mercoledì, dicembre 07, 2005

Roberto beccantini e il dr.Watson e a sherlokko ndo u lassasti?

 
In difesa della mia compagna di viaggio
contro il suo peggior nemico; Roberto Beccantini!
--- Beccantini Roberto wrote:

From: Beccantini Roberto
Date: Fri, 2 Sep 2005 16:11:37 +0200
To: "'francescoi@muchomail.com'"
Subject: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

Per scrivere delle cose, e lanciare 'ste accuse, devi avere le prove. Elementare, Watson.
-----Messaggio originale-----
Da: francesco i [mailto:francescoi@muchomail.com]
Inviato: venerdì 2 settembre 2005 15.50
 

A: Beccantini Roberto
Oggetto: Dalla Sicilia baciamo le mani 


Devo stare attento al... baciamo le mani? Hai fatto presto a parlare col dutturi. E con Guariniello, hai parlato anche con lui? 


Intanto, la corrispondenza con te la mando a molti miei amici, e`se mi succede qualcosa collegato con i vostri nomi, sono certo che faranno di tutto affinche` anche la vostra immagine non ne esca tanto pulita. 

Ricordi l'inaugurazione dell'edizione Romana della Gazzetta dello Sport? Ricordi cosa disse l'infame "candido cannavo" al meschino "faccia di pipistrello" (enrico maida) del Messaggero: "neanche se campi 1000 anni, potrai fare alla Juventus il danno d'immaggine che gli ho fatto io!? 

LO so che in Italia non ci sara` mai un Guariniello che indaga Guariniello, pero` se mai ce ne sara` uno, neanche la tua immaggine ne uscira` tanto bene.

Stammi bene, e salutami il fetido,"candido 'topo di fogna' cannavo", e` magari, se so quando viene a Catania, ci vado per dargli una sbirciatina, ma da lontano eh! Non vorrei che il fetore mi asfissiasse!

Communque grazie per il monito, vorra` dire che dovro` guardarmi sopra la spalla, del resto guardarsi alle spalle e`nell'istinto di noi siciliani. Ciao
Inviato, da Dalvadore (turiddu baciamo le mani don beccantini)
Cu' va a Palermu e nun va a Murriali si nni parti sceccu e torna maiali

Roberto beccantini e il dr.Watson e a sherlokko ndo u lassasti?

--- Beccantini Roberto wrote:

From: Beccantini Roberto
Date: Fri, 2 Sep 2005 16:11:37 +0200
To: "'francescoi@muchomail.com'"
Subject: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

Per scrivere delle cose, e lanciare 'ste accuse, devi avere le prove. Elementare, Watson.
-----Messaggio originale-----
Da: francesco i [mailto:francescoi@muchomail.com]
Inviato: venerdì 2 settembre 2005 15.50
A: Beccantini Roberto
Oggetto: Dalla Sicilia baciamo le mani 


Devo stare attento al bacio le mani? Hai fatto presto a parlare Col dutturi, e con Guariniello, hai parlato anche con lui? Intanto io metto tutto nel blog e se succede qualcosa ame collegato con i vostri nomi, magari anche la vostra immaggine non sara` tanto bella; ricordi l'inaugurazione dell'edizione Romana della Gazzetta? Ricordo cosa ha detto Candido Cannavo al meschino maccia di pipistrello del Messaggero? Se campi 1000 anni, alla Juventus non potrai fare il danno d'immaggine che le ho fatto io! LO so che in Italia non ci sara` mai un Guariniello che indaga Guariniello, pero` neanche la tua immaggine ne uscira` tanto bene. Salutami Candido e magari se so quando viene a Catania ci vado per dargli una sbirciatina. Communque grazie del monito,vorra` dire che dovro` guardarmi sopra la spalla, del resto guardarsi alle spalle e`nell'istinto di noi siciliani. Ciao 


inviato, da Dalvadore (turiddu baciamo le mani don beccantini)

La partita di calci dedicata all' inter, con il trio-M-come- MERDA-moratti-mancini-materazzi

Per i fetidi giornalisti: caproni con caravatta!

Sono stato per quattro giorni in Calabria, invitato, alla festa delle nozze d'oro di un mio ex datore di lavoro. L'incontro con i vecchi amici a portato alla mente tanti ricordi. Con in testa la mia squadra che in quei giorni doveva giocare una partita amichevole poi cancellata, e mi venne in mente una strana partita di calcio (?)di tanti anni fa. Eravamo nell'entroterra Crotonese per una battuta di caccia e ci imbattemmo in uno strano pecoraro con una piccola mandria, aveva non piu` di una trentina di ovini, capre e pecore, ma lui le chiamava tutte per nome, inclusi un montone di nome cavaliere, che stava sempre con la testa bassa a rifocillarsi di quella poca erba calpestata rimasta in quella terra arida! E un caprone con una consistente barbetta sotto il mento e corna a spirale, puntute e minacciose. Il pecoraro lo chiamava avvocato! Mi incuriosiva sia quel nome avvocato e sia che, con un bastone lungo circa un metro e mezzo con piccola forca all'estremita`, lo tenesse sempre a debita distanza inforcandolo continuamente, e` gli gridava... avvocato movate curnutu... i malanova chi te piglia!!! E ogni volta che lo inforcava, al pecoraro uccicavano gli occhi e il pomo d'Adamo gli andava su e giu`, come a quelli che bevono a garganella. La parte strana? Il nostr'omo prese un vecchio e ammaccato "orinale", certamente usato altre volte e lo butto` tra gli ovini tenuti in gruppo da due cani latranti. Secondo il pastore, l'orinale doveva fungere da pallone: strano persnaggio il pecoraro, pretendeva che capre e pecore giocassero a pallone, con lui in mezzo bestia tra le bestie che zompava di qua` e di la` come un saltimbanco. Povere bestie (pecoraro escluso). La bestia col bastone spesso e volentieri inforcava il caprone, e si vedeva che provava un sadico piacere, vidi nei suoi occhi quella luce malevola che in certe circostanze vedevo negli occhi del mio datore di lavoro... non potei fare a meno di domandargli perche` lo trattasse cosi`: mi disse: che era l'unico animale del gregge con le corna; che l'avvocato don ciccio era il  capondrangheta e padrone del gregge, e` che mentre lui pascolava gli le bestie, dob ciccio gli faceva le corna (gi fotteva la moglie; Che con le bestie giocava a pallone per sfogarsi con il caprone! Gli chiesi se lo tenesse sempre a distanza per paura, e mi disse: pecchi` u tegnu luntanu de mie? Malanova sua, chistu e nu zimbaru (caprone) puzzulente, puzza quasi quantu don cicciu, prova ti vui a ci stari vicinu. Puzza "quasi" quanto don ciccio...incuriosito mi avvicinai al caprone... accidenti se puzzava, e quanto doveva puzzare don ciccio? Non saranno altrettanto puzzolenti (ma sempre fetidi sono!) ma ci sono tanti caproni che giocano a pallone con pseudo grandi squadre a Milano in primis, creati campioni da facili pennaroli servili! Fetidi caproni con la caravatta.

inviato, da Dalvadore (turiddu baciamo le mani don beccantini)


Dalla Sicilia baciamo le mani a Don BeccantiniDon Beccantini

Beccantini Roberto" wrote:

From: "Beccantini Roberto"
Date: Wed, 7 Dec 2005 16:27:42 +0100
To:
Subject: R: R: R: R: R: R: R: R: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

Sono stato a Marsiglia, ma non saprei rispondere al tuo quesito. Per il resto, sei molto divertente. Come al solito.

