giovedì, maggio 13, 2010

DA SALVATORE COZZOLINO E LA REDAZIONE DI JUVENTINOVERO.COM: ER GO' de TURONE, ED ALTRE CASTRONERIE FABRICATE AD ARTE DAGLI I NFAMI NEMICI DELLA JUVENTUS DELL'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE MEDIATICA: "O.D.G.", SICARI DEL DIABOLICO CANDIDO CANNAVO'(canapa)RCS GAZZETTA DELLO SPORT & CORRIERE DELLA SERA - + di SALVATORE COZZOLINO: COME RICOSTRUIRE SULLE MACERIE, DEL GRANDE IMBROGLIO CALCIOPOLI

LA FONTE DEI MALI DELLA JUVENTUS
"gino palumbo&candido cannavo"nella tana di Sciacalli(la redazione)la gazzetta dello sport.
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CALCIOPOLI - FORSE NON TUTTI SANNO CHE...  
 Ci auguriamo che questo esercizio di confronto tra i fatti e le interpretazioni dichiaratamente di parte juventina, finalmente disponibili, con la versione propagandata negli anni dalla macchina mediatica, possa farvi rendere conto quanto quest’ultima abbia contribuito a creare nell’opinione pubblica il sentimento popolare antijuventino, determinante, per stessa ammissione di un giudice, per gli esiti della farsa dell’estate 2006
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 Il goal di Turone conosciuto anche come “Er go’ de Turone” in Juventus-Roma 1980-1981
   Torino, 10 Maggio 1981. Juventus e Roma si affrontano a tre giornate dal termine del campionato con la Juventus in vantaggio di un punto sulla Roma. A un quarto d’ora dalla fine sul punteggio di 0-0 l’arbitro Bergamo annulla una rete per fuorigioco al giocatore della Roma Turone.


Descrizione dei fatti
La Juventus gioca la partita decisiva con la Roma priva di Roberto Bettega squalificato.
Al diciassettesimo minuto del secondo tempo, l’arbitro Bergamo espelle il capitano della Juventus Giuseppe Furino per doppia ammonizione, lasciando la Juventus in 10 uomini per l’ultima mezzora di gioco.Nel 1981, la regola del fuorigioco, più volte modificata anche in tempi recenti, prevedeva che la posizione in linea fosse considerata irregolare.

Il calciatore della Juventus Prandelli, che potrebbe tenere in gioco Turone, si trova in elevazione al momento del passaggio e i suoi piedi non sono a contatto con il terreno: ciò ha reso più difficile stabilire, anche a distanza di anni e con l’ausilio dei mezzi televisivi, la reale posizione del calciatore e determinare la regolarità o meno dell’azione sulla quale non è stato ancora trovato un accordo unanime (su Internet si trovano versioni discordanti persino sull’esito del celebre test con il Telebeam, precursore della supermoviola di Biscardi); la Juventus vincerà il campionato con due punti di vantaggio sulla Roma
Nell’incontro Juventus-Roma del maggio 1981 si sono verificati due fatti da moviola importanti, uno dei quali ha favorito la Roma (espulsione di Furino dopo due terzi di gara), uno la Juventus (rete annullata alla Roma per fuorigioco).
 
Interpretazione juventina
La squalifica di Roberto Bettega è una squalifica che viene comminata sulla base di dichiarazioni di calciatori avversari relative a tentativi di combine mai provate, del tipo di quelle di Materazzi all’Olimpico di Roma il 5 maggio 2002 (prive di conseguenze seppure provate dalla lettura del labiale in TV),

e arriva a distanza di quasi due mesi dall’episodio contestato, al momento giusto affinché una delle tre giornate di squalifica venga scontata nella partita decisiva contro la Roma. L’episodio ricorda la squalifica di Ibrahimovic che obbligò la Juventus a disputare la sfida decisiva contro il Milan a San Siro dell’8 maggio 2005 senza uno dei suoi attaccanti più in forma.

In occasione dell’espulsione di Furino, l’arbitro Bergamo sembra avere interpretato il regolamento in maniera severa: c’è sempre un certo margine di discrezionalità nella distribuzione dei cartellini (ricordiamo tutti come questo argomento sia stato usato contro la Juventus nell’estate del 2006, spesso a sproposito), un arbitro che avesse voluto favorire la Juventus avrebbe benissimo potuto evitare di espellere Furino.

Il famigerato goal di Turone (Er go’ de Turone), regolare o irregolare che sia (non è stato ancora accertato), lo è per una questione di centimetri. Bergamo e il suo assistente Sancini sono stati bravissimi oppure hanno sbagliato nel giudicare un fuorigioco millimetrico* -

(Aggiunta su questo Blog il 26 febbraio 2013: ma a chiarire una volta per tutte l'episodio, ci penserà Carlo Sassi (l'uomo che all'epoca faceva la Moviola da lui inventata), chiamato direttamente in causa il 24 febbraio 2013  da Massimo De Luca conduttore del programma di Radiodue Rai "Circo Massimo", Sassi, dinnanzi a un interdetto Massimo De Luca (noto tifoso romanista e antijuventino viscerale, oltre a grande propagatore del "gol di Turone-Regolare"), ha affermato: "La moviola dimostrò che il gol era irregolare, che Turone era oltre Prandelli, poi però a Roma con un marchingegno particolare dimostrarono che invece non era in fuorigioco, il che non era vero".

Stranamente, quest'esplosiva dichiarazione era passata inosservata dalle testate nazionali, e da giornalisti che sulla bufala-gol di Turone c'hanno fatto la trentennale crociata antijuventina (roberto beccantini ha più volte affermato 'indirettamente', che Carlo Sassi ha detto una bugia!) ma poi qualcuno l'ha rilanciata su Internet e il caso è esploso.

Sassi, come andò?
"Noi che ci occupavamo della moviola, dato che solitamente all'epoca si disponeva di un'unica inquadratura (obliqua e dall'alto), sapevamo che quel particolare punto di vista (lo stesso da cui è stato immortalato il gol di Turone) falsava di parecchio - addirittura fino a due metri - la reale dinamica dell'azione. Se lei fa un esperimento a casa sua con una telecamerina può verificare di persona che con la prospettiva funziona così. Era quindi pacifico che quella di Turone fosse una posizione di offside, e il guardalinee della partita, giustamente, come tale la valutò, segnalandola a Bergamo che annullò la rete".

*La Roma perde un altro punto dalla Juventus nelle due giornate successive: la rigorosa analisi matematica ci dice che il goal annullato a Turone avrebbe significato spareggio e non scudetto alla Roma. Probabilmente ci sarà obiettato che le motivazioni per Juventus e Roma sarebbero state diverse nelle ultime due giornate e che, se il goal di Turone fosse stato convalidato, la Roma non avrebbe poi perso il punto di vantaggio. I fatti ci dicono che in diverse occasioni la squadra favorita si è vista sfilare lo scudetto dalle maglie all’ultimo tuffo conto ogni pronostico (Milan 1973, Roma 1983, Juventus 2000, Inter 2002), l’unico dato incontestabile è quello matematico.

 Il rigore di Ronaldo in Juventus-Inter 1997-1998

Torino, 26 Aprile 1998. Juventus e Inter si affrontano a quattro giornate dalla fine con la Juventus in vantaggio di un punto sull’Inter. Al venticinquesimo del secondo tempo, sul risultato di 1-0 a favore della Juventus l’arbitro Ceccarini ignora un contatto in area di rigore Juventina tra Ronaldo e Juliano e nell’azione immediatamente successiva concede un rigore alla Juventus per fallo di West su Del Piero.

Descrizione dei fatti
Il regolamento del gioco del calcio prevede il calcio di punizione di seconda in area per fallo di ostruzione. Il commento a caldo dei telecronisti di Telepiù è di sorpresa per le esagerate proteste degli interisti: in particolare l’ex arbitro Chiesa, guardando il primo replay afferma: “Per me non è rigore”.
Il successivo rigore assegnato alla Juventus viene sbagliato da Del Piero e risulta ininfluente sul risultato finale. La Juventus si aggiudicherà il venticinquesimo scudetto con 5 punti di vantaggio sull’Inter.

Interpretazione Juventina
Il contatto tra Iuliano e Ronaldo, qualora considerato falloso, sarebbe classificabile come fallo di ostruzione, per il quale il regolamento prevede l’assegnazione di un calcio di punizione indiretto in area di rigore

Qualora invece fosse stato assegnato un rigore e se il rigore fosse stato realizzato, l’Inter avrebbe ottenuto un punto in più e la Juventus due in meno. La differenza tra le due squadre nella classifica finale sarà di ben cinque punti.

La matematica ci dice che il risultato della gara Juventus Inter risulta ininfluente sulla classifica finale, visto il notevole distacco tra le due squadre. Per una lettura più approfondita dell’episodio vi rimandiamo al relativo capitolo de “Il campionato dei piagnoni”.

