel suo bilancio un buco tale che non potè essere ripianato, tanto che qualche anno dopo Telecom fu costretta a cedere Stream a Sky: ricordiamo penso tutti e bene, il biennio "giubilare" dovuto proprio alla strenna di Stream alle romane. Adesso,dopo anni nei quali il centrodestra non è che si sia distinto per trasparenza e correttezza verso il mondo del calcio (per tutte la "spalmadebiti" o il salvataggio per ragioni di ordine pubblico, delle Romane e del Napoli, nella vicenda fideiussioni false), è ritornato in auge nuovamente il centrosinistra, che stavolta è partito a spron battuto per mettere le mani sul calcio, al fine di favorire gruppi economici e tifoserie ritenute più "amiche" di altre, ed applicando in ciò quei metodi da bassa spartizione clientelare, al cui cospetto il "manuale Cencelli" diventa libercolo per bambini. Vedete, una delle regole del famoso manuale "Cencelli", che era utilizzato per la lottizzazione degli incarichi di governo e sottogoverno all’interno della DC, e poi ampliato anche agli altri partiti di governo, era quella del maggior peso politico, che tuttavia veniva riequilibrata dalle equivalenze nell’ordine di assegnazione delle "poltrone": in altri termini, la corrente più forte aveva diritto all’incarico più alto, quindi la seconda corrente al secondo incarico più alto, la terza al terzo incarico e così via; però completato il primo giro, nel secondo giro, l’assegnazione veniva invertita, e dunque l’ultima corrente aveva diritto di prima scelta, la penultima la seconda scelta, e così fino a completare gli organigrammi. Guardate un pò: 1 - Commissario FIGC: ROSSI Guido (Inter) 2 - Vice commissario FIGC: ALBERTINI Demetrio (Milan) 3 - Direttore Generale FIGC: FILIPPI Virginia (Roma) 4 - Commissario Arbitri Nazionali: AGNOLIN Luigi (Roma) 5 - C.T. Nazionale Maggiore: DONADONI Roberto (Milan) 6 - C.T. Nazionale Under 21: BERGOMI Giuseppe (Inter) Visto come sono stati bravi nella lottizzazione? Della serie: a noi Cencelli ci fa un baffo! Questo organigramma spiega molto di cosa sarà il calcio in avvenire, e spiega anche perchè, per almeno tre anni, la Juventus DEVE stare fuori dalle "balls", dato che questo giro lottizzatorio deve comprendere anche il campionato, le esclusive calcistiche sui diritti televisivi, che torneranno ad essere collettive, tenuto conto di bacino ma soprattutto di classifica conseguita nell’anno precedente. Tenete presente che, secondo il progetto di Melandra, il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore nel 2007 e dunque la Lega Calcio dovrà adeguarsi al nuovo sistema, il che significa che parecchi dei contratti a più lunga durata dovranno essere rinegoziati: per comprenderci, il contratto tra Juventus e Mediaset, poi rilevato, per la quota satellitare, da Sky, valido per quest’anno, potrebbe essere superato dalla nuova normativa, e dunque quelle cifre che si prevedevano in entrata fino al 2009, potrebbero venire meno, capite quindi la scientificità dell’operazione? Nel frattempo la nuova Triade calcistica Inter - Milan - Roma, che assommerà vantaggi sia per classifica, sia per bacino di utenza, farà la parte del leone nell’assegnazione dei ricavi dalla cessione collettiva, in barba sia alle piccole che a parole dicono di volere tutelare, sia alla millantata esigenza di "restituire equilibrio nuovo al calcio italiano" (così melandra). Questo spiega con maggiore chiarezza le vere ragioni del cosiddetto scandalo "calciopoli", perchè si nota chiaramente che si tratta di una resa di conti e di una epurazione di chi è scomodo, non certo di chi vuole pulizia nel calcio. C’è una ragione per cui sono stati individuati gli obiettivi che vediamo sotto pressione, grazie alla gigantesca impostura mediatica scatenata da maggio ad oggi. In effetti gli obiettivi da eliminare sono stati selezionati scientificamente, fateci caso. La Juventus costituiva una minaccia per il nuovo assetto, in quanto squadra più forte, con una dirigenza che aveva certo metodi spregiudicati ed ai limiti della liceità sportiva, ma appunto potente perchè sapeva tenere testa e mettere anche sotto scacco le concorrenti e sventare (almeno fino a maggio scorso) imboscate ed insidie che venivano ad essa tese; ma era una minaccia anche per la nuova ripartizione dei diritti televisivi: una Juve vincente ed in A avrebbe fatto sempre la parte del leone, per bacino e per classifica, viceversa una Juve relegata in B e in risalita fra qualche anno, dovrà accontentarsi di briciole fino a quando ritornerà (E CI RITORNERA’, che si mettano il cuore in pace tutti!) protagonista principale. Quindi Juve eliminata per non creare ombre a Inter e Roma, Milan salvo invece perchè i soldi Mediaset fanno comodo al calcio. Fiorentina eliminata dal giro per fare posto alla Roma in CL, senza turni preliminari, ed eliminata perchè Della Valle ritenuto troppo scomodo per la questione della ripartizione dei diritti televisivi; Lazio eliminata dal giro per dare spazio unico alla Roma, nel calcio capitolino. Certo, c’è già una campagna mediatica "di ritorno" per salvare queste ultime due, a conferma che il vero obiettivo era ed è la Juventus, non la pulizia nel calcio. E così il centrosinistra ha pianificato le sorti del calcio italiano per i prossimi anni, e così si spiegano i 30 punti di penalizzazione per i bianconeri, ossia fare in modo che gli anni di esilio siano almeno tre, il primo per salvarsi dalla CL, il secondo eventualmente per conquistare la promozione ed il terzo per ritrovare il passo della massima serie, e dunque non essere ancora competitivi. Il Milan invece viene tenuto a bada per ragioni politiche, avere una opposizione morbida in certi momenti può essere utile, dunque meglio allearcisi che non attaccare forte. Purtroppo la Juventus sconta il fatto di essere come tifoseria numericamente la più forte, ma politicamente la meno condizionante, visto che non è mai stata tifoseria politicamente schierata o schierabile da una parte o dall’altra, finora non è riuscita ad essere "lobby" potente di pressione mediatica o economica, e dunque può essere presa a sberle dal potere politico ed economico, specie in questo momento, visto che il gruppo FIAT e dunque la proprietà, sembra più attenta ad altre cose, che so, al completo risanamento del gruppo, al potenziamento del marchio Ferrari, o al limite a qualche legge ad hoc, nel settore automobilistico, legge che se dovesse arrivare nel giro di qualche mese, spiegherebbe più di ogni altra cosa gli inspiegabili silenzi e l’inspiegabile rassegnazione difensiva manifestata da Zaccone.+ + + Ma il potere politico non sta cercando di mettere le mani nel calcio solo sul piano nazionale, anche a livelli vari locali abbiamo notizie di sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e quant’altro, che si stanno mettendo in prima fila a tutela delle squadre appartenenti al proprio bacino elettorale. Abbiamo avuto notizia di o.d.g. al Comune di Bologna a sostegno della locale squadra di calcio, e che il sindaco Cofferati (uomo di sinistra con idee alla Tilgher sugli extracomunitari) intende battersi con iniziative varie
