domenica, dicembre 11, 2016

15 Dicembre 2016

14 Dicembre 2016

12 DICEMBRE 2016 - DA - VOCE DI NAPOLI.it - DEL 5 OTTOBRE 2016: L'ABC DEL LAMENTO SARRIANO...

NAPOLI -TROGLODITA DELLE CAVERNE DI BAGNOLI 

L’ABC del lamento sarriano 
2 aprile 2015 Vigilia di Udinese-Napoli. Sarri: "La Juve gioca prima di noi? Ormai ci stiamo abituando… Domani è la sesta partita consecutiva che giochiamo dopo la Juventus e oltretutto,  sinora, la Juve ha vinto sempre”!

Ascolti Maurizio Sarri e, sempre più spesso, soprattutto negli ultimi tempi, pensi: “Walter Mazzarri 2: il ritorno!“. Lamentele, pretesti e scuse d’ogni genere per coprire errori tecnico-tattici e caratteriali suoi e della squadra sono all’ordine del giorno, in puro stile mazzarriano. Presentiamo, allora, dalla A di anticipi alla S di sosta, passando per la F di fatturato e la P di pallone, il dizionario semiserio del lamento sarriano, pescando nel vasto archivio a riguardo delle dichiarazioni pubbliche dell’uomo in tuta che non deve ammettere mai…

Anticipi e posticipi
Obiettivo preferito della polemica sarriana la scorsa stagione, la scelta di far giocare prevalentemente la Juventus prima del Napoli. Così si esprimeva il tecnico toscano con natali napoletani ai primi di aprile 2015: “La Juve gioca prima di noi? Ormai ci stiamo abituando… Non è una polemica ma è un dato di fatto. Domani è la sesta partita consecutiva che giochiamo dopo la Juventus e oltretutto, sinora, la Juve ha vinto sempre” (02/04/2015: dichiarazioni rilasciate alla vigilia di Udinese-Napoli).

Arbitraggi
La lista delle lamentele di Maurizio Sarri sugli arbitri è lunga e sempre in continua fase d’aggiornamento. Limitandoci a quest’anno vogliamo ricordare il “probabilmente mandare fuori me è più facile che mandar fuori qualcun altro. Da quello che ho visto stasera è più facile cacciare un allenatore in tuta che uno con la giacca e la cravatta. Più facile espellere me che quello dell’altra squadra” (29/08/2016: commento all’epulsione rimediata all’inizio ripresa di Napoli-Milan).

Campo di gioco
Altro leit-motiv del repertorio di scuse dell’allenatore azzurro. Quest’anno, poi, Sarri ha sfoggiato la lamentela preventiva quando, alla vigilia della prima di camponiato a Pescara dello scorso 22 agosto, ha messo le mani avanti su un risultato negativo e dichiarato “spero che le condizioni del terreno non siano disastrose come quelle che ho visto in Coppa Italia per permettere ad entrambe le squadre di giocare a calcio e non a beach soccer” (20/08/2016).

Coppa d’Africa
Nella stessa conferenza stampa prima della partita con la squadra di Oddo, mister Sarri sfoggia la scusante esotica perché “la Coppa d’Africa a gennaio è devastante e noi perderemo Koulibaly e Ghoulam: se fossi un presidente farei di tutto per cambiare il calendario“.

Fatturato
Altro cavallo di battaglia del tecnico in tuta quello sulla distanza tra il fatturato del Napoli e delle altre squadre di vertice. Secondo il Sarri pensiero, infatti, la sua squadra non è fatta per vincere il campionato perché “i numeri parlano chiaro. Siamo quinti come fatturato, il nostro obbligo è arrivare quinti. Non arrivare tra le prime cinque sarebbe per noi un fallimento” (21/09/2016). Concetto già espresso chiaramente sul finire dello scorso campionato con “la normalità è che lo scudetto vada alla squadra con il maggior fatturato“(02/05/2016).

Imbrunire
Non è più prosa ma poesia, invece, la dichiarazione sarriana sull’andare “in campo col sole e poi diventa buio e si accendono i riflettori. Si parte con luce naturale e si finisce la partita con luce artificiale” (affermazione di marzo 2016 dopo la gara di ritorno contro il Genoa).

Juventus
Più delle dichiarazioni post Atalanta-Napoli. la sintesi delle affermazioni di Maurizio Sarri sul potenziale bianconero e il divario con gli azzurri è nel “vedo la Juve difficilmente battibile per i prossimi 4-5 anni” (02/05/2016).

