domenica, dicembre 30, 2007

Sentirci uomini

di Cirdan
Abbiamo letto questo articolo pubblicato sul Corriere dello Sport: «Ecco come Moggi comandava ancora».
Ci risiamo.
Non sono bastate le menzogne di diciotto mesi fa.
Non sono bastate quelle farraginose informative redatte da Arcangioli e Auricchio per conto di quella Procura che disegnò un processo al limite della decenza.
Ora le nuove indagini, svolte “ancora” sulla base delle intercettazioni, sempre dai CC del reparto operativo di Roma, “evidenziano”, notare il verbo, “analiticamente e nello specifico contesto in cui sono maturate”. Bene, hanno dunque analizzato in uno specifico contesto, e noi ci domandiamo, quale?
E loro rispondono “nella continuità dei rapporti tra indagati” … stai a vedere che Moggi e Bergamo hanno organizzato la serata di capodanno … nonché i rapporti “tra costoro ed altri soggetti vicini a Moggi in parte già emersi nelle precedenti indagini”.
Fateci capire bene questo ultimo passaggio: soggetti vicini “in parte” a Moggi cosa “dovrebbe” fare emergere?...in parte vicini.
Siamo sbigottiti…
Informative, ancora informative, questa di 400 pagine.
Signori, vogliamo fare notare che queste sono tutte spese pagate da noi cittadini contribuenti, magistratura compresa.
Si legge che sabato hanno depositato nuovi atti di indagini. Ma sabato non si dovevano valutare i vecchi atti e confermare i rinvii a giudizio? Valutare se gli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva erano tali? (*)
Altri atti? Ma per dimostrare cosa? Non dovevano già esserci "prove certe ed inconfutabili" al momento della richiesta di rinvio a giudizio?
Si scrive “ipotizzando”, torniamo nel baratro delle ipotesi, una “nuova” accusa di associazione a delinquere nei confronti, udite udite, di Moggi … Moggi? E adesso che centra Moggi?
Adesso vogliamo proprio leggere.
“Dalle risultanze acquisite, emerge inoltre come Moggi abbia continuato ad esercitare…mantenendo attivi i suoi interessi …”.
Ok! Stavolta ci siamo, hanno le prove.
“…si aggiungono elementi emersi…delle relazioni tra Moggi ed esponenti delle istituzioni sportive…nonché sui rapporti con soggetti come Mario Auriemma, personaggio poliedrico …”
Mario Auriemma? Personaggio poliedrico?
Ma chi è costui per definirlo “personaggio poliedrico”, un ammaestratore di serpenti?
No, è stato presidente del Civitavecchia, nel 1999 è intervenuto, interrogato, in un processo doping e nella riunione del 23 febbraio 2007 indetta dalla Lega professionisti della serie C, ha richiesto istanza per ottenere il riconoscimento della sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc inflittagli per il fallimento del Giorgione Calcio.
“ … in grado di utilizzare le sue aderenze in vari ambienti … per favorire Moggi …”
Ma chi Auriemma? Allora è lui l’orco cattivo.
E noi che abbiamo ascoltato per mesi tutto quello che ci hanno detto su Moggi non è vero? Con tutto il rispetto per l’uomo Auriemma Mario, ma questa è davvero grossa.
Non riusciamo a capire, si parla di innumerevoli telefonate intercettate, che “dimostrano” la permanenza dei rapporti.
E allora spunta fuori il nome di Urbano Cairo, presidente del Torino Calcio. Cairo commenta con Moggi … “probabilmente” … sul contenuto di un'articolo ...
Come probabilmente, ma non hanno scritto che “dimostrano”? Allora, o si dimostra oppure si suppone, nella lingua italiana i due verbi sono agli antipodi.
Nella telefonata si parla di un rapporto di amicizia tra i due, nel quale Moggi dice a Cairo di conoscere com’è fatto il calcio. E quindi? Ai nostri occhi nulla di strano, Moggi ha vissuto quarant’anni nel calcio!
L’informativa prosegue con l’intercettazione tra Moggi e Bettega, i due sottolineano la necessità di “riposizionare” Gheddafi, il quale si sta allenando con la Sampdoria.
Ma i CC non sanno dare una spiegazione in merito.
Altra intercettazione con Punghellini, Presidente della lega dilettanti. E qui, in realtà, qualcosa di serio emerge.
Punghellini: “ … vogliono sapere se tu hai fatto pressioni su di me…e io la verità gliel’ho detta…ma su di me le pressioni le ha fatte qualcun altro.” Moggi: “ma queste cose nessuno le dice”.

Adesso noi, vogliamo sapere chi!!! Questo dovrebbe interessare anche ai media tutti! Adesso noi vogliamo che quei due magistrati ci dicano il nome!!!
Se Punghellini ha detto la sua verità, noi abbiamo, da cittadini badate bene, il diritto di sapere.
L’articolo termina con il riferimenti a tale De Nicola, già emerso, secondo i CC, nelle passate indagini.
Il contesto che “assume particolare interesse” è l’acquisto di alcuni immobili siti in via Tintoretto in Roma.
Case? Appartamenti? E allora, adesso non si può più nemmeno comprare un’immobile in santa pace?
Concludono con i contatti intercorsi tra il De Nicola e Giancarlo Abete, attuale Presidente Federale, in “particolare” dalle conversazioni intercettate emergerebbe un interessamento di Abete all’acquisto di immobili. E Moggi cosa centra?
Lo vorremmo chiedere soprattutto a Riccardo Luna. Ecco da dove, probabilmente, nasceva quella sua domanda fatta a Moggi durante la trasmissione "Temporale", di Diaco.
Ricordate quando Luna chiese a Moggi se aveva venti appartamenti a Roma? Ci sembrò una domanda neppure pertinente con le accuse che venivano fatte a Moggi. Oggi possiamo darle una chiave di lettura: Luna probabilmente era già informato del contenuto di questa informativa nella quale si parla di immobili: possiamo presumere che la "solita manina" gli aveva passato già l'informativa. Luna, probabilmente, non l'aveva capita bene, perchè sembra chiaro che "interessato agli immobili" era Abete: la domanda doveva e dovrebbe farla ad Abete e non a Moggi.
Ricordiamo, allora, che Luna fu tra i primi a pubblicare le intercettazioni e che Della Valle, dopo la prima sentenza, disse che il can can di Calciopoli è iniziato subito dopo che in quel campionato la Fiorentina distanziò la Roma nella corsa al quarto posto utile per la Champions League. La Roma, tanto cara a Luna, riacquistò, grazie allo scoppio di Farsopoli, il diritto a disputare la Champions e diede una "sistematina" ai suoi conti: nonostante tutto acquistò il solo Vucinic in comode rate e quest'anno ha venduto Chivu al concorrente diretto. Ci chiediamo quale sarebbe stato lo "stato dei conti" della Roma senza i "benefici" di Farsopoli, senza gli introiti di quella Champions "strappata alla Fiorentina". Oggi la Roma si presenta come parte lesa anche nell'eventuale processo di Napoli: è il colmo!
Da italiani che pagano le tasse, con cui viene gestita anche la giustizia, abbiamo il diritto di sapere CHI si rese responsabile di quella "fuga di notizie ed intercettazioni": trattasi di reato!

Da italiani siamo stanchi e stufi di finanziare questo tipo di indagini.
Da juventini siamo impregnati di supposizioni, interpretazioni, luoghi comuni e chiacchere da bar.
Da uomini vogliamo rispetto, rispetto della nostra intelligenza, perché quello che abbiamo appena appreso, lede, non solo la nostra capacità intellettiva, ma anche il nostro sentirci “uomini”.

Una grossa nuvola nera & Il giorno della civetta: La Congiura.... Chiaramente smascherata dagli interventi sei piccoli Azionisti in Assembea

UNA GROSSA NUVOLA NERAI

Intervento in Assemblea Azionisti Juve
27 Ottobre 2007  

Signor Presidente, Signori Consiglieri,
è da più di un anno ormai che mi sembra di vivere una puntata senza fine di “Scherzi a parte”.
Non mi ero particolarmente preoccupato all’epoca della pubblicazione delle prime intercettazioni sui giornali di famiglia (Gazzetta, La Stampa e Corriere) perché ero sicuro che la Triade avrebbe difeso la Juve e noi tifosi con la grinta e la passione di sempre. Ma era tutto uno scherzo e nel giro di pochi giorni Moggi, Giraudo e Bettega sono stati cacciati dalla Juventus.

Mi era stata comunque promessa la nomina di un nuovo consiglio, composto da persone preparate in ambito calcistico. Ma anche questo era uno scherzo e mi è stato rifilato un ex dirigente di grandi magazzini, un esperto di tennis e corse automobilistiche (che all’epoca parlava anche un italiano molto incerto), un allenatore di pallavolo.

Mi aspettavo, come da indicazioni dell’Ing. John Elkann, un grande juventino del passato come Presidente o quanto meno come amministratore. Ma anche questo era uno scherzo e mi è stato rifilato Marco Tardelli.
Mi aspettavo comunque che la società si difendesse “con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno”, come da dichiarazione bellicosa del Dott. Gabetti. Ma anche questo era uno scherzo ed il medesimo giorno, circa sette ore dopo, mi è stata rifilata la “pena congrua” dell’Avvocato Zaccone.

Mi aspettavo che la società difendesse le proprie ragioni di fronte al TAR, come mi era sembrato di capire leggendo il “molto motivato” ricorso presentato il 21 agosto “per la doverosa tutela dei propri azionisti, dei terzi portatori di interessi e dei propri tifosi”. Ma anche questo era uno scherzo e dieci giorni dopo mi è stato rifilato il ritiro del ricorso al TAR perché “non sarebbe mai stato accolto” e “non volevamo creare altri problemi al calcio italiano”.

Tralascio per brevità una serie infinita di altri scherzi (il ricorso al TAS mai presentato, la svendita dei calciatori a processi in corso, il rafforzamento di una delle rivali di sempre, la cessione inspiegabile di Mutu, l’acquisto di Boumsong) e vengo ai giorni nostri. Anzi, vale la pena dedicare qualche riflessione sullo scherzo Mutu. Perché è stato deciso di cedere un fuoriclasse del genere? Chi ha deciso di cedere Mutu? Perché è stato ceduto ad un prezzo francamente ridicolo?

