mercoledì, maggio 19, 2021

Juve Napoli 4-3 Callejon su Ronaldo - simile a "ronaldo 'gordo' da lima" con Iuliano - Arbitro Orsato, VAR Irrati nessun provvedimento

Trentalange & Rizzoli: Allora, per par condicio, mandate Orsato al #Poricile-Rai a spiegare a  MaialeVarriale, perche' in Juventus Napoli non ha Sanzionato Callejon per la mossa da consumato          campione di Judo su Ronaldo, con il rigore e il resto? Ha visto benissimo, era a 5 metri! 

Episodio avventuto in Juventus-napoli 4-3 campionato 2019-2020 con 2 arbitri: Orsato in campo e il "fuoriclasse" degli arbitri VAR (roconoscimento fifa al mondiale-2018! Questo episodio in linea si massima simile a "ronaldo da lima"-Iuliano di inter Juventus, partita di ritorno del campionato 97-98, dove i due vanno per un pallone di nessuno, Ronaldo da Lima anticipa l'avversario allungando il piede e lo tocca con la punta della scarpa, verso destraverso destra ma lui va diritto mentre Iuliano sempre guardando il pallone corre e allunga il piede per ribatterlo, non lo trova e avviene lo scontro con il nerazzurro, tenendo le mani incrociate d'avanti al petto, come per ripararsi e vanno a terra. 

Mentre nell'episodio di Juventus Napoli tra Callejon e Ronaldo-CR7 il fallo e intenzionale perche' come si vede nel filmato, il bianconero porta palla e fa le sue mosse per evitare l'avversario, ma Callejon gli si pianta d'avanti, sempe guardandolo, lo emula nei movimenti lo scontra usando le due braccia, e' poi lo abbatte con una mossa di judo con un suo compagno che si impadronisce del pallone. Orsato e a 5/6 metri, osserva e fa continuare. Rigore solare senza piaccia o non piaccia!

 Ma la  "vil #RazzaDannata " (vil razza dannata i giornalisti!)  l'ha, l'hanno completamente taciuto, silenziato e poi oscurato tutti i video da internet. Mentre l'episodio "Ronaldo da lima-Iuliano" di Juventus inter del lo hanno fatto diventare leggenda!       

 
 



martedì, maggio 18, 2021

Juventus Lazio 1-2 immobile solita simulazione, larbitro (mazzoleni) il solito rigore e e giallo a Buffon

 

Juventus Lazio 1-2 sull'uscita di Buffon, immobile abbandona il pallone e va a darrgli un calcio ai coglioni per buttarsi come fulminato, con l'arbitro mazzoleni deciso, rigore e giallo a Buffon



Super Coppa italiana Finale Juventus Lazio 2-3

Super Coppa italiana Finale Juventus Lazio 2-3
 
La Decide l'arbitro Massa: Invece di sanzionare il "mariuolo-ciro immobile" per simulazine,  regala un Rigore alla Lazio. Lo scugnizzo vede che Fuffon esce in scivolata, converge verso  di lui (suo capitano in nazionale e gli butta addosso. Chi mariuolo nasce, mariuolo muore.




 

JUVENTUS CuadradO DRIBLING SIMILE A QUELLO SU PERISIC IN JUVENTUS INTER 3-2

Juventus: A dimostrazione della malafede degli immorali che in TV fanno la morale (la loro), Cuadrado su Perisic ha fatto il suo solito dribling in Situazioni Simili. ECCONE UNA. 
E' se nel girarsi, il suo piede non si trova tra le gambe dell'avversario, perche' sta un po piu' lontato, e' non gli frana, quasi, addosso come ha fatto Perisic.

lunedì, maggio 17, 2021

JUVENTUS INTER 3-2 EPISODIO PERISC QUADRADO RIGORE NETTO!

 


PERISIC CUADRADO RIGORE NETTO! I MEDIA INFAMI, MOSTRANO VIDEO DA UNA SOLA ANGOLAZIONE E AVANTI-INDIETRO A VELOCITA TAROCCATA

POI PARLANO SOLO  DEL CONTATTO TRA I PIEDI, MA DELLA SPINTA CHE MENTRE CUADRADO E SBILANCIATO IN ARIA PER CONVERGERE VERSO SINISTRA, 
LO FA VOLARE

CAMPIONATO 2020-2021. BREVE STATSTICA (incompleta) SUI RIGORI NEGATI ALLA JUVENTUS

                               RACCOLTA DEI TORTI ARBITRALI ALLA JUVENTUS FIONO                                                                                    ALLA PARTITA COL NAPOLI                                     


SOLO RESTANDO AI RIGORI FINO ALLA PARTITA CON IL NAPOLIALLA JUVENTUS NE HANNO NEGATO 24. ALL'inter-NESSUNO!

Quindi, alla Juventus mancano 24 Rigori! Altro che favori 

1) juve-verona 1-1 36° Bernardeschi giù in area dopo una trattenuta di Faraoni. Il pallone non gli   arriva per l'uscita di Silvestri, ma l'esterno protesta e chiede a gran voce il rigore. La trattenuta  c'è ed è prolungata

2) juve-verona 1-1 64' Ramsey giù in area per una spinta di Lovato, l'arbitro non fischia tra le proteste bianconere.

3) benevento-juve 1-1 35° Dybala steso da dietro da schiattarella, manca il rigore

4) benevento-juve 1-1 92° nel maxirecupero da 6’, sulla punizione battuta da Dybala, De Ligt va giù in area steso da improta (cintura e maglietta tirata)per Pasqua non c’è nulla ma le immagini evidenziano una grossa trattenuta di Improta

5) juve-toro 2-1 35° mani di ansaldi, manca il rigore

6) barcellona-juve 0-3 23° da un tiro di morata pjanic impatta con il braccio, manca il rigore

7) parma-juve 0-4 38° mckennie agganciato in area da ororio, manca il rigore

8) juve-fiorentina 0-3 58° ronaldo atterrato in area da castrovilli che lo spinge da dietro, manca il  rigore

9) juve-fiorentina 0-3 76° dragowski con il gomito stende bernardeschi, manca il rigore

10) juve-fiorentina 0-3 Su punizione uomo in barriera salta e respinge con il braccio, la Penna guarda e fa continuare    

11)juve-sassuolo 3-1 64° consigli in uscita travolge ronaldo, manca il rigore

12) juve-genoa 3-2 5° Dumbravanu con la gamba di richiamo prende il piede di morata con il ginocchio, manca il rigore

13) juve-bologna 2-0 4° cuadrado steso in area da vignato, manca il rigore

*14) porto-juve 2-1 Cristiano Ronaldo sterza su Zaidu, che lo travolge: Dal Cerro Grande ferma il gioco qualche secondo prima del fischio finale per sentire l'opinione del Var, poi fischia la fine. Rabbia di CR7 che si rivolge in maniera furiosa con l'arbitro: il tocco è evidente, il rigore c'è.

