venerdì, aprile 29, 2011

Teresa Casoria: la Giudichessa con le palle!

Teresa Casoria: una giudice...

Chi era convinto che la serie completa di effetti speciali generati da calciopoli fosse scaturita dal processo della giustizia-? sportiva del 2006 è rimasto ancora una volta stupito. Tra le chicche di quella estate credo nessuno possa dimenticare il pronunciamento della requisitoria prima del dibattimento da parte del procuratore Palazzi, l’aver basato il procedimento sulle intercettazioni "illecitamente" acquisite dalla FIGC (daal libero cittadino Francesco Saverio Borrelli, POI nominato Capo Ufficio Indagini della Figc.) da Napoli, che non avrebbero potuto costituire mezzo di prova fuori dal procedimento per il quale erano state disposte e cioè il processo penale.

"L'aver cambiato le corti giudicanti nominando nuovi giudici, l'aver eliminato un grado di giudizio, il NON consentire alle difese di produrre testimoni in aula né prove con riprese filmate, l’aver operato una cernita minuziosa tra le decine di migliaia di intercettazioni per centellinarne qualche decina con etratti taroccati dagli esperti Auricchio&co. da usare contro la Juventus, l’aver chiamato a commissionare la FIGC direttamente l’ex componente ed ex nonché futuro presidente della Telecom ed ex dirigente e tifoso interista Guido Rossi.

L’aver ideato a posteriori per giustificare la dura sentenza l’”illecito strutturato”. La creatività della giustizia sportiva però, si sa, è difficile da applicare a un procedimento della giustizia ordinaria. Eppure anche stavolta abbiamo visto cose che ci costringono a ripetere l’abusata citazione del film Blade runner “che voi umani non potreste immaginarvi”.

Alla carrellata di testimoni presentati dall’accusa e utili alla difesa, all’uscita delle intercettazioni dimenticate (nascoste dal TRIO Auricchio-Beatrice-Narducci! no.del.scr.) al memoriale del fantasma, si sono aggiunti episodi al limite della credibilità, che stanno smascherando completamente la farsa. Le accuse si rivelano infondate e gli imputati non sono i mostri che erano stati dati in pasto alla stampa e ai tifosi da bar.

Che fare? Buttarla in prescrizione. Senza certezze per nessuno, a parte chi ha seguito il processo perché direttamente interessato e quel pugno di rancorosi che nei decenni a venire, come stanchi aedi, continueranno a suonarsela e a cantarsela fra di loro. Ma come riuscirci? Facile, esattamente come la prima volta. Nel 2006 la pretesa di operare per il calcio pulito trovò il suo bersaglio in Luciano Moggi. Fatti fuori lui e Giraudo, tutto sarebbe stato compiuto.

Oggi con lo stesso sistema si sta cercando di eliminare la giudice Casoria, presidente della nona sezione penale del tribunale di Napoli, nonché presidente del Collegio nel processo di calciopoli. Attraverso una serie di illazioni e accuse finalizzate ad ottenere che si astenga dal processo, perché la sua sostituzione ne provochi il necessario allungamento dei tempi, in fondo un altro anno, che determini la prescrizione.

Fin dall’inizio la giudice Casoria è apparsa come una donna dai modi bruschi, energici, burbera, capace di andare al sodo, di mettere alla berlina personaggi e situazioni dalla limpidezza discutibile, sarcastica. Entrata nei nostri cuori per i modi diretti, ma soprattutto per le intenzioni subito manifestate di portare a termine il processo. Un personaggio scomodo, di quelli che tirano dritto per la loro strada, senza peli sulla lingua, che non le manda a dire.

Una Donna di ferro, abituata ai processi della camorra, che non ha paura di niente e di nessuno. La prima cosa che aveva detto nel momento dell’apertura del processo era stata: “sbrighiamoci, qui abbiamo cose serie su cui lavorare”. Al pm Beatrice, poi sostituito da Capuano, non era andata giù.

Lo scorrere del tempo è stato fin dall’inizio il pensiero fisso dell’accusa. Per questo era nata la disputa con le due giudici a latere, la Pandolfi e la Gualtieri, quando Teresa Casoria, per velocizzare l’iter, aveva deciso di escludere le parti civili. Che subito avevano pensato bene di fare una prima richiesta di ricusazione, respinta.

Come la seconda. Presentata dai pm. E la terza, che rimandata di recente al 20 maggio, arriverà dopo la sanzione della censura da parte del CSM dell’8 aprile contro la giudice per aver offeso i colleghi con frasi lesive della loro dignità e violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone. 9 episodi riportati, dei quali la disciplinare ha tenuto conto di 6, quelli caratterizzati da un linguaggio “triviale”.

Il provvedimento della censura rappresenta niente più che una nota di biasimo e ha scongiurato per il momento il pericolo della sospensione della giudice dalle sue funzioni. In teoria non dovrebbe essere decisiva ai fini della risoluzione che la Corte d’Appello di Napoli dovrà prendere riguardo alla ricusazione, però potrebbe pesare. Perché, come osserva un articolo di Buccheri su La Repubblica, “non fa altro che alzare il velo su contrasti interni al procedimento che ne minano fortemente la serenità”. In realtà si tratta di qualcosa di più.

