mercoledì, settembre 23, 2015

DA COMPLETARE 18 agosto 2015


 

18 agosto 2015
AMARCORD QUANDO (ieri, oggi e’ certamente domani!) ROBERTO BECCANTINI DICEVA/DICE CHE MOGGI ERA TROPPO POTENTE, E’ LA FACEVA IN BARBA A TUTTI! ANCHE SE TUTTI QUESTI MALFATTORI “SEMBREREBBERO” UN PO TROPPO DA SOPRAFFARE, ANCHE PER IL BUON DIO… MA BECCANTINI, LE INFORMAZIONI DI PRIMA MANO SONO REALI PERCHE GLI PROVENGONO DALLA CUPOLA DEL “TRONCHETTI”!\
We have unemployment and hunger and crumbling infrastructure and a tax system out of whack and a corrupt political system, why are we not taking to the street, Scritto da Ettore Juventinovero il 18 August 2015 alle ore 20:10

BECAUSE WE EMPLOY WEAPONS OF MASS DISTRACTION.

MILANO. Banche, giornali, teatri, cinema, sanità, università e un pizzico di mattone. Sono le passioni più diffuse tra i consiglieri di amministrazione italiani. Che, carte alla mano, non mancano certo di una spiccata versatilità. Secondo l’Osservatorio Board Index Spencer Stuart Italia, su 71 grandi imprese del listino principale di Piazza Affari, ben 68 hanno un amministratore in comune (e tutte, direttamente o indirettamente occupno una poltrona del CDA di Rcs-Mediagroup-Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport!, a cominciare da: Geronzi-Profumo-Bazoli ). Dalle ultime rilevazioni della Consob sull’applicazione in Borsa della normativa 2008 sul cumulo degli incarichi, poi, emerge che pur essendoci stata una recente riduzione del numero di poltrone pro capite, c’è sempre un 4% di amministratori e sindaci che hanno più di 30 incarichi (nel 2007 era il 20,5%), con un numero massimo di poltrone che nel 2009 ha raggiunto quota 62 (108 nel 2007) e un valore medio di 12,5 mandati (19,2 nel 2007). Tutto questo naturalmente senza contare poltrone anche in società non quotate, associazioni e fondazioni.