Mi aspettavo che più della metà dell’aumento di capitale venisse investita nel calciomercato come da indicazioni dell’amministratore delegato. Ma anche questo era uno scherzo e mi sono ritrovato con una società che ha almeno 40 milioni di euro sui conti correnti e ha investito 53 milioni in nuovi acquisti realizzando tuttavia cessioni per circa 25 milioni.

Mi era stato promesso l’acquisto di tre campioni scelti tra i migliori giocatori d’Europa. Ma anche questo era uno scherzo e mi sono stati rifilati un oggetto misterioso (Tiago), un giocatore già rotto (Andrade) e un argentino dalla scarsa personalità (Almiron), per un investimento complessivo di 32 milioni di euro. Mi era stato detto che pochi in Europa avrebbero fatto un mercato come il nostro. Ma anche questo era uno scherzo e l’investimento netto della Juventus (circa 28 milioni di euro) è inferiore, tanto per fare un esempio, alla cifra spesa dal Real Madrid per l’acquisto di un solo giocatore (il difensore Pepe).
Mi era stato promesso un importante rafforzamento della squadra. Ma anche questo era uno scherzo e mi ritrovo con una formazione titolare che è composta per 9 o 10 undicesimi da giocatori ereditati dalla precedente gestione.

Eppure questo era proprio l’anno in cui andava fatto uno sforzo in più, in modo da poter sfruttare adeguatamente lo spirito di rivalsa e la rabbia della vecchia guardia. Con qualche intervento in più sul mercato e con qualche scelta illogica in meno si poteva costruire una squadra decisamente più forte ed in grado davvero di competere per lo scudetto.

Perché questo è l’anno in cui la Juve deve (o meglio, avrebbe dovuto) vincere lo scudetto. Per far capire a tutti (anche all’Ing Elkann e ai suoi consiglieri) che noi, a differenza di altri, vinciamo senza rubare, vinciamo senza INTERcettare, vinciamo senza ricettare e falsificare documenti, vinciamo senza contabilità creativa su marchi e giocatori. Il ritorno (d’immagine e non solo) sarebbe stato notevole a avrebbe certamente ripagato il maggior investimento iniziale.

Si pensi all’immagine della Juve neopromossa che vince al primo colpo; si pensi all’immagine della Juve, cacciata in Serie B con il marchio dell'infamia, che vince senza Moggi e Giraudo, dimostrando con i fatti che le sentenze di Calciopoli non sono state altro che una ignobile farsa.
Si pensi ai maggiori introiti da sponsorizzazioni, diritti televisivi, cachet per le amichevoli.
Si pensi al ritrovato appeal della società in sede di calciomercato.

Questo è un ragionamento tuttavia che avrebbe potuto fare solo un management preparato con alle spalle un azionista di riferimento con la passione di Gianni e Umberto Agnelli. Attualmente mancano entrambi i requisiti. Manca un management preparato e, soprattutto, che ne capisca di calcio. Non si intravede neppure un briciolo di passione bianconera nell’Ing. John Elkann.

Comunque, non c’è da stupirsi della politica di basso cabotaggio e senza respiro strategico che avete adottato. Tra l’altro, avete scritto Voi stessi in bilancio “che in Juventus non ci sono dirigenti con responsabilità strategiche”.

Non c’è da stupirsi che abbiate utilizzato l'aumento di capitale per cancellare l’indebitamento, lasciando inutilizzati sui conti correnti ben 40 milioni di euro (cosa pensate di farne? pronti contro termine? conto arancio?).

Non c’è da stupirsi che abbiate finanziato la campagna acquisti di quest'anno con il cash flow derivante dalle liquidazioni dell’estate 2006.
Non c’è da stupirsi che abbiate ceduto diversi giocatori con un valore di carico residuo prossimo allo zero, realizzando quindi nel 2006/2007 e nel 2007/2008 plusvalenze per circa 55,8 milioni.

Non c’è da stupirsi che il presidente e l'amministratore delegato abbiano diritto, in caso di risoluzione anticipata del rapporto, ad un’indennità forfetaria di importo pari, rispettivamente, all’ultimo emolumento annuo e a 3 milioni di euro. Non c’è da stupirsi che FIAT SPA abbia il diritto di recedere dal contratto di sponsorizzazione nel caso in cui si verificasse un cambio di controllo della società.

Non c’è da stupirsi. C’è solo da porsi una domanda molto semplice. Tra quanto tempo sarà formalizzata la cessione della Juventus? Mi auguro, ovviamente, il prima possibile.

Vengo ora all’analisi del bilancio.
Apprezzo che nella sezione “Profilo Storico e Palmares” si dica esplicitamente che “la recente storia sportiva della Juventus è legata all’attività svolta durante la presidenza di Vittorio Caissotti di Chiusano … e Franzo Grande Stevens … e sotto la gestione di Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega” e che si ricordi come la squadra abbia conquistato in quel periodo 7 scudetti. Mi sembra un grosso passo avanti rispetto al precedente bilancio, dove la vecchia dirigenza veniva vergognosamente rimossa dalla storia della Juventus (ed il numero degli scudetti, altrettanto vergognosamente e anche un po’ inspiegabilmente, si riduceva a 6).

Mi chiedo tuttavia come mai il Palmares nel nostro sito internet riporti solo 27 scudetti.
Non era stato Lei Signor Presidente a correggere il giornalista Antonio Barillà, che nell’intervistarla lo scorso luglio si era lasciato scappare l’infelice espressione “27 scudetti”? Sono andato a rileggermi l’intervista e la Sua replica non lascia davvero spazio a diverse interpretazioni. “Ventinove, prego. Sul campo ne abbiamo vinti ventinove”.

Se “sul campo ne abbiamo vinti ventinove”, come mai sul sito ce ne sono solo ventisette?
Probabilmente ce ne sono solo 27 per non contraddire l’Ingegner John Elkann, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sempre nel mese di luglio, ha attaccato pesantemente la vecchia gestione dichiarando che “le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c’erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni”.
Neanche Paolo Ziliani, Candido Cannavò o Massimo Moratti avrebbe saputo dire di meglio.

E allora è meglio che ci mettiamo il cuore in pace. Per il nostro azionista di riferimento, la Juve “umbertiana” era amministrata da dei loschi figuri che si sono macchiati di “comportamenti riprovevoli” e che rappresentano “un capitolo triste nella storia della Juventus” (per citare due altre “felici” espressioni dell’Ing Elkann). Per John Elkann gli scudetti certamente non sono 29. Forse sono 27. Molto più probabilmente sono 22. O forse, più semplicemente, all’Ing. Elkann non interessa minimamente il numero di scudetti conquistati dalla Juventus.

Nella medesima intervista al Corriere, l’Ingegner Elkann si è occupato anche di plusvalenze. Eravamo – è bene ricordarlo - nel bel mezzo della plusvalenzopoli di Inter e Milan. Mentre le due squadre ambrosiane erano nell’occhio del ciclone per la vicenda delle plusvalenze gonfiate sugli scambi incrociati di giocatori, John Elkann ha assestato un altro duro colpo alla Triade e alla Juventus. “Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così”. Bisognerebbe forse spiegare all’Ing. Elkann la differenza tra una “plusvalenza alla Zidane” ed una plusvalenza alla “Simone Brunelli” secondo il rito ambrosiano.

Mi sembra quindi assolutamente appropriato che la storia della Juventus riportata sul sito internet termini con queste parole: “il 27 maggio muore Umberto Agnelli. L'arrivo di Fabio Capello sulla panchina bianconera costituisce il capitolo finale dello straordinario binomio Umberto Agnelli - Juventus iniziato quando, a soli 22 anni, diventò il più giovane Presidente della storia della squadra bianconera”. Più precisamente, il 27 maggio 2004, con la morte del Dott. Umberto Agnelli, termina la storia di un grande amore. Quello tra la Juventus e la famiglia Agnelli.

Il bilancio contiene alcune interessanti, ma talvolta incomplete, indicazioni sui contratti di sponsorizzazione e sulla strategia commerciale della società. In settembre 2006 avete rinegoziato i contratti con Sky Italia, con una riduzione dei corrispettivi complessivi per l’esercizio 2006/2007 da 94,5 a 80,2 milioni di euro, per tenere conto della situazione venutasi a creare con la retrocessione della Società in Serie B. Il bilancio non indica tuttavia se la rinegoziazione abbia interessato anche gli esercizi successivi. Con il ritorno in Serie A della Juventus, qual è l’importo dei corrispettivi dovuti da Sky dall’esercizio 2007/2008 in avanti?

Anche il contratto con Nike è stato rinegoziato, con una riduzione dei corrispettivi di circa 4,5 milioni per il 2006/2007 e di ulteriori 4,5 milioni circa ripartiti nei successivi otto anni di contratto. Se ho ben compreso, quindi, a partire dall’esercizio 2007/2008 la riduzione del corrispettivo annuale dovrebbe essere di poco più di 560.000€ (con un incremento quindi di circa 4.000.000 rispetto alla somma concordata per il 2006/2007). E’ così?

L’8 maggio 2007 avete firmato l’accordo definitivo di sponsorizzazione con il Gruppo FIAT, che prevede un corrispettivo complessivo fisso pari a 33 milioni ed un corrispettivo variabile determinato in funzione del raggiungimento di predeterminati risultati sportivi nelle competizioni nazionali e internazionali. Quali sono questi traguardi predeterminati ed i relativi bonus? L’eventuale raggiungimento della Zona Champions – che dopo un interessante dibattito sui concetti di sogno e di utopia – sembra sia l’obiettivo di quest’anno, farebbe scattare un corrispettivo variabile? Di che importo?
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Capitolo "foglio rosa"
Il 14 marzo 2007, dopo una lunga e travagliata gestazione, è venuto alla luce il famoso piano di sviluppo a medio termine. Questo piano di sviluppo contempla, tra le altre cose, una nuova strategia commerciale che prevede l’identificazione di un gruppo ristretto e selezionato di partner nazionali e internazionali.

Questo circolo esclusivo e selezionato comprende tuttavia anche un partner dalla reputazione assolutamente discutibile: quel foglio rosa che si trova (per fortuna, sempre meno) sui banconi dei gelati dei bar.

