martedì, luglio 31, 2012

ORGANIZZIAMOCI - Al fianco di Conte e degli altri bianconeri deferiti da Palazzi

                                                          Juventus Compagna di Viaggio
I deferimenti emessi dal Procuratore Federale Stefano Palazzi nell’ambito dell’inchiesta “Scommessopoli” nei confronti di Antonio Conte, del suo vice Angelo Alessio e del collaboratore di campo Cristian Stellini oltre che dei calciatori Simone Pepe e Leonardo Bonucci, all’epoca dei fatti in altre società, non hanno lasciato indifferenti la società che, nelle parole del Presidente Andrea Agnelli e del dg Marotta, si è subito schierata al fianco dei propri tesserati.
Anche noi di “Organizziamoci”, che fino ad oggi non ci siamo mai volutamente espressi riguardo questa vicenda, riteniamo sia arrivato il momento opportuno per fare un po’ di chiarezza.

Come nel 2006, col passare del tempo, nei giudizi dei media e delle testate giornalistiche, sembra che in questo processo, in cui i colpevoli sono ben altri, i grandi accusati siano Antonio Conte e gli altri bianconeri coinvolti, che occupano in posizione fissa le prime pagine dei giornali. La Federazione certamente ha più volte dimostrato di essere incompetente su altre vicende meno che su quelle che possano danneggiare la Juventus e i suoi tesserati e non può che spingere verso una condanna degli juventini coinvolti, visti i rapporti tutt’altro che buoni (ricordiamo che è sempre pendente una richiesta di risarcimento danni di 444 milioni di euro da parte della Juventus per la questione Calciopoli) con la Vecchia Signora nel periodo post Farsopoli. Sono senz’altro da leggere sotto quest’ottica i deferimenti emessi da Palazzi per Conte e gli altri bianconeri coinvolti.

In particolare è curiosa la situazione del tecnico bianconero, che si è cercato a tutti i costi di far entrare in questa vicenda e di mettere alla gogna mediatica negli ultimi mesi, a partire dallo scorso campionato con la Juve in piena lotta scudetto. Per molti aspetti questa vicenda ci ricorda la farsa andata in scena nel 2006, ma stavolta, ne siamo certi, non la daremo vinta ai nostri detrattori. Per vari motivi. Primo fra tutti la presa di posizione forte e decisa che è arrivata dalla società, con Andrea Agnelli che ha chiaramente detto che non intende lasciare soli Conte e gli altri bianconeri deferiti, posizione ribadita da Marotta e, udite udite, anche da John Elkann, che sei anni fa si era detto vicino all’allenatore (che allora era Fabio Capello) e ai giocatori, dimenticando i suoi dirigenti, che puntualmente venivano costretti alle dimissioni (e che forse gli faceva comodo far fuori per fare spazio a quel genio di J.C. Blanc, ma questa è un’altra storia). Un secondo motivo è l’esperienza pregressa da noi tifosi bianconeri in questi anni post Farsopoli: nel 2006 siamo stati investiti in pieno da uno tsunami e neanche ci rendevamo conto di cosa stesse succedendo. Adesso siamo vaccinati e abbiamo gli occhi ben aperti, pronti a vigilare su qualsiasi anomalia.

Dicevamo curiosa la posizione di Conte per il modo in cui è arrivato il deferimento dell’allenatore della Juventus.  In sostanza, a tirare in ballo l’allenatore bianconero è la dichiarazione dell’ormai famosissimo pentito Filippo Carobbio. Il giocatore, tra l’altro in cattivi rapporti col suo ex allenatore ai tempi del Siena per via del suo scarso utilizzo in campo e di un permesso non concesso da Conte a Carobbio in occasione della nascita della figlia, è il grande accusatore. Carobbio tira in ballo Conte per due gare: Novara-Siena in cui l'accordo sarebbe avvenuto in un'improbabile riunione tecnica prima della gara, alla presenza di tutti i giocatori che dunque, al pari del tecnico e del suo staff, sono potenziali indagati; Siena-Albinoleffe, dove non c’è neanche la certezza che Conte sapesse (come dire siamo alle comiche).

Risultato: in entrambe le partite non ci sono riscontri sull’attendibilità della versione fornita dal pentito. Due le possibilità per Palazzi: ritenere attendibile la versione di Carobbio, se corredata da altre testimonianze o da riscontri oggettivi, e in quel caso per Conte sarebbe scattato il deferimento per illecito sportivo. Oppure non credere alle parole di Carobbio, tra l’altro smentite da tutti gli altri testimoni dell’accusa, e non deferire Conte. Invece Palazzi si è inventato una improbabile quanto discutibile via di mezzo: il deferimento per omessa denuncia. E qui casca l’asino: se l’omessa denuncia scatta per quanti erano presenti alla riunione tecnica perché non colpisce anche gli altri giocatori del Siena?

E’ evidente come Palazzi non creda fedelmente alla ricostruzione di Carobbio ma lo ritenga comunque attendibile quando riferisce che l’attuale allenatore della Juventus era a conoscenza dei fatti, nonostante tutti gli altri interrogati abbiano smentito la sua versione. Il dubbio è atroce: ma non sarà che la posizione di Antonio Conte ha un’aggravante non presente in nessun codice di giustizia sportiva ma che in Federazione è una sorta di legge non scritta, ovvero quella di essere il tecnico della Juventus?

L’unica cosa certa ad oggi è l’assoluta inattendibilità di Carobbio: il giocatore non disse nulla alla Procura di Cremona, ci ripensò successivamente quando venne sentito dalla Procura Federale, avendo l’interesse di diventare il pentito-collaboratore, colui che spara quanti più nomi sia possibile. E tanto più grosso è il nome, tanto maggiore è l’eco della notizia, tanto meglio è.

Quello a cui stiamo assistendo altro non sembra che un nuovo attacco, a sei anni di distanza, per i tifosi bianconeri. Con le modalità di sempre: zero prove, nessun riscontro oggettivo, tanti se e tanti ma. E’ per questo motivo che occorre oggi più che mai rimanere uniti ed alzare la voce, anche a costo di risultare sgarbati. Pronti a combattere una nuova battaglia, senza retrocedere nemmeno di un centimetro in un momento topico come quello che stiamo vivendo in questi giorni, pronti a nuove azioni volte a difendere il nome della Juventus in qualsiasi sede.

“Organizziamoci” c’è. Al fianco della Juventus, di Conte, di Alessio, di Stellini, di Pepe e di Bonucci. Abbiamo gli occhi ben aperti e restiamo sempre vigili, pronti a batterci contro chiunque si permetta anche solamente di fare illazioni contro la Juventus. Abbiamo impiegato sei anni per rialzarci ma adesso siamo tornati. E non permetteremo a nessuno di distruggerci di nuovo.

*Redazione JuveCentral.it  - Organizziamoci
“Organizziamoci” è seguito da : Juvenews.net, JuveCentral.it, Juvemania.it, CanaleJuve.it, NobiltàGobba.com, Il Blog di Alessandro Magno, Cronache Bianconere, La Divina Juventus, Juveforever.net, ForzaJuveblog.com, Juventus Compagna di Viaggio e altri ancora. In passato nostre iniziative sono state riprese da Calcio GP, di Giancarlo Padovan, e dal sito Ju29ro.com.


Cristian Rocca: Il patteggiamento di Conte é un male. Agnelli se ne pentirà!

                                   
    CONTE: VOI SIETE LA MAFIA DEL CALCIO!     
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GALLIANI: QUESTA TE LA FACCIO P_AGARE
E' LA MAFIA DI VIA TURATI, HA MESSO IN MOTO LO SCAGNOZZO: PALAZZI
PALAZZI OSPITE DI GALLIANI
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CAMILLO - il Blog di cristian Rocca
   L’unico reato è la Federcalcio
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Dunque pare che la Juventus abbia convinto Antonio Conte ad accettare il male minore, a patteggiare con l’inquisizione sportiva. Passerà la tesi che patteggiare vuol dire ammettere la colpa, la colpa di aver saputo che c’era una combine ma non di averla denunciata ai piccoli Vishinsky della Federazione.
Un’accusa che peraltro non è nemmeno l’accusa che il pentito Carobbio, il Ciancimino del calcio, ha rivolto a Conte. Carobbio, pur cambiando versione, ha detto che Conte era parte della combine e che l’aveva addirittura comunicata ai giocatori durante una riunione tecnica.

Questo è illecito sportivo, non omessa denuncia. Ma Palazzi non gli ha creduto, anche perché una ventina di persone ha smentito la soffiata di Carrobbio.