La giudice Casoria ha detto senza mezzi termini di aver subito pressioni per astenersi da questo processo (al suo posto volevano mettere un burattino da manovrare! no.del.scr.). Attraverso una comunicazione epistolare, il procuratore capo della procura di Napoli, Giandomenico Lepore (il burattino della mafia-massonica-dei poteri forti! no. dello scri.), avrebbe sollecitato il presidente del tribunale di Napoli, Carlo Alemi, a liberarsi di lei.

La giudice ha parlato di una lettera che avrebbe firmato, con un procedimento che di fatto è desueto, per rassicurare Alemi che non si sarebbe astenuta dal celebrare il processo. Ma c’è dell’altro, ha ribadito che non avrebbe alcun motivo per farlo e che svolgere i processi è un dovere. Puntando a sua volta l’indice contro il procuratore della repubblica Lepore, che terrebbe “sotto schiaffo il presidente del tribunale”. E in generale contro i pm del processo di calciopoli, che sarebbero renitenti a pronunciare la requisitoria e hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che… ricorderete la sceneggiata improvvisata da Nucini il 15 marzo.

E’ un momento nel quale in Italia si discute molto di riforma della giustizia. La sensazione che rimane di questa brutta messa in scena che calciopoli non smette di essere è che il nostro paese abbia bisogno non solo di riforme, ma di persone degne dei ruoli che rivestono e consapevoli dei loro doveri. Teresa, la donna, la signora Casoria, la giudice, ci permette di sperare ancora che il processo di calciopoli di renderà giustizia. E che il nostro paese potrebbe essere migliore.

Nonostante 6 comportamenti triviali che non vorremmo mai vedere sommati arbitrariamente in qualcosa di più grave che non esisteva prima. Come accadde nel luglio del 2006. G.Fiorito - 27/04/2011

fonte: giulemanidallajuve.com

mercoledì, aprile 20, 2011

Altro esclusività di Moggi....

Piaccia o non piaccia al PM Narducci, MANGIVANO TUTTI ! Con il DG Bianconero, che mangiava Meno degli altri!

La fase dibattimentale del processo di Napoli si è chiusa con una dichiarazione spontanea di Pairetto. Riprendiamo, perché significative, la parole di Pairetto su pranzi e cene con dirigenti e società:

"Io ho avuto rapporti conviviali con dirigenti del Parma, del Verona, con Meani, Facchetti con cui sono stato più volte a pranzo e cena, Governato, Corsi, Zaccarelli, Romero, Dal Cin, Sensi".  In parole povere, con Pairetto mangiavano praticamente tutti.

Ricordiamo che i rapporti di Moggi e Giraudo con i designatori sono alla base delle condanne della sentenza Sandulli e che, secondo l'informativa di Auricchio, Bergamo e Pairetto erano gli associati principali della Cupola messa in piedi a Torino. Su quei rapporti, in particolare, a pagina 68 di quella sentenza si può leggere che erano "costellati da ripetuti incontri conviviali privati ed esclusivi".
Proprio così: ESCLUSIVI.

Per certi versi quei pranzi e quelle cene sembrano allora riassumere l'assurdità di Calciopoli, e quello che adesso sperano e si aspettano i tifosi bianconeri, specie se la sentenza a Napoli dovesse escludere l'associazione a delinquere, è la completa revisione del processo.

Perché è vero che la sentenza Sandulli è passata in giudicato, come ci tiene a scrivere il direttore della Gazzetta in ogni editoriale sull'argomento, ma è anche vero che pranzi e cene dicono che quella sentenza non sta più in piedi, e potrebbe non reggere alla richiesta di revocazione ex-articolo 39.

martedì, aprile 19, 2011

PROCESSO CALCIOPOLI - NAPOLI P.M. RESPINTI: "MA NON SOLO"! C'E' ANCHE LA SUPER DIFESA DEL CORRUTTORE MASSIMO CON IL BRACCIO ARMATO DI RCS-GAZZETTA DELLO SPORT NICOLA CECERE, FATTA DI MELASSA TRA BUGIE E STRAVOLGIMENTI DI DICHIARAZIONI GRAVISSIME, ALCUNE ANCHE DI GAVITA' PENALI OLTRE CHE SPORTIVE DA RETROCESSIONE DELL'INTER NEI DIL:ETTANTI, E' RADIAZIONE DI "moratti & facchetti" PER CORRUZIONE CONTINUATA!

LA ZOCCOLA "BEATRICE NARDUCCI"
 La fase dibattimentale si è chiusa con l'udienza odierna e dal 3 maggio toccherà ai pm iniziare la requisitoria. I Pm, anche oggi, atto finale del dibattimento, hanno avanzato le ultime richieste di acquisizione di atti, richieste in gran parte respinte dal tribunale dopo una compatta opposizione da parte delle difese.

Sorprende che Narducci, che parla di un "impianto accusatorio forte e solido" già dal 2006, fino all'ultima ospitata a SKY, chieda come atto finale l'acquisizione di articoli de La Gazzetta e Repubblica, che l'avvocato Vitiello, difensore della Juventus e finalmente protagonista, definisce così: "quanto agli articoli di stampa è ancora peggio: sono riportati riguardo ai commenti sulle partite di calcio addirittura le citazioni, ad esempio, dei siti dei tifosi della Lazio a commento di una partita della loro squadra contro la Juve".