Sul numero di luglio di Hurrà Juventus viene pubblicata un’intervista al Direttore della Gazzetta, l’intertriste Carlo Verdelli. Questo è il primo tassello della santa alleanza commerciale tra la Gazzetta e la Juventus. In quell’intervista Verdelli ha avuto la licenza di offendere i tifosi della Juventus definendoli “squadristi sobillatori”. Nessun dirigente della Juventus si è preso la briga di replicare al Dottor Verdelli, maestro di squadrismo dell’informazione. Non critico la scelta di intervistare il direttore della Gazzetta (anche se le domande del giornalista Simone Stenti sono state piuttosto all’acqua di rose). Ma ritengo inaccettabile, Signor Presidente, che Lei non abbia sentito il dovere di replicare alle indegne accuse di Verdelli. Fermo restando, comunque, che sono orgoglioso di essere stato definito “squadrista sobillatore” da Verdelli.

Quello che poteva sembrare un semplice incidente di percorso ha iniziato ad assumere una veste completamente diversa durante la prima partita di campionato, quando i tabelloni pubblicitari hanno ripetutamente mostrato il logo della Gazzetta dello Sport.

Pochi giorni dopo, navigando sul sito internet della società, ho in effetti trovato conferma ai miei sospetti. La sezione sponsor era stata aggiornata. La Gazzetta dello Sport faceva bella mostra di se tra i “commercial partner” della Juventus. Non mi sembra che quest’accordo sia mai stato portato a conoscenza degli azionisti con un comunicato ufficiale della società. E non se ne fa neppure cenno nel bilancio, tra i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio.

Ma la storia dei rapporti commerciali tra la Juventus ed il foglio rosa non è finita qui.
Con un comunicato stampa del 5 ottobre, infatti, avete annunciato “l’accordo di partnership con il Gruppo Editoriale RCS in virtù del quale il quotidiano la Gazzetta dello Sport sarà media partner della società bianconera per tutta la stagione in corso. La testata giornalistica sportiva più gloriosa d’Italia incontra la società calcistica più blasonata, per dar vita ad una partnership che accompagnerà la squadra negli eventi più importanti della stagione”.
Sembrerebbe quindi che il foglio rosa sia commercial e media partner della Juventus. Ma anche di questo accordo non vi è alcun cenno nelle note al bilancio.

Un accordo commerciale tra una società di calcio ed un giornale che di calcio si occupa a tempo pieno e che quindi dovrebbe svolgere un ruolo di controllo è già di per se un obbrobrio a livello di principi. 

Comunque, mi sembra davvero incredibile che la Juventus abbia deciso di concludere accordi commerciali proprio con il giornale che più di tutti si è distinto nella campagna di killeraggio mediatico contro la Juventus e che ancora oggi non perde occasione per sparare a zero contro di noi. Un caso davvero singolare di partnership…

Comunque sia, quali sono i termini dei rapporti commerciali tra la Juventus e la Gazzetta dello Sport? Quali iniziative comuni pensate di porre in essere? Pensate davvero che i tifosi della Juventus abbiano intenzione di aderire ad iniziative commerciali della Juventus realizzate in partnership con la Gazzetta? Pensate davvero che ai tifosi faccia piacere trovare sul proprio seggiolino allo stadio una copia omaggio del foglio rosa? A me sinceramente da veramente fastidio essere costretto tutte le volte a prendere in mano quel giornale per buttarlo via. Quali sono i corrispettivi dovuti alla Juventus in base a questi accordi? Qual è, in estrema sintesi, il prezzo a cui è stata svenduta, per l’ennesima volta, la nostra dignità?
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La remunerazione dei componenti del consiglio di amministrazione è un altro aspetto su cui non mi sembra che il bilancio fornisca un’informativa adeguata. La tabella pubblicata a pagina 87 riporta l’importo dei bonus spettanti al presidente (225.000€) e all’amministratore delegato nonché direttore generale (375.000 euro più un milione che sarà erogato al termine del piano di sviluppo a medio termine). Mancano tuttavia alcune informazioni supplementari:
1. quali sono gli obiettivi cui sono legati i bonus?
2. il Presidente ha già conseguito il diritto al proprio bonus di 225.000 €?
3. il direttore generale ha già conseguito il diritto al proprio bonus di 350.000€?
4. il bonus di un milione di € riconosciuto all’amministratore delegato è già maturato e ne è solamente differita la corresponsione? oppure si tratta di un importo legato al raggiungimento di particolari obiettivi? si tratta inoltre di un importo “una tantum oppure in ciascun esercizio di permanenza in carica l’amministratore delegato potrebbe maturare il diritto a compensi variabile di natura ed importo analoghi?

Nella tabella a pagina 105 è riportata la riconciliazione del risultato netto dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2006 determinato in base ai Principi Contabili italiani con il relativo risultato netto determinato in accordo agli IFRS adottati dall’Unione Europea. Le due voci più significative della tabella riguardano il contratto Oilinvest (che comporta una rettifica positiva di 12.600.000) ed il contratto Reti Televisive Italiane che comporta invece una rettifica negativa di 30.000.000. La natura di queste due rettifiche sembrerebbe essere identica, perché in entrambi i casi si tratta di un differimento al futuro, in base ai principi IFRS, di ricavi contabilizzati in passato e derivanti dalla cessione di diritti d’opzione. Mi chiedo tuttavia come mai in un caso (Reti Televisive Italiane) la rettifica sia di segno negativo e nell’altro caso (Oilinvest) la rettifica sia di segno positivo. 

Leggendo la tabella a pagina 103, mi sembra che il famoso fondo rischi di 12.600.000 contabilizzato nel bilancio al 30 giugno 2006 sia stato stornato in sede di prima applicazione degli IFRS. Vi chiedo comunque di spiegare più in dettaglio le motivazioni di queste rettifiche, gli effetti contabili complessivi sull’esercizio in corso e gli eventuali effetti contabili sugli esercizi futuri.

Termino il mio intervento, Signor Presidente, ricollegandomi a quanto da Lei dichiarato il giorno del rinnovo del contratto ad Alessandro Del Piero: “Ora dovremo ulteriormente dimostrare che siamo capaci di fare bene, rispettando gli obiettivi che ci siamo posti, centrando perlomeno il quarto posto in campionato. A quel punto credo che un po' di fiducia ce la saremo meritata”. La fiducia non si conquista tanto con il raggiungimento di uno stiracchiato quarto posto in campionato, quanto piuttosto difendendo giorno per giorno la Juventus ed i suoi tifosi dagli attacchi che continuano ad arrivare da più parti. Non l’avete fatto l’anno scorso all’epoca di Farsopoli. Continuate a non farlo quest’anno. Anzi, stipulate accordi commerciali con chi, più di ogni altro, ha contribuito ad infangare il nome della Juventus.

Ci sono invece diversi gruppi ed associazioni di tifosi ed azionisti che continuano a lottare in difesa di un sogno chiamato JUVENTUS.
Immagino, Signor Presidente, che Lei sia a conoscenza delle iniziative legali portate avanti dall’associazione GiùlemanidallaJuve, presieduta da Giuseppe Belviso. Le ricordo in particolare che il 22 maggio scorso, l'Avvocato Luc MISSON ha presentato, in nome e per conto dell'Associazione, ricorso innanzi alla Corte Europea sul Diritto alla Concorrenza al fine di ottenere l’annullamento delle decisioni assunte dalla FIGC a carico della Juventus.

Mi chiedo – e Le chiedo, Signor Presidente – se la Juventus SpA appoggi queste iniziative legali e se sia disposta a sostenere economicamente l’Associazione GiùlemanidallaJuve partecipando al Versamento Day che si svolgerà dal 29 ottobre al 5 novembre prossimi. Sul sito dell’Associazione ci sono tutte le informazioni necessarie.

Un altro gruppo di sostenitori bianconeri – denominato Ju29ro Team – ha lanciato la campagna “Questa FIGC non la finanzio”, invitando tutti i tifosi a manifestare il proprio civile dissenso contro una giustizia sportiva a due velocità rinunciando ad acquistare i prodotti delle aziende partner della FIGC.
Ecco, appoggiare e sostenere tutte queste iniziative potrebbe essere il modo più immediato per cercare di recuperare un minimo di fiducia da parte di tifosi ed azionisti.
Ho l’impressione, tuttavia, anche se spero davvero di sbagliarmi, che l’attivismo di certi tifosi sia visto come il fumo negli occhi dalle parti di Corso Galileo Ferraris e, soprattutto, dalle parti di Corso Matteotti.

Spero di non rimanere deluso, per l’ennesima volta, dalle Vostre risposte. Una cosa, tuttavia, me la deve concedere, Signor Presidente. Quando viene intervistato, non dica più che Moratti è “una gran brava persona”.
CONGIURA: L'OMBRA


JUVENTINOVERO FORZA JUVE

Juventus - Siena 2 - 0 - SI CHIUDE IN SCIOLTEZZA.

di Antonio La Rosa
La Juventus chiude in bellezza l’anno solare, con una prestazione convincente ed una vittoria che consente ai bianconeri di non perdere terreno dalle battistrada e soprattutto di allungare ulteriormente nei confronti delle dirette concorrenti per il piazzamento CL.
Gara ben giocata dai bianconeri, anche se non con continuità, ma con momenti di gioco decisamente piacevoli per non dire spettacolari: non si pensi che il Siena sia poi una formazione da sottovalutare, anzi con il ritorno di Beretta ha acquisito una certa solidità e convinzione dei propri mezzi, in certi momenti i toscani hanno provato a fare la partita per cercare di recuperare il risultato, con un finale di gara generoso anche se sterile, palo colpito a parte.
Molti sono i temi emersi dalla gara, ed in particolare che nessuno dei giocatori in organico deve essere ritenuto bocciato definitivamente o non utile alla causa; ma vorrei sottolineare in particolare un elemento che stavolta è sembrato ancor più rilevante rispetto a gare precedenti, il camaleontismo tattico di questa squadra, davvero capace di cambiare volto a seconda delle situazioni che si evolvono in campo, o di avere diverse soluzioni offensive tali da non dare riferimenti agli avversari.
Ed in questo mi pare di dovere fin da ora evidenziare l’importanza che assume nel gioco bianconero la nuova collocazione tattica di Trezeguet, ormai non più attaccante quasi statico da area di rigore, ma prima punta di grande movimento e primo giocatore a ripiegare e fare pressing alto, direi una nuova riedizione di quel Gianluca Vialli della prima Juve di Lippi.