Un procuratore al servizio di un sistema non paradossale né sovietico avrebbe prosciolto Conte senza indugi, così come giustamente non ha coinvolto tutti gli altri giocatori e dirigenti. Avrebbe anche tolto qualche sconto di pena al pentito falsario. Invece ha mutato il reato, per non minare la credibilità del pentito su cui si basa tutta l’impalcatura dell’inchiesta.

Cioè è successo che un poco di buono ha accusato uno stimato professionista di omicidio, ma non ci sono le prove, anzi ci sono le prove che sia tutto falso, eppure i pm lo mettono ugualmente sotto processo perché non poteva non sapere che qualcun altro avrebbe voluto uccidere una persona il cui cadavere peraltro non è stato trovato. Siamo oltre Orwell. Tanto più che l’onere della prova è ribaltato, come in un paese popolato di mozzorecchi e Travagli. Non saranno i Torquemada della FGCI a dover dimostrare l’accusa (a proposito: caro Monti, nessuna Spending Review su questi inutili e dannosi carrozzoni romani?), ma dovrà essere Conte a dimostrare in un processo lampo e senza dibattimento di non aver saputo niente della combine. Impossibile. Una farsa. Un’inquisizione medievale da far rimpiangere la fuga del dottor Ingroia verso un incarico guatemalteco.

Il processo dunque non c’è, il deferimento inquisitorio è una condanna senza prove. La parola di un Ciancimino qualsiasi o di altri invidiosi giocatori falliti vale più di quella dell’allenatore dei campioni d’Italia, uno noto peraltro per la maniacale voglia di vincere (altro che appattarsi per pareggiare). La tesi della Juventus dunque è meglio un danno di due mesi, col patteggiamento, che andare alla guerra a mani nude per ottenere una sconfitta sicura (1 anno di squalifica).
Siamo in zona Zaccone, però.

Credo che Andrea Agnelli abbia fatto bene a difendere i suoi tesserati da questo ulteriore attacco dell’imbarazzante Palazzo romano che da 6 anni guida il calcio italiano verso il declino (non credo sia un caso che a contrastare questo declino ci siano solo Antonio Conte e Andrea Agnelli con organizzazione, competenze e capacità fuori dal comune. La Società e la squadra Juventus – con lo stadio di proprietà, il gioco entusiasmante e i calciatori italiani – sono l’unica certezza e speranza a fronte dello sgonfiamento della bolla guidorossiana e del declino berlusconiano delle due squadre di Milano. Guardate le facce dei vertici parastatali del calcio, compreso il miracolato Albertini, e capirete di che cosa sto parlando).

Ma così come Andrea Agnelli ha già chiesto un risarcimento di oltre quattrocento milioni di euro a questa Federcalcio, per il golpe 2006, in quest’occasione avrebbe dovuto far saltare il banco. Non so come, ma avrebbe dovuto farlo, magari chiedendo l’abrogazione istantanea dell’inquisizione sportiva, anche a rischio di violare la clausola compromissoria (l’Inter, ai tempi, aveva presentato il famoso dossier ladroni alla procura di Milano, ma i Torquemada della Federcalcio non hanno fiatato e se avessero fiatato avrebbero prudentemente aspettato i tempi della prescrizione o escogitato pene pecuniarie inesistenti in modo da punire la manipolazione illecita dei campionati con i passaporti falsi in modo diverso che con la retrocessione).

L’idea che uno sport professionistico e un business milionario con società quotate in Borsa possa ancora essere gestito da un ente parastatale con arcaiche regole extragiudiziali buone per campionati amatoriali non è solo ridicolo, è il vero reato che andrebbe perseguito e punito.

Il patteggiamento di Conte non è il male minore. È un male e basta. Agnelli se ne pentirà. Ricomincerà a tuonare la grancassa mediatica del bar dello sport, anche se con juicio perché questa volta a Torino non ne sarebbero contenti e i giornalisti si sa che sono molto attenti a queste cose.

Agnelli se ne pentirà perché si porterà dietro la squalifica di Pepe (perché uno dice in una telefonata che Pepe aveva detto di no alla combine) e la possibile fine della carriera di Leo Bonucci, messo in mezzo da una banda di delinquenti.

Se Conte, Bonucci, Pepe e tutti gli altri hanno commesso reati vanno certamente puniti con severità. Ma compito di un processo è dimostrarlo, non presumerlo sulla base di ciò che dice un imbroglione colto con le mani nella marmellata. Ma siamo un paese che preferisce credere ai propri demoni, ai primi mascalzoni che passano e a un ente inutile e dannoso del parastato italiano. Poi uno dice lo spread.  - 29 luglio 2012 Blog 
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GLI SCAGNOZZI PALAZZI & TAVECCHIO AL SERVIZIO DEL POTERE MENEGHINO! 
IN COMBUTTA PER INCASTRARE ANTONIO CONTE 
UN CONTE RIFLESSIVO, CHE SPIEGA MEDLIO DI MILLE PAROLE!
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Il patteggiamento di Conte È un male e basta. Agnelli se ne pentirà!
Cristian Rocca

domenica, luglio 29, 2012

STEFANO PALAZZI: SUPER PROCURATORE FEDERALE, O SUPER DELINQUENTE?

                                   STEFANO PALAZZI, E TRONCHETTI IL SUO BOSS?

Se Conte sapeva come dice il pentito Carobbio, come mai gli altri non sapevano? Mi pare che le combine si fanno in due, chi era l’altro? E come mai gli altri non sono stati deferiti per omessa denuncia anche loro?
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Antonio Conte deferito per l'omessa denuncia riguardante la partita Novara-Siena, del 1/o maggio 2011. Omessa denuncia anche per il vice di Conte, Angelo Alessio, il collaboratore tecnico Cristian Stellini, il preparatore dei portieri Marco Savorani e il preparatore atletico Giorgio D'Urbano.

Ma i giocatori che erano presenti alla riunione tecnica: Cristiano Del Grosso, Gonçalo Jardim Brandão, Simone Vergassola, Salvatore Mastronunzio, Reginaldo, Emanuele Calaiò,  Daniele Ficagna, Luca Rossettini, Gennaro Troianiello, Andrea Rossi, Alessandro Iacobucci, Domenico Danti, Francesco Bolzoni, Luca Marrone, Simone Farelli,  Alessio Sestu, Ciro Immobile, Richard Marcone e Pedro Kamatà non erano tesserati?

Ma se Conte è stato rinviato a giudizio per omessa denuncia, per quale motivo non hanno subito la stessa sorte gli altri venti, trenta personaggi presenti a quella fatidica riunione tecnica? Mi sfugge qualcosa? Si, perche' in questa vicenda qualcosa non torna.

Altra cosa che non torna: Bonucci e Ranocchia, che al tempo erano la coppia centrale del Bari, insieme coinvolti nelle accuse sono stati interrogati da Palazzi, come mai il primo e' stato deferito per illecito sportivo, e il secondo no, perche'? Perche' gioca nell'Inter? (ops e' vero...e' risaputo che Moratti riempie le tasche di soldi!) . Questa e' la giustizia sportiva? Questo e il Super Procuratore Federale? Solerte ed attento solo verso una societa', bradipa verso quelle di Milano e Roma! Il Napoli ad esempio, il caso Giannello fino a settembre non verra' preso in esame. Perche'? Questa e' la giustizia? Salvaguarda chi ha alterato partite facendo scommesse e condanna chi da esso e accusato?

Forza caro Presidente, e' giunta l'ora di dimostrare che gli Agnelli sanno anche essere dei lupi! Lupi affamati di verita' e di giustizia! Quella forza che viene  dimostrata nell'ambito della Fiat, e' ora di tirarla fuori anche per la Juventus! Questa' e' l'occasione che tutti noi tifosi iuventini (13/14 milioni!) aspettiamo da un Agnelli! Ora ci sara' il processo? Conte non deve dare ascolto alle sirene gazzettae e' patteggiare! E' ora che la societa' dia segnali precisi e traccianti, tipo: non partecipare alla Supercoppa a Pechino e rifiutarsi di dare i giocatori alla Nazionale italiana per l'amichevole del 15 agosto!
Elena Lepore
                                    ECCO  PERCHE' BONUCCI DEFERITO E RANOCCHIA NO!

sabato, luglio 28, 2012

Marco Paoloni, Palazzi mi ha detto: “Se tu dici questo, avrai uno sconto della pena”.

