giovedì, febbraio 25, 2021

LA STORIA JUVENTUS, UN NOME, UNO STILE, UNA FAMIGLIA: AGNELLI! (nome di famiglia [cognome] in via di esnzione, purtroppo!)

I nemici, in combutta con infedeli all'interno della famiglia l'avevano semi distrutta.  Poi consegnata in mani maldestre, portata a 2 Settimi posti in classifica e fuori dalle competizioni continentali, relegata al  45° posto nel ranking UEFA. Era la Fine

Ma non tutto era perduto, restava ancora un appiglio, e' le Femmine (vox populi) della Famiglia vi si aggrapparono! Andrea, figlio del Dottore Umberto Agnelli! 

Ultimo portatore di cotanto cognome, che la madre, terrorizzata che facesse la fine del Fratello GiovanniJr, aveva imposto di cercare rifuggio in Inghilterra, al suo ritorno in Italia, lo hanno convinto a riprenderla in mano.

E in un decennio:  9 scudetti, 18 trofei,  2 finali Champions e 4° posto nel ranking UEFA
IL.... CALABRONE
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La Champions e l’invidia per chi ce l’ha più grosso (il fatturato)
SANDRO SCARPA
febbraio 25, 2021
“Hai visto il Bayern? Mercato intelligente, valorizzazione dei giovani, solidità, bel 
gioco e dominio.”
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In 10 anni di dominio Juve in A, ma senza Champions (le finali non sono un trofeo, ma coltellate) ogni anno invidiamo il modello altrui. Qualsiasi modello di chi alza la Coppa.

Abbiamo invidiato il modello Barca/Cantera/TikiTaka (anche se avevano Neymar e Suarez e un Luis Enrique prima flop in A e poi sull’orlo dell’esonero dopo i primi mesi con Messi);

Abbiamo invidiato poi il modello Real/Galacticos/CR7/Zidane (anche se il Real veniva da 10 anni senza Champions, con lo stesso modello).

Poi è arrivata l’invidia per il modello Klopp-Liverpool perché “la vinci solo con un Grande Allenatore” (che cozza però con l’esperienza europea di Pep finora al Bayern e al City), modello sconfessato da Flick che ha vinto tutto in 18 mesi.

In mezzo i “disastri” della dirigenza Juventina (modello decennale per i media in altri Paesi e per i tifosi di Real, Barca e della altre di volta in volta battute, prima di cadere sul più bello).

Due banalità sul modello Bayern.

Il Bayern è IL club solido per eccellenza: fatturato enorme, tradizione, ambiente, competenza stellare, contesto florido, sistema calcio anni luce più avanti del nostro, dominio sul mercato interno. In questi anni, dopo la vittoria con Heynckes, i bavaresi hanno preso (ad es.), Lewandovski (Hummels) o Goretzka e Sané a parametro zero o a prezzi bassi, con ingaggi dai 10 ai 15 milioni e fatto investimenti super-redditizi su giovani come Coman, Gnabry, Davies e cannibalizzando il mercato tedesco.

Ma, sempre in questi anni, ha preso Pavard a 40 milioni, Hernandez a 80, Tolisso a 45 o la meteora Renato Sanches a 60 (bonus inclusi). Fino a 18 mesi fa l’esperienza Bayern era fallimentare in Champions con i 4 anni seminali di Guardiola mai oltre le semifinali e gli anni mediocri di Ancelotti e Kovac. La Bild parlava di vecchia guarda logora, acquisti inutili e strapagati e giocatori sempre rotti con l’errore di non aver preso gli eredi dei vari Robben, Ribery, Lahm e Schweinsteiger.

Col cambio allenatore in corsa (solo 13 mesi fa) i “vecchi” hanno svoltato (Neuer, Lewa, Muller, Kimmich), i “nuovi” hanno trovato continuità fisica esplodendo (Coman, Gnabry, Davies, Goretzka). Quando hai basi solidissime non solo ti rialzi, ma voli.

Un fatturato da 700 milioni puri (senza plusvalenze e player trading) ti consente di reggere a qualsiasi errore sul mercato o sulla scelta dell’allenatore e di riprendere a marciare, anzi asfaltare tutti.