Dopo il tentativo di far entrare nel dibattimento le dichiarazioni della mamma di Gianfelice Facchetti, è il turno delle dichiarazioni dei tifosi laziali, alle quali si sono opposti i difensori, e lo stesso tribunale. Stessa sorpresa ha generato la richiesta di acquisire un'intervista di Pieroni concessa a Repubblica nel 2005, quando Pieroni è stato testimone dell'accusa in questo processo ed esaminato proprio da Narducci.

E vogliamo parlare degli ulteriori studi sulle schede straniere che il maresciallo Di Laroni avrebbe fatto nel frattempo? E' dal 2006 che Di Laroni dispone di certi dati, o poteva richiederne altri e studiarli ed elaborarli. Cinque anni non sono un po' tanti?

Di Laroni è stato riascoltato da poco e sarebbe stato il caso che queste acquisizioni fossero state richieste in quella occasione, anche per dare modo alle difese di controesaminare il teste sui suoi nuovi elaborati, presumibilmente fatti sempre a mano, o al massimo con Excell.

Il pertito Porto, finalmente, ce l'ha fatta ed ha completato il deposito di tutte le trascrizioni, comprese quelle delle quali non trovava i file audio per mancanza di alcuni dati, circostanza evidenziata solo dopo che era terminato il tempo di due mesi che aveva chiesto quando gli era stato conferito l'incarico

Per esempio. Il 9 aprile 2010, uno degli sciacalli gazzettari per correre in difesa di "massimo moratti", va a rileggere l'interVista di Claudio Sabelli Fioretti al Minua Habbens Massimo (piu' sotto riportata) e' fa un lungo estratto delle cose che dice tra bugie e falsita'! Non citando fino in fondo tutte le malefatte, ma tralasciandone alcune, delle quali una  gravissima! Per poi voler far passare le " bugie e' e falsita' " da illecito grave, come onesti comportamenti!
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Gazzetta dello Sport Archivio Storico - 9 aprile 2010 
 "nicola cecere": Così Moratti nel 2006 «Dipende da cosa dici se parli con Bergamo»

 Questo Losco Figuro con sguardo da Sicario? L'interista "nicola cecere"!

In un'intervista il presidente non negava telefonate con il designatore:«Però,diverse dalle altre» 

Voleva chiamarlo lui?Allora aveva il numero di telefono,e le chiamate erano consuetudine!

MILANO Da più parti in questi giorni si è detto che Massimo Moratti ha sempre sostenuto di non aver mai avuto contatti con i designatori arbitrali. Ieri è riemersa un' intervista al Magazine del Corriere della Sera del 31 agosto 2006 in cui il presidente dell' Inter affrontò il tema Calciopoli in un colloquio con Claudio Sabelli Fioretti. Questi i passi salienti.

Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti...
«Non c' è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».

Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y

Corrompe un arbitro! Farabutti!
https://www.youtube.com/watch?v=ThY9CUkBJPs
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Lei ha mai telefonato a un designatore?
«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedono opinioni».

Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c' è anche lei...
«Solo telefonate "normali" senza alcun interesse».

Senza interesse? E... il regalino? brutto farabutto!
https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM

Diglielo che e determinnante domani...nessun interesse?
https://www.youtube.com/watch?v=RLU6eHsPmjw

Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c' entrava e l' Inter no».

Ai mondiali erano quasi tutti juventini, nell' Italia e in altre squadre. Forse vincevano perché erano bravi.
«La Juve aveva un ottimo allenatore e un' ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi, ma volevano essere sicuri al 100%. Pensavano: non possiamo permetterci il minimo rischio di perdere. Il sistema Moggi era come un' assicurazione».

Ma lei lo aveva capito che esisteva un sistema Moggi?
«Se l' avessi capito non avrei mandato più la squadra in campo: perché giocare sapendo che non si può vincere? Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi. E che gli arbitri avevano per loro un' attenzione speciale».

Tempo fa l' ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c' era.
«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».
Lo mandarono? L'illecito piu' grave! rapporti segreti con gli arbitri!

Poteva denunciare la cosa lei
«Temevo fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire cosa ci fosse di vero».

Metteste sotto sorveglianza l' arbitro De Santis
«Una persona si offrì di farlo. Ma non ne uscì nulla».

Chi butta giù dalla torre tra Moggi e Giraudo?
«Moggi ha sempre esposto il suo viso, coraggiosamente. Butto Giraudo».
ni.ce.
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ha detto SUI DESIGNATORI
Mai chiamato uno tra Bergamo e Pairetto. Chiamavano loro e mi chiedevano delle opinioni

(E le cene con i designatori nella sua villa a Forte dei Marmi?)

SULLE TELEFONATE
Non c' è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza però sta nelle cose che si dicono

SULLA JUVENTUS
Aveva un ottimo allenatore e un' ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza ricorrere a trucchi

SU MOGGI
Se avessi capito che esisteva un sistema Moggi non avrei più mandato la squadra in campo

CORRIERE MAGAZINE
Il 31 agosto 2006 spiegava tutto A sinistra, l' apertura dell' intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Massimo Moratti, comparsa sul Corriere della Sera-Magazine uscito il 31 agosto 2006. In quelle pagine il patron dell' Inter spiegava di avere avuto contatti telefonici con il designatore Paolo Bergamo (Cecere Nicola - 9 aprile 2010)
 
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 31 agosto 2006 Corriere Magazine- Claudio Sabelli Fioretti, Intervista Massimo Moratti

Juventus in B, Milan penalizzato. Per l’Inter un campionato in discesa. Dopo la lunga carestia, interrotta solo ultimamente da uno scudetto vinto a tavolino, chi potrà fermare la squadra di Massimo Moratti a secco da 17 anni?