Mercato
Nuova entrata nel dizionario delle lamentele, scuse e polemiche sterili vergato dall’allenatore napoletano l’insoddisfazione, velata ma non troppo, per l’ultima campagna acquisti e cessioni. Secondo Sarri “si parla del Napoli come se avesse due squadre, invece ora c’è pochissima possibilità di alternare giocatori… Abbiamo fatto un mercato di prospettiva, dipende quanto ci può costare questa prospettiva nel breve periodo. Sono arrivati giocatori di potenzialità, ma giovani e ci vorrà un po’ di tempo. Vediamo se riusciamo a rimanere competitivi, ma si garantisce sicuramente un grande futuro. In questo mercato abbiamo perso Higuain ma abbiamo aumentato il valore globale della rosa, non so se è migliorato quello assoluto. Il futuro è assicurato, vedremo nel breve periodo” (09/09/2016).

Natale, Pasqua, Epifania
Dalla lamentela sul tramonto alla scusante natalizia il passo non è breve. Prima della sosta invernale dello scorso campionato, infatti, Sarri ebbe a dichiarare “io sono contro questi 7 giorni di riposo, io giocherei sempre fino al 6 gennaio come in Inghilterra” (20/12/2015).

Pallone - Surreale. Non troviamo altro termine per definire il lamentarsi del tecnico nato a Bagnoli per l’uso del pallone invernale griffato Nike. “Non possiamo giocare come vogliamo” – attaccò Sarri prima della gara interna con l’Udinese nel girone d’andata dello scorso campionato -. Proseguendo con un “mi ricorda il pallone di Europa League, va per aria. Se prima toccavamo una volta per controllarlo stavolta ne servono due o tre di tocchi“. Concludendo che “questo pallone ci fa sbagliare di più” (09/11/2015).

Sosta per le nazionali - Ultimo ma non ultimo lemma del vocabolario sarriano del lamento e del pretesto, alla voce S di soste per le nazionali. Per Maurizio Sarri “ci saranno le nazionali a ottobre e novembre…, non ci sarà tempo di allenare i giocatori. E’ una follia questo calendario con una gara ogni 3 giorni“. (da aggiornare)
L'UNTUOSO MEGALOMANE & IL CAVERNICOLO
(Dio li fa e poi li accoppia)
https://www.vocedinapoli.it/2016/10/05/labc-del-lamento-sarriano/

DICEMBRE 2016 - AMARCORD: "internazionale fc"-Cancro del calicio italiano! Virus del Male! - https://www.youtube.com/watch?v=p9SOd6Pn67E - I suoi tifosi (esclusi quei pochissimi) ne sono una conseguenza! Il maggior preggio dei tifosi dell' "inter"(esclusi quei pochissimi) : "malafede e disonesta"

Aggiornato al 17 Febbraio 2017  
L' "inter" Non fu Retrocessa, perche', secondo l'ex Procuratore federale della Figc:"Per il passaporto di Recoba le pressioni arrivavano da destra da manca dall'alto e dal basso"!
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Secondo l’art.8, comma 6 del Codice di Giustizia Sportiva infatti:  
La violazione delle Norme Federali in materia di tesseramenti di calciatori extracomunitari compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza costituisce grave illecito sportivo. Le Società, i loro dirigenti, soci e tesserati che compiano direttamente o tentino di compiere, ovvero consentano che altri compiano, atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili e sono puniti ai sensi dei commi 7 e 8 seguenti. (Il comma 7 parla della responsabilità diretta e rimanda alle sanzioni previste dall’art.13, lettere f), g), h) i), nda)

La falsificazione di un documento costituisce quindi “grave illecito sportivo” e, in caso di responsabilità diretta, le pene sono severe: (in ordine decrescente di gravità) revoca di eventuali titoli conquistati (non è il caso dell’Inter), esclusione dal campionato di competenza, retrocessione in serie B, penalizzazione di punti in classifica. La sentenza della Disciplinare parla apertamente dell'attiva partecipazione di Ghelfi ma lo fa con una marchiana contraddizione. Dapprima infroma che l’amministratore delegato si sarebbe interessato del passaporto solo a rilascio ottenuto:

Al sig. Rinaldo Ghelfi, amministratore delegato alla Soc.Internazionale, viene contestata la partecipazione alla illecita condotta posta in essere dai tesserati della sua Società, Recoba ed Oriali in concorso con Baldini e con terzi non tesserati. Peraltro, dagli accertamenti svolti in sede di indagini risulta un intervento diretto del Ghelfi nella vicenda soltanto nel maggio 2000, momento in cui era divenuta di pubblico dominio la notizia di possibili irregolarità riguardanti il conseguimento dello status di comunitario da parte del calciatore della Lazio Veron.

