martedì, dicembre 12, 2006

l'Inter e la Gazzetta dello Sport? $$$$$$$$$$$


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 Per un'idea sull'Unione tra l'Inter, RCS-Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport, è utile leggere i sottostanti articoli

Nell'interVista rilasciata da "massimo moratti" a Claudio Sabelli Fioretti (Corriere Magazine) il 31 agosto 2006, ci sono questi passaggi, ne ho scelto 25, alcuni sono gravissimi, ed e' sorprendente che in un paese civile quale l'italia dovrebbe essere, sono ignorate dalle istituzioni, e' taciute dai media!
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-Presidente Moratti, se non ora, quando?
«Ha perfettamente ragione. Non abbiamo più scuse».

-Se perdete anche stavolta lei passa alla storia.
«Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile.
1)-«Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari».

Questa volta abbiamo meno avversari, vincere sembra obbligatorio e facile.
La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima».

-Non dica così. L’Inter è campione già da quest’anno anche se Moggi lo ha definito uno scudetto di carta.
2)-«Non saprei come definire gli scudetti della Juve».

-Ai mondiali erano quasi tutti juventini. Nell’Italia e anche nelle altre squadre. Forse gli juventini vincevano perché erano bravi.
«La Juventus aveva un ottimo allenatore e un’ottima squadra».

3)-«Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi. Ma volevano essere sicuri al 100%».
4)-«Il sistema Moggi era come un’assicurazione».

-La difesa di Moggi è stata un po’ craxiana: così facevan tutti. Difesa singolare perché ammette la colpa.
«Vero. Direi eccesso di difesa».

-Dell’Inter, ai mondiali, c’erano solo Materazzi e Grosso.
«Ma sono stati determinanti per la vittoria. L’Inter non vince lo scudetto ma fa vincere i mondiali».

-Ma lei lo aveva capito che esisteva un «sistema Moggi»?
5)-«Se l’avessi capito, non avrei mandato più la squadra in campo. Perché giocare sapendo che non si può vincere?».
6)-«Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi».
7)-«E che gli arbitri avevano per loro un’attenzione speciale».
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-Qual è il massimo regalo che avete fatto a un arbitro?
8)-«Prosciutti a Natale. Furono contestati da alcuni giornali».
*(solo prosciutti!bugiardo!)

-Oltre ai prosciutti?
9)-«Sciarpe, guanti. Ma il prosciutto è il regalo più gradito. Si mangia e non rimane come prova ».
*(bugiardo patentato! E' gli elettrostimolatori milionari con lampada per l'abbronzatura denunciati dall'arbitro Cesari?)
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-Chi è l’arbitro migliore?
10)-«Paparesta».
*("paparesta? Quell'arbitro che lei "massimo moratti", il 12 febbraio 2006 prima della partita ando a trovarlo negli spogliatoi, e' dal FarabuttO ricevette assicurazione che avrebbe arbitrato una buona partita? Infatti per danneggiare la Juve, fece di tutto e di piu'! Compreso la punizione contro Nedved, che solo il "Dio del Calcio" impedi' a Recoba e Burdisso di pareggiare! Di quanti infami erano l'inter, il mondo arbitrare e il mondo mediatico!(attenzione all'occhiata dell'infame paparesta alla panchina dell'inter!) ecco l'intera partita. Giudicate sportivamente.

12-2-2006 inter-Juve1-2 Infame paparesta!p.t.48:46
https://www.youtube.com/watch?v=Fym5vpPCe2E

12-2-2006 inter-Juve1-2 Infame paparesta!s.t.50:34
https://www.youtube.com/watch?v=BGbwmeYjRlg

-Michele Serra ha scritto: «Presidente Moratti, si incaponisca quel tanto per sembrare il presidente del Milan, si attiri un po’ di meritata antipatia».
11)-«Non posso mica smentire di essere buono».
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Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
12)-«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».
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(perche' il capo Ufficio indagini: "francesco 'corrotto' borrelli", non ha denunciato questo Grave illecito alla Procura Federale, e' se si', perche' il  Procuratore Federale: "stefano 'corrotto' palazzi" non ha deferito:"inter-moratti-facchetti", chi glielo ha impedito? (forse lo stesso potere che impedi' al Procuratore Porceddu & co. di Retrocedere l'inter in B per il falso Passaporto di Recoba? Li ci furono anche i miliardi di moratti, e' pure questa volta?E' quanto avranno incassato "borrelli & palazzi?)
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-Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
13)-«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».