Il goal di Cannavaro in Juventus-Parma 1999-2000
Torino, 7 Maggio 2000. La Juventus ha due punti di vantaggio sulla Lazio a due giornate dal termine e affronta in casa il Parma. A un minuto dalla fine, con la Juventus in vantaggio per 1-0, l’arbitro De Santis annulla un goal al difensore del Parma Cannavaro per fallo sul giocatore bianconero Kovacevic.

Descrizione dei fatti
Il calcio d’angolo dal quale scaturisce il goal annullato viene concesso per errore dell’arbitro De Santis. Dalle immagini rallentate, appare evidente che l’ultimo a toccare il pallone prima che superi la linea di fondo è il giocatore del Parma. Il calciatore della Juventus Darko Kovacevic cade in area e non riesce a contrastare Cannavaro.  

La Juventus sarà sconfitta a Perugia la domenica successiva in una gara giocata in condizioni meteorologiche estreme. L’intervallo della partita di Perugia viene prolungato per 67 minuti, oltre i 15 previsti da regolamento.

  Durante l’intervallo l’arbitro Collina, attuale designatore, comunica al cellulare
con interlocutori la cui identità non è mai stata rivelata
 (sussurri e bisbigli fuori da Telecom, indicavano i nomi di "franco carraro & adriano galliani")
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Nel campionato 1999-2000 la Lazio schiera il calciatore Juan Sebastian Veron dotato di passaporto comunitario irregolare. L'irregolarità’ del passaporto di Veron è stata accertata da una sentenza penale per la quale sono state emesse sentenze di condanna per Maria Elena Tedaldi (un anno e tre mesi di reclusione), dipendente di uno studio legale di Buenos Aires, e Gianfranco Orsomarso (cinque mesi), impiegato del comune di Fagnano Castello (Cosenza). I due imputati - secondo il giudice - avrebbero materialmente preparato, tra l’Argentina e la Calabria, i documenti contraffatti utilizzati per il passaporto comunitario di Veron. Il tribunale, dichiarata la falsità degli atti, ne ha ordinato la cancellazione dagli uffici dell’anagrafe comunale di Roma.

Interpretazione Juventina
Un arbitro che avesse voluto favorire la Juventus non avrebbe certamente assegnato un calcio d’angolo inesistente al Parma a un minuto dalla fine dell’incontro. Il calciatore della Juventus Kovacevic, molto forte nel gioco aereo, sembra essere sbilanciato da Cannavaro, il fallo non è evidentissimo, ma ci può stare. -

L’arbitro potrebbe avere adottato un criterio molto fiscale nella valutazione del fallo su Kovacevic perché condizionato dal precedente errore nella concessione del calcio d’angolo.

La veemente campagna di stampa all’indomani della partita Juventus-Parma e le manifestazioni di piazza dei tifosi laziali (o spareggio o guerra) condizionano pesantemente l’esito dell’ultima giornata del campionato, che vede la Juventus impegnata in trasferta a Perugina.

Per la prima volta in assoluto nella storia del calcio italiano, l’arbitro Collina fa riprendere la partita Perugia Juventus dopo una sospensione di ben 82 minuti. Durante la lunga interruzione, l’arbitro Collina si consulta telefonicamente con un interlocutore mai reso noto...
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(ma che dopo, dagli spifferi della Telecom, uscì il nome di "Franco Carraro" presidente di banca Medio Credito, succursale di Capitalia, la Banca Romana del Boss Massone "Cesare Geronzi", e a seguire, dalla stessa fonte uscirono voci anche sui nomi di "Sergio Cragnotti & Adriano Galliani", per il legame con il su detto Banchiere Cesare Geronzi, vero dominus del calcio Italiano che controllava sette squadre, tra queste Lazio & Roma" - Per saperne di più sul perchè i suoi sicari [i giornalisti!] "demonizzarono" Moggi, Giraudo e la Juventus! Eccone una breve Biografia
Cesare Geronzi,il Massone che viene dal nulla,con il suo Braccio Armato nel calcio:Franco Carraro)
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...il sospetto è che la decisione di non sospendere definitivamente la gara sia stata politica piuttosto che tecnica. La regola per la quale i secondi tempi delle partite dell’ultima giornata devono iniziare in contemporanea viene violata, Lazio-Reggina riprende con largo anticipo rispetto a Perugia-Juventus.
Il secondo tempo della partita di Perugia si gioca su campo impraticabile.
Il goal annullato a Cannavaro risulta ininfluente sul campionato vinto dalla Lazio con un punto di vantaggio sulla Juventus. A norma di regolamento, la Lazio avrebbe dovuto perdere a tavolino tutte le partite del campionato 1999-2000 nelle quali è stato schierato il calciatore Juan Sebastian Veron, sarebbe risultata ultima in classifica e sarebbe retrocessa in serie B. 

(Ci sarebbe da agiungere che gli illeciciti delle squadre di Milano e Roma in quei tempi, si susseguivano con cadenza quotidiana, ed i vertici dello sport, "Coni" in primis, erano occupati a fare i salti mortali con i Media dell'Associazione a Delinquere Mediatica ODG per silenziarli e insabbiarli! Se per lo scudetto del Giubileo alla Lazio, era necessaria la Par Condicio alla Roma e darne uno anche alla squadra del Club Roma Montecitorio forte degli oltre 500 iscritti! - Ecco alcuni Link per farsi un'idea di cosa bolliva nel pentolone dei poteri romani per sottrarre alcuni scudetti alla Juventus!!
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Il messaggio sms di Bergamo al quarto uomo in Roma Juventus 2004-2005
 Roma, 5 Marzo 2005. Durante l’intervallo della partita Roma-Juventus, con la Juventus in vantaggio per 2-1, l’arbitro Bergamo invia un messaggio sms al quarto uomo Gabriele.
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Descrizione dei fatti
Dalla pubblicazione delle intercettazioni si apprende che il presidente federale Carraro aveva dato precise istruzioni al designatore affinché in situazioni dubbie la Juventus non venisse favorita (Carraro: “Le dico mi raccomando… Se c’è un dubbio, per carità, che, che, che, che il dubbio non sia a favore della Juventus dopo di che succede… Gli dà quel rigore lì!?”).

Al diciannovesimo minuto del primo tempo l’arbitro Racalbuto concede un goal irregolare alla Juventus, Cannavaro segna in posizione di fuorigioco.

Al trentottesimo minuto del primo tempo, l’arbitro convalida il goal del romanista Cassano che è in posizione regolare, mentre altri giocatori della Roma sono in posizione di fuorigioco considerato passivo.

A un minuto dall’intervallo, l’arbitro concede un calcio di rigore alla Juventus per fallo su Zalayeta sulla linea dell’area di rigore o in posizione molto prossima alla stessa.

Nel corso del primo tempo il calciatore della Roma Cufré colpisce il capitano della Juventus Del Piero a gioco fermo con un pugno, Del Piero non reagisce, Cufré non viene espulso.

Ancora nel corso del primo tempo il calciatore della Roma Dacourt commette un fallo da tergo molto violento, ma non viene espulso.

L’arbitro Gabriele ha sostenuto di fronte ai magistrati di Napoli che con l’sms inviato nell’intervallo il designatore «rimproverava» la terna arbitrale per gli errori che avevano sino a quel momento determinato il risultato a favore della Juventus.

Nel secondo tempo, sul risultato di 2-1 per la Juventus, l’arbitro annulla un goal regolare a Ibrahimovic per un fuorigioco che appare inesistente.
 Interpretazione personale, di alcuni estratti della Partita
-Espulsione di Cufrè
-Rigore pro Juve per doppio fallo, in successione
su Ibrahimovic e Cannavaro
-Espulsione di Dacourt per intervento criminale
su Blasi la cosa peggiore della partita!
-Gol di Ibrahimovic regolare
-Permesso a totti, cufre' e dacourt la caccia all'uomo
-totti calcia il pallone addosso,
all'arbitro che si gira, vede chi e, e non lo espelle!
ECCO IL VIDEO DELL'INTERA PARTITA PER CONTROLLARE
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  Interpretazione Juventina
Dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche e dalle dichiarazioni rese dal quarto uomo Gabriele di fronte ai magistrati di Napoli, appare evidente che, almeno per la partita Roma-Juventus, le direttive degli organi federali agli arbitri, attraverso i designatori, erano di giudicare i casi dubbi a sfavore della Juventus: ciò rende credibili le affermazioni di Moggi quando sostiene che la Juventus era un fortino assediato.