per riportare il Bologna in A, a Firenze il sindaco Dominici è di fatto diventato il capofila delle battaglie a difesa della Fiorentina, l’unico che sta alla finestra è Chiamparino, forse sperando che nella nuova spartizione di potere il suo Torino avrà qualcosa in più delle briciole. Ma l’esemplificazione peggiore (o vista da altri punti di vista "migliore") dell’interferenza della politica nel calcio a fini strumentali elettorali, è data dal sindaco di Roma, il presunto juventino Walter Veltroni. Il nostro Veltroni, uomo di grandi coerenze nel calcio ma non solo, sta facendo pressioni a John Elkann per fare in modo che gli assi bianconeri Buffon e Trezeguet arrivino alla Roma, come avrete avuto modo di leggere in questi giorni. La cosa è decisamente singolare, perchè proprio da Roma sono da sempre venuti i peggiori e più insulsi attacchi alla Juventus, mentre ora due giocatori che "vincevano solo con gli schemi di Moggi" (parole di un famigerato quotidiano sportivo locale), ora invece sono appetibili per rafforzare la squadra giallorossa. Ma lo è ancora di più perchè Veltroni, in questa richiesta ad Elkann, è tornato nuovamente a ricordarsi di essere un tifoso juventino, anche se per ragioni elettorali locali se ne è dimenticato quasi subito appena eletto sindaco di Roma. E ciò dopo avere detto nell’immediatezza dello scoppio di "calciopoli", di non sentirsi più un tifoso juventino, parole cadute a puntino mentre a Roma si svolgeva la campagna elettorale per le comunali. Come dire, Veltroni è juventino a seconda delle esigenze e degli interessi personali di natura politica. Io immagino già il tono della chiacchierata (non smentita sul fatto che sia avvenuta realmente) tra Veltroni e John Elkann, che sarà stata di questo genere, più o meno: "Caro John, come sai io sono tifoso della Juve, un pò deluso da quanto compiuto dalla banda Moggi e Giraudo, ma adesso ho l’occasione per riscattare la mia juventinità: siccome sono sindaco di Roma e tra i miei elettori ci sono parecchi romanisti, perchè non ti adoperi a far vestire il giallorosso a Buffon e Trezeguet? Tanto state smantellando tutto, quei campioni in B sarebbero sprecati, mentre a Roma consentirebbero di formare uno squadrone. Così tu fai a me il favore di farmi fare bella figura con i romanisti che grazie al mio intervento potranno vincere lo scudetto, potranno essere grati anche alla mia favorita, ministra Melandra, ed io ritornerò ad essere juventino sfegatato". Conoscendo il personaggio, e vi posso assicurare che io ho avuto modo di conoscerlo un pò più da vicino, almeno come ambiente (tra i tanti miei errori, sono stato anche iscritto e dirigente DS dal 1996 al 2000, anno in cui ne sono uscito), non crediate che il contenuto della telefonata sia tanto diverso da quello da me rappresentato. Del resto, per chi se ne fosse dimenticato, il nostro eroe non è nuovo a sortite del genere. Nel 2001, durante la campagna elettorale per le comunali di Roma, scoppiò lo scandalo "passaportopoli", scandalo che se fosse finito in mani ad una giustizia sportiva seria, avrebbe prodotto danni gravissimi verso Lazio, Roma, Inter e Milan, soprattutto avrebbe prodotto la revoca degli scudetti romani, avendo le due squadre impiegato calciatori extracomunitari in eccesso rispetto ai regolamenti. Bene: Veltroni (all’epoca indulgentista, quanto giustizialista oggi) ebbe la sortita di chiedere che su quella vicenda si chiudessero entrambi gli occhi per non penalizzare la tifoseria della Capitale, che non poteva e doveva vedersi revocati gli scudetti vinti o quasi vinti (il campionato 2000 - 01 era ancora in corso), ma per "riparare il danno che ne subiva la Juventus", entrambe le volte seconda in classifica, far sì che venisse indennizzata agevolandone la conquista dello scudetto per il campionato successivo! Vi giuro, è la sacrosanta verità, spero anzi che ci sia chi se ne ricorda di questa insulsa proposta lanciata dal non ancora sindaco di Roma. Quindi, cosa pretendere da uno che ragiona in questo modo? Da uno che, per capirci meglio, in pieno congresso del suo partito, ricordando la sua militanza prima nel PCI, poi nel PDS e quindi nei DS, ebbe a dire che lui si era iscritto al PCI, per la principale ragione ... che non era comunista? Come se io dicessi, in sostanza, che tifo juventus perchè non sono juventino. Si comprende quindi come sia dannosa l’ingerenza della politica nello sport e soprattutto nel calcio, principale sport nazionale, che coinvolge praticamente la quasi totalità della collettività. Perchè noi tifosi siamo visti come elettori, come voto da conquistare, e dunque per tenerci buoni i nostri politici, anzichè cercare di educarci a rispetto di regole, a rendere onore a chi vince e così via, cavalcano la tigre della nostra passione e su di essa cercano di costruire le loro fortune. Io mi rendo conto che per uno come Veltroni, ma non solo lui, sarebbe impopolare e anche controproducente dire a chiare lettere che la sua (se sua si può ancora dire) Juventus vinceva e vince in quanto più forte, come dimostra il fatto che quei campioni che vestivano il bianconero sono i pezzi pregiati del mercato estivo di quest’anno; che la Roma quando ha saputo lavorare bene ha ottenuto i suoi risultati, ma quando ha perso è stato non per il gol di Turone o per le rimesse laterali invertite, bensì perchè mentre in bianconero c’era Zidane o Davids, loro avevano Bartelt o Fabio Junior; che Moggi è sì spregiudicato, ma lo era anche a Roma, a Napoli e al Torino, mentre a Roma c’erano D.G. che erano ugualmente spregiudicati ma alla fine portavano bidoni. Ma ragionare in questo modo rischia di fare perdere voti e popolarità, dunque meglio adagiarsi all’opinione pubblica che dice "Juve ladra", ma anche "vogliamo Buffon e Trezeguet", ossia due tra i campioni più rappresentativi di quella squadra che si assume essere ladra.
E come si ragiona in tal modo in piccolo, così si ragiona in grande. Pensateci bene, i fatti di oggi non sono tanto diversi di quelli accaduti nel 1998, ed anche allora chi lanciò le prime pietre fu un cosiddetto galantuomo dal nome Moratti Massimo, solo che lui scosse l’albero, ma i frutti andarono altrove. Anche allora un quotidiano (Il Messaggero), un gruppo editoriale (L’Espresso), una denuncia sul nulla e per nulla (Zeman), un magistrato che apre subito un fascicolo su parole al vento (Zeman disse solo che aveva sospetti sull’aumento della massa muscolare di Vialli e Del Piero, ma non disse che alla Juve si praticava doping), una legge sulla cessione dei diritti televisivi fatta ad hoc per favorire certe società, e di conseguenza tre anni di vacche magre per i bianconeri. Oggi abbiamo un quotidiano (Gazzetta del milan), un gruppo editoriale (Mediaset), una denuncia che parte da un galantuomo come Dal Cin, magistrati che indagano ma non su doping bensì su illecito sportivo, e guardacaso arriva l’ennesima modifica alla legge per la cessione dei diritti televisivi. Solo che stavolta si sono affinati, il processo doping non mise fuori causa la Juve, quindi occorre mandarla in B, in modo che per almeno un triennio sia fuori dai giochi. E ora, come allora, governo di centrosinistra e "ministra Melandra". Insomma stiamo rivedendo lo stesso film. Con la differenza che, stavolta, per evitare che la Juventus rompa prima del previsto i futuri assetti già decisi, occorre che la squadra sia ben neutralizzata, dunque meglio se in B per almeno due anni, unico modo per non nuocere con estrema certezza. E purtroppo la Juventus non ha politici di grido che ne abbiano a cuore le sorti, o meglio ne ha tanti, ma nessuno di essi realmente in grado di incidere sugli sviluppi della vicenda, di tentare di stravolgere gli equilibri raggiunti. O meglio uno ci sarebbe, un segretario nazionale di un certo partito ...Ma forse chiedo troppo: come può difendere la Juventus uno che accetta di fare il dirigente nazionale per conto terzi?