                                                      GALLIANI, PROMESSA MANTENUTA

25 febbraio 2012 Milan Juventus 1-1, fine primo tempo. Scontro verbale Galliani-Conte:
Galliani urla: “Ladri! Ecco cosa succede quando ci si lamenta tutta la settimana con gli arbitri”

Conte: “Da che pulpito… voi siete la mafia del calcio”
                                                      Galliani: “Questa te la faccio pagare”!
Allegri dopo Juventus-lecce del 2 maggio?  “ora comincio a divertirmi…qualcosa succederà….

Questa inchiesta va avanti da oltre un anno e mezzo ed appare alquanto strano che Conte venga tirato in ballo da Carobbio solo alle soglie del processo sportivo: fine campionato....il tempo giusto per la mafia della Villa San Martino di mettere in atto la promessa di Galliani: “Questa te la faccio pagare”! E' poi farla cuocere in Via Turati!

Ora puntiamo i fari  sul pentito Filippo Carobbio, scommettitore patologico, per sua ammissione un delinquente taroccatore di partite di calcio! Lo stesso Filippo Carobbio che di fronte ai PM di Cremona non menziona i fatti che coinvolgono Antonio Conte, si fa tornare improvvisamente la memoria coinvolgendo l'allenatore della della Juventus solo dopo il colloquio con il Procuratore Federale - Marco Paoloni, Palazzi mi ha detto: “Se tu dici questo, avrai uno sconto della pena”. (Ma in che paese viviamo?)

24 persone coinvolte ne caso Siena, UNO accusa, 23 smentiscono, il SUPER procuratore crede all'accusatore (e' te credo...mica poteva scegliere di volare da un viadotto come il concittadino Adamo Bove...) ma "stranamente?" ne deferisce solo uno, e' per due volte! Non solo, per uno di questi deferimenti non viene accusato direttamente, ma indirettamente: perche' non poteva non sapere!

Non esiste un solo riscontro diretto od indiretto che avvalori le accuse di Carobbio, tutti i presunti coinvolti da questa vicenda hanno smentito il pentito. Poi la favola uscita dalla "solita fantasia napoletana": non poteva non sapere!
                                         Stefano Palazzi, Braccio Armato dei Poteri Meneghini?

lunedì, luglio 16, 2012

Filippo Lazzeroni, Cari amici gobbi,sono trenta! Io sto Con Andrea

 
ho letto con attenzione il pezzo di Moncalvo. Io sulla scelta di Andrea non ho nulla da ridire, anzi, credo sia la migliore delle scelte possibili.
Qualcuno potrebbe anche dire che era l'unica strada percorribile (e sarei portato a dargli ragione), ma anche in tale caso resterebbe "la migliore delle scelte possibili".
Escluse per decenza ipotesi fantasiose, come quella che era stata ventilata a maggio, tipo stelle comete o altro (e tenendo presente che la seconda maglia, quella rosa, di quest'anno, aveva le due stelle d'oro e quella grande nera, quindi l'idea ce l'eravamo bruciata da soli un anno fa...), le scelte erano:
- 0 stelle;
- 1 stella;
- 2 stelle;
- 3 stelle.
 
Parto da quella che mi avrebbe dato più noia, e penso anche a voi, come ad Andrea: 2 stelle.
Fastidiosissime. Dopo aver addobbato stadio, bandiere e sciare con tre stelle, sulla maglia non avremmo avuto il coraggio di mettere la terza. Codardi, siete solo chiacchiere e distintivo, ci avrebbero detto.
 
Coraggiosa ma "da brividi" la linea dura delle 3 stelle.
Guardiamo il mondo in cui viviamo.
Zeman può tranquillamente dire "22 o 23" senza che nessuno gli chieda "scusi, Zeman, noi ne contiamo 28; quali sono i 5 o 6 illegittimi? Forse anche quello vinto da suo zio?" e autografare una maglietta "odio la Juve", senza che nessuno dica niente.
Andrea, invece, è a rischio deferimento per aver detto di non aver le stesse opinioni matematiche della federazione.
Mettere la terza sarebbe stata considerata una provocazione con non so quali conseguenze.
Se l'anno scorso si sono accorti inaspettataente che eravamo pericolosi ed abbiamo avuto il secondo rigore a metà aprile, quest'anno, col supermarket Milan che vende e copre le perdite e si indebolisce, già temono un bis e poi un ter, Stramaccioni e Zeman permettendo. Vogliamo avere il primo rigore a maggio? Con le tre stelle sulla maglia sarebbe stato un rischio concreto.
 
Senza contare, poi, che mettere la terza stella, agli occhi di qualsiasi giudice di tribunale che dovrà valutare la situazione, non sarebbe stata una mossa astuta, penso io, in una strategia processuale; ma per questo ci sono gli avvocati.
 
Una sola stella. Scelta vintage che, se non ci avesse accomunato ai meneghini, sarebbe stata anche percorribile. La stella nacque per il decimo scudetto, nel 1982 mettemmo la seconda in base ad una consuetudine non scritta. Quindi se la stella vuol dire "almeno 10 scudetti", una si sarebbe anche potuta lasciare. Ma, come detto, ci avrebbe equiparato per numero di stelle al club più titolato al mondo (non ne saremmo degni!) ed a chi dice di averne impunemente 18, contando i tavolini.
Noi siamo "FIERI DI APPARTENERE AD UN'ALTRA SPECIE".
 
Meglio quindi toglierle. Nessuno ci può obbligare a metterne due, ed è sicuramente la miglior risposta a chi ci aspettava al varco; se questo è il vostro modo di contare le vittorie, noi non ci stiamo.
Noi siamo come un collezionista di quadri preziosi, che ne ha legittimamente acquistati 30 alle aste; 2, nottetempo, gli sono stati trafugati; uno di essi è esposto nella casa di chi, sconfitto all'asta, ha ritenuto di farsi giustizia da sè, "non importa se l'asta era regolare, lo prendo come risarcimento!", urla. Fino a che non li avremo riportati a casa, potremmo dire di averne vinti 30 ma di detenerne solo 28, stante la sottrazione.
 
In margine:
- la scritta "30 sul campo" mi lascia sostanzialmente indifferente, fa molto più rumore l'assenza delle stelle, soprattutto sul nero;
- viviamo, per fortuna, altri tempi, diversi da quelli in cui togliemmo le due stelle dal petto per metterle sul braccio nel 2006/2007, quando ci si vergognava ad indossare anche i polsini col tricolore (forse i cobolli, il blòn e i gigli avrebbero vietato anche a Bojinov, in rosa quell'anno, di indossare un polsino con i colori della sua Bulgaria, perchè biancorossoeverde): quell'anno il tricolore poteva essere indossato solo sullo "smoking bianco"; ecco, un gesto come quello di quest'anno, avessimo avuto una società con i cosiddetti, mi sarebbe piaciuto nel 2006;
- se mondo e pallone continueranno a girare, fin quando un giudice non ci avrà dato ragione o, almeno, non si sarà dichiarato competente per decidere, anche qualora tra 22 mesi pure il pallottoliere di abete dovesse contarne 30, io le stelle sulla maglia non le metterei più.
Filippo
 
 
 
 
Cari amici,
ho letto con attenzione il pezzo di Moncalvo. Io sulla scelta di Andrea non ho nulla da ridire, anzi, credo sia la migliore delle scelte possibili.
Qualcuno potrebbe anche dire che era l'unica strada percorribile (e sarei portato a dargli ragione), ma anche in tale caso resterebbe "la migliore delle scelte possibili".
Escluse per decenza ipotesi fantasiose, come quella che era stata ventilata a maggio, tipo stelle comete o altro (e tenendo presente che la seconda maglia, quella rosa, di quest'anno, aveva le due stelle d'oro e quella grande nera, quindi l'idea ce l'eravamo bruciata da soli un anno fa...), le scelte erano:
- 0 stelle;
- 1 stella;
- 2 stelle;
- 3 stelle.
 
Parto da quella che mi avrebbe dato più noia, e penso anche a voi, come ad Andrea: 2 stelle.
Fastidiosissime. Dopo aver addobbato stadio, bandiere e sciare con tre stelle, sulla maglia non avremmo avuto il coraggio di mettere la terza. Codardi, siete solo chiacchiere e distintivo, ci avrebbero detto.
 