-----Messaggio originale-----
Da: francesco i [mailto:francescoi@muchomail.com]
Inviato: mercoledì 7 dicembre 2005 5.51
A: Beccantini Roberto
Oggetto: Re: R: R: R: R: R: R: R: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

Dici che sono divertente? Altrimenti che Siciliano sarei. Dovresti sapere che un popolo come quello Siculo, che ha patito invasioni di ogni genere, da quella paradisiaca greca, a quella corrotta e depravata Romana, da quella drammatica e retrograda Araba a quella meno influente ma non per questo meno importante, Americana. Tutto questo aggrovigliarsi di usi e costumi hanno lasciato alla sicilia ( e Calabria) una varieta` di abitudini-mafia, e caratteri alla Fanco e Ciccio, banditori, cantastorie e le marionette dei teatrini di piazza di citta`, paesi e contrade. Caro Roberto, questo millenario miscuglio ha creato anche i personaggi Pirandelliani, anzi ti dico che ogni Siciliano e di Pirandello un po...."personaggio in cerca d'autore. ecco perche anche un Brusca, potrebbe essere divertente mentre lentamente cala un bambino dentro un bidone di acido, non lo sarebbe per i genitori, o per gente civile, viceversa lo sarebbe (l'ho e` stato!)per i sadici alla Riina e Cannavo e... Beccantini? Ti diverto io? No no` mio caro, tu hai sposato un'altro tipo di divertimento, quello sadico del mafioso Candido Cannavo ed io capisco perfettamente, perche` ci vivo dentro, ma sempre cercando di starne fuori. A qualcuno ho salvato la pellaccia e lo farei di nuovo ma a qualche altro... dai tempo al tempo e vedrai che se posso anche a te e al tuo compare faro` un regalino ed e` qualcosa che non ha prezzo, ho un sassolino nella scarpa e voglio provare lo stesso piacere che tu provi ad aver tanto danneggiato l'immaggine della GOBBA; il piacere che provi ogni lunedi` con i tuoi sassolini. Da quella volta che sei partito per palermo non ho avuo modo di leggerli i tuoi sassolini tranne l'ultimo. Oggi non hai scritto niente sul tuo milan? Come mai, ti tremano ancora le mani dallo spavento? Madai sai bene che il Gonzalez... Mejuto al 95mo vi avrebbe dato il rigorino, no?Cosa avresti scritto se al posto del milan c'era la Juve? se fosse stato un giocatore della Juventus a fare i due falli da rigore che ha fatto Nesta? e se fossero stati Trezeguet eIbrahimocic a tuffarsi alla DiBiasi come si tuffavano Inzaghi e due volte anche shevchencko,E solo i vigliacchi possono tacere quello che ha fatto l'imbranato(ho drogato?) Gattuso? Cosa dici dell'arbitro? Niente scandalo? Maggiordomo di Zapatero-Berluscono? No? Ma dalla sponda Juventina nessuno ti legge? Ho vige ancora la legge dell'avvocato... non ti curar di loro e lasciali dire....e tu ne approfitti? Eppure mi piacerebbe sapere se mentre leggi fai la smorfia a mo di sorriso in... stile Galea ( don vincenzino, ricordi il padrino?)che tradisce nervosismo. Ti faccio una proposta, pretendiamo che io sono il mafioso dietro le sbarre e tu il mio confessore, va bene?Allora su confessami, in attesa... passatilla bona.


inviato da Salvadore.  (turiddu baciamo le mani don beccantini)

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"Beccantini Roberto"
wrote:

From: "Beccantini Roberto"
Date: Mon, 10 Oct 2005 13:06:05 +0200
To:
Subject: R: R: R: R: R: R: R: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

C'era un tempo splendido, a Palermo. Ero a Mondello. Brutta
partita, brutta atmosfera. Sono rientrato ieri mattina con
l'aereo delle 7. Un blitz.

-----Messaggio originale-----
Da: francesco i [mailto:francescoi@muchomail.com]
Inviato: lunedì 10 ottobre 2005 12.57
A: Beccantini Roberto
Oggetto: Re: R: R: R: R: R: R: R: Dalla Sicilia baciamo le mani

Dalla Sicilia baciamo le mani a Don Beccantini....
E tantu chi girau mastru linardu, fina chi le jettau la mazzacorda! Eccomi qua di nuovo e tutto d'un pezzo, non penserai, che io penso che tu hai pensato che io fossi finito nelle mani dei....pedi pilusi amici tua, e be` fai male a non pensarlo perche` e proprio quello che penso, e non potrebbe essere differente; in qualita` di gobbo sono portato a seguire la filosofia del Gobbo piu` famoso del 21nesimo secolo, il Gobbo prediletto di Don Toto`.....Don Giulio nostro....a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Sono certo che ti sei domandato come mai questo lungo silenzio, quasi due mesi. Ho fatto quasi l'itinerario d'Ulisse e quello di Annibale per la conquista di Roma, ma senza attraversare le alpi. Abbiamo fatto Marsigli Parigi e poi Paigi Mentone senza fermare a Monte Carlo e Cannes perche` secondo Peppe e Vincenzo non sarebbe stato igienico, e poi la riviera fino a Savona e da li a Torino. Abbiamo visto Juve Treviso ( la prima partita che ho visto quest'anno). Al ritorno siamo scesi da''altra parte, Alessandria Noviligure Genova. Siamo torati a casa ieri mattina(lunedi). Toglimi una curiosita sei mai stato a mMarsiglia? Se si, forse tu sai, dalla zona portuale andando verso il centro siamo passati da una zona dove si vedevano selle rovine tipo acquedotti romani e attraverso gli archi mi e parso di vedere delle vele come in un porticciolo, sai se e` un Lago ho cosa? Io seduto al centro del sedile di dietro dell'auto non ho potuto vedere e sai noi Siciliani siamo curiosi. Sono rimasto di sasso quando ho sentito oltre a Cannavo, anche il tuo nome abbinato alle bombe di Firenze, se ho capito bene tu in quei giorni eri a Bologna, se non sbaglio sei di quella citta`, ma che ci faceviproprio in quei giorni?? Minchia,questa e roba calda e se riesco ad avere uno straccio di prova tu e Candido siete nei Guai, lo so che non e facile ma questo e come un fulmine a ciel sereno. Ma che cazzo fai anche sovverivo sei? Cu fu Galea? Ma che hai fatto, hai venduto l'anima al diavolo? Ha! Ecco perche` sei milanista, hai venduto l'anima al diavolo ecco perche`, ma hai almeno diritto alle corna e la coda? Ecco perche` sei diabolico, ne dai una dimostrazione per il piagnisteo sul...punto di lunedi, dovevi rimarcare il gol annullato a gilardino malgrado il fallo netto ed evidente, sei stato capace di vedere un fuori gioco sul gol di Pellisier, ma non provi vergogna? La Juve cinica? Mi piacerebbe che mi spiegessi cosa intendi per cinica, una volta il cinico si dava al milan di Rocco e all'inter di Habla Habla perche` arrivavano due volte dentro l'area di rigore e ti facevano due gol, Dove trovi tutto questo cinismo della Juve a Firenze? La Juve ha avuto circa il 70/100 di possesso palla (gazzetta dello sport), ha creato una dozzina di situazioni pericolose, 4,o 5 occasioni da gol, lo chiami cinismo? e quello del milan di ieri come lo chiami? Capisco il tuo odio per gli Agnelli maturato negli anni, li volevi morti, ebbene sono morti cosa vuoi di piu`? Tu, Cannavo e Guariniello volete proprio finire l'opera. Pero` pensa un po` se io riuscissi a trovare una mezza prova che tu e Cannavo` siete coinvolti nelle bombe di Firenze, sai io credo nella provvidenza. Intanto se sai cosa sono quei ruderi con quelle arcate a Marsiglia mi toglieresti una curiosita`. ti avevo chiesto di raccontarmi qualcos del tuo viaggio a Palermo e mi hai telegrafato... C'era un tempo splendido, a Palermo. Ero a Mondello. Brutta partita, brutta atmosfera. Sono rientrato ieri mattina con l'aereo delle 7. Un blitz...eppure sei un giornalista, scrivere dovrebbe essere non solo abitudine ma anche passione. Questanno non credo che potro` venire spesso a Torino, forse mi tocca fare un viaggetto in colombia ma non so quando, non credo prima di meta` Gennaio, martedi` andiamo a Cutro dalle parti di crotone e poi andiamo a schiavonlea( corigliano) il paese di gattuso, ce un porticciolo, piu` che altro di pescatori, li si fanno affari. Va bene che stai invecchiando ma non e una ragione per non farmi 4 righi, immagina se io ero capace di scrivere, su Cannavo, Guariniello, Beccantini e la mafia ci scrivevo un libro, tanto ora tutti scrivono libri.... e ci mettevo una parte anche per me`stesso, magari l'autista di Galea e Ercolano. Se mi fai 4 righe ti ringrazio, stammi bene, mantieniti forte e salutami cannavo, anzi quando lo hai visto lultima volta? ciao.

inviato da Salvadore. (tutiddu baciamo le mani don beccantini)


Baciamo le mani a Don Beccantini, ma vossia, ci crede ai conti in regola di Roma,Lazio, Inter e Milan?E' dei regali a designatori, arbitri e guardalinee, cosa ne pensa? I Rolex Milionari della Roma, milionari per gente ricca con lampada per l'abbronzatura molto costosa(dichiarazione dell'arbitro Cesari in diretta Tv!); gli impianti satellitari e' Home theatre costosissimi del Milan, mentre la Juventus, a sentire l'arbitro Cesari mandava solo bigliettini di Auguri!




