domenica, ottobre 01, 2006

Lettera alla Redazione di BiancoNeri online


Cara redazione,
tra l'incredibile, sfacciata, indecente e vergognosa arroganza del Milan (che nega spudoratamente le proprie responsabilità, alle quali invece lo inchiodano intercettazioni inequivocabili), e il masochistico silenzio della Juventus, DEVE esistere una via di mezzo. Vedete, un errore storico della Famiglia Agnelli è sempre stato quello di sottovalutare l'importanza dei mass media, e delle loro nefandezze contro la Juventus.

L'Avvocato, nelle sua grandezza, guardava con un certo snobismo alle assai terrene zuffe che si scatenavano in campo calcistico su giornali e televisioni. Ma erano quelli, almeno fino alla fine degli anni '80, anni diversi, epoche differenti da quella attuale. La televisione era di fatto RAI, un solo nemico allora. Non esistevano trasmissioni sportive di emittenti private in grado di manipolare l'opinione pubblica, e la RAI per quanto da sempre faziosamente filo romano-milanese ed antijuventina, in quanto emittente statale non avrebbe dovuto sbracare più di tanto, ma pur sempre un solo nemico.

Ora tutto è cambiato. Il calcio si è intrecciato a innominabili e sordidi interessi finanziari e a spudorate manovre politiche. Il Milan di Berlusconi ne è l'esempio più aberrante. A questo si è sommato il dilagare di testate giornalistiche che si occupano di calcio. E se non se ne occupano direttamente, fanno ugualmente il tifo, perché ormai non vi è gruppo economico, finanziario o industriale che non abbia interessi nello sport del pallone. Da Tanzi a Cecchi Gori, da Cragnotti a Sensi, da Della Valle a De Laurentiis, ormai tutti si sono buttati nell'arena. Molti sono rimasti schiacciati dalla loro stessa follia e mancanza di scrupoli.

Oggi, nel XXI secolo, la situazione è chiara: il mondo dell'informazione pallonara, perfetta emanazione dei poteri forti, è dominato dall'arroganza di due gruppi, peraltro ampiamente coinvolti in scandali e sospetti: Mediaset e Telecom. E gli schieramenti mediatici in campo rispecchiano perfettamente questo quadro malato. Non solo per quel che riguarda i soldatini delle redazioni sportive dei gruppi che fanno capo a Tronchetti e allo spudoratoNANOmalefico di Arcore, ma anche per quel che riguarda il generale clima di sottomissione agli stessi gruppi che si respira, opprimente e soffocante, in quasi tutte le altre redazioni sportive d'Italia, emittenti regionali comprese.

E per carità di patria taciamo su due quotidiani sportivi su tre. Delirante sarebbe negare tutto questo, delirante sarebbe, come qualcuno tenta di fare, ribaltare i termini della questione e spacciare per manipolazione mediatica gli innocui lanci con la fionda juventini contro le autentiche cannonate milanesi. C'è da vergognarsi di fronte a un mondo dell'informazione che finge di non vedere tutto ciò. Di fronte a un mondo dell'informazione che finge di non sapere cosa rifilano ogni giorno agli italiani i quotidiani, sportivi e non, e le trasmissioni televisive, sportive e non, allorquando si occupano delle faccende calcistiche, delle vicende del campo e delle moviole, facendo in questi giorni scempio della democrazia per come si occupano di calciopoli nel modo in cui se ne stanno occupando.

Che Cannavaro sia stato non impeccabile in certe sue dichiarazioni è forse vero. Che per questo sia stato letteralmente fatto a pezzi da quegli stessi mass media che il giorno dopo hanno sottoscritto le aberranti dichiarazioni fatte da Pirlo allo stesso tavolo di Coverciano, è assolutamente indegno di un Paese civile (quale infatti non siamo, per quanto riguarda l'informazione sportiva). Perché - Cristo! - Cannavaro non ha il diritto di difendere le sue ragioni e quelle della Juventus, mentre a Pirlo viene impunemente concesso di negare sfacciatamente l'innegabile coinvolgimento del Milan nello scandalo, invece di tacere?

Ma che dico "concesso", viene addirittura spronato a farlo! Questa è una VERGOGNA! E di fronte a tutto questo, la Proprietà della Juventus assurdamente tace! Come diavolo possono gli Elkann non rendersi conto che elemento fondamentale, in una società dominata dal marketing, è la difesa dell'immagine? Sono contenti, sono soddisfatti i Signori Elkann del fatto che i calunniatori hanno campo assolutamente libero?

Sono felici del fatto che da un anno e mezzo si va calunniando per esempio di TRE giocatori del Bologna diffidati e ammoniti contro la Fiorentina e quindi squalificati su commissione per la partita contro la Juventus, quando basterebbe una persona, UNA, dell'Ufficio Stampa della Juventus che facesse presente che ciò è FALSO?!?! Che non solo i giocatori erano solo due perché Gamberini non era affatto diffidato e infatti giocò regolarmente contro la Juventus (troppa fatica per il giornalista medio andarsi a cercare il tabellino dell'incontro, vero?), ma che le ammonizioni furono sacrosante, e che semmai uno dei due, Nastase, andava ammonito anche prima, come risulta dalla telecronaca in diretta di SKY e l'altro, Petruzzi, si andò a cercare il giallo inveendo furiosamente contro l'arbitro!

E che dire della spudorata fregnaccia su Roma-Juventus vinta dalla Juventus con un rigore inesistente nel secondo tempo dopo che Bergamo aveva detto al quarto uomo di tenere acceso il cellulare nell'intervallo? Peccato che la Juventus vinse 2-1 segnando entrambi i gol nel PRIMO tempo, e che semmai il vero grande errore nel secondo tempo fu l'annullamento per fuorigioco inesistente di un gol regolarissimo della Juventus, segnato da Ibrahimovic!