Nel corso dell’incontro si verificano sei casi da moviola: goal di Cannavaro, pugno di Cufré a Del Piero, violento fallo da tergo di Dacourt, goal di Cassano, rigore su Zalayeta, goal di Ibrahimovic; in una circostanza l’arbitro sbaglia a favore della Juventus (goal di Cannavaro), in due circostanze l’arbitro si comporta secondo le direttive ricevute (“Ehh, questo uhhehh Racalbuto era preparato” le parole di Bergamo a Carraro) e sbaglia a favore della Roma (mancata espulsione di Cufré, goal di Ibrahimovic), nelle tre rimanenti situazioni il dubbio rimane (la posizione di Cassano è certamente regolare, ma gli altri giocatori della Roma in fuorigioco considerato passivo potrebbero aver distratto Buffon; il fallo di Dacourt sembrerebbe appartenere alla categoria di falli punibili con rosso diretto secondo il regolamento, anche se riconosciamo un margine di discrezionalità al direttore di gara, Zalayeta sembra essere atterrato sulla linea dell’area di rigore, ma quand’anche fosse al di fuori lo sarebbe per pochissimi centimetri, la valutazione risulta difficilissima anche alla moviola).
Le situazioni che abbiamo appena descritto sono note alla maggioranza degli appassionati di calcio, perché sono state propagandate per anni come episodi simbolo dei favoritismi di cui avrebbe goduto la Juventus, come probabilmente sarà scritto nei vostri appunti della scorsa settimana.

Per tutte e quattro le occasioni, crediamo di avere dimostrato che la Juventus non è stata clamorosamente favorita e che tre volte su quattro la decisione arbitrale è risultata ininfluente per l’assegnazione dello scudetto; l’unico episodio determinante è il goal di Cannavaro che, anche grazie all’atteggiamento dei media, origina un clima di altissima tensione che condiziona l’esito della giornata successiva e costa lo scudetto alla Juventus a favore della Lazio di Cragnotti e Veron.

Siamo convinti che abbiate trovato molte più difficoltà a ricordare gli episodi che verranno elencati di seguito: anche con l’ausilio di Internet certe informazioni son molto difficili da scovare e a volte non si trovano proprio; non è difficile immaginare che stiamo parlando di episodi nei quali la Juventus è stata gravemente svantaggiata. Si tratta di episodi sempre determinanti e verificatisi in competizioni più importanti del campionato di serie A.
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 Il rigore su Platini in Amburgo-Juventus del 1983 
Atene, 25 Maggio 1983. Finale di Coppa dei Campioni. Nel corso del secondo tempo con l’Amburgo in vantaggio per 1-0, l’arbitro rumeno Rainea non concede il calcio di rigore alla Juventus per un vistoso atterramento di Michel Platini da parte del portiere tedesco Stein. L’Amburgo vince l’incontro per 1-0 e si aggiudica la Coppa dei Campioni.
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 Il goal di Manfredonia in Real Madrid-Juventus del 1986
 Madrid, 22 ottobre 1986. Andata degli Ottavi di finale di Coppa dei Campioni. Nel corso del primo tempo con il Real Madrid in vantaggio per 1-0 l’arbitro scozzese Valentine annulla al bianconero Manfredonia un goal che appare assolutamente regolare. Il Real Madrid si aggiudica l’incontro per 1-0 e seppure sconfitto nella gara di ritorno per 1-0 passa il turno ai calci di rigore. Juventus eliminata dalla Coppa dei Campioni
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 Il goal di Laudrup in Napoli-Juventus del 1989
 Napoli, 15 Marzo 1989. Ritorno dei quarti di finale della Coppa Uefa. Al decimo minuto del primo tempo, l’arbitro Kirschen della Germania Est, concede un rigore molto generoso al Napoli. In precedenza aveva annullato per fuorigioco inesistente un goal regolare al bianconero Michael Laudrup. La Juventus, che aveva vinto 2-0 l’incontro di andata, viene sconfitta per 3-0 ed è eliminata dalla Coppa Uefa.
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Il goal di Vieri in Borussia Dortmund-Juventus del 1997

 Monaco di Baviera 28 Maggio 1997. Finale di Champions League. Nel corso del primo tempo, con il
 Borussia Dortmund in vantaggio per 2-0, l’arbitro ungherese Puhl annulla al bianconero Vieri una rete
 che appare regolare: il tocco di mano del giocatore bianconero (non chiarissimo dalle immagini televisive) appare del tutto involontario. Il Borussia Dortmund vince l’incontro per 3-1 e si aggiudica la Champions League. La Juventus recrimina anche per la mancata concessione di due calci di rigore perfalli su Jugovic nelle fasi iniziali del match e su Del Piero nella ripresa 
(celebri le dichiarazioni di Bettega nel post-partita)
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 Il goal di Mijatovic in Real Madrid-Juventus del 1998
 Amsterdam 20 Maggio 1998. Finale di Champions League. Al ventiduesimo minuto della ripresa il giocatore del Real Madrid Mijatovic segna il goal del vantaggio madrileno in posizione irregolare. Le immagini rallentate mostrano un fuorigioco di circa 2 metri. L’arbitro tedesco Krug convalida. Il Real Madrid vince l’incontro per 1-0 e si aggiudica la Champions League.
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 I rigori di Manchester in Milan-Juventus del 2003
 Dida illegalmente fuori dalla linea di porta. L''arbitro era il corrotto Merk (meglio conosciuto come l'ambasciatore di PublItalia), e' pazienza se non prese nessun provvedimento. Contro Montero, era fuori di  oltre un metro e mezzo! Ma fosse stato almeno menzionato per dovere di cronaca! Che vergogna italiani che vergogna!

Manchester 28 Maggio 2003. Finale di Champion’s League. La Juventus priva di Nedved (Pallone d'Oro di quell'anno), squalificato per un’ammonizione comminata negli ultimi minuti della semifinale con il Real Madrid, si gioca la coppa ai calci di rigore contro il Milan. Per la Juventus sbagliano Trezeguet, Zalayeta e Montero. Al momento della battuta di Zalayeta e Montero, il portiere del Milan Dida si trova circa due metri in avanti rispetto alla riga di porta (il movimento di Dida appare meno evidente sul rigore di Trezeguet). Con il portiere in quella posizione la larghezza della porta si riduce di circa il 20%. I calciatori bianconeri dovevano segnare in una porta larga 6 metri anziché 7,32 metri come da regolamento. L’arbitro tedesco Merk non fa ripetere nessun rigore. Il Milan vince l’incontro per 3-2 e si aggiudica la Champions League.

Questi ultimi episodi sono ben stampati nella memoria di noi juventini, ma ovviamente per i dettagli ci siamo dovuti aiutare con un lavoro di ricerca prevalentemente sulla rete. Alcuni degli episodi suddetti non sono nemmeno citati o sono difficili da scovare.

Il rigore su Platini nella finale di Atene si trova in un filmato con commento in inglese e lo ricorda Giovanni Trapattoni in un’intervista a Gianni Mura del 1999; il goal annullato a Manfredonia è menzionato in un ritratto dello stesso giocatore (“Il pallone racconta”); il goal di Laudrup a Napoli non siamo riusciti a trovarlo; il goal di Vieri a Monaco si trova in un filmato con commento in inglese; il filmato dei rigori di Manchester è reperibile con relativa facilità, ma il commentatore si guarda bene dal commentare l’evidente movimento anticipato di Dida.


Il capolavoro è sul Corriere online del 21 maggio 1998: un articolo a firma Roberto Perrone e Giancarlo Padovan descrive così il goal di Mijatovic: “Certo, poi, conta anche il caso, perché la conclusione di Roberto Carlos è diventata un assist a Mijatovic, in sospetto fuorigioco”. 

Un fuorigioco di due metri che costa una finale di Champions League si liquida in due righe definendolo sospetto e si assegna un bel 6 in pagella all’arbitro tedesco Krug. Era passato nemmeno un mese dal rigore di Ronaldo.

 Dopo altri 8 anni di questa informazione, il terreno per Farsopoli era stato preparato, i giudici potevano emettere le sentenze in nome del sentimento popolare.
 JUVENTINOVERO - REDAZIONE - 22 OTTOBRE 2009
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Sentimento antijuventino, creato dall'Infame Associazione a Delinquere di questo Cornuto...
                  

                                      
 ...al servizio dei poteri Meneghini: Chi tocca i "moratti & tronchetti" Muore!
Ecco di cosa sono capaci i Sicari del "topo di fogna catanese"

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 SALVATORE COZZOLINO - JUVENTINO VERO
MORATTI 'MINUS HABBENS' MASSIMO" IL PRESIDENTE DI CARTONE
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In questi giorni è interessante notare come i giornali si affannino a pubblicare articoli e notizie con presunti scoop sulla Juventus attuale e futura. Inutile dire che molte delle cose che si leggono sono autentiche bufale, partorite soprattutto in funzione del fatto che i giornali cartacei vanno pur venduti e quindi riempiti con qualcosa che possa ingolosire il tifoso e saziare la naturale tendenza di quest’ultimo a sognare. Questo tourbillon di voci e titoloni ha l’effetto di sottoesporre anche le notizie vere, dando un quadro d’insieme poco attendibile. Proverò a mettere qualche punto fermo, per capire come possa evolvere la situazione di breve e medio periodo.