DA; Juventus1897.itsito non ufficiale - unofficialwebsite.url

Vostra eccelenza che mi sta in cagnesco.....

VOSTRA ECCELLENZA CHE ......MI STA IN CAGNESCO...?...
Eccellenza. Lo sa che di Calciopoli si è ormai detto quasi tutto. Ho accettato, sopportato, nell'assordante silenzio che distingue gli onesti, incompresi e gli arrabbiati, che la mia Vecchia Signora fosse fatta a brandelli, metodicamente, piano..., articolo dopo articolo, giorno dopo giorno e con dichiarazioni a dir poco ose' anche dai vertici federali. Sbaglio? Devo accettare un processo dove la patente a punti di Biscardi serve ad avvalorare la tesi dell'illecito sportivo. Devo accettare che il maggior quotidiano sportivo nazionale, la Gazzetta anti juve...asservita di Inter-Milan, abbia sempre continuato a parlare di Moggiopoli e non di Calciopoli (come se i deferiti fossero solo della Juve e questa fosse la sola squadra coinvolta.). Devo sopportare gli interisti (lei incluso?)che «I vertici Juve non potevano non sapere» ma, nel caso passaporti «Oriali ha agito certamente da solo pagando di tasca sua centinaia di milioni di vecchie lire». Devo sopportare il direttore del «Romanista» e il buon Baldini giustizieri del nostro tempo ma non di quello del falso passaporto di Cafu' e dei Rolex di Sensi. Devo assistere a un dibattito processuale dove, non in una sola ooccasione, si dimostra concretamente, visionando una partita, che l'arbitro X ha ammonito il giocatore Y perché Moggi, nell'intercettazione Z, chiedeva venisse fatto proprio questo. NON UNA SOLA VOLTA in 100 000 telefonate.
Devo pensare che la grazia valga solo per alcune squadre, visto che, da regolamento, quello di Inter e Roma fu un GRAVE illecito sportivo. Ma, evidentemente, con 21 mila euro tutti ritornano puliti, l'Inter non viene penalizzata per come la legge della federcalcio richiede( per la casistica del calcio-il regolamento federale-.....impiegare un calciatore con falsi documenti e' un'illecito molto grave, punibile con la sconfitta per 3a0 piu' la penalizzazione di un punto per ogni partita giocata dal soggetto e e la retrocessione punitiva all'ultimo posto in classifica), e Oriali resta ancora al suo posto addirittura facendo il moralista. Ricapitolando per i falsi moralisti: l'Inter dovrebbe essere retrocessa all'ultimo posto in classifica + tolti tutti i punti fatti con Recoba in Campo + un punto di penalizzazione per ogni partita giocata con Recoba in campo.....dove si dovrebbe collocare l'Inter. Spett. Commissario della Federcalcio. Constatato che il patteggiamento della pena da parte dell'Inter e' molto recente, cosa fa? Fa il garante super partes e apre un procedimento contro l'Inter, oppure dovremmo credere alle malelingue provenienti dall'altra sponda del naviglio che dicono lei sia stato messo in quella posizione per proteggere la sua Inter e' fare il BOIA della Juventus? Gossip, gossip, gossip...dopotutto il processo a Moggi e Giraudo e' basato su gossip STRUTTURALE vero? E allora Dr. Guido Rossi, ecco ancora gossip di calciopoli dall'altra sponda del Naviglio che riguardano lei.... puo' confermare, o, negare l'informazione riguardo il Falso Passaporto di Recoba: informazione che indica lei co. responsabile della decisione di fare a Recoba un falso passaporto, essendo lei in quel periodo, membro del consiglio di amministrazione della societa' fc.Internazionale? Non solo per gossop, ma anche per fa luce nella grave situazione di conflitto d'interesse che la riguardano, e in quella che potrebbe diventare una squallida vicenda di illecito continuato: nell'interesse suo e di tutti gli sportivi bando al gossip, confido nella sua lealta' sportiva di una sua risposta chiarifichiatrice. Grazie
Franceso Ienzi
PS. E SI RICORDI ...."Guido Rossi, si trovi un altro giudice
Giudice Figc lascia incarico: "Indignato dal metodo del processo". L'avvocato Giuseppe Benedetto, giudice federale per il settore giovanile e scolastico, in una lettera al commissario della Figc Guido Rossi, annuncia di voler lasciar l'incarico. Ecco le sue parole: ''Non intendo in questa sede approfondire il merito della sentenza - si legge in una nota dell'agenzia adnkronos - è il metodo usato, nel processo e con il processo, che mi induce a urlare: il diritto è un'altra cosa! Non mi interessa far parte di questo mondo. Voglio continuare a indignarmi. Esercito la professione di avvocato e intendo continuare a farlo, a posto con la mia coscienza. Si trovi un altro giudice".