15) juve-crotone 3-0 63° Ronaldo giù in area spinto mentre calcia, manca il rigore

16) juve-lazio 3-1 24° braccio larghissimo di Hoedt che aumenta il proprio volume e stoppa il pallone, manca il rigore

17) juve-lazio 3-1 57° Marusic abbraccia da dietro Morata in area, manca il rigore

*18) juve-porto 3-2 23° Pepe che il ginocchio sinistro colpisce il polpaccio di Morata in area. Lo spagnolo perde l'equilibrio e cade. "L'arbitro guarda le braccia alzate del giocatore del Porto e non le gambe" manca il rigore

*19) juve-porto 3-2 60° mani di uribe in area del porto, braccio attaccato al corpo come tutti i rigori fischiati a de ligt

*20) juve-porto 3-2 103° marchesin in uscita prende la palla ma con le gambe alte falcia ronaldo, manca il rigore. il portiere non ha licenza di uccidere con la scusa che tocca la palla, manca l'espulsione

*21) juve-porto 3-2 120° leite prende il pallone ma abbatte de ligt in area, a parti invertite cosa sarebbe successo?

22) juve-benevento 0-1 28° fallo di mano di Viola in area come tutti quelli fischiati contro la juve ma niente...

23) juve-benevento 0-1 70° Chiesa finisce a terra in area giallorossa dopo un contrasto con  Foulon: il terzino del Benevento cade da solo, e da terra sbarra la strada a Chiesa atterrandolo platealmente, manca il rigore

24) juve-napoli 2-1 33° lozano falcia chiesa in area, manca il rigore nettissimo ignorato anche dal var.                   


ATALANTA MILAN DI COPPA ITALIA, LA CONFERMA DEL DISONORE-ROSSONERO

24 gennaio del 1990 Atalanta milan 1-1 Qualificazione Coppa Italia


Borgonovo (RIP) a terra che si torce, Stromberg butta palla in fallo laterale. 
"massaro"  non restituisce e la da a Rijkaard. 
E' neanche Rijkaard la restituisce, e la crossa in area. 
Borgonovo arzillo e vegeto, vuole impadronirsene ed entra in duello con il difensore Barcella alle sue spalle trattengono a vicenda, Borgonovo epinge all'indietro tenendo a sotto controllo il pallonee, e' quando Barcella abbandona la il contatto, lui sempre aggrappato al fianco, poi coscia si lascia cadere
Ecco allora che entra in azione l'arbitro Pezzella, e' senza esitazione fischia Rigore.
"franco baresi", lui da capitano, sportivamente tirera' fuori.
Si proprio lui, 15 anni di vigile urbano in campo con braccio alzato a chiamare il fuorigiuoco, e gli arbitri ad ubidire, per impedire agli avversari di segnare. 
NO, il capitano del disonore, mira l'angolino, rasoterra, gol.
 
E passa il milan che arriva in finale. 

Dove, il 25 aprile 1990 contro una delle peggiori edizioni della Juventus (ma gestita in modo eccezzionala da Dino Zoff), e' sapendo di portarsi l'arbitro, erano sicuri di vincere, ma trovando una squadra motivata e "disciplnata', non credendo ai loro occhi si innervosirono, e' presero una lezione di calcio e persero la partita. 
 https://www.youtube.com/watch?v=fDRDMjZU1YM




venerdì, maggio 14, 2021

CRISTIANO RORNALDO ALLA JUVENTUS: L'UTILE, E IL DILETTEVOLE UN-pochino meno

                                   

 Juventus-Cristiano Ronaldo: un investimento che funziona 
di Susanna Gatto 13 Maggio 2021

Premessa: la seguente analisi non vuole essere in alcun modo un approfondimento tattico sul ruolo di Cristiano Ronaldo nella rosa della Juventus, tuttavia prenderà in considerazione esclusivamente il passaggio del calciatore portoghese il 10 luglio 2018 dal Real Madrid alla Juventus, al fine di delinearne la strategia e le motivazioni che hanno portato la società bianconera ad attuare un investimento così oneroso.

Dopo l’eliminazione in Champions League contro il Porto e la brutta prestazione di Cristiano Ronaldo, il tifo bianconero si è spaccato a metà: da una parte chi pensa che l’acquisto di CR7 abbia portato solo effetti negativi per la Juventus (economici e sportivi), dall’altra chi non rinuncerebbe mai ad un giocatore da 95 reti in 121 partite con la maglia bianconera.

È necessario quindi trattare quest’argomento sotto un profilo tecnico-finanziario. Osserviamo i costi: l’acquisto del cartellino del Portoghese è costato alla società bianconera €115m (€100m di cartellino + €5m di contributo di solidarietà + oneri accessori) ammortizzato in quattro rate annuali da €28,9m; l’ingaggio percepito da Ronaldo è di €31m corrispondenti ad un costo aziendale di €54,2m; sommando l’ingaggio lordo e la quota di ammortamento, il costo del calciatore è di €83,1m all’anno per quattro anni. Il suo costo complessivo nei quattro anni è di €332,4m.

Ma perché proprio Cristiano Ronaldo? La risposta è più semplice di quanto si pensi. La Juventus, dopo gli otto scudetti consecutivi, il nuovo stadio, l’aumento di capitale e una strategia in linea coi grandi club europei era stata in grado di aumentare enormemente il valore del prezzo dei titoli, al quale però non corrispondeva una crescita di fatturato adeguata. Era innegabile che la società avesse la necessità di aumentare i ricavi commerciali che negli ultimi anni erano certamente cresciuti ma non erano minimamente paragonabili a quelli dei top club europei. Le alternative erano due: la vittoria della Champions League o un investimento nel mercato internazionale. La Juventus ha optato per la seconda con l’acquisto di Cristiano Ronaldo. L’arrivo di CR7 ha immediatamente portato al rialzo le stime del fatturato della Juventus, passando da €478m a €550m per il 2018/2019 e €624m per il 2019/2020.