Sul piano del gioco: cosa ha funzionato.

Si è vista intanto una squadra capace di giocare palla a terra e in maniera ordinata, come dire, sa anche impostare la manovra su canoni diversi da quelli finora vistisi; sempre validi i cambi di gioco e le iniziative sulle fasce, specie dal lato destro; difesa come al solito arcigna e che non lascia spazi agli avversari; attaccanti che svariano molto aprendo varchi agli inserimenti dei centrocampisti per vie centrali.
Aggiungerei anche la grande affidabilità dei singoli in situazioni tattiche innovative rispetto al trend che la squadra ha avuto, per comprenderci, che Zanetti da mediano unico arretrato e Nocerino da mezzala destra vecchio stampo, siano riusciti ad adeguarsi a un modulo non ancora utilizzato da Ranieri, non ritengo sia aspetto trascurabile, a conferma che la squadra può evolversi ancora, anche con gli stessi elementi che per adesso vanno ritenuti titolari.

Cosa non ha funzionato.

Non mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra nella mezzora finale di gara, a tratti troppo rilassata, anche se a ben vedere, palo dei senesi a parte, non ha rischiato nulla.
Probabilmente i cambi della ripresa hanno a mio modo di vedere, tolto mordente al gioco, Grygera più difensore puro, Almiron non male ma meno efficace di Tiago, e probabilmente sarebbe stato più utile l’inserimento di Iaquinta, giocatore prettamente da contropiede.
Inoltre, a volere essere pignoli, la manovra sulla fascia sinistra non è stata ottimale, ma va detto che stavolta il centrocampo juventino era schierato praticamente a rombo, e dunque Nedved più accentrato del solito, con il risultato che Molinaro non ha avuto con chi combinare per avanzare.

Rendimento dei singoli: promossi.

Salihamidzic
Protagonista indiscusso della gara, e non solo per il gol realizzato e quelli sfiorati di poco, ma per l’intera prestazione, a conferma che questo acquisto a parametro zero si sta davvero rivelando più che azzeccato. La sua duttilità tattica è utilissima, sa essere difensore esterno, ma non ne viene limitato nelle sgroppate sulla fascia, sa trovare i tempi giusti per inserirsi in fase di conclusione a rete, anche di testa, in area di rigore avversaria.

Trezeguet
Gran gol, grande movimento e partecipazione al gioco, si defila, fa pressing alto, insomma un altro giocatore rispetto a quello, peraltro micidiale, che conoscevamo già.

Legrottaglie
Sta diventando decisamente un leader della squadra, comanda la difesa al meglio, chiude e si disimpegna con eleganza, partecipa anche alle manovre offensive.

Nocerino
Primo tempo di alto livello, pur se schierato in un ruolo non proprio suo: la sua intesa con Salihamidzic è stata ottimale, ma anche i suoi inserimenti per vie centrali sono stati spesso micidiali. Non è dunque valido solo come centrocampista di copertura.

Zanetti
Inizialmente un po’ in sordina, nell’inedito ruolo di unico centrale avanti alla difesa, e dunque senza compiti di vera organizzazione del gioco, ma con il passare dei minuti si è calato anche in questa parte, con il suo solito grande lavoro di recupero palloni e di cambi di gioco. Ripeto, attualmente è l’unico davvero insostituibile.

Tiago
Non è stato costante nella partecipazione alla manovra, anche se qualche volta è stato ignorato, ma quando ha toccato palla ha dato un saggio delle sue qualità, testa alta, visione di gioco, passaggi di prima intenzione. Certo con lui in campo la squadra deve giocare diversamente, ma le qualità per essere da Juve lui ce le ha tutte.

Da segnalare pure la prova di Buffon, soprattutto per il dribbling spericolato in area di rigore nella ripresa, di Chiellini, ma ormai non fa più notizia, e di Molinaro, grezzo tecnicamente, ma la sua potenza è davvero notevole, superarlo è cosa davvero improba.

Da rivedere.
Stavolta questa parte è più di pignoleria che per evidenziare cose che non hanno funzionato nel rendimento dei singoli.

Nedved
La sua prova è stata come solito, di grande vigore agonistico, ma anche qualche egoismo di troppo (una improbabile conclusione quando poteva servire i compagni in area) e qualche confusione tattica creata, derivante direi dalla situazione tattica diversa nella quale ha operato.

Del Piero
Anche stavolta gli rimprovero certe sue ostinazioni a non passare palla o passarla in ritardo: nel primo tempo in almeno tre situazioni poteva smistare al meglio o subito o dandola al compagno già piazzato. Peccato, perché per il resto, quando ha giocato di prima o cercato le combinazioni rapide con i compagni, la squadra ne ha beneficiato.
E ribadisco che questo mio giudizio non è “antidelpierismo”, ma solo volerlo vedere più altruista ed utile al gioco di squadra, quando lo fa (si veda ad esempio il secondo gol), ne scaturiscono azioni di prima devastanti.

In conclusione.

A mio modo di vedere il fatto rilevante della gara ha un nome ben preciso, Tiago.
Intendiamoci, non ha fatto sfracelli, ma ha dimostrato che in questa squadra ci può essere spazio per lui, che può dare molto, avendo classe e visione di gioco invidiabili.
Il portoghese gioca sempre di prima, a testa alta, palla a terra, dunque consente alla squadra di poter provare, come si diceva prima, altre soluzioni offensive, rispetto a quelle finora vistesi, ossia giocate sullo stretto, passaggi filtranti in profondità, triangolazioni nella zona dei 16 metri, soluzioni che si dimostrano potenzialmente efficacissime soprattutto quando si affrontano squadre con difese atleticamente forti ed esperte.
Deve il portoghese inserirsi meglio, in qualche momento pare assente, o per meglio dire, i compagni, abituati a manovre diverse, non lo cercano come occorrerebbe, ma è indubbio che quando entra nelle azioni, la qualità delle sue giocate si nota.
Detto ciò, credo sia altrettanto rilevante sottolineare l’importanza dei giocatori che ad inizio anno non sembravano dover avere un ruolo da titolari.
Salihamidzic non penso sia più una sorpresa, domenica forse ha giocato la sua migliore gara in bianconero, un gol, una traversa, un altro gol sfiorato, grande dedizione in fase difensiva, concretezza negli inserimenti sulla fascia, e buona precisione nei cross; Zanetti ancora una volta conferma che questa Juve non può fare a meno di lui; Nocerino sa cambiare il suo modo di giocare, e del resto lo scorso anno a Piacenza giocava in una posizione più da trequartista; Molinaro è ancora grezzo tecnicamente, ma mostra di avere una potenza atletica non indifferente, come dire ha ancora grandi margini di miglioramento.
E consentitemi di chiudere con il “dulcis in fundo”, Nicola Legrottaglie.
A mio giudizio è lui il vero giocatore rivelazione della squadra quest’anno, e per certi aspetti sta consumando la sua grande rivincita verso tutto e tutti.
Io ho visto un giocatore in campo con una grande maturità e padronanza del ruolo, sicuro, insuperabile, elegante, davvero l’esatto contrario di quel giocatore che un po’ tutti ritenevamo non da Juve dopo la nefasta stagione 2003 - 04.
E penso sia lui più di altri, l’emblema di questa Juventus che vuole prendersi tante rivincite verso un recente passato che l’ha mortificata ben oltre le sue colpe, ammesso che ve ne fossero.
Insomma le cose più importanti di questo scorcio di stagione provengono non soltanto dal rendimento e dalla voglia di riscatto dei “senatori”, il cui valore e rendimento lo si conosceva già, ma dalla consapevolezza che anche i cosiddetti “comprimari” o nuovi arrivi hanno già acquisito quella che deve essere la mentalità da Juventus, da grande squadra, ed il terzo posto ad un solo punto dalla Roma ne è la conferma.

Postilla natalizia:

avrei moltissime cose da scrivere, e dunque mi riservo di redigere un pezzo “postille di fine anno” per parlare dei numerosi fatti di cui si sono occupate le cronache di questi giorni: dal moviolismo radiotelevisivo a senso unico delle ultime gare bianconere, all’inizio dell’udienza preliminare della cosiddetta Farsopoli, agli ennesimi deliri di Gazzoni Frascara (ormai per essere qualificati “galantuomini” basta attaccare la Juventus, insomma una moderna forma di “catarsi”), alle nuove intercettazioni telefoniche, autentico attentato alla libertà e riservatezza della corrispondenza dei cittadini, che possono vedere sbattute sui giornali conversazioni private di nessun interesse giudiziario, alla ventilata adesione di Moggi al partito del duo Berlusconi - Brambilla (vedremo adesso come gli interisti di centrodestra potranno giustificare il voto ad un gruppo che nel calcio “taroccava” i campionati, ma nella politica dovrebbe essere al servizio dei cittadini!).
Ma essendo Natale, stavolta voglio farne una sola, un ringraziamento ed un augurio personale natalizio, mio e credo di tutti i tifosi juventini.
E la voglio dedicare a Luca Cordero di Montezumolo.
Come avrete letto certamente, il presidente della FIFA, Blatter, ha formalmente ringraziato Montezumolo per l’opera di mediazione prestata la scorsa estate 2006, per non fare adire le vie giudiziarie amministrative alla Juventus, e dunque salvare il campionato ed il calcio italiano.
In sostanza, quello che più volte il mio ed il nostro sospetto (per chi vuole avere pazienza vada a rivedersi i miei scritti del settembre 2006), adesso si è materializzato, c’è la prova che nella rinuncia della Juventus a difendersi c’è stato lo zampino del nostro talento imprenditoriale.
A dire il vero non ci voleva molto a capirlo: il nostro bambino prodigio, pupillo prediletto del compianto Avvocato, non ha speso una parola a sostegno della Juventus in oltre un anno e mezzo, eppure è lui il numero uno del gruppo di cui fa parte la società bianconera; la telefonata di ministra melandra venne fatta alla IFIL e non alla Juventus F.C.; le operazioni di mercato incomprensibili dell’estate scorsa (Ibra e Vieira svenduti all’Inter, Mutu regalato alla Fiorentina), si capiva che erano regali a fidi alleati, ed anzi dal regalo ai nerazzurri, Montezumolo ne ricavava un sontuosissimo contratto di sponsorizzazione da parte del gruppo Telecom di Afef Provera - Giuda Rossi, della Ferrari, poi difesa quest’anno con ogni mezzo, nella spy story con la Mc Laren.
Insomma la svendita della Juventus per ambizioni personali, per avere la copertura in Confindustria dell’interista finto viola Della Valle, e dell’interista intercettatore in odor di bancarotta. E che qualcuno abbia usato la vicenda calciopoli come pretesto ai propri fini personali, mi sembra fosse cosa scontata. E dire che il nostro Montezumolo era il pupillo dell’Avvocato, dunque persona che sapeva e sa quanto amava i colori bianconeri quella persona a cui il nostro eroe deve i propri successi. Per cui, porgendogli al nostro “mediatore dei suicidi calcistici” i più fervidi auguri da parte mia e credo di tanti tifosi bianconeri, per questo Natale ed il nuovo anno, mi auguro che prima o poi Montezumolo possa averla una crisi di coscienza. Se ce l’ha.