Coraggiosa ma "da brividi" la linea dura delle 3 stelle.
Guardiamo il mondo in cui viviamo.
Zeman può tranquillamente dire "22 o 23" senza che nessuno gli chieda "scusi, Zeman, noi ne contiamo 28; quali sono i 5 o 6 illegittimi? Forse anche quello vinto da suo zio?" e autografare una maglietta "odio la Juve", senza che nessuno dica niente.
Andrea, invece, è a rischio deferimento per aver detto di non aver le stesse opinioni matematiche della federazione.
Mettere la terza sarebbe stata considerata una provocazione con non so quali conseguenze.
Se l'anno scorso si sono accorti inaspettataente che eravamo pericolosi ed abbiamo avuto il secondo rigore a metà aprile, quest'anno, col supermarket Milan che vende e copre le perdite e si indebolisce, già temono un bis e poi un ter, Stramaccioni e Zeman permettendo. Vogliamo avere il primo rigore a maggio? Con le tre stelle sulla maglia sarebbe stato un rischio concreto.
 
Senza contare, poi, che mettere la terza stella, agli occhi di qualsiasi giudice di tribunale che dovrà valutare la situazione, non sarebbe stata una mossa astuta, penso io, in una strategia processuale; ma per questo ci sono gli avvocati.
 
Una sola stella. Scelta vintage che, se non ci avesse accomunato ai meneghini, sarebbe stata anche percorribile. La stella nacque per il decimo scudetto, nel 1982 mettemmo la seconda in base ad una consuetudine non scritta. Quindi se la stella vuol dire "almeno 10 scudetti", una si sarebbe anche potuta lasciare. Ma, come detto, ci avrebbe equiparato per numero di stelle al club più titolato al mondo (non ne saremmo degni!) ed a chi dice di averne impunemente 18, contando i tavolini.
Noi siamo "FIERI DI APPARTENERE AD UN'ALTRA SPECIE".
 
Meglio quindi toglierle. Nessuno ci può obbligare a metterne due, ed è sicuramente la miglior risposta a chi ci aspettava al varco; se questo è il vostro modo di contare le vittorie, noi non ci stiamo.
Noi siamo come un collezionista di quadri preziosi, che ne ha legittimamente acquistati 30 alle aste; 2, nottetempo, gli sono stati trafugati; uno di essi è esposto nella casa di chi, sconfitto all'asta, ha ritenuto di farsi giustizia da sè, "non importa se l'asta era regolare, lo prendo come risarcimento!", urla. Fino a che non li avremo riportati a casa, potremmo dire di averne vinti 30 ma di detenerne solo 28, stante la sottrazione.
 
In margine:
- la scritta "30 sul campo" mi lascia sostanzialmente indifferente, fa molto più rumore l'assenza delle stelle, soprattutto sul nero;
- viviamo, per fortuna, altri tempi, diversi da quelli in cui togliemmo le due stelle dal petto per metterle sul braccio nel 2006/2007, quando ci si vergognava ad indossare anche i polsini col tricolore (forse i cobolli, il blòn e i gigli avrebbero vietato anche a Bojinov, in rosa quell'anno, di indossare un polsino con i colori della sua Bulgaria, perchè biancorossoeverde): quell'anno il tricolore poteva essere indossato solo sullo "smoking bianco"; ecco, un gesto come quello di quest'anno, avessimo avuto una società con i cosiddetti, mi sarebbe piaciuto nel 2006;
- se mondo e pallone continueranno a girare, fin quando un giudice non ci avrà dato ragione o, almeno, non si sarà dichiarato competente per decidere, anche qualora tra 22 mesi pure il pallottoliere di abete dovesse contarne 30, io le stelle sulla maglia non le metterei più.
 
Filippo

Per Giustizia! da Marra alla Boccassini, da Lepore a Narducci, da Ingroia a Palamara: Tutti all'Asinara!

                              Il Beduino presidente dell dell'Associazione Nazionale "magistrati"
Giulio Petrilli e la storia dei suoi sei anni di galera..Ce la racconti......

"Fui arrestato il 23 dicembre 1980 con l'accusa di partecipazione a banda armata, per un presunto coinvolgimento nell'organizzazione Prima Linea. Non avevo neanche ventidue anni, all'epoca, ed ero iscritto alla facoltà di Lettere dell'Università dell'Aquila. In primo grado fui condannato a 8 anni, che cominciai a scontare passando da un carcere all'altro in un regime detentivo peggiore dell'attuale 41-bis, regolato allora dall'articolo 90, che prevedeva l'isolamento totale. Appena un'ora d'aria al giorno e le restanti 23 in cella, con non più di tre o quattro libri nei quali poter cercare conforto, o riparo dal buio sfibrante della solitudine. In appello fui riconosciuto innocente e la sentenza fu confermata anche dalla Cassazione - e a maggio uscì finalmente dal carcere: sei anni di detenzione ingiusta. Anni che nessuno potrà mai restituirmi. Il mio è uno dei tanti errori giudiziari mai risarciti...

Ma palla-amara minaccia lo sciopero,dice che loro devono essere sereni, che non devono pagare quando si comportano da psicopatici, dice che la serenità ce la devono togliere solo a noi quando ci capita di vedere una convocazione in procura e non ci passa nemmeno per l'anticamera del cervello quale possa esserne il motivo...Voi direte, e perchè mi devono convocare in procura se non ho fatto niente... E li sta il bello dell'incubo italiano. Quando sbagliano devono pagare e salato, perchè ci sono personaggi tra questi psicopatici che hanno decine di detenzioni ingiuste comminate a poveri cristi e nessuna legge (che non c'è) li ferma, anzi, la promozione è spesso "il provvedimento disciplinare", vedi il caso Tortora e il suo boia di persia promosso poi al csm....La Juve non bara, ilda boccassini all'asinara...  (Barbara76)
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E' sapete chi e' PALLAMARA? Il Talebano faccia di tonno tanto caro al picconatore (massone o no, PER: quel Faccia di Tonno merita 10 e lode!> .   .http://www.youtube.com/watch?v=5BIzXnRv-10 .)? Ebbene e quel magistrato con la faccia da Talebano che nell' "illecito Affaire" Sensi-Bergamo-Polizza assicurativa Milionaria scoperta a Livorno, ha reclamato l'inchiesta alla procura di Roma con la scusa del diritto territoriale per poi insabbiarla! Quello stesso Luca Palamara che si e' fatto corrompere inventandosi accuse criminali contro Moggi, padre e figlio (GEA WORLD), spendendo i soldi dei cittadini, e rovinando carriere e famiglie! Con il corrotto Giudice Fiasconaro che per salvare il culo (la faccia e' uguale!) al suo BOSS ( il Talebano faccia di tonno, e' il presidente dell'Ass. a Delinquere - ANM, no?) si inventa il delitto di: violenza privata... puah Che schifo!!!

giovedì, luglio 12, 2012

Andrea Agnelli: "Le nostre azioni legali, i ricorsi, non li abbiamo dimenticati.

                                 "Gli scudetti si vincono sul campo'. Noi ne abbiamo '30 sul campo"

ju29ro.com news
 di: Redazione
Agnelli: non riconosciamo la matematica della Federazione

La presentazione ufficiale delle maglie, avvenuta ieri allo Juventus Stadium, è stata per Andrea Agnelli l'occasione per toccare alcune questioni calde, e in primis quella che riguarda da vicino proprio la maglia, ovverosia la questione della Terza Stella. Così Andrea ha motivato la scelta operato dal club:

"Questo trentesimo scudetto parte da lontano, perché dobbiamo chiaramente tornare indietro e fare un ragionamento su quelle che sono state le vicende del 2006 e quindi su cosa questo ha significato Io ho sempre ricordato che la Juventus ha rispettato quelle che sono state le decisioni della giustizia sportiva allora; sono emersi fatti nuovi, il Consiglio federale ha avuto un momento per mettere se non la parola fine almeno un reset, si è deciso di non decidere, come abbiamo ricordato l'anno scorso e da lì è partita una serie di azioni legali che poco hanno a che vedere con lo sport, però molto hanno a che vedere con la tutela della dignità e del rispetto di un individuo, nel caso specifico una società che io rappresento, sia come presidente sia come juventino.

Le nostre azioni legali che oggi sono chiaramente in una fase fisiologica di incubazione, quindi i vari ricorsi, stanno procedendo e non li abbiamo dimenticati, anzi vengono costantemente monitorati. Il risultato sportivo dell'anno scorso, che è stato un risultato sportivo straordinario, ci ha portato ad un'asimmetria; noi contiamo gli scudetti e mettiamo uno più uno più uno più uno più uno in fila... e ci viene 30; quando poi guardo quella che è l'aritmetica della Federazione: uno più più uno più uno più uno... ne saltano due, più uno... e fa 28 E quindi qui evidentemente non ci troviamo molto d'accordo.