Come è stato già detto, l’acquisto di CR7 è un investimento, il che vuol dire che la Juventus ha deciso di spendere le cifre sopraccitate per poterne ricavare altrettante. Sono tre le categorie dei flussi attesi in entrata dalla società: la vendita dei biglietti e degli abbonamenti, i ricavi commerciali e i ricavi dai risultati sportivi. Dall’arrivo di Cristiano Ronaldo, gli incassi da abbonamenti sono aumentati del 16,7% solo il primo anno (da €25,6m a €30,1m) per poi aumentare ulteriormente l’anno successivo. I ricavi da biglietteria di Serie A e Champions League sono aumentati rispettivamente in un solo anno del 48,3% e del 41,2%.

Gli incrementi maggiori sono arrivati da sponsor e merchandising. Prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, la Juventus aveva firmato con Adidas un contratto di 6 anni a partire dal 2015/2016 che prevedeva €23,2m annui al netto del merchandising, cifre che non avevano nulla a che vedere con quelle stellari che Adidas garantiva a top club come il Real Madrid (€120m), ma anche con quelle più basse di Chelsea, City, PSG che si aggiravano comunque attorno ai €65m. 

Dopo l’arrivo del portoghese, Adidas ha rivisto contratto con la Juventus, rinnovando fino al 2026 aumentandone il corrispettivo a €51m per cinque anni + bonus una tantum di €15m nella stagione 2018/2019. Per quanto riguarda Jeep invece, lo scorso dicembre è stato firmato un rinnovo dal quale la società Juventus non guadagnerà più €21m a stagione ma ben €45m + bonus fino al 2023/2024, più del doppio quindi, cifre sicuramente più vicine ai top club europei. Infine, per quanto riguarda il merchandising, la Juventus è passata dal guadagnare €14,7m nel primo semestre del 2018 a ricavare €26,5 nel secondo semestre (il primo di Cristiano Ronaldo in bianconero), con un incremento dell’80,3% in soli sei mesi, per poi aumentare ancora a €44m nel giugno 2019 (+58%).

Per completare l’internazionalizzazione del brand Juventus, l’arrivo di Ronaldo ha garantito in poco tempo una crescita esponenziale del club sui social, conquistando la quarta posizione con 102,4m di follower tra Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e Tik Tok, dietro solo a Barcellona, Real Madrid, e Manchester United.

L’ultimo punto riguarda i ricavi sportivi che, nonostante l’acquisto di uno dei più grandi calciatori della storia, restano ugualmente i più imprevedibili per una società calcistica. Ci si aspettava infatti che l’arrivo di Ronaldo avrebbe garantito alla Juventus risultati migliori nelle competizioni europee, ma così non è stato. Dall’arrivo di CR7 la Juventus ha continuato a vincere a livello nazionale (per nulla scontato) ma è stata eliminata dalla Champions League nel 2018/2019 ai quarti di finale e nei due anni successivi agli ottavi. I ricavi sportivi sono stati quindi minimi rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato.

Lo scopo dell’analisi fatta fin qui è quindi quello di evidenziare quanto sia difficile e inesatto trarre conclusioni sull’investimento Cristiano Ronaldo, in quanto gli asset finanziari sono molteplici ed estremamente variabili; la Juventus, ad esempio, non aveva certamente previsto la “crisi Covid” che avrebbe colpito le società calcistiche ad un anno di distanza dall’acquisto del Portoghese.

In ogni caso, si potrebbe dire quindi che la società bianconera non sia andata in contro a perdite a causa dell’investimento di Cristiano Ronaldo, ugualmente sarebbe azzardato affermare che ci abbia guadagnato quanto sperato. Senza dimenticare che, nel momento in cui le strade della Juventus e di Cristiano Ronaldo dovessero separarsi, si verrebbe a creare un vuoto di €83,1m (costo annuo del calciatore) che garantirebbe eventuali investimenti futuri.

L’analisi, come volevasi dimostrare, è molto più complessa di quanto sembri, e no, Cristiano Ronaldo non è un stato un fallimento per la Juventus: nonostante non siano stati raggiunti tutti i traguardi sportivi attesi, CR7 ha indubbiamente 

favorito di gran lunga l’internazionalizzazione del brand Juventus, uno dei principali obiettivi della società.                                 https://www.juventibus.com/juventus_cr7/

sabato, maggio 08, 2021

#UEFA MINACCE AI CLUB FONDATORI DELLA "SUPER LEAGUE": COMUNICATO di BARCELLONA, JUVENTUS e REAL MADRID

JUVENTUS.COM
 
Comunicato di Barcellona, Juventus e Real Madrid
8 maggio 2021

In relazione al comunicato emesso da Uefa il 7 maggio sulla Super League e alla posizione assunta da nove dei suoi membri fondatori, Fútbol Club Barcelona, Juventus Football Club e Real Madrid Club de Fútbol comunicano che:

(i)    I club fondatori hanno ricevuto, e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal loro diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete ed un dialogo costruttivo. Ciò è intollerabile in punto di diritto e la giustizia si è già pronunciata in favore della proposta di Super League, ordinando a FIFA e UEFA di astenersi, sia direttamente sia per il tramite dei propri associati, dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in qualsiasi modo in pendenza del procedimento.