RCS LEGAMI: John Elkann, Luca Cordero di Montezemolo, Marco Tronchetti Provera e tutta la banda che controlla l’itali da cima a fondo con Mediobanca, Unocredit e Intesa Sanpaolo tutti dentro RCS: sepati fuori e uniti dentro casa                                                                                                              John Elkann: 15 poltrone. Ai vertici, tra l’altro, di Exor, Fiat, Editrice La Stampa, Itedi, Rcs Mediagroup, Le Monde, The Economist, Banca Leonardo, Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: 12 poltrone. Ferrari, Tod’s, Poltrona Frau, Ppr, Montezemolo&partner, Charme, Nuovo Trasporto Viaggiatori, Telethon Italia, Citigroup, Rcs quotidiani, Italia Futura
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    Marco Tronchetti Provera: 10 Poltrone L’ex numero uno di Telecom Italia è presidente – 1) della Pirelli & C, – 2) vicepresidente di Mediobanca – 3) della controllante Camfin – 4) del Gruppo Partecipazioni industriali. – 5) Presidente e socio accomandatario della Marco Tronchetti Provera Sapa – 6) amministratore dell’Inter – 7) dell’Alitalia, – 8) presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera per la promozione della ricerca scientifica – 9) consigliere di amministrazione dell’Università Bocconi di Milano – 10) presidente onorario italiano del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti. Carlo
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    De Benedetti: 21 poltrone. Tra le società in cui siede: Cofide, Espresso, Sogefi, Compagnie Financière Edmond de Rothschild Banque, Assonime, The Netherland business school, Aspen Institute, Cir
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    Francesco Tatò: 20 poltrone. Tra le aziende in cui siede: Tatò Paride, Coesia, Organizzazione Viaggi Columbus, I Viaggi del Ventaglio (in liquidazione), Circuito cinema Torino,LaudaAir
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    Emma Marcegaglia: 14 poltrone. Ha cariche in Marcegaglia spa, Bracco spa, Gabetti Property solutions, Mita resort, Società turismo&immobiliare, Italia turismo, Fondazione Areté, Confindustria
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    Luigi Abete (fratello del burattino giancarlo): 21 poltrone. Ha cariche, tra l’altro, in Marcolin spa, To d ’s spa, Il sole 24 Ore spa, A.BE.TE azienda beneventana tipografica editoriale, Cinecittà studios spa, Banca Nazionale del Lavoro Come possiamo sperare in una democrazia vera, in una equa distribuzione della ricchezza, in un efficace controllo sociale delle risorse della Nazione, quando controllano tutto e di tutto dispongono pochi inamovibili boiardi, amici del caimano e dei suoi servili vassalli?
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    Gilberto Benetton: Dal Maggio 2003 Consigliere di Pirelli & C. S.p.A.; Presidente di Edizione S.r.l., la finanziaria di famiglia; Presidente di Autogrill S.p.A.; Presidente di Asolo Golf Club S.r.l.; Presidente Verde Sport S.p.A.; Vice-Presidente della Fondazione Benetton; Amministratore Unico di Immobiliare Marca S.r.l.; Amministratore Unico di Regia S.r.l..Consigliere di Amministrazione di Atlantia S.p.A.; Allianz S.p.A.; Benetton Group S.p.A.; Mediobanca S.p.A.; Sintonia S.A. (Lussemburgo).
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    Gabriele Galateri di Genola: Presidente di Telecom Italia; vicepresidente nazionale di Confindustria, vicepresidente di Assicurazioni Generali S.p.A; vicepresidente di RCS Mediagroup S.p.A. Siede nei CDA di: Banca Esperia S.p.A., Banca CRS S.p.A., Italmobiliare S.p.A., Fiera di Genova S.p.A., Istituto Europeo di Oncologia e Accor S.A..
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    Franzo Grande Stevens: presidente onorario della Juventus; ex Presidente della Toro Assicurazioni; ex Presidente della Ciga Hotels; ex Presidente della Cassa Nazionale Forense; ex Presidente Vicepresidente della FIAT. Presidente dell’Ordine degli Avvocati; Presidenza della Fondazione San Paolo. Siede nei consigli di amministrazione di IFIL e RCS; Presidente onorario Juventus
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    Carlo Buora: ex vicepresidente esecutivo & amministratore delegato di Telecom Italia, ed ex amministratore delegato e direttore generale di Pirelli; ex direttore finanziario della Snia Viscosa; ex dirigente Fiat – vicedirettore generale di Telettra; ex direttore generale del Gruppo Benetton; siede nei consigli di amministrazione di Pirelli & C. Real Estate, Olimpia SpA, Mediobanca, e RAS. Il 6 aprile 2007, dopo le dimissioni del presidente Telecom Guido Rossi, svolge ad interim il ruolo di presidente della società. È componente del comitato esecutivo di RCS MediaGroup e presidente della Gazzetta dello Sport. L’ex braccio destro di Marco Tronchetti Provera, ha ricevuto 7,9 milioni lordi da Telecom, quattro milioni tra quest’anno e il prossimo per un “patto di non concorrenza” stipulato con Telecom. A Carlo Buora sono andati 18,44 milioni tra buonuscita Pirelli e stipendio Telecom. Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat e Ferrari, consigliere di amministrazione Tod’s e Poltrona Frau, con 3.328.200;
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    Cesare Geronzi, divenuto dopo la fusione con UniCredit presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, ha intascato invece 23,65 milioni lordi da via Minghetti (di cui 20 milioni “emolumento straordinario che costituisce anche premio alla carriera”) e 375mila euro da Mediobanca nell’esercizio al 30 giugno 2007, di cui era vicepresidente. Nel bilancio al 30 giugno 2008, a Cesare Geronzi, presidente consiglio di sorveglianza(cds)Mediobanca sono andati 3.250.000. A Guido Rossi, uscito il 6 aprile, 618mila euro.