Lettere al Dott. Zaccone e dottpalazzi

Lettera spedita a........ redazione.web@governo.it xxx figc.presidenza@figc.it xxx figc.segreteria@figc.it
press@figc.it xxx figc.legale@figc.it figc.legale@figc.it figc.presidenza@figc.it Denuncia&body=All'ufficio Indagini - Capo ufficio: %0aFrancesco Saverio Borrelli%0a%0 xxx antoniodipietro@antoniodipietro.com xxx stampaweb@lastampa ecc ecc
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NOTIFICO A CODESTO UFFICIO CHE QUESTA E" LA LETTERA DA ME SPEDITA ALL"AVVOCATO ZACCONE.
Faccio presente che indico i succitati indirizzi E-MAIL a cui questa lettera e' stata spedita e ha solo valore di notifica e conoscenza in caso di necessaria testimonianza.
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-Illustrissimo avvocato, chi Le scrive è un classe 37, tifoso juventino anno di grazia 1950 colpevole di aver amato la stessa Vecchia Signora per 56 anni è amarla più che mai. Mela vogliono profanare! Non riesco più a comunicare. Mi hanno portato via tutto, passioni e sentimenti . Hanno montato una farsa mediatica per confondere, confondermi; vorrei sapere perchè? Capisco che ci sono stati dei comportamenti deolontologicamente sbagliati, ma la Juve non ha mai rubato niente, e tutto quello che ha ottenuto l'ha fatto sul campo. Non per nascondersi nel ...così fan tutti, ma così, è. Noi tifosi non chiediamo l'assoluzione, ma pari diritti. Credo che anche la società ha il dovere di chiedere pari diritti! Mi par di aver capito, essere anche il suo volere. I dirigenti della juventus sono accusati di aver cenato a casa dei designatori arbitrali, è vero, nessuno lo ha negato. È vero anche che gli stessi designatori hanno detto in televisione che a cena a casa loro andava anche il presidente dell'Inter. Il presidente dell'inter! Nello stesso programma televisivo il designatore Bergamo ha affermato che discuteva di griglie non solo con Moggi ma anche con il presidente dell'Inter ed altri dirigenti. Lo stesso dicasi per le telefonate! Allora vorremmo sapere perchè l'Inter è stata esclusa dall'inchiesta? Proprio l'Inter trovata colpevole è condannata dalla magistratura ordinaria per aver falsificato il passaporto a un suo calciatore è fatto scendere in campo per oltre un campionato. Infrazione grave per la legge dello stato, è ancor più grave illecito per la legge della Federcalcio.Noi, amanti della Vecchia e Dolce Signora umiliati e offesi, vorremmo sapere il perchè, dopo il patteggiamento della pena, contro l'Inter non è stato aperto il procedimento richiesto dal regolamento federale? Volesse l'illustrissimo avvocato aprire il cuore, e dare a un quasi settuagenario un po di pace, chiedendo al dr. Rossi il perchè l'Inter è stata esclusa dall'inchiesta federale e dal processo. Se ci condanneranno in un giusto processo con pari doveri è pari diritti, accetteremo la pena civilmente. Ma solo se avremo lottato fino all'ultimo grado di giudizio per i nostri diritti. Illustrissimo Avvocato ci aiuti.Siamo circa14 milioni di amanti sbeffeggiati.Conosce un ragazzino innamorato della Vecchia Signora? Si? Allora gli dica che gli vogliono togliere lo scudetto vinto sul campo e poi lo guardi negli occhi. Lei è mai stato ragazzino? Si? Allora non patteggi. Dalle fotografie sembra uno spadaccino dell'ottocento; patteggiare, lei? Alla sua età? Non ci credo. Se ha avuto la forza di leggere questo scritto sgrammaticato (quinta elementare 1948), avrà anche voglia di rispondermi, magari con due righi, ne sarò grandemente onorato è saranno gelosamente custoditi.. Grazie del tempo concessomi, Distinti saluti, Ienzi Francesco

Questa lettera sarà spedita ai vertici della federcalcio, testate di giornali e altre istituzioni.
Sarei enormemente grato ai vertici della federcalcio e della procura federale per un loro parere al riguardo, grazie....