Presidente Moratti, se non ora, quando?
«Ha perfettamente ragione. Non abbiamo più scuse».

Se perdete anche stavolta lei passa alla storia.
«Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile. Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari. Questa volta abbiamo meno avversari, vincere sembra obbligatorio e facile. La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima».

Non dica così. L’Inter è campione già da quest’anno anche se Moggi lo ha definito uno scudetto di carta.
«Non saprei come definire gli scudetti della Juve».

Magari quest’anno è la volta che vince il Chievo.
«Vuol dire che il Chievo è forte e ce ne faremo una ragione. «Comunque il problema è che è stato eliminato quel sistema. Anche se ci fosse la Juve, anche se si partisse tutti alla pari, senza quel sistema avremmo comunque il dovere di vincere».

Quanto ha speso quest’anno?
«Abbastanza. Ma spero proprio di rifarmi vendendo».

Ai mondiali erano quasi tutti juventini. Nell’Italia e anche nelle altre squadre. Forse gli juventini vincevano perché erano bravi.
«La Juventus aveva un ottimo allenatore e un’ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi. Ma volevano essere sicuri al 100%. Pensavano: non possiamo permetterci il minimo rischio di perdere. Il sistema Moggi era come un’assicurazione».

La difesa di Moggi è stata un po’ craxiana: così facevan tutti. Difesa singolare perché ammette la colpa.
«Vero. Direi eccesso di difesa».

Parliamo di voi: non avete vinto nemmeno con Lippi.
«È stata una delle esperienze peggiori per i tifosi. Oltretutto, non hanno mai avuto simpatia per Lippi».

La campagna acquisti del ’99, l’anno di Lippi, fu un disastro.
«Quell’anno ci fu da parte mia una totale dedizione alle sue richieste. Per Vieri spendemmo quasi 100 miliardi di lire. Più 14 miliardi di stipendio per lui. Comprammo tutto: Macellari, Cirillo, Jugovic, giocatori che sembravano indispensabili».

In seguito Lippi disse: «Ho allenato l’Inter, ma mi sono sempre sentito della Juve».
«Fece male. Credeva fosse una cortesia nei confronti degli juventini. Ma era una scortesia nei confronti degli interisti».

Anche nei confronti di se stesso.
«Certo. Si dipinse come un mercenario».

Dell’Inter, ai mondiali, c’erano solo Materazzi e Grosso.
«Ma sono stati determinanti per la vittoria. L’Inter non vince lo scudetto ma fa vincere i mondiali».

Materazzi le ha detto che cosa ha scatenato l’ira di Zidane?
«Materazzi aveva trattenuto per la maglia Zidane. Il francese l’aveva guardato dall’alto in basso: “Calmati. La maglietta te la porto io negli spogliatoi”. Materazzi si è offeso e gli ha detto: “Negli spogliatoi portami tua sorella”».

Forse aggiungendo qualche particolare sulle caratteristiche morali della sorella.
«Ecco, appunto».

Ma lei lo aveva capito che esisteva un «sistema Moggi»?
«Se l’avessi capito, non avrei mandato più la squadra in campo. Perché giocare sapendo che non si può vincere? Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi. E che gli arbitri avevano per loro un’attenzione speciale».

Ma adesso è finita.
«Non vedo il futuro con lo stesso entusiasmo col quale sono partito. Troppi hanno dato forza e credibilità a queste persone. E sono ancora lì».

Ha pensato di vendere?
«Sì. Abbiamo fatto anche i passi preliminari. Ma poi è successo questo grandissimo casino e si è bloccato tutto. Non è facile trovare qualcuno interessato ad entrare in un mondo del genere».

Ci fu un campionato in cui perdeste per poco…
«Ceccherini negò un rigore su Ronaldo e perdemmo lo scudetto».

Il nome di Ceccherini in questa storia non è mai venuto fuori.
«Ovvio. Non venne fuori allora perché non ci fu nessun tipo di inchiesta. E adesso non poteva venire fuori perché ha smesso».

Altri episodi come quello di Ceccherini?
«Tre anni dopo, contro il Chievo. Rigore nettissimo sempre su Ronaldo. Arbitro De Santis. Perdemmo punti e scudetto».

In tutte le squadre c’è un uomo addetto agli arbitri.
«È una forma di cortesia nei confronti dell’arbitro: consentirgli di arrivare in tempo allo stadio, fornirgli motociclisti di scorta. Facilitarlo in tutto quello che gli è necessario».

Qual è il massimo regalo che avete fatto a un arbitro?
«Prosciutti a Natale. Furono contestati da alcuni giornali».

Oltre ai prosciutti?
«Sciarpe, guanti. Ma il prosciutto è il regalo più gradito. Si mangia e non rimane come prova ».

Chi è l’arbitro migliore?
«Paparesta».

Quello che non vorrebbe più vedere?
«Ovviamente Ceccherini».

Con Collina non vincete mai.
«Collina è un ottimo arbitro. Ogni volta, alla fine, mi viene incontro, allarga le braccia e dice sconsolato: “Quando ci sono io lei non vince mai”».

Lei viene definito «troppo buono, troppo signore».
«E quindi perdente?».

