martedì, dicembre 12, 2006

INTER.....REGINA DEGLI ILLECITI, MA INTOCCABILE, PERCHE' SQUADRA DELLA CASTA-L'ASSOLUTO MALE SUPREMO, CHE TIENE PER LA GOLO IL POPOLO ITALIANO, E' LO RENDE INERME E SCHIAVO!

INTERNAZIONALE fc MILANO: L'ATAVICA FABRICA DEL MALE
IMPRESA DAL 1908  SPECIALIZZATA IN RICETTAZIONE & FALSIFICAZIONE!

L'inter, per aver ricettato una patente rubata, al fine di Falsificare il Passaporto del calciatore Alvaro Recoba e farlo giocare come comunitario, SECONDO I REGOLAMENTI, dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto, per ogni partita in cui lo ha schierato come comunitario. 

DAL MINORENNE PELLEGRINI A RECOBA, L'INTER E LA FALSIFICAZIONE DI DOCUMENTI

RECOBA, OVVERO LA PASSAPORTOPOLI NERAZZURRA DI VIA D'URINA
Nell’estate del 1997 l’Inter acquista per 7 miliardi di lire il calciatore uruguaiano Alvaro Recoba che si era messo in mostra in patria nelle file del Nacional, grazie ad una sorprendente media di un gol a partita. Offuscato dal contemporaneo arrivo di Ronaldo, il Chino (come viene soprannominato) è un oggetto misterioso agli occhi dei tifosi interisti, ma il suo esordio con la maglia nerazzurra è scintillante: prima giornata del torneo 1997/98, l’Inter è sotto a San Siro con il Brescia. Al 70’ Recoba entra in campo e in cinque minuti, con un tiro da 30 metri e una punizione, ribalta il risultato. Un fenomeno, si azzarda a dire qualcuno.

Tuttavia, il resto della stagione del Chino è al di sotto delle aspettative : gioca altre 7 volte, segnando un solo gol, contro l’Empoli (, un pallonetto da 35 metri). Troppo poco per l'esigente Moratti che decide di spedirlo a Venezia "a farsi le ossa". In laguna Recoba entusiasma pubblico e critica contribuendo attivamente alla salvezza dei neroverdi: per lui 19 presenze da titolare e 10 gol. Le sue prestazioni convincono l’Inter a richiamarlo alla base, ma c’è un problema: Recoba è extracomunitario e la rosa dell’Inter ne conta già cinque, tanti quanti ne permette il regolamento: Domoraud, Simic, Jugovic, Ronaldo e Zamorano. Sarebbe un gran vantaggio poter disporre dell’uruguaiano come comunitario, in modo da poterlo schierare senza patemi.

L’Inter, che nel 1997 aveva infruttuosamente cercato di rintracciare un avo spagnolo del calciatore, desidera ora trovare una soluzione al problema Soluzione che arriva a tempo di record, visto che il 12 settembre, a poco più di due mesi dal suo ritorno a Milano, Recoba ottiene l'agognato passaporto comunitario.
La stagione 1999/2000 termina con il quarto posto dell'inter che però può consolarsi con le brillanti prestazioni del neocomunitario Recoba, il quale infila 10 gol in 27 partite. Il rendimento dell’uruguagio ingolosisce alcune squadre italiane e straniere che meditano di strapparlo ai nerazzurri, grazie all'imminente scadenza contrattuale, datata 2001. Recoba, non ha nessuna intenzione di muoversi da Milano e ottiene da Moratti un faraonico rinnovo, ben oltre al miliardo e duecento milioni fino ad allora percepiti.

Un contratto, a dire il vero, mai visto prima: 15 miliardi l’anno più i diritti di immagine e, non specificata sul contratto, una percentuale sull’acquisto di alcuni suoi connazionali. In totale 19 miliardi. Una cifra che crea scalpore e qualche invidia all’interno dello spogliatoio. E poco importa se i risultati sportivi non si riveleranno in linea con le aspettative: nel 2000/01 Recoba si attesta su una media discreta (8 reti in 29 apparizioni) ma l’Inter non va oltre un quinto posto, a 24 punti dalla Roma scudettata.

Ma non sono solo le vicende legate all’ingaggio ad attirare le attenzioni dei media. In arrivo c'è una bufera: il 14 settembre 2000, i calciatori dell’Udinese Warley e Alberto, in trasferta con la squadra, vengono fermati alla frontiera polacca a causa di irregolarità nei loro passaporti, che si rivelano falsi. Ma è solo la punta dell'iceberg: molti altri calciatori del nostro campionato sono in possesso di documenti fasulli e il fenomeno sembra essere assai diffuso. E’il cosiddetto scandalo di “Passaportopoli”, nella cui rete finiscono sette società (Inter, Lazio, Roma, Milan, Udinese, Vicenza, Sampdoria), 14 giocatori (Recoba, Veron, Fabio Junior, Bartelt, Dida, Warley, Jorginho, Alberto, Da Silva, Jeda, Dedè, Job, Mekongo, Francis Zé) e quindici dirigenti (Oriali, Ghelfi, Baldini, Cragnotti, Governato, Pulici, Pozzo, Marcatti, Marino, Sagramola, Briaschi, Salvarezza, Mantovani, Arnuzzo, Ronca).

L’Inter ne viene ufficialmente coinvolta il 30 gennaio 2001, quando il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordina un’ispezione nella sede della società e nell'abitazione milanese di Recoba: anche il suo passaporto risulta contraffatto. A tale provvedimento via Durini risponde con un comunicato distaccato e sintetico: “La società è totalmente estranea all’oggetto dell’inchiesta ed ha totale fiducia nella buona fede di Recoba”.

Ma la realtà è molto diversa e la rivela il pm di Roma, Piro, che conduce le indagini sulla vicenda: il dirigente interista Oriali, su suggerimento del consulente della Roma, Franco Baldini, si è messo in contattato con un misterioso faccendiere rispondente all’esotico nome di Barend Krausz von Praag, il quale lo ha aiutato nell’ottenimento del documento.

Oriali sarebbe volato di persona a Buenos Aires dove, grazie agli uffici di Krausz presso un’improbabile agenzia, avrebbe dato avvio alla pratica. Recoba, interrogato al riguardo, dice di non saperne nulla e di essersi improvvisamente ritrovato con il passaporto pronto. Il documento, afferma il Chino, gli è stato consegnato da Oriali il 9 settembre 1999 alla Borghesiana, alla vigilia di un Roma-Inter di campionato.

Ma per gli inquirenti ci sono due particolari che non tornano: il documento riporta una data di rilascio precedente di un anno, 9 novembre 1998, e Recoba risulta residente a Roma. Perché né Oriali, né Rinaldo Ghelfi, amministratore delegato interista che ha seguito la pratica, si sono accorti di questa incongruenza? Perché nessuno, nemmeno il calciatore, ha fatto notare e ha richiesto di correggere l’errore?

La procura di Udine informa anche che sette mesi dopo l’emissione del passaporto l’Inter si è mossa alla ricerca di antenati spagnoli. Perché questo eccesso di zelo da parte della dirigenza nerazzurra se il calciatore era già in possesso del documento? Il quadro si complica quando Oriali nega di aver versato per conto dell’Inter 80 mila dollari, cifra che Krausz ha detto di aver ricevuto per mano sua in un precedente interrogatorio della Procura di Roma.

La risposta è una sola: il passaporto è falso. Ma non solo, la dirigenza dell’Inter era pienamente consapevole del percorso fraudolento che stavano per intraprendere, dal momento che non è mai stata presentata alcuna richiesta di rilascio alle autorità italiane, come regolare prassi richiede. Un caso complesso e intricato ma dalla sostanza semplice: se il passaporto del laziale Veron era vero ma ottenuto attraverso false documentazioni (atti di nascita, matrimonio, ecc…), quello dell’uruguaiano è direttamente contraffatto. Una patacca, direbbero a Roma.

Dopo le sconcertanti rivelazioni delle Procure di Roma e Udine, arrivano le reazioni del mondo sportivo. C'è sdegno e le società non coinvolte nella questione passaporti protestano. Andrea Manzella, presidente della Corte Federale, cerca di rassicurare tutti sulla velocità e sul rigore degli eventuali processi.

Ma il risultato è patetico: “La regolarità delle partite è un bene assoluto, e su questo non si transige: la buona fede di società o singoli non conta, conta solo che alle gare abbiano partecipato giocatori che non ne avevano diritto. L’Authority ha deciso di aspettare la dichiarazione di falsità della magistratura a meno che il falso risulti macroscopico, ictu oculi, o che vi sia ammissione di colpa del club o del giocatore”, ha spiegato Manzella. “In questi casi, le sanzioni saranno immediate”.

Fra una decina di giorni anche l’Inter quindi sarà deferita, e il processo sportivo si concluderà, fra Disciplinare e Caf, entro aprile o maggio. Difficile ipotizzare la sconfitta a tavolino, per legge, di tutte le gare dei nerazzurri con Recoba “italiano” che portebbe l'Inter ala retrocessione nelle categoria dilettanti, che la porterebbe al fallimento. E' più probabile una penalizzazione in classifica di 56 punti. Nel caso, quindi, l’Inter dovesse qualificarsi per la Coppa Uefa sarebbe retrocessa in classifica, lasciando il posto in Europa ad un altro club.

E nel caso si salvasse? Questione delicatissima, ma teoricamente il club di Moratti rischierebbe anche la serie B” (Repubblica, 9 febbraio 2001) L’Inter, secondo i regolamenti, dovrebbe essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto, per ogni partita in cui ha schierato Recoba come comunitario. Il totale ammonterebbe all’enorme cifra di 56 punti, con la conseguente retrocessione del club nerazzurro, sia che il provvedimento venga applicato nel campionato precedente (il 1999/2000, dove ha ottenuto 58 punti) che in quello ancora in corso (il 2000/2001, a fine anno ne totalizzerà 51). Con 56 di penalizzazione l’Inter sarebbe la prima squadra a scendere sotto lo zero in classifica, oltre alla sanzione dell'illecito sportivo Articolo 6 che comporta la retrocessione diretta con penalizzazione.

Ma è pura fantascienza e ci si rende conto che una tale sanzione, seppur giusta, non verrà mai applicata, perche troppo potenti i poteri della CASTA dietro i nerazzurri! Si parla di penalizzazioni o, per lo meno, si spera che abbiano almeno un minimo di dignità e Roma, Lazio, Udinese e Napoli penalizzate con cinque, sei punti in meno ad ognuna all’inizio della prossima stagione, quella premondiale; oppure con handicap sostanzialmente differenti, stangate per i casi più gravi di manomissione (Veron e Cafu) Recoba e Inter a parte.

Nei fatti però, quasi la metà del prossimo campionato italiano sarà “ad handicap”, consegnato nelle mani di chi dallo scandalo non è stato travolto. Di colpo di spugna si è parlato a lungo, e si teme che così sarà. Ma non si può/potrebbe cancellare uno scandalo che ha investito almeno sei procure, una ventina di giocatori e una quindicina di dirigenti, dal direttore generale dell’Inter ai presidenti di Roma e Lazio. Non si può/potrebbe cancellare uno scandalo che la Fifa stessa chiede di reprimere duramente (ma quanto può la FIFA contro i poteri della CASTA dietro all'inter!).

Non si possono chiudere gli occhi quando in Francia hanno già penalizzato le squadre e in Spagna si sono già sospesi dei giocatori (Repubblica, 21 marzo 2001) Il 5 marzo l’Ufficio Inchieste della Federcalcio conclude le indagini e emana i deferimenti: La giustizia sportiva, con i deferimenti di ieri, va avanti, o finge di andare avanti. Nessun colpo di spugna, nessuna sanatoria. Almeno così dicono. Non si aspetterà l’estate, a campionato concluso, per intervenire sullo scandalo dei passaporti falsi.

Già nel mesi di aprile sfileranno davanti alla Disciplinare i primi club e i primi giocatori coinvolti: le sanzioni (squalifiche per i calciatori e penalizzazioni in classifica per i club) saranno scontate in questa stagione (Repubblica, 6 marzo 2001) Il processo si "annuncia" complicato e se si applica la legge, le conseguenze spaventose: l'applicazione di punti di penalizzazione potrebbe comportare la Retrocessione, compromettere la salvezza o la qualificazione alle coppe europee delle società coinvolte.