Andrea Agnelli ha cominciato in questi giorni ad analizzare da vicino la situazione della Juventus, traendo le prime drammatiche conclusioni, e cioè che il quadro complessivo è molto più grave di quello che appare all'esterno. Dal punto di vista sportivo, vige l’anarchia più completa. Giocatori che si allenano poco e male, spogliatoio spaccato in vari clan, autoreferenzialità assoluta dei nazionali, che da tempo hanno cominciato a pensare solo ai Mondiali. In questo quadro Zaccheroni e il suo staff navigano a vista, cercando di arrivare in maniera indolore al 30 giugno.

Dal punto di vista societario cominciano a vedersi i primi effetti di lungo periodo della cura Blanc: depauperamento del marchio, mancanza di collaborazione tra i vari comparti della società, dirigenti alle prese con la stesura dei curriculum vitae, prezzo del titolo in Borsa che aggiorna nuovi minimi, riduzione prospettica dei ricavi complessivi attesi, grave ritardo nella programmazione tecnica della prossima stagione, sponsor che giocano al ribasso. Su questo ultimo punto abbiamo scoperto un ulteriore inquietante particolare spulciando la trimestrale pubblicata subito dopo il Consiglio di Amministrazione del 10 maggio, a cui Andrea Agnelli non ha partecipato, pur essendo Presidente “in pectore”.

Ebbene si è appreso che il contratto di sponsorizzazione con BetClic per le prossime due stagioni (7,5 la prima e 8,5 la seconda) contiene una piccola postilla che riduce a 6,5 milioni l’ammontare del corrispettivo per la prima stagione in caso di mancata qualificazione alla Champions League. Ecco, dunque, la cura Blanc. La Juventus nel 2006 era la prima società al mondo per sponsor di maglia, 24 mln annui. Nel 2007 dopo Calciopoli la Tamoil aveva ancora dato fiducia per un anno, a circa 13 milioni annui. Successivamente non riesce a trovare lo sponsor e la FIAT risolve il problema tramite New Holland che eroga circa 11 milioni annui. Infine, dopo 4 anni, e dopo aver bruciato un aumento di capitale, l’unica soluzione è BetClic a 7,5 milioni con l'asterisco che li riduce a 6,5. Ecco cosa intendevo per depauperamento del marchio quando, nel corso delle Assemblee degli ultimi quattro anni, avevo messo in guardia gli azionisti, piccoli e grandi, circa il pericoloso andazzo della gestione Blanc.

Andrea Agnelli di questi numeri avrebbe già preso atto e avrebbe deciso di “segare” il tennista francese fin dal prossimo giugno, anche perché, se dovesse arrivare Marotta, il profilo professionale di quest’ultimo è più da Amministratore Delegato che da Direttore Sportivo. Per quanto riguarda Marotta la trattativa è stata avviata e condotta dalla vecchia gestione e sembrerebbe che il neo-Presidente non sia pienamente convinto della scelta. Probabilmente alla fine si farà lo stesso, e sono convinto che la professionalità di Marotta non sia in discussione. E’ da capire però quale possa essere il suo impatto su una realtà complessa come quella della Juventus, dove pressioni ed aspettative sono infinitamente più alte che a Genova. Anche per quanto riguarda Benitez ricorderete che, primo fra tutti, Ju29ro.com aveva preannunciato che la pista si stava raffreddando. Non ci eravamo sbagliati. Il primo a nutrire perplessità in merito è stato Bettega, che di sicuro non avrà mancato di esprimere le sue riserve al nuovo Presidente.

Andrea Agnelli ha evidentemente ereditato il pragmatismo del papà Umberto e ha capito che alla Juventus attuale non serve un tecnico straniero, alla prima esperienza in Italia, e soprattutto con pretese economiche irreali. L'idea invece è di scegliere un sergente di ferro italiano di gran carisma, che sappia coniugare il lavoro sul campo con le esigenze della società. E i primi nomi sul taccuino sono quelli di Capello e in subordine di Spalletti. Se non si dovesse riuscire a raggiungere uno di questi due la scelta avverrà tra Del Neri, Prandelli o Allegri, in ogni caso tecnici a mio avviso di seconda fascia. Qualcuno obietta che Capello non accetterebbe mai di allenare una squadra da rifondare. Questo è vero, ma è altrettanto reale il rapporto di stima con il nuovo Presidente, il che potrebbe fargli accettare una sfida nuova, titanica certo, ma sicuramente non priva di stimoli per uno come Don Fabio, che nella sua carriera ha già fatto il pieno sia in termini economici che sportivi. D’altronde il nuovo tecnico dovrà accettare un programma di medio periodo, ed eventualmente mettere in preventivo una stagione di transizione, proprio perché la programmazione del mercato e della rifondazione è in grave ritardo. Andrea Agnelli si è reso conto che l’unica strada maestra per riportare la Juventus sui binari della sua storia è inculcare nuovamente nei gangli della società quella cultura del lavoro e del sacrificio tipica del DNA bianconero e polverizzata sull’altare dello “smile”.

Personalmente credo quindi che la priorità verra data alla ristrutturazione della società e alla pianificazione strategica del lavoro, senza le quali è assolutamente improbabile che si riesca ad allestire una squadra competitiva. D’altronde una delle cose più stucchevoli che i giornali amano fare è parlare di “tesoretti” di svariati milioni da utilizzare per il mercato. Chi gestisce una squadra di calcio sa bene che questi sono discorsi per i tifosi, mentre le vere risorse sono funzione del cashflow presente e futuro. E allora la “cura” Blanc ci imporrà per il prossimo anno una riduzione dei ricavi di quasi 50 milioni di euro (diritti TV e gare Champions League -25 mln, sponsor maglia -6 mln, diritti collettivi TV -7,5 mln, ricavi straordinari non ricorrenti iscritti nel 2009-2010 -10mln) e quindi, a meno di deliberare un nuovo aumento di capitale, difficilmente si potranno portare a Torino i nomi che la stampa generosamente ipotizza.

La ricostruzione della Juventus quindi dovrà avvenire per forza attraverso la politica dei piccoli passi, dello sfruttamento rigoroso delle risorse, della scelta degli uomini prima che dei tesserati. Crediamo che Andrea Agnelli, pur desideroso di regalare qualche soddisfazione ai tifosi e agli azionisti, non si farà condizionare dall’ansia di voler fare tutto e subito, correndo il grave rischio di bruciare tempo e risorse. La sua impronta è però ben chiara sul fronte giudiziario.

Anche in questo caso avevo ipotizzato, in tempi non sospetti, che l’atteggiamento della Juventus, nei confronti di Calciopoli e di tutto quello che è accaduto dal 2006 in poi, sarebbe radicalmente cambiato. Ed infatti la notizia della presentazione del ricorso verso l’assegnazione dello scudetto “di cartone”, con annessa richiesta di deferimento dell'Inter, è a mio avviso solo il primo passo in tal senso. Ritengo che la prossima mossa possa essere la sostituzione dei legali impegnati nel processo di Napoli, dove la Juventus, non dimentichiamolo, è responsabile civile e quindi potenzialmente esposta a risarcimenti milionari in caso di condanna degli imputati.

Un altro passaggio cruciale che dovrebbe concretizzarsi a breve è l’abbandono della politica strategica che aveva avviato Blanc nel 2006, e cioè quella di concentrare tutte le attività su stadio, gestione sportiva e riduzione del numero degli sponsor.

Alla luce di quanto sta accadendo questa strategia sta mostrando tutti i limiti che avevo esposto nelle Assemblee degli Azionisti a partire dal 2006. In questo caso la sterzata potrebbe avvenire attraverso il ritorno a Torino di Romy Gai, che mi risulta essere imminente. Spazio dunque al vecchio progetto di entertainment company globale, soprattutto se, come ha fatto intendere il nuovo Presidente, la Juventus progressivamente sarà sempre meno dipendente da Exor e sempre più interessata allo sfruttamento del marchio anche in iniziative diverse dal calcio.
Andrea Agnelli primo giorno da Presidente della Juventus
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In definitiva rimango coi piedi per terra. Andrea Agnelli ha un compito difficile da eseguire, ma con i consigli giusti potrà arrivare all’obiettivo. Agli azionisti e ai tifosi tocca avere molta pazienza. Forse i cinque anni di cui si parlava nel 2006 partono oggi. Forse non saranno cinque, potrebbero essere di meno. Quello che si può sperare però è che da questo momento non sarà più tempo sprecato.
E' CON IL RITORNO DI UN AGNELLI A DECIDERE, SEMPRE LASSU' RESTERAI!
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  Salvatore Cozzolino - JUVENTINOVERO - 13 Maggio 2010

NELL'ESPOSTO LA JUVE CHIEDE DI DEFERIRE TUTTI E TUTTE LE SOCIETA' COINVOLTE, MA SPECIALMENTE GLI ARBITRI "AMICI DI MAFIA-MILAN & TRONCHETTOPOLI", QUELLI "CORROTTI CHE AVEVANO CONTATTI DIRETTI e NON", CON "GALLIANI-MEANI & MORATTI-FACCHETTI", CHE POI VENNERO TUTTI PROMOSSI!