Esatto.
«Questo mi fa girar le palle».

Michele Serra ha scritto: «Presidente Moratti, si incaponisca quel tanto per sembrare il presidente del Milan, si attiri un po’ di meritata antipatia».
«Non posso mica smentire di essere buono».

L’Inter a un certo punto è diventata oggetto di barzellette.
«Capita quando si perde. Quando me le raccontano faccio finta di ridere ma non mi diverto per niente».

Gliene racconto una. L’Inter gioca su un campo lastricato di giornali perché, sulla carta, vince sempre.
«Ma questa è bellissima!».

Che succede quando si perde lo scudetto l’ultima giornata?
«Un cazzotto tremendo. Tre anni fa perdemmo contro la Lazio l’ultima partita e lo scudetto andò alla Juve. Rimasi impietrito.Mi venne voglia di chiudermit in una macchina e farmi 6 mila chilometri da solo senza mai fermarmi».
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Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».

Poteva denunciare la cosa lei.
«Temevo che fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire che cosa ci fosse di vero».

Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis.
«Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla».
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È vero che ha speso per l’Inter mille miliardi?
«Spero proprio che non sia così. Altrimenti regalo l’Inter domani mattina al primo che passa per strada».

Perché essere interisti è più elegante che essere milanisti?
«Non lo so, è stato sempre così».

E più di sinistra.
«Non è stato sempre così».

Ma adesso che c’è lei…
«Per me è difficile vedermi di sinistra, sono petroliere, proprietario di una squadra di calcio, quello tra i presidenti che spende di più… Ma la gente mi considera di sinistra».

Le dà fastidio?
«Non mi sembra negativo essere giudicato di sinistra».

E lei per chi vota?
«Il voto è segreto».

Insisto.
«Voto per quelli che lei pensa».

Per chi ha votato in passato?
«Dc, come tutta la famiglia. Anche liberale qualche volta».

La sinistra la voleva sindaco di Milano, deputato.
«Deputato no. Ministro».

Lei è amico di Berlusconi?
«Ci conosciamo. Una volta mi chiese di presentarmi con lui».

I tifosi dell’Inter sono di destra o di sinistra?
«Sono equamente divisi fra destra e sinistra. Non sono come quelli laziali, tutti schierati a destra».

Gino Strada, Lerner, Michele Serra, Mannheimer, Riotta, Salvatores, Zaccaria, Mentana…
«Mentana di sinistra?».

I tifosi del Milan chi sono?
«Non lo so, Berlusconi li oscura tutti».

Lei non è mai sceso in elicottero a San Siro.
«Non scenderei mai con l’elicottero in uno stadio».

Lei corteggiò Moggi…
«Mai. Ma lui sarebbe venuto volentieri all’Inter. Mi diceva: “L’Inter con me vincerebbe di sicuro”».

Non stento a crederlo. Perché non l’ha preso?
«Eravamo troppo diversi. Avremmo litigato subito. E poi ho sempre avuto la convinzione che, se ci fosse stato qualcosa di non pulito, alla Juve avrebbe retto, da noi no».

Che cosa pensa di Della Valle?
«Ha tante doti ma nel calcio è entrato nel tunnel sbagliato».

Della Valle ha parlato malissimo di lei. Ha detto: «Moratti in privato diceva di essere d’accordo con me, poi si spartiva i diritti con Milan e Juve».
«Meglio essere amici di Milan e Juve che del vicepresidente della Fgci Mazzini come Della Valle».

E Galliani?
«Con lui ho sempre avuto un buon rapporto. Quando però scopri che di nascosto cercava di fregarti…».

Una volta, lei disse: «Fra tutti i conflitti di interesse quello del Milan mi pare il meno imbarazzante».
«In confronto a quelli che c’erano a monte del gruppo! Era una critica».

Sembrava una gentilezza.
«Una gentilezza che fu presa molto male dalla controparte».

Quando lei comprò Ronaldo per 51 miliardi nel ’97 sua moglie Milly disse: «Aiutiamo le gente che soffre piuttosto».
«Io risposi: “Chi soffre più di un interista?”».

Lei disse: «Un ricco deve avere un complesso di colpa perché deve pensare a quanto sta male tanta gente nel mondo».
«Se sei su un gradino più alto degli altri devi sentirti mille responsabilità in più rispetto a chi non è su quel gradino».

Lei disse anche: «Il fascino dell’Inter è il piacere della sofferenza». L’inno di Elio dice: «Cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria?». La sfiga…
«È vero, sembra che la sfiga ce l’andiamo a cercare. Ma l’Inter è un grande allenamento alla pazienza».

Lei si sente un po’ come quello seduto sulle rive del Gange che aspetta il cadavere dei suoi nemici?
«In questo momento sta succedendo questo. Ma non posso permettermi di star sempre seduto».

Anche se alla fine sono stati un po’ tutti perdonati…
«Sono deluso. È successo come nei western quando arriva lo sceriffo nuovo a riportare la legalità. Fanno finta di essere contenti ma il saloon lavora meno, il bordello deve chiudere, i proprietari di cavalli non possono più fare intrallazzi. A quel punto tutti vogliono tornare al passato. È per questo che tutti attaccano lo sceriffo Guido Rossi».

Moggi è stato durissimo con l’Inter.
«Anche noi. Lo abbiamo querelato».
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***
Però è vero che Recoba ha patteggiato la storia del passaporto falso.