(ii) Il progetto Super League è stato concepito congiuntamente dai dodici club fondatori:

a. Con lo scopo di fornire soluzioni all’attuale insostenibile situazione del settore calcistico. I dodici club fondatori hanno condiviso la stessa preoccupazione – così come altri stakeholders nel calcio europeo – particolarmente nel contesto socio-economico corrente, che riforme strutturali siano indispensabili per assicurare che il nostro sport permanga di interesse e sopravviva nel lungo periodo. Per rispondere a ciò, il 18 aprile hanno annunciato la loro volontà di creare la Super League e di instaurare un canale di comunicazione con UEFA e FIFA, in un costruttivo spirito di collaborazione tra le parti, così come reso noto a ciascuna di esse nella stessa data;

b. Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da UEFA, da FIFA o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche. Tuttavia, a dispetto di tali circostanze, UEFA e FIFA si sono sinora rifiutate di stabilire un adeguato canale di comunicazione; e

c. Al fine di apportare stabilità finanziaria all’intera famiglia del football europeo, attualmente impattata da una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza di molti club. Testimonianza di questo sono gli impegni annunciati a destinare annualmente fondi di solidarietà di importo garantito, rispetto a quelli distribuiti da UEFA, e a rafforzare le regole di sostenibilità finanziaria, attraverso la creazione di un chiaro, trasparente ed efficace sistema di controllo, soggetto a verifiche da parte di esperti.

(iii)  I dodici club fondatori hanno condiviso come la Super League rappresenti un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio, che non è un fatto immutabile e che è soggetto a nuovi trend generazionali. Inoltre, hanno condiviso che uno degli obiettivi principali è la promozione del calcio femminile su scala globale, una enorme, ma attualmente sottostimata, opportunità per il settore.

(iv) Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico.

(v) Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto ieri numerosi impegni con UEFA. Tuttavia, poiché permangono i problemi concreti che hanno portato i dodici club fondatori ad annunciare la Super League alcune settimane fa, ribadiamo che, per onorare la nostra storia, per ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei nostri stakeholders e dei nostri tifosi, per il bene del calcio e per la sostenibilità finanziaria del settore, abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA.

(vi)  Soprattutto, ribadiamo a FIFA, UEFA e a tutti gli stakeholder del calcio, come abbiamo fatto in numerose occasioni a partire dall’annuncio della Super League, il nostro impegno e la nostra ferma volontà di discutere insieme, con rispetto e nell’osservanza dei principi di diritto ma scevri da intollerabili pressioni, le soluzioni più appropriate per la sostenibilità dell’intera famiglia del calcio.


venerdì, maggio 07, 2021

Video



juventus lazio 1-2 sull'uscita in scivolata di Buffon senza neanche sfiorare l'avversario, immobile avanza e gli da un calcio ai coglioni e poi si butta a terra, l'arbitro mazzoleni da buona posizione  invece di punire immobile che il calcio lo ha dato, Rigore contro Buffon che il calcio lo ha ricevuto

Juve milan 0-0 Zebina toccatina sulla spalla di crespo che vola, ancelotti e milanisti portano l'isterismo fuoi dal campo a beneficio  di Tv, giornali del loro padrodrone e dei suoi simili.

Juventus inter Finale S.C.Italia De Santis oltre al gol valido annullato a Trezeguet, alla Juventus nongli da un rigore per solare stop con il braccio in cielo
 Altro che Scontro Gordo-ronaldo Iuliano

 Juve Monaco il fallo del Rigore su Morata contestato da Roberto Beccantini e simili SlowMotion


"fiorentina inter" Quari-finale C.Italia, Terracciano in scivolata su Sanchez che tira e colpisce Palo, l'interista si pianta a piedi uniti, e si tuffa a volo d'angelo, Massa & VAR aureliAno Rigore


Juventus Sassuolo 3-1 Consigli Travolge Ronaldo Massa  il solito killer della Juventus lascia continuare, e VAR Chiffi com per ordine ricevuto, sta Muto! Poi la Juve Vince comunque


MASSIMO ZAMPINI: CARO SCUDETTO, DOPO 3282 GIORNI CI DISTACCHIAMO, UN CARO SALUTO, MA E' SOLO UN ARRIVEDERCI

MASSIMO 'zampina della zebra'  ZAMPINI
La Juve ha salutato lo Scudetto, la partita col Milan dirà per quanto

Ciao, Scudetto, è stato meraviglioso: 3282 giorni insieme sono tanti, tantissimi. È poco elegante farlo notare ora, ma forse perfino troppi. Nessuno era stato accanto a te per tanto tempo e, stanne certo, non avrai mai storie così lunghe e intense.

Ci sono stati momenti difficili, eh, chi lo nega… anzi, ora posso dirtelo: pensavo che ci saremmo lasciati prima e invece siamo stati più forti di un contorno desolante, in cui tutti speravano solo che finisse tra noi. Tra squalifiche all’allenatore, al suo vice (!), perfino al presidente con qualche intercettazione inventata buttata lì tanto per; indagini su quello stadio, canterebbe Drupi, così piccolo e fragile; le cessioni dolorose per Conte, con Giaccherini vanamente sostituito da Tevez; l’arrivo di Allegri, tra insulti e sentenze di fine ciclo per chi, prendendo Max, “si è scavato la fossa col fesso” (cit.); quella partenza da decimi in classifica, poi Cuadrado nel derby e a febbraio Zaza; l’arrivo del Var perché “finalmente ora vincerà il migliore”, poi vince il migliore e allora retromarcia, “stanno boicottando il Var”: una soluzione per delegittimare si trova sempre.

Le critiche ad Allegri sul gioco che non c’è, anche in tv, con lo scudetto vinto già a marzo, perché al tempo gli scudetti non erano così in voga come ora; il cambio con Sarri, “ecco ora non vinciamo più”, pure l’interruzione del campionato per i problemi che conosciamo, la tentazione playoff per farci finalmente lasciare e invece niente, rieccoci lì ancora insieme, contro tutto e contro tutti. Lo so, per sminuirti ti chiamavano scudettino, ma non te la prendere, quella è la rabbia, dovuta in gran parte a me: appena ci siamo lasciati sei già tornato grande, stimato, acclamato, festeggiato e celebrato come si deve.

Ed eccoci qua, 3282 giorni dopo, senza un secondo da perdere perché, come si dice, chiodo scaccia chiodo e c’è subito uno Juventus-Milan che aiuterà a capire se siamo ancora lì a rimpiangerti o se stiamo reagendo nel modo migliore. Sembra eccessivo, forse, ma già la partita di domenica ci dirà se ci potremo riavvicinare presto o se l’allontanamento durerà più a lungo.
È brutto dirlo, magari è l’amarezza a farmi parlare, ma tu sei un tipo piuttosto materiale: hai fatto indebitare chi ti ha appena conquistato e ti garantisco che, se faremo la Champions, avremo più soldi e potremo comprare qualche gioiello, sarai pronto a riabbracciarci a breve.