Quello che è stato il ragionamento che noi abbiamo fatto; abbiamo preso le due stelle, che sono quelle che rappresentavano i 29 scudetti fino ad ieri, visto che una stella ne rappresenta 10, noi non riconosciamo più il modo di contare, l'aritmetica della Federazione, e abbiamo deciso di togliere le stelle dalla maglia perché non riconosciamo più il modo di calcolare che ha la Federazione. E da qui lo sforzo della Nike di venire incontro a quello che è un nostro ragionamento prettamente ideologico.

Quindi questa è stata la scelta, andando ad apporre anche quelle che sono state le mie parole alla cerimonia di inaugurazione: 'Gli scudetti si vincono sul campo'. Noi ne abbiamo '30 sul campo' e da lì la scritta che abbiamo apposto sotto il nostro logo. Questo è stato il ragionamento che si porta avanti, che porta avanti la situazione di dialettica con la Federazione, dialettica che avviene sia negli uffici con i rappresentanti della Federazione sia per quanto riguarda i tribunali perché una serie di procedimenti sono ancora in corso"
 
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Agnelli: La giustizia sportiva e il caso Conte - Ma Andrea Agnelli non si è limitato alla tormentata questione della Terza Stella nel suo intervento; ha allargato il campo alle vicende della Lega di serie A ("Sulla Lega c'è una cosa che mi dà fastidio. Sentire i commenti che affermano 'in Lega non succede niente" mi danno fastidio'") e quindi alle questioni della ripartizione dei diritti Tv (con i conseguenti attriti) e della governance della Lega stessa (per poter tornare a rapportarsi con le altre istituzioni sportive, cioè Governo, Coni, Figc e altre federazioni, come interlocutore credibile , invece che come 20 persone che litigano su un unico argomento), dimostrando così una statura ben differente da quella di chi da sempre rincorre solo i propri particolarismi e gioca con le tecniche dello 'spinga spinga'.

E ovviamente ha toccato anche il tema caldo della Giustizia sportiva, affermando che una delle priorità è rivedere il codice di giustizia sportiva, con la necessità di introdurre delle differenziazioni tra lo sport di base e lo sport superprofessionistico; ed ha poi auspicato, prendendo lo spunto dal calcioscommesse, che la giustizia ordinaria possa essere più sinergica con la giustizia sportiva.

Da lì è stato inevitabile passare al caso di Antonio Conte:
"Il nostro mister, Antonio Conte, è stato più e più volte portato sulle prime pagine dei giornali su una vicenda su cui comunque non ha ancora avuto la possibilità di far sentire la sua voce. Adesso finalmente venerdì andrà a Roma in quanto è stato convocato dal procuratore Palazzi Conosco Antonio da vent'anni, conosco i suoi valori, la sua personalità e so che lui, da quando si alza a quando va a dormire, e poi lo sogna, pensa solo alla vittoria, che è sua figlia e che è quello che vuole come risultato sul campo. Mi sono confrontato con lui più e più volte e sono molto sereno su quelli che saranno gli sviluppi nei prossimi giorni. Adesso finalmente anche lui avrà l'opportunità di andare dal procuratore Palazzi e durante l'interrogatorio chiarirà la sua posizione e potrà così tornare serenamente dal giorno dopo ad allenare la Juventus. Dobbiamo confermare quanto di buono fatto la stagione passata. Ma è un anno come un altro, in cui abbiamo quella che è la mission della Juventus: vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta".

Rispondendo poi alle domande di un giornalista che chiedeva di un caso B in relazione ad un'ipotetica squalifica di Conte:
"Caso Conte e piano B? Non esiste il piano B".

E ad un'altra domanda che gli ricordava la punzecchiatura di Allegri sul fatto che, conteggiando la vittoria nel campionato di serie B, gli scudetti della Juve sarebbero addirittura 31, dopo aver ricordato quanto sia strano che tutti gli altri guardino in casa della Juve e non pensino invece ai casi propri (come fa la Juventus), ha 'sistemato' l'urticante mister rossonero con una battuta ad hoc, questa sì davvero ironica, quasi caustica:
"L'unica cosa che posso dire ad Allegri è che se la Juve ha 31 scudetti il Milan ha 2 stelle".

ju29ro.com  (12 luglio 2012) 

mercoledì, luglio 11, 2012

Il Presidente Andrea Agnelli: non riconosciamo più il conteggio della Federazione; gli Scudetti sono 30.

                                       Inizio Stagione 2012-2013 - presentazione nuove maglie,
ndrea Agnelli: «Noi contiamo fino a 30, la Federazione fino a 28. Non riconosciamo questa cosa quindi abbiamo deciso di levare le stelle».

Il presidente Andtrea Agnelli da inizio alla cerimonia della presentazione delle nuove maglie:
"Buongiorno a tutti e ben ritrovati qua allo Juventus Stadium, quello che abbiamo ribattezzato l'anno scorso 'Lo stadio che cambia il calcio'. Di questi tempi, l'anno scorso, invece di vedere un video così emozionale, quanti avrebbero creduto che questa annata sarebbe finita così...poi li devo cercare, perchè le previsioni a inizio anno non erano così ottime rosee. Facemmo vedere un video che faceva vedere molto velocemente l'anno e mezzo-due anni di costruzione, quindi come lo stadio Delle Alpi è stato abbattuto ed è stato costruito lo Juventus Stadium, che abbiamo presentato l'8 settembre. Un progetto sul quale abbiamo creduto fortissimamente, che nasce da lontano e abbiamo visto realizzato. Un impianto capace di vivere sette giorni su sette. Le attività che sono state svolte qui da ottobre ad oggi lo testimoniano, sono stati svolti circa 60 eventi. Abbiamo lanciato recentemente il museo. Museo e visite allo stadio che hanno raggiunto nel giro di sei mesi 70000 visite, quindi un qualcosa di impensabile fino a un anno fa. Con estremo orgoglio torniamo qui, questa è la mia fase, un altro evento, The Chance, un evento estremamente importante per il nostro sponsor, in concomitanza con la presentazione della maglia 2012-2013. Io sono qui per dare il benvenuto ad Andrea Rossi, il gran cerimoniere per la presentazione delle nuove maglie con lo scudetto sul petto".

Poi Agnelli ringrazie la Nilke per lo splendido lavoro fatto sulle maglie:

Ringrazio la Nike per questo perché gli abbiamo chiesto uno sforzo doppio. Ci siamo chiesti come rappresentare i 30 scudetti e le tre stelle. Ci sentiamo questi 30 scudetti. Questo scudetto n° 30 parte da lontano. Ho sempre detto che la Juve ha rispettato le decisioni della giustizia sportiva allora. Sono emersi dei fatti nuovi, si è deciso di non decidere e da lì sono partite delle azioni legali per una questione di dignità. Questo fa si che le nostre azioni legali stanno procedendo e ci ha portato al risultato sportivo dell'anno scorso. Noi contiamo e arriviamo a 30, la Lega a 28. E quindi abbiamo preso le due stelle e le abbiamo tolte perché non riconosciamo più il conteggio della Federazione. Da qui nasce il "30 sul campo" che abbiamo dato la possibilità di aggiungere sulla maglia. Detto questo non possiamo dimenticare il momento difficile in cui viviamo. È normale che ci sia uno scambio di opinioni con Coni, Federazione e Lega. Sulla Lega c'è una cosa che mi dà fastidio. Sentire i commenti che affermano "in Lega non succede niente" mi danno fastidio.