 Ecco quindi che la teoria complottarda si ribalta e che, se ad essa vogliamo credere e se ordini alla terna furono dati nell'intervallo, evidentemente furono ordini di danneggiare la Juventus! Del resto, quella fu la partita prima della quale, come risulta dalle intercettazioni, nientemeno che il numero uno del calcio italiano, il Presidente della Federcalcio Carraro, ordinò agli arbitri, attraverso il designatore Bergamo, "nel dubbio fischiate CONTRO la Juventus"!

E' normale, signoridella Corte, che il Capo del calcio ordini di fischiare sempre e comunque contro una squadra (la Juventus), la quale è poi casualmente l'avversaria per lo scudetto del Milan dello stesso milanista Carraro e l'avversaria quel giorno della Roma di Capitalia di cui è presidente - ma ve'- ancora lo stesso Carraro? Non che non è normale! Ma è lasciando spazio senza freni e senza opposizione a calunnie del genere che si massacra l'immagine di un club, immagine che come ormai è sfacciatamente chiaro a tutti (meno alla famiglia Elkann, evidentemente) si costruisce ben più (ahimè) su giornali e televisione che nelle riparatorie aule di tribunale quando ti dichiarano innocente malgrado anni e anni di calunnie subite sui mass media.

Insegna niente il caso Agricola, cari signori Elkann? Come potete essere così sprovveduti (o in malafede?!) da non accorgervi che in questo Paese, una volta distrutta dai mass media, l'immagine di un club calcistico o di una persona non può più essere recuperata nemmeno da un sacrosanto verdetto di innocenza emesso da untribunale, ordinario o sportivo che sia? E in mezzo a tutto questo, e cioè al capo opposto dell'altro estremo costituito dallo spudoratoNANOmalefico di Arcore che non conosce vergogna e pretenderebbe addirittura che l'illecito sportivo compiuto dal Milan fosse premiato con due scudetti (!!!), al capo opposto di tutto questo dicevamo, siamo funestati da un Montezemolo che non spende una-sola-parola-una (coscienza sporca?!!) che sia anche solo per ricordare un diritto alla difesa che non si nega nemmeno a Bernardo Provengano (e nemmeno a Previti, e nemmeno a Dell'Utri, e nemmeno a Mangano, e nemmeno a Berlusconi). No, le parole di Montezemolo sono "Si faccia piazza pulita, benedetto sia l'intervento della magistratura".

E' mancato solo "e speriamo che la Juventus venga sbattuta in Serie B", ma forse è stata semplicemente una banale dimenticanza. Del resto, vista la palese insofferenza con la quale Montezemolo ha vissuto gli anni dei successi della Juventus targata Triade, non siamo forse lontani dal vero se ipotizziamo che il caro multipresidente interpreterebbe una retrocessione per illecito più come una sua personalissima vittoria contro Moggi-Giraudo-Bettega che come un dramma sportivo di una squadra della quale chissà poi se gli frega qualcosa. Ma poi in fondo va capito, Montezemolo: la retrocessione in B cancellerebbe il precedente peggior risultato nella storia della Juventus dell'ultimo mezzo secolo...

Ah già, quasi dimenticavo di dirvi che quell'orrendo record lo detiene proprio la Juventus della gestione Montezemolo! E a proposito di Bettega, dell'innocentissimo Bettega che nemmeno centomila intercettazioni sono riuscite a coinvolgere nello scandalo (forse nemmeno Gandhi ne sarebbe uscito così immacolato), è normale che nessuno faccia notare che mentre lui è stato dimesso, l'impresentabile Galliani è tuttora aggrappato con indecente arroganza alla sua poltrona e vomita inqualificabili risposte intrise di malafede a chiunque osi solo ipotizzare quel gesto di minima dignità che qualunque persona appartenente al consorzio umano dovrebbe avere la decenza di fare, ovvero andarsene ORA?!?!