Ora, quindi, perdonaci ma dobbiamo dimenticarti e pensare egoisticamente un po’ solo a noi, alla partita contro il Milan, comprendere se stavolta Chiesa lo recuperiamo sul serio, perché all’andata la vinse quasi da solo, se Ronaldo ha voglia di uscire ancora una volta da quella eterna crisi che lo ha portato a fare 27 gol in campionato.

Se in generale, al di là di chi giocherà – chi starà fuori, per esempio tra Bonucci, Chiellini e de Ligt? – vedremo una squadra molle e frastornata come le ultime volte o cattiva e arrabbiata per la storia appena finita, con uno scatto d’orgoglio degno di un gruppo eccezionale per oltre nove anni e la voglia di dimostrare che quella di quest’anno è stata solo una sbandata, un incidente di percorso e non la vera fine di un amore indissolubile.

Se insomma prevarrà davvero, come spero, la voglia di ricordare al mondo e soprattutto a te, caro scudetto tanto amato e ora lontano, chi eravamo e che potremmo ritornare. Magari prima, molto prima, di quanto pensino coloro che per una vita hanno potuto solo guardare da lontano quel nostro legame così unico, speciale e solo momentaneamente interrotto.(7 Maggio 2021)


 

sabato, maggio 01, 2021

AIA-FIGC: GIUDIZI TRUCCATI PER ARRIVARE IN SERIE A! E' C'E' DA PENSARE AL CASO DI "FORNEAU"-ARBITRO DI CROTONE JUVENTUS. OVVERO: SE SEI DISPONIBILE-PRONTO E DISPOSTO A DANNEGGIARE LA JUVENTUS, TI MANDIAMO IN SERIE A, E' TI FACCIAMO FARE CARRIERA. INFATTI NELLA PARTITA, FA L'IMPOSSIBILE PER FARE PERDERE LA JUVENTUS!

IL BRACCIO ARMATO DEL SICARIO (rizzoli) DEI POTERI DI MILANO
Francesco Fourneau uno degli arbitri  del compromesso
 ------------------
Bufera sugli arbitri: "Giudizi truccati per arrivare in Serie A"
La denuncia presentata da Minelli e Baroni, due tesserati Aia dismessi ad agosto. Nella chat segreta i nomi di Abbattista, Sacchi e Forneau. "Figc già al lavoro"

Una bufera è pronta ad abbattersi sul mondo degli arbitri dopo la denuncia presentata da Daniele Minelli e Niccolò Baroni, due tesserati Aia, alla Procura di Roma. Nel plico di sette pagine - come riferisce 'La Repubblica' - la denuncia di giudizi post partita ritoccati al rialzo per favorire la promozione di qualche fischietto in Serie A, tra cui quello di Spezia-Chievo dello scorso campionato di Serie B, e decretare invece la dismissione di altri, e dell'esistenza di una chat segreta tra i componenti della Commissione arbitri del torneo cadetto in cui si discute del cambio dei voti: "Devi togliere un 8.60 e mettere un 8.70...".

Fino all'anno scorso Minelli e Baroni erano nell’organico della Serie B, ma il 31 agosto 2020 sono stati dismessi dal Comitato nazionale dell’Aia "per adeguate motivazioni tecniche". Restano invece in carica Ivan Robilotta, ultimo della graduatoria ed Eugenio Abbattista, che invece era pronto alla dismissione per limiti di permanenza. Da qui un fischietto esperto ma arrivato al tetto massimo di 8 stagioni di appartenenza al ruolo. Da qui parte la denuncia, con la scoperta - come riporta sempre 'La Repubblica', che il voto dato ad Abbattista sul referto era di 8.60: è stato quel + 0.10 a decretarne la promozione. Alla denuncia sono allegati gli screenshot della chat con messaggi risalenti al 21 agosto 2020. Morganti, responsabile dell'organico di valutazione: "Prova Abbattista 8.70". E un altro: "Occorre mettere 8.70 a Sacchi, Forneau e Abbattista...".FIGC "GIA' AL LAVORO"

"Anche la Procura della Federcalcio è da settimane al lavoro sulla denuncia, resa nota oggi da Repubblica, secondo la quale sarebbe stata manipolata la graduatoria degli arbitri della Can B dell'Aia della stagione 2019-20, attraverso la falsificazione dei voti attribuiti dagli osservatori che avrebbero poi determinato le dismissioni di alcuni associati". Lo apprende l'ANSA da fonti della Federcalcio. "La Procura Figc diretta da Giuseppe Chinè nelle scorse settimane ha già svolto decine di interrogatori ed ha inoltre acquisito una serie di documenti presso gli uffici dell'Aia. La conclusione delle indagini è prevista nei prossimi giorni", fanno presente a Via Allegri.

"Denuncia di Minelli e Baroni? La vicenda viene da lontano, viene dalla storia di Gavillucci e dal rapporto della prestazione e dei voti che non corrispondevano. Il caso di Orsato è emblematico di quanto queste discrepanze sono incisive". Lo ha detto Gianluca Ciotti, avvocato degli arbitri Daniele Minelli e Niccolò Baroni, intervenuto a Radio Punto Nuovo, a proposito dello scandalo che rischia di travolgere il mondo arbitrale con la denuncia presentata da due fischietti alla procura della Repubblica di Roma. "Minelli e Baroni hanno esaminato dei referti che mostravano incongruenze e questo riguardava da vicino gli arbitri Robilotta e Abbattista. Una delle contestazioni fatte era che i voti non venivano trasmessi in maniera rapida, anzi anche dopo due mesi, e soprattutto il referto non veniva comunicato. Questo ha portato a paventare che in questo arco di tempo - aggiunge - sarebbero avvenute delle modifiche nei referti. La procura federale farà un'indagine migliore e una valutazione su questi documenti. Vedremo se ci saranno deferimenti, mi aspetto un intervento. Per quanto mi riguarda - conclude - questa può essere truffa e alterazione della competizione sportiva. La faccenda deve essere esaminata dal pubblico ministero. Vorrei che fosse fatta giustizia il prima possibile, per far si' che i miei clienti tornino in campo".