La nuova collezione? Mi ha preoccupato il fatto che restino sempre asciutte, io le vorrei vedere sempre bagnate (ride, ndr). Sono veramente felice. Sono maglie che per quel triangolo erano difficilmente ipotizzabili solo un anno fa. Noi sappiamo perfettamente quella che era la critica all'inizio dell'anno scorso, ma sapevamo altrettanto bene quando siamo partiti che quando si viene alla Juventus si viene con un unico obiettivo, un'unica ambizione, che è quella di vincere. Nella scorsa stagione abbiamo fatto una cavalcata indimenticabile, terminata da imbattuti. Siamo altrettanto consapevoli che dal primo luglio si ritorna ai blocchi di partenza, si parte tutti da zero, ma si è acquisita la consapevolezza di cosa vuol dire vincere e di poter vincere. Quest'anno abbiamo tre manifestazioni e l'ambizione della Juventus è di vincere ogni manifestazioni a cui prende parte. Queste maglie sono maglie bellissime, rappresentate dallo Scudetto centrale, dalla partnership decennale con Nike. E poi permettetemi di dire che Jeep è un altro marchio che impreziosisce questa maglia. I tre elementi, Juventus, Nike, Jeep, con lo Scudetto sopra, credo che le rendano una delle maglie più belle d'Europa"

http://www.juvechannel.it/?id=1263
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massimiliano allegri dice che gli scudetti vinti dalla Juve sono 31, perche' va aggiunto quello vinto in serie B «Allegri? Non rispondo a domande di questo tipo e non lo farò più. Io rispondo della Juve e non degli altri che devono pensare agli affari loro. L'unica cosa che posso dire ad Allegri è che se la Juve ha 31 scudetti il Milan ha 2 stelle».
                                                POVERACCI, RIDOTTI A BERE DI NASCOSTO

martedì, luglio 10, 2012

LA VECCHIA SIGNORA E TORNATA, UN BEL DI VEDREMO... INTANTO, SI RICOMINCIA DA MAGGIO 2-12

DA AGGIORNARE ANNUALMENTE
31 Maggio 2011- Nasce la Juventus di Andrea Agnelli:«Vinciamo con Conte»! 
Conte:«Riporteremo la Juve al livello che le compete!». E' cosi' fu
2011-2012 l'arrivo del Maestro: Benvenuto Andrea Pirlo.
E l'arrivo del Guerriero Arturo Vidal ["Welcom King Arturo"] Il - 31 Maggio 2012 - 
Comincia la Vendemmia: 30°Scudetto e Terza Stella... La Juve e' Tornata!
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https://www.youtube.com/watch?v=-QiTztcGJwM 
Il Capitano alza il Trofeo del 30°Scudetto della Sua Storia Gloriosa! (8°personale) 
a raggiungere il Cielo... Il Cielo degli Agnelli: Edoardo, Giovanni e Umberto. 
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E' la Vendemmia continua per vino di qualita' bianchonero, cioe': gli scudetti a Venire! 
Scudetto 2012-2013 - 31° della Storia, e' inizio del cammino veso la 4Stella! 

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E' il crescendo vittorioso della Vecchia Signora Juventus continua mietendo Records: 
102 punti in un campionato  
102 punti Record europeo di tutti i tempi
19 vittorie casalinghe in un campionato
33 vittorie in un campionato
57 punti su 57 in Casa
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49 Miglior sequenza di partite utili in cento anni di Serie A 
28 Miglior sequenza di partite in casa utili.
25 miglior sequenza di partite in trasferta utili: 25 record.
 
ECCO I CAMPIONI DI QUESTO CAPOLAVORO: ANTONIO IL GRANDE, MASSIMO&ANGELO!
Purtroppo dopo tanto benessere, il GRANDE ANTONIO, convinto che i Giocatori avessero la pancia piena, ha pensato di non poter vincere un quarto anno di fila, e' ammaliato dalle sirene del "Depravato Ducetto Mafioso, ha deciso di saltare la barricata per attovagliarsi a coloro che, ad alta voce accuso' di essere la Mafia del Calcio. Si pentira'. Purtroppo per lui.
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https://www.youtube.com/watch?v=e2e1ZgmxNF4
Ma alla Juventus vige la Legge: "Tutti Utili, Nessuno Indispensabile"! Cosi' i Veri Artefici del Campionario di Successi, si sono rimboccate le maniche e' rimessi a lavorare! Lavoro che piaccia o non piaccia ad Antonio Conte ed ai suoi seguaci, la squadra da lui abbandonata in modo ignobile, ha vinto il 33° Scudetto con 4 Giornate d'anticipo, Finale di Champion League e la Decima Coppa Italia 
Gli Architetti dei Successi, della Juventus di Andrea Agnelli: Marotta-Nedved-Paratici
https://www.youtube.com/watch?v=62eyDs_Hv2I
Soddisfatto il Presidente Andrea Agnelli, Analizza il cammino della Juventus 2014-2015 in Campionato, coppa Europa e Coppa Italia

GRAZIE PRESIDENTE, E' AUGURI PER IL QUINTO CONSECUTIVO! FINO ALLA FINE.

lunedì, luglio 09, 2012

ZEDENEC ZEMAN IL PAGLIACCIO DI BOEMIA: FOR YOUR EYES ONLY

ZEDENEC ZEMAN IL PAGLIACCIO DI BOEMIA 

VOGLIO DIVULGARE: "zedenec zeman", IL PAGLIACCIO DI BOEMIA

di BARBARA76
Zeman e la mafia: Critiche da Palermo
 Criticato dall' associazione "ricostruire Palermo" per l' intervista rilasciata a "Sette" 
PALERMO . Zdenek Zeman (nella foto), e' stato duramente criticato da Antonello Cracolici, di "Ricostruire Palermo", per le dichiarazioni sulla mafia, rilasciate dall' allenatore della Lazio nel corso dell' intervista rilasciata a "Sette", il settimanale del Corriere della Sera. A provocare le proteste di del capogruppo della lista comunale palermitana, in particolare, e' stata la replica "ma io non sono convinto che quella sia mafia", fatta da Zeman alla domanda sulle migliaia di vittime della mafia e sulle stragi di Capaci e via D' Amelio, e la risposta "no" al quesito "Immagino che sappia cos' e' Cosa nostra".
ALLA SCOPERTA DEL MITO DEI MEDIA ITALIANI
 PAGLIACCIO DI BOEMIA, O TIRAPIEDI DELLA MAFIA A PALERMO?
 (Corriere della Sera - 7 dicembre 1994)

 MILANO . "Se permettete, parlo anche di mafia" e' il titolo con il quale il settimanale del "Corriere della Sera", Sette, presenta una intervista a Zdenek Zeman, 47 anni, allenatore della Lazio calcio. Uomo di poche parole, alla carriera di medico ha preferito quella del pallone. E quando i russi invasero Praga, fuggi' (sempre molto eroico nelle sue idee..) dallo zio "Cesto" Vycpalek, il boemo emigrato in Sicilia-allenatore che avrebbe regalato due scudetti alla Juventus. (Vycplec emigrato in Sicilia? Regalato scudetti alla Juve? FALSO! ECCO LA SMENTITA!) 

Gianni Agnelli: «Il boemo? L'abbiamo salvato dalla cecoslovacchia comunista»  
A Palermo, Zeman e' cresciuto come uomo e come tecnico di calcio, anche se poi e' emigrato sulle panchine di Parma, Foggia e adesso Lazio. Alla domanda su come abbia scoperto la mafia, 
a muso duro, zeman ha risposto: 
"Io non l' ho mai scoperta, la mafia.
 Nel senso che non ho una definizione della mafia. Prima dovrei sapere qual e' la definizione, poi potrei rispondere. Che cosa intendiamo per mafia? La Cupola, Toto' Riina, Michele Greco?... Sono cose che si sentono, che si leggono... Ma io penso che se uno non tocca con mano non puo' giudicare. Cos' e' la mafia? Una associazione a delinquere con scopi di...?".
Alla provocazione Zeman, torvo, con tipica espressione mafiosa, replica con insistenza: 
"Ripeto: e' normale che uno rifiuti tutte le cose violente, ma non me la sento di dare un giudizio sulla mafia. Le stragi di 
Capaci e via D' Amelio? Ma questa e' mafia?... Allora, se questa e' mafia, cancello tutto e dico che la mafia e' una cosa 
 bruttissima, gravissima e cosi' via. Ma io non sono convinto che quella sia mafia".
Corriere della Sera - 7 dicembre 1994
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  Poi, all'apparizione dell'angelo gabriele (per zeman, "candido cannavo") della situazione, dira' e' per decenni ripetera', di aver scoperto la vera mafia in italia: la Juventus di Giraudo & Moggi
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20 Anni dopo, sull'orlo del 12°ESONERO, al zeman "allenatore o pagliaccio", rivolgo le 10 vecchie domande. Ma ci/mi rispondera': l'allenatore, o il Silenzio del Pagliaccio?
SULL'ORLO DEL 12°ESONERO,CHI MI RISPONDERA':L'LLENATORE O IL PAGLIACCIO BOEMO? 