Roberto Calabrone
20 luglio 2006

fonte Bianconerionline

Calcio corrotto Nazionale....perfetta

CAMILLO
Calcio corrotto, Nazionale perfetta
IL FOGLIO, 11 luglio 2006 Calcio corrotto, Nazionale perfetta. E’ il titolo adatto a una nuova campagna di impegno civile per raccontare il paradosso di un paese che soltanto un mese fa - e col sangue agli occhi - voleva ritirare la squadra dai campionati mondiali, licenziare Marcello Lippi, arrestare Gigi Buffon e togliere la fascia di capitano a Kannnavaro, Kannnavaro, Kannnavaro (copyright Fabio Caressa). Questo stesso paese che oliava la ghigliottina e s’improvvisava giureconsulto oggi suona il violino, come Gilardino dopo il gol agli Usa, e intona peana a una squadra umile e gregaria, a un allenatore geniale e vincente, a un portiere formidabile e imbattibile e a Kannnavaro, Kannnavaro, Kannnavaro, ovviamente senza curarsi di spiegare come mai siano vincenti e imbattibili a luglio 2006, ma ladri e imbroglioni un mese prima. Ci hanno rovinato il sogno, diceva il paese prima di Berlino, cioè prima che i Mondiali dimostrassero che il sistema Moggi, con i suoi addentellati, era una centrale calcistica specializzata in sogni che si realizzano: ogni domenica con Juve e Milan, e subito al primo colpo con la Nazionale. Quella di Moggi & co. era una centro di potere, però capace di scegliere il mister giusto per la Nazionale, così come gli assistenti tecnici presi dal giro Juventus e una dozzina di calciatori tanto bravi da essersi guadagnati sul campo la finale di Berlino. Ieri il Financial Times, mica la Gazzetta dello Sport, ha pubblicato un’approfondita analisi per dimostrare statisticamente come siano stati “i club europei i reali vincitori della competizione globale”. E tra i club europei, al primo posto c’è la Juventus di Moggi (con il Milan di Galliani al quinto posto).
Ora questi campioni del mondo rischiano di finire in B e in C, malgrado non abbiano fatto altro che tirare calci a un pallone. Uno scandalo di corruzione sportiva che, unico al mondo, non vede implicato nessun atleta e intorno al quale non si sente alcun odore di denaro. C’è, invece, un teorema moralistico da curva sud, fondato su telefonate intercettate ma non accertate, che non tiene conto di che cosa sia effettivamente successo sul campo. Nell’aula di questo processo reality, le telefonate non sono state ascoltate e i testimoni non sono stati convocati. Le partite neanche a parlarne, il che equivale a non aver voluto visitare il luogo del delitto. (segue Un dirigente può essere colpevole di illecito anche se poi, sul campo, l’imbroglio non si realizza, ma un arbitro può aver falsificato una partita solo sul rettangolo di gioco: avrà o no il diritto di difendersi chiedendo di visionare la partita?
Prima o poi, vedrete, arriveranno le lodi anche per Aldo Biscardi, la fonte “Betulla” di calciopoli, il cui onore è stato riscattato al minuto 115 della finale, quando i potenti del calcio hanno deciso di espellere Zidane usando, per la prima volta, quella moviola-in-campo che Biscardone invoca da anni. Il processo al calcio campione mondiale, meno rigoroso di quello biscardiano dove almeno c’era il supermoviolone, andrà a sentenza domani. Poi ci sarà l’appello, prima che il Tar del Lazio annulli e mandi il calcio a catafascio. Mediaset, intanto, non paga la rata dei diritti tv e si rifiuta di rinnovare il contratto milionario con la Lega per la prossima stagione, qualora la serie A sarà una cosa diversa da quella che è normale che sia. Le squadre di B sono furiose, a causa del probabile arrivo di cotante portaerei e i campioni del mondo sono pronti a emigrare all’estero. In questi giorni, per dire come siamo messi, le telefonate dello scandalo vengono trasmesse da Radio Kiss Kiss di Napoli (stessa città della procura intercettatrice). Il tono e la sostanza dimostrano niente, se non una dose di arrogante millanteria, qualche caduta di stile e le solite lamentele nei confronti degli arbitri. Che non ci sia alcuna cupola o mafia o associazione a delinquere l’ha detto lo stesso procuratore Palazzi, senza però che nessuno abbia avuto l’accortezza di farlo sapere in giro. La cupola non c’è, anche perché non è reato punibile secondo i codici sportivi. Prove che ci siano state partite truccate non ce ne sono, al contrario delle polemiche sull’amnistia. Il giudice Ruperto ha in mano una soluzione per evitare il caos e far pagare chi ha sbagliato, senza per questo rivoluzionare il campionato: condannare i colpevoli per slealtà sportiva (art. 1) e non per un illecito (art. 6) che non è provato e che autorizzerebbe chiunque a dire che non abbiamo vinto la Coppa perché la palla è rotonda ma perché è stato Moggi a far espellere Zidane.
Cristian Rocca

Splendida vecchia signora .....telhanno fatta pagare

SPLENDIDA VECCHIA SIGNORA, ERI TROPPO FORTE....TEL"HANNO FATTA PAGARE
ADDIO, MIA CARA......CARISSIMA SIGNORA, forse, IL TUO PIU' VECCHIO .....INNAMORATO.
Francesco Ienzi
Ho 69 anni, e ho trascorso gli ultimi 56 innamorato perso della Signora.
La sua vitalità, la sua grinta, il suo fascino magnetico ed elegante, la sua capacità di colpire e ammaliare senza scampo mi hanno folgorato e tenuto legato a lei per tutto questo tempo.

La mia Signora si sta spegnendo. Soffre, non combatte più. E’ stata colpita alla schiena e rapita nel più vigliacco dei modi.
Credevo, la mia immortale Vecchia Signora, fosse inattaccabile. Ogni tanto, dopo ogni vigliacco attacco pensavo con un briciolo di paura che avrebbero potuto fargli del male prima o poi, ma immediatamente dopo cercavo di scacciare questo fantasma. Il pensiero della sua debolezza si era fatto più pressante nel 2004, dopo la scomparsa del suo ultimo "padre", Umberto Agnelli, colui che l’aveva fatta crescere, adeguarsi ai tempi, dato una veste più moderna. Lui l’aveva voluta autonoma, matura, in grado di reggersi su se stessa e di non dipendere dalla magnanimità di un benefattore. L’aveva difesa anche da se stesso e dalla sua famiglia, in fondo, e affidata a due uomini magari rudi, ma che l’avrebbero fortificata, forse indurita, ma resa resistente a tutto e tutti.

La preoccupazione di un ridimenzionamento della mia sempre giovane Vecchia Signora fu sopita per un po’ nel notare che i due guardiani, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, erano ancora e sempre accanto a lei, ancora più guardinghi, ancora e sempre pronti ad agire per difenderla e farla risplendere. Capello, Emerson, Cannavaro, Ibrahimovic, Vieira. Gioielli al collo della mia Signora. Si, pensai, forse allora potrò amarla finchè vivrò, perchè lei avrà sempre la stessa grinta, la stessa voglia di accompagnarmi e farmi emozionare.