E-mail: antonio.larosa@libero.it

LA VITTORIA DEL CUORE-PAVEL... AMARCORD QUEI BOSSOLI INTIMIDATORI INVIATI A QUEL "massimo moratti" CHE CON IL FRATELLO GIAMMARCO, HANNO RUBATO DUE MILIARDI DI EURO CON LE AZIONI SARAS GONFIATE. QUANTI E QUANTO PUOI CORROMPERE CON CON DUE MILIARDI DI EURO ("6000" MILIARDI DI VECCHE LIRE!). ECCO PERCHE L' "inter" E' LA SQUADRA DELLA CASTA! SE POI CI CONTIAMO I 100 000 DOSSIER DI TELECOM-TRONCHETTI SU GLI ITALIANI CHE CONTANO, ABBIAMO IL QUADRO COMPLETO DELLA CORROTTA & RICATTATA ITALIA!

Juventus - Atalanta 1 - 0 - Nedved  tira e gol
E’ stata la vittoria del cuore e della determinazione, o se mi consentite, è stata la vittoria “da Juventus”, da squadra che non si arrende mai e che lotta fino all’ultimo secondo di gioco: e come tutte le cose sofferte, è stata una vittoria davvero bella, direi da svolta in positivo.

Non fosse altro perché il gol di Nedved mi ricorda sia quello di Piacenza nel 2002, gol che tenne ancora in vita per i bianconeri la speranza di uno scudetto che poi arrivò nel modo più pazzesco immaginabile; sia pure quello di La Spezia, gara dello scorso campionato, che evitò una possibile fase di crisi della squadra, già reduce dalla sconfitta di Mantova.

Stavolta è stato il gol che ha mantenuto inalterate le distanze dalla vetta, che ha consentito di avvicinare la Roma e di allontanare la Fiorentina, lasciando un punto sotto anche la sorpresa (che poi tale non è più) Udinese, allenata da quello che ritengo sarà l’uomo del futuro in qualche panchina importante, ossia Pasquale Marino.

Dunque gol provvidenziale, che permette alla Juve di avere ragione della squadra forse più bella vista quest’anno all’Olimpico, l’Atalanta di Del Neri, solida, ordinata, insidiosa, e diciamolo pure bella da vedere anche quando non è in possesso di palla, per il modo come si dispone armoniosamente in campo.
Per questo si tratta di una vittoria che vale doppio, anche se va detto che il risultato per quanto vistosi in campo non fa una grinza, la Juventus ha attaccato molto, ha creato occasioni da rete, non è stata fortunata in qualche circostanza e precisa in altre, ma ha dato l’ennesima prova di una personalità e maturità acquisita, il che fa bene sperare per il prosieguo della stagione, fugando quei dubbi che erano emersi dalla prova incolore di Empoli in Coppa Italia. (Antonio La Rosa JUWORLD.NET)
Pavel Nedved Pallone D'Oro
Quando in una gara che sembrava volgere mestamente ad un pareggio con rammarico, un campione si inventa letteralmente la giocata che consente alla squadra di portare a casa tre punti, vuol dire che il campione c’è ancora ed ha ancora voglia di fare grandi cose. Ad onor del vero Pavel da qualche gara dà segni di grande crescita come condizione fisica ed anche mentale, gli mancava solo il gol. Contro l’Atalanta ha dato il suo solito contributo, qualche volta ha pasticciato, ma è stato sempre sul vivo dell’azione, e la cosa non può che fare piacere per il prosieguo.
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“Sono stati sorpresi a rubare e per questo sono stati puniti; se ci fossero ancora continuerebbero a rubare come in passato”

Così parlò l'infame corruttore: "massimo moratti", al giornale che un tempo era di battaglia ma oggi è omologabile come trombone di regime, La Repubblica, quotidiano di cui ricordo ancora lo slogan aggressivo quando uscì nel 1976 (“O CREDI ALLA TV DI REGIME O CREDI A LA REPUBBLICA”!).

Ci mancavano eccome le parole distensive del riccone più capriccioso d’Italia, quello che qualunque cosa faccia di scandaloso, viene sempre chiamato “$ignor€”.

Anche se le sentenze e gli atti ufficiali del processo farsopoli dicono che nessun illecito è stato commesso o provato (ricordo che la Juventus è stata massacrata per una sommatoria di comportamenti [articoli 1] ritenuti contrari alla lealtà sportiva, la cui somma è stata equiparata all’illecito [artico 6], ma non per alterazione di partite o prova di condizionamenti reali di arbitri e avversari), l’uomo che annovera tra i suoi collaboratori il pregiudicato patteggiatore Oriali (sei mesi di reclusione, pena sospesa alle condizioni di legge), colpevole di falso e di ricettazione per la vicenda Recoba, l’uomo che presiede la società che a Milano è sotto processo per falsi in bilancio (processo che gia' sappiamo come andra' a finire!), l’uomo che grazie alla collocazione sul mercato delle azioni Saras a prezzo gonfiato ad arte, in un solo giorno (perdita attestata in 24 ore del titolo pari al 30%), ha rubato due miliardi di euro ai risparmiatori italiani, ancora una volta si permette di erigersi a moralizzatore dei costumi altrui.

Ne ha bisogno in effetti, parlare di ruberie altrui, vere o presunte, con una stampa sempre servile e pronta ad alzare i polveroni utili ai padroni del calcio attuale, distoglie l’attenzione da altre vicende, magari da rigori puntualmente concessi alla sua squadra quando è in difficoltà. Solo che, come al solito, il “$ignor€”, che non è affatto dotato di grande intelligenza ed astuzia, nel prosieguo dell’intervista, ha esaltato le grandi doti di … Ibrahimovic!

Già: con chi giocava questo supercampione galattico prima di giocare nella sua beneamata?
Se la memoria non mi inganna, giocava con cinque campioni del mondo (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero), e tre vice campioni del mondo (Thuram, Vieira, Trezeguet), con un pallone d’oro (Nedved) ed il capitano della Nazionale under 21 (Chiellini). Ossia con i ladri che rubavano …

E' sempre parlando di beneamata, lunedì mattina, a “Radio anch’io sport” era ospite Marco Branca, dirigente nerazzurro in quanto “molto” amico della signorina Bedi Moratti, il quale ha esaltato le grandi mosse di mercato dei nerazzurri, frutto di capacità e programmazione. Ha ragione, anche se ha dimenticato di ringraziare il “General Manager ex machina” dell’Inter, quello che nell’estate 2006 ha programmato questi anni nerazzurri, con la copertura del palazzo della politica, ossia Guido Rossi.

E’ stato lui infatti ad avere messo l’Inter in condizione di poter essere l’unica società ad operare in un certo modo sul mercato, anche grazie alle coperture politiche che consentono alla società nerazzurra di riciclare il passivo mediante vendite fittizie di marchi, o leggine ad hoc che consentiranno (parlo della finanziaria di quest’anno) di poter ammortizzare o “creativizzare” le passività di bilancio, in violazione dei parametri COVISOC.

Per questo una società in forte passivo come l'inter può disporre di tanta liquidità per potere acquistare chiunque o bloccarlo per non farlo andare altrove, tanto i passivi potrà postergarli a suo piacimento. Come faceva del resto Italo Allodi ai tempi di Moratti padre, come dire buon sangue non mente.
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AVEVANO PROMESSO DI AMMAZZARE I CHENNEDY,
E' MALGRADO GUARDIE DEL CORPO E SERVIZI SEGRETI!
GLI HANNO SPARATO!

AVEVANO PROMESSO DI AMMAZZARE REGAN,
E' MALGRADO GUARDIE DEL CORPO E SERVIZI SEGRETI!
E' GLI HANNO SPARATO!

Piu' volte hanno promesso di sparare a "massimo moratti", mandandogli lettere con bossoli intimidatori. Ma malgrado il "corruttore-massimo", abbia persistito ad elargire accuse e invettive contro la Juventus e il suo popolo, ha continuato a camminare per strade e vie del FU belpaese...tranquillamente, senza nessuno che se lo fili... tranne quel tifoso gobbo che lo ha deriso per lo "scudetto di cartone". Allora quelle lettere con i bossoli, chi le ha spedite?
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«Bossolo a Moratti? Imbecilli, imbecillita' o presa per il culo made in via bigli?»

Onorevole Ministro, l’episodio della lettera con proiettile destinata a Morat­ti, reso noto con molti giorni di ritardo(chissa' poi perche'), un paio dopo l'increscioso episodio, scaturito da una battuta di un'Orgoglioso Sostenitore Juventino sullo scudetto di cartone, in quanto strappato con sistema Medioevalesco dai poteri forti denunciati da Moggi, e che noi (almeno io!) innamorati dell'amata Vecchia Signora  individuamo in M.Moratti-T.Provera e' loggia Piazzetta Cuccia (via Filodrammatici) a Milano,  E' la Banda Politico-Bancaria-Capitalia-della Capitale, logicamente Lei e' il Petruccio del Coni inclusi.

Episodio increscioso in quanto una persona che oltre al ruolo sociale (dottore estremamente ricco - anche se la laurea glie'hanno comprata, dopo avergli comprato il diploma di maturita' per l'iscrizione all'universita': Luis Guido Carli... così dicono a Dipingano-cs-), porta un ruolo istituzionale è dovrebbe dare l'esempio.