LA GALLERIA DI CAMPIONI DELL'IMBROGLIO
IL BOSS CON I FEDELISSIMI SICARI, A FESTEGGIARE LE LORO PROMOZIONI!
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I CARRIERANTI
Gianluca Paparesta, ritenuto nell'Azienda
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Pierluigi Collina - designatore A
Stefano Braschi - designatore A
Roberto Rosetti - designatore Can.Pro
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Domenico Messina - designatore A  
Stefano Farina - designatore Can.B
Nicola Ayroldi - vicecommissario Can.Pro

Quest'individuo, oggi fa il designatore arbitrale!
11 marzo 2005 intercettazione Messina Meani
.
Messina: Ciao Leo.
Meani: Odio i bergamaschi, te lo dico subito eh.

Messina: Perché, perché viene Mazzoleni?
Meani: No, ehi, cazzo (incomprensibile)…

Messina: Cazzo, ancora in prima griglia, mi son collegato adesso in Internet, perché non sapevo in che griglia… io pensavo in seconda griglia…
Meani: Eh no, prima griglia. Ti posso dir su la mia? Io ho fatto una breve analisi adesso, sai che tu domenica prossima sei dentro in Roma-Milan?

Messina: In Roma-Milan c’è domenica?
Meani: Sì, ma ti spiego perché, perché Collina è precluso perché fa la Roma, Rosetti è precluso perché fa il Milan, Bertini è precluso perché ha fatto sei volte il Milan, i romani non ci sono, Farina, De Santis…

Messina: Racalbuto non può esser dentro…
Meani: Racalbuto non può esser dentro… ci sei tu, Paparesta e Trefoloni.

Messina: Son messi male, cazzo ragazzi… sono messi male i designatori se arrivano così con l’acqua alla gola (ride).
Meani: Sì, guarda che è questa eh. Chi cazzo mettono in griglia…

Messina: Collina a ‘sto punto potevano tenerselo…
Meani: Cioè, io dico, potevano mettere la Roma in seconda fascia, no? Loro mettono la Roma in seconda griglia, che gioca col Cagliari…

Messina: Però son sfigati bene anche loro, eh.
Meani: Loro son sfigati anche, guarda che gli gira di sfiga…

Messina: Avranno tutte le loro colpe, però, cazzo la sfiga è sfiga eh.
Meani: Loro son sfigati, proprio i due che potev… perché se gli capitava De Santis al Milan, per dire…

Messina: Avevi libero Rosetti.
Meani: Avevi già libero Rosetti o Collina, no? Invece così, pensa te. Loro… hai visto come sei rientrato, cazzo, perché hai fatto(incomprensibile) che poi secondo me lì è colpa dell’assistente, eh.
>
Il 21 marzo 2005, Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan, chiama l’arbitro Domenico

Messina: il giorno prima ha diretto Juventus – Reggina (1-0, Del Piero). Si parla della Triade.
MEANI: loro, come sempre, non sono venuti a salutarti

MESSINA: si, stavolta si. Hanno vinto e, con grande classe sono venuti. Quando perdono non
vengono
MEANI: la Triade al completo ?

MESSINA: no solo due… Solo due. Bottega no
MEANI: Eh lo so, loro due, i due cagnoni

MESSINA: Eh si si
MEANI: Eh, son bestiali eh

MESSINA: sono proprio dei cagnoni comunque
MEANI: Eh, sono tremendi

MESSINA: Eh, sono antipatici perché sai voglio dire anche Galliani ha potere però non è così antipatico
MEANI: No, non è così antipatico perché…

MESSINA: E’ più intelligente, è più intelligente
MEANI: Esatto, questi invece sono arroganti ai massimi livelli, e poi loro…

MESSINA: Sono veri mafiosi
---

Collina-Meani, 9 maggio 2005, ore 11.50.
Trascrizione dei punti salienti della lunga telefonata.

Meani: Cosa dici?
Collina: Mah…

Meani: Ma io dico che secondo me lì uno può interpretare che questo qui un po’ con le braccia spinge..
Collina: Posso dire... posso dire sino in fondo io quando anche ieri quando tu mi hai chiesto a cosa si riferivano quando protestavano…

Meani: Sì?
Collina: Io ti ho risposto: ‘Mah, volevano un mani di Cannavaro’.

Meani: Sì, sì.
Collina: Io non ti ho fatto minimamente riferimento a questo.

Meani: No, no.
Collina: Per un unico motivo, che per me l'episodio di Cafù, in campo, non esisteva..

Meani: Tu non lo puoi vedere.
Collina: Ti dirò di più: se tu hai fatto caso in campo.. anche perché subito dopo quest’episodio c’è un cambio…

Meani: Sì…
Collina: C’è una sostituzione, c'è un momento in cui il gioco è fermo…

Meani: Certo…
Collina: E io guardavo le panchine.

Meani: Eh…
Collina: E in panchina Milan non c’è stato uno che abbia lamentato qualcosa, così come nessun giocatore in campo, perché se no a gioco fermo, su una sostituzione, qualcuno ti viene a dire qualcosa.

Meani: Sì, nessuno s’è accorto di niente.
Collina: Si sono fermati, si sono fermati a parlare Cafu con Zambrotta e un altro della Juve, loro tre a spiegarsi per cui questo è quello… io infatti quando io in macchina tornavo a casa e avevo la radio che diceva: ‘Il Milan si lamenta per un rigore’, ero, ma non convinto, straconvinto…

Meani: Che fosse il mani.
Collina: …che fosse il mani di Cannavaro.

Meani: Certo.
Collina: Perché d’altro… perché l’arbitro, da dove sono io non vede minimamente… al di là di questo comunque, dovendo fare un’analisi televisiva...Che Cafu cada per quella roba lì…

Meani: Ma no, certamente, no, ma certo…
Collina: Non voglio, non voglio, sai… il tocco sulla maglia c’è, la maglia viene tirata verso l’altro e lui cade. Mi sembra che non ci sia tanta… tanta lo… cioè tanta… hai capito…

Meani: Ma io ti dico… ma secondo me poi…
Collina: Se io sono… se lui è… più che io sono… che io sono dove devo essere…un lancio lungo in diagonale… se io so(no)… se lui è dalla mia parte, e io vedo magari una tirata così, diventa un rigore televisivo, però magari, magari qualcosa di diverso uno poteva fare.

Meani: Certo.
Collina: Ma da dove sono io, ti dico, quella maglia lì che si muove proprio non…

Meani: …non la vedi.
Collina: Perché Zambrotta la tira con la mano sinistra.

Meani: Esatto.
Collina: …e copre la maglia col suo corpo.

Meani: Esatto.
Collina: Fra l’altro… fra l’altro, quello che sai, col senno di poi è facile parlare, però io lì dovevo fischiare fallo di Cafu.

Meani: Esatto.
Collina: Però proprio perché non ho visto il contatto… la palla è andata a Buffon e io ho lasciato fare. Se io lì fischio…

Meani: …contro, è finito tutto. Ma infatti secondo me lui spinge un po’… esatto.
Collina: Però io dico… lì non ho fischiato… perché… palla ormai persa… ce l’aveva Buffon, o comunque ce l’aveva la Juve…

Meani: Ce l’aveva la Juve. Basta.
Collina: A quel punto lì non… perché la tirata per la maglia non…

Meani: Non la vedi.
Collina: Non si vede. Dal campo ti dico non la vede… non la vede nessuno.

Meani: L’unico che la può vedere è Mitro, ma giustamente…
Collina: Mitro.. è Mitro forse?

Meani: E’ Mitro, Mitro.
Collina: Però non è una cosa così…

Meani: Ma no, io infatti ho detto… lì è perché uno… perché uno è sempre, diciamo, troppo in buona fede, perché se no uno ti fischia il fallo di Cafu che si aiuta… infatti quei falli lì, tu dici vabbè ma quello là sta cadendo e si è attaccato alla maglia, perché tu vedi lui che viene un attimino spostato da Cafu con le due mani. Zambrotta fa come una torsione, cade e, come dici, col braccio sinistro…
Collina: No, Cafu però… Cafu però… Cafu cade quando quello l’ha mollato.

Meani: Sì…
Collina: Cade… cade facendo una sorta di...

Meani: In ginocchio.
Collina: … delle gambe che non è un movimento… Se ti mi tiri per la maglia e io sto andando avanti, primo, la maglia si tende, invece lì la maglia si alza; e secondo, cado ma con le gambe che mi rimangono indietro e il corpo che va avanti, cioè hai capito, la dinamica è quella…

Meani: Certo, certo.
Collina: No, però torno a dirti, questa è tutta roba televisiva, io dal campo tutta ‘sta roba qua non l’ho minimamente vista come non l’ha vista nessun altro, perché io devo dare atto… stamattina mi ha chiamato il tuo capo… È stato di una gentilezza assoluta, veramente…

Meani: Galliani? Ieri era incazzato nero.
Collina: Vabbè però sai, credo che lui… credo che lui… cioè… è normale avere certe…

Meani: Ah sì anche perché non c’è intorno tutta la gente…
Collina: Poi… poi torno a dirti, se uno si mette a tavolino, inizia a ragionarci sopra, perché allora… allora cioè uno è incazzato alla fine… però doveva esser contento di un po’ di buonsenso che ho usato.