Scandalo Roma-Dundee 'L'arbitro fu pagato 100 milioni, pero' viola disse di averlo fatto per smascherare la cupola!

scandalo dei passaporti falsi, c'e' da dire che eravate in bella compagnia

il caso bergamo sensi,

Il 4 luglio 2005 il quotidiano Il Tirreno esce con un articolo esplosivo su un presunto accordo tra il presidente della Roma Franco Sensi e il designatore arbitrale Paolo Bergamo: il primo avrebbe promesso contratti con la Ina-Assitalia (società assicurativa sponsor della Roma, nella quale lavorava Bergamo) in cambio di una lista di cinque arbitri graditi.

fidejussioni tarocche, Crack, Debiti, Plusvalenze e Iscrizioni creative - La fidejussione falsa
Il bilancio chiuso al giugno 2003 è terrificante: perdite e debiti col Fisco segnano un rosso spaventoso che solo qualche plusvalenza fittizia riesce ad attenuare. Ci sono 47 milioni e 417 mila euro da ricapitalizzare. A metà luglio arrivano le liberatorie dei calciatori per gli stipendi non pagati e Capitalia accorda una fidejussione di 30 milioni. Altri 10 milioni vengono sottoscritti da alcuni forti azionisti. Rimangono 7 milioni 417 mila euro.

Sensi promette un aumento di capitale ma la Covisoc (la Commissione di Vigilanza delle Società di Calcio), memore delle morosità del presidente, non accetta e pretende una garanzia, che la Roma però non trova. Si arriva così al 28 luglio, ultimo giorno utile per l’iscrizione al campionato: 26 squadre, dalla A alla C2, rischiano di non rientrare nei parametri richiesti dalla Covisoc.

Al quarto piano di via Allegri, ufficio capitolino della Covisoc il consulente finanziario della Roma, Cristina Mazzoleni, accompagnata dal commercialista di Sensi, Silvio Rotunno e da un dirigente di Capitalia, sono seduti al tavolo delle iscrizioni. Dall’altra parte i segretari della Commissione di Vigilanza, Valeria Anselmi, Renato Spiridigliozzi e Gabriele Turchetti.

E’ quest’ultimo che comanda le operazioni, con alle spalle quindici anni di onorato servizio, in cui ne ha viste di tutti i colori. Il colore della Roma, e non solo di maglia, è il rosso: mancano ancora quei benedetti 7,5 milioni. Nella stessa situazione anche Napoli, Spal e Cosenza, con passivi che ondeggiano tra i 5 e il 15 milioni.

La discussione è animata e i nervi sono tesi perché alle cinque di pomeriggio si deve chiudere: la Roma rischia di far la fine della Fiorentina. Fallimento. C2, se va bene C1. I dirigenti giallorossi pensano alla Sanremo spa (società che tornerà a far parlare di sé per la fidejussione di Facchetti e le garanzie irregolari concesse all’Ancona di Pieroni) ma la risposta è la più ovvia: com’è possibile ottenere una fidejussione in sei ore?

La Mazzoleni, disperata, chiama al telefono Sensi, il quale risponde di non avere un soldo disponibile subito. Nel salone di via Allegri scende un silenzio di ghiaccio che prefigura un’umiliante destino per il club capitolino, ma a ridare calore (e speranza) a tutti ci pensa Turchetti che, oltre i suoi doveri e le sue funzioni, propone una via d’uscita: Gianni De Vita, un giovane commercialista di Napoli, esperto in situazioni di questo tipo, geniale e intraprendente al punto da esser stato premiato per un libro sui bilanci delle società sportive.

Interpellato col groppo in gola dal drappello dei romanisti, De Vita rimanda alla Rigone Assicurazioni di Ancona. Da qui, la comitiva viene rinviata alla Sbc, società “minima” di Civitanova Marche con mezzo milione di capitale sociale, inibita l’anno prima dal rilasciare garanzie. Ma che importa, bisogna fare in fretta.

A curare la pratica i broker Paolo Landi e Luca Rigone che a tempo di record portano in Federcalcio tutti i documenti. Le fidejussioni arrivano prestampate e presiglate, sotto il timbro “amministratore delegato” c’è una firma che pare dica “Cynthia Ruia”. Un consulente romanista controfirma, la Covisoc dice ok, tutto a posto, e la Roma è iscritta. La quiete dopo la tempesta. Ma due giorni dopo la tempesta ritorna, ancora più furiosa: la fidejussione non è esattamente un capolavoro di precisione accademica, è falsa:

Tutto ruota intorno alla Sbc […] che, secondo i documenti approdati in Federcalcio negli ultimi giorni di luglio, avrebbe dato garanzie a quattro squadre (Napoli, Spal, Roma, Cosenza) attraverso fideiussioni per trenta milioni di euro. La Sbc di Franco Jommi, amministratore unico, in realtà non ha firmato nulla, nessuna fideiussione. Innanzitutto non può.

Dallo scorso febbraio la Banca d’Italia gli ha revocato il potere di “garanzia”, limitando la sua attività di intermediazione sui cambi. E poi la firma su quelle fideiussioni estive è di una signora, Cynthia Ruia, che il 2 maggio 2003 era uscita dalla società. Ed è una firma senza autentica notarile, è falsa.

Roma-Parma, scudetto 2001, “ci chiesero di perdere”. E’ la partita che chiude la stagione e che assegna lo scudetto alla Roma: finirà 3-1 per i giallorossi. “Sul finire del campionato 2000-01, alcuni compagni del Parma ci hanno detto che i giocatori della Roma volevano che noi perdessimo la partita.

Che siccome non giocavamo per nessun obiettivo, era uguale. Io ho detto di no. Sensini, lo stesso. La maggioranza ha risposto così. Ma in campo ho visto che alcuni non correvano come sempre. Allora ho chiesto la sostituzione e me ne sono andato in spogliatoio. Soldi? Non lo so. Loro lo definivano un favore…”.

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E' SULLO SCANDALO DEI ROLEX, ANCHE IL TOPO DI FOGNA CATANESE, SI SENTI' IN DOVERE DI SCRIVERE QUALCOSA!

Rolex d' oro della Roma ai designatori degli arbitri

Caso imbarazzante Rolex d' oro della Roma ai designatori degli arbitri.
Se un arbitro riceve un pensierino natalizio da un presidente di società, cosa fa? Ricambia gli auguri e ringrazia. Ma se questo pensierino è un orologio Rolex che vale svariati milioni, cosa deve fare? Non c' è dubbio: restituirlo immediatamente. Lo impone non soltanto una norma comportamentale di categoria, ma soprattutto una regola morale.

E' accaduto invece che questa «legge» sia stata clamorosamente infranta. Il caso più eclatante coinvolge la Roma il cui generosissimo presidente (o chi per lui) ha fatto pervenire ai designatori Pairetto e Bergamo due Rolex d' oro, valore di mercato circa 25 milioni. E i due dirigenti, che occupano le poltrone più scottanti del nostro calcio, li hanno accettati come se si trattasse di regali normali e senza considerare la delicatezza del loro ruolo.

C' è di più: i 37 arbitri di A e B, insieme ai vicedesignatori, hanno ricevuto, sempre dalla Roma, dei Rolex di acciaio, uno a testa, il cui valore va dai tre milioni e mezzo ai sette milioni. Anche qui, nessun dubbio nell' accettare. Ed infine: un pensierino da 500 mila lire per i guardalinee.

Non avremmo mai pubblicato queste notizie sulla base di semplici voci. Ma ogni controllo è stato fatto. E da parte di Pairetto c' è stata addirittura un' onesta ammissione, corredata da qualche particolare: una telefonata informativa alla segreteria della Lega e un presunto imbarazzo che avrebbe provocato la restituzione dei regali.

Boh... Ne abbiamo parlato col presidente della Lega Carraro, ignaro di tutto. Commento secco: «E' un episodio molto grave». E si è messo subito in contatto con Nizzola. Un ordine in vista: restituire subito il malloppo. Per carità, qui parole equivoche non ne esistono. Non ci sogniamo neanche di pensare a sottili e mascherate manovrette natalizie, volte a conquistare la benevolenza degli arbitri e dei loro designatori. Sarebbero tentativi ammantati di ridicolo. Escludiamo generosamente anche forme larvate di pressione psicologica.