"Siamo a conoscenza del procedimento in questione relativo alla stagione sportiva 2019/2020. La nuova governance, in collaborazione con la Figc, si è infatti fin da subito messa a disposizione della procura federale, per fornire tutti gli atti e gli elementi necessari agli accertamenti". Cosi' l'Aia, con una nota all'Ansa, sulla denuncia da parte di due ex arbitri di graduatorie manipolate. "Eventuali provvedimenti - conclude l'Associazione italiana arbitri, i cui nuovi vertici sono in carica dallo scorso 14 febbraio - saranno immediatamente assunti all'esito della chiusura indagini".  

     1 maggio 2021 sportmediaset bufera sugli arbitri giudizi truccati per arrivare in serie a   


Juve milan 0-0 Zebina toccatina sulla spalla di crespo che vola, ancelotti e milanisti isterici


 

martedì, aprile 20, 2021

IL PRESIDENTE DEL REAL MADRID SPIEGA LA SUPER LEGA, DELLA QUALE NE E' ANCHE PRESIDENTE

Florentino Perez spiega la Superlega: "Se non guadagniamo noi, muore il calcio" 
https://www.youtube.com/watch?v=8BpHMMpmIQU

“L’attuale Champions non è attrattiva, la gente non vuole partite contro squadre modeste. Non cerchiamo strappi ma dialogo: poi magari non si farà, ma nel caso moriremo tutti”

Il Presidente del Real Madrid e della Superlega Florentino Perez nello studio del ‘Chiringuito de Jugones’, trasmissione notturna del canale spagnolo Mega.

In sintesi:
Perez ha detto che vuole salvare il calcio, che altrimenti morirà. Ha promesso una redistribuzione equa e democratica degli introiti per tutto il calcio. 

 Ha attaccato frontalmente la Uefa e la Liga e in particolare i due presidenti Ceferin e Tebas, ha ripetuto che tratterà e che non romperà, che proverà a far partire il suo progetto in agosto e se non sarà possibile tra un anno, o al limite mai, accettando l’idea di una possibile sconfitta. Ha difeso Agnelli e dato una stoccata a Cairo. Ha parlato anche di mercato: Cristiano Ronaldo non tornerà al Real Madrid, farà di tutto per far felice i madridisti, leggi proverà a prendere Mbappé, Sergio Ramos resterà se accetterà l’offerta al ribasso del club. 

Ha attaccato frontalmente la Uefa e la Liga e in particolare i due presidenti Ceferin e Tebas, ha ripetuto che tratterà e che non romperà, che proverà a far partire il suo progetto in agosto e se non sarà possibile tra un anno, o al limite mai, accettando l’idea di una possibile sconfitta. Ha difeso Agnelli e dato una stoccata a Cairo. Ha parlato anche di mercato: Cristiano Ronaldo non tornerà al Real Madrid, farà di tutto per far felice i madridisti, leggi proverà a prendere Mbappé, Sergio Ramos resterà se accetterà l’offerta al ribasso del club.

“Siamo in un momento di enorme difficoltà. Il calcio per colpa della pandemia ha perso 5 miliardi di euro. Noi 100 milioni in tre mesi un anno fa e 300 in questa stagione. Bisogna far qualcosa, bisogna cambiare. I giovani stanno perdendo interesse nella competizione e bisogna far si che si riaggancino al prodotto. Per farlo bisogna cambiare, così come si fece negli anni 50 quando Santiago Bernabeu ideò la Coppa d’Europa e ha cambiato la storia del calcio, ora succederà lo stesso. Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto, la pandemia ci ha costretti ad accelerare i tempi”.

“L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo. L’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo in marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Hanno detto che è un progetto da ricchi per ricchi che renderà i poveri più poveri e non è vero. Ho sentito il Primo Ministro inglese Boris Johnson dire che vuole proteggere la Premier League ed evidentemente è stato informato male da persone che ora hanno dei privilegi che non vogliono perdere. Noi non vogliamo farla finita con la Premier, che è un’istituzione del calcio, né con gli altri campionati. Però se noi non guadagniamo moriremo, e con noi il calcio, che è in rovina”.

I Club e la formula - “Siamo amici, ci conosciamo da tempo e abbiamo pensato la cosa più semplice, giocare tra grandi club. Per capirsi, il modello è quello del basket, con la sua Eurolega. Noi col Madrid nella pallacanestro partecipiamo alla Liga e alla Eurolega. Bisogna puntare sulla competitività del prodotto: una cosa che piace costa di più e genera maggiori introiti. Io non sono mosso da interessi personali, sono il presidente di un club in mano ai soci. Mi muovo per l’interesse del calcio, che voglio salvare. Hanno detto che la nostra è una Liga chiusa e non è così, ci sono 5 posti liberi per chi li merita. Ancora non abbiamo stabilito i criteri di qualificazione, ma lo faremo. Il nostro non è un progetto chiuso. È una piramide: noi generiamo entrate e le redistribuiamo più in basso. E poi se noi abbiamo più soldi possiamo comprare i giocatori degli altri, così i club che vendono incasseranno”.

Sulla Champions attuale - “Quanto guadagnano i club con la Champions attuale? La Uefa incassa 130 milioni, noi ne incasseremo 400, più soldi per tuti. Generemo introiti per salvare il calcio. Oggi hanno presentato la nuova Champions. Per prima cosa nessuno ci capisce nulla, non si capisce come sarà e come funziona. E poi non genera denaro a sufficienza e parlano del 2024: se continuiamo col modello attuale saremo tutti morti nel 2024, la situazione è molto drammatica”.

“Vogliamo partire il prima possibile, ma non ci sarà nessuno strappo. Noi cerchiamo il dialogo e a quello lavoreremo. Se si può, si parte, altrimenti aspettiamo un anno. E magari non troveremo un accordo e non si farà. Ma io spero di si, perché altrimenti moriremo tutti”.