Meani: Su Nesta, certo… ma io quando ho visto il fallo di Nesta, io ho detto..
Collina: Era il 30’… al 30’, lo posso mandare via...

Meani: Era fuori eh… ma io sai…
Collina: … cosa faccio? Condiziono… condiziono una partita come quella mandando fuori Nesta per una cagata?

Meani: Io sai…
Collina:... è una cagata quella.

Meani: Io sai, sai dove ho capito che tu avevi usato il buonsenso, quando tu intelligentemente hai dato una spiegazione, non so se alla panchina della Juve, dicendogli: ‘Ma sta andando verso l’esterno’; e ho detto: ‘Ahia, gli sta tirando fuori la spiegazione per tenerli buoni e non farsi rompere i coglioni’; perché io, quando ho visto quel fallo, ho detto: ‘Madonna, adesso lo caccia fuori’, sai quella sensazione, poi ho visto che sei arrivato lì… hai fatto… hai fatto passare quei 3-4 secondi con la gestualità, poi quando qualcuno, non so se un giocatore, o la panchina, ti ha detto qualcosa tu hai fatto segno che andava verso l’esterno.
Collina: No, gli ho detto invece che è stato un incrocio sulla dinamica.

Meani: Esatto, esatto… sì, so che gli hai dato una spiegazione.
Collina: Nesta viene anticipato da Camoranesi, per cui lui se lo ritrova lì e non è che lo trattenga da dietro, lo prende con le mani sul fianco…

Meani: Sì sul fianco…
Collina: … e lo spinge, lo tira un po’, pericolosità non mi sembra, non è una trattenuta di quelle plateali da dire…

Meani: Comunque è un rosso che se lo fai nessuno ti può dir niente.
Collina: Beh, magari Galliani s’incazza però… però…

Meani: … i giornali così dicono: ‘Eh sì però doppio giallo…’
Collina: Però, però, ci può stare…

Meani: Sai secondo me chi ti ha fatto la più bella disamina? Hai letto?[...] Che t'ha detto (Galliani ndr.)?
Collina: E' stato carino, m'ha detto: 'Io l'ho chiamata unicamente perché ho letto stamattina che Lei e il Milan non sarebbero più amici"...

Meani: Ma va'...
Collina: 'Volevo dirLe che queste... mi hanno fatto incazzare queste cose...'. Guardi, io non ho dubbi di questo, né da un punto di vista personale Suo di Adriano Galliani né da un punto di vista di Ammninistratore Delegato del Milan, per cui... Lei... mi fa piacere che mi abbia chiamato. 'Non voglio parlare della partita di ieri, assolutamente'. No, se vuole possiamo parlarne, ci mancherebbe altro. 'No, no, non importa, non è... non volevo chiamarLa per questo'. Ho detto: guardi, mi fa piacere, sono quindici anni che ci conosciamo, eccetera. Fra l'altro un giorno spero di poter avere il piacere che Lei mi dia del tu perché mi danno del tu tanti altri, da Giraudo ad altri che comunque sono nel calcio e mi farebbe piacere se Lei veramente... lo considererei un punto d'arrivo, gli ho detto. Fa: 'Guarda, da oggi... da oggi facciamo così. Però, visto che io sono più vecchio di te, non voglio fare il vecchio che poi... (incomprensibile) del Lei. E allora mi devi dare del tu..." eccetera eccetera, per cui... l'ho ringraziato fra l'altro... l'ho ringraziato fra l'altro per quello che ha detto Maldini che è stato molto carino, molto molto corretto nelle cose; l'ho ringraziato per quello che ha detto Ancelotti, perché anche ieri sera Ancelotti...

Meani: Una bella intervista l'ha fatta anche Maldini, l'hai vista quella di Maldini?
Collina: Dico, l'ho ringraziato: La volevo ringraziare per Maldini, per quello che ha detto Maldini ieri sera, che è stato veramente veramente carino.

Meani: Certo: 'Ha arbitrato molto bene. E' stato, è stato bravo; e gli episodi, se cominciamo a entrare negli episodi non si finisce più".
Collina: ... "E poi devo dire la verità: ringrazio anche Lei, perché tutto sommato ha le Sue opinioni, però comunque le ha... le ha tirate fuori in maniera molto..."

Meani: ... pacata.
Collina: ... "corretta. Per cui non posso assolutamente lamentarmi, non posso che ringraziarla.... m'ha detto..."...

Meani: Ma dimmi un po' una cosa: hai deciso cosa fare da grande o no?
Collina: Anche tu?! Anche tu?! Mi ha appena chiamato Sky per saperlo...Nnnn... lascio la più ampia... la più ampia...

Meani: Ma Repubblica l'altro giorno ha fatto un articolo completamente...
Collina: Il tuo capo, il tuo capo... stamattina il tuo capo m'ha detto: 'Comunque al di là dei rigori, dei non rigori, la cosa che mi dispiace di più in assoluto è che Lei va in Inghilterra"...

Meani: E' vero.
Collina: "Lei non ci deve, Lei non ci deve fare una cosa di questo tipo"...

Meani: Ma tu sei già stato contattato in Inghilterra?
Collina: Dai, non posso...

Meani: Eh?
Collina: ... per correttezza non posso, non posso dirtelo, dai.. E per cui m'ha detto: 'No, no, assolutamente! Io e Lei con Carraro dobbiamo parlare"... Quando vuole, finito il campionato... ci mancherebbe altro, volentieri. [.....]
Collina: Fra l'altro, fra l'altro, la ragione della mia telefonata era quella se riuscivi a fare in modo di farmi parlare due minuti al telefono con Ancelotti...

Meani: Sì...
Collina: Ho letto stamattina le dichiarazioni che ha fatto a...

Meani: Allora io faccio così....
Collina: Mi farebbe piacere ringraziarlo delle... [....]

le fasi salienti della partita con moviola e commento Tosatti
https://www.youtube.com/watch?v=Jy0u1XRzHnI
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Meani: Che griglia, che griglia farete oggi? Ancora il solito?
Pairetto: Ma penso che divideremo ancora in due si si si là

Meani: Io penso ancora dentro Rosetti, Pie­ri…
Pairetto: Si questi qui sai… Rosetti, Racalbuto, Bertini. Dondarini sta andando bene, mol­to bene

Meani: Dondarini è ora che…
Pairetto: …Sai che dobbiamo lanciarlo

Meani: …Provi anche un po’il San Siro… No, ma non c’è problema eh, tutto a posto
Pairetto: Bene

Meani: Ti ringrazio tanto eh
https://www.youtube.com/watch?v=ugeiLQUhKsQ
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Un’altra “grigliata” è datata invece 28 aprile 2005, Meani è a colloquio con Bergamo:

Meani: Te chi mi mandi a Firenze?
Bergamo: Come griglia? Te dici come griglia di arbitri? L’abbiamo fat­ta a tre ma mi fai dire una cosa che con Gigi (Pairetto, ndr) non abbiamo ancora concordato. Ho in mente di metterne tre perché non voglio pre­clusioni e gli arbitri sono Messina, Fa­rina e Rodomonti per me, poi sentia­mo Gigi perché poi immaginerai quel­li che sono i tre che voglio mettere la domenica successiva ( la griglia per Milan-Juventus, ndr)

Meani: Ho capito, tu vuoi mettere Papare­sta
Bergamo: Sì

Meani: Collina
Bergamo: Sì

Meani: Trefoloni
Bergamo: Sissignore, e mi ci gioco la testa

Meani: Però a Trefoloni gli fai un bel discor­setto
Bergamo: Stai tranquillo, stai tranquillo

Meani: Perché se no gli tagliamo la testa no
Bergamo: Stai tranquillo

Meani: Se no chiamalo e parlagli

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25 novembre 2004 – GRIGLIA FACCHETTI-MAZZEI
https://www.youtube.com/watch?v=-BQx3Opwgw8

Mazzei: Sono in macchina che vado a Coverciano.
Facchetti: Stai andando a Coverciano?

Mazzei: Sì, perché mi trovo tra mezz’oretta con Bergamo.
Facchetti: Sceglili bene per domenica sera eh…

Mazzei: Numero 1 e numero 2, penso eh, a ‘sto punto penso da quello che… Ivaldi e Pisacreta.
Facchetti: Ivaldi e Pisacreta.