«E infatti abbiamo pagato 4miliardi di lire di multa e Recoba è restato fermo sei mesi. Siamo stati condannati e abbiamo pagato. Cosa c’entra questa storia con i guai di Moggi oggi?».
***

Forse Moggi intende dire che nessuno deve dare lezioni di moralità…
«È l’ultima cosa che faccio».

Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…
«Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».

Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».

Lei ha mai telefonato a un designatore?
«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni.

Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c’è anche lei…
«Solo telefonate “normali” senza alcun interesse».

Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c’entrava e l’Inter no».

Quali trasmissioni sportive guarda?
«Poche. Sentire ironie sull’Inter mi dà fastidio. Su questo non sono spiritoso. Quando ho reagito sono stato ridicolizzato dagli stessi giornalisti. La loro accondiscendenza nei confronti di Moggi era allucinante. Era lui che comandava».

Gioco della torre. Mentana o Vespa?
«Butto Mentana: è interista ma spesso se ne vergogna».

Piccinini o Mazzocchi?
«Piccinini è una persona seria. Mazzocchi è uno di quelli che fanno battute sull’Inter».

Rullo di tamburi: Moggi o Giraudo?
«Moggi ha sempre esposto il suo viso, coraggiosamente. Butto Giraudo».

La vergogna dei PM di Napoli: Terza ricusazione della Giudice Casoria

Non c’è che dire, è proprio destino, ma non riesco a spiegarmi diversamente la terza istanza di ricusazione dei pubblici ministeri contro la d.ssa Casoria (presidente della nona sezione del Tribunale di Napoli che dovrà fare da arbitro nel processo Calciopoli).
Ed infatti, dopo avere sentito i notai che hanno deposto in tribunale giurando e spergiurando sulla regolarità dei sorteggi; un certo Carbone che per avvalorare le sue dichiarazioni “accusatorie” ha detto di essere rimasto chiuso in questura “per quarantuno giorni” al tempo del calcio-scommesse (quando uno in questura ci può stare al massimo – sempreché non sia un poliziotto - un paio di giorni, sennò dopo il questore passa i guai per sequestro di persona); un guardalinee a cui i Carabinieri hanno detto che a loro non interessava parlare dell’Inter, anche se si trattava della falsificazione di un referto di gara, perché su quella squadra non c'erano intercettazioni; le intercettazioni degli altri (anche dell'Inter) che erano "sfuggite", ma che sono state provvidenzialmente ritrovate - tra 170.000 telefonate - dal consulente della difesa; un maggiore dell’Arma che a migliore riscontro delle sue indagini sul mondo del calcio ha detto di essersi rifatto a quanto riportato su alcuni quotidiani sportivi da lui personalmente scelti; un arbitro sequestrato nei sotterranei del Granillo dai dirigenti della Juve che, tuttavia, sentito finalmente libero in dibattimento ha dichiarato di non essersi accorto di nulla; un ex arbitro “pentito” che ha invece dichiarato che quando era in attività aveva ricevuto almeno una dozzina di offerte di lavoro per la sua preziosa collaborazione (purtroppo dalla dirigenza dell’Internazionale e non della Juve); due istanze di ricusazione già rigettate dalla Corte di Appello; il contenuto di una lettera riservata del Procuratore capo (che voleva fare astenere il giudice non gradito), sbandierato ai quattro venti innanzi al CSM proprio dal presidente del collegio; il presidente del Tribunale accusato di fare le “griglie dei giudici” in violazione di legge (no, anche lui!); beh, lo confesso, a questo punto arrivati, quando tutto si mette di traverso e c’è di mezzo la Juve, solo una cosa rimane da fare: prendersela con l’arbitro...
francejuve - fonte> giulemanidallajuve.com

venerdì, aprile 15, 2011

Mail dell'Avvocato Conteduca al Presidente della Republica, Giorgio Napolitano

Onorevole Presidente

Il sottoscritto Gennaro Maria Conteduca, avvocato del Foro di Napoli, portavoce di circa 50.000 mila tifosi della Juventus FC, raggruppati in pagine e gruppi su Facebook sul fenomeno Calciopoli, che troppo frettolosamente e sbrigativamente ha individuato, sulla spinta di odiose campagne mediatiche, con un processo sportivo senza alcuna garanzia di difesa, nel Sig. Luciano Moggi il colpevole da indicare e dare, quindi, in pasto all’opinione pubblica ed alle masse di sportivi italiani, Chiede a Lei, Signor Presidente, nella qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di voler prendere a cuore il corretto e regolare andamento, molto anomalo, del procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli contro Luciano Moggi +23,meglio conosciuto come il processo ”Calciopoli”, incardinato innanzi alla IX sez. del Tribunale di Napoli.

Infatti, come sicuramente saprà, il giorno 8 aprile us. si è svolta dinanzi alla sezione disciplinare del Csm, l’udienza contro il giudice Teresa Casoria, presidente di sezione del Tribunale di Napoli e presidente del collegio giudicante del processo Calciopoli, al termine della quale le veniva irrogata la sanzione della censura.

L’illecito disciplinare riguarda la “violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone” perché, secondo l’accusa, “teneva un comportamento abitualmente e gravemente scorretto nei confronti di altri magistrati della medesima sezione e di collaboratori dell’ ufficio” e su questa vicenda non abbiamo elementi idonei per poter esprimere perplessità e/o preoccupazioni trattandosi di fatti ed episodi interni alla Procura di Napoli su cui non vogliamo nè possiamo entrare.