Onorevole Ministro, penso che lei e' a conoscenza del volgare comportamento di questo  individuo, in tribuna durante la partita Livorno Inter, e' l'nverecondo spettacolo in tribuna al Meazza nel derby e puo' capire perche' la laurea gliel'hanno dovuta comprare! Purtroppo nell'Italietta divenuta ormai una benemerita republica delle Banane, di inverecondo (si dice cosi'?) non c'e' solo il padrone dell'inter, perche' a contendervi il dubbio titolo siete in tanti! lei che ha l'ardire di dichiarare di aver difeso Lippi durante calciopoli in primis, e quella faccia di marmo del servile Palazzi che non ha sentito il dovere di chiedere a quell'altra corrotta-macchietta di Borrelli di investigare il vergognoso show perpetrato dall'uomo dal volto equino e dal parlare contorto.

Se veramente c'e' stata una lettera intimidatoria (conoscendo le abitudini Meneghine sono piu' propenso a credere a un ripetersi della congiura della CIMICE di Berlusconi), essa puo' avere solo TRE spiegazioni. 1: che la ma­dre degli imbecilli e' sempre incinta; 2: che non e' stata mandata da un tifoso e che e' stata mandata chissa' da chi per ragioni che non hanno niente a che fare con lo scu­detto sottratto alla Juventus; tre, che per quanto dissociativa, oltraggiosa e' condannabile, non essendo l'Italia un paese di tutti Santi, dottori e buon Samaritani, il colpevole maggiore e' lui!

Sono otto mesi dalla fine di calciopoli che lo scemo del villaggio dalla faccia di cavallo, quotidianamente col suo parlare contorto (definizione dell'Avvocato Prisco) ci propina una litania di insulti verso tutto cio' che e' Juventino! Mi sembra interessante il di­scorso che, contestualmente, e' venuto fuori a proposito delle molte lettere di protesta giunte all’Inter (comprese le mie, una copia di quelle che mando a lei, va alla sede dell'inter) e alle auto­rita'  sportive. Conoscendo le abitudini dell’Inter e' comprensibile che pretende di ignorarle e di non parlarne, cosi' fece con l'affaire Nucini, e' De Santis, tenendo tutto nascosto in modo carbonaro, per poi parlarne in interiste alcuni anni dopo!

Cosa che a me (solo a me?!) sembra invece colpevolmente sospettoso (se i Giudici di Napoli possono credere al complotto Moggiano, a maggior ragione posso io credere al complotto del Pirellone! A dar retta a voci che vengono fuori da viale Tiziano, come non credere al complotto se a ordinare a Giovanni Petrucci di nominare Kommissar Guido Rossi, e' stato Marco Tronchetti Provera, in connubbio con le alte sfere della Ifil, ecco perche' non sorprende che non ne accusino ri­cevuta le autorita sportive, a cui moltissimi tifosi chiedono conto dell’assenso al linciag­gio estivo contro la Juventus e del silenzio invernale, silenzio sospetto e fortemente colpevole (pre­ludio all’insabbiamento!) delle molteplici e gravi irregolarità dell’Inter! Ho l’impressione che, con l’ec­cezione di Tuttosport, il si­lenzio invernale sia stato ga­rantito dalla cupola mediatica che si dice agli ordini del guru Candido cannavo'!Quell'infame, che si presentava in tribuna del Meazza nelle partite dell'inter con il polsino nerazzurro!

On. Ministro Melandri, non mi dispiace affatto, farle provare un'altra delusione, perche' lei ha fatto male a credere alla bufala mediatica, che i tifosi juventini siamo dei fessacchiotti. Vede signora ministra, e' vero che come Tifoseria, quella juventina, is: "a breed apart"-Civile e' non violenta! Ma non vuol dire che siamo dei fessi o dei Santi. Su 13/14 milioni ci sono anche le teste calde (non delinquenti, come provano i morti nelle tifoserie di "milano-roma-napoli!), qualche mattoide e anche e' anche quelli come me che si incazzano, e' trattano i corrotti da corrotti, siano essi giudici, magistrati, giornalisti e quant'altri!

Incazzarsi anche con lei per la tipica arroganza da ultra' romanista, che crede di avere il privileggio a incazzarsi! E' invece sbaglia ancora una volta! Perche' io sono veramente incazzato, tanto da scendere al suo livello-morale, e' mi attacco al gossip: una ministro che bazzica il "Billionaire"! E' non solo - 8/2/2007 - Melandri sbugiardata: ballava da Briatore - http://www.ilgiornale.it/news/melandri-sbugiardata-ballava-briatore.html - Siii, lo so che lei e' troppo romana ovvero arrogante per leggere la mia Mail! Perche' se la leggesse capirebbe che per quanto civili e pacifici, anche i burini Gobbi si incazzano e' con ragione, visto che i canali di informazini: giornali (RcsmediaGrup-La Stampa Famiglia Elkan-Montezemoloe in primis) e le molte televisioni a cui preme che di “calciopoli” e soprat­tutto di Inter-PetroEuro-scudettata e plusvalente non se ne parli affatto!

Tutto, infatti, deve sembrare normale, regolare, onesto e definitivamente ar­chiviato. Sull’episodio in se, comunque, mi sembra tanto ovvio quanto doveroso dichia­rarne l’assoluta inaccettabi­lita' e pericolosita'. Si tratta di gesti che non possono trovare non solo nessuna giustifica­zione, ma neppure alcuna at­tenuante! Purtroppo lei e' romana, e' da romana, forse, non ci crede, ma: NON fu un tifoso Juventino a sparare a Abra Abraham Lincoln, come non furono tifosi juventini a sparare ai fratelli Kennedy e a Aldo Moro! E' chi ci dice che non viene fuori uno scellerato-tifoso che spara a Ronald Regan, puo sparare a chiunque, no?

Lei signora ministra, che durante l'aggressione alla Juventus fu tanto solerte nel richiamare "Los Federales" al Dovere affinche' la "giustizia" di "Torquemada-rossi guido" prevalesse, me la ricordo molto attiva e' instabile a partecipare nei teatrini Tv per incoraggiare la "gogna mediatica" con quell'aria soddisfatta, cosa ha fatto da quando la Procura del Tribunale di Milano, ha mandato all' "Ufficio inchieste" della FIGC i Documenti relativi all' ILLECITO del Falso in Bilancio perpetrato dai cugini "inter & milan"? Sono passati 8 mesi, e' cosa ha fatto per richiamare al dovere quella Banda di "mangiaPane a tradimento dei, "servi del potere meneghino"? Niente! O forse si? Magari intawscare un bel malloppo per le notti al Bilionaire e le vacanze in Kenia? Fossi persona colta, le direi: cordiali saluti.
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PS. La squadra di basket della Benetton si è vista togliere 12 punti per irregolarità di iscri­zione di un giocatore senza aver quasi mai giocato. E al­l’Inter scudetto con falsifica­zione di passaporto ( e relati­va condanna penale)? La no­stra educatrice, on. ministro Melandri dovrebbe illumi­narci sulla sua visione di pu­lizia nello sport Non si sente più parlare di plusvalenze, di una squadra, che non poteva è non doveva nemmeno iscriversi al campionato, quella squadra che neanche l'acido muriatico riuscirebbe a lavarla per pulirla delle malefatte dei Moratti padre è figlio!

(2 ottobre 2007) - Inter: busta con minacce e bossoli per Moratti
http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_02/minacce_moratti.shtml -  (http://goo.gl/bPnho2)

Lettera inviata da Francesco Ienzi  il 15 ottobre 2007 e publicata dopo l'ultima esternazione dll' Infame Corruttore "massimo contro la Juventus, il 30 dicembre 2007
IL CORRUTTORE-MASSIMO & IL CORROTTO  BORRELLI
IL CORRUTTORE MASSIMO & IL CORROTTO PALAZZI