-Poteva denunciare la cosa lei.
14)-«Temevo che fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire che cosa ci fosse di vero».

-Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis.
15)-«Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla».

-La sinistra la voleva sindaco di Milano, deputato.
16)-«Deputato no. Ministro».

17)-Lei corteggiò Moggi…
«Mai. Ma lui sarebbe venuto volentieri all’Inter. Mi diceva: “L’Inter con me vincerebbe di sicuro”».
( https://www.youtube.com/watch?v=WEqEb6eTGBQ )

 Lei si sente un po’ come quello seduto sulle rive del Gange che aspetta il cadavere dei suoi nemici?
«In questo momento sta succedendo questo. Ma non posso permettermi di star sempre seduto».

Anche se alla fine sono stati un po’ tutti perdonati…
«Sono deluso. È successo come nei western quando arriva lo sceriffo nuovo a riportare la legalità. Fanno finta di essere contenti ma il saloon lavora meno, il bordello deve chiudere, i proprietari di cavalli non possono più fare intrallazzi. A quel punto tutti vogliono tornare al passato. È per questo che tutti attaccano lo sceriffo Guido Rossi».
Eccoli spavaldi verso la vittora! Vittoria di Pirro per il calcio italiano

-Moggi è stato durissimo con l’Inter.
18)-«Anche noi. Lo abbiamo querelato».

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-Però è vero che Recoba ha patteggiato la storia del passaporto falso.
-
19)-«E infatti abbiamo pagato 4miliardi di lire di multa e Recoba è restato fermo sei mesi. Siamo stati condannati e abbiamo pagato. Cosa c’entra questa storia con i guai di Moggi oggi?».
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-Forse Moggi intende dire che nessuno deve dare lezioni di moralità…
20)-«È l’ultima cosa che faccio».

-Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…
21)-«Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».

-Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
22)-«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».

-Lei ha mai telefonato a un designatore?
23)-«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni.

-Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c’è anche lei…
24)-«Solo telefonate “normali” senza alcun interesse».

-Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
25)-«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c’entrava e l’Inter no».
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Il 23-11-2006, Giancarlo Padovan Direttore di Tuttoport ha scritto questo articolo (foto aggiunta nel 2015)
 MANCIO, CANDIDO E LA GEA: IL PASSATO NON SI CANCELLA

 Dall’interrogatorio di Chiara Geronzi nell’ambito dell’inchiesta romana sulla Gea. “Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita (…) Le quote societarie erano queste: il 20 per cento lo detenevo io, il 20 per cento la Tanzi, il 20 per cento Cragnotti e poi c’era un 40 per cento in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini”.

La notizia è stata pubblicata da la Repubblica (autori Marino Boisso e Corrado Zunino) che a pagina 60 di ieri commenta: “Sopra il nome della Roma Fides” c’è stato a lungo un alone di mistero. L’interrogatorio della Geronzi offre un nuovo scenario e chiama in causa Mancini, che in passato ha smentito più volte una sua presenza nella contestata società”.

Dall’intervista a Sergio Cragnotti, ex patron della Lazio, concessa a Claudio Sabelli Fioretti (il collega che fece ammettere a Massimo Moratti di avere spiato l’ex arbitro De Santis) per il Corriere della Sera-Magazine, in edicola oggi.

Domanda: Lei un giorno ha parlato dei “moralisti alla Mancini…”.
Risposta: “Anche lui spingeva la cacciata di Cragnotti dalla Lazio. Quando me ne sono andato, la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti. E lui alla fine se n’è andato all’Inter portandosi via i migliori”.

