venerdì, novembre 28, 2008

La Figc trema: un ricorso può riabilitare Moggi

La Figc trema: un ricorso può riabilitare Moggi
10:00 del 26 novembre
http://www.calciomercato.com/index.php?c=23&a=103491

Se non poteva essere giudicato per il caso delle sim svizzere (e non lo è stato) non poteva esserlo nemmeno per Calciopoli. Ieri Luciano Moggi ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia federale della Figc, 16 pagine in cui l'ex direttore generale della Juventus ripercorre le sue tappe nelle aule del tribunale sportivo con una conclusione che ha subito innescato malumore ai piani alti di via Allegri.
Moggi chiede l'annullamento della squalifica di 5 anni più proposta di radiazione a 50 mila euro di ammenda perché, si legge nel rircoso, quando il 22 giugno 2006 fu deferito dal pm Palazzi non era più un tesserato della Figc da quasi un mese e mezzo, essendosi dimesso il 16 maggio.

Da dove nasce il contropiede di Big Luciano? Dalla sentenza della stessa Corte di Giustizia federale che, il 27 ottobre scorso, ha annullato la squalifica di 14 mesi che pesava su Moggi per la cosiddetta Calciopioli-2, il caso delle sim svizzere possedute da Lucianone e consegnate ad alcuni arbitri per poter parlare loro in gran segreto.
"L'inibizione di un anno e due mesi gli è stata tolta - così l'avvocato Paco D'Onofrio - perché è stata accolta la tesi dell'inguidicabilità di Moggi in quanto non più tesserato. Da lì la decisione di presentare il ricorso per cancellare anche la sentenza dell'estate di due anni fa, perché anche allora il mio assistito non aveva più la tessera Figc quanto è stato deferito dal procuratore federale".

Dunque Moggi si prepara ad un ritorno in grande stile: l'ex dg bianconero punta alla cancellazione della squalifica per poter rientrare nel mondo del calcio, senza che chi interagirà con lui rischi di finire sotto processo per aver avuto contatti con un inibito.
Il principio della non giudicabilità di un ex tesserato va a toccare un capitolo ancora scoperto nel codice di giustizia sportiva. Il presidente della Figc, Giancarlo Abete ha annunciato che il prossimo Consiglio federale metterà fine alla lacuna, creando una norma che permetta alle toghe del calcio di giudicare anche chi non è più in possesso della tessera Figc.

Intanto però il contropiede di Moggi fa discutere perché è stato proprio il massimo organo di giustizia sportiva, con la sentenza del mese scorso, a offrire l'assist al grande accusato di Calciopoli. Il ricorso di Moggi dovrà ora trovare spazio nell'agenda della Corte di Giustizia federale, che pare già pronta a creare una norma anti-Moggi. "C'è il principio della non retroattività da rispettare - sottolinea D'Onofrio -. Se dovesse nascere una nuova legge, non sarebbe applicabile a eventuali casi precedenti".

Moggi aspetta il verdetto sportivo del suo ricorso che potrebbe arrivare proprio mentre a Napoli si alzerà il sipario sul processo penale a Calciopoli e a Roma si conoscerà la sentenza di primo grado per il processo GEA, procedimento penale per il quale il pm Palamara ha chiesto 6 anni di condanna per Big Luciano.
(La Stampa)

A morattiLand: inter - Juventus 1-0



inter - Juventus 1-0: Arbitro Rizzoli

Rizzoli? Non certo per fare del vittimismo, bensì per evidenziare come arbitraggi del genere, negli anni della cosiddetta “calciopoli” mai a favore della Juventus. Mentre a parti invertite, verrebbero qualificati come esempio di subalternità della classe arbitrale verso i bianconeri, essendo invece a favore dell'inter sul piano mediatico, vengono addirittura esaltati.