L’anomalia più grave, però, riguarda la richiesta di ricusazione sollevata dalla Procura di Napoli già per due volte e con in calendario una terza istanza cadente il prossimo 20 maggio.

Quello che però,lascia molto perplessi e che ci ha spinto ad interessarLa e coinvolgerLa sono le gravi accuse lanciate dalla Casoria nel corso dell’udienza disciplinare innanzi al CSM: «La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l’accusa in processi importantissimi, non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c’è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere.

Due sentenze della corte d’appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perché facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perché il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto – ribatte la Casoria – vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che…».

Le alleghiamo il link a cui è possibile reperire il file audio dell’udienza suddetta:

http://www.radioradicale.it/scheda/324937/disciplinare-del-csm.
Certi di un Suo interessamento e della Sua imparziale attività di controllo sul corretto funzionamento del Tribunale di Napoli, ed in particolare della IX sez. penale, oggetto di tante, troppe “dicerie” imbarazzanti per uno Stato di diritto, La salutiamo scusandoci per averla importunata.

Avv.Gennaro Maria Conteduca

Consiglio Superiore della Magistratura (Disciplinare)Roma, 8 aprile 2011 - 09:42
http://www.radioradicale.it/scheda/324937
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Angelo Calabrese
Uno dei 50 000 rappresentati dall'Avvocato Gennaro Maria Conteduca

lunedì, aprile 11, 2011

La mail dell'amico Ettore alla Exor

Ripristinare l'Onore della Vecchia Signoa‏

Spett. Exor spa,
sono un vecchio tifoso della Juventus, e approfittando dell'invito della proprieta' a fare delle domande all'azionista di maggioranza in occasione della riunione dell'assemblea de prossimo 28 aprile, vorrei chiedere quanto segue:

1 - Il 90% dei media nazionali, 100% di quelli sotto il controllo della Exor (La Stampa) e di quelli i cui interessi(della Exor) sono di maggioranza nel "patto di sindacato" (Rcs - Corsera e Gazzetta dello Sport, nonché di - editori mai nemici - De Benedetti: Espresso Republica)?) diffondono notizie false e calunniose contro la Juventus, creando notevoli e continuati danni d'immagine - l'ultimo caso sabato 2 aprile, nell'edizione delle 13 del "nemico Studiosport" il sig. Roberto Ciarapica in un servizio televisivo afferma che lo scudetto vinto nel 1998 era truccato; perchè non si provvede a rispondere con massicce azioni legali contro i responsabili di tali diffamazioni?

2 - a seguito delle notizie provenienti dal processo di Napoli è ormai chiaro come nel 2006 furono adottate da parte delle FIGC - sobillata da un potente linciaggio mediatico dei su citati media (cui prodest?) - predisposte azioni disciplinari nei confronti della Juventus, ed anche spropositate rispetto ai fatti fantasiosamente creati e mai accertati. Tali azioni hanno generato, oltre ad una significativa perdita economica del marchio, i cui disastrosi effetti si fanno sentire ancora adesso, uno stato di enorme disagio per milioni (13/14?) di tifosi Juventini, che e bene ricorda siamo degli Essere Umani Orgogliosi dell'Appartenenza alla Centenaria, Gloriosa e Onorata Squadra della Famiglia Agnelli.

3 - Ma perchè neanche dopo che i processi per le querele (anche quella vostra) hanno trovato gli ex dirigenti (Giraudo e Moggi) non colpevoli - per non aver commesso il fatto! - la Exor non difende la Juvenus? Perchè? E quando richiederete i danni alla FIGC nonchè la restituzione degli scudetti del 2005-2006 vinti onestamente è, con sudore sul campo?  ?

4 - Una domanda direttamente all'ingegniere John Elcann: Lo sa che allOnore della Vecchia Signora Juventus, noi tifosi ci teniamo? Noi tifosi sappiamo che Lei naviga nell'oro, ma non sappiamo se all'Onore ci tiene. Ingegnere, all'Onore Lei ci tiene?

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Ingegnere, si affacci anche in parlamento, please?

Gli onorevoli Paniz e Bertrandi difendono il processo di Napoli – L’onorevole Maurizio Paniz, fondatore dello Juventus Club in Parlamento e l’onorevole Marco Beltrandi, lanciano da ‘Tuttosport’ l’appello per un processo da salvare. Infatti, al di là della vicenda disciplinare personale della dott.ssa Casoria, in gioco ora c’è ben altro:
“E' in gioco a trasparenza della magistratura e una prescrizione non aumenterebbe di certo la fiducia degli italiani. Sarebbe quindi un colpo alla giustizia se non arrivasse la sentenza. Voglio essere ottimista:il processo arriverà alla conclusione". Gli fa eco il collega Marco Beltrandi, opposta fede politica, ma medesima fede calcistica: "Non arrivare ad una sentenza sarebbe grave, ricusare un giudice è un diritto ma non se ne può abusare facendolo ad un passo dalla fine. Già ora si possono rivedere i giudizi sportivi. Il ruolo della politica? Non vogliamo metterci in mezzo con la magistratura, ma c'è già una proposta di legge firmata con Paniz per formare una commissione d'inchiesta per far luce sul processo".