Ma c’è una scappatoia, alla quale più di tutti sta lavorando Galliani, l’amministratore delegato del Milan: la riforma dell’articolo delle norme federali che limita l’impiego dei calciatori extracomunitari. Una modifica della regola comporterebbe un’attenuazione molto sostanziosa delle pene. L’Inter gradisce l'idea e si unisce alla battaglia: Passaporti, è guerra aperta ormai: l’Inter attacca la Figc, cercando ogni strada per dichiarare illegittimo l’articolo 40, settimo comma delle Noif. In una nota del professor Mucciarelli, che fa parte del collegio di difesa nerazzurro, l’Inter sottopone infatti “direttamente alla Corte Federale (i giudici amici e vassalli!), organo competente in materia, il giudizio in ordine alla legittimità della norma federale sul tesseramento dei giocatori extracomunitari” (Repubblica, 5 aprile 2001)

La Commissione Disciplinare fissa le date dei processi contro ogni singola società. Il presidente Manzella, ancora una volta, si sente di garantire la celerità dei procedimenti giudiziari, ma nessuno sembra più credergli dato che la rettifica della norma sugli extracomunitari appare giorno dopo giorno sempre più probabile.

La vicenda sta diventando una farsa: Per Porceddu le prove sono sufficienti per chiedere di processare il club nerazzurro e il giocatore. L’udienza è fissata per il 19 aprile. A meno che i tanti ricorsi alla Corte Federale sulla legittimità della norma che limiti gli extracomunitare facciano slittare tutto a fine campionato, come vogliono i club. “Agiremo in fretta non appena riceveremo i ricorsi”, garantisce Manzella. (Repubblica, 8 aprile 2001) Le date dei processi, uno per ogni squadra coinvolta, sono l’ultimo scoglio da superare.

Un procedimento unico consentirebbe alle società di essere giudicate con minore severità. Ed è proprio quello che intende proporre Galliani, il quale provvidenzialmente annuncia: “E’ giusto fare un solo processo e che eventuali squalifiche e penalizzazioni arrivino tutte insieme”. Puntuale giunge il ricorso alla Corte Federale da parte dei club, e poco importa se l’articolo 16 comma b ) del Codice di Giustizia Sportiva preveda l’ammissibilità del ricorso solo da parte del presidente della Federazione o di “qualsiasi organo operante nell’ambito federale che vi abbia interesse”.

Moratti si schiera con Galliani (altri tempi...) e rilascia una dichiarazione che, col senno di poi, è incredibilmente comica: “Se squalificano Recoba e poi la giustizia ordinaria lo assolve, chi ci restituisce squalifiche e penalizzazioni?” Come vedremo più avanti, Recoba e Oriali verranno condannati dalla giustizia ordinaria e l’Inter non restituirà i punti ottenuti con l’uruguaiano comunitario in campo.

In ogni caso, la tattica è precisa: ottenere l'accorpamento dei processi e rimandarne lo svolgimento a fine stagione, confidando nell’ormai quasi certa rettifica dell’articolo 40. Il gioco funziona e l’udienza per l'Inter, in programma il 20 aprile, viene rinviata: Avanti a forza di rinvii: il processo all’Inter, per il passaporto falso di Recoba, si farà. Ma più avanti. Quando non si sa: forse a maggio, forse a fine stagione. Ma soltanto dopo che la Corte Federale, presieduta da Andrea Manzella (l'avvocato siciliano, altro sinistro di sinistra [ulivo] corrotto da franco carraro,nomi), si sarà pronunciata sul ricorso (che abbiamo visto essere irregolare, nda) presentato non solo dal club nerazzurro, ma anche da Milan, Udinese, Lazio, Vicenza e Sampdoria.

Tutti questi club chiedono infatti che venga abbattuto il tetto del tesseramento (massimo cinque) e all’impiego (massimo tre) dei calciatori extracomunitari. Si va insomma verso minicondanne. La Disciplinare ieri ha accettato (logicamente,nomi) subito la richiesta di rinvio al processo dell’Inter presentata dallo stesso Procuratore Federale, Carlo Porceddu (che roberto beccantini definisce:barboncino di moggi,nomi) in accordo con i legali nerazzurri(Repubblica, 20 aprile 2001).

Il tempo gioca a favore dei nerazzurri e delle altre società implicate in Passaportopoli che il 3 maggio vedono finalmente premiati i loro sforzi, con il più annunciato dei colpi di spugna: a sei giornate dalla fine del campionato e nonostante la strenua opposizione dell’Associazione Calciatori presieduta da Campana, arriva la modifica della norma sul tesseramento e sull’impiego degli extracomunitari. E pazienza se le regole vengono cambiate in corsa (in un'intervista rilasciata il 31 August 2006 a claudio sabelli fioretti per il Corriere della Sera, massimo moratti dichiarava di aver pagato 4 miliardi - http://interviste.sabellifioretti.it/?p=678 - con Roma e Juventus a contendersi lo scudetto punto su punto (poi sappiamo come e finita con nakata ecc.)

Chi ha rispettato le regole (la juventu, viene fatto fesso! E chi ha falsificato i passaporti? Premiati! Ormai è chiaro che tutto sta per passare in cavalleria: Il  (pseudo,nomi)processo a Inter, Milan, Samp, Udinese, Vicenza, a cui presto si unirà anche la Lazio per Veron, si farà. Ma con questa norma dichiarata illegittima, le sanzioni saranno più blande (diciamo ridicole! nomi). Qualche minisqualifica da scontare magari in estate. Quando il campionato è fermo. (Repubblica, 5 maggio 2001)

Il processo, come desiderato, inizia il 12 giugno 2001 a campionato praticamente finito (il 17 è in programma l’ultima giornata) e con la certezza di un unico dibattimento e di una sentenza che includa tutte le società coinvolte. Con all’orizzonte la più classica delle soluzioni “all’italiana” qualcuno crede ancora nella giustizia, ma è solo l’ultimo, disperato grido: Delicatissima, quasi disperata, la situazione dell’Inter, dove c’è un coinvolgimento diretto dell’amministratore delegato Ghelfi e del direttore sportivo Oriali.

Recoba ha scaricato su di loro ogni responsabilità per quel falso passaporto italiano: ma per Porceddu (procuratore federale, nda), l’uruguaiano, ex italiano Recoba è colpevole di slealtà e quindi anche per lui chiederà due anni di squalifica. (Repubblica, 13 giugno 2001)

Il 27 giugno arrivano le sentenze, che confermano le previsioni della vigilia. Squalifiche solo ai calciatori, alle società un buffetto sulla guancia (leggi ammende pecuniarie). L’Inter se la cava con una multa di due miliardi, Recoba e Oriali sono squalificati per un anno, Franco Baldini per nove mesi. Ovviamente assolto l’amministratore delegato nerazzurro Rinaldo Ghelfi, al quale era stata addebitata la responsabilità diretta. In questo modo sono scongiurate le tanto temute penalizzazioni in classifica.

Ma vediamo, caso per caso, le motivazioni della sentenza della Commissione Disciplinare della Lega Calcio (il testo integrale è disponibile all'indirizzo: www.lega-calcio.it/comun/0001/ cu507 ). Partiamo da 

)1-Recoba: il passaporto italiano del calciatore non risulta essere mai stato rilasciato dalla Questura di Roma, Il Recoba non aveva alcun titolo al rilascio di un passaporto italiano per assoluta inesistenza in capo allo stesso dei presupposti indispensabili, ed in primo luogo alla cittadinanza italiana. A siffatta conclusione si perviene sulla base delle sole dichiarazioni rese dal calciatore all’Ufficio Indagini ed alla Procura della Repubblica di Udine.

Il calciatore ha inoltre escluso di aver mai svolto alcuna pratica od inoltrato alcuna richiesta tendente al rilascio di un passaporto italiano. La Disciplinare riconosce quindi la falsità del documento e l’estraneità del calciatore dal processo di contraffazione.

Tuttavia Recoba è da considerarsi comunque colpevole poiché non poteva essere completamente all’oscuro di quello che stava succedendo e perché avrebbe dovuto quantomeno domandarsi la ragione delle irregolarità presenti nel documento (l’indirizzo di residenza e la data di rilascio): in nessun caso il calciatore avrebbe potuto confidare nella veridicità “ideologica” del passaporto italiano che gli venne consegnato alla Borghesiana il 12 settembre 1999 dall’Oriali.

Ciò costituisce grave violazione dei principi di lealtà, probità e rettitudine alla cui osservanza sono tenuti tutti i destinatari delle norme federali, come dispone l’art.1 del C.G.S. Si tratta infatti di utilizzare mezzi scorretti, o addirittura fraudolenti, al fine di ottenere il riconoscimento di un titolo non spettante, traendone un indebito vantaggio.

E’ superfluo il sottolineare, in proposito, che il fatto di diventare “comunitario” ha recato benefici non solo economici sia al calciatore, quanto meno sotto il profilo della libertà assoluta di circolazione del tesserato nell’ambito delle Federazioni comunitarie, sia alla Società di appartenenza, per una migliore utilizzazione dell’organico disonibile.

La sconcertante faciloneria con cui Recoba, sebbene “stupito” di aver ottenuto un passaporto italiano, se ne è servito perché gli conveniva acquisire lo status di comunitario, assume, alla luce delle considerazioni sopra svolte, un significato probatorio decisivo ai fini dell’accertamento della partecipazione attiva e pienamente consapevole del tesserato alla realizzazione dell’illecito.

2)-Per quanto riguarda Oriali: risulta dagli atti che questi, all’inizio della collaborazione con l’Internazionale a giugno 1999, apprese che la Società aveva interesse alla variazione di status del Recoba da extracomunitario a comunitario e che a tal fine era stato interessato uno studio legale spagnolo, le cui ricerche si erano però arenate, trattandosi di pratca complicata che richiedeva in ogni caso, tempi molto lunghi. Risulta altresì che l’Oriali si interessò della questione Recoba assumendo concrete iniziative finalizzate al conseguimento della variazione di status del calciatore, prendendo contatto con il Baldini per conoscere “come facevano alla Roma per i passaporti” e chiedergli l’indicazione di qualcuno che potesse aiutare l’Internazionale a modificare lo “status” del Recoba.

Avuto dal Baldini il nominativo del Krausz (da lui peraltro già conosciuto), l’Oriali si attivò per l’avvio della “pratica”, seguendone poi lo svolgimento sino alla conclusione. Egli provvide infine a consegnare a Recoba, il 12 settembre 1999, il passaporto italiano che gli era stato appena fornito dal Krausz. A carico dell’Oriali gravano elementi di accusa:

a) fu l’Oriali a ricevere il passaporto dal Krausz. Prima di consegnarlo a Recoba, egli ebbe modo di esaminarlo e di rilevare che la data di emissione risaliva al 9 novembre 1998, cioè quasi un anno prima del giorno della consegna.

b) Oriali ebbe anche modo di rilevare, esaminando il passaporto, che dal documento Recoba risultava residente a Roma, circostanza non corrispondente al vero, e che sul passaporto era applicata una fotografia del Recoba di cui egli “non sapeva nulla”.

c) fu l’Oriali ad incaricare Krausz dello svolgimento della “pratica” in Argentina e ad autorizzare, dopo aver ottenuto l’assenso della Società, il versamento della somma di 80.000 dollari pretesi dalla Liliana Rocca quale compenso per l’ottenimento del passaporto.

d) fu l’Oriali a promuovere un incontro con Baldini, alla presenza di Ghelfi, nel corso del quale venne chiesto al Baldini di assumersi tutta la responsabilità dell’operazione.

e) l’Oriali, essendo a conoscenza dei precedenti infruttuosi tentativi svolti in Spagna per il conseguimento della cittadinanza comunitaria del calciatore, non poteva confidare nella correttezza e regolarità di un passaporto italiano di Recoba ottenuto in Argentina da una non meglio precisata “agenzia”, in tempi a dir poco fulminei, dal momento che egli sapeva che da parte di Recoba non era stata presentata ad alcuna autorità italiana la domanda di rilascio del passaporto.