Quindi, poche righe dopo, viene affermato che Ghelfi era ben cosciente fin dall’inizio di cosa comportasse l’avvio della pratica in Argentina. Oriali, infatti, non ha interessi personali ad ottenere un passaporto per Recoba, ma si è mosso solo dopo precise indicazioni societarie:
Oriali, non essendosi attivato per il passaporto di Recoba a titolo meramente personale, deve aver tenuti informati i vertici della Società sull’andamento della pratica. Dagli atti risulta che almeno in due momenti Oriali deve essersi consultato con i propri superiori: il primo quando si trattò di dare il “via” alla pratica in Argentina ed il secondo quando si trattò di effettuare su indicazione di Krausz, il bonifico di 80.000 dollari, che doveva essere autorizzato dai vertici societari.

Quindi, se Oriali sapeva della contraffazione del passaporto e non poteva non considerare 80 mila dollari una cifra spropositata, ci si chiede che cosa abbia detto a Ghelfi per ottenere il via libera all’operazione e il pagamento dell’importo. Inoltre, la sentenza rivela che la somma fu pagata “in nero”, fatto che aggrava ulteriormente la posizione dei vertici dirigenziali interisti. E’ infatti difficile immaginare che Oriali abbia sborsato, di tasca sua e di sua iniziativa, 80 mila dollari:

l’inesistenza nei libri contabili della Società di un pagamento di tale importo potrebbe significare che alla liquidazione del compenso si sia provveduto in forma non ufficiale, cosa che costituirebbe un ulteriore indizio di responsabilità a carico dei referenti di Oriali. Il quadro accusarorio è quanto mai chiaro. Ci sono tutti gli estremi per un coinvolgimento diretto dell’Inter, a meno che non si considerino i suoi dirigenti incapaci di intendere e di volere. La Disciplinare, invece, non se la sente di affibbiare tale responsabilità all’Inter (=gravi sanzioni) e la sentenza, da una riga all’altra, cambia completamente registro, assolvendo miracolosamente Ghelfi:
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Gli allora padroni del calcio: "Cesare Geronzi presidente di Banca Capitalia e detentore del 49% della Roma, e' Franco Carraro Presidente di Banca Medio Credito (mcc) e Presidente FIGC, con Tronchetti Provera: secondo maggiore azionista  e Sponsor dell' "internazionale fc", oltre che azionista di Banca Medio Credito dei su citati "geronzi & carraro".
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17 Febbraio 2017 - Lex Procuratore federale della Figc Carlo Porceddu: "Revocare lo scudetto del 2005/2006 alla Juventus e assegnarlo all'Inter fu un errore gravissimo".
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L'avvocato Carlo Porceddu, Procuratore federale della Figc dal 1998 al 2001, ora vice presidente della Corte d'Appello federale, non usa giri di parole per dire la sua su una delle pagine più controverse della storia recente del calcio italiano.

L'analisi di uno dei giudici sportivi italiani più esperti e apprezzati, in procinto di essere nominato da Tavecchio "Dirigente benemerito" della Figc, la massima onoreficenza federale, ha come bersaglio soprattutto l'ex commissario straordinario della Figc Guido Rossi e l'Inter, che ancora oggi rivendica quel titolo assegnato a tavolino come "il più bello".

"L'inchiesta dove si poteva fare certamente di più è Moggiopoli - dice Porceddu ripercorrendo le tappe della sua lunga carriera, culminata appunto nella nomina a Dirigente benemerito -, tanto è vero che noi come Corte federale abbiamo limitato la sanzione alla Juventus non revocando un titolo di Campione d'Italia (del 2005/06 ndr) perché non c'erano elementi sufficienti, infatti quell'aspetto era stato tralasciato. Poi il commissario straordinario delle Federazione di quel periodo (Guido Rossi ndr) aveva nominato un gruppo di amici suoi, uno dei quali era stato anche nel consiglio di amministrazione dell'Inter, ed è stato revocato alla Juventus e assegnato all'Inter. Quello è stato un errore gravissimo a mio avviso".

Un episodio i cui strascichi sono ancora vivi: dopo che la posizione dell'Inter fu archiviata per prescrizione (le intercettazioni che documentavano i rapporti tra la società nerazzurra e la classe arbitrale vennero fuori infatti dopo anni), la Juventus ha fatto causa alla Figc chiedendo 400 milioni di euro di danni e la revoca di quello scudetto assegnato per "meriti morali" agli odiati rivali.

Causa sulla quale proprio oggi è intervenuto il presidente della Figc Tavecchio: "La Juve non si arrende e continua a chiedere i danni alla Figc per Calciopoli? La Federcalcio era disponibile a trattare per trovare un accordo - sono state le sue parole -. Loro però hanno deciso di andare avanti. In ogni caso decidere sulle azioni di rivalsa non spetta a me, ma al Consiglio Federale".