Ma, ripulita la scena, il caso resta grave lo stesso. Siamo dinanzi a un volgare episodio di inopportunità che non può restare incensurato e che coinvolge entrambi i fronti: chi ha dato e chi ha ricevuto. Gli arbitri sono il braccio della legge calcistica, i loro designatori devono porsi al di sopra di ogni sospetto anche e soprattutto sul piano del comportamento. Su quelle poltrone, purtroppo, è avvenuto di tutto nel passato. Speravamo in stagioni esemplari, limpide e serene. Non è così.

Caro Pairetto, caro Bergamo, noi abbiamo difeso il vostro lavoro, comprendiamo gli errori, sappiamo che la gestione degli arbitri è difficile, conosciamo i vizi congeniti di taluni presidenti. Ma qui ci avete molto delusi: imbarazzante non era restituire i regali, è esserseli tenuti. Per una questione di «par condicio» abbiamo cercato di fare un censimento delle strenne natalizie offerte dalle società agli arbitri.

Dopo il tesoro dei Rolex romanisti, al secondo posto c' è l' Inter che ha donato a ogni arbitro uno stimolatore muscolare per gli allenamenti. Il valore di mercato parte da 1.600.000 e cresce a seconda dei modelli. Salva la buona intenzione e la tipologia dell' oggetto, legato alla pratica sportiva degli arbitri, e quindi utile alla loro attività, noi pensiamo che anche questo gesto sia inopportuno.

Per il resto, regali di ordinaria amministrazione. La storia dei doni agli arbitri è antica e piena di ambiguità. In altri tempi, poteva avere un senso: offriamo un omaggio a questi appassionati che magari sacrificano le loro ferie per dirigere le partite. Oggi siamo dinanzi a professionisti da 200 milioni l' anno, designatori compresi.

Per stroncare l' abitudine dei regali singoli, la Lega ha stabilito di farne uno uguale per tutti, a nome delle società di A e B. E così pure la federazione. Oggetti utili e importanti: cinque milioni circa di spesa per ogni arbitro in questo Natale. L' impostazione era quella giusta ma, come avete visto, è andata incontro a una misera fine. Il nostro calcio ci ha abituati a tutto, ma non è concepibile che questa storia così sgradevole possa finire nei nebbiosi silenzi che avvolgono i palazzi del calcio. Dalla volgarità si passerebbe allo scandalo. Candido Cannavò - 8 gennaio 2000
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Lunedì 28 luglio-domenica 3 agosto: è la settimana che terremota un calcio italiano già fiaccato dal caso Catania. Si gonfia ed esplode lo scandalo fideiussioni false, tutto consumato in via Allegri 14, sede della Federcalcio e della Covisoc. Lunedì 28 luglio, mattina. A Roma sono stati convocati il Consiglio straordinario della Federcalcio e quello della Lega di Milano. La Covisoc entro le ore 19 deve decidere quali squadre hanno i bilanci a posto.
«Non mi dimetto, sono di coccio»
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Roma e Napoli non dovevano essere iscritte, poi i poteri "Politici Bancari" quindi... Massoni!
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20 agosto 2003 - Calcio: Roma, napoli e spal, prorogati tempi fidejussioni
http://archivio.agi.it/articolo/9bbc11df8a50c327056811330ed6e088_20030820_calcio-roma-napoli-e-spal-prorogati-tempi-fidejussioni/?query=campionato
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21 agosto 2003 - Fideiussioni, ciclone sulla Covisoc, interrogato Salvatore Pescatore



28 agosto 2003 - Calcio: via libera definitivo per roma, napoli e spal
http://archivio.agi.it/articolo/20000db988693280d843db2bbf6f05ed_20030828_calcio-via-libera-definitivo-per-roma-napoli-e-spal/?query=campionato
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5 agosto 2003 - Fidejussioni calcio: procura Roma apre fascicolo
http://archivio.agi.it/articolo/3f7b7eba43f442a52fbbda1e37f194cc_20030805_fidejussioni-calcio-procura-roma-apre-fascicolo/?query=campionato
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3 agosto 2003 - Il giallo delle fidejussioni
http://www.gazzetta.it/primi_piani/2003/pp_1.0.109101104.shtml
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3 ottobre 2003 - Giallo fideiussioni Interrogato Rigone
http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/ottobre/03/Giallo_fideiussioni_Interrogato_Rigone_ga_0_0310033977.shtml
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4 agosto 2003 - scoppia il caso fideiussioni Federcalcio e Consob aprono indagini
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2003/08_Agosto/04/fideiussioni.shtml
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4 agosto 2003 - Roma, Napoli e Spal nei guai. A rischio l'iscrizione ai campionati
http://www.repubblica.it/2003/h/sezioni/sport/calcio/calciomercato/fideiussioni/fideiussioni/fideiussioni.html
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5 agosto 2003 - Le iscrizioni di Roma e Napoli fanno aprire due inchieste
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/08/05/le-iscrizioni-di-roma-napoli-fanno-aprire.html
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6 agosto 2003 - Calcio e fideiussioni: i documenti delle false garanzie
http://www.codacons.it/articoli/calcio_e_fideiussioni_i_documenti_delle_false_garanzie_67006.html
https://www.facebook.com/iononcomprolagazzetta/posts/600461513359482

7 agosto 2003 - Fideiussioni, la mossa del Coni
 http://www.gazzetta.it/primi_piani/2003/pp_1.0.112847460.shtml
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 Cynthia Ruia in procura

 Il Corsera mostra i documenti falsi
Ormai è certo: le fidejussioni a garanzia di Roma, Napoli e Spal sono false. A svelarlo è un'indagine del Corriere della Sera, che ha acquisito i documenti incriminati, firmati dall'ex amministratore delegato della Sbc Cynthia Ruia, e li ha confrontati con alcuni autentici della stessa società. La firma originale della donna appare nettamente diversa, così come la carta intestata. Franco Carraro, presidente Figc, si dice estraneo alla vicenda.
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 Roma: Crack, Debiti….1°
 Roma: Crack, Debiti….2°
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 Il «pentito» del calcio sulle fideiussioni di Roma e Napoli: «Garanzie false» 
Il broker assicurativo Luca Rigone, al suo arrivo al nucleo operativo dei carabinieri di Roma 
 Luca Rigoni: le fidejussioni a garanzia di Roma, Napoli sono false
I soldi sottratti ai club dovevano finire a persone che avrebbero dovuto chiudere un occhio

CHI PARTE PER PALERMO E NON VA A MONREALE, PARTE CRISTIANO E TORNA ANILALE!

Allora sabato vai a palermo? Ricorda, ogni Siciliano si deve ricordare che, chi parte per Palermo e non va a monreale, parte cristiano e torna animale. Ho letto il tuo sfogo settimanale, quando devi prendere un cattivo esempio affondi le mani nella Juventus, in tanti anni, non hai, mai una volta usato il milan, eppure e chiaramente il giardino del male; per esempio hai sentito il dovere di dire a chi legge, che le riserve del milan, hanno stravinto malgrado il lo scarto BUGIARDO e del golletto subito immeritatamente, ti sara`mica scappata una lacrimina? Scommetto che gli spettacolari ricami di fantasia, sullo Splendido(?) prato di S. Siro, ti ricordano i ricami e merletti della nonna; altro che quei gobbi nerboruti. E poi l'immancabile Sassolino: ti sei detto, ora faccio un dispetto al picciotto Siracusano e per cattivo esempio hai usato il campione del mondo Siciliano (Claudio Gentile nato in Libia). Ti sei guardato bene di non toccare quel malvivente di franco baresi; colui che ha fatto dei suoi piedi, la"Storia delle Entrate criminali"! Vedo che, anche se ancora non ha dato motivo di essere attaccato, hai gia` preso di mira lo svedese (Ibrahimovic)... tu servo intelligente non puoi non puoi usare come esempio negativo il delinquente Gattuso, Ambrosini o Stam, su questi bisogna usare il...SILENZIO! Specialmente ora che Catania e` diventa la tua meta preferita, ci vai tanto spesso che se anche ne avessi, i dubbi spariscono . Non credo che sei il tipo che spende una fortuna in antiquariato, ma se in caso...per qualcosa di abbordabile vai in via Tintori. Ma se pensi che andando li scopri chi sono ti sbagli. Ti piace come scrivo? Ciao la spediro` al mio ritorno.
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Intanto, prima di chiudere voglio farti una domanda: 
"Cosa ne pensi delle illazioni e speculazioni del su Republica,"tuo emulo-antijuventino": "maurizio crosetti" sull'addio di Giraudo e Moggi per pascoli piu' verdi - nel vasto prato Meneghino di inter & Milan?  Ecco l'articolo del tuo giovane collega carrierante della diffamazione della Juventus.