Mazzei: Eh sono il numero 1 e il numero 2.
Facchetti: Sì certo, e il numero 1 degli arbitri……. (il riferimento è a Pierluigi Collina, che in quei giorni veniva richiesto soprattutto da Roberto Mancini n.d.r)

Mazzei: Eh sì, speriamo che ci caschi con questo sorteggio del cavolo, che ci caschi il numero 1.
Facchetti: Ma vaaa… lì non devono fare sorteggi, lì devono… ehhh…

Mazzei: Eh, come si fa Giacinto….
Facchetti: Ehhh….

Mazzei: Purtroppo ci vuole fortuna lì, perché ti dico la verità, qui il sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia dove le possibilità sono più alte… l’unica cosa…
Facchetti: Ma sì, mettono De Santis che ha già fatto la Juve domenica e non può, mettono Rosetti che è di Torino…

Mazzei: Ma devono lasciare un campo aperto almeno del 50% per quello che è scritto nel regolamento, mi sembra…
Facchetti: Come?

Mazzei: Devono lasciare un campo aperto almeno del 50% per quello che è scritto nel regolamento mi sembra…
Facchetti: Ah…

Mazzei: Perché non possono forzare con le preclusioni, almeno un 50% di possibilità, almeno mi sembra che è scritto sul regolamento… dopo ne parlo con Bergamo.
Facchetti: Ma… vabbè vabbè…

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Bergamo-Moratti, 25 dicembre 2004.
https://www.youtube.com/watch?v=7AW4lJMnh-Y

Bergamo: Presidente buongiorno, sono Paolo Bergamo
Moratti: Ma come sta? Come staaa? Buona Natale prima di tutto.

Bergamo: E Lei?
Moratti: Bene, bene, bene, La ringrazio, sono in casa, no, no, tutto bene, sto qui con la famiglia

Bergamo: Ma, insomma quest’anno…
Moratti: Non mi sembra mica male no?

Bergamo: No, come lavoro bene, ma abbiamo un po’ più di difficoltà con il sorteggio che a tra fascie penalizza un po’ le designazioni e, purtroppo, le squadre come la vostra, che sono sempre in prima fascia, non hanno, non abbiamo la possibilità di provare qualche giovane, però mirato
Moratti: E però mi sembra abbastanza bene fino adesso, non ci sono state polemiche, casini…

Bergamo: No, no, assolutamente no, ma sa io sono uno che non si contenta mai, così per natura, quindi vorrei fare meglio, nel senso di distribuire magari certi arbitri in maniera meno casuale, anche per capirli meglio, per capire, a volte, sa, gli arbitri sono uomini, per cui crescono poi con antipatie e simpatie, che invece gli vanno tolte… sono come i vizi ai ragazzini, vanno tolti da piccolini
Moratti: Ma poi son giovani, è normale anche che vadano anche alcune volte per antipatie perché succede qualche cosa che li..

Bergamo: Eh ma è quello che noi dobbiamo controllar meglio, il fatto che le antipatie vanno tolte e le simpatie devono essere misurate
Moratti: Beh però mi sembra che in media…

Bergamo: Il sorteggio lo sa non è che…
Moratti: Ma in media non è che sia mica andata male

Bergamo: No, no, no, assolutamente no, ma si può far meglio…
Moratti: Senta, io ci tenevo però ad incontrarLa, quando Lei aveva un minuto, quando le pare a Lei, che passa da Milano, mi dice Lei dov’è, magari io, ci vedevamo un secondo, proprio mi faceva piacere -

Bergamo: Sì, sì, anch’io volevo farLe così una confidenza, avevo già in animo e speravo di vederLa a Milano alla cena dei presidenti
Moratti: No, quella sera lì no. Ma sa che cosa, c’è anche il fatto di Giacinto, che certe volte mi fa piacere che sia lui un po’ a rappresentare, se no sembra uno scherzo ed, invece, così Giacinto può essere lui che… ed allora molte volte evito di, di…

Bergamo: No, no, io non è che non voglia parlare con Giacinto, ma ho confidenza con Lei
Moratti: No, no, no, devo vederla anch’io a tu per tu
Cade la linea e dopo poco Bergamo richiama.

Bergamo: Ecco, era caduta la linea
Moratti: E’ caduta… no, no ma anche io, per quello che Le dicevo vediamoci noi due, su questo son d’accordo con Lei, no, no, vediamoci noi due, proprio sinceramente quando Lei pensa di avere un momento libero…

Bergamo: Lei verrà a Livorno a vedere la gara o la vedrà come?
Moratti: Eh, sa che non lo so, sa che non lo so? Io evito sempre un po’ di venire fuori casa… e se no..

Bergamo: E se no la settimana successiva, perché purtroppo…
Moratti: Io sono qua, io sono qua, magari son da quelle parti a Forte eh… sentiamoci un giorno prima del Livorno, se lei ci ha tempo, o due giorni prima…

Bergamo: Sì, ci mancherebbe… io sono a Coverciano che riuniamo gli arbitri e gli facciamo i test atletici…
Moratti: Ecco, magari se vengo su, Lei mi dice ci troviamo qui o…

Bergamo: Ah, io la chiamo, se no vengo a Milano la settimana successiva
Moratti: Benissimo, benissimo. Senta, buon Natale

Bergamo: Buona Natale ed un 2005 come merita, presidente
Moratti: Grazie sul serio.
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Telefonata Bergamo - Moratti.
https://www.youtube.com/watch?v=7AW4lJMnh-Y

Bergamo: Presidente Moratti?
Moratti: Ohi, come sta?

Bergamo: Mamma mia presidente, due chili in meno
Moratti: Pensi che volevo chiamarLa ieri sera, perché poi sono andato dal ragazzo…

Bergamo: Guardi, era un intendimento comune allora, poi ho detto ‘Non voglio disturbarlo’…
Moratti: No, no, no, poi anche io pensavo ‘Ma è domenica, chissà le telefonate che sta ricevendo, di chi è contento, di chi non è contento’… Volevo chiamarLa per dirLe che poi ho visto anche ‘sto ragazzo che si è comportato benissimo durante la partita. E’ stato bravo, nel senso che la partita poteva finire in un pestaggio generale ed, invece, è sempre stata correttissima. Una partita nervosa, importante, può immaginare…

Bergamo: Ma è stata una soddisfazione, una gioia, guardi, perché ho sofferto molto, perché io ieri non stavo proprio bene e sono rimasto a casa a vedermi le partite in televisione e, naturalmente, mi son visto un’ora ed un quarto circa di Inter-Sampdoria, perchè poi era diventata la più difficile…
Moratti: Eh, cazzo

Bergamo: Hanno lavorato bene anche gli assistenti
Moratti: Bravi! Gliel’ho detto, gliel’ho detto a loro alla fine, a parte che sono due persone simpatiche, ma poi gli ho detto alla fine ‘Guardate, proprio bravi’, perchè era… due volte è capitato a loro, una volta… insomma bravi a beccarli. Gli ho detto ‘Ma come cazzo fate voi a beccare’. Dice ‘Mah, guardi, ci abbiam fatto l’occhio’

*Dopo una fase in cui parlano dello svolgimento della partita…
Moratti: Comunque volevo proprio chiamarLa io per farle i complimenti, perché ‘sto ragazzo si è comportato con la maturità proprio di uno… perché, giuro, non era una partita facile. Loro sono venuti proprio, tra l’altro Novellino è bravo, Novellino è bravissimo, romperà i coglioni come persona, magari, ma come allenatore è bravissimo

Bergamo: Sì, sì, ad una squadra normale li fa rendere tutti il 10% in più, sì
Moratti: Ma bravi! Fa rendere al massimo ogni giocatore, perché questi qui sembravano… ma bene, con calma, senza foga. Infatti, non era una partita cattiva, pur esendo una partita importante. No, no, beh, complimenti

Bergamo: Io oggi mi sono sentito con Facchetti, presidente, proprio per confermare anche questo clima, diciamo, di cordialità che è una cosa che sappiamo io e Lei, però il gruppo ha molto apprezzato il lavoro che noi abbiamo fatto nei confronti di Gabriele e Palanca e, quindi, siccome questi due ragazzi sono rientrati e stanno andando bene, allora io ho pensato di farli rientrare in Coppa Italia, uno viene a fare l’Inter e uno fa il Milan, proprio perché volevamo dargli un’immagine buona…
Moratti: Sì, sì, sì

Bergamo: Che mi ha detto Facchetti ‘Sì, sì, io sono d’accordo’
Moratti: Quand’è? Mercoledì? Mercoledì ci sono anch’io a Bologna, andrò a trovarlo prima della partita

Bergamo: Questo gli farà senz’altro piacere, perché il gruppo per questi due ragazzi ha sofferto molto, perché sono due ragazzi per bene che s’erano trovati in una storia assolutamente fuori dalle loro volontà. Ed allora ho pensato così: ma il Milan tanto è una squadra che sta andando, voi è un momento in cui sto veramente cercando in tutte le maniere di creare quella simpatia che c’è sempre stata, mi creda…
Moratti: No, no, il clima…

Bergamo: Però i risultati non venivano, chissà come mai, e, quindi, mi sto sforzando proprio al massimo…
Moratti: No, no, La ringrazio, ma se c’è bisogno mercoledì ci son giù anch’io

Bergamo: Un saluto, vedrà, lo riempirà di gioia
Moratti: Lui è la prima che fa dopo tanto tempo, eh?