Non era così. Poco dopo, mentre lei continuava affascinante più che mai a domare ogni rivale sul campo, ecco il primo gesto traditore, ecco l’imboscata alla mia adorata Signora. A tenderla, come nelle più squallide storie, è un giovane rampollo della casa che aveva allevato la mia Signora: Lapo Elkann. "Non mi piacciono questi due, Moggi e Giraudo, non sono simpatici e non è simpatica neanche lei" dice pubblicamente il ragazzo. Lo dice e lo ribadisce più volte, in diverse occasioni. E’ fatta; è il segnale per i numerosi nemici e detrattori che si può attaccare la Signora, smembrarla.....l'avversario piu' squallido, il corruttore che naviga nll'oro nero, elargendo una nave di petrodollari al piu' schifoso giornalista; per mettere in moto la sua cupola mediatica e fare un;imboscata ai due guardiani. Qualcuno ha aperto la porta e la lascerà spalancata per permettere a candido cannavo' e i suoi scagnozzi mediatici di entrare e mettere . Moggi e Giraudo rapidamente alla gogna, la Signora è stizzita e rabbiosa, non se ne cura, continua a stravincere. I numerosi servi e nemici non hanno però ancora il coraggio di uscire allo soperto. A incoraggiarli, ancora una volta, il tradimento di un altro rampollo di casa. E’ il 7 maggio 2006: John Elkann dichiara di essere vicino alla squadra e al tecnico, ma non alla dirigenza. Colpisce subdolo e violento, strappa i vestiti di dosso alla Signora e la getta in terra, offrendola ai nemici che ormai possono sbucare, a volto scoperto, da ogni angolo.Col nemico erano daccordo!!!!!
Depredata, seviziata, gravemente ferita, oggi la mia Signora giace piena di lividi. Mi domando, domando si riprenderà? E chi saranno i nuovi guardiani? Coloro che l’hanno offerta in pasto a subdoli nemici hanno ora chiamato al suo capezzale uno specialista (mi sembra si chiami Conigli Gialli, o qualcos’altro) che ha promesso di farla tornare sana e forte. Intanto, però, i suoi padroni in nome della loro religione ......il denaro le hanno ordinato di prelevare alcuni organi che aveva promesso di donare a coloro che l’hanno saccheggiata, umiliata e disonorata. "Si tratta di organi non vitali per lei", ha dichiarato, "che invece possono essere utili ad altri". Ha concesso che gli sfilassero anche le ultime due di quelle 29 perle che la mia Signora aveva conquistato e custodito, e ha partecipato al gran galà con cui una di quelle perle è stata appesa al collo di una rivale brutta e sgraziata, con le sembianze di una biscia e come tale......viscida e da sempre invidiosa.

Vino un misto di amarezza, rabbia, odio verso queste persone. Mi fa troppa pena la mia Signora ridotta così. Non voglio più vederla. Ho disdetto contratti tv e acquisto di giornali.
Voglio mandare un saluto ad Antonio Giraudo e Luciano Moggi, e ringraziarli di 12 anni bellissimi, in cui hanno saputo donare alla mia Signora splendore e bellezza. Mi sono emozionato con la loro Juventus. Sono stati forti, tenaci, capaci. Spero, ma forse mi illudo, di vederli tornare prima o poi e ristabilire le giuste distanze con i tanti, troppi, incapaci cialtroni in giro che hanno rimpiazzato la loro, la mia malandata vecchia signora con qualcosa che non mi appartiene, in essa non mi riconosco, e con la speranza che mi restituiscano la mia splendida vecchia signora della TRIADE....Mi ero illuso che i piccoli azionisti avrebbero potuto salvarla e avevo partecipato alle iniziative dei vari BLOGS, ma tutto? e' stato inutile. Chiedo venia per aver coinvolto in uno di questi tenativi un'altro innamorato della Vecchia Signora, l'Amico Mario Pasian. Vado in letargo pallonaro di questa republica delle banane che è diventata la mia cara e adorata ITALIA, . Un saluto ai 13 milioni di tuoi spasimanti
Francesco Ienzi

BANDITI A MILANO - di - ANTONIO SALVATORE LA ROSA

A MILANO LA MAFIA ESISTE
LE COSCHE MAFIOSE 
-----------------------
Antonio La Rosa - 16.07.2006
 BANDITI A MILANO
Voglio fare una premessa: oggi ho ricevuto ben 183 email, che mi impongono una rispopsta un pò a tutti: l’unico modo di farlo è dare una risposta a tutti sul sito, cercando di rispondere in gran parte ai quesiti più importanti postimi. E proprio perchè è una risposta molto lunga, la divido in due parti, la prima pubblicata oggi, la seconda domani. Abbiamo sbagliato tutti e abbiamo sbagliato tutto, ammettiamolo. Abbiamo sbagliato tutti perchè forse in cuor nostro speravamo di avere a che fare con persone perbene, ossia uno stimato ex presidente della Consob ex ex senatore della Repubblica, un emerito presidente della Corte Costituzionale, un magistrato inquirente passato alla Storia per l’intransigenza ed il rigore mostrato all’epoca di tangentopoli.

Ad onor del vero io mi iscrivo al partito di quelli che non credevano ad un esito diverso da questo, e l’ho detto più volte, i migliori sicari esecutori dei delitti perfetti sono sempre gli insospettabili, e la triade Rossi - Borrelli - Ruperto ha tutti i requisiti per apparire insospettabile quando esegue una sentenza di condanna a morte del calcio. Perchè di questo si tratta, ne riparleremo fra qualche anno, la sentenza di venerdì sera toglie definitivamente ogni credibilità, basta solo leggerla con attenzione: "già solo dall’analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus", questo è uno dei passi deliranti della sentenza. Insomma siccome tutti dicevano che la Juve condizionava gli arbitri, questosolo fatto diventa verità ed elemento di prova!

Ce ne sono altri passi deliranti che sputtanano totalmente un ex presidentedi Corte Costituzionale, ossia uno che per anni e anni è stato abituato a verificare la legittimità costituzionale delle norme di legge, ossia il rispetto dei principi generali sanciti dalla Costituzione della Repubblica.,Leggete ancora: "è concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara. Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma deipunti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre.