10 domande che andrebbero fatte da un giornalista.Ma non le faranno mai, perche' cadrebbero tutti quei castelli di carta costruiti per fuorviare l'attenzione dai furti miliardari allo stato e non, dai loro padroni: "I Poteri Occulti!

solo 10 domandine signor zeman
1 - signor zeman, lei ha denunciato a suo tempo l’abuso di farmaci nel calcio, al punto di augurarsi che il calcio uscisse dalle farmacie. Potrebbe però dirci se le squadre da lei allenate, diciamoLicata, Messina, Foggia, Lazio, Roma, Napoli, hanno avuto a che fare con l’uso o abuso di farmaci?

2 - signor zeman, come avrà letto nell’infermeria della Juventus sono stati rinvenuti 248 farmaci (nella farmacia del Torino 247). Si ricorda quanti farmaci fossero presenti, a suo tempo, nell’infermeria delle squadre da lei allenate?

3 - signor zeman, quando i suoi giocatori si infortunavano o prendevano certe botte durante la gara, gli ematomi, come venivano curati? Si ricorda se venivano dati loro farmaci per lenire il dolore o farli guarire? E che tipo di farmaci davano?

4 - signor zeman, lei ha detto che alla Juventus propinavano ai giocatori: 20 grammi di creatina al giorno - « https://www.youtube.com/watch?v=sOaHt0uQDDw » -. Fermo restando che vorremmo da lei sapere se la creatina fa bene o male alla salute, ed in particolare, 1-se la creatina è sostanza dopante, 2-ci può dire dove ha letto che ne venivano propinati 20 grammi al giorno, chi l’avrebbe dichiarato, quando, e a chi e lei conme ne e' venuto a conoscenza?

5 - signor zeman, un suo ex calciatore: Allen Boksic, ebbe a dichiarare che volle andare via dalla Lazio perchè non voleva prendere certe pillole che "lei" faceva prendere a tutti i giocatori che dovevano scendere in campo! Se non era/e' vero e ha detto il falsi, come mai non l’ha mai smentito o addirittura querelato per diffamazione?

6- - signor zeman, lei divenne famoso come allenatore, perchè con una squadretta di C2 (Licata) diede spettacolo per qualche anno e la portò in C1. Pare che lei a suo tempo ebbe a dire ad una emittente Radio privata (TGS, Telegiornale di Sicilia, di Palermo) che il "calcio moderno si deve basare soprattutto sulla forza atletica e la scienza deve aiutare lo sviluppo di questa forza atletica." E pare anche che i giocatori del suo Licata prima delle partite, facessero certe "flebo". Ci può spiegare meglio quello che era il suo pensiero (scienza sul calcio), cosa contenevano quelle flebo e se per caso ha cambiato idea sul concetto che la scienza deve aiutare l’atleta a potenziarsi?

7 - signor zeman, lei accusa Giraudo di non farlo lavorare in Italia. Potrebbe dirci in che modo? Ovvero quante e quali società stavano per ingaggiare lei e sono state "sconsigliate" espressamente da Giraudo?

8 - signor zeman, lei ha detto che l’esultanza di Giraudo e Agricola dopo l'assoluzione nel processo d’appello, è la prova della loro responsabilità morale. Può spiegarci meglio il suo concetto, ed in particolare perchè un accusato generico, che sa di essere innocente, non debba esultare quando ottiene quella giustizia che anelava?

9 - signor zeman, lei ha anche detto che dirigenti come Giraudo sono la rovina del calcio. Ci può spiegare invece perchè non sono la rovina del calcio suoi ex dirigenti come Cragnotti e Sensi che spendevano e spandevano (quasi quanto il corruttore moratti!) indebitandosi fino al collo, anche a costo di frodare i risparmiatori e il fallimento delle loro aziende?

10 - Infine, signor zeman, lei ha più volte detto di essere stato educato da suo Zio Vyckpalec, allo stile Juventus, ed anzi di essere lei un tifoso bianconero. Potrebbe meglio spiegarci questo concetto, tenuto conto che lei ha commesso a suo tempo un gesto che non sarebbe mai stato tollerato da quello "Stile" a cui si ispira, ossia passare dalla Lazio alla Roma?

ECCO IL MODO DELL'INFAME BOEMO, DI AMARE LA JUVE.

domenica, luglio 08, 2012

IL FRATELLO SCARSO CHE vince SENZA RUBARE

                                                                      MASSIMO  MINUS  HABENS

Il fratello scarso è una figura ricorrente nella Storia d’Italia. I parenti lo affidano di solito al fratello più sveglio che gli fa da padre per tutta la vita. Massimo Moratti è il fratello scarso dei fratelli scarsi. E’ riuscito ad offuscare persino Paolo Berlusconi.

Gli si perdona qualunque cosa, anche le intercettazioni a Bobone Vieri. La famiglia per evitare danni lo ha nominato presidente dell’Inter. Gli ha concesso un vitalizio di qualche decina di milioni di euro all’anno per i giocatori. Lui è contento così.

Ogni tanto il fratello maggiore Gianmarco gli chiede di mettere una firma sui collocamenti. La gente si fida di lui, del suo aspetto da Bugs Bunny buono. E così è stato anche per il debutto di Saras in Borsa.

I Moratti hanno incassato 1,7 miliardi di euro, ne avevano bisogno per rinforzare la squadra. Il titolo fu quotato a 6 euro in un momento di crollo del settore energetico. Chi lo comprò perse il 12% in un solo giorno. Jp Morgan e Morgan Stanley, le banche responsabili del collocamento, guadagnarono 12 milioni di euro a testa grazie alle oscillazioni.

Riassunto: qualcuno decide che il prezzo di 6 euro è giusto, i risparmiatori ci credono, comprano, perdono. I Moratti e le banche ci guadagnano e la procura indaga. La Consob dov’era? Cardia illuminaci.

Lo scudetto di ieri non lo ha vinto l’Inter. Infatti il marchio non gli appartiene più da tempo. Lo ha venduto, dopo una rettifica a questo blog, alla Inter Brand srl per 159 milioni di euro. La Procura sta indagando per l’ipotesi di “buchi in bilancio per cui non ci sono indagati”.

Sono sicuro che è un’ipotesi che si dimostrerà priva di qualsiasi fondamento.
Massimo vince, ma senza rubare. 23 Aprile 2007

fonte il Blog di Beppe Grillo

Zeman coglione-gonfiato O sciacallo? Le due cose!

                                                                                 IL POVERACCIO
Zeman, con quell'aura di vittima del sistema che si è autoappiccicata, per cercare di giustificare una carriera che non ha niente di più di un Beretta  o di un Sannino (pur avendo avuto in mano squadre ben più qualitative).

Al tempo dei farmaci, anche lui ci provava con i beveroni di creatina. "Non davano risultato", disse poi, ma intanto non aveva allontanato schifato la polverina magica, nella lazio l'hanno dovuta rifiutare alcuni giocatori (dichiarazione del capitano Paolo Negro), mentre nel Foggia ne facevano incetta! Salvo poi fare pubblica accusa dei muscoli altrui.

Dal 2006 Moggi non c'è più, il sistema è finalmente pulito, eppure nessuno si è catapultato per assicurarsi le prestazioni di "uno dei migliori allenatori in europa", come si è modestamente descritto durante la sua testimonianza al processo Calciopoli.
 
Calcio champagne quello di zeman, ma dove? Licata c2, Foggia e Pescara in B sono le uniche vittorie di questo grumo emorroidario. E' stato esonerato e cacciato da Foggia, Lecce, Avellino, Salernitana, Napoli, Brescia, Parma, Fenerbache, Stella Rossa (Belgrado) è chi più na ha più ne metta!

GB Fabbri è arrivato secondo con il Vicenza, Guidolin con il Vicenza ha vinto la coppa italia,...Scala con il  Parma na vinto Coppa delle Coppe, Super Coppa Euopea, e Coppa Uefa (che ha portato calisto Tanzi a comprare il Parma per diventare la settima sorella del calcio italiano!) Bagnoli ha vinto lo scudetto con il Verona, l'Udinese di Spalletti, il chievo di Del Neri....... calcio spettacolo e vittorie . Altro che zeman.........
 .
Se questo sciacallo non aprisse la fogna ogni tre per due contro la juventus sarebbe già in Repubblica Ceca a guidare una Skoda di terza mano o un carro letame, attività a lui più congeniale….

venerdì, luglio 06, 2012

Cantatemi o prostitutei intellettuali l'arroganza di...Cesare Claudio Fabio Adriano Vespasiano Prandelli

                                                            Spagna 4-0 Squadra con le stampelle
Ma lo avete visto Cesare Claudio Fabio Adriano Vespasiano Prandelli, nei giorni post Italia-Germania, togliersi i sassolini dalla scarpa contro chi lo ha criticato per il trattamento di Criscito? ....presuntuoso, superbo, arrogante...giustamente a Casa con la coda tra gambe, e' con un cappotto... nel mese di Luglio!