Bergamo: No, lui ha fatto per ora la B, ma prima di mandarli in A, siccome la Coppa Italia di solito viene così affrontata con un po’ più di tranquillità…
Moratti: E’ una buona idea, una buona idea

Bergamo: L’abbiamo messo in Coppa Italia, visto che anche lì non c’è sorteggio, c’è designazione, a voi ho mandato Gabriele, naturalmente l’ho fatto accompagnare bene da due assistenti bravi
Moratti: No, no, benissimo, vado a trovarlo prima della partita, che son giù, così almeno gli facciamo i complimenti per il rientro

Bergamo: E vediamo di fare questa serie di dieci partite utili, perché (incomprensibile) ce l’ha promesso
Moratti: Eh, infatti, ho letto anch’io
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La partita in oggetto è dunque Inter-Sampdoria 3-2 del gennaio 2005.
Con la Samp in vantaggio per 2-0 fino al 38′ del secondo tempo, ci saranno 4 minuti di recupero e l’Inter segnerà all’88′, al 91′, e al 93′.
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Pierluigi Collina, dimissionario dall'Associazione Italiana Arbitri (AIA) a causa dello "scandalo" del "Contratto Milionario" con la OPEL (sponsor del Milan!), ottenuto attraverso i buon'uffici del Vicepresidente vicario del Milan, Adriano Gallian (con il quale, l'arbitro in attivita' dialogava felicemente per telefono, e'  "brigava" tranquillamente nelle "Cene Carbonare" al Ristorante del dirigente del Milan Leonardo Meani: "Isola Caprera" di lodi, di "notte e' nel giorno di chiusura"!), venne reso publico dalla Gazzetta dello Sport, e' sputtanato a livello nazionale. Ma non basto' per offuscare i meriti guadagnati nel danno procurato alla Juventus nella sua carriera di delinquente vestito da arbitro! E' nel 2006 per poter riottenere la Tessera dell'AIA, venne nominato consulente del presidente della stessa: Cesare Gussoni. E' per l'inizio della stagione 2007-2008, venne nominato designatore degli arbitri e consulente tecnico-atletico della CAN A e B per 500 000 Euro all'anno!

Stefano Braschi, squalificato dall'AIA per diciotto mesi, riabilitato dal "commissario straordinario" della FIGC "guido "GIUDA' rossi"! Viene nominato referente della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A, e designatore arbitrale da Marcello Nicchi, e' per i "danni & dispetti" fatti alla Juventus (su tutti quello celato dai media, la vergognosa direzione in inter-Juventus 1-0, con il famoso fallo da rigore di West su Inzaghi, e il non convalidato gol del pareggio allo stesso Inzaghi!), nel 2014 viene insediato nella Hall of Fame del calcio italiano!

Domenico Messina, coinvolto in calciopoli con richiesta di condanna a 1 anno e 4 mesi, venne coperto sotto un manto di silenzio dalla "cupola Mediatica" e' usci' dal clamore. Richiesta anche dal PM in corte d'Appello, ma viene assolto. Dalla stagione 2008-2009 viene inserito da Collina, nella squadra di osservatori arbitrali della C.A.N. A-B, per conto del quale visiona i direttori di gara impegnati nei campionati di Serie A e B. Nella stagione 2009-2010 è stato vice commissario alla C.A.N. PRO, mentre per l'annata successiva viene nominato vice nella neonata C.A.N. B. Per la stagione sportiva 2011-2012, con il trasferimento di Roberto Rosetti in Russia, viene promosso al ruolo di responsabile della C.A.N. B, carica confermata anche per le due stagioni successive, 2012-2013 e 2013-2014. Il 4 luglio 2014 viene festeggiato con la sua nomina a designatore alla CAN A

Roberto Rosetti, per i buon'uffici di Collina, Viene designato per la semifinale di Champions League: Bayern Monaco-Lione del 21 aprile 2010, nella quale compie il delitto perfetto, espellendo il miglior giocatore del Bayern, scrivendo un rapporto per la commissione disciplinare, da fargli avere una squalifica che gli impedisce di giocare il ritorno con il Lione, e' la finale in caso di qualificazione della squadra tedesca! Per tale delitto a favore dell'inter, l'8 luglio 2010, viene premiato con la promozione a designatore della C.A.N. B, e' cosi' decidera' di ritirarsi dall'attivita' di arbitro con due anni di anticipo!

Stefano Farina: 1º luglio 2009, viene dismesso dalla CAN per limite di età. L'8 luglio dello stesso anno è chiamato dal Presidente dell'AIA Marcello Nicchi a presiedere, la Commissione Arbitri Nazionale di Serie D (CAN D) Dopo appena un anno, l'8 luglio 2010 viene nominato responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Lega Pro (ex serie C), carica confermatagli fino alla stagione 2013-2014 inclusa. Dalla stagione sportiva 2010-2011 è inoltre osservatore degli arbitri UEFA. Il 4 luglio 2014 viene nominato designatore alla CAN B[1].

Nicola Airoldi, il quarto uomo che altero' il referto di Roma - Palermo 1-1 del 24 Ottobre 2004 per salvare "totti" dalla squalifica che lo avrebbe tenuto fuori per la prossima partita della Roma contro la Juventus. Nel 2009 si dimise dalla CAN per essere promosso (dal 2009 al 2011) vice commissario alla C.A.N. D. Per la stagione 2011-2012 è inquadrato come vicecommissario della CAN PRO, carica confermata anche nelle due stagioni successive.

L'arbitro aziendale Gialuca Paparesta, e' stato tenuto e stipendiato dall'azienda (Mediaset), il "depravato 'NANO' mafioso", non viene mai meno ai doveri di BOSS, con i sicari a lui fedeli!
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Copelli(6/11/2004 reggina juve)Meani 13 05 2005
https://www.youtube.com/watch?v=0-qabwY4z9E

meani a collina, galliana ti cerca
https://www.youtube.com/watch?v=qUd8kxg5eJM

collina a meani, vedi che hai una certa potenza
https://www.youtube.com/watch?v=NIh4svhLaFQ

meani de santis
https://www.youtube.com/watch?v=mx74kiAb0gg

galliani: ti cercavo bergamo - bergamo e' distrutto
https://www.youtube.com/watch?v=3N-cbFdotoQ

raccolta meani - 15:06
https://www.youtube.com/watch?v=bgeEnrIH9Z4

meani galliani-abbiamo slittato...secondo io dormo"
https://www.youtube.com/watch?v=9xukbnvdIps

meani paparesta 27/4/2005(dopo regina Juve6/11/2004)
https://www.youtube.com/watch?v=KoDD1p26uTc

Il delitto Paparesta di Regina-Juventus 6/11/2004
https://www.youtube.com/watch?v=ocModf5Aiso
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facchetti-de santis-ti interEssi di arbitri - Walter Gag
https://www.youtube.com/watch?v=ThY9CUkBJPs
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Facchetti chiama De Santis 28/02/05 volevo chiamarti ieri
https://www.youtube.com/watch?v=Okmc4Rnfb8Q
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Intercettazioni Mazzei e Facchetti.
https://www.youtube.com/watch?v=-BQx3Opwgw8
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bergamo moratti-senta, io ci tenevo a incontrarla
https://www.youtube.com/watch?v=txxqPyXx6eY

Bergamo e Facchetti del 23/12/04 moratti a un regalino
https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM

facchetti a bergamo metti dentro collina
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y 

bergamo facchetti con bertini 4-4-4-
https://www.youtube.com/watch?v=RLU6eHsPmjw

bergamo-bertini e il 4-4-4 di facchetti
https://www.youtube.com/watch?v=X5x6JYWiNj4
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sequenza tel. Bergamo a Rodomonti: pensa più all'Inter
https://www.youtube.com/watch?v=wtm0TqkBMwY

bergamo e la Fazi sperano che la Juve perde
https://www.youtube.com/watch?v=hN1kzpMHr3Q

SOLO DE SANTIS E' STATO IMPICCATO, PERCHE' AVEVA LE PROVE DEI TENTATIVI DI CORRUZIONE DI "facchetti & galliani", E' BISOGNAVA SCREDITARLO! E' LA GOGNA GAZZETTARA DELL'INFAME "cannavo" SERVI' ANCHE AD ASSOCIARLO A MOGGI e GIRAUDO! E' DA MILANO A ROMA, A TORINO, FURONO TUTTI D'ACCORDO!
ECCO TRE FIGLI DEL MALE
L' "inter"CETTATORE DELINQUENTE, IL TOPO DI FOGNA CATANESE & IL MINUS HABBENS MASSIMO! BASTARDI INFAMI, PESTE LI COLGA!