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Quest'altra lettera l'ho spedita alla federcalio, alla Stampa di Torino e all'amico dell'inter Ivan Zazzeroni

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INTERessante vero? Cordiali saluti
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Ill. dr. Palazzi, penso che la condanna dell'Inter da parte della magistratura ordinaria è, una PROVA TANGIBILE della colpevolezza della società - Inter - di aver commesso un Illecito molto grave. Credo anche che il verdetto della Magistratura ordinaria sia troppo recente perchè lei si possa esimere dall'aprire un procedimento contro l'Inter, il Dr Moratti, oriali è il calciatore Recoba. Credo altresì che qualunque sia lo sforzo(?)economico del dr Moratti per affossare anche questo suo illecito, sarà accompagnato da ululati di sdegno! Di seguito le faccio un breve riassunto degli illeciti perpetrati negli ultimi anni dalle maggiori societa' di calcio Italiane e insabbiati dal BURATTINAIO della cupola MAFIOSA-MASSONICA facente a capo Marco Tronchetti Provera, Silvio Berlusconi, Cesare Geronzi, Cesco Gaetano Caltagirone ecc, ecc,
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PATTEGIAMENTO ORIALI E RECOBA Breve riassunto de­gli scandali precedenti sotto la presidenza Carraro. REGALI A GLI ARBITRI >>><<< I Rolex della Roma nel dicembre ’99 , seguiti dal super regalo dell'Inter: una vera e propria palestra in casa del valore di molti milioni lire, e per restare alle grandi il regalo del Milan, tv, video autoregistratore e affini, anche questo del valore di molti milioni(erano i tempi delle bistrattate lire): non ci fu nessun provvedimento a carico di Sensi, Berlusconi,Moratti, né dei desi­gnatori, né dei fischietti omaggiati. tutto venne rapidamente insabbiato! Fideiussioni false...insabbiamento. Passapor­ti falsi....Insabbiamento! Per fare un esempio, qualche settimana fa "Oriali e Recoba hanno patteggiato con la Magistratura penale per evitare la il carcere. Provvedimento taciuto dai canali d'informazione. Era dovere del neo Commissario aprire un procedimento contro l'Inter come richiesto dal regolamento federale per avere fatto gio­care uno che non poteva neppure essere tes­serato, e che usando il regolamento si dovevano togliere tutti i punti conquistati con Recoba in campo, piu' un punto di penalizzazione per ogni partita giocata da giocatore con documenti falsi. Dove sarebbe l'Inter oggi? C2, Dilettanti? Bisogna ammirare Moratti per la sua capacità di tenere tutto sotto silenzio, accuse di doping dell'ex Georgatos e processo doping di Roma compreso, però malgrado spende una barca di soldi per una legione di giornalisti, giudici vari e pseudo intellettuali; neanche lui evi­dentemente riesce a passare per un'ananima candida, escluso il complessato popolo interista. Nei succitati scandali delle società di vertice insabbiati é passati, quasi, in'osservati forse, perché mancava la presenza della Juventus? Se provato, chi ha sbagliato deve pagare. Ci sarà un senso di vuoto per gli insabbiamenti precedenti, e magari questa volta faranno pagare la meno colpevole. Ma la condanna dell'Inter per il passaporto falso di recoba è troppo recente per essere insabbiato, VERO DOTTOR PALAZZI, DOTTOR ROSSI, DOTTOR BORRELLI?
13/07/2006

mercoledì, luglio 12, 2006

Didì.......BIEN VENU CHEZ NOUS ........