Secondo quest’ultimo punto, la responsabilità di Oriali è gravissima: egli, infatti, ben conosceva le lungaggini burocratiche che comportavano pratiche di questo tipo e ne aveva fatto esperienza in Spagna, durante l'inutile ricerca dell'avo di Recoba.

Oriali, il quale non ha mai avanzato richiesta di rilascio in italia, non poteva essere così ingenuo da credere che un passaporto ottenuto in un mese, e in Argentina, potesse essere regolare: L’affermazione dell’incolpato, di non essere stato consapevole della pretesa illegittimità del documento e di non aver dubitato della correttezza delle persone alle quali aveva affidato, per conto della Soc. Internazionale, lo svolgimento della “pratica”, si riduce a mera allegazione difensiva priva di effettivo riscontro, che non intacca minimamente il completo e convincente quadro probatorio raccolto a suo carico.

Stabilita la colpevolezza di Oriali (la quale chiama pesantemente in causa anche Franco Baldini), rimane da sciogliere il nodo più importante: il ruolo di Rinaldo Ghelfi, amministratore delegato dell’Inter. Il suo coinvolgimento è fondamentale perché comporta la responsabilità diretta da parte della società nerazzurra.

Secondo l’art.8, comma 6 del Codice di Giustizia Sportiva infatti: La violazione delle Norme Federali in materia di tesseramenti di calciatori extracomunitari compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza costituisce grave illecito sportivo.

Le Società, i loro dirigenti, soci e tesserati che compiano direttamente o tentino di compiere, ovvero consentano che altri compiano, atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili e sono puniti ai sensi dei commi 7 e 8 seguenti. (Il comma 7 parla della responsabilità diretta e rimanda alle sanzioni previste dall’art.13, lettere f), g), h) i), nda).

La falsificazione di un documento costituisce quindi “grave illecito sportivo” e, in caso di responsabilità diretta, le pene sono severe: (in ordine decrescente di gravità) revoca di eventuali titoli conquistati (non è il caso dell’Inter), esclusione dal campionato di competenza, retrocessione in serie B, penalizzazione di punti in classifica.

La sentenza della Disciplinare parla apertamente dell'attiva partecipazione di Ghelfi ma lo fa con una marchiana contraddizione. Dapprima infroma che l’amministratore delegato si sarebbe interessato del passaporto solo a rilascio ottenuto: Al sig. Rinaldo Ghelfi, amministratore delegato alla Soc. Internazionale, viene contestata la partecipazione alla illecita condotta posta in essere dai tesserati della sua Società, Recoba ed Oriali in concorso con Baldini e con terzi non tesserati.

Peraltro, dagli accertamenti svolti in sede di indagini risulta un intervento diretto del Ghelfi nella vicenda soltanto nel maggio 2000, momento in cui era divenuta di pubblico dominio la notizia di possibili irregolarità riguardanti il conseguimento dello status di comunitario da parte del calciatore della Lazio Veron. Quindi, poche righe dopo, viene affermato che Ghelfi era ben cosciente fin dall’inizio di cosa comportasse l’avvio della pratica in Argentina.

Oriali, infatti, non ha interessi personali ad ottenere un passaporto per Recoba, ma si è mosso solo dopo precise indicazioni societarie: Oriali, non essendosi attivato per il passaporto di Recoba a titolo meramente personale, deve aver tenuti informati i vertici della Società sull’andamento della pratica.

Dagli atti risulta che almeno in due momenti Oriali deve essersi consultato con i propri superiori: il primo quando si trattò di dare il “via” alla pratica in Argentina ed il secondo quando si trattò di effettuare su indicazione di Krausz, il bonifico di 80.000 dollari, che doveva essere autorizzato dai vertici societari.

Quindi, se Oriali sapeva della contraffazione del passaporto e non poteva non considerare 80 mila dollari una cifra spropositata, ci si chiede che cosa abbia detto a Ghelfi per ottenere il via libera all’operazione e il pagamento dell’importo. Inoltre, la sentenza rivela che la somma fu pagata “in nero”, fatto che aggrava ulteriormente la posizione dei vertici dirigenziali interisti.

E’ infatti difficile immaginare che Oriali abbia sborsato, di tasca sua e di sua iniziativa, 80 mila dollari: l’inesistenza nei libri contabili della Società di un pagamento di tale importo potrebbe significare che alla liquidazione del compenso si sia provveduto in forma non ufficiale, cosa che costituirebbe un ulteriore indizio di responsabilità a carico dei referenti di Oriali.

Il quadro accusarorio è quanto mai chiaro. Ci sono tutti gli estremi per un coinvolgimento diretto dell’Inter, a meno che non si considerino i suoi dirigenti incapaci di intendere e di volere.

La Disciplinare, invece, decide di non affibbiare tale responsabilità all’Inter "=gravi sanzioni" (benedetti i 4 milirdi di multa, che nell'intervista al corriere della sera moratti dice di aver pagato?) e la sentenza, da una riga all’altra, cambia completamente registro, assolvendo miracolosamente Ghelfi: Dagli atti, tuttavia, non si ha prova di una circostanza che faccia riferire al Ghelfi, in modo certo ed inequivoco, l’adozione di decisioni in tal senso che solo la confessione del reato potrebbe accertare, non si può quindi, escludere in modo assoluto, l’ipotesi che altri soggetti abbiano provveduto nei predetti termini (anche i morti ridono!).

Ritiene pertanto la Commissione che il sig.Rinaldo Ghelfi debba essere prosciolto dall’addebito. La Soc.Internazionale risponde dell’operato dei propri tesserati Recoba ed Oriali a titolo di responsabilità oggettiva. Con una ridicola motivazione, che sarà superata in assurdità solo da quella di Calciopoli, la Disciplinare alleggerisce l’Inter da ogni imputazione.

Secondo la sentenza, quindi, Oriali avrebbe fatto tutto da solo: non ha avvisato nessuno e ha pagato personalmente gli 80 mila dollari. Niente male come dirigente. Il 22 luglio la Caf conferma i verdetti di primo grado e l’Inter incredibilmente annuncia di sentirsi danneggiata. La protesta ufficiale del club è da circo delle comiche: La pronuncia della Caf è iniqua in fatto, poiché non è stata riconosciuta l’evidente buonafede del Recoba e dell’Oriali, e in diritto, perché si è voluto punire il preteso tesseramento come comunitario del calciatore, nonostante la dichiarazione di illegalità della norma che discriminava i giocatori extracomunitari.

Pare clamoroso che la pretesa violazione dei doveri di probità sia stata giudicata ben più grave dei casi di doping esaminati dalla Caf (in riferimento ai casi di Bucchi e Monaco, nda) I lamenti interisti funzionano (a suon di miliardi) e, ad ottobre, la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del Coni dà l’ultima pennellata al quadretto, riducendo la squalifica di Recoba a 4 mesi (il quale la sconta per metà in estate), quella di Oriali a 6 e abbassando l’ammenda alla società a un miliardo e quattrocento milioni (1400 mln).

 Ma manca ancora il responso della giustizia ordinaria per mettere la parola fine alla vicenda. Il 25 maggio 2006, sette anni dopo il fatto contestato, il Tribunale di Udine condanna Oriali e Recoba, i quali ammettono la falsificazione dei documenti (spunta anche una patente “taroccata” del calciatore) e patteggiano la pena: ANSA - Il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi ha accolto la richiesta di patteggiamento dell'attaccante uruguayano Alvaro Recoba dell'Inter e del dirigente nerazzurro Gabriele Oriali, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che non avevano antenati in Europa. Nell'inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone fra le quali 12 calciatori. Oltre al concorso in falso per l'assenza di antenati in Europa, a Recoba e Oriali l'accusa contesta il reato di ricettazione relativo alla patente italiana ottenuta dal calciatore uruguayano, che faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della Motorizzazione di Latina. 

La farsa si è finalmente conclusa con Oriali, che in sede sportiva ha negato di essere consapevole della contraffazione del Passaporto, nel processo penale, per alleggerire la pena, si dichiara colpevole  e patteggia per una pena pecunaria! Se i poteri Meneghini in combutta con i poteri di Torino 
non avessero, di proposito, messo a Super Procuratore un disonesto di natura e professione, comunista ed ex dirigente dell'Inter: "Guido Rossi",
 la Figc avrebbe dovuto riaprire il processo: "passaportOpoly" che avrebbe sancito il fallimento  e la fine della Fabrica di illeciti: Internazionale fc Milano , perche' senza il Farabutto-Guido Rossi alla Figc, l'inter  non avendo i requisiti all'iscrizione  2005-2006  - http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2007/06_Giugno/20/inter_moratti_plusvalenze.shtml - 
venne  salvata per l' ennesima volta da Franco Carraro : 
Senza la GANG di Tronchetti, l'inter sarebbe fallita nel 2006, in quanto, senza l'interista Commissario straordinario, lnon avrebbe avuto i "requisiti neanche per l'iscrizione al  campionato 2006-2007!
IL BOSS e LA GANG DEGLI INTOCCABILI


l'Inter e la Gazzetta dello Sport? $$$$$$$$$$$


 2

 Per un'idea sull'Unione tra l'Inter, RCS-Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport, è utile leggere i sottostanti articoli

Nell'interVista rilasciata da "massimo moratti" a Claudio Sabelli Fioretti (Corriere Magazine) il 31 agosto 2006, ci sono questi passaggi, ne ho scelto 25, alcuni sono gravissimi, ed e' sorprendente che in un paese civile quale l'italia dovrebbe essere, sono ignorate dalle istituzioni, e' taciute dai media!
------------------------------------------------

-Presidente Moratti, se non ora, quando?
«Ha perfettamente ragione. Non abbiamo più scuse».

-Se perdete anche stavolta lei passa alla storia.
«Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile.
1)-«Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari».

Questa volta abbiamo meno avversari, vincere sembra obbligatorio e facile.
La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima».

-Non dica così. L’Inter è campione già da quest’anno anche se Moggi lo ha definito uno scudetto di carta.
2)-«Non saprei come definire gli scudetti della Juve».

-Ai mondiali erano quasi tutti juventini. Nell’Italia e anche nelle altre squadre. Forse gli juventini vincevano perché erano bravi.
«La Juventus aveva un ottimo allenatore e un’ottima squadra».

3)-«Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi. Ma volevano essere sicuri al 100%».
4)-«Il sistema Moggi era come un’assicurazione».

-La difesa di Moggi è stata un po’ craxiana: così facevan tutti. Difesa singolare perché ammette la colpa.
«Vero. Direi eccesso di difesa».

-Dell’Inter, ai mondiali, c’erano solo Materazzi e Grosso.
«Ma sono stati determinanti per la vittoria. L’Inter non vince lo scudetto ma fa vincere i mondiali».

-Ma lei lo aveva capito che esisteva un «sistema Moggi»?
5)-«Se l’avessi capito, non avrei mandato più la squadra in campo. Perché giocare sapendo che non si può vincere?».
6)-«Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi».
7)-«E che gli arbitri avevano per loro un’attenzione speciale».
-
-Qual è il massimo regalo che avete fatto a un arbitro?
8)-«Prosciutti a Natale. Furono contestati da alcuni giornali».
*(solo prosciutti!bugiardo!)

-Oltre ai prosciutti?
9)-«Sciarpe, guanti. Ma il prosciutto è il regalo più gradito. Si mangia e non rimane come prova ».
*(bugiardo patentato! E' gli elettrostimolatori milionari con lampada per l'abbronzatura denunciati dall'arbitro Cesari?)
-
-Chi è l’arbitro migliore?
10)-«Paparesta».
*("paparesta? Quell'arbitro che lei "massimo moratti", il 12 febbraio 2006 prima della partita ando a trovarlo negli spogliatoi, e' dal FarabuttO ricevette assicurazione che avrebbe arbitrato una buona partita? Infatti per danneggiare la Juve, fece di tutto e di piu'! Compreso la punizione contro Nedved, che solo il "Dio del Calcio" impedi' a Recoba e Burdisso di pareggiare! Di quanti infami erano l'inter, il mondo arbitrare e il mondo mediatico!(attenzione all'occhiata dell'infame paparesta alla panchina dell'inter!) ecco l'intera partita. Giudicate sportivamente.