LA JUVE DEL FUTURO GIRAUDO HA CHIESTO DI ANDARE VIA
TORINO - L' uomo che ha cambiato il calcio italiano ha deciso di cambiare. 
Dopo undici anni bianconeri, sei scudetti e otto coppe, Antonio Giraudo ha chiesto alla proprietà della Juventus di non essere confermato nel ruolo di amministratore delegato, in scadenza il prossimo 30 giugno. Ha scelto lui ed è stata una richiesta semplice e chiarissima. 

Il tutto è avvenuto nel corso di un recente colloquio - dei cui particolari siamo venuti a conoscenza - fra l' amministratore delegato della Juve e gli alti vertici del gruppo. Si tratta della prima mossa della partita sul futuro juventino, e potrebbe essere quella decisiva. Giraudo probabilmente lascerà il mondo del calcio per tornare al settore immobiliare in cui cominciò la sua avventura di manager nel gruppo Fiat, accanto a Umberto Agnelli. 

Potrebbe lavorare con Silvio Berlusconi, che non l' ha chiamato al Milan (impossibile, per Giraudo e Moggi, accettare) ma che intende offrirgli il ruolo di immobiliarista principe del suo impero, ora che all' orizzonte sono state individuate importanti operazioni di "real estate" in Russia, grazie anche agli ottimi rapporti tra Berlusconi e Putin. E Giraudo ci sta pensando. Il primo indizio. 

Un rilancio da parte degli Agnelli non è da escludere (impensabile, invece, che la famiglia lasci la Juve dopo 83 anni), e il dottor Giraudo ne terrebbe conto. Per riconoscenza e per storia personale, anche se dopo la scomparsa di Umberto Agnelli non è stato confermato nel CdA della Stampa: un indizio, e lui ci teneva. Il rilancio potrebbe riguardare incarichi immobiliari, però Giraudo è più tentato da un' iniziativa personale: se non dovesse accettare le offerte di Berlusconi potrebbe mettersi in proprio, oppure attendere che gli venga affidata l' organizzazione degli Europei 2012 che tra un anno verranno con ogni probabilità assegnati all' Italia. 

L' ipotesi istituzionale regge, ma ogni scenario appare comunque lontano dalla Juventus. Un nuovo presidente. Di questi movimenti non si stanno occupando né Luca di Montezemolo né Marchionne. Oggi la Fiat gioca in altri stadi, e il presidente Montezemolo si limita a dire: «La Juve è grande, sempre». Gli Agnelli, attraverso Gianluigi Gabetti, azionista di controllo del club (la Juventus appartiene all' Ifi), stanno sondando il terreno e hanno deciso di affidare la presidenza a un giovane della famiglia. Probabilmente John Elkann, già vice presidente della Fiat, destinato a ricevere l' eredità dell' Avvocato, anche se non è esclusa l' ipotesi di Andrea Agnelli, figlio di Umberto, più defilato. Arriva il francese. 

Il ruolo di amministratore delegato, dunque di successore di Giraudo, dovrebbe ricadere su Jean-Claude Blanc, già nel consiglio di amministrazione bianconero dove si muove sottovoce: arriva alle riunioni, ascolta, tace, saluta gentilmente e se ne va. Blanc è un esperto organizzatore di eventi sportivi, dal Roland Garros al Tour, e ha partecipato all' allestimento delle Olimpiadi invernali di Albertville. 

Ma prima che Giraudo esprimesse al gruppo il proprio desiderio di non essere confermato e prima che il gruppo decidesse per la nuova strategia, si era pensato di anticipare la mossa contattando addirittura Michel Platini, juventino di chiarissima fama. Platini si è detto lusingato dall' offerta, ma l' ha rifiutata. In questo momento, la sua vera ambizione è arrivare alla presidenza dell' Uefa (gennaio 2007, l' avversario sarà Beckenbauer). 
Moratti vuole Moggi. 
Molto più incerto il futuro di Luciano Moggi, che Giraudo portò alla Juventus a dispetto dei santi, nel momento più difficile e chiacchierato di tutta la carriera di Lucianone. è sempre sulla breccia, ha 68 anni ma non è stanco di pallone, però è chiaro che anche il suo ciclo torinese è arrivato quasi alla fine. Gli Agnelli gli chiederanno di restare ancora un po' (ha un contratto di dipendente a tempo indeterminato, mentre quello del vice presidente Bettega scadrà nel 2007), e di continuare a costruire la squadra. 

Ma esistono grandi offerte da parte di Milan e Inter, e Moratti avrebbe voluto con sé anche Giraudo, proprio come Berlusconi. L' unica cosa certa è che Moggi non lascerà il calcio, dunque non seguirà il suo attuale amministratore delegato e meno che mai entrerà in politica: lui sì che potrebbe eventualmente diventare berlusconiano, però in senso milanista, sebbene la corte di Massimo Moratti sia assai più insistente e duri ormai da molti anni. Il presidente dell' Inter ha capito che se prima o poi vuol vedere uno scudetto, non può fare a meno di Luciano Moggi. Questo dovrebbe essere l' epilogo della storia. Il bilancio del dottore. 

Entro il mese di febbraio ogni decisione verrà presa, anche se Giraudo in privato sta già stilando consuntivi. è orgoglioso dei tre scudetti in più dell' amico Galliani, del progetto stadio (150 milioni di euro), delle sponsorizzazioni multinazionali (184,5 milioni di euro da Sky, 12 milioni da Mediaset per tre anni, 24 milioni a stagione da Tamoil per i prossimi dieci anni), del conto economico annuale che sta per tornare attivo, del nuovo centro di allenamento di Vinovo, pronto a gennaio (20 milioni), dei tre migliori allenatori italiani passati da Torino in questi anni (Lippi, Ancelotti, Capello) e di una squadra che per un po' andrà avanti da sola: una soddisfazione supplementare, i nove juventini tra i 50 candidati per il Pallone d' Oro. 

Agli amici, Giraudo ha detto di essere molto fiducioso anche sulla sentenza d' appello per la vicenda doping. Ma la cosa che in assoluto lo rende più soddisfatto è quello che in termine tecnico si chiama "vantaggio competitivo": ovvero il margine strategico conquistato sugli scenari principali, ad esempio lo stadio di proprietà o i contratti pubblicitari, e che oggi distanzia Milan e Inter dalla Juventus. 

Le dimissioni rientrate. 
La frase rivelatrice sull' addio di Antonio Giraudo l' ha appena pronunciata Franzo Grande Stevens, presidente bianconero: «A proposito del rinnovo contrattuale, occorrerà vedere anche la disponibilità degli interessati». Sarebbe stato assurdo che gli Agnelli e la Fiat, impegnati su ben altri terreni, volessero smontare un meccanismo come la Juve che funziona da solo, vince e si autofinanzia. 

La mossa di Giraudo, che alcuni mesi fa aveva già offerto le proprie dimissioni dopo le pesanti esternazioni di Lapo Elkann, rientrate su richiesta di Montezemolo, li ha spiazzati, ma l' uomo di fiducia di Umberto Agnelli vuole diventare finalmente il padrone di se stesso, tentando esperienze internazionali in Russia, oppure in Cina o Brasile. Tra un anno ne compirà sessanta: e a quell' età la pensione, come ha appena spiegato il suo amico Berlusconi, è davvero lontanissima. 
Maurizio Crosetti - 8 novembre 2005 
Don Beccantini, si ricordi, chi parte per Palermo e non va a monreale, parte cristiano e torna animale

Inviato, da Salvadore.  (turiddu baciamo le mani don beccantini)

domenica, dicembre 04, 2005

RISPOSTA A ROBERTO BECCANTINI la stampa): BECCANTINI, AVEVATE RAGIONE TU E I TUOI AMICI DELL"ASSOCIAZIONE A DELINQUERE MEDIATICA "O.D.G" DELLA CUOPOLA RCS-ESPRESSO-REPUBLICA: CORRIERE DELLA SERA-GAZZETTA DELO SPORT - LA STAMPA, E' LEI BECCANTINI L'ONORATO PORTA BORSE

BURATTINAI & BURATTINI - CREDITORI & DEBITORI - 23 FEBBRAIO 2005 
  Il patto d'acciaio Geronzi-Carraro, ovvero l’asse che governa il mondo del pallone (con Adriano Galliani). E, come si usava un tempo, ogni patto d’acciaio deve trovare il suo suggello di sangue: ed è così che sboccia l’amore tra Benedetta Geronzi e Luigi Carraro (figlio di Franco) che cominciano dando alla luce due creature, Netcorp e Filmworld, impegnate nel settore delle produzioni cinematografiche, con clienti eccellenti del calibro di "Telecom e Tim", tanto per dire "Marco Tronchetti Provera, quindi Inter". 
FATTI & FATTACCI DELLA CUPOLA DEL MALE - CESARE GERONZI-TRONCHETTI PROVERA
Per Benedetta, dal Bali arriva, una srl in vita da pochi mesi, e da Monastir, altra società a responsabilità limitata, mentre più prosaica la partecipazione nell’ennesima srl di turno, Iniziative immobiliari.