Restiamo in (sfiduciata) attesa di leggere su qualche quotidiano amico della squadra e della società nerazzurra (ce ne sono tanti e di importantissimi) le ragioni per cui Mancini ha sempre smentito la sua appartenenza alla Gea. Smentirà anche Chiara geronzi, sua amica o ex amica?

E se lo farà, quali argomenti potrà usare? Dubito fortemente che Mancini torni sulla spinosissima questione, visto il rapporto che ha con la stampa, con la lingua italiana e - non in ultima analisi - con la verità. Come dubito che vorrà rispondere a Cragnotti perchè i moralisti di facciata sono sempre opportunisti della prima ora.

Infatti Mancini era il centro della Lazio di Cragnotti. E si è servito dell’uno e dell’altro finchè gli ha fatto comodo per la sua inspiegabile carriera di allenatore protetto da Federazione, Settore tecnico e ambienti ad essi contigui. Ricordate la deroga, letteralmente inventata, per farlo tesserare dalla Fiorentina nonostante avesse iniziato la stagione con la Lazio come allenatore in seconda? Io sì. Peccato che tutti gli altri - Mancini incluso- fingano di dimenticarlo.

La Gazzetta dello Sport di mercoledì 22 novembre, pezzo a firma di Candido Cannavò. La rubrica dell’ex direttore ha un titolo esortativo: “Fatemi capire”.
E’ un invito che raccolgo volentieri. Perchè nel prendere per l’ennesima volta le distanze dalla Gea, Cannavò - al pari di Mancini - incorre in qualche fondamentale amnesia.

“La Gea World - scrive Cannavò - era una sintesi indiscutibile e intoccabile di un potere calcistico che attraversava la grande economia, le istituzioni, un popolo di complici e finiva nel grande laboratorio di Moggi, padre e figlio, che avevano le spalle ben coperte”.
Poi, però, Cannavò sprofonda nell’oblio: “Spocchia, spregiudicatezza, molta abilità e persino una grande “fiera del calcio”, organizzata in grande pompa ogni anno a Milano, con una copertura televisiva che era più che altro uno spot pubblicitario, fondato sul culto della personalità della dinastia Moggi”.

Purtroppo, Candido omette di dire che quella “fiera” si chiamava Expogoal ed aveva tra i partner principali proprio Rcs e la Gazzetta dello Sport, quotidiano che a quella “fiera” ha dedicato spazio e lustro grazie alle sue migliori firme, ai suoi migliori cronisti, ai suoi migliori editorialisti, ai direttori ed ex direttori. Cannavò era tra essi. Dati e date, non illazioni.

 Dalla Gazzetta dello Sport del 12 ottobre 2003. “Expogoal è caratterizzata anche dai convegni (…) Domani alle 14.30, “Campionato Aic della Solidarietà”, progetto sociale dell’Assocalciatori a favore degli anziani. 
Moderatore Candido Cannavò”. Tutto scritto (e da ricordare).
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Giancarlo Padovan, gia' nei primi anni 200 era considerato uno dei giornalisti sportivi piu' brillanti, e' lascio' il Corriere della Sera (era vice direttore) per assumere la direzione di Tuttosport, dove si confermo' giornalita con tutte le virtu' tipiche del giornalismo Italiano: "Disinformazione & diffamazione"! Poi venne Calciopoli, e' ben presto capi' che di farsa si trattava e', in un sussulto di Dignita', ha pensato di poter fare del vero giornalismo, e' denunciare le porcate del piu' "infame e diabolico" diffamatore di indole e profssione, scrivendouna serie di articoli-denuncia, come il soprastante! E' gliel'hanno fatta pagare, conciandolo in questo modo,
 messo alla porta da Tutto sport ed essere bandito, al punto che nessun giornale gli ha dato lavoro, e' per sopravivere, doversi arrangiare in piccoli giornaletti, fare l'opinionista in piccole tv private e tante altre cose.
Ecco cosa succede, a schierarsi contro la Mafia Meneghina (foto con barba aggiunta nel 2016)
A MILANO, LA MAFIA ESISTE, E' A RETI UNIFICATE: MAFIA-NDRANGHETA-CAMORRA!

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