Nell'intervista Porceddu parla anche dell'inchiesta sul calcio scommesse degli anni '80 e dello scandalo passaportopoli (che coinvolse tra gli altri Recoba dell'Inter e Veron della Lazio), dicendo di
 aver subito "pressioni da destra da manca dall'alto e dal .basso"
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Il Farabutto, agiva a danno della Juve, e a favorire le sue squadre e quelle degli amjici!
Carraro: “Le dico mi raccomando... Se c'è un dubbio, per carità, che, che, che, che il dubbio non sia a favore della Juventus dopo di che succede... Gli dà quel rigore lì!?”.
Bergamo: 'No, no, ma non è il rigore, purtroppo ha sbagliato l'assistente'.

Carraro: 'Mo’ la cosa grave è il rigore? Guardi là... Il sintomo... Il sintomo... Che, che, che io evidentemente sono una persona che non conta un cazzo... Che non conta un cazzo...'. Bergamo: “Nooo”.

Carraro: 'Però, però, stia attento Bergamo. Stiate attenti perché io sono stufo, sono molto stufo! Il sintomo che non conto un cazzo è che si dà un rigore che comunque è al limite dell'area! Allora quando un arbitro dà un rigore al limite dell'area, vuol dire che gli scappa che la Juventus voglia... Debba vincere la partita!'.
Bergamo: “Ehh, questo uhhehh Racalbuto era preparato a non... A fare il contrario sul campo”.

Carraro: 'E beh, è evidente allora... Allora guardi'. Bergamo: 'Sul campo'. Carraro: 'O lei mi dice le bugie a me! opp... No guardi... Guardi Bergamo... o lei non conta un c... Carraro: 'Comunque io, eh, guardi, Bergamo io... Io... Sono una persona ehhe che, ehh, detesta essere presa in giro! Proprio detesta essere presa in giro. Io mi vergogno di essere presidente della Federcalcio! Però non intendo stare a guardare lì come un cretino! Io mi vendico! E' chiaro?'. Bergamo: 'Sì sì, lei può fare tutto quello che vuole! Io so...'.

Carraro: 'Ma no'.
Bergamo: 'Io so quello che faccio e so quello che dico e non è assolutamente quello che dice lei! E può dire quello che vuole, ha capito? Non è assolutamente quello che dice lei'.

Carraro: 'Ma guardi'.
Bergamo: 'E non creda di intimidirmi in nessuna maniera.

Carraro: Quello che dice lei non è vero assolutamente! Ha capito!?'.
Bergamo: 'Non è un problema, ma quello che dice lei sono delle gran stronzate, ha capito?'.

Carraro: 'In questo momento mi vergogno di essere il presidente della Federcalcio perciò la responsabilità è mia! Che ho scelto lei e che ho scelto Pairetto!'.
Bergamo: 'Io me ne vado a testa alta'.

Carraro: 'Lei se ne andrà a testa alta? Lei se ne andrà'.
Bergamo: 'Sissignore'.

Carraro: 'Sì, certo, ma sa nella vita... Nella vita...'.
Bergamo: 'Tutto l'ambiente sa che ha contattato Collina per prenderlo... Non ha fatto un figurone, mi creda'.

Carraro: 'Lei è una persona maleducata perché dice le parolacce mentre io non le dico... E se non è in condizione di andare avanti si dimetta oggi'.
Bergamo: 'Nemmeno per idea! Io so di fare il mio dovere e lo faccio fino in fondo'.

Da questa telefonata si deduce in maniera lapalissiana quale fosse l’indirizzo, che la Figc (nella persona di Carraro, ora assolto dalle Intoccabili Toghe Massoni
I SICARI DELLA LOGGIA CSM
anche nel processo penale in cui Moggi e altri 23 imputati sono invece, ovviamente, stati rinviati a giudizio) intendesse dare agli arbitraggi: sfavorire la Juventus, e magari, dare una mano alle sue amate squadre romane, specificatamente la Lazio, sull'orlo del tracollo finanziario!

Com’è stato possibile tutto ciò? Com’è stato possibile il verificarsi, in Italia, di un’aberrazione assoluta come Calciopoli? Questo, se avrò tempo, proverò a spiegarlo in un’altra occasione. Intanto posso rinnovare l’invito a documentarsi sull’ottimo sito http://www.ju29ro.com e suggerire alcuni significativi spunti di riflessione: Guido Rossi è attualmente consulente della Fiat.
Gli attori del Bratto della Juventus con il Ricattatore dei 100 000 Dossier
Ecco gli infami mettere in atto la congiura!
A proCesso concluso, il maestro e l'allievo, sorridenti verso l'Isola Madre a festeggiare!