La Uefa e la trasparenza - “Chi gestisce in regime di monopolio come la Uefa dev’essere trasparente, e la Uefa non lo è. Com’è possibile che io sappia quanto guadagna Lebron James e non quanto guadagna il presidente della Uefa? Nel Real Madrid i dirigenti si sono tagliati lo stipendio, e anche nella mia impresa. Non penso che l’abbiano fatto alla Uefa. La Uefa storicamente non ha una buona immagine, e non voglio citare qui cose successe in passato. Non possono minacciarci solo per aver pubblicato un documento che dice che vogliamo parlare con loro. Le minacce di Jesper Moller di escluderci dalla Champions attuale? Uno che confonde il monopolio con la proprietà. Bisogna dialogare, parlare per salvare il calcio, come fece Bernabeu negli anni 50”.

“Non ci cacceranno dall’attuale Champions e nemmeno dall’attuale Liga. Sono completamente sicuro di questo. Non ci sono le basi legali per farlo”.

La Liga e la trasparenza -“Ho letto il tweet di Tebas, ripete questa cosa che la nostra idea è stata partorita al bancone di un bar alle 5 di mattina, ma io non frequento bar notturni e sono astemio. Non si può parlare in questo modo: il calcio è una cosa molto seria che interessa a 4 miliardi di persone nel mondo. Non possiamo continuare a perdere tanti soldi: noi non vogliamo entrare in conflitto ma solo mettere ordine. Di fronte però abbiamo gente che crede che le istituzioni siano sue, e non è così. Ci vuole trasparenza”.

“Pensavamo che il Psg potesse venire, però al momento non è così. Come i club tedeschi: hanno detto loro che vogliamo farla finita con i campionati locali e non è così. La meritocrazia non può esserci per 50 squadre, però ci sono club come Roma, Napoli e molti altri che hanno diritto di partecipare e studieremo la formula perché possano qualificarsi. Ma chi genera denaro sono i 15 membri fondatori, quelli sono quelli che creano il miglior spettacolo del mondo. Non posso dire chi arriverà, stiamo trattando, però ora ci prendiamo una pausa per spiegare le nostre intenzioni, poi si vedrà chi potrà unirsi”.                                                         

  Su Ceferin e Agnelli - 

“Non si può insultare un nostro collega. Il presidente della Uefa ha usato termini pessimi per rivolgersi al presidente di un club storico come la Juve. È un impresentabile. Un presidente Uefa non può comportarsi così, queste sono cose che devono cambiare. La Uefa dev’essere diversa, non vogliamo un presidente che insulta un presidente di un grande club, non si possono dire certe cose. Il presidente ha parlato in maniera viscerale e ora bisognerà chiarire”.                                                                                

Niente monotonia -“Le partite tra i grandi club sono sempre attrattive, sono quelle che generano soldi, non credo che i 4 miliardi di tifosi vogliano vedere incontri tra rivali sconosciuti”.

Tifosi preoccupati -“Se me lo chiede cedo il posto di presidente a Laporta anche domani. O ad Agnelli, a chiunque. E poi sceglieremo gli arbitri migliori secondo criteri di professionalità. Questa è la parola chiave, un concetto al quale non siamo più abituati nel calcio”.

Le nazionali -“Bisogna cambiare tante cose, tante. Si giocano troppe partite, le nazionali partecipano a competizioni che la gente non sa nemmeno come si chiamano. Usare i giocatori dei club così non ha molto senso. Il calcio così non ha molto senso e va cambiato. Non ci saranno abbandoni in Superlega, perché abbiamo firmato un accordo vincolante e chi è dentro non può uscire. Tratterremo tutti”.

“Va ripensata la distribuzione. Ci sono club piccoli che ora economicamente stanno bene perché dipendono quasi esclusivamente dalla divisione della torta televisiva. Non può essere che club piccoli stiano bene e il Barça perda denaro. Lo stesso vale per la Premier: con l’attuale redistribuzione le 6 grandi soffrono e club modesti no. L’attuale divisione dei diritti tv va rivista”.

“I giovani trovano le attuali partite troppo lunghe. Va ripensato il sistema, e magari vanno accorciate. Il mondo sta cambiando continuamente e non possiamo voltare le spalle ai giovani, trascurare i loro interessi. Dobbiamo staccarli dai tablet. Le nuove generazioni non ci capiscono e dobbiamo far si che lo facciano”.

“Si, ci vorrà un torneo parallelo, come già esiste nel basket a livello europeo. E da li saliranno in Superlega, dove non possono giocare tutti. I tempi cambiano: gli scandinavi vogliono fare un campionato congiunto, così come quelli del Benelux o i Paesi dei Balcani.

Mostrano a Florentino Perez la prima pagina di Marca che dice: “Clamore contro la Superlega”. Il commento: “Dico solo una cosa, sapete chi è il padrone di questo giornale? È il presidente del Torino, che è un rivale della Juventus (che e lo stesso padrone del corriere della sera e della gazzetta dello sport - ndr.). Mi fa piacere darvi queste informazioni”.

Mi fermano per strada, nonostante abbia la mascherina, e mi dicono: ‘Presidente, prendi Mbappé!’. Cosa rispondo? ‘Tranquillo’. Il Madrid ha bisogno di un cambio. Abbiamo vinto tanto e finché si vinceva non si poteva cambiare, però ora sono successe tante cose e c’è bisogno di una sferzata, di recuperare la voglia perduta. Lavoro per questo. Non dico altro al tifoso. Cristiano Ronaldo? Non torna, perché ha un contratto con la Juve. Gli voglio molto bene ma non ha senso che torni. Anche a Sergio Ramos voglio molto bene ma al Madrid stiamo vivendo una situazione molto negativa economicamente e dobbiamo essere realisti: le cose vanno male per tutti. Non ho detto che non resta, assolutamente. Chiudiamo la stagione poi vediamo. Vinicius non si vende, e non si tocca. Non accettiamo nessuno scambio per lui”.

Il nuovo  bernabeu:“Sarà pronto per l’autunno del 2022 o alla fine dello stesso anno. Noi li giochiamo 25-27 partite all’anno, col tetto lo useremo tutti i giorni e ci permetterà d’incassare molto di più. Se ci saranno le condizioni per far tornare i tifosi lo faremo prima, anche coi lavori in corso. Era la nostra idea, poi la pandemia ha cambiato tutto. Sinceramente però non penso che in settembre potremo avere tifosi allo stadio”.