Ha portato Ogbonna, e' fa giocare Chiellini che non sta in piedi! Ha portato Giovinco e fa giocare Cassano che per tutto l’Europeo non ha fatto altro che portarsi a spasso il suo culo pesante e la sua lentezza, al quale e' bastato un cross per Balotelli, agevolato da quella pippa difensiva di Hummels, per farlo assurgere al ruolo messianico che da 13 anni la stampa in-competente gli assegna.

Cassano ha l’attenuante della stagione spezzata dal problema cardiaco; Prandelli ha l’aggravante di averne fatto il suo punto fermo. Ha portato Nocerino, e fa giocare Montolivo e Motta... Ma faccia il piacere...Non ha portato Matri ( se e' vera la storia, dell'imposizione di paolillo/moratti: se Pazzini resta a casa, a casa resta pure Matri...e' da publico ludibrio!), e' contro la Spagna, con Balotelli doveva giocare Diamanti, capace anche di aiutare il centro campo!

A meno che il cervellone di cesare, era all'oscuro che Del Bosque avrebbe giocato senza attaccanti... Si lo so che a posteriori siamo tutti bravi a fare le formazioni...Ma qui si tratta di fatti troppo evidenti! Nella sua arroganza, il Cesare do Orzinuovi, in campo ha mandato una squadra con le stampelle!

I TRE DELL' "AVARIA": L' Ebete Giancarlo, il Gladiato Demetrio e il Cesare di orzinuovi

                                                                            I TRE DELL' "AVARIA"
Onestà vorrebbe che chi, per un intero Europeo e più, abbia parlato di Prandelli come il vate indiscusso "dei fasti" (sig!) della nostra nazionale, attribuIsca allo stesso i demeriti di una finale persa malamente. Il nostro buon padre di famiglia è riuscito a battere il record di tutti i tempi, in negativo per la nostra squadra, di aver preso quattro goal A zero in una partita di un torneo ufficiale. Eppure, come ha fatto notare qualcuno, di grandissime squadre, nella nostra storia, ne abbiamo incontrate. Ma mai nessuna è riuscita ad umiliarci come ha fatto la Spagna nella finale di Euro 2012.

Onestà vorrebbe che si sottolineassero gli errori marchiani di questa indegna finale, in cui è incappato il nostro ct. Nella partita del girone eravamo riusciti a giocare alla pari, se non meglio, imbrigliando il centrocampo iberico grazie al 3-5-2, perché non riproporlo? La sostituzione di Montolivo è stata assolutamente tragicomica. Thiago Motta è stato in assoluto il giocatore più inutile, per non dire dannoso, di questi europei.

Mandare in campo Chiellini in quelle condizioni è stata una iattura. Tenere De Rossi in quelle condizioni, togliendo Montolivo, un'assoluta follia. Nocerino, uno dei migliori dello scorso campionato, tenuto in naftalina. Giovinco idem. Il tanto decantato Diamanti, visto che si doveva recuperare ben due goal alla squadra più forte al mondo, che fine ha fatto?

Invece no. Prandelli rimane un grandissimo allenatore sol perché è riuscito a stramazzare un'Inghilterra ridicola e una Germania irriconoscibile. Il suo pupillo, Cassano - quanto sarebbe stato più utile un Giovinco - chiude definitivamente una carriera di luci e ombre, più ombre. Per Balotelli, una menzione d'onore. Ha finalmente dimostrato di tenere a qualcosa, e si è sacrificato come mai in carriera. Ma rimangono le esagerazione di tutti i commentatori verso un giocatore che deve ancora dimostrare di essere un grande giocatore.

Spero che l'esempio del precitato Cassano lo aiuti a capire che il limite tra il grande giocatore e l'eterna promessa è sempre labile. Risultato finale: Prandelli zero tituli.

Federico Antonio

martedì, luglio 03, 2012

Fabio Cannavaro denuncia la Rai. Juve impara.

                                         Fabio Cannavaro Campione del Mondo e Pallone D'Oro


Sulle orme di Cannavaro. Juve impara.
   Fabio Cannavaro denuncia la Rai.
              di: DALVADORE

L'ex giocatore della Juventus e capitano della nazionale campione del mondo nel 2006, Fabio Cannavaro, ha citato in giudizio la RAI con l'accusa di diffamazione e violazione della privacy.
Il fatto risale al video amatoriale del 1999 che mostrava Cannavaro in una conversazione scherzosa con alcuni suoi compagni di squadra prima della finale di Coppa uefa tra Parma, squadra dove militava l'ex calciatore, e O. Marsiglia.
Il video era di 4 minuti e mostravano alcuni calciatori mentre si stavano sottoponendo alcune flebo con commenti goliardici alla natura delle sostanze iniettate. Con quel video Cannavaro fu subito accusato di doping tanto che la Procura Federale aprì un fascicolo con conseguente inchiesta e relativo processoche culminò con l'assoluzione di Cannavaro dall'accusa di doping, visto che i liquidi iniettati, secondo la Procura, non appartenevano a categorie illegali
Tutto ciò a distanza di molti anni non è bastato a ripulire l'immagine del calciatore tanto che si è deciso di passare al contrattacco e trascinare in tribunale coloro che pubblicarono il filmato e realizzarono il servizio.
Nel ruolo di imputati figurano i due giornalisti Giovanni Masotti eMassimiliano Parisi
Cannavaro ha poi dichiarato: "Ancora oggi c’è un giornalista di Roma che insiste a definirmi dopato o ad associarmi a vicende di doping. Quel video mi ha creato problemi anche nei rapporti con gli sponsor".
Di contro i legali dei due giornalisti ‘Rai’ puntano sul fatto che Fabio Cannavaro non venne mai associato al mondo del doping e definito un drogato.
Andrea, per chi non porta rispetto alla Juve bisogna seguire l'esempio di Cannavaro.

lunedì, luglio 02, 2012

I FURTI STORICI DELL' inter, TACIUTI DAI SERVILI E MESCHINI GIORNALISTI ITALIANI

DOPO IL FURTO ALLA PRO VERCELLI nel 1910 - QUELLO ALLA JUVENTUS nel 1953-54

CAMPIONATO 1953-54: INTER 49, JUVENTUS 48
Alla fine del girone di andata Fiorentina, Inter e Juventus appaiate in testa, con il Milan appena sotto.

Poi la Fiorentina prende il largo e per nove turni detta legge. Ma Inter e Juventus non mollano. Solo che, nello scontro diretto del 4 aprile a San Siro, i bianconeri subiscono una tra le più mortificanti sconfitte della loro storia.

Privo di Lorenzi e Nyers l'attacco nerazzurro scatena Skoglund e Brighenti per la realiz zazione di due doppiette che inceneriscono le speranze juventine. Condito dalle reti di Armano e di Nesti il punteggio recita un 6-0 mozzafiato.

Intanto la Fiorentina si ferma, l'Inter pare aver via libera ma la Juventus si rimbocca le maniche e dà il via all'inseguimento: a 3 turni dalla fine le due formazioni si ritrovano in vetta.

A questo punto consentiteci una parentesi per sottolineare la sempiterna attualità del calcio in tema di arbitraggi, di denunce, di critiche e di invettive verso i direttori di gara. Accade dunque che la Juventus perde a Bergamo 3-2 e che contesti l'arbitro Massai per aver convalidato un gol dei bergamaschi senza che la palla varchi la linea di porta.

Lo stesso Massai in precedenza avevaconcesso un gol di Giovetti del Como con la palla aveva picchiato sotto la traversa senza entrare, mentre a Bologna aveva annullato una rete di Boniperti (traversa e dentro) favorendo il successo dei rossoblù .

Proprio quel terz'ultimo turno si rivela decisivo per lo scudetto in quanto l'Inter pareggiando a
Palermo (2-2) si porta in testa con un punto di vantaggio. Il dialogo a distanza proseguiva con le due squadre concentrate al massimo. Vittoriose entrambe nei due ultimi turni, la situazione non muta.

Sono trascorsi più di 60 anni ma c'è ancora in giro qualche juventino convintissimo che il settimo (furto! n.d.r.) scudetto dell'Inter sia stato un grazioso dono dell'arbitro Massai.

   
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