DESCHAMPS, SCUSATE IL RITARDO
L'ex centrocampista francese nominato ieri nuovo allenatore della Juventus: «Felice di essere tornato: la squadra dovrà assomigliarmi e dare tutto in campo». Nel nuovo staff il preparatore Pintus. Conferma per il vice Corradini. Rampulla allenerà i portieri e spazio a Ferrara.
Una breve interru­zione dopo qualche ora di confronto serrato e blindato. Una pausa veloce per dettare alle agenzie, subito dopo la chiusura della Borsa, uno scarno comunicato. Quello dell’ufficializzazione di Di­dier Deschamps alla guida tecnica. « La Juventus annun­cia di aver siglato un accordo biennale, fino al 30 giugno 2008, con Didier Deschamps, che sarà quindi il nuovo alle­natore bianconero » . Stop. E poi di nuovo in riunione, assieme al francese, per sti­lare un primo programma or­ganizzativo, per definire nei dettagli la politica di mercato e dare finalmente un orienta­mento alla Juventus che ri­nasce. Giornata importante e simbolica per il presidente Giovanni Cobolli Gigli, l’am­ministratore delegato Jean­ Claude Blanc e il direttore sportivo Alessio Secco. Ci siamo. Dopo la rifonda­zione dirigenziale, è partita ufficialmente anche la ri­strutturazione tecnica. Con la scelta che più di tutte era nell’aria, cioè l’investitura dell’ex mediano di Marcello Lippi, premiato proprio per la conoscenza dell’ambiente, per la statura internaziona­le, per l’entusiasmo e i valori tecnici e caratteriali. Alla fine il suo identikit è stato quello più vicino al profilo tracciato dal Cda bianconero nel gior­no dell’insediamento, quasi un mese prima. Una scelta ponderatissima, fino all’ulti­mo secondo, a dimostrazione dei dubbi e delle incertezze dovuti anche alla spada di Damocle di una sentenza sportiva che condiziona tutti i pensieri e le idee in bianco­nero. Ma alla fine, il fatto che la decisione abbia privilegiato lo juventino Deschamps ri­spetto all’ex milanista Rober­to Donadoni, significa che il club ha riposto piena fiducia in questo tecnico giovane, tutto da verificare nel cam­pionato italiano e ancor più, eventualmente, in quello ca­detto. Significa che la stima in Deschamps va oltre gli eventi in arrivo. E questo è già un punto di partenza. Il francese-ex campione del mondo che arriva curio­samente all’indomani di Ita­lia-Francia e che trova in so­cietà il connazionale Blanc ­ ha dunque firmato un con­tratto biennale. Il minimo per avere tempo di sistemare le questioni pratiche e poi ri­mettere in piedi la squadra. Più avanti si vedrà. La Juve adesso vive di solo presente, al massimo può ispirarsi al passato. Il futuro è una que­stione più difficile da gover­nare. Didier ci prova. Ma in­tanto le vicende in evoluzione hanno consigliato i dirigenti a posticipare la presentazio­ne del tecnico. Doveva anda­re in scena oggi, rappresen­terà invece il momento clou del primo giorno di ritiro, in­torno alle 16 ad Acqui Terme, un appuntamento altrimenti povero di grandi protagonisti mediatici. Dopo l’annuncio, il club ha distillato il primo Descham­ps pensiero: « In questo mo­mento provo una grande feli­cità. Sono molto fiero di tor­nare qui, a Torino, per alle­nare una squadra come la Ju­ventus » . Ed ecco che cosa i tifosi devono attendersi dal­l’ex mediano che già quando giocava si sentiva allenatore in campo: « Sono legato alla storia della Juventus come giocatore e i tifosi mi ricorda­no per come ero in campo; magari concedevo poco allo spettacolo, ma davo sempre il massimo, fino alla fine. La squadra dovrà avere questa stessa mentalità: crederci sempre, sino in fondo. E per riuscirci avremo bisogno del supporto di tutti » . Più carat­tere che bel gioco, per ora, perché c’è bisogno di grande concretezza. Con Didì, che è rientrato a Montecarlo per preparare la valigia, ci sarà il preparatore atletico Antonio Pintus: un ritorno, ma anche uno specialista già con De­schamps al Monaco. La conti­nuità ( tecnica) con il passato recente sarà rappresentata da Giancarlo Corradini, vice di Didì dopo esserlo stato di Capello. E poi è previsto un nuovo ruolo, da preparatore dei portieri, per Michelangelo Rampulla che nel frattempo ha tenuto i contatti con i tifo­si. Infine è prevista una mag­giore visibilità, non solo lega­ta al settore giovanile, per Ci­ro Ferrara, già definito da Cobolli Gigli « grande comuni­catore » e quindi una risorsa da utilizzare per un’immagi­ne da ricostruire. Primo mat­tone già piazzato. L’ESSENZIALE della vita. « Semplicità, lavoro, rettitudi­ne » . Didier Deschamps è così, uno che segue la sua filosofia terrena che è poi la forza sup­plementare, la marcia in più di chi si sente attaccato alle proprie radici. Didì il basco dei Pirenei. Prima basco, poi francese. La famiglia gli ha lasciato in eredità le basi per diventare quello che è, ap­punto uno semplice, gran la­voratore, dai sani principi. Lo dimostra da subito, sul cam­po di Bayonne dove il picco­letto si distingue per preco­cità e determinazione. Un guerriero in miniatura, so­prattutto con la palla ovale però. Sì, rugbista come da tradizione di casa Descham­ps, con papà Pierre già terza linea del Biarritz Olympique. Ma il primo regalo degno di ricordo è un... trattore. Con­tadino dello sport, il ragazzo, all’aria aperta, amante della caccia come il genitore che manca la sua nascita proprio perché impegnato in una bat­tuta. Poi, Didì diventa un eroe della famiglia: a 14 anni sceglie il calcio definitiva­mente, a Nantes cresce in ogni senso e comincia la sca­lata al mondo che conta. Marsiglia, Juventus, le