’O bbuono e ’o malamente 1e 2

di Antonio La Rosa
Non so quanti di voi conoscano gli "Almamegretta", una delle band più originali ed innovative degli anni ’90, ed in particolare la loro opera migliore, "Animamigrante"
La canzone d’apertura si intitolava appunto " ’O bbuono e ’o malamente", il cui testo era una amara riflessione di un giovane sbandato napoletano, che spiegava la ragione per cui lui aveva intrapreso la triste via della delinquenza comune, ma invitava a comprendere cosa aveva prodotto la sua devianza criminale. Poneva la domanda, illustrando le ragioni per cui la nostra società offre dei parametri di riferimento fondati solo sull’apparenza, sul benessere economico ad ogni costo, sui miti delle auto di grossa cilindrata, i soldi a volontà in tasca gli abiti firmati, la spregiudicatezza nelle ascese sociali e nelle carriere dei personaggi perbene.
Appunto: chi è " ’o bbuono" e chi è " ’o malamente"? Domanda che mi sono posto ascoltando i soliti sermoni televisivi a proposito dei tragici fatti di Badia al Pino. Vediamo un po’ di analizzare i fatti, partendo dalle notizie, o meglio dal modo come una certa notizia è stata data, dalle conseguenze derivate da questo metodo disinformativo e sensazionalistico che i nostri media spesso (per non dire quasi sempre) utilizzano nel volere essere i primi a dare in pasto all’opinione pubblica certe notizie, da quanto è accaduto nel pomeriggio e la sera, dai commenti sentiti in giro per le varie trasmissioni, e infine proviamo a ragionare sul fenomeno ultras odierno.
Di questo avevo già accennato in sede di commento a Parma - Juve, e dunque non è il caso di ritornarci. Prima che qualcuno mi voglia attribuire intenzioni giustificative dei fatti pomeridiani e serali di domenica scorsa, preciso che fatti del genere
- VANNO FERMAMENTE CONDANNATI DA CHIUNQUE COMMESSI, SENZA INDULGENZA ALCUNA. -
La cosa certa è che da un fatto che nulla aveva a che fare con il calcio, trattandosi di episodio tragico di cronaca nera, ove solo accidentalmente si inserisce l’aspetto calcistico, solo perché il morto era un tifoso laziale, si è risaliti al problema della violenza generata dal calcio, finendo proprio con il produrre la violenza del pomeriggio, a mio modo di vedere in parte figlia di questa impostura mediatica: sarebbe stata necessaria una maggiore discrezione e soprattutto una opportuna verifica dei fatti, prima di propinare la notizia nel modo come sopra ricordato, e quindi dare la notizia con la dovuta sensibilità ed attenzione, badandosi al fatto che a distanza di poche ore ovunque in Italia ci sarebbe stata una grossa raccolta di tifosi per assistere alle gare della giornata di campionato, nella massima serie come in quelle minori. Ma, visto che gli eventi sono successivamente sfociati in fatti di cronaca nera e di guerriglia urbana ingiustificabile, proviamo un po’ a ragionare sul contesto che oggi ci produce questi violenti che dal calcio traggono la ragione per atti come quelli a cui abbiamo assistito tutti. Cosa è il calcio oggi? Certamente è qualcosa che ha poco a che fare con lo sport, e molto con altri fenomeni. E’ una industria, è un fenomeno "oppio dei popoli del XXI secolo", è un luogo nel quale investire economicamente e politicamente per accrescere potere, è insomma un fattore nel quale si riversano tutti gli aspetti della società italiana. Da venti anni circa, il calcio è diventato strumento per incrementare introiti, e per incrementarli occorreva farlo diventare prodotto vendibile e in questo si è tracciata la strada per creare i soggetti che potessero acquistare a prezzi consistenti: insomma il calcio grazie all’avvento di Berlusconi è diventato prodotto da vendere televisivamente, sono nate prima Telepiù e i posticipi serali, poi la piattaforma satellitare D+, sono stati alterati gli orari delle gare, i calendari, si è ingigantita a poco a poco la Coppa dei Campioni, ridimensionandosi ogni altro torneo (le Coppe Nazionali, la Coppa delle Coppe, la Coppa UEFA) che fosse poco appetibile al mercato televisivo. Naturalmente questo significava "potere" per chi aveva da investire nel calcio, e a questo potere occorreva creare contropotere: ecco quindi la creazione del secondo polo satellitare, grazie ad una operazione finanziaria gestita (udite udite) da tale Guido Rossi, ossia la privatizzazione di Telecom (autentica rapina, così la definì il Financial Times), nelle mani di Colaninno, la creazione di Stream, la marea di denaro che venne erogata (denaro pubblico "privatizzato") verso certe società appartenenti ad un certo consorzio, che per alcuni anni riuscirono a "drogare" il mercato, potendo disporre di risorse notevoli. Calcio quindi che diventa meno fenomeno da stadio e più fenomeno da salotto, e dunque gli stadi per essere riempiti hanno bisogno di gente che sia calorosa verso la squadra di casa: così si comincia a creare il circolo vizioso e inarrestabile della collaborazione tra società di calcio e gruppi ultras, non a caso certi fenomeni, esistenti anche nel passato, guarda caso dagli anni ’90 ad oggi sono aumentati in misura esponenziale, basti pensare che il primo morto tragicamente per eventi collegati al calcio fu nel 1979 il povero Vincenzo Paparelli, e pensare invece a quanti morti ci sono stati dal 1989 fino ad oggi. Già, ma questo non è che un aspetto del discorso. Da un lato occorreva avere una stampa d’appoggio per avere potere nel calcio, e dunque una stampa che accusi sempre gli altri e difenda sempre i propri, anche a costo di difendere ciò che indifendibile non era, compresi certi episodi di teppismo; dall’altra occorreva avere delle tifoserie che "pesassero" molto nel gioco "politico" del calcio, al punto di condizionarlo: basti ricordare gli eventi precedenti alla famosa Perugia - Juventus, o alle dichiarazioni di Sensi l’anno successivo "se la Roma non vince lo scudetto, non sono in grado di garantire per l’ordine pubblico". Come dire, la minaccia di problemi di ordine pubblico diventa elemento condizionante per l’andamento delle competizioni calcistiche. Ancora: visto che le tifoserie cominciano ad acquisire potere e prestigio, in quanto determinanti anche per gli esiti finali dei tornei, o in quanto ben gratificate da dirigenti nei vari anni, possono pure diventare anche elettoralmente determinanti, e quindi oggetto di corteggiamenti ed attenzioni da parte dei politici di turno.
Ecco così personaggi che entrano nella politica forti dei risultati calcistici conseguiti, o che diventano amici di gruppi di tifosi per ottenerne i consensi elettorali, o magari finanziano treni speciali per consentire a gruppi di tifosi di protestare a tutela della propria squadra del cuore. La conseguenza è stata che negli ultimi anni i nostri politici sono stati molto attenti da un lato a cavalcare la tigre del tifo "ultras" per ottenerne vantaggi personali, dall’altro ad arrivare sempre in soccorso delle frange più violente, sempre giustificate da asserite "provocazioni", che potevano essere o qualche arbitraggio negativo, o qualche provvedimento seriamente punitivo, o qualunque cosa potesse essere usata a pretesto. E non è un caso che proprio il tifo della Capitale abbia più di altri beneficiato di queste forme demagogiche di indulgenze, dai fatti del 2000 e 2001, alle vicende del 2003, quando il rischio "ordine pubblico" è stato preso a pretesto per il gigantesco insabbiamento sulla vicenda fideiussioni false, o del 2004, il famoso derby sospeso dalle curve, con successiva guerriglia urbana violentissima, cose che non ebbero provvedimenti sanzionatori alcuno. Certo, anche la tutela del credito è entrata fortemente in campo, Geronzi e la Banca di Roma è stata quella che ha deciso la sopravvivenza e la crescita smodata di certe società, che successivamente sono state salvate per evitare disastri al gruppo bancario, utilizzandosi Carraro, presidente di Mediocredito Centrale (banca finanziaria del gruppo di Geronzi), messo al vertice della Federcalcio per tutelare dunque gli interessi del suo datore di lavoro e non per curare certo gli affari del calcio. Con la conseguenza che mai si è posto ed affrontato seriamente il problema della violenza generata dal tifo calcistico, che dunque è stato alimentato e fatto crescere da questo contesto.
Non a caso anche domenica sera i nostri politici si sono distinti per prese di posizioni velleitarie quanto demagogiche, avendo trovato il modo di speculare sulla tragedia, anzichè pensare a solidarizzare per affrontare il vero problema, che non è di violenza nel calcio, ma di violenza e basta, e di ordine pubblico, che deve essere garantito in modo intransigente, ma non certo a costo di sacrificare vite umane innocenti.Per anni hanno alimentato il tifo ultras, l’hanno coccolato,difeso anche in modo indecoroso, ne hanno fatto oggetto di sfruttamento economico, salvo poi versare lacrime di coccodrillo in occasione della tragedia di turno. Per questo, ripensando a quella canzone che citavo all’inizio, mi ritorna alla mente quella frase "tienelo a mente, chi è ’o bbuono e chi ’ o malamente" !
Condanniamo il fenomeno ultras, quando diventa pura violenza fine a sé stessa, teppismo per il teppismo, ma dobbiamo tenere bene a mente che c’è stato chi per anni l’ha alimentato in modo criminale, e che oggi non vuole affrontarlo seriamente, perché ha molto da perderci ad affrontarlo.Sarebbe stato sufficiente, fin dall’inizio,trattare i fatti di violenza per quelli che sono, ossia fatti di cronaca nera e di repressione criminale; sarebbe stato sufficiente, fin dall’inizio, ragionare su come fare prevenzione. Ma tanti hanno preferito sfruttare il fenomeno a fini propri, ed oggi come al solito vengono a proporre le solite misure insulse e illiberali, quali il divieto di trasferte ai tifosi, sospensione dei campionati e quant’altro di imbecille si possa proporre. Insomma, punire la gente perbene per cose non commesse, e soprattutto per coprire l’inettitudine di chi finora ha coperto il tutto. Io comincio ad avere qualche capello bianco, sono cresciuto durante il periodo rimasto tristemente e tragicamente famoso come "anni di piombo", quando quotidianamente ci si azzuffava tra studenti di sinistra e studenti fascisti,quando spesso le manifestazioni culminavano in sparatorie, quando era davvero rischioso andare nelle varie università che erano il luogo dove spadroneggiavano i violenti. Nessuno mai pensò di chiudere licei ed università, nessuno mai mi disse che non dovevo iscrivermi a Giurisprudenza di Catania perché era luogo ad egemonia fascista mentre io ero "rosso". Il problema lo si risolse quando il terrorismo e la violenza politica vennero affrontati con i giusti rimedi, quando ci fu unità tra tutte le componenti per debellare quel dramma. Ricetta facile, vero? Ma poi qualcuno ci rimetterebbe, questa è la verità, quindi meglio depistare, dare in pasto le solite chiose sul calcio che genera violenza (come se fosse il calcio di per sé a generarlo e non i personaggi che ci girano attorno e ci speculano, ad alimentarlo), ed i soliti provvedimenti idioti.
A Catania hanno chiuso lo stadio penalizzando la parte sana della tifoseria etnea: è servito a qualcosa? Rifaranno lo stesso anche adesso, del resto è il solito gattopardesco modo di cambiare tutto perché tutto rimanga come prima. Eviteremo così le trasferte dei tifosi, ma i soliti cialtroni si coccoleranno i tifosi ultras di casa. Il tutto con buona pace di un giovane che è morto mentre voleva andare a vedere la sua Lazio in trasferta, ucciso una seconda volta da come i media hanno presentato la notizia.