Su Zidane: “È il miglior allenatore che abbiamo avuto, una leggenda. Non dice nulla, penso sia contento ma con lui non si sa mai. Il contratto ce l’ha, poi decide lui”. (20 aprile 2021)                           

ANDREA AGNELLI E FLORENTINO PEREZ
*****************************
INTERVISTA ad ANDREA AGNELLI
"Costretti a cambiare

«Uno: nessuna minaccia ai campionati domestici. Anzi, la ferma volontà da parte del gruppo delle dodici società di continuare a partecipare alle competizioni nazionali, sia al campionato, sia alle coppe. Quindi totale adesione a quella che è la tradizione. Due: fin dalla costituzione della SLCo, la Superlega, si è incoraggiato il dialogo con le istituzioni, nel nostro caso Fifa e Uefa. Tre: quello che stiamo facendo è perfettamente legale, stiamo esercitando una libertà prevista dal trattato dell’Unione europea, e questo aspetto lo considero particolarmente importante. Quattro: il calcio sta vivendo una crisi enorme di appeal che investe le nuove generazioni. Hanno inciso gli stadi chiusi da un anno. Per chi ha figli di dieci, quindici, vent’anni la disaffezione è più che palpabile: i giovani si interessano ad altre cose. Evidentemente – e qui entriamo in una sfera macroeconomica – questo triste fenomeno ha subìto un’accelerazione a causa della pandemia. Quinto, è forse il punto-chiave, quella che stiamo cercando di organizzare è la competizione più bella al mondo».

Al cuore delle obiezioni mosse, c’è un concetto molto chiaro: il vostro un progetto elitario che snatura il calcio, trasformandolo da sport popolare in club dei ricchi. Cosa risponde?

«Che non è assolutamente così. La nostra volontà è creare una competizione che possa portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando sostanzialmente quella che è la solidarietà distribuita agli altri club. Una competizione, lo sottolineo, che rimane aperta e prevede cinque posti a disposizione degli altri club».

Per merito sportivo o su invito?

«Questo fa parte del dialogo che abbiamo richiesto alle istituzioni. il maggiore problema dell’industria del calcio è la stabilità. Le riforme delle manifestazioni nazionali e internazionali sono temi che ho sentito rilanciare nel corso di ogni campagna elettorale di ogni presidente federale e di enti regolatori internazionali. Una volta arrivati a occupare posti di responsabilità, gli stessi pensano però al mantenimento delle posizioni di privilegio e di monopolio. La crisi non è soltanto finanziaria, ma di fidelizzazione. I più giovani vogliono i grandi eventi e non sono legati a elementi di campanilismo. La mia generazione lo era molto di più. Alcuni dati: un terzo dei tifosi mondiali segue almeno due club e spesso questi due presenti tra i fondatori della Superlega. Il dieci per cento è affascinato dai grandi giocatori, non dai club. Due terzi seguono il calcio per quella che oggi viene chiamata ‘fomo’, fear of missing out, paura di essere tagliati fuori. E adesso la percentuale più allarmante: il 40 per cento dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non prova alcun interesse per il calcio. Serve una competizione in grado di contrastare quello che loro riproducono sulle piattaforme digitali, trasformando il virtuale in reale. Attraverso Fifa crei la tua competizione, quella competizione va riportata nel mondo reale. Tralasciamo gli effetti della concorrenza dei vari Fortnite, Call of duty eccetera, autentici catalizzatori dell’attenzione dei ragazzi di oggi destinati a essere gli spender di domani».

Lei ha spesso ripetuto che non era la Superlega a farle cambiare idea sui fondi. Conferma?

«Se i fondi ripresentassero le condizioni che offrirono il 3 di febbraio, vado a memoria, anche oggi non ne favorirei l’ingresso. Ho fornito ampie spiegazioni anche in Lega, non ricordo se nell’assemblea del 3 o del 10 febbraio, poco importa la data. Ho detto che temevo una flessione dei valori della serie A. Alla luce dell’esito dei bandi per i diritti non è andata così, pertanto la medesima operazione avrebbe dovuto prevedere numeri superiori a quelli presentati».

Lei cosa teme?

«Io temo molto il populismo, la demagogia e che qualcuno non prenda atto dello stato di monopolio nel quale ci muoviamo. Minacce, questa la risposta che abbiamo ottenuto. Impedire a un lavoratore di svolgere il proprio lavoro è gravissimo. Ad ogni modo, non siamo assolutamente preoccupati. Il nostro è un approccio a una nuova libertà. Nuova libertà che è garantita dai trattati dell’Unione europea. Vogliamo uscire da questa situazione di monopolio nella quale i nostri regolatori sono anche i principali competitor».                                                                                                                                  Ricevo e publico da. Eugenio Natale:  eugenio.natale@libero.it                                              

Andrea Agnelli il volto, con Florentino Perez, della Superlega. 
Ieri Oggi Domani, Andrea Agnelli il Nostro Presidente
                                                                                                                                                                                

venerdì, marzo 12, 2021

NEI MIEI 71 ANNI CON LA JUVENTUS COMPAGNA DI VIAGGIO, LA COMPAGNA DELLA VITA DELL'AVVOCATO, CHE CON IL DOTTORE, SONO IN CIMA ALLA LISTA DEI MIEI RICORDI: 71 ANNI DI STRAORDINARI SUCCESSI

          12 MARZO 1921:  LA NASCITA DELL'AVVOCATOGIOVANNI 'GIANNI' AGNELLI 

Tutte le volte che per qualsiasi motivo penso alla storia della Juventus, inevitabilmente, una delle prime immagini che compaiono nella mia mente è la sua: L'Avvocato.

Il motivo è molto semplice: la sua figura, iconica, ironica, competente, appassionata e soprattutto di grandissima classe ha accompagnato i colori bianconeri non solo durante la sua presidenza, a cavallo fra gli anni ’40 e ’50, ma anche successivamente.

Decadi di successi, di grandi campioni, accomunati da un fil rouge continuo: la costante presenza dell’Avvocato. Una presenza che è sempre viva in me. 

Avvocato, in questo straordinario mezzo secolo di Successi, anche a nome della Nostra Cara Vecchia Signora, Onorato della compagnia. Grazie Avvocato.

L'AVVOCATO E IL DOTTORE, CON RICORDI DEL COMUNE AMORE
DELLA DINASTIA