Un vero vulcano in piena, asso pigliatutto di presidenze (negli ambienti finanziari lo chiamano “poltronissima”) è dal canto suo Franco Carraro, una vita alla guida del mondo pallonaro ma non solo: il suo nome, infatti, fa capolino in uno sterminato arcipelago societario, che va dai colossi del mattone (una su tutte, l'Impregilo del gruppo Romiti-Rcs) 
CESARE ROMITI-FRANCO CARRARO

a quelli di minori dimensioni ma ugualmente preziosi (Smeralda holding, Shardana e Land Holding operano tutte, come agili srl, nel dorato panorama immobiliare sardo, quartier generale ad Arzachena: la prima, per comprare alcuni alberghi tra Cala di Volpe e porto Cervo un tempo dell’Aga Khan, ha ottenuto un fido per 290 milioni di euro, guarda caso, da Capitalia…), fino al settore tessile con epicentro al Sud a bordo della Tessilcarraro Salerno, per continuare in gloria con l’Alta velocità (è presente nel consorzio Cavet attivo in Emilia ed in quello impegnato lungo la tratta Torino-Milano).

A proposito di Piemonte, e per tornare allo sport, ecco l’onnipresente Carraro tra i primattori nel “Comitato per l’organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006”, ai nastri di partenza.

Ma la chicca - che ci riporta di nuovo agli stadi - si chiama MCC. Ovvero il Mediocredito Centrale, quello che aprì i suoi rubinetti - appunto per 33 milioni di euro - a favore del Napoli targato Corbelli.

Fino al 2002 la banca d’affari Mcc faceva capo unicamente a Capitalia; poi, man mano, le porte e i portoni si sono aperti alla crema imprenditorial-pallonara: il 20 per cento delle azioni, infatti, è stato equamente suddiviso tra Fininvest e Telecom (Milan e Inter), Parmalat (Tanzi-Parma), Technogym e Toro assicurazioni, Lamaro costruzioni (gruppo Toti), fino alla Hopa di Emilio Gnutti, fedelissimo dei furbetti del quartiere e dell’ex capo coop Giovanni Consorte. 
I DUE BRACCI ARMATI DEL POTERE MASSONE: CESARE GERONZI E SILVIO BERLUSCONI

Un bel minestrone. Da qui risulta chiaro, quindi, come Romafides abbia molto potere gestionale nel Napoli Soccer di Aurelio De Laurentiis. Ma va sempre ricordato come Romafides sia una costola di Mediocredito, quindi di Carraro, ma soprattutto di Geronzi.

 Ma che il potere nel calcio sia concentrato nelle mani di Geronzi lo dimostrano ancora due ulteriori fatti: capitalia detiene una parte consistente delle azioni della Roma (49%) ed è il primo creditore di Telecom e Pirelli - vale a dire l’Inter. 
IL BOSS MAFIOSO TRONCHETTI & IL MINUS HABBENS MASSIMO

Ma per rinsaldare ancora di più questi rapporti tra questi colossi c’è da dire anche che, il colosso bancario guidato da Geronzi ha passato il 20 per cento delle azioni Mediocredito al gruppo Fininvest (è dire Milan), e il gruppo Pirelli (è dire Inter), più un centinaio di milioni di euro prestati alle squadre, Roma, Milan e Inter.
scritto da aRagioneBeccantini 25/2/2007 21:13
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SIGNOR BECCANTINI, PERCHE' LEI LO HA SEMPRE TACIUTO? NON CREDO POSSA ESSERE PER DIFENDERE IL MASSONE GERONZI ED I SUOI ACCOLITI. PENSO PIUTTOSTO CHE SE AVESSE ATTACCATO GERONZI, AUTOMATICAMENTE SI SAREBBE SBUGIARDATO E SPUTTANATO SULLE NEFANDEZZE SCRITTE SU GIRAUDO-MOGGI E LA JUVENTUS! 
STA PROPRIO BENE IN QUEI COLORI! 

LA SUA, UNA VITA SENZA SENSO! OPPURE SI... UNA VITA VISSUTA COME L'INFAME NAZISTA "joseph goebbels": AL SERVIZIO DEL MALE? BUGIARDO, FALSO, CATTIVO!  
ILVOLTO DEL PECCATO!



mercoledì, novembre 30, 2005

IL DIABOLICO CANNAVÒ, OVVERO DR. JEKILL AND MR. HYDE - 2 ED IL BOSS DELLA "CUPOLA-GASPORT" GINO 'FACCE'LUNA' PALUMBO

PALUMBO-CANNAVO & GAZZETTA: LA CUPOLA MEDIATICA 

Dr jekill and Mr Hyde Candido Cannavò & Roberto Beccantini the snake black and blue 

Candido Cannavò era riuscito a ficcare quel serpente con gli occhi di rospo nel nido (la stampa) degli agnelli (dove tuttora continua a spalare fango sul giocattolo tanto caro all'Avvocato Gianni e al Dottor Umberto). 

Con l'impegno di far scoppiare un'ulcera all'Avvocato, si è presentato come vecchio tifoso Juventino (anche l'infame guariniello e il giudice Laudi non hanno perso occasione di sventagliare la loro fede Juventina usandola come carta d'immunità), è chissà se quella volta di Como Juventus, mandato da Cannav a corrompere l'arbitro Agnolin affinchè non facesse vincere la Juve, ci era andato da tifoso Juventino. É chissà quante altre volte, prima che andasse alla stampa, avrà fatto da intermediario tra Cannavò e gli arbitri per non far vincere la Juve.

Ma a dare retta alle voci, fu proprio Roberto Beccantini l'incaricato dal direttore della Gazzetta, di dire a Paolo Forcolin (a forcolin perchè candido non si fidava del siculo salvatore lo presti)di scrivere una lettera anonima alla Gazzetta, che i giocatori Juventini avevano giurato di spaccare una gamba a Baggio! É fu Beccantini a contattare Collina per quel inter Juve del gol di Ganz in kilometrico fuorigioco convalidato, è poi dopo l'invito dei giocatori della Juventus ad interpellare il guardalinee rimasto sul posto, annullato con una farsesca sceneggiata, che in ogni paese con giornalisti appena-appena civili, avrebbe meritato una lunga sospensione, se non addirittura la radiazione!

Ma l'infame arbitro corrotto si era impegnato ad di impedire alla Juventus di vincere, è dopo aver fischiato a senso unico pro-inter, a 15 minuti dalla fine tento il tutto pertutto, è si inventò l'espulsione di Boksic per un normale contrasto corpo a corpo con il mediocre difensore interista M. Paganin, finiti tutti e due a terra - https://www.youtube.com/watch?v=36ue4xG4Z5I -!

E' sarebbe stato ancora Beccantini a contattare il capo ufficio stampa dell'Inter Gino Franchetti, per portare i saluti di Cannavò a Braschi prima di inter Juventus 1-0 (gol di Djiorcaef), è sempre Beccantini il trait dunion con Franchetti per i saluti di Cannavò a Ceccarini per l'ormai famosa Juventus Inter, dello scontro Ronaldo-Iuliano (madre di tutti gli illeciti della storia bianconera). Ma questa volta a Cannavò andò buca perchè l'arroganza di giocanori in campo e panchina dell'inter era veramente esagerata! Menavano come fabbri e protestavano come zitelle isteriche. Certamente Ceccarini avrà ritenuto quel comportamento troppo volgare è si sarà scoglionato perchè già da quel comportamento tutti si sarebbero accorti...si vedeva lontano un miglio che c'era l'imbroglio!

Perchè tanta impazienza? Cosa avevano da temere se prima d'allora aveva sempre mantenuto la parola. Come non ricordare Genoa Inter, importantissima per entrare in zona Uefa e acquietare le acque dalle troppe polemiche nell'ambiente della beneamata, è quindi vitale per la squadra nerazzurra - https://www.youtube.com/watch?v=fU8iqsAUIHw -. Ma gli interisti pretendevano che a Torino lo facesse allo stesso modo volgare di genova, e da buon toscano permaloso avra` detto no, io mi tiro fuori, è vinca il migliore.