Rizzoli è stato il peggiore in campo, nel senso che ha di fatto pilotato la gara sui binari tattici voluti dall’Inter, questa è la verità, e ne spiego il perché:

- se il suo arbitraggio è stato “all’inglese” nella metà campo nerazzurra (con tutela dei difensori rispetto agli attaccanti), non altrettanto nella metà campo bianconera, visto che ad Amauri e Del Piero sono stati quasi sempre fischiati falli in attacco, mentre ad Ibrahimovic ed Adriano quasi mai, modo questo per impedire le azioni ai bianconeri e consentirle ai nerazzurri;

- il gol nerazzurro nasce da un fallo non fischiato su Nedved, e un affossamento di Ibrahimovic su Chiellini, che dunque deve rialzarsi e partire in ritardo per chiudere: si riveda interamente l’azione, ben occultata dai moviolisti, e ci si chieda come mai sui due attaccanti nerazzurri, nel lato sinistro difensivo, a chiudere ci sono Legrottaglie e Molinaro, e a scalare si trova Grygera in mezzo all’area, mentre Chiellini sia totalmente assente. Questa abnorme situazione difensiva è dipesa appunto dal fatto che Chiellini era stato letteralmente sbattuto a terra da Ibrahimovic, che infatti arriva in corsa al tiro liberissimo;

- la Juventus non ha avuto alcuna punizione a ridosso dell’area di rigore nerazzurra, la più vicina ad almeno 40 metri e defilata, e ciò fino al 42’ della ripresa (punizione però molto defilata, battuta da Camoranesi), eppure Del Piero ne ha subito falli, non rilevati, e lo stesso è accaduto ad Amauri;

- proprio in questa ultima azione, Chiellini viene affossato con una azione rugbistica, e Rizzoli, con visuale libera, ha fischiato fallo a favore dell’Inter (che sia anche vietato subire falli da rigore in area nerazzurra?). Bene, i nostri moviolisti di regime hanno mostrato solo l’azione del rigore su Marchionni, netto ma definito dubbio, e i fuorigioco sbagliati a danno dei nerazzurri, ma non quelli inesistenti fischiati nella ripresa a Del Piero, questo tanto per cronaca.

Come dire anche in questo modo si pilotano i consensi e le accuse, e non a caso, in RAI, avevano iniziato lunedì sera con una insulsa puntata di Replay, condotta dall'infame giornalinterista Civoli, con ospiti l’interista del caffè di Herrera, Mazzola, e il pluriquerelato dalla Juve, Renga Roberto, puntata tutta incentrata su calciopoli e sul calcio pulito di oggi, quasi una preparazione alla gara di sabato ed un “avvertimento” per l’arbitro designando a non sbagliare in danno dei nerazzurri.

Cosa che Rizzoli ha eseguito benissimo, lasciando correre sovente con i nerazzurri in possesso di palla, e invece spezzettando i ritmi ai bianconeri, soprattutto nel finale, tanto che la Juventus non ha avuto più occasioni dopo quella di Del Piero.

Vedete, mi sono voluto soffermare sulla direzione di Rizzoli, non certo per vittimismo, mi pare che le ragioni della sconfitta siano state ben spiegate sopra, e comunque per fattori diversi dall’arbitraggio, ma francamente ho trovato disgustoso il dopopartita, ed i commenti moviolistici, sia nelle emittenti nazionali, sia in certe emittenti locali (ve ne “raccomando” una, Telenova, il peggio della faziosità in malafede): sono arrivati a dire che in fondo, Rizzoli aveva danneggiato l'inter. Infami, farabutti bastardi! Peste li colga!

Sono queste moviole selettive, commentate da personaggi con pochi scrupoli e tanta disonestà intellettuale, che poi producono i teoremi contro la Juventus, al punto che un arbitro viene giudicato come a favore dei bianconeri in una gara nella quale ha negato due rigori alla Juventus - ecco quello di muntari su Marchionni,
https://www.youtube.com/watch?v=jl4xACOlT5E - e praticamente non le ha mai consentito di giocare nella metacampo nerazzurra, specie nel finale.

Si può dire tanto su schemi di gioco e tattiche, ma se un arbitro “pilota” l’andamento di una gara, se consente il gioco diciamo “maschio” solo da una parte, è evidente che la gara non è disputata paritariamente dalle contendenti.
Nonostante tutto c’è voluto un pasticcio difensivo(con doppio fallo avversario non punito) per far vincere i morattiAni.

E rimane dunque il rammarico che, l'arbitro, abbia impedito alla Juventus di fare la gara, permettendo a i nerazzurri un gioco violento e intimidatorio. I segnali, che con un arbitraggio appena appena più equo potevamo vedere ben altra partita, erano evidenti.

Adesso bisogna nuovamente ripartire, forse lo scudetto per quest’anno è roba che va oltre le possibilità bianconere, sia per cause interne, sia per cause diciamo ambientali, visto che gli “astri” sembrano volere una gara esclusivamente milanese. Questo e il Video della Partita. https://www.youtube.com/watch?v=N9_jUaK6sgE

Roberto Calabrone