Al contrario, se -come la Juve- hai un fatturato base da 450 milioni (più ogni anno i 100 di plusvalenze obbligate), se sbagli 2-3 acquisti sbandi, se sbagli l’allenatore ti areni. Sei costretto a vendere pezzi utili e non colmare lacune in cui sei scoperto.

Se avessimo avuto negli ultimi anni il fatturato Bayern (non il miliardo di Real, Barca o United né i budget infiniti -in barba al fair play- di City e PSG), in un sistema ricco avremmo potuto trattenere i rimpianti Pogba, Vidal e Coman (o egregi sostituiti) e non avremmo sacrificato Cancelo, Kean, Spinazzola, Can, aggiungendo comunque i Ronaldo, de Ligt, Chiesa e Arthur, senza ricorrere a cessioni per fare plus o a parametri zero. Col lusso di poter sbagliare.

Avremmo avuto meno “remore” nel dare quei milioni per Verratti dieci anni fa o per Haland 12 mesi fa. Se avessimo avuto la tacita “accettazione” del dominio interno che ha il Bayern avremmo fatto razzia dei vari Donnarumma, Zaniolo e Barella e avremmo un decennio in più di Squadre B e dei suoi frutti.

In sintesi, inutile invidiare il “Modello Bayern” se le basi e il contesto sono totalmente diversi.

In assoluto –difficile, lo so– quando “invidiamo” le altre e diciamo “Vedi? Così si fa!”, dobbiamo guardare al lungo periodo e pensare che in questi 10 anni di Presidenza Agnelli, la Juve è passata da:

– Dal 45° posto al 4° posto nel ranking UEFA,

– Da due 7° posti a 9 scudetti e 18 trofei (e le 2 coltellate delle finali Champions),

– Dal rifiuto di Di Natale al SI di Ronaldo e de Ligt

– Da 150 a 450 milioni di fatturato fisso (più quei 100 milioni da plus obbligate nel tentativo di competere contro club dai 700 milioni di fatturato in su…)

– Da una A che fatturava nel 2006 come Liga e Premier e più di Bundesliga ad una A che fattura la metà dei tornei ricchi e genera diritti TV inferiori anche a quelli di Ligue 1,

La Juve ha fatto tutto questo in un sistema in cui biglietti e abbonamenti costano la metà di quelli di Premier (in uno stadio con la metà della capienza delle big europee), in un Paese in cui il merchandising tarocco eccede quello ufficiale e in un mondo in cui la A è totalmente trascurata all’estero. Gap di visibilità e strategie di marketing di lungo termine che la Juve ha colmato con l’acquisto di Ronaldo.

Infine, nonostante tutto questo, la Juve ha avuto comunque anche la più alta percentuale di rivalutazione del valore di mercato degli acquisti fatti nell’ultimo decennio tra le big (se si escludono società prettamente venditrici come Porto e Dortmund).

Quindi è solo invidia per chi ce l’ha più grosso, il fatturato? Come un tifoso romanista o napolista qualsiasi? Forse, con la differenza che la Juve ha vinto tutto quello che poteva vincere e ha combattuto, con trionfi e sconfitte cocenti in Europa col 12° fatturato, arrivando ad un passo dal tetto del mondo. Come se il Torino (12° fatturato in A) combattesse sempre per la zona Champions…

In realtà non invidio il budget infinito degli sceicchi, non invidio le ricche proprietà straniere (che scappano appena si accorgono dei debiti), non invidio la cultura dei “giovani” (senza i vecchi Neuer, Lewa e Muller cosa sarebbe il Bayern? Quanti anni hanno de Ligt, Demiral, Kulusevski, Chiesa, Bentancur?) e posso anche invidiare il Grande Allenatore di ManCity e Liverpool (ma senza i 3 miliardi spesi dal City o i 500 milioni spesi dal Liverpool?), però alla fine Flick ha fatto meglio di loro.