’O bbuono e ’o malamente (parte seconda 2 )

Ho ricevuto diverse email di apprezzamento a quanto scritto nel mio precedente intervento, ma ne ho ricevuto pure altre di critica e di dissenso.
Critiche e dissensi che posso riassumere in questo modo:
- avrei deviato la discussione su altri argomenti, quali l’ingerenza del mondo sportivo, politico, finanziario, nel fenomeno ultras, per evitare di affrontare il reale problema della violenza generata dal calcio e dal tifo “ultras”;
- avrei manifestato indirettamente solidarietà verso i violenti, cercando di giustificarne le ragioni e le origini, ed in questo modo avrei accusato il corpo della Polizia di Stato, di essere il vero colpevole di ogni episodio di violenza.
Non è così, dato che io ho voluto solo dare la mia opinione su come si sia evoluto un fenomeno che molti in passato negavano per “propri interessi di bottega”.
In verità il fenomeno della violenza del tifo ultras è da ritenersi cosa abbastanza recente, sicuramente accentuatasi da un ventennio a questa parte.
Non essendo io di Torino o dintorni, per anni sono stato un tifoso “da trasferta”, ho a suo tempo seguito la mia squadra del cuore in diversi stadi d’Italia, e non sempre nei settori ospiti, a Roma, a Napoli, a Catanzaro, a Lecce, a Milano, non ho mai temuto per la mia incolumità; ancora ricordo, stagione 1986 - 87, che al “Comunale” di Torino era possibile seguire Juventus - Inter mischiati con le tifoserie avversarie, o andare al Meazza (stagione 1983 - 84) e tifare Juventus in mezzo a tifosi interisti, qualchè sfottò, magari qualche imprecazione colorita, ma finiva lì.
Oggi siamo arrivati alle “gabbie” per i tifosi ospiti, che debbono arrivare, scortati, con notevole anticipo allo stadio ed uscire con notevole ritardo rispetto al termine della gara, e la cosa deve avere un suo significato, nel senso del progressivo imbarbarimento del tifo calcistico.
E questo imbarbarimento non è nato da solo ed all’improvviso, per questo nel mio intervento precedente ho voluto dare la “mia” spiegazione al fenomeno.
Andando poi all’episodio della morte di Gabriele Sandri, e agli atti di vera guerriglia urbana del pomeriggio e della sera di domenica, è evidente che i due fatti non vanno collegati, anche se il primo è stato il pretesto per i secondi.
Lo è stato, e lo ripeto, per il modo davvero indecoroso come è stata presentata la notizia, ed in questo i nostri media hanno la loro grave colpa, e come al solito NESSUNO HA FATTO PUBBLICA AMMENDA O AUTOCRITICA.
Neppure adesso che la vicenda comincia a delinearsi in modo più chiaro, ossia come vicenda che nasce da una probabile ed immotivata aggressione di un gruppo di tifosi verso un altro gruppo, più precisamente 8 - 10 persone che avrebbero aggredito un gruppo di 3 - 5 persone che viaggiavano in altra autovettura, tutti casualmente incontratisi presso l’area di servizio di Badia al Pino.
Avete notizia di qualcuno che abbia comunque criticato o condannato l’aggressione realizzata o tentata di un gruppo di tifosi verso un altro, colpevole solo di tenere per una squadra diversa?
Nessun giornalista romano o dei dintorni ha speso una parola per condannare il fatto, per condannare l’ottusità di una aggressione verso alcuni tifosi juventini, che in fondo stavano solo prendendo un caffè in un’area di servizio.
Certo, di norma per i nostri media, il tifoso juventino è sempre figlio di un dio minore, l’abbiamo sperimentato l’estate scorsa quando per futili motivi, uno juventino venne ucciso da un interista per uno sfottò, o come ancora a distanza di decenni siamo costretti a sentire autentici gesti di sciacallaggio mediatico verso la tragedia dell’Heysel, per cui il fatto che gli aggrediti fossero juventini e non, ad esempio, romanisti o interisti, sembra sia servito a cancellare dal novero delle notizie l’antefatto alla tragedia della morte di Gabriele Sandri.
Quindi anche stavolta se da un lato abbiamo sentito i soliti pianti coccodrilleschi sulla violenza nel calcio, dall’altro non abbiamo sentito una sola parola di critica o di condanna verso quei tifosi che aggrediscono o che saccheggiano, preferendosi fare dei discorsi generici e dunque privi di significato.
In altri termini, i saccheggi di Roma hanno una loro matrice, una loro provenienza, costa molto dire che per l’ennesima volta il cosiddetto tifo violento che fa parte degli ambienti vicini alle squadre della Capitale, ha prodotto conseguenze che già in passato si erano verificate ed erano rimaste impunite?
O che a Bergamo se da un lato gli incidenti dentro lo stadio erano frutto di ultras atalantini, fuori dallo stadio anche i milanisti si erano “distinti” per comportamenti non meno violenti?
E non lo dico perché sto parlando di altri tifosi, lo dico perché, una volta per tutte, la violenza compiuta da qualsiasi gruppo che si definisce di “tifosi” ultras, va condannata e repressa, e dunque anche quando certe condotte dovessero essere compiute da juventini, le stesse vanno egualmente condannate e represse, come è accaduto in occasione del derby, cosa che ha prodotto il divieto per la tifoseria juventina di poter seguire la squadra a Firenze, provvedimento discutibile ma che ha avuto il suo effetto, come dimostra la sostanziale tranquillità della tanto temuta gara contro l’Inter.
E dico questo, SOTTOLINEANDO PURE CHE IL TIFOSO VIOLENTO E’ UNA COSA, IL TIFOSO “ULTRAS” E’ UN’ALTRA COSA.
Non facciamo di un’erba un fascio, i violenti vanno emarginati e repressi, la violenza va prevenuta e punita quando si manifesta, ma sbagliato sarebbe mortificare invece quella parte del tifo cosiddetto “ultras” che non ha e non vuole avere nulla a che fare con certi fenomeni degenerativi.
Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare dei tifosi “ultras”, che durante la settimana sono persone normalissime, perbene, migliori di molte altre persone che popolano il mondo del calcio, gente che lavora, che cura la famiglia, l’educazione dei propri figli, che ha una ottima cultura e maturità, ma che la domenica vive il calcio in un modo molto diverso dalla tifoseria diciamo “normale”.
Dunque un tifo molto più caloroso e colorito, fatto di canti, di cori, di preparazione di striscioni per la domenica calcistica, di studio di coreografie e scenografie per la curva, di incitamento incessante per i propri beniamini, insomma qualcosa di positivo e di lodevole, altro che violenza fine a sé stessa o sfogo da frustrazioni della vita quotidiana.
Un modo di far tifo che magari non piacerà a tanti, ma che non è affatto fenomeno di violenza o di prevaricazione, dunque un modo di fare tifo “positivo” che a mio giudizio rischia di essere la vera vittima della violenza di certe frange che si sono infiltrate dentro il movimento “ultras”, dato che qualcuno sembra volere punire indiscriminatamente tutto il tifo ultras, per incapacità di affrontare, isolandoli, i veri teppisti e criminali che, grazie al fatto di essere stati a lungo protetti ed impuniti, con il tempo hanno preso piede in modo preoccupante all’interno del fenomeno del tifo “ultras”.
Andando poi all’episodio tragico di per sé, che secondo alcuni io mi sarei guardato dal commentare, anche qui va fatto un ragionamento sul fatto, distinguendosi la valutazione su CHI l’ha compiuto, da quella sul corpo a cui appartiene l’autore di quel fatto.
Saranno i giudici a dire cosa è realmente accaduto, anche se ormai pare evidente che si è trattato di un gesto davvero sconsiderato di un agente che, almeno si spera, avrà ritenuto di vedere qualcosa ben più grave di quella realmente accaduta, perché se così non fosse stato, e chi ha sparato l’avesse fatto solo per una presunzione di immunità ed impunità, la vicenda sarebbe davvero gravissima e inquietante.
Io non escludo a priori che all’interno della Polizia di Stato ci possano essere delle frange, come dire, propense al “rambismo” ed alla degenerazione di quello che è il loro compito istituzionale, e purtroppo la nostra cronaca ha avuto esempi tragici, dalla Diaz a qualche morte sospetta di recente.
Ma è anche vero che adesso la Polizia di Stato sta diventando un po’ il capro espiatorio di tutto, e non a caso non si sono elevate voci autorevoli a difesa del Corpo, neppure da quei settori che di norma dovrebbero essere più inclini, in via teorica, a difendere comunque chi è preposto alla tutela dell’ordine e della sicurezza.
Neppure questo mi sta bene, e sotto questo profilo, non posso che rifarmi al famoso scritto di Pasolini in difesa dei poliziotti nei famigerati scontri di Valle Giulia a Roma, nel 1968: nella Polizia ci potranno essere le mele marce, che dovranno essere tolte in fretta dal cesto, ma una cosa non va mai dimenticata, che chi sceglie quella carriera poco remunerativa e spesso a rischio e pericolo della propria vita, è gente che proviene dal “popolo”, che non guadagna quanto i nostri amati (e spesso anche troppo esaltati) assi del pallone, ma che ci assicura quel servizio d’ordine che ci consente di poter tifare per la nostra squadra del cuore, e che magari, nello svolgere quel servizio con diligenza, è pure costretto a sorbirsi gli insulti tante volte immotivati da quelli presenti nello stadio e nelle curve.
Che un poliziotto abbia sparato ad altezza d’uomo senza ragione apparente alcuna, provocando la morte di un giovane, è episodio gravissimo, certamente, che va punito; che anche in altre vicende ci siano stati poliziotti che abbiano infierito contro cittadini indifesi e senza colpe specifiche, può essere altrettanto grave e depracabile.
Ma la Polizia di Stato è quella che ha versato sangue contro la mafia, contro il terrorismo, contro la criminalità comune ed organizzata; è quella che quotidianamente ci assicura la sicurezza, l’ordine nelle città, nelle strade ed autostrade, è il corpo a cui ci rivolgiamo in caso di necessità ed urgenza, insomma non è un corpo dedito alle malefatte, ma è un corpo di servitori dello Stato, con il fondamentale compito di garantire la legalità nella vita quotidiana, compito che la stragrande maggioranza assicura con discrezione e con abnegazione, senza grandi riconoscimenti per la loro attività, senza grandi guadagni, e con il rischio non affatto teorico, di uscire la mattina non sapendo se si farà rientro a casa la sera.
Cose queste che non si possono cancellare di fronte ad un gesto, sconsiderato quanto si voglia, ma sostanzialmente isolato al cospetto di tanti comportamenti irreprensibili, eroici e compiuti nel silenzio quotidiano, che assicurano a tutti noi la vivibilità delle nostre città.
Quindi nessuna indulgenza verso chi sbaglia, ma grande apprezzamento verso chi compie lodevolmente il proprio dovere (che poi è la stragrande maggioranza) e soprattutto solidarietà, da parte mia, verso un Corpo dello Stato che stavolta è stato lasciato un po’ da solo, come se tutti avessero paura, di dire una cosa che in fondo è ovvia, ovvero che un poliziotto assassino non è affatto l’immagine della nostra Polizia.
E spero stavolta di avere fugato quei dubbi che con il mio precedente intervento avevo suscitato nella mente di qualche lettore.

E-mail: antonio.larosa@libero.it