Coppe da collezionare in serie, il Mondiale e l’Europeo con i galletti. Trionfi ovunque, an­che in Inghilterra. E poi la carriera da allenatore, perché sul rettangolo verde già co­mandava, non fine di piede ma con un cuore grande così, leader con ruolo da gregario. Il Monaco, con lui sulla pan­china, arriva alla finalissima di Champions, battuto da Jo­sé lo spocchioso Mourinho, al­lora al Porto. L’illusione Juve bussa alla porta - due anni fa -, quando invece tocca a Fa­bio Capello prendere il testi­mone da Marcello Lippi. E siccome la storia è ciclica, ec­co il cerchio che si chiude. « Rispetto a quando ero giova­ne - annota il trentasettenne ­ sono cambiati solo i capelli » . Il resto è come prima: ru­spante, orgoglioso, fiero e con un angelo che da lassù lo se­gue con amorevole attenzio­ne. E’ il fratello grande Phi­lippe, compagno di mille par­tite, che se n’è andato, morto in un incidente aereo tra Bruxelles e Bordeaux. Man­cavano tre giorni al Natale e da allora - Didì è appena maggiorenne - il simbolo di festa dibenta in realtà la vit­toria della tristezza, sino al­la nascita di Dylan ( il 14 maggio 1996, in zona Cham­pions), l’erede che riporta al­legria, anche se la ferita re­sta aperta nell’anima. Ieri, oggi, domani. Una vita da battaglia e le soddisfazioni professionali non mancano; il carisma c’è, le qualità an­che. Suole dividere la carrie­ra in tranche, monsieur De­schamps il metodico. ( da Tuttosport)
Didì.......BIEN VENU CHEZ NOUS ....(F M I )

sabato, luglio 01, 2006

Giraudo: dagli arbitri nessun aiuto

Giraudo: dagli arbitri nessun aiuto Ha già sbaragliato la concorrenza. Con le sue 609 pagine di allegati difensivi, Antonio Gi­raudo non ha solo firmato il record della memo­ria più cospicua, ma ha fatto soprattutto capire quanto precisa e quanto puntuale dovrà essere la sua strategia processuale. L’avvocato Luigi Chiappero ha lavorato in stretto contatto con il suo assistito. Ma anche lui, che da anni segue da vicino il calcio tanto da essere un ex consigliere di amministrazione della Juventus, ha trattato vicende e questioni che conosce benissimo. E non solo per dovere professionale. Ecco, in un proces­so pieno di legali che per la prima volta si avvi­cinano al mondo del calcio, l’avvocato Chiappero ha senz’altro l’atout di essere da sempre, o qua­si, in questo mondo.Ma veniamo alle 609 pagine, suddivisibili in sei allegati distinti. La prima parte, circa 250 fo­gli, è la relazione della Commissione Arbitri Na­zionali per la stagione sportiva 2004-2005. Una fotografia precisa e dettagliatissima su tutto quello che è successo in quel periodo temporale, redatta al termine della stagione proprio dal­l’Aia. Quindi da un organismo che, si presume fi­no a prova contraria, essere al di sopra delle par­ti. Si parla di campionati e di arbitri, di raduni e di incontri, analizzati sotto tutte le angolazioni. Ci sono i promossi e i bocciati, le percentuali di ciascun fischietto, la situazione fisica e anche le prestazioni all’estero.La seconda parte, anche questa piuttosto cor­posa, riguarda tutte le relazioni dell’osservatore arbitrale designato per le gare di campionato del­la Juventus nell’annata in questione, ovvero quella 2004-2005. E all’interno ci sono delle si­tuazioni per lo meno singolari, almeno andando a spulciare tra le partite che sono in cima alle ac­cuse che riguardano la Juventus. Lecce-Juventus del 14 novembre, ad esempio, vede come osser­vatore arbitrale Pasquale D’Addato, proprio il dirgente pugliese per il quale Meani e Galliani (la famosa frase «spinga spinga» è rivolta a lui) si attivano al fine di sponsorizzarlo per un ruolo più prestigioso nell’Aia regionale. D’Addato, che ha dunque il Milan come sponsor, promuove a pieni voti la direzione di De Santis assegnan­dogli il massimo nella valutazione comporta­mentale e nella applicazione delle regole, oltre a un voto elevatissimo nella preparazione fisica. Se tentativo di illecito c’è stato per quel match, almeno a leggere la valutazione dell’osservatore, è certo che De Santis non ha dato alcun segnale di favorire la Juventus. Certo, perché ci sia illle­cito basta il tentativo, ma l’obiettivo è dimostra­re che non c’era un favore diffuso arbitrale nei confronti della Juventus. Stesse valutazioni che un mese dopo Trentalange darà a Dondarini in Juventus-Lazio, altra gara per la quale la so­cietà biancoenra è stata deferita per illecito.Dopo queste altre 250 pagine dedicate alle re­lazioni arbitrale, il terzo documento allegato ri­guarda il verbale d’estrazione avanti il notaio Antonio Ioli relativa al sorteggio degli arbitri per la direzione delle gare del campionato di calcio di serie A e B, sorteggio effettuato dal giornalista Gianni Bondini il 3 dicembre 2004. E’ il sorteg­gio che porta alla designazione di Dondarini. C’è poi la statistica delle sanzioni comminate a gio­catori delle avversarie della Juventus nella set­timana precedente l’incontro con la Juventus stessa, una statistica che in aula sarà accompa­gnata dai filmati di ogni singola ammonizione, e alla quale va subito congiunto il documento suc­cessivo, quello che riguarda un analogo studio relativo al Milan e alla Juventus. Infine, l’ultima parte riguarda le pagelle dei principali quotidia­ni (Tuttosport, Gazzetta dello Sport, La Stampa) relativamente al comportamento degli arbitri nelle partite disputate dalla Juventus nel cam­pionato 2004 -2005. Antonio Giraudo vuole espressamente essere ascoltato dalla Commissione d’Appello Fe­derale.