La Procura federale ipotizza che i dirigenti della Juventus e le altre persone indicate nel capo di incolpazione abbiano posto in essere condotte dirette a procurare a tale squadra un vantaggio in classifica ed abbiano poi ottenuto il risultato sperato, con riferimento al campionato 2004/2005, per effetto del "condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza tipici della funzione arbitrale" Tradotto: la Juventus poteva ben vincere sul campo e meritatamente, ma dietro queste vittorie c’era un sostanziale condizionamento della classe arbitrale da parte dei bianconeri. e dunque questo condizionamento di fatto alterava i risultati. Ne dovrebbe conseguire che tutti gli arbitri indagati dovevano essere squalificati.
***** ED INVECE NO! ******
Bertini, assolto; Rodomonti, assolto; Rocchi, assolto; Tagliavento, assolto; Messina, assolto; Paparesta, mesi tre di squalifica per omessa denuncia dei fatti di Reggio Calabria, nulla sul dossier per il quale si era interessato l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, su raccomandazione di Galliani. Condannato invece De Santis, arbitro che ci aveva fatto conquistare solo 7 punti su 15 disponibili, oltre ad averci fatto perdere la Supercoppa Italiana. E Dondarini, però per altre gare, dove non era coinvolta la Juventus. Vi rendete conto? Insomma chi erano gli arbitri che aiutavano la Juve? Kollina notoriamente era un arbitro ostile ai bianconeri, Rosetti non può arbitrarla perchè torinese, Racalbuto mai chiamato in causa, Trefoloni idem, Farina idem come sopra (e ricordo che con quest’arbitro avevamo una striscia negativa ancor peggiore di quella di Kollina): vuoi vedere che da quattro - cinque anni ci arbitra sempre De Santis, travestito da qualche altro?

Come vedete, siamo di fronte ad una sentenza che sembra scritta da Fedro, il famoso autore della favola "Il lupo e l’agnello", occorreva giustificare una condanna, non importa se la giustificazione sia logica e fondata. Qualche amico ha paragonato questo processo con il famigerato processo di Verona del 1944, processo che aveva già la sentenza di condanna a morte scritta verso Ciano e gli altri protagonisti del 25 luglio. L’esempio è calzante, perchè anche stavolta la sentenza era già scritta prima dell’apertura del processo, ma prendo l’esempio come un auspicio ed un augurio, nel senso che quanto prima questi signori abbiano il loro Piazzale Loreto.

Come dicevo, quindi questo epilogo era ampiamente prevedibile: per questo abbiamo sbagliato tutti. Ha sbagliato per prima la proprietà, gli Elkann, Montezemolo e c. Forse credevano che una semplice operazione di pulizia interna, e di eliminazione della Triade fosse utile a dare una immagine nuova della società e quindi evitare ogni pesante sanzione. Forse credevano che la sobrietà ed il silenzio sarebbero stati graditi a chi doveva decidere, illudendosi, e solo così si spiega la reazione colorita di Cobolli Gigli e al cianuro di Blanc, reazioni un pò tardive ad onor del vero. Non avevano capito che il vero obiettivo dei mandanti (di cui parlerò oltre), non era un calcio pulito e liberato da condizionamenti veri o presunti, ma un calcio senza Juventus, un calcio dove i soliti perdenti di sempre e i soliti mancati vincenti nonostante dispiego di risorse e di media amici, potranno finalmente fare il bello e il cattivo tempo.

Pensate un pò: alla Juventus hanno applicato ben quattro sanzioni, quando, se i fatti fossero stati veri, la pena logica sarebbe stata questa: revoca scudetto 2004 - 2005 ed esclusione dalla serie A 2006 - 2007, con assegnazione al campionato immediatamente inferiore, ossia la serie B. Invece hanno voluto infierire, togliendo anche lo scudetto 2005 - 2006 e applicando una penalizzazione di ben 30 punti, come dire mettere fuori causa i bianconeri per almeno tre anni. Il tutto mentre il Milan viene penalizzato di 44 punti, utili stranamente a rimanere tra le squadre che potranno addirittura partecipare alla coppa UEFA, ed una penalizzazione di 15 punti, che se ci fate caso è uguale al distacco tra rossoneri ed Inter di quest’anno. Come dire, il Milan potrà lottare e vincere il prossimo scudetto, ecco la punizione per i rossoneri. Già, ma loro hanno schierato tutte le truppe d’assalto mediatiche, da due mesi ci bombardano per far dire una falsità evidente, ossia che le colpe del Milan fossero minime, anzi nulla, che Meani era un monello isolato e non protetto dalla società, che la condotta rossonera era una "legittima difesa", cadendosi in questo nel ridicolo, dato che è sconcertante parlarsi di legittima difesa per la società dell’allora presidente del Consiglio, del presidente di Lega, ove era cresciuto il presidente FIGC, e che è emanazione del gruppo mediatico più importante d’Italia.

La proprietà e la dirigenza bianconera cosa ha schierato a difesa del nome della società? Certi interventi di dubbio gusto di Tardelli? Certe interviste ambigue di Grande Stevens? E così mi ricollego anche all’altro grande errore, ossia l’atteggiamento della stampa torinese, colpevole di non avere ben compreso che c’è anche un occulto obiettivo di ridimensionamento di una città che, tra olimpiadi e squadre di calcio vincenti e protagoniste, rischiava di fare troppa ombra ad altre città meno sulla cresta dell’onda, nonostante la propaganda mediatica (mi riferisco a Milano e Roma). Tuttosport ha avuto una linea diciamo più difensiva delle ragioni bianconere, ma mai arrivata ai livelli uguali e contrari ai veleni che provenivano da Milano, dove la Gazzetta del Milan ha letteralmente bombardato a tappeto, a difesa dei rossoneri e in accusa alla Juventus, non a caso è uno dei pochissimi, assieme al romanista Luna Riccardo (ognuno ha le compagnie che si merita), ad avere parlato di "Moggiopoli": quindi una difesa direi blanda, quella di Tuttosport, non sufficiente a contrapporsi all’enorme volume di fuoco proveniente da altre parti.

Peggio ancora La Stampa, esageratamente vincolata a criteri anglosassoni di informazione, laddove il criterio tipico dell’informazione nazionale è quello "partenopeo", ossia tirare acqua al proprio mulino e "scurdammoce ’o passato" (naturalmente quello nostro, quello altrui invece da ricordare sempre e faziosamente). Insomma equidistanza che alla lunga è stata più ignavia che obiettività di informazione, ed in questo non posso non sottolineare in negativo gli articoli di oggi in prima pagina a firma Giampiero Boniperti e Roberto Beccantini. Credo che ormai mi conosciate bene, io sono fortissimamente bonipertiano, l’ho scritto talmente tante volte che non penso sia il caso di ribadirlo; ma il fatto di essere stati maltrattati per anni dalla Triade, non può autorizzare il più grande juventino di sempre a scrivere certe cose, perchè alla fine ha scritto contro la Juventus, non contro Moggi e Giraudo.