12-2-2006 inter-Juve1-2 Infame paparesta!p.t.48:46
https://www.youtube.com/watch?v=Fym5vpPCe2E

12-2-2006 inter-Juve1-2 Infame paparesta!s.t.50:34
https://www.youtube.com/watch?v=BGbwmeYjRlg

-Michele Serra ha scritto: «Presidente Moratti, si incaponisca quel tanto per sembrare il presidente del Milan, si attiri un po’ di meritata antipatia».
11)-«Non posso mica smentire di essere buono».
---
Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
12)-«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».
*
(perche' il capo Ufficio indagini: "francesco 'corrotto' borrelli", non ha denunciato questo Grave illecito alla Procura Federale, e' se si', perche' il  Procuratore Federale: "stefano 'corrotto' palazzi" non ha deferito:"inter-moratti-facchetti", chi glielo ha impedito? (forse lo stesso potere che impedi' al Procuratore Porceddu & co. di Retrocedere l'inter in B per il falso Passaporto di Recoba? Li ci furono anche i miliardi di moratti, e' pure questa volta?E' quanto avranno incassato "borrelli & palazzi?)
---
-Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
13)-«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».

-Poteva denunciare la cosa lei.
14)-«Temevo che fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire che cosa ci fosse di vero».

-Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis.
15)-«Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla».

-La sinistra la voleva sindaco di Milano, deputato.
16)-«Deputato no. Ministro».

17)-Lei corteggiò Moggi…
«Mai. Ma lui sarebbe venuto volentieri all’Inter. Mi diceva: “L’Inter con me vincerebbe di sicuro”».
( https://www.youtube.com/watch?v=WEqEb6eTGBQ )

 Lei si sente un po’ come quello seduto sulle rive del Gange che aspetta il cadavere dei suoi nemici?
«In questo momento sta succedendo questo. Ma non posso permettermi di star sempre seduto».

Anche se alla fine sono stati un po’ tutti perdonati…
«Sono deluso. È successo come nei western quando arriva lo sceriffo nuovo a riportare la legalità. Fanno finta di essere contenti ma il saloon lavora meno, il bordello deve chiudere, i proprietari di cavalli non possono più fare intrallazzi. A quel punto tutti vogliono tornare al passato. È per questo che tutti attaccano lo sceriffo Guido Rossi».
Eccoli spavaldi verso la vittora! Vittoria di Pirro per il calcio italiano

-Moggi è stato durissimo con l’Inter.
18)-«Anche noi. Lo abbiamo querelato».
*
-Però è vero che Recoba ha patteggiato la storia del passaporto falso.
-
19)-«E infatti abbiamo pagato 4miliardi di lire di multa e Recoba è restato fermo sei mesi. Siamo stati condannati e abbiamo pagato. Cosa c’entra questa storia con i guai di Moggi oggi?».
*
-Forse Moggi intende dire che nessuno deve dare lezioni di moralità…
20)-«È l’ultima cosa che faccio».

-Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…
21)-«Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».

ED ECCO UN ASSAGGIO DI CHIAMAVA e COSA DICEVA il BRACCIO ARMATO DEL CORRUTTORE MASSIMO!
Il Corruttore "facchetti" telefona al corrotto
de santis  e gli dice: ti devo fare i complimenti insomma
ti interESSI d'arbitri! Quindi "se ne interESSAVA da prima
https://www.youtube.com/watch?v=ThY9CUkBJPs
.
Corruttore "facchetti" telefona al corrotto de santis - 2
https://www.youtube.com/watch?v=Okmc4Rnfb8Q 
.
facchetti dice a Mazzei di non
fare il sorteggio, e' gli suggerisce come aggirare
il regolamento...darn cook brindellone!
https://www.youtube.com/watch?v=-BQx3Opwgw8 
.
Corruttore "facchetti" telefona al corrotto designatore
e' gli dice di mettere l'Infame-collina!
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y 
.
Facchetti a Bergamo 4-4-4
https://www.youtube.com/watch?v=RLU6eHsPmjw
-
facchetti dice a bergamo di passare
da moratti che c'ha un regalino da dargli
https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM 
-
il corruttore facchetti telefona al corrotto bergamo:
e ma metti dentro collina
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y

---
-Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
22)-«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».

-Lei ha mai telefonato a un designatore?
23)-«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni.
-
FARABBUTTO incallito CORRUTTORE MASSIMO!
moratti a bergamo ci tenevo ad incontrarla
https://www.youtube.com/watch?v=txxqPyXx6eY
-
CORRUTTORE a bergamo...volevo chiamarla io..
https://www.youtube.com/watch?v=ksmo-MJ5NRE&t=12s
---------
-Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c’è anche lei…
24)-«Solo telefonate “normali” senza alcun interesse».

-Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
25)-«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c’entrava e l’Inter no».
********
Il 23-11-2006, Giancarlo Padovan Direttore di Tuttoport ha scritto questo articolo (foto aggiunta nel 2015)
 MANCIO, CANDIDO E LA GEA: IL PASSATO NON SI CANCELLA

 Dall’interrogatorio di Chiara Geronzi nell’ambito dell’inchiesta romana sulla Gea. “Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita (…) Le quote societarie erano queste: il 20 per cento lo detenevo io, il 20 per cento la Tanzi, il 20 per cento Cragnotti e poi c’era un 40 per cento in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini”.

La notizia è stata pubblicata da la Repubblica (autori Marino Boisso e Corrado Zunino) che a pagina 60 di ieri commenta: “Sopra il nome della Roma Fides” c’è stato a lungo un alone di mistero. L’interrogatorio della Geronzi offre un nuovo scenario e chiama in causa Mancini, che in passato ha smentito più volte una sua presenza nella contestata società”.

Dall’intervista a Sergio Cragnotti, ex patron della Lazio, concessa a Claudio Sabelli Fioretti (il collega che fece ammettere a Massimo Moratti di avere spiato l’ex arbitro De Santis) per il Corriere della Sera-Magazine, in edicola oggi.

Domanda: Lei un giorno ha parlato dei “moralisti alla Mancini…”.
Risposta: “Anche lui spingeva la cacciata di Cragnotti dalla Lazio. Quando me ne sono andato, la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti. E lui alla fine se n’è andato all’Inter portandosi via i migliori”.

Restiamo in (sfiduciata) attesa di leggere su qualche quotidiano amico della squadra e della società nerazzurra (ce ne sono tanti e di importantissimi) le ragioni per cui Mancini ha sempre smentito la sua appartenenza alla Gea. Smentirà anche Chiara geronzi, sua amica o ex amica?

E se lo farà, quali argomenti potrà usare? Dubito fortemente che Mancini torni sulla spinosissima questione, visto il rapporto che ha con la stampa, con la lingua italiana e - non in ultima analisi - con la verità. Come dubito che vorrà rispondere a Cragnotti perchè i moralisti di facciata sono sempre opportunisti della prima ora.

Infatti Mancini era il centro della Lazio di Cragnotti. E si è servito dell’uno e dell’altro finchè gli ha fatto comodo per la sua inspiegabile carriera di allenatore protetto da Federazione, Settore tecnico e ambienti ad essi contigui. Ricordate la deroga, letteralmente inventata, per farlo tesserare dalla Fiorentina nonostante avesse iniziato la stagione con la Lazio come allenatore in seconda? Io sì. Peccato che tutti gli altri - Mancini incluso- fingano di dimenticarlo.

La Gazzetta dello Sport di mercoledì 22 novembre, pezzo a firma di Candido Cannavò. La rubrica dell’ex direttore ha un titolo esortativo: “Fatemi capire”.
E’ un invito che raccolgo volentieri. Perchè nel prendere per l’ennesima volta le distanze dalla Gea, Cannavò - al pari di Mancini - incorre in qualche fondamentale amnesia.

“La Gea World - scrive Cannavò - era una sintesi indiscutibile e intoccabile di un potere calcistico che attraversava la grande economia, le istituzioni, un popolo di complici e finiva nel grande laboratorio di Moggi, padre e figlio, che avevano le spalle ben coperte”.
Quando il topo di fogna catanese, con la GEA ci sbafava!
Poi, però, Cannavò sprofonda nell’oblio: “Spocchia, spregiudicatezza, molta abilità e persino una grande “fiera del calcio”, organizzata in grande pompa ogni anno a Milano, con una copertura televisiva che era più che altro uno spot pubblicitario, fondato sul culto della personalità della dinastia Moggi”.

Purtroppo, Candido omette di dire che quella “fiera” si chiamava Expogoal ed aveva tra i partner principali proprio Rcs e la Gazzetta dello Sport, quotidiano che a quella “fiera” ha dedicato spazio e lustro grazie alle sue migliori firme, ai suoi migliori cronisti, ai suoi migliori editorialisti, ai direttori ed ex direttori. Cannavò era tra essi. Dati e date, non illazioni.

 Dalla Gazzetta dello Sport del 12 ottobre 2003. “Expogoal è caratterizzata anche dai convegni (…) Domani alle 14.30, “Campionato Aic della Solidarietà”, progetto sociale dell’Assocalciatori a favore degli anziani. 
Moderatore Candido Cannavò”. Tutto scritto (e da ricordare).
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Giancarlo Padovan, gia' nei primi anni 200 era considerato uno dei giornalisti sportivi piu' brillanti, e' lascio' il Corriere della Sera (era vice direttore) per assumere la direzione di Tuttosport, dove si confermo' giornalita con tutte le virtu' tipiche del giornalismo Italiano: "Disinformazione & diffamazione"! Poi venne Calciopoli, e' ben presto capi' che di farsa si trattava e', in un sussulto di Dignita', ha pensato di poter fare del vero giornalismo, e' denunciare le porcate del piu' "infame e diabolico" diffamatore di indole e profssione, scrivendouna serie di articoli-denuncia, come il soprastante! E' gliel'hanno fatta pagare, conciandolo in questo modo,
 messo alla porta da Tutto sport ed essere bandito, al punto che nessun giornale gli ha dato lavoro, e' per sopravivere, doversi arrangiare in piccoli giornaletti, fare l'opinionista in piccole tv private e tante altre...piccole cose.
Ecco cosa succede, a schierarsi contro la Mafia Meneghina (foto con barba aggiunta nel 2016)
A MILANO, LA MAFIA ESISTE, E' A RETI UNIFICATE: MAFIA-NDRANGHETA-CAMORRA!

INDAGHIAMO SU GAZZETTA E L'INTER

INDAGHIAMO SU GAZZETTA E L'INTER
Il colpo di coda di Calciopoli rischia di diventarne la testa.
Se cio' che sta uscendo fuori sull'Inter e i suoi "strani rapporti" non ha
ancora fatto il clamore che ci si aspettava, il "merito" e' anche di certa
stampa compiacente che si sta comportando in un modo a dir poco strano.

L'estate calcistica e' stata contrassegnata da predicatori in rosa che
esaltavano le gesta degli "onesti" e si attaccavano a stralci di telefonate
per condannare le altre squadre. Un'impronta moralista che si puo' anche
apprezzare, del resto lo sport deve avere dei valori quali appunto l'onesta'
e la trasparenza , e la Gazzetta non faceva altro che esaltarli indignandosi
alla minima macchia e applaudendo al candore di chi non ne aveva.

Ma...ma lo stesso atteggiamento ce lo aspettavamo a settembre, quando la
ruota del sospetto si e' fermata sull'unica big non coinvolta in Calciopoli
e che fino ad ora si era vestita di un'onesta' che gli stessi mezzi di
comunicazione si sono affrettati a riconoscergli. Lo scandalo Telecom sta
delineando invece uno scenario a dir poco inquietante che getta ombre su
tutto il tormentone delle intercettazioni telefoniche e che fa insinuare il
fondato dubbio che in realta' l'Inter abbia potuto agire del tutto
indisturbatamente in quanto conoscesse sia le utenze intercettate che le
persone che gestivano l'operazione.In mancanza di prove certe ci aspettavamo
pero' una reazione della Gazzetta su almeno il caso De Santis, una filippica
del suo editorialista, una considerazione pregna di delusione su quella che
si faceva passare como vittima designata e che invece commissionava
investigazioni private su altri tesserati (parola di Moratti, anche se
goffamente smentita). Invece la Gazzetta cosa fa? Uno "scherzetto" di
pessimo gusto : ripesca negli archivi un'impolverata ed insignificante
conversazione tra Meani e De Santis in cui i due , udite, udite, si
scambiano battute di spirito sull'Inter. Suvvia, paladini in rosa. Cosa
volevate dimostrarci? Che al momento giusto avete altro materiale da
rispolverare ? Che De Santis dovrebbe stare zitto perche' ha i suoi
scheletri nell'armadio? Giochiamo a carte scoperte, cara Gazzetta. E il
Calciofilo lo fa e vi accompagna in un mondo di intrecci che probabilmente
non vuol dir nulla, pero' e' cronaca ed e' verificabile da chiunque abbia
tempo ed una connessione internet.