    Weapons of Mass Distraction in Italy? The full extent of the national media’s distortion and whitewashing of political realities is still not internationally realised. Weapons of Mass Distraction is a glimpse of what is seen right now in Italy.                                                                                        Scritto da Ettore Juventinovero il 18 August 2015 alle ore 20:10                                                                https://www.facebook.com/photo.php?fbid=846329152130079&set=p.846329152130079&type=1


  • 1-LI MORTACCI TUA .... E' morto un bischero tapin, tapun,era alla Ferrari tapin, tapun, fora de le bale tapin, tapun, ....CORDERO (agnello!) CON CORNA!

    Pur con tutte le antipatie che provo per Marchionne e il suo padrone 
    mi rendono molto Felice per aver, finalmennte, cacciato il bischero socio del camorrista!
    10 settembre 2014 - Torino: Fiat Chrysler comunicato ufficiale
    "Montezemolo lascia Ferrari, AD di Fiat Sergio Marchionne nuovo Presidente"
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    Bando alle ipocrisie di facciata, buona notizia! 
    L'addio di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari dopo 23 anni, nell'aria dopo le parole - "Il cambio della presidenza non è in agenda ma nessuno è indispensabile. Bisogna valutare i risultati sportivi e sono sei anni che non vinciamo" - pronunciate domenica a Cernobbio da Sergio Marchionne (il quale, ironia della sorte, è diventato a.d. della Fiat quando Montezemolo ne divenne il presidente) e divenuta ufficiale nella giornata di ieri con il passaggio di consegne tra i due, è una notizia che non mi ha suscitato alcun dispiacere: una simile figura, cui tuttavia riconosco i grandi risultati ottenuti in Ferrari a cavallo tra il 2000 e il 2007 perchè non sono certamente cieco, è per me incompatibile con la mia fede juventina.(adjuvandum f.c.)

    Eppure molte persone (tifosi, amici e conoscenti) ancora oggi non capiscono le ragioni della mia scarsa simpatia nei confronti del personaggio. E allora, poichè la mia posizione potrebbe essere banalmente interpretata come quella di un "tifoso livoroso" (anche se sarebbe facile replicare a questa obiezione facendo notare che la "scarsa simpatia" e il "livore" sono due cose decisamente distinte!), credo sia il caso di spiegarla attraverso parole pronunciate da persone appena più credibili del sottoscritto.

    "Luca Cordero di Montezemolo non ha ancora deciso cosa vuol fare da grande"
    (Giovanni Agnelli al termine del campionato 1990/91 in cui la Juventus, il cui presidente esecutivo era proprio Montezemolo, era arrivata settima non qualificandosi per le successive coppe europee per la prima volta nella propria storia)

    "Mi limito, per tirannia di spazio, a un ultimo episodio che traggo da Agnelli segreti, indispensabile libro-inchiesta di Gigi Moncalvo. Quando, a metà anni Novanta, Luchino era responsabile della Juventus, versò per l'acquisto di Dino Baggio quattro miliardi in nero su un conto svizzero. A denunciarlo ai giudici, fu lo stesso beneficiario e presidente del Torino, Gian Mauro Borsano. Montezemolo evitò la condanna per evasione fiscale grazie a una provvidente amnistia"

    (Giancarlo Perna, giornalista de il Giornale, 10 gennaio 2013)
    "Prendiamo le date: Giovanni Agnelli muore il 24 Gennaio 2003, mentre Umberto nel maggio 2004, un anno dopo. Ma c’è anche un’altra morte che dimentichiamo spesso, la morte dell’avvocato Chiusano, che da vivo non avrebbe mai permesso tutto questo scempio. Pochi mesi dopo queste date John Elkann, il nipote di Gianni, colui che viene designato a guidare l’impero, si organizza con Montezemolo per la distruzione del bene più caro di suo nonno e del suo pro zio Umberto: la distruzione della Juventus"
    (Gigi Moncalvo, 31 marzo 2010)