Ma Beccantini ormai era diventato anche il contatto fisso con Collina (non manca occasione per venerarlo!), è logicamente lo fu per il derby Torino - Juventus 2-3 del campionato 1999-2000 - unico nella carriera dell'infame pelato, è non mancò di lasciare la sua firma: 2 rigori contro la Juventus -! Come logicamente lo fu per pe "Perugia Juventus, dove fece apettare oltre un'ora pur di farla giocare su un campo ridotto a risaia!

La parte incredibile è, ma come fu possibbile, che l'Avvocato Agnelli che era a conoscenza di spionaggio politico e industriale non fosse a conoscenza di questo serpente nel giardino di casa. Possibile che bastava che ogni tanto scrivesse di essere Juventino, oppure servo intelligente. Sarei curioso di vedere cosa farebbero le nuove generazioni degli Agnelli venendolo a sapere.... E già, Agnelli.... è dove sono, se di Agnelli c'è rimasto solo il figlio del Dottor Umberto, è dopo l'eliminazione di giovanni jr ed Edoardo, nubi oscure del medio oriente pare che si addensino sull'impero... il tempo lo dirà.

Intanto il diabolico piano di Cannavò & Beccantini di far scoppiare un'ulcera all'Avvocato, ha funzionato andando oltre ogni più rosea aspettativa, è tra un'alzata di gomito e l'altra di un nero d'avola del topo di fogna catanese, è una camomilla e l'altra, Beccantini si sarebbe lasciato andare, vantandosi di aver spedito i fratelli Agnelli a bussare al portone di S Pietro, facendogli venire un canchero a tutti e due.

Ma Cannavo non si dedicava soltanto agli arbitri domestici, perchè dopo la designazione dell'arbitro per la finale di Champions League Borussia Drtmund-Juventus, Cannavò approfittò di un viaggio a Parigi per poter incontrare l'inviato del vecchio amico Ungherese di Gino Palumbo: Dezso.Solti per corrompere l'arbitro Magiaro Puhl designato a dirigere l'incontro: al fine di fare perdere la favoritissima Juve, perch la cupola di cosa nostra aveva investito molto nelle scommesse specialmente in Inghilterra.

In quei tempi, si diceva che molti messaggi ai mamma santissima, Berlusconi li mandava attraverso Cannavò, tante volte si incontravano alla gazzetta con la scusa di rispondere ai tifosi, oltre alle famose cene in luoghi publici per far sembrare l'evento normale a chi volesse ficcare il naso, ma altrettanto innumerevoli le volte che si incontravano in ville di piduisti. Altro che smantellata la loggia la p2 e più viva che mai e il diavolo berlusca se la ride. In Sicilia a fare il messaggero senza destare sospetti ci va anche Roberto Beccantini. Cè sempre qualche evento, a Palermo come ai piedi dell'Etna, al posto dello stanco cannavò co va Beccantini, perchè l'incanutito fu Candido ha sempre più il colore della canapa.

Eppure appena pochi anni fa anche se canuto, si sentiva aitante e vendicativo, come In occasione dell'inaugurazione dell'edizione romana della gazzetta, quando il velenoso Maida gli diede una stilettata accusandolo di aver lasciato a Aoma l'onere di buttare fango sulla Juve, è Cannavò seccato rispose:  neanche se campi 1000 anni potrai fare alla Juve il danno d'immaggine che le ho fatto io!

Povero Cannavo anche i diavoli invecchiano, infatti si ingrigisce sempre più. Sente che sta per andarsene, è vorrebbe fare chissà che cosa per un'ultima soddisfazione... cerca di instigare le istituzioni, comincia a dare segni di inpazienza, ha capito che non e` il momento di fare combutta con Berlusconi, senza Palumbo e Prisco, la camorra dopo la morte del figliol prodigo peppunielle "Prisco" ha tagliato i ponti, la mafia dopo la perdita del gobbo, l'arresto di Riina... il latitante Provenzano deve pensare all'indisciplina delle varie famiglie che vorrebbero fare ognuna per se, deve pensare alle elezioni ed i problemi che potrebbe avere se dovesse perderle, non e` sicuro che Berlusca possa essere il nuovo Gelli e con tutti questi problemi non può pensare ai capricci di Cannavò.

Povero Dutturi, forse in vita sua, e la prima volta che si fa prendere da un lieve senso di panico. Si e presentato alla gazzetta col colore del suo cognome( cannavo`=canapa ), si e guardato attorno e non v'era nessun vecchio volto amico, neanche Arturi, forse sapeva che arrivava e si è nascosto per evitarlo, quasi gli scoppia il fiele.

Poveraccio forse pervaso da un senso di solitudine ha capito che presto anche lui andra` all'inferno a trovare i suoi amici, Gino 'facce e Luna' Palumbo e peppino 'avvocato del diavolo' Prisco e formeranno la vera triade del diavolo nel suo regno....L"INFERNO, dove prima o poi, anche Roberto Beccantini andr ad ardere.

Le sigle con cui i giornalisti della cupola gazzettara di Paumbo & Cannavò firmavano i loro articolo: G.P.O. Gianpaolo Ormezzano-Tuttosport; ARP. Giovanni Arpino-La Stampa; G.D.F. Gianni De Felice-Corriere della Sera; G.I.S. Mario Gismondi e T.O.S. Giorgio Tosatti-Corriere dello Sport; PAL. Gino Palumbo, CACA Candido Cannavò  e ROBE Roberto beccantini-Gazzetta Dello Sport.
ROBERTO 'anima di serpente' BECCANTINI

IL DIABOLICO CANNAVÒ, OVVERO DR. JEKILL AND MR. HYDE - 1 -

CANDIDO CANNAVÒ: IL DIAVOLO FATTA PERSONA
Il triunvirato, e la Cupola Mediatica.

CANDIDO CANNAVÒ Ovvero Dr.Jekill and Mr Hyde 1
Un amico Juventino mi ha scritto, chiedendomi se avevo letto l'editoriale di Candido Cannavo sulla Gazzetta dello Sport, impostato sul Dr. Agricola-Doping, e mi chiede se secondo me, il Cannavò, è un moralista: Gli ho risposto No! Quella di Cannavò, non voleva/non vuole essere morale, ma soltanto uno degli ultimi tentativi di concludere l'opera cominciata da Gino Palumo a metà degli anni 70, e da Cannavò tenacemente proseguita: far male ai fratelli Agnelli! Sopratutto all'Avvocato, toccandolo in quello che gli era più caro: la JUVENTUS. Distruggerla se possibile!

Mi chiese, perchè questo desiderio di vendetta, da dove è nato? Ebbene, tutto e cominciò per uno sgarbo fatto a Gino Palumbo dall'avvocato Agnelli. Palumbo, aveva chiesto all'Avvocato un aiutino per Sport Sud. Il suo giornale che stava affogando nelle acque inquinate napoletane. Ma dall'avvocato, (il Piemontese e molto cortese ma se gli chiedi un favore ti manda a quel paese) non gli fu concesso. E come se non bastasse, nei mesi a venire gli negò sia un posto a La Stampa, sia una spintarella per arrivare a Tutto Sport. Cosa che gli chiuse le porte di Torino. Dove invece approdò l'altro Napoletano Antonio Ghirelli, è fu odio mortale!

Allora il buon Gino, tentò la via lombarda è con l'aiuto della camorra, tramite il figlio prediletto: "Peppunielle, alias l'avvocato del diavolo  Peppino Prisco, Gino facce e luna ben presto arrivò a Milano (1966 corriere della sera). Ci vollero 10 anni, prima che gli consegnassero la Gazzetta, e fu in questi 15 anni assieme all'avvocato della Camorra prepararono la base per un grande potere.

Per avere l'aiuto della mafia chiamò con'sè Candido Cannavò che alla Gazzetta già lavorava, è così crearono  un affiatato triunvirato che, con la protezione di Mafia e Camorra formarono una potentissima cupola mediatica. A Torino impiantò: Gian Paolo Ormezzano (GPO) a Tutto Sport, e Giovanni Arpino (ARP) a La Stampa; a Roma già c'erano i Caltagirone che preparavano il loro terreno con mazzette ed altri metodi (poco urbani!) per una parte di giornalisti, mentre i giornalisti della parte politica erano impegnati con i terroristi.