La Gazzetta dello Sport e' di RCS.
RCS mediagroup ha un azionariato composto tra le altre da Mediobanca (13,2
%) Gruppo Fondiaria-SAI (5,050 %) , Pirelli (4,8%), Generali Assicurazioni
(3,593%)
RCS mediagrooup ha anche un consiglio di amministrazione in cui siede un
personaggio in queste ore sulla bocca di tutti : Carlo Buora. Sempre lui.
Buora infatti non e' solo nel consiglio di amminastrazione di RCS ma e'
anche nel cda di Mediobanca, Pirelli, Telecom (come amministratore
delegato) e del club di calcio FC Internazionale (come vicepresidente) . Lo
stesso Carlo Buora e' appena stato accusato da Tavaroli di essere il suo
referente per tutto cio' di inerente al settore deviato della security di
Telecom (leggasi intercettazioni) ed in casa Inter questo collegamento e'
diventato il principale motivo di preoccupazione in vista dell'inchiesta
che verra' portata avanti da Borrelli.

Carlo Buora pero' e' solo il caso piu' evidente di un intreccio che
coinvolge l'Inter, la Pirelli, la Telecom e RCS. Scorrendo l'organigramma
della societa' nerazzurra si troviamo davanti ad altri nomi eccellenti.

In via Durini siede ad esempio Carlo d'Urso. Carlo d'Urso oltre a fare il
consigliere dell'Inter e' anche amministratore delegato della Pirelli e fa
parte del consiglio d'amministrazione della Fondiaria-SAI. La Fondiaria-SAI
e la Pirelli fanno parte come abbiamo visto dell'azionariato di RCS,
proprietaria della Gazzetta. Un altro nome illustre e' Luigi Amato
Molinari che oltre a sedere nel cda dell'inter e' anche presidente
dell'Alleanza Assicurazioni il cui 50% e' detenuto da Generali
Assicurazioni, anche la Generali fa parte dell'azionariato di RCS. I nomi
proseguono. Giulia Maria Ligresti non ha una poltrona nell'Inter ma e' allo
stesso tempo nel cda Pirelli, e' stata in quello Telecom ed e'
vicepresidente della gia' pluricitata Fondiaria-SAI.Gli organigrammi ci
portano ad altro consigliere dell'Inter, Pierfrancesco Saviotti, gia'
direttore generale di Banca Intesa (detiene il 4,7% di RCS) e con incarichi
in Mediobanca (13,2% di RCS) e Telecom nonche' amministratore delegato della
TIM. Ma le sorprese non finiscono e questa volta esulano un momento, ma
solo apparentemente, dal mondo Inter. Carlo Alessandro Puri Negri e' membro
sia del cda di Telecom che vicepresidente di Pirelli (l'opposto di Gilberto
Benetton)i, Renato Pagliaro oltre a sedere nel cda di Telecom e' anche
consigliere e membro del Comitato Esecutivo di RCS.

Una spirale di intrecci in cui non poteva mancare naturalmente Massimo
Moratti che divide il suo tempo tra Inter, Pirelli e Telecom con il suo
grande socio Marco Tronchetti Provera che si e' appena dimesso dalla
presidenza della Telecom in favore di Guido Rossi. Esatto, Guido Rossi. Il
Commissario straordinario uscente della FIGC e vera e propria star di
Calciopoli, vicenda conclusasi nella sua prima fase con la vittoria su tutta
la linea dell' Internazionale F.C. che oltre ad aver visto eliminate od
azzoppate le avversarie ( a causa di intercettazioni telefoniche eseguite da
Telecom) si e' vista assegnare uno scudetto da un consiglio di saggi messo
insieme dallo stesso Guido Rossi. Curiosita': le magliette ufficiali erano
gia' state stampate con un vistoso spazio lasciato in bianco in attesa di
qualcosa che *teoricamente* doveva ancora essere assegnato ma di cui
evidentemente qualcuno era gia' certo (forse il tipografo..). Lo stesso
Guido Rossi ha alle spalle una carriera in nerazzurro essendo stato nel cda
Inter dal 1995 al 1999 e per essere stato proposto alle alleate Milan e Juve
dalla stessa Inter come consulente per l'offensiva legale contro l'esposto
presentato da Della Valle all'Antitrust sui diritti tv. In FIGC con Rossi
era arrivato anche l'avvocato Nicoletti, vice-commissario uscente, ed in
passato rappresentante ufficiale dell'Inter alle riunioni della SuperLega
Europea. Era prossima anche la nomina di Bruno Bortolozzi (ex Inter) per un
importante incarico nella sala stampa della FIGC. E' noto infine che TIM sia
lo sponsor della Serie A e che LA7 (Tronchetit Provera) abbia interessi con
il digitale terrestre.

Tutto questo non vuol dire nulla e nulla prova ma e' pura cronaca, alcuni
sono collegamenti fisiologici tra gruppi collegati, altri invece sono
intrecci un po' piu' inaspettati. Quel che e' certo e' che tra Inter,
Pirelli, Telecom, RCS e la FIGC di Calciopoli ci sono molti punti di
contatto, forse troppi.
Giochiamo a carte scoperte.

martedì, novembre 21, 2006

EMANUELE BOFFI: CALCIOPOLI? E' SE LO SCANDALO FOSSE IL MODO CON CUI CE L'HANNO RACCONTATO

Emanuele Boffi - Tempi.it
Calciopoli: E se lo scandalo fosse il modo con cui ce l’hanno raccontato?

Pagine e pagine di verbali al veleno. Moggi&co già condannati prima delle sentenze. Ecco, cosa è successo prima che Juve, Lazio, Milan e Fiorentina finissero alla sbarra

Con una certa dose di saggezza rusticana Giuseppe Di Pietro gli confidava: «Figlio mio, se vai con un ladro, allora anche tu sei un ladro». E il figlio, che ha fatto prima il pm con grande successo di pubblico, poi il politico con minor incasso di consensi, ha reso il monito del padre una ragione di vita. Ma se dopo aver rovesciato il calzino italiano, se dopo aver usato la carcerazione preventiva come metodo d’indagine, se dopo aver preteso che tutte le mani fossero pulite, oggi, Antonio Di Pietro, si fa qualche scrupolo a far di ogni uomo un ladro, allora qualche domanda, anche i più rancorosi fra i giustizialisti, dovrebbero porsela.

«Le intercettazioni sono come il bisturi in mano al chirurgo: necessarie per sconfiggere il male, pericolose se usate da soggetti diversi dal chirurgo, drammatiche se usate dal chirurgo per ammazzare la moglie» (Repubblica, 20 giugno)
E se, come lui, anche il segretario dell’Anm ed «esponente di spicco di Md» (Magistratura Democratica, associazione di sinistra), Nello Rossi, ha qualche remora professionale a leggere tutti i santi giorni verbali o intercettazioni, forse qualche quesito anche i giustizialisti di destra e sinistra dovrebbero porselo.

«Assisto sempre più di frequente alla massiccia e indiscriminata pubblicazione di intercettazioni provenienti da indagini in corso. Sono preoccupato come magistrato e indignato come cittadino»; «le intercettazioni sono un mezzo d’indagine estremamente invasivo. E perciò vi si ricorre solo per reati gravi. Sono previsti rigorosi divieti nell’uso e garanzie per l’ascolto e l’acquisizione nel processo»; «si leggono pagine e pagine di intercettazioni di conversazioni che coinvolgono anche persone del tutto estranee all’inchiesta e di cui spesso si stenta a comprendere la rilevanza ai fini del processo»; «così si lede, in modo inutile, crudele, spesso irrimediabile, la dignità degli indagati, per cui vale la presunzione di innocenza, e l’onore di persone che non hanno commesso reati»; «di qui la necessità di regole più severe e incisive. Per tutti, giornalisti, magistrati, poliziotti, avvocati.

Dall’aumento delle pene per la rivelazione di segreti d’ufficio, alla prevenzione di meccanismi che rendano più fruttuose le indagini sulla violazione del segreto»; «il nostro codice deontologico stabilisce una regola semplice, da rispettare sempre: il magistrato non parla dei propri processi». (Rep., 19 giugno)

E, forse, tutti gli antifascisti dovrebbero meditare le parole di chi una certa esperienza politica ha dimostrato di averla: «Siamo di fronte a una demonizzazione. Il nostro è un paese di garanzie civili. Per ora conosciamo solo le notizie di stampa, peraltro enfatizzate con questo sistema di dare pubblicità ad intercettazioni, un sistema barbaro. Le leggi sulla violazione del segreto istruttorio non trovano mai condanna per chi le ha violate. Pensavamo che le intercettazioni fossero una prerogativa del regime fascista e invece, evidentemente, non è così». (Corriere della Sera, 22 maggio)

O quelle di chi oggi, risponde alle lettere dei lettori del Corriere, da quel pulpito che fu di Indro Montanelli: «è giusto che circolino nella stampa trascrizioni più o meno integrali in cui notizie utili all’indagine sono sommerse da un torrente di pettegolezzi, maldicenze, allusioni, vanterie goliardiche e faccende personali prive di qualsiasi rilevanza penale? La mia risposta a questa domanda è: no, non è giusto». (Corriere, 27 giugno)

E se tutto ciò non bastasse, pur non volendo insegnare la giustizia ai giustizialisti, basterebbe citare la lettera della legge: «è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti da segreto o anche solo del loro contenuto» (articolo 114 del Codice di procedura penale)

IL DISGUSTO DI AUGIAS
Premessa necessaria e sufficiente è che il più sano ha la rogna. «Non sono uno stinco di santo» ha detto Luciano Moggi, ma questo non è bastato ad impietosire Corrado Augias, che, rispondendo a un lettore, scrive: «Lo dico con brutalità, le lacrime di Moggi davanti ai carabinieri e ai magistrati mi hanno suscitato un forte senso di disgusto» (Rep., 20 maggio).

Mentre l’ammissione è servita a Maurizio Crosetti per spiegare che c’è rogna e rogna e quella di Moggi è rogna d’asino: «Una volta, all’avvocato Agnelli che non si era mai fatto fotografare accanto a Moggi, ma che lo utilizzava eccome e con soddisfazione, chiesero in confidenza perché usasse un simile personaggio. Agnelli rispose: “Lo stalliere del re deve conoscere tutti i ladri di cavalli”. Peccato che lo stalliere ormai si fosse messo in proprio. Peccato che quei cavalli, alla fine, fossero asini». (Rep., 12 maggio)

Asini che vivevano attorniati da una corte di lacché che si tenevano buoni con regalìe di ogni tipo. Il Corriere della Sera del 24 giugno, in un articolo a tutta pagina titola: “I regali degli arbitri: champagne, salumi e orologi di marca”. Leggendo le frasi riportate nei verbali si scopre che di champagne e salumi si parla in relazione a cesti natalizi e che per gli orologi non vi sia alcuna prova che siano stati donati dai dirigenti.

Che Moggi abbia mostrato preoccupazione per la sorte del figlio, Alessandro, dirigente della Gea World, non muove a compassione i critici. Per Gad Lerner, infatti, si tratta solo di «Amici degli amici, figli dei padrini, più o meno come nella mafia» (Rep., 23 maggio). è proprio il paragone con l’onorata società ad andare per la maggiore. Non solo nell’ironia livorosa degli striscioni da stadio che compaiono su tutti i campi di serie A nell’ultima partita di campionato (“Pronto sono Luciano, liberate Provenzano”, “Moggi usa i pizzini”, “Luciano baciamo le mani”) ma anche nella definizione di “cupola” con cui si indica il “sistema Moggi” (fra i pochi a indispettirsi Giovanni Trapattoni: «Chi si indigna è un ipocrita, parlare di cupola è un’esagerazione», Rep., 20 maggio).