    "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all'Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano"
    (Cesare Romiti in un'intervista rilasciata nel 1985 al quotidiano la Repubblica)

    "Lo scontro durissimo non c'è stato perchè lui (Montezemolo, ndr) ha ammesso quello che avveniva. Eravamo insieme io e l'Avvocato Agnelli. Lui ha lasciato immediatamente l'azienda e l'Avvocato Agnelli gli ha procurato una posizione alla Cinzano"
    (Cesare Romiti, 7 ottobre 2010, negli studi di "La storia siamo noi", programma condotto su RaiEducational da Giovanni Minoli)

    "E' vero, ho sbagliato. Per favorire il contatto con Gianni Agnelli  mi sono fatto dare 80 milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi"
    (lo stesso Luca Cordero di Montezemolo, pochi giorni dopo l'intervista rilasciata da Romiti nel 1985)

    "Eravamo a casa di Caterina Caselli. Craxi, che aveva voglia di scherzare, mi chiese "Senta Romiti, che questi due (Montezemolo e Berlusconi, ndr) siano due bugiardi non c'è dubbio. Ma a me interessa sapere chi è il più bugiardo tra loro". Io risposi con sincerità: "Guardi, se noi tiriamo in aria una moneta in aria sono sicuro che quella rimarrebbe dritta". Mi auguro vivamente per il Paese, per l'opinione pubblica, per il benessere di quelli che oggi sono i miei nipoti e che saranno i figli dei miei nipoti che Montezemolo non entri in politica. Non c'è mica molta differenza tra Montezemolo e Berlusconi: uno ha i capelli e l'altro non ce li ha"
    (Cesare Romiti, 28 aprile 2012, in un'intervista rilasciata a Fabio Fazio negli studi di "Che tempo che fa")

    "Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare. Quando scoppiò lo scandalo, nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo"
    (Joseph Blatter, 22 dicembre 2007)

    "Grazie al cielo, nel vasto mondo industriale cui appartiene la Juve c'è una rassicurante zona storica dove hanno voce autorevole uomini legati alla tradizione del Gruppo e della famiglia, personaggi come Gabetti o Montezemolo, tanto per fare i due nomi più popolari"
    (Candido Cannavò, 26 agosto 2006, La Gazzetta dello Sport)

    "La lunga giornata del presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli. ORE 9-13 Serie di telefonate con il presidente della Confindustria e della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, il commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi, il presidente del Coni Gianni Petrucci e il presidente della Lega Antonio Matarrese"
    (Maurizio Galdi, 31 agosto 2006, La Gazzetta dello Sport)

    "Petrucci, invece, ha ringraziato John Elkann, che ha seguito la questione in prima persona, e Montezemolo <>" 
    (Alessandro Bocci, 31 agosto 2006, edizione online del Corriere della Sera)

    "Dico un "bravo" alla nuova dirigenza della società bianconera, che si è comportata da gran signora accettando le sentenze passate, presenti e future della giustizia sportiva senza rivolgersi ai Tribunali ordinari violando così le disposizioni della Federazione italiana e soprattutto della Fifa. Lo dico da sempre: tutto deve restare nel nostro ambito e come ultimo grado c’è il Tas di Losanna, riconosciuto dagli statuti Fifa. Una scelta saggia e oculata presa dalla Famiglia. La famiglia dello sport in generale e del calcio in particolare inteso come fair-play, come competizione onesta, come rispetto dei valori etici ma anche la Famiglia intesa come la grande azienda che è storicamente cresciuta a fianco della Juventus: intendo la Fiat e sotto questo aspetto devo dire che l’intervento di Luca di Montezemolo, apprezzato artefice dello straordinario successo organizzativo di Italia ‘90, è stato significativo"
    (Joseph Blatter, 11 settembre 2006)

    "L'altro giorno mi sono rivisto con Preziosi. Ha iniziato a fare tutto uno strano discorso a proposito del calcio che cambia, di Carraro, Galliani, Giraudo eccetera. Ad un certo punto mi fa "Non vi fidate di Montezemolo!