Al giornale di suo maggiore interesse, il "Corriere dello Sport" impiantò Mario Gismondi e Giorgio Tosatti (GIS e TOS); a Milano, al popolare Brera ormai alcoolizzato gli bastava che facessero la guerra a Torino nei programmi televisivi dove lui era presenza fissa, per non rendersi conto di cosa avesse intorno e non gli creava nessun problema. Mentre al Corsera impiantò il fedele Gianni de felice (GdF). Quel Gianni De Felice, che venne incaricato dell'affaire Lajolo-Chiodi-Petrini di Bologna-Juve(1-1). E alla Gazzetta il FIDO Candido Cannavò (CaCa) a fare le sue veci, per poi nell'83, passargli la direzione perchè, con Peppino Prisco era troppo occupato a corrompere e intimidire Giudici ed Editori per insabbiare il caso delle partite che i dirigenti e i giocatori dell'inter ...fixavano! Palumbo morì nel 1987, e Dr. Jekill Cannavò ebbe pieni poteri della cupola mediatica al servizio della Mafia.

Su quest'ennesimo, triste capitolo del calcio italiano, basterebbe chiedere all'ex giocatore dell'Inter Salvatore Bagni, oppure al giornalista (allora a il Giorno) Paolo Ziliani, autore con il collega Claudio Pea del libro: "non si fanno queste cose a cinque minuti dalla fine", libro-denucia di una delle tante partite combinate in quegli anni, da"dirigenti e giocatori dell'Inter"(Genoa-inter 2-3)

Sul giornalista Paolo Ziliani, dopo la scrittura di quel libro ci sarebbe da scrivere tutto un capitolo. Ma credo che bastano solo alcune note per descrivere il tarlo nel cervello, è nell'anima (qualora gliene sia rimasta una...) che la denuncia dell'inter in quel libro gli ha procurato.

Al tempo si diceva che l'avvocato Prisco, vera figura dominante nell'inter (dove cambiavano padroni e presidenti, ma come Cannavò alla Gazzetta: lui era sempre li!) gliela aveva giurata: "finirai nel lastrico! È così  fu! A Paolo Ziliani nessuno dava lavoro... Si "diceva" che per poter tirare a campare, quel poveraccio aveva dovuto mandare la moglie a battere le redazioni dei giornali... Si "diceva" anche, che la povera signora Ziliani a forza di essere sbattuta su un malandato divano nella redazione della Gazzetta dello Sport, aveva fatto i calli alla schiena... fin quando il Grigio (il grigio: candido cannavò), per le preghiere dell'infelice signora Ziliani, preso da un moto di compassione lo raccomandò all'avvocato del diavolo e, incredibile ma vero, il "diabolico peppino" gli trovò lavoro... nientepopodimeno che, dal Piduista Silvio...A condizione però, che vita natural durante: avrebbe spalato merda e vomitato veleno sulla Juventus!

Peppino Prisco, curava le relazioni con la riservata camorra. Ma a Cannavò i "mamma santissima siciliani" gli chiesero di assumere altri impegni più importante per cosa nostra: fare da collante tra la Sicilia e Milano, cioè tra cosa nostra e la loggia massonica P2! Fare da corriere con il rampante "delfino di Licio Gelli", il giovane Berlusconi.

I BOSS Siciliani, per avere un diretto controllo dei loro affari, al piduista gli assegnarono un finto giardiniere per la villa di Arcore: il killer Vittorio Mangano. Gli incontri tra il Mangano e Cannavò avvenivano sempre in posti ben controllati lungo il naviglio, a volte Cannavò andava personalmente in sicilia, a volte incontrava emissari a Roma: sempre nell'hotel Salus a Piazza Indipendenza (un aneddoto raccontatomi da Oreste, nipote del padrone dell'Otel, e mio amico e`  compagno di lavoro nel Mobilificio S.I.L.M.A. in Via di Pietralata -"poi mossa a Pomezia": Oreste mi disse che una volta senti` il Cannavò esprimere al "cumpari di turno arrivato dalla Sicilia", il desiderio di far saltare l'aereo proveniente dal giappone con a bordo Unberto Agnelli. Purtroppo non sono mai venuto a conoscenza di cosa le avesse fatto il Dr.Umberto Agnelli per volerlo morto, Oreste, questo non poteva saperlo. Logicamente la richiesta cadde nel vuoto perchè l'onorata società queste cose non le fa per i capricci di nessuno.

È risaputo che furono innumerevoli le cene del Dr. Cannavò con Berlusconi in Ville Private, ma anche in publici locali dove nessuno avrebbe sospettato loschi legami. Una volta preso possesso alla Gazzetta, si circondò di giornalisti fidati, tra questi Enrico Maida un piccoletto velenoso dal muso di pipistrello, il tipico fedelissimo sicario tagliagole, che per Cannavò avrebbe avvelenato la madre.  

Maida, un fedelissimo, ma nevrotico che spesso dava segni d'insofferenza, perciò molto pericoloso e lo spedi` a Roma (tuttora lavora per i Caltagirone), e il fidatissimo Roberto Beccantini prelevato da Tuttosport. Si racconta che arrivato a Milano, con l'atavico modo di prendere in giro il prossimo: gentile di qua e gentile di la...fece girare i coglioni a un picciotto e questi come per magia tirò fuori uno sputa fuoco e glielo mise in bocca... Avrei voluto vedere l'occhialuto Felsineo strabuzzare gli occhi, tanto da andargli fuori delle orbite come quelle di un rospo. A Beccantini, "u dutturi" lo dominava, e gli era fedele come un cane! (beccantini, sposato, no figli...Homo?)

Manipolatore di prim'ordine, Beccantini è un bugiardo patologico, è nella congiura doping c'è dentro fino al collo. A sentire Maida, il Beccantini per infinocchiare gli Agnelli, si è coniato il titolo di "servo intelligente"! È per prendere l'Avvocato per i fondelli, gli bastava dire ogni tanto di essere tifoso Juventino dai tempi di Sivori. Spesso si sente dire, che l'Italia e il paese dei complotti, beh, io non so se l'Italia è il paese dei complotti, ma posso con certezza dire, che complotto lo è stato l'affaire Doping-Juventus! Per esempio, chi ha organizzato la farsa di zeman che accusa la Juventus di praticare il Doping, se non altri che Cannavò? Infatti, per saperlo, basterebbe chiederlo al perfido Roberto Beccantini, lui conosce tutti i dettagli perchè ne era parte! Beccantini era il trait dunion tra Cannavò e Guariniello!

È pur vero che tutto nacque per caso. Come casuale fu l'incontro a Messina tra Cannavò e Zeman, in quanto il direttore della Gazzetta era di ritorno da Capo Vaticato dove aveva presentato un premio letterario, e` Zeman era stato da alcuni amici dei tempi del Messina. Sulle frasi mozzicate dell'allenatore Boemo, immagino che "u dutturi" ebbe un orgasmo...è non crecendo alle proprie orecchie non si lascio scappare l'occasione! Prese la palla al balzo! Èfacendo sfoggio di tutto il genio di Dr. Jekill...creò il Siculo: Mr hyde! È come nella trama di un romanzo, il dottore vedeva scorrere davanti ai suoi occhi eventi immagginati e agognati per tanti anni....ed è immaginabile che dietro il sospiro liberatorio, tra se disse: finalmente!

Organizzò tutto nei minimi dettagli! È non tragga in inganno il fatto che Zeman rilasciò l'intervista all'Espresso e non alla Gazzetta, è la bomba la lanciò nel ritiro della Roma a Predazzo, perchè era tutto parte del preciso disegno, è non ci vuole un colpo di genio per capirlo! Sarebbe stato facile fare lo scoop alla gazzetta, ma sarebbe stato anche molto rischioso oltre che sciocco: si poteva infinocchiare l'ingenuo avvocato, ma non il Dottor Umberto!.

A Cannavò gli fu anche facile invogliare il PM Guariniello, il quale spesso gli aveva confidato che gli Agnelli lo trattavano con diffidenza, quasi come un meridionale di seconda classe; mai un invito ad uno dei loro ricevimenti o feste; e il diabolico Dr.Jekill quasi incredulo, di nuovo prese la palla al balzo. Siccome Guariniello indagava sul doping nel ciclismo e Cannavò collaborava con lui in qualità di direttore della gazzetta organizzatrice del giro d'Italia, si buttarono a capo fitto nella comune vendetta.

Nel complotto, ora comincia l'inserimento di Roberto Beccantini. Il bolognese venne ficcato a La Stampa da Cannavò per far venire un'ulcera a Gianni Agnelli... è miracolo di una mente diabolica, ha fatto un colpo grosso; ha preso due piccioni con una fava: fece venire un canchero a tutteddue fratelli. - CONTINUA -.
QUESTI LOSCHI FIGURI "prisco & palumo" GLI ALTRI MEMBRI DEL TRIUNVIRATO MERIDIONALE.