«Questo scandalo è peggio di tutti gli altri, è il più ramificato ed il più simile (ammazzamenti esclusi) ai metodi mafiosi» (Gianni Mura, Rep., 22 maggio)
Un sistema che viene processato minuziosamente sulla stampa e un po’ frettolosamente nell’aula del tribunale.
«In settemila pagine non c’è traccia di una mia telefonata con Moggi. Sono stato giudicato sui giornali e sulle tv. Gli sviluppi delle indagini li ho conosciuti andando in edicola» (Massimo De Santis, Corriere, 24 giugno)

Pure Repubblica – che da maggio a oggi non si risparmia nella pubblicazione delle intercettazioni e negli attacchi ai protagonisti di Calciopoli – ha qualche dubbio: «Al processo non sono stati ammessi testimoni. Anche il peggiore dei criminali ha diritto a una testimonianza a favore»; «la partenza sprint del pm Palazzi è stata un passo avventato»; «è singolare l’impostazione del dibattimento. Strano che nessuno faccia domande (…) si entra poco nel merito. Comprensibile la velocità, ma nell’80 (scandalo calcio scommesse, ndr) e in tanti altri casi, le Commissioni giudicanti andavano a notte fonda» (Rep., 6 luglio)

Proprio paragonando l’attuale processo a quello che lo vide protagonista come capo ufficio indagini sul calcio scommesse, Corrado De Biase dice:
«Sui giornali ho letto solo frasi staccate, non mi pare di aver letto di un illecito sportivo per alterare il risultato. Di partite comprate o vendute non mi sembra di averne viste»; «Quando sento dire dal commissario Rossi che farà tutto lui e che può arrivare a giudizio anche senza interrogare, c’è qualcosa che non torna» (Rep., 20 maggio)

Lo stesso De Biase, in un’altra intervista, commenta la frase di Francesco Saverio Borrelli che ha parlato di «illecito strutturato» come reato commesso da Moggi e soci: «Si parla di illecito strutturato. Ma che cos’è? Non esiste. Si vuol far capire che c’è qualcosa di diverso, di anomalo. Ma illecito strutturato proprio no. Esiste l’illecito sportivo. Non si può parlare di cose che non esistono nell’ordinamento giudiziario sportivo»; «La dimostrazione dell’illecito sportivo io ancora non l’ho vista. (…) Fino a oggi quello che vedo è la violazione dell’articolo uno del codice di giustizia sportiva, che impone ai tesserati di comportarsi secondo i princìpi di lealtà, correttezza e probità. (…) Però quello che abbiamo letto fino a oggi a me non dimostra che c’è stato il tentativo di alterare una partita» (Il Foglio, 22 giugno)

L’avvocato Gaetano Scalise, difensore dell’arbitro Gabriele e dell’ex designatore Bergamo dichiara: «Il commissario straordinario della Figc ci ha concesso solo tre giorni per studiare migliaia e migliaia di carte e presentare memorie. Non so se mi spiego» (Corriere, 24 giugno).

D’altronde la Procura di Torino che per prima aveva visionato tutte le intercettazioni aveva archiviato il caso in quanto «le ipotesi accusatorie sono senza riscontro» e per «l’assenza di alcuna utile informazione sull’eventuale corruzione».

Lo ribadisce anche Marcello Maddalena, procuratore della Repubblica di Torino in una lettera al quotidiano Repubblica che il giorno precedente l’aveva accusato di «timidezza investigativa». Scrive Maddalena che dalle intercettazioni non erano «emersi elementi di prova tali da confermare l’originaria ipotesi investigativa (corruzione di pubblico ufficiale) per cui le stesse erano state autorizzate». E d’altronde, come dichiara Borrelli, nel giorno degli interrogatori degli arbitri, «non ci sono pentiti» (8 giugno). Però c’erano già i colpevoli.

E di Giraudo che dice di un arbitro “se è furbo dimezza l’Udinese” cosa pensa? «Mi sono divertito a scaricare da internet gli orari delle telefonate. E se li controllate anche voi, capirete tutto». La telefonata era successiva alla partita incriminata? «Proprio così» (intervista all’arbitro Massimo De Santis, Rep. 9 maggio)

Siamo in buone mani. Perché, come spiega Giorgio Bocca:
«La nomina di Borrelli a dirigere le indagini sul grande scandalo del calcio è la cartina di tornasole, il reagente chimico, la prova della verità, la caduta delle menzogne, il re nudo del popolo berlusconiano che “non molla”, che non tollera ritorni alla giustizia, che concepisce la democrazia solo come alleanza delle cosche più forti e più ricche» (Rep., 24 maggio)

Né, d’altronde, alcun dubbio può essere mosso sulla figura super partes di Guido Rossi. O forse solo uno:
«Mi chiedo come mai la pubblicistica italiana dica ogni abominio possibile sul potenziale conflitto di interessi di Adriano Galliani presidente di Lega e dirigente del Milan, ma non adoperi lo stesso criterio nei confronti di Guido Rossi, commissario straordinario della Federcalcio ed ex dirigente dell’Inter di Moratti dal 1995 al 1999, e di Gigi Agnolin, nominato Commissario degli arbitri ma pur sempre ex dirigente della Roma dal 1995 al 2000 (al posto di Moggi, guarda che combinazione)». (Christian Rocca, ilfoglio.it/camillo, 3 luglio)
 Alla luce di queste parole e dopo i fasti mondiali, a rileggere certe dichiarazioni vien quasi da piangere dal ridere. 
 se si arrende anche mike
 «Dopo 75 anni di fede juventina, abbandono» 
(Mike Bongiorno, Chi, 24 maggio);

«Il vero scudetto della Juve sarebbe restituire lo scudetto» 
(Francesco Merlo, Rep., 16 maggio),
«La mia Juve senza telefonini. Con Agnelli contavano onestà e sacrifici» 
(Zibì Boniek, Rep., 16 maggio);  
«L’hanno fatta grossa. Il profondo disagio di tifare Italia non riusciamo a togliercelo di dosso» 
(L’Unità, 19 maggio);

«Dati i sospetti, la Figc, o lo stesso ct, dovrebbero dare un segnale chiaro. Ad esempio la sospensione dell’allenatore» 
(Il Riformista, 19 maggio); 

«Lippi, Buffon e Cannavaro devono tornarsene a casa» 
(Il manifesto, 19 maggio); 

«La Nazionale farebbe meglio a starsene a casa» 
(La Padania, 19 maggio);

«Lippi e Cannavaro, per favore: lasciate o spiegate. (…) I protagonisti del calcio italiano devono mettersi in testa una cosa: dopo quello che abbiamo letto o sentito, l’età della deferenza è finita» 
(Beppe Severgnini, Corriere, 20 maggio); 

 «La Nazionale è la Nazionale italiana, non la Nazionale della Gea. Lippi deve dimettersi» 
(Beppe Grillo, 20 maggio); 

 «Lippi si faccia un esame di coscienza» 
(Gigi Simoni, 20 maggio); 

 «Quelli del calcio scommesse, al confronto erano ladri di galline» 
(Paolo Rossi, Rep., 21 maggio);

  «Con Lippi ci presentiamo in una situazione imbarazzante» 
(Gianni Mura, Rep., 21 maggio);

 «Serve un atto di umiltà, il ct non se la può cavare parlando solo di calcio, 
le intercettazioni non ce le siamo inventate noi giornalisti» 
 (Roberto Beccantini, La Stampa, 21 maggio);

«Come presidente della Figc avrei voluto Zeman» 
(Daniele Capezzone, Corriere, 24 maggio); 

 «Il mondo del calcio è marcio» 
(Zdenek Zeman, 13 maggio),

«Gesto nobile, ma sulle intercettazioni sbaglia» (l’associazione “Libertà e giustizia”, commentando le dimissioni del suo affiliato Franzo Grande Stevens da presidente della Juventus che aveva osato dire: 
«La privacy è stata violata», 25 maggio); 

 «Parole fuori posto» (titolo di un commento non firmato apparso sul Corriere a fianco dell’articolo “Cannavaro:
 «Moggi? Facevano tutti così»”, 25 maggio); «Chiediamo un risarcimento per ciascun tifoso di 2.500 euro» 
(Codacons, 25 maggio); 

 «Non dovevamo andare in Germania»
(Aldo Nove, 31 maggio)

  «Tifo Ghana» 
(Andrea Pinketts, 31 maggio);

«Sono con l’Italia senza entusiasmo»
 (Nando Dalla Chiesa, 31 maggio);

 «Tifare africano» 
(titolo di Alias, supplemento del Manifesto).

 «è un’occasione storica, non possiamo sciuparla. Siamo di fronte alla possibilità di processare, finalmente, tutto il calcio italiano. Le intercettazioni? Non bisogna demonizzarle. L’importante è usarle bene. Senza offendere le persone» 
(Diego Della Valle, Corriere, 24 giugno);

 «Levate quella fascia a Cannavaro. Signor commissario, ci ascolti, ascolti i tifosi di calcio. Questo non è un capitano,

 questo non è il nostro capitano, questo non è il capitano di una Italia che cerca di uscire dal più grande scandalo pallonaro della sua storia mostrando una faccia pulita» (Riccardo Luna, Il Romanista, 25 maggio);

 «Scudetto da assegnare. è un premio per chi rispetta le regole» (Massimo Moratti, presidente dell’Inter che falsificò il passaporto a Recoba, Corriere, 25 giugno);

 «Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione (…). E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano» (Vittorio Zucconi, Rep., 18 giugno).

E, infine, la più sublime:
«Mi farebbe piacere non vedere Totti in questa nazionale… O meglio: lo vorrei come capitano, in un’Italia senza Cannavaro, Buffon e Lippi. Saremmo dovuti andare in Germania col lutto al braccio perché il calcio è morto» 
(Claudio Amendola, Corriere, 2 giugno). 
TEMPI  

IL PUNTO SUL "TORNEO AZIENDALE DELLA FAMIGLIA MORATTI" - COSI' CONVERTITA LA EX SERIE A CON IL COLPO DI STATO NOMINATO-CALCIOPOLI. PER POTER FAR VINCERE QUALCOSA AL "MASSIMO-CORRUTTORE-MINUS HABBENS", INCAPACE DI VINCERE MALGRADO I COPIOSI AIUTI ARBITRLI, SIA DIRETTAMENTE FAVORENDO L' "inter", E' SIA INDIRETTAMENTE DANNEGGIANDO LA JUVENTUS! IN QUESTA PAGINA, ABBIAMO FATTO UNA PICCOLA RACCOLTA DEI CAMPIONATI 2001-2002 --- 2002-2003 --- 2003-2004 --- 2004-2005

EX SERIE A - NUOVO TORNEO AZIENDALE DELLA FAMIGLIA MORATTI
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  L'IRONIA DI Christian Rocca - MOLTO SIMPLICIO
 Il fondamentale calciatore del Palermo, Simplicio, è stato espulso preventivamente. Domenica, infatti, i rosanero giocano contro gli indossatori di scudetti altrui. E' la decima volta in tredici giornate che accade. (Nota: c'è, evidentemente, qualcuno che non ha capito il senso di questo conteggio). Non è volto a dimostrare che gli indossatori sono favoriti dagli arbitri, quello e evidente in tutte le partite.  Il favore che gli hanno fatto è molto più grande: l'assegnazione di uno scudetto, la cancellazione della Juventus e l'abbattimento di Milan, Fiorentina e Lazio in modo da fargli vincere la (ex) Serie A trasformata in torneo aziendale dei Moratti... dalla tristezza come i colori sociali!


Il ridicolo conteggio serve a dimostrare l'insensatezza dell'accusa (rigettata perfino dai giudici di Guido Rossi) avanzata a maggio nei confronti della Juventus
 

Sempre più avvicente il Torneo Aziendale della famiglia Moratti, col valoroso Palermo in testa, la Rometta sempre lì in agguato e il fantasioso Siena minacciosamente quarto (ma opportunamente penalizzato di un punto, non si sa mai con questi bianconeri). Il torneo aziendale è così palpitante e appassionante che i tifosi preferiscono non andare allo stadio 


né abbonarsi a Sky per paura di farsi venire un infarto, tanto l'esito finale è appeso a un filo. Lo sponsor del torneo è sempre quello di casa, diverso da quello che compare sulle maglie, ma quello che compare sulle maglie controlla quello che sponsorizza il torneo.