Perchè appunto la vera punizione l’ha subita la Juventus, ed in questo mi richiamo all’editoriale di Beccantini, che francamente mi ha ferito non meno della sentenza di ieri. Di fatto il grande giornalista (lo è davvero, non a caso è uno dei due che vota per il pallone d’oro), ha plaudito alla sentenza, pur rilevando l’incongruenza della sostanziale assoluzione del Milan e della disparità di trattamento: "il prezzo della pulizia è, da ieri sera, davanti al popolo, ed è un prezzo che, come era nelle intercettazioni, paga soprattutto la Juventus ...

Di Guido Rossi non ho capito la frenesia operativa ecomunicativa dell’ultima fase, ma il calcio era arrivato a un punto di non ritorno. Serviva il bisturi. L’ha usato. Per fortuna, è stato scongiurato il papocchio dell’amnistia ... Comincia un’altra Juve. E, lo spero di cuore, un altro calcio" (così testualmente, Beccantini).

Ma veramente Beccantini crede che da oggi ci sarà un altro calcio? Ci sarà sicuramente un calcio senza Juventus protagonista, come voleva la "cupola dei perdenti cronici", ma dove sta scritto che sarà un calcio migliore? Davvero Beccantini crede che un ex dirigente dell’Inter, dagli atteggiamenti analoghi ad un dittatorello sudamericano degli anni passati, possa guidare questo mondo, dando spazio ad un ex dirigente della A.S. Roma, Agnolin, circondandosi di persone tutte cresciute nell’alveo milanista (Albertini, Donadoni, Tassotti, Sacchi), che poi è quello del finale campionato 1987 - 88, della finale sospetta di Barcellona, della figuraccia di Marsiglia, degli acquisti in nero etc.?

Davvero Beccantini pensa che sarà più pulito il calcio senza Moggi e Giraudo ma con Kollina, Moratti, Oriali, Sensi, Zamparini, Cellino, Preziosi, Dal Cin, Spinelli, Corioni, la sfilza di procuratori che hanno manovrato in questi anni giocatori e giocatori, in modo anche peggiore della tanto vituperata GEA?

Davvero Beccantini crede che non avremo più lobbies televisive condizionanti, quotidiani che imporranno i risultati sul campo, come la Gazzetta di Milan-Inter, dopo avere imposto i processi di piazza e le sentenze in anticipo, o gruppi bancari padroni di squadre e dunque potentemente interferenti sui risultati nei rettangoli di gioco? Se ci crede davvero, debbo desumerne che per lui l’unico marcio del calcio si trovava a Torino, zona Corso Galileo Ferraris, e il resto era tutto un bel paese delle meraviglie.

Caro Beccantini, quello che esce sconfitto da questa sentenza è proprio "l’altro calcio": quello di John Elkann e Jean Claude Blanc, di Marco Tardelli, di Didier Deschamps, ossia quello di chi voleva dare un segnale forte ed immediato al mondo del calcio, ossia che cambiare si può, ma intanto cominciando da sè stessi, mentre invece gli altri si sono arroccati, tutti, ripeto TUTTI, nel loro fortino di sempre.

Peccato davvero, il principale quotidiano torinese poteva fare molto, non dico a difesa della Juventus, ma a difesa della verità e della pulizia seria nel calcio. Invece con la sua silenziosa connivenza ha di fatto legittimato le accuse, e non a caso uno dei tormentoni di oggi è che "se anche il giornale di proprietà Agnelli non difende la Juve, vuol dire che l’accusa era vera". Insomma lo stesso concetto scritto nella sentenza di Ruperto, ossia che la pulizia fatta nella società bianconera è prova di ammissione dei fatti d’accusa. Anche la difesa processuale della società ha sbagliato. Non nei modi, ma nel non aver compreso che non agiva in una aula giudiziaria seria, davanti ad un tribunale serio e con giudici davvero imparziali. Io so bene che spesso la strategia difensiva deve avere anche un obiettivo minimale rispetto all’accusa, nel senso che se non si può ottenere il massimo (diciamo l’assoluzione piena), si cerca almeno di salvare il salvabile, e dunque di ottenere una pena quanto più mite possibile: tante volte mi è stato fatto comprendere che una certa condotta ammissiva dei fatti o rispettosa dei giudici in quanto istituzione, per non dirsi collaborativa, poteva essere efficace ai fini di una maggiore indulgenza nella pena, e spesso, nei casi disperati, si fa anche confessare il confessabile agli imputati, per avere almeno una pena più lieve o quanto meno eccessiva possibile.

Ma questo nelle aule giudiziarie serie, non certo davanti ai fantocci messi lì solo per eseguire una sentenza già scritta, nella quale si sono sommate la voglia di rivincita di un gruppo economico che è stato vicino ai vincitori delle elezioni politiche oltre che legato all’Inter, la voglia di vendetta dei soliti gruppi finanziari ed editoriali romani, e il bisogno di non avere una opposizione dura da parte di gruppi politici che di fatto sono stati agevolati dall’avere il Milan come veicolo elettorale. Perchè di questo si tratta. La dico in modo ancora più brutale: Prodi e compagni, per tutelarsi gli elettori milan-inter-romanisti di centro sinistra, oltre che certi grandi sponsor elettorali, e per non avere troppi casini dall’opposizione berlusconiana, di fatto si sono venduti il calcio a costoro e si sono venduti i loro elettori juventini, è questa l’amara constatazione.