Io invidio a Liverpool e Bayern solo due cose:

1. Il sistema calcio in cui agiscono, sperando arrivi presto il momento di far parte tutti di un “nuovo” sistema calcio chiamato SuperLeague;

2. Il fatto di aver beccato in finale un Tottenham con Kane acciaccato o un PSG con Kehrer, Kimpembe, Paredes, Herrera e Choupo-Moting e non Messi-Suarez-Neymar-Xavi-Iniesta o Ramos-Kroos-Modric-Bale-Benzema-Cristiano come capitato a noi.

Lo so questa è da rosiconi, ma l’invidioso in fondo un po’ rosicone lo è…https://www.juventibus.com/champions-invidia-fatturato/ 
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AGNELLI           LA             DINASTIA

martedì, dicembre 29, 2020

DELLA TORTA-FIGC DELLA CAPITALE (milano) DELLE MAFIE A RETI UNIFICATE, IL CIRCONDARIO (napoli) DELLA CAMORRA NE RECLAMA UN PEZZO CON ATTENTATI NELL'OMBRA

 TUTTI GLI UOMINI DEL (NUOVO) DELINQUENTE
 
Come avevo promesso, dopo avere fatto le mie opportune verifiche sia della autenticità del personaggio che mi aveva fornito certe indicazioni e notizie, sia della attendibilità di quanto da egli dettomi, da oggi vi inizierò il racconto i retroscena di vicende che si stanno verificando in questo periodo, e quali siano probabilmente i disegni che alcun soggetti vorrebbero realizzare, per prendere il totale controllo del nostro calcio, ripetendo in maniera ancora più radicale e sciagurata, quanto accaduto nel 2006.
Intendiamoci, stavolta l’obiettivo non sembra essere quello di ridimensionare fortemente una società a danno di un’altra, magari con processi farsa: stavolta le modalità sono più raffinate, ben sapendosi che una seconda farsopoli è improponibile, mentre più agevole è mettere all’angolo chi è contro, ridimensionare o rendere difficile la vita a chi è vincente (leggasi Juventus) e andare oltre un semplice quinquennio di dominio di cartone come fu per l’Inter morattiana.
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Anche stavolta, come mi accadde nel 2006, ho avuto delle importanti imbeccate da parte di qualcuno che in questo mondo ci vive e ne conosce meglio di noi storie personali, vicende, retroscena, intrecci vari, che naturalmente da parte di chi come me e come voi tutti, segue il calcio per passione e non per professione.
 
E come comprenderete, essendo informazioni e rivelazioni “riservate”, non posso fare nomi, quindi come nel mio precedente “Tutti gli uomini del delinquente”, chiamerò l’informatore “Gola Profonda 2”.
Come detto, a seguito dell’articolo pubblicato dopo Juventus – Fiorentina, giornata grottesca iniziata con la sentenza del Collegio Arbitrale del CONI, su Juventus – Napoli, ho ricevuto moltissime mail, una di queste, che vi riproduco, mi colpì, soprattutto per chi la firmava:
Eccovela:

“Buongiorno a lei, sono rimasto sorpreso dal suo articolo pubblicato ieri sera.
Ma non per quanto scrive, bensì perché non vedo nelle sue parole una lucida visione di quanto sta accadendo e potrebbe accadere: eppure lei è la stessa persona che nel 2006, senza esserne ancora a conoscenza, anticipò cosa ci poteva essere dietro la vicenda denominata “Calciopoli”, gli interessi economici e gli intrecci trasversali tra personaggi appartenenti ai poteri forti economici del Paese.
Eppure, certe cose ad un attento osservatore come lei, non dovrebbero sfuggire.
Concludo dicendole: ricordo che lei, in una serie di articoli pubblicati sul sito Juworld.net, venne invitato a “seguire il denaro”, in relazione alla vicenda Calciopoli e Scommessopoli 2012, che coinvolse Antonio Conte.
Le do una dritta, e vedremo che ci arriverà facile, questa volta oltre a seguire il denaro, segua pure la sete di potere, che deriva da ambienti in cui da sempre vige il famoso detto “cumannà è meglio ca f…re” Cordiali saluti”
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Anche stavolta una firma che temevo fosse un tentativo di qualcuno di spacciarsi per qualche altro, ho risposto invitando l’interlocutore intanto a darmi una conferma della sua identità e se era disposto a spiegarmi quanto scrittomi, magari dandomi delle chiavi di lettura che a me sfuggivano: così quando il personaggio mi ha ulteriormente replicato, visto che siamo in tempi di lockdown, e dunque non lo potevo invitare nel solito ristorantino della grande città ove mi ero incontrato due volte con il precedente “Gola Profonda 1”, gli ho chiesto se disposto ad una conferenza audio – video per parlare dell’argomento ed avere io quei ragguagli e quelle chiavi di lettura necessarie.
Ne è scaturita una lunga conversazione che vi trascrivo in maniera sostanzialmente riassuntiva ma fedele, dove G sta per “Gola Profonda 2” ed A sta per chi vi scrive:

G – adesso, dopo avere avuto la conferma della mia identità, mi dica pure cosa vuole sapere, anche se la avverto che qualcosa di riservatissimo o che potrebbe farmi riconoscere, dovrò necessariamente tacerla.
A – molto bene. Le chiedo però, almeno, se qualcosa non potrà rivelarla, almeno non mi metta fuori strada e se per caso io capisco di cosa si tratta, per qualche dettaglio, non me lo neghi.

G – vedremo. Quindi tornando al sodo, si aspettava o no la sentenza del Collegio di Garanzia del CONI? 
A – più che aspettarmela, la temevo. Perché per mia esperienza, in Italia le normative esistono e dovrebbero essere uguali per tutti, ma le deroghe ci sono sempre per chi ha amicizie importanti e influenze.

G – ecco una lettura superficiale che non è da lei. In Italia nulla è casuale, se uno ha la perfetta visione della situazione e dei legami attorno al mondo dello sport e del calcio. Questo esito era ancora più certo e scontato dell’esito di Calciopoli, il fatto che lei temesse, dimostra che lei non è stato affatto attento.  
A – vede, io non sono persona che vive e lavora in questo mondo, amo il calcio e la Juventus, per mio diletto scrivo di calcio, cerco di stare attento anche a ciò che lo circonda, ma devo privilegiare la mia attività e le mie cose, quindi mi possono sfuggire particolari più o meno importanti e non capire appieno certi fenomeni.

G – ad esempio le è sfuggito la incredibile passività della società bianconera, non si è costituita nel giudizio in prima istanza, non si è costituita in sede di appello, neppure a parlarne in sede di Collegio Arbitrale. Se lo è chiesto il perché?
A – diciamo che, conoscendosi come operano i nostri media, una resistenza anche in sede giudiziale, sarebbe stata ulteriore benzina sul fuoco delle ormai deliranti aggressioni e polemiche a senso unico provenienti da Napoli. Piuttosto, possiamo darci del tu, mi trovo male a discutere in maniera così formale.

G – certamente. La tua lettura è anche comprensibile ma non è quella più veritiera: Andrea Agnelli non è persona che combatte battaglie perdute in partenza. Dovresti saperlo ormai.
A – intendi dire che sapeva già come sarebbe finita?

G – intendo dire che Agnelli non ha voluto intromettersi un una guerra che non era la sua, ma nella quale poteva essere usato da uno dei contendenti, anche se poi i media hanno voluto descrivere la vicenda come una guerra tra Juventus e Napoli, trattandosi invece di una guerra tra De Laurentiis e la FIGC, Gravina in particolare.
A – mi stai dicendo che la partita non disputata Juventus – Napoli è stato il pretesto allora.

G – certamente. La guerra che De Laurentiis ha da tempo scatenato è su due fronti, uno più mediatico e banale, contro la Juventus, ma solo perché gli fa comodo, così ha media a suo favore, come noterai; ma quella vera è in federazione dove il presidente del Napoli lamenta di non essere stato trattato a dovere e dove rivendica maggiore potere, ridottosi a seguito del pensionamento di Pecoraro, che come sai , è stato spesso usato a fini non certamente compatibili con la giustizia sportiva.  (1 - continua)                                                                            https://www.juworld.net/articolo.asp?id=25127       (1)

                                                       https://www.juworld.net/articolo.asp?id=25128        (2)
                                                       https://www.juworld.net/articolo.asp?id=25130        (3)
                                                       https://www.juworld.net/articolo.asp?id=25131        (4)