Juventus Sempre
Ettore Italo Di Pietramala

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agm@exor.com
Scrivete anche voi una nota alla Exor e fatela pervenire a: calabrone13@hotmail.com,
e sara' publicata su questo blog

lunedì, aprile 04, 2011

Tutte le volte che i "Servi Corrotti" della FIGC hanno salvato l'inter

L'impressionante elenco di PROVE e indizi che la Procura Federale ha lasciato cadere nel vuoto

All'inter ci sono arrivati e coi guanti bianchi(non quelli del Ris) tra l'inizio di aprile 2010 e questio 31 marzo appena trascorso, eppure quelli della Procura Federale, una volta Ufficio Indagine +Procura, avrebbero potutio fare molto prima. Avrebbero potuto evitare la tagliola della prescrizione, avrebbero potuto scavalcare a sinistra i carabinieri di Auricchio che sull'Inter non volevano andare /cfr dichiarazione dell'assistente Coppola al processo di Napoli, il 14 dicembre 2009). C'è una serie impressionante di indizi non seguiti fino in fondo che hanno tenuto almeno l'inter fuori da Calciopoli proprio quando calciopoli esplodeva, insomma in tempo utile per rileggeere tutti i fatti in modo assai diverso dal soliloquio targato Narducci-Borrelli del 2006. Ecco una serie sconcertante diluci accese ignorate perchè gli articoli di giornale per l'Ufficio Indagini sono fonte e consentono l'apertono di indagine. Non sempre, come scoprirete qui e alla finedatevi una risposta se lo scudetto 2006 veniva assegnato il 26 luglio 2006 ad un club senza macchia e senza peccato. In ogni caso, pur comprendendo che il motore dell'Ufficio Indagini e quello del Commissario GuidoRossi fosse ingolfato per i fatti legati alla cupola di Moggi, una lettura più attenta dei giornali la sipoteva pure dare no?

17 marzo 2006
L'espresso pubblica lo scoop sulla vicenda dello spionaggio del team di spioni di Tavaroli e della Telecom. Tavaroli e Cipriani erano "avvisati" per associazione per delinquere dal 4 maggio 2005 e tavaroli era il responsabile delle intercettazioni legali del 2003 e fino al 2005 (anche durante il periodo d'inchiesta napoletana, settembre 2004-giugno 2005).

11 maggio 2006
Lo scandolo è appena divampato (moggi si dimette il 16 maggio), le prime intercettazioni compaiono sui giornali, ci sarebbero anche quelle di facchetti, repubblica intervista Nucini che comincia a raccontare del suo lavoro di intelligence illegale nei menadri della Can per l'inter e nello stesso giorno un altro giornalista amico di Tavaroli, Luca Fazzo, racconta di un Facchetti che registrava gli incontri e il cd con le rivelazioni "viene atto girare" e arriva secondo Fazzo l'input interista alla Bocassini. Facchetti non risponderà a Repubblica sulla circostanza .

29 maggio 2006. lungo articolo su Repubblica "Dall'inter a Telecom, i 100 mila file degli spioni", col racconto dei movimenti inter sul caso Nucini e dell'intelligence privata contro De Satis, Pavarese, Fabiani. Il tutto senza denunciare alcunché alla figc.

2 giugno 2006.Una pagina di intervista di Repubblica: parla Cipriani, colui che spia e si fa pagare per farlo dall'inter. Vieri a parte, afferma:"Pirelli mi fece spiare l'arbitro De Santis" (nel 2004, prescrizione nel 2009?). Ultimamente preciserà meglio chi fossero i committenti.

8 giugno 2006.Paolo bergamo depone davanti all'Ufficio Indagini : a Borrelli e i suoi ribadisce quanto detto più volte, "parlavo al telefono con tutti, anche con Facchetti". Nessuno, però, approfondisce.

15 giugno 2006. Articolone sul Corsera dal titolo "Vieri spiato quando giocava con l'inter": in fondo bastava approfondire o porsi domande sulla legittimità di quella sola operazione per escludere comportamente appieno legali. La mancata chiamata ain causa interista nei giorni di Calciopoli fa finire meno la possibilità di chiedere ragioni ad un Facchetti ancora vivo. La sentenza della Corte Federale interviene il 25 luglio 2006, per gli arbitri -momento definitivo e tombale per i verdetti sportivi- sono della fine di ottobre 2006.

1 ottobre 2006. Tavarioli depone e dichiara quanto poi scriveranno il 21 dicembre 2006 i giornali:"Facchetti registrò un cd con i colloqui con Nucini e mi chiese di controllare De Santis (allora arbitro in attività con cui lui stesso colloquiava telefonicamente. Ndr).

12 ottobre 2006. Borrelli e il suo vice , poi passato a Telecom con Guido Rossi, interrogano Nucini che parla del suo lavoro da "cavallo di Troia" dell'inter negli anni 2002-2003 (l'incontro al Concord sarebbe del 23 settembre 2003): risultato prescrizione e improcedibilità (nei confronti di Facchetti) per tutte queste attività nerazzurre decisa a fine giugno del 2007 da Palazzi, dopo l'indagine di Borrelli. E nel fascicolo federale non c'è traccia di una richiesta al pm Bocassini del modello 45 con cui è stata archiviata la vicenda Nucini, senza domandarsi chi abbia dato il via all'operazione.