Fateci caso: Melandra che straparla da un mese, sostenendo che ci si difende nei processi e non dai processi, ignorando che da tempo ci sono le gogne di piazza e che i processi seri non sono mai sorti; il commissario Rossi, in missione per conto di Dio e dell’uomo filogovernativo ulivista Petrucci, dapprima con atto arbitrario abolisce un grado di giudizio (in prima istanza c’è la Commissione Disciplinare, che stavolta non è stata coinvolta), poi minaccia le società indagate, invitandole a non rompere troppo le scatole chiedendo di difendersi (testualmente, "quindici minuti bastano a difendersi" così disse il nostro dittatore da repubblica delle banane), infine lancia il segnale di via libera alla esecuzione sommaria, con la sua audizione alla Commissione Cultura della Camera, seguito il giorno dopo da Prodi che invita a punizioni severe; tutto il centro sinistra si schiera a sostegno di questa linea forcaiola, eccettuato Mastella, che da buon volpone di scuola democristiana, capisce che si sta esagerando, e dunque prima parla di amnistia, e poi (notizia di ieri), afferma che la sentenza è assurda, che si è infierito troppo contro la Juventus, che Berlusconi ha giocato di brutto a fare la vittima e così ha intimorito i giudici.

Quindi, in un contesto del genere, dove tutto era prestabilito a priori, avere l’avvocato Zaccone fatto correttamente il difensore, di fatto ha spianato la strada a chi voleva solo estrapolare una parte della sua difesa per utilizzarla contro il suo assistito, e dunque è stato un altro errore tattico. Questo era un processo nel quale bisognava attaccare immediatamente la legittimazione del Collegio, bisognava immediatamente ricusare un presidente che si permetteva di prendere in giro i difensori mentre parlavano, che di fatto aveva già detto che qualunque cosa avesse detto la difesa, loro sapevano già cosa fare. Se necessario bisognava platealmente abbandonare il processo convocando conferenze stampa per spiegare le ragioni delle illegittimità compiute da questo Collegio. Ed infatti l’unica società che si è mossa in questo senso, dicendo ovunque di essere vittima di un complotto, alla fine è uscita sostanzialmente assolta.

Infine abbiamo sbagliato anche noi tifosi. Abbiamo intanto sbagliato a non capire che occorreva e occorre, nel calcio moderno, essere "lobby", essere soggetto numericamente forte e condizionante in vari campi, compreso quello politico. Qualcuno mi ha rimproverato il mio costante richiamo alla politica in questa vicenda, ma faccio ciò perchè la politica è ormai entrata a gamba tesa nel calcio. Questo è stato fin dall’inizio un processo politico, piaccia o no. E lo è stato perchè chi lo ha gestito e organizzato sapeva bene che la tifoseria bianconera non è soggetto politicamente condizionante, a differenza di altre tifoserie. Fateci caso: chi ha vinto veramente questo processo è la lobby petrolifera, Sensi e l’Italpetroli, Moratti e la Saras: entrambe si sono viste eliminate l’odiata Juve, la Roma ha preso il posto della Fiorentina, e rimane unica squadra in A della Capitale, l’Inter si vede in parte ridimensionata la concorrenza del Milan (oltre non poteva andare, dato che i rossoneri sono fin troppo potenti e protetti).

Fate caso anche ad un altro aspetto: la tifoseria romanista è minoritaria ma compatta ed elettoralmente determinante, come ha ben compreso il finto juventino Veltroni, sindaco che ha avuto anche modo di far visita in ospedale a Totti; quella interista viene vista come contraltare alla berlusconiana tifoseria milanista, e dunque da "curare" con attenzione; quella milanista però è ben coperta da media e forze politiche nate appunto dalla passione calcistica, per cui occorre tenersela buona. E quella Juventina? Si ritrova come espressioni importanti uno come Fassino che si defila, o uno come Di Pietro che si lamenta della scarsa durezza della sentenza; il tutto mentre quella romanista ha un agitatore importante in Maurizio Costanzo (quello che minaccia cortei di protesta in caso di assoluzione della Juventus, prima ancora che un processo sia celebrato, dimenticandosi i suoi trascorsi piduistici), quella interista una stampa abitualmente fin troppo buona verso una dirigenza che ha sempre fatto figuracce di proprio e non certo per colpe altrui (e sarebbe questo un aspetto da meglio approfondire, ossia come mai i giornalisti siano sempre buoni con Moratti), quella milanista di fatto controlla l’informazione a 360 gradi. Figuriamoci, anche la tifoseria viola riesce ad essere condizionante, al punto che il sindaco diessino di Firenze, Dominici, entra in polemica con la collega diessina romanista, ossia la Melandra, pur di difendere la squadra della sua città e dunque del suo bacino elettorale.

Credo quindi sia arrivato il momento di ricordarci tutti che oltre ad essere tifosi juventini, siamo pure elettori, ed in quanto elettori, ricordarci in quelle circostanze come siamo stati trattati da tifosi juventini, e soprattutto ricordarlo a certi tromboni che poi ci vengono a chiedere i voti. Mi rendo conto, è concettualmente sbagliato, è forse qualunquistico il mio ragionamento: ma altrove è così, e grazie a questo neoqualunquismo calcistico del ventunesimo secolo si sono create anche certe fortune politiche di certi personaggi che oggi fanno a gara a mostrarsi intransigenti e contrari a clemenze, quando ieri chiedevano clemenza e buonsenso per salvare chi falsificava passaporti, o regalava beni costosi agli arbitri, o vinceva scudetti per ragioni di ordine pubblico, o veniva salvata da reati di falso, per ragioni di ordine pubblico.

Prendiamone atto una volta per tutte, e probabilmente si comincerà a pensare diversamente quando c’è la Juventus di mezzo. Ma abbiamo sbagliato pure nelle scelte delle iniziative di lotta. Eravamo forse convinti che una civile ed imponente manifestazione sotto il sole cocente potesse servire a far capire quanto calore c’è attorno alla Juventus, che questa squadra è un patrimonio del calcio italiano, non certo un cancro da estirpare, che il meglio del calcio nella storia anche recente è a strisce bianconeri, come ha dimostrato anche la finale ai mondiali. Ci eravamo illusi, e dovevamo capirlo quando i media hanno minimizzato le presenze, riducendole prima a 12.000, poi a 20.000, infine a circa 40.000, quando chi era presenta sa bene che il numero dei presenti era almeno doppio al massimo indicato dai giornali.