Gli avversari sono quelli che sono, per effetto delle inchieste avviate in ambienti della società telefonica sponsorizzatrice e intrecciata con quella di famiglia. L'ex membro del cda è passato un attimo in Federazione per chiudere la Juve, il Milan, la Fiorentina e la Lazio e poi è tornato a presiedere la società sponsorizzatrice e intrecciata con quella di famiglia, 

oltre che con l'ufficio intercettazioni illegali da cui è partito tutto e con il megafono rosa del torneo aziendale nel cui cda siede il vicepresidente dello sponsor e della specchiata seconda squadra di Milano. Ora Moratti apre un altro fronte di incertezza, questa volta sullo stadio. Vuole lo stadio, ne vuole uno tutto suo, accipicchia, un po' come quando si mise in giardino Recoba, Avioncito Rambert e il sassofonista jazz Vampeta. 

Moratti lo vuole questo stadio ed è disposto ad aprire un duro contenzioso col sindaco di Milano, probabilmente già durante il pranzo familiare di Natale.(20-11-2006 - 02:42)
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 Dall'inter a Telecom i 100mila file degli spioni. Per ricattare a piacimento?
http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/cronaca/spionaggio-calcio/spionaggio-calcio/spionaggio-calcio.html

Un assaggio dei risultati dei campionati 2001-2002 - 2002-2003 - 2003-2004 - 2004-2005
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Stagione 2004-2005
1)-inter vs palermo: gol annullato a toni per fuorigioco che non c'era
2)-inter werder brema: rigore dell' 1-0 -il fallo e' stato commesso fuori area, dunque c' era punizione e non rigore.
3)-atalanta vs inter : il gol dell 2-3 nasce da un evidente fallo di adriano ai danni di natali.
4)-inter vs parma: rigore non dato al parma sull 1-2 per trattenuta in area di materazzi ai danni di gilardino.
5)-roma vs inter: rigore non dato alla roma sull' 1-1 per fallo di cordoba su mancini (l'inter aveva un rigore su martins (non dato)
6)-udinese vs inter: van der meyde andava espulso per un fallo da dietro su jankulovski. neanche ammonito. un rigore non dato all udinese sull' risultato di 3-1 per i perdazzurri per trattenuta di killerazzi su un giocatore bianconero
7)-inter vs lazio: veron fa una bruttissima entrata da dietro su un giocatore laziale. prima lo calcia con la gamba sinistra e poi con la destra (a forbice). soltanto ammonito.7 novembre 2004) Fiorentina-Inter 1-1
Nel primo tempo, fallo di Javier Zanetti su Nakata in area interista. L'argentino lo stende, prendendolo dalla spalla sinistra, ignorando completamente il pallone. E' rigore. L'arbitro De Santis non lo concede
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SUPERCOPPA:
JUVE-inter 0-1 : rete regolare annullata a Trezeguet.
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CAMPIONATO:

8)-inter-fiorentina 1-0 : rete di Martins viziata da fuorigioco di Adriano.
9)-inter-milan 3-2 : vantaggio interista su rigore inesistente.

10)-siena-inter 0-0 : sul finale rigore per il siena non dato per fallo di mani. Mancano 10 secondi -alla fine del recupero, ma l'arbitro fischia la fine.
11)-inter-cagliari 3-2 : rigore negato al cagliari sullo 0-0. Capovolgimento di fronte e vantaggio dell'inter. Gol del 2-0 dell'inter su rigore inesistente.
12)-treviso-inter 0-1 : sullo 0-0 Beghetto viene messo a terra da Cordoba mentre sta per colpire di testa a colpo sicuro. Rigore ed espulsione? macch !
13)-messina-inter 1-4 : sull'1-0 per l'inter viene negato un rigore al messina che avrebbe potuto cambiare la partita, per fallo di Favalli su Iliev.
14)-lazio-inter 0-0 : annullato misteriosamente un gol a Cesar.
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COPPA ITALIA (quarti di finale):
inter-parma 0-0 (1-0 per l'inter all'andata)
negato un netto rigore a parma per fallo da ultimo uomo di Materazzi. Si sarebbe andati ai supplementari con l'inter in 10!
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CHAMPIONS LEAGUE :
inter-villareal2-1:sul finale rigore negato al villareal. Poi al ritorno decide un gol di Arruabarrena. =====


SERIE A 2003/2004
4
)-giornata - Udinese-Inter 0-0
Dopo 3 giornate interlocutorie in cui Marco Killerazzi, mai sanzionato, si era reso protagonista dei soliti interventi con tacchetti altitudine-2-metri-dal-suolo, contro l'Udinese finalmente   lui a farsi male, peraltro da solo. La chiamano giustizia divina.
Nonostante l'assenza della punta di diamante del gioco diciamo cos ... maschio (!!), l'Inter non demorde e il buon Luciano in un raptus di grinta si produce in un intervento da dietro. Come Cristo paga lui per tutte le porcherie dei suoi illustri compagni: doccia.
Ancor meglio fa Mohamed Killeron che prende a spallate l'arbitro e a calcioni il portiere dell'Udinese. Solo ammonito.
Nel secondo tempo vengono bloccate due azioni pericolose dell'Udinese con uomini di fronte alla porta. Non erano in fuorigioco.
Il sempre corretto Cordoba si fa notare per interventi a forbice, spinte immotivate e tutto ci  che concerne il repertorio. Nemmeno ammonito.
5
)-giornata - Inter-Milan 1-3
Mancava Marco Macellazzi, non ci ha pensato Cordoba a farne le veci ma Cannavaro   stato eccezionale. Intervento in tacchetto puro 100% sul petto di Inzaghi. Da segnalare il doppio avvitamento volante per raggiungere lo scopo. Colpo di gran classe.
Era gi  ammonito ma l'arbitro ha sorvolato.
6
)-giornata - Brescia-Inter 2-2
Forbice di Almeyda (nemmeno ammonito!) e comico rigore su micro-spinta ai danni di Cruz al minuto 87.
7
)-giornata - Inter-Roma 0-0
Almeyda interviene in elevazione di ginocchio(!) sulla testa dell'avversario. Nemmeno ammonito.
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Champions 2003/2004
2
)-turno, primo girone champions Inter-Dinamo Kiev 2-1
Adani prosegue la tradizione europea segnando un bel gol di mano. A livello di falli siamo ancora distanti da Materazzi ma in quanto a sportivit  la frequentazione comincia a dare i suoi frutti.
Nota di costume: Adani era il piu' "scandalizzato" dagli episodi a sfavore dell'Inter contro l'Udinese....
Questi dell 2003/2004 non sono aggiornati.
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SERIE A 2002/2003
2
)-giornata - Inter-Torino 1-0
Prima giornata e gi  si ruba...
Gol su punizione del Torino che viene annullato per presunto fuorigioco di Galante.
4
)-giornata - Inter-Chievo 2-1
Vieri (gi  ammonito per un fallo a centrocampo) protesta e manda a fare in culo l'arbitro per 90 minuti consecutivi. In un'occasione chiede platealmente il cambio alla sua panchina ma il secondo cartellino giallo non arriva mai. Alla fine della partita entra Sergio Coince ao ed alla prima protesta viene espulso direttamente.
Sudditanza psicologica?
5
)-giornata - Piacenza-Inter 1-4
Di Biagio (gi  ammonito) sgambetta volotariamente Maresca al limite dell'area, il giocatore cade in area e viene concessa una punizione dal limite. In Brescia-Roma (turno precedente) lo stesso episodio nella stessa zona del campo aveva portato al rigore per la Roma.
Di Biagio viene incredibilmente graziato dalla seconda ammonizione ma la stessa sorte non capita ad Hubner che viene sbattutto fuori su segnalazione del guardalinee dopo una protesta per un calcio d'angolo ingiustamente non concesso. Con il Piacenza in 10 l'Inter dilaga.
6
)-giornata - Inter-Juventus 1-1
Di Biagio reagisce un fallo di Davids scalciandolo da terra. Nessuna sanzione. Toldo esce alla disperata su Del Piero lanciato a rete. Evidente gioco pericoloso al limite dell'area ma non viene fischiato nulla.
Al minuto 50 del secondo tempo si fa cinema, viene riproposta "La carica dei 101". Protagonisti: tutta la squadra dell'Inter e Buffon. Pareggio...
7
)-giornata - Inter-Bologna 2-0
Clamoroso rigore non concesso al Bologna dopo un evidente fallo di S.Coince ao. Pochi minuti dopo l'Inter raddoppia grazie ad un fuorigioco di Crespo non segnalato dal guardalinee.
E Moratti ringrazia... 3 punti rubati in sole due giornate di campionato (+2 rubati alla Juventus).
8
)-giornata - Como-Inter 0-2
Nel periodo in cui impazza la prova televisiva Vieri si permette di pistare gli avversari senza rischiare minimamente la squalifica. Si sa, il "palazzo"   sempre contro l'Inter, lo disse Moratti...
(*1*
)-giornata (recupero) - Empoli-Inter 3-4
Emre, gi  ammonito, interviene in ritardo ed a gamba tesa, persino lui si rende conto della gravit  dell'intervento ma non scatta il secondo cartellino giallo.
9
)-giornata Inter-Udinese 1-2
Vieri sgambetta in allegria e non viene punito ne' dall'arbitro ne' dalla prova televisiva (evidentemente hanno fatto una Cirami proprio per Bobone..). Morfeo interviene a gamba tesa sui legamenti del povero Martinez che esce dal campo prematuramente. 6 mesi di stop per lui.... piu' o meno quanto avrebbe meritato Morfeo di squalifica...
10
)-giornata Roma-Inter 2-2
Cordoba ferma Montella in area tirandolo per la maglia, l'arbitro non vede, era fallo su chiara occasione da gol ossia rigore+espulsione.
Clamoroso pugno (ENNESIMO) di Vieri a Lima. Ancora... incredibilmente... nessuna decisione da parte dell'arbitro! Vieri continua ad essere immune.
12
)-giornata Inter-Brescia 4-0
Anche quando non servirebbe arriva l'aiutino. Il terzo gol di Vieri   segnato in fuorigioco.
16
)-giornata Inter-Modena 2-0
Minuto 37: Kamara viene fermato solo davanti a Fontana per fuorigioco inesistente.
Minuto 56: rigorissimo di Coco che s'ingroppa Kamara ma l'arbitro non vede.
18
)-giornata Inter-Empoli 3-0
Vieri segna 3 gol, uno in fuorigioco.
19
)-giornata Torino-Inter 0-2
Primo tempo, 0-0, Comotto viene fermato per fuorigioco inesistente con la difesa dell'Inter sulla 3/4.
20
)-giornata Inter-Reggina 3-0
Gomitata di Batistuta non sanzionata, rigore generoso su Emre (la giuria ha dato 9.5 al tuffo), grottesco dietro-front in occasione del rigore in favore della Reggina. Cannavaro cerca il pallone in sospensione ma il guardalinee vede un fantomatico fallo che annula l'infrazione precedente.
A fine partita De Canio, allenatore della Reggina, si sfoga ai microfoni di Telepiu e Rai.
22
)-giornata Inter-Piacenza episodio chiave
Sullo 0-0 e in pieno momento di crisi dell'Inter Morfeo commette fallo su Maresca che rimane a terra. Il piacenza chiede di buttare la palla fuori, Dalmat prosegue l'azione ed arriva il gol che sblocca la partita. Che stile... 23
)-giornata Juve-Inter 3-0
La premiata macelleria Materazzi si produce nel solito vigliacco colpo omicida. Stavolta i tacchetti di Killerazzi s'infilano diritti nel fianco di Trezeguet. Mister "ma io ve l'ho fatto vincere lo scudetto" rimane ancora una volta impunito, neanche cartellino giallo. Chi sar la prossima vittima?
26
)-giornata Udinese-Inter 2-1
Nel finale di partita non viene fischiato un clamoroso fuorigioco di Vieri che viene a trovarsi solo davanti alla porta. Per fortuna il portiere dell'Udinese compie un autentico miracolo e salva il risultato.
28
)-giornata Inter-Milan 0-1
Bollettino di guerra:
Marco Killerazzi solo ammonito dopo aver marchiato a fuoco le costole di Shevchenko.
Maldini sostituito per frattura del setto nasale dopo la gomitata numero "enne" di Vieri (nemmeno ammonito) nel campionato in corso.
Serginho sostituito dopo un' entrata assassina di Cordoba.
Varie ed eventuali....
29
)-giornata Brescia-Inter 0-1
Nel primo tempo viene annullato un gol al Brescia. Ovviamente il fuorigioco non c'era. Nel secondo tempo l'arbitro s'inventa un nuovo modo per fermare l'azione:
Baggio perde un parastinchi mentre ha la palla tra i piedi e si trova in area di rigore, fischio e gioco fermo....
31
)-giornata Brescia-Inter 0-1
Atalanta-Inter 1-1 (arb. Tombolini): clamoroso spintone in area interista di Materazzi a Rossini, scaraventato a terra dall'interista. Rigore netto che l'arbitro ignora.
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PRELIMINARE CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003
Sporting Lisbona - Inter 0-0
40'(PRIMO TEMPO) Episodio dubbio nell'area dell'Inter. Su un cross di Barbosa, Nicolae d  l'impressione di essere trattenuto da Cordoba.
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, quarta partita del primo girone
Lione - Inter 3-3
Nel corso del primo tempo (1-1) Viene fermato Anderson lanciato a rete per fuorigioco assolutamente inesistente (Anderson era almeno 2 metri prima dell'ultimo difendente).
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, quinta partita del primo girone
Inter - Rosemborg 3-0
L'azione del secondo gol dell'Inter (autogol) nasce da un evidente fuorigioco di Vieri.
Nel finale di partita non viene punito un tocco di mano di Materazzi in piena area.
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, sesta partita del primo girone
Ajax - Inter 1-2
Nella partita decisiva per il passaggio del turno l'Ajax si vede annullare un gol stra-valido segnato a pochi minuti dopo l'inizio della partita (fuorigioco inesistente). Nel secondo tempo viene lasciato impunito un evidente fallo di mano di Cordoba in piena area.
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, terza partita del secondo girone
Barcelona - Inter 3-0
Nonostante la figura di ****a l'Inter trova il modo di atterrare i giocatori avversari in area senza alcun problema. Clamoroso l'abbaccio di Gamarra a Saviola all'altezza del dischetto del rigore.
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, quinta partita del secondo girone
Inter-Newcastle 2-2
Coince ao non viene espulso per un' entrata killer (identica a quella di Nervo su Emre...). Vieri simula in area di rigore e non viene ammonito come puntualmente   capitato a Bellamy.
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CHAMPIONS LEAGUE 2002/2003, ritorno dei quarti di finale
Valencia-Inter 2-1
Sul 2-1 per il Valencia non viene concetto agli spagnoli il rigore piu' netto della storia del calcio. Materazzi, completamente fuori tempo, calcia Sanchez dentro l'area di rigore ma l'arbitro non fischia!
Veramente incredibile. Il gol del 3-1 avrebbe qualificato il Valencia.