Verbale del Cda Juve dopo lo scandalo

Il giorno delle dimissioni il verbale del Cda Juve dopo lo scandalo. Verbale Consiglio di Amministrazione del 11 Maggio 2006.1. Relazione dell’Amministratore Delega­to e del Direttore Generale sui fattl rife­riti alla Procura sportiva. Deliberazioni relative.a) - Relazione dell’Amministratore Dele­gato e del Direttore Generale.Il presidente invita l’Amministratore De­legato ed il Direttore Generale a relazio­nare il Consiglio in merito ai fatti ripor­tati recentemente dagli organi di stampa. Prende la parola l’Amministratore De­legato il quale ricorda ai presenti che re­lativamente alla notizia diffusa ieri ri­guardante la propria iscrizione nel regi­stro ex. art. 335 c. p. p. per il reato di falso in bilancio, tale fatto si è originato dal­l’inchiesta giudiziaria avviata nel feb­braio 2004 dalla Procura della Repubbli­ca di Roma sull’intero settore calcistico. Informativa in merito è stata fornita dal­la Societa a partire dal Bilancio al 30 giu­gno 2004. Risulta pertanto fuorviante la recente diffusione della notizia da parte degli organi di stampa. In merito alle in­tercettazioni telefoniche riportate sui giornali, l’Amministratore Delegato infor­ma i presenti che le stesse si sono origi­nate nell’ambito del noto processo relati­vo all’asserita possibilita di assunzione in modo improprio di farmaci da parte dei calciatori. Infatti, durante lo sviluppo pro­cessuale, il PM ipotizzando la commissio­ne del reato di ricettazione ha aperto un parallelo procedimento penale richieden­do al GIP - che le ha concesse - intercet­tazioni telefoniche eseguite poi nel perio­do giugno - settembre 2004. Delle stesse il PM non ha mai dato notizia e solo recen­temente si è appreso che tali intercetta­zioni hanno costituito l’ossatura di un provvedimento di archiviazione richiesto dal procuratore capo di Torino M. Madda­lena ed emesso dal GIP dott. ssa China­glia.In tale provvedimento si è dato atto del­l’utilizzoo di tali intercettazioni anche sot­to il diverso profilo relativo alle designa­zioni arbitrali. Le indagini sono state scrupolose e rigorose e si sono concluse con l’atto di archiviazione in quanto dal­la oggettiva analisi si è avuta conferma dell’assenza di irregolarità riferibili a fat­tispecie penalmente rilevanti. Il procura­tore capo M. Maddalena ha quindi espres­so alcune considerazioni finali sullo stato del mondo del calcio trasmettendo parte dei documenti alla Federazione Italiana Giuoco Calcio affinche valutasse even­tuali infrazioni in materia di regolamen­ti sportivi. A tal proposito la F. I. G. C. ha avviato un’indagine nell’ambito della quale è stato sentito il signor Moggi. Suc­cessivamente, nel matzo 2006, la Procura della Repubblica di Torino ha trasmesso alla F. I. G. C. anche la restante parte della documentazione riferita alle intercetta­zioni come si è potuto apprendere dalla lettura dei quotidiani nazionali che ne hanno riportato per esteso il contenuto. In merito ad alcuni specifici fatti emersi dalle intercettazioni telefoniche proprie e del Direttore Generale, il signor Giraudo ritiene doveroso precisare che: 1 ) Moggi - Designazione arbitrale per la partita Djurgarden/ Juventus - nell’ambi­to della conversazione intercettata, il si­gnor Moggi evidenziò l’importanza della partita in oggetto ( ritorno del turno pre­liminare di Champions League) e, per­tanto, ritenne opportuno invitare il desi­gnatore ad affidare la direzione della par­tita ad un arbitro di sicura esperienza. L’arbitro indicato in un primo momento dal designatore non fu incaricato della di­rezione della gara.2) Moggi - Designazione arbitrale per ga­re amichevoli - è prassi consolidata ri­chiedere che le partite amichevoli venga­no arbitrate da arbitri giovani e/ o possi­bilmente provenienti dalla stessa regione in cui si disputa la gara. Questo consente agli arbitri di fare esperienza ed alla fe­derazione di risparmiare sui costi dl tra­sferimento.3) Giraudo - Udinese/ Brescia - l’episodio, riportato sui giornali in modo fuorviante, si riferisce ad una telefonata effettuata al termine della partita in oggetto nella qua­le venivano commentati episodi di scor­rettezza sportiva per i quali sarebbe sta­to auspicabile un intervento da parte del­l’arbitro in virtù della loro particolare gravità. Dunque un commento successivo alla gara e privo di qualunque valenza ac­cusatoria e non già un commento preven­tivo come erroneamente riportato dai giornali.Per quanto riguarda la restante parte delle intercettazioni. il dott. Giraudo informa i presenti che le stesse sono sta­te riviste con attenzione e non vi è nul­l’altro da segnalare. In merito all’indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Napoli, riguardante anche il settore del calcio, a seguito delle accuse formulate dal tesse­rato Dal Cin. l’Amministratore Delegato riferisce che non se ne conoscono i detta­gli se non quelli emersi dagli articoli di giornale. Proseguono le indagini che ri­guarderebbero anche altre squadre. In ge­nerale non sono emerse prove di corru­zione e/o passaggi di denaro. Prende quin­di la parola il Direttore Generale il quale si unisce al dott. Giraudo per sottolinea­re come le intercettazioni siano state di­stribuite ai giornali senza preavviso ai di­retti interessati. Il signor Moggi, inoltre, informa il Consiglio di aver ricevuto dal­la autorità giudiziaria di Roma e da quel­la di Napoli due informazioni di garanzia per rispettivi procedimenti pendenti in quelle sedi giudiziarie e di cui in questi giorni i giornali hanno dato ampio risalto. Con riferimento all’inchiesta di Roma che si occupa della GEA. il signor Moggi di­chiara di non essersi mai interessato del­le operazioni di mercato di quella societa. In merito riferisce di tre episodi che di­mostrano la priorita assoluta degli inte­ressi della Juventus: Scelta allenatore Capello - quali possibili allenatori per la sostituzione di M. Lippi i giornali indicavano allenatori assistiti dalla GEA, ad esempio il signor Del Neri, ma la Juventus trattava con Deschamps e Prandelli. La trattativa con Deschamps non si è concretizzata a causa di diver­genze tecniche e la Società ha colto l’op­portunità di prendere un ottimo allenato­re quale F. Capello, resosi disponibile.Possibile acquisizione del calciatore F. Li­verani - contrariamente a quanto ripor­tato dai giornali la Societa non si è mai in­teressata al giocatore in oggetto, assistito dalla GEA, in quanto non rispondente al­le caratteristiche tecniche richieste.Acquisto diritti alle prestazioni sportive del calciatore Z. lbrahimovic - come evi­denziato dalle stesse intercettazioni te­lefoniche il Direttore Generale non con­fidò al figlio A. Moggi l’imminente acqui­sto del calciatore svedese mantenendo il dovuto riserbo sulla trattativa in corso. Per quanto riguarda l’inchiesta di Napoli dichiara di essere in attesa di conoscere dalla competente sede quali siano gli ele­menti di accusa a suo carico ben sapendo e conoscendo i propri comportamenti che non sono mai stati volti ad ottenere illeciti favori per la Società. Il Direttore Genera­le aggiunge inoltre che dall’unico atto giu­diziario al momento conosciuto e cioè I’a­r-chiviazione del GIP di Torino firmata nel settembre ’ 05 vi è prova non solo della in­sussistenza di elementi probatori di ca­rattere accusatorio, ma anzi vi è la pre­senza di elementi positivi indicativi della assenza di irregolarità.Riprende la parola l’Amministratore De­legato il quale esprime rammarico per l’attacco mediatico ricevuto ritenendo che altre società siano più tutelate in tal sen­so.Prende la parola il presidente della riu­nione il quale condivide il disappunto de­gli interessati per l’aver appreso le notizie loro riguardanti direttamente dalla stam­pa e ricorda come spesso i giornali siano una grande fonte di pressione anche ver­so le istituzioni: b) Deliberazioni relative - dimissioni del Consiglio e convocazione assemblea ordi­naria Il presidente della riunione ricono­sce che non è possibile sapere come si svi­lupperanno le inchieste in corso ne è op­portuno emettere sentenze sbrigative o sfidare la magistratura e i media. Per­tanto, nell’interesse della Società, propo­ne di tenere conto delle diverse esigenze e di rimettere il mandato nelle mani de­gli azionisti convocando un’apposita As­semblea Ordinaria e riservando, fino a ta­le data, all’esclusiva competenza del Con­siglio di Amministrazione tutte le opera­zioni di carattere straordinario. Il presi­dente della riunione al termine dell’espo­sizione apre la discussione sull’argomen­to al termine della quale il Consiglio di Amministrazione all’unanimità approva la proposta e rassegna le proprie dimis­sioni a far tempo dalla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Il presi­dente della riunione invita il Consiglio di Amministrazione a fissare I termini e le modalità per la convocazione dell’Assem­blea degli Azionisti. Il Consiglio, senza ec­cezioni da parte del Collegio Sindacale, delibera all’unanimità di: 1. convocare l’Assemblea Ordinaria degli Azionisti presso il Centro Storico FIAT, in Torino, Via Chiabrera n. 20. per le ore 10.00 del 29 giugno 2006, in prima con­vocazione, e del 30 giugno 2006 stessi ora e luogo, in seconda convocazione, per de­liberare sul seguente Ordine del Giorno.Nomina degli amministratori previa de­terminazione del numero e del compenso; 2. attribuire mandato al Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione ed al­l’Amministratore Delegato, disgiunta­mente fra loro, affinché procedano alla pubblicazione del relativo avviso sul quo­tidiano ” La Stampa”.3. di limitare alla sola ordinaria ammini­strazione i poteri conferiti in data 28 ot­tobre 2003 al Vice Presidente del Consi­glio di Amministrazione, all’Amministra­tore Delegato e, per quanto riguarda lo speciale incarico conferito in pari data, al­l’Amministratore Luciano Moggi riser­vando la straordinaria amministrazione, fino alla convocanda assemblea, alla com­petenza esclusiva del Consiglio di Ammi­nistrazione. Il presidente della riunione riprende la parola e propone di fissare una riunione del Consiglio di Ammini­strazione il prossimo 19 maggio, alle ore 14.30, per esaminare le eventuali materie straordinarie che dovessero risultare di urgente definizione. Il Consiglio, all’una­nimità, approva la proposta.