Purtroppo contro l’illegalità e l’arroganza di regime non si può lottare solo con armi legali, ma occorre fare qualcosa di più, cercando di non cadere nell’illegalità: e questo qualcosa di più si chiama DISOBBEDIENZA CIVILE. E’ inutile parlarci solo fra di noi, è inutile promuovere boicottaggi che conosciamo solo fra di noi, è inutile lanciare operazioni tipo disdette dei contratti con la Tv satellitare, o non comprare quotidiani ostili, se queste cose rimangono all’interno della tifoseria. La Gazzetta di Milan-Inter perderà lettori e acquirenti, ma essendo abituata a manipolare l’informazione, non parlerà di calo di vendite; lo stesso farà Sky Italia, Mediaset premium, Carta+ La7 e così via, se noi non ci guadagniamo sul campo gli spazi di informazione su base nazionale.

Purtroppo ormai la televisione crea la verità ufficiale, è drammatico dirlo ma è così; i quotidiani creano l’opinione pubblica, è l’applicazione del teorema goebbelsiano, una menzogna ripetuta sistematicamente ed ossessivamente diventa una verità assoluta per le masse. Quindi se vogliamo far conoscere le nostre verità, abbiamo bisogno di chi le propagandi nelle forme opportune. Cosa intendo dire? Un esempio per tutti: se sabato primo luglio scorso, anzichè finire la manifestazione davanti alla sede della Juve, l’avessimo spostata davanti alla sede RAI di Torino, cercando di ottenere in tutti i modi che una delegazione di tifosi potesse avere spazio e visibilità immediata in una trasmissione diciamo "riparatrice" dopo settimane di linciaggi, probabilmente avremmo avuto una maggiore risonanza; se non ci avessero voluto dare lo spazio televisivo, rimanere in presidio fino a quando quello spazio di libertà l’avessimo ottenuto.

Si poteva anche individuare un altro ambito di protesta, che so, il palazzo comunale, e pretendere che il Sindaco Chiamparino facesse come adesso sta facendo Dominici a Firenze; si poteva protestare davanti alle sedi locali di giornali ed emittenti televisive ostili alla Juventus; si possono organizzare "girotondi" a Roma davanti alla sede della Federcalcio, si possono organizzare scioperi della fame, insomma d’ora in avanti se qualcosa bisogna fare, dovrà essere di questo genere, ossia iniziative eclatanti e che ci diano non solo visibilità, ma soprattutto spazi informativi. Guardate quanto ha pesato per il Milan avere i media al proprio servizio, da due mesi non fanno altro che ripetere ossessivamente certi concetti, la gente è quasi convinta di quei concetti, dimenticando che proprio il Milan in questi cinque anni trascorsi aveva tutto il potere possibile in tutte le sedi, da quella governativa, a quella calcistica. Ed in questo modo sono riusciti a far credere che un ex capostazione fosse più potente e pericoloso del signor Berlusconi Silvio, capo di Forza Italia (partito politico del 24% di italiani), padrone di Fininvest - Mediaset, padrone della Mondadori, padrone del Milan, padrone del presidente di Lega Galliani, e indirettamente padrone della RAI per tramite dei suoi uomini di fiducia.

Quindi non pensiamo più a cortei o a iniziative che rimangano nel chiuso delle nostre stanze: se vogliamo far sentire la nostra voce, in un mondo di sordi o di persone con le orecchie tappate, dovremo gridare ancor più forte. non abbiamo altra scelta. E, perchè no, cominciare a lanciare una campagna per far si che prima o poi scoppi "Giornalistopoli" o "Gazzettopoli", in onore al fogliaccio rosa che è stato il braccio armato della "cupola dei perdenti cronici", per fare in modo che una volta per tutte si scopra come certi giornalisti siano a libro paga di Moratti o di Sensi, o di Berlusconi anche se non facenti parte del suo gruppo editoriale; che si scopra come mai certe figlie diventino facilmente giornaliste ed entrino dalla porta principale in certe emittenti televisive.
  Sul punto sentite cosa ha dichiarato il Grande Enzo Biagi
 Enzo Biagi, una autentica istituzione del giornalismo italiano, quello vero, non quello dei caporali di giornata che girano in tante redazioni: intervistato da un giornalista de "Il Tirreno", ha dichiarato che si tratta di "una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?" 

Questo è il giornalismo serio, e questo spiega perchè l’hanno messo alla porta alla RAI nell’epoca berlusconiana: Biagi è davvero scomodo, a differenza dei vari Travaglio e Beha, ominicchi per non dire ruffiani, per usare il noto concetto del libro di Sciascia "Il giorno della civetta".

 Un’ultima cosa, e chiudo questa lunga disamina. La nostra voce intanto debbono sentirla e in modo forte e chiaro i nostri dirigenti e i nostri calciatori.

CHE A NESSUNO DI LORO VENGA IN MENTE DI POTER ANDARE VIA DALLA JUVENTUS DIMENTICANDOSI DI COSA LA JUVENTUS HA DATO A LORO, E SOPRATTUTTO CHE A NESSUNO DI LORO VENGA IN MENTE DI ANDARE ALL’INTER, AL MILAN O ALLA ROMA.

Noi tifosi siamo sempre stati vicini ai nostri campioni, li abbiamo acclamati e difesi sempre e ovunque, ricordiamoglielo.E ricordiamolo soprattutto ai dirigenti: il ritrovarci nel caso peggiore in B e penalizzati non autorizza fughe e svendite, specie se i giocatori sono sotto contratto per altri anni.Anche a costo di lasciarli fermi per uno o due anni, la dirigenza li deve tenere, nessuno deve scappare dalla Juventus. E su questo dovremo essere nel caso pronti anche a contestare la dirigenza, se dovesse adottare un piano di smantellamento e ridimensionamento.
Antonio Salvatore la Rosa