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SERIE A 2001/2002
1
)-giornata - Inter-Perugia 4-1
Sullo 0-0 l'azione che porta a gol di Kallon   frutto di una clamorosa "schiacciata" pallavolistica non sanzionata. In seguito a questo svista l'allenatore del Perugia Cosmi viene espulso dal campo per proteste. Nel secondo tempo un fallo da ultimo uomo di Cordoba non viene punito.
5
)-giornata - Inter-Bologna 1-0
Pecchia a pochi metri dalla porta scappa via a Georgatos che lo tira per la maglia.
L'arbitro non solo non concede il rigore, ma ammonisce Pecchia per simulazione! Pecchia era gi  ammonito per cui viene incredibilmente espulso!!

8)-giornata - Inter-Milan 2-4
I nerazzurri riescono a rubare pure quando prendono le batoste...
Dopo pochi minuti dall'inizio Toldo esce dalla porta per recuperare un pallone, calcola per  male le distanze e finisce mezzo metro fuori dall'area di rigore. L'arbitro non vede nulla.
2°tempo: Vivas gia' ammonito reagisce platealmente di fronte al guardalinee ed al quarto uomo. Anche i commentatori di Telepiu' si accorgono della scena e si stupiscono che non vengano presi provvedimenti.
9
)-giornata - Inter-Lecce 2-0
Materazzi entra in maniera scomposta con le ginocchia su un giocatore del Lecce, ci starebbe una sacrosanta ammonizione ma viene fischiato solo fallo. Successivamente sarebbe stato perci  espulso dopo la gomitata su Giacomazzi che ha fruttato solo il cartellino giallo.
10
)-giornata - Roma-Inter 0-0
Fallo di Zanetti su DelVecchio lanciato a rete. Sarebbe espulsione ma l'arbitro lascia proseguire.
11
)-giornata - Inter-Fiorentina 0-0
Fuorigioco inesistente fischiato a Rossi (Fiorentina) lanciato a rete. Si era sullo 0-0
12
)-giornata - Atalanta-Inter 2-4
Sullo 0-1 per l'Inter l'arbitro non vede un gol dell'Atalanta con palla dentro la porta di 50 centimetri. Ricordiamoci che per un episodio analogo (empoli-juventus 1998) gli interisti pretesero interrogazioni parlamentari...
Sul 2-1 per l'Atalanta viene assegnato un ridicolo rigore in favore dell'Inter. Vieri pareggia ed i nerazzurri che prima non stavavo beccando palla vanno a vincere la partita.
13
)-giornata - Brescia-Inter 1-3
Minuto 35, Esposito crossa e Gresko (gi  ammonito) stoppa il pallone con le braccia alzate, l'arbitro non fischia nemmeno fallo.
Nel secondo tempo lo stesso Gresko trattiene Toni in area in una chiara occasione da gol. Sarebbe rigore + espulsione ma l'arbitro non vede. Un minuto dopo Vieri segna il gol del 1-2 per l'Inter.
Finale di partita: Cordoba da una gomitata a Tare ma non viene sanzionato.
14
)-giornata - Inter-Chievo 1-2
Nell'azione del primo gol del Chievo il giocatore dell'Inter Farinos tenta di rinviare la palla con un palese tocco di mano volontario. Non viene nemmeno ammonito! (in certe situazioni gli arbitri decidono sempre per il rigore + espulsione, ma visto che la palla entrata in rete si e  avuta l'impressione che l'arbitro Rosetti non abbia voluto infierire)
Sul 1-2 per il Chievo l'interista Sorondo trattiene Corradi in area ma l'arbitro non vede, segue un'azione confusa e la palla calciata a rete a botta sicura va a sbattere proprio contro Corradi che era rimasto a terra!
15
)-giornata - Inter-Verona 3-0
Gol del 2-0 di Ronaldo che riceve il pallone da Coincecao partito in netta posizione di fuorigioco.
16
)-giornata - Piacenza-Inter 2-3
Gomitata di Vivas al giocatore del Piacenza Gautieri. Sarebbe espulsione ma l'arbitro non vede (si era sullo 0-0).
Nel finale di partita viene fermata una pericolosa azione di Gautieri per fuorigioco inesistente.
1
7)-giornata - Inter-Lazio 0-0
Dopo 3 minuti di gioco viene fermato Claudio Lopez solo davanti a Toldo per un fuorigioco inesistente.
18
)-giornata - Perugia-Inter 0-2
Sullo 0-0 Vieri da un pugno al centrocampista del Perugia Gatti. L'arbitrodecide di non vede.
19
)-giornata - Inter-Parma 2-0
1-0 per l'Inter, Recoba spinge in area ed in maniera molto sospetta il giocatore Diana del Parma che era lanciato a rete.
20
)-giornata - Venezia-Inter 1-1
Sul risultato di 0-0 Maniero viene fermato di fronte a Toldo per fuorigioco inesistente, un minuto dopo Vieri porta in vantaggio l'Inter. Nel secondo tempo Valtolina crossa basso in mezzo e Materazzi ferma il cross con la mano, la palla ritorna allo stesso Valtolina che esegue un nuovo cross fermato con la mano stavolta da Gresko! Niente rigore.
21
)-giornata - Inter-Torino 0-0
Materazzi entra a piedi uniti sulle caviglie dell'avversario, sarebbe espulsione diretta ma viene graziato.
Di Biagio (gi  ammonito) tocca il pallone con entrambe le mani ma non viene sanzionato. Dopo pochi minuti lo stesso Di Biagio interviene in maniera pericolosa e scomposta su Bucci in uscita ma viene salvato nuovamente dall'arbitro! Cuper molto astutamente lo sostituisce per evitare problemi.
Kallon da una ginocchiata a Bucci procurandogli una ferita in testa, nemmeno ammonito.
22
)-giornata - Bologna-Inter 2-1
Ennesimo furto interista anche in una partita persa.
Minuto 70, Cristiano Zanetti gi  ammonito ferma nettamente con un braccio un passaggio di un giocatore del Bologna. Collina lo grazia. Dopo un solo minuto tiro di Cruz dal limite dell'aria e clamoroso fallo di mano in area (braccio non aderente al corpo) di Sorondo, ancora una volta Collina non se la sente di intervenire.
23
)-giornata - Verona-Inter 0-3
Al primo minuto Materazzi commette fallo su uomo lanciato a rete ma viene soltanto ammonito.
Cordoba da un calcione violento in faccia al povero Frick che   costretto a farsi sostituire. Udite, udite... nemmeno cartellino giallo!!
Perla della giornata:
Georgatos stende Cossato (sul risultato di 0-1), l'episodio   veramente clamoroso, l'arbitro fa proseguire.
24
)-giornata - Inter-Udinese 3-2
Fallo violento di Farinos non sanzionato. 
Fallo di Seedorf non sanzionato.
Fuorigioco inesistente fischiato all'Udinese con giocatore di fronte a Toldo e sul punteggio di 2-1.
Sul punteggio di 3-1 per l'Udinese nettissimo fallo di mano di Di Biagio in area nel tentativo di anticipare l'avversario. Anche i telecronisti rimangono perplessi.
25
)-giornata - Milan-Inter 0-1
Seedorf e Materazzi, gi  ammoniti, se la cavano piu' volte nonostante trattenute volontarie a centrocampo e falli di vario genere. Difficile da capire la mancata seconda ammonizione a Seedorf per uno sgambetto a palla lontana al 24esimo del secondo tempo. 2 minuti dopo   arrivato il gol di Vieri.
26
)-giornata - Inter-Juventus 2-2
Del Piero fermato due volte per fuorigioco inesistente. Nella prima occasione era solo di fronte a Toldo, nella seconda aveva la possibilit  di passarla comodamente a Trezeguet completamente smarcato in mezzo all'area.
27
)-giornata - Inter-Roma 3-1
Cafu subisce fallo da Javier Zanetti appena fuori area, cade e l'arbitro lo ammonisce per simulazione!
Cristiano Zanetti tocca volontariamente il pallone con la mano e non viene ammonito. Sul punteggio di 3-1 Totti viene ammonito per simulazione dopo un fallo da rigore di Cordoba.
31
)-giornata - Inter-Brescia 2-1
Sul risultato di 0-1 per il Brescia viene fermato Bachini completamente libero in area per via di un fuorigioco inesistente.
32
)-giornata - Chievo-Inter 2-2
Durante l'ultimo minuto di recupero sul risultato di 2-2 Ventola trattiene vistosamente Corradi in area.
33
)-giornata - Inter-Piacenza 3-1
Sommese del Piacenza viene espulso per doppia ammonizione dopo una leggera trattenuta su Zanetti ed una posizione troppo avanzata su una punizione di Recoba. La stessa cosa non accade a Gresko che, gi  ammonito, non viene espulso per netto fallo in scivolata su Gautieri.
Con il Piacenza in 10 contro 11 negato un solare rigore per trattenuta clamorosa di Gresko sempre su Gautieri.
Chiss  se Moratti avr  visto "cose strane" oggi....
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COPPA UEFA 2001/2002
2  turno - Inter-Wisla Cracovia 2-0
Gol di Kallon del vantaggio interista segnato in netto fuorigioco.
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Ottavi di finale (andata) - Inter-AEK Atene 3-1
Gol del 3-2 annullato all'AEK per fuorigioco inesistente.
In precendenza c'era stato un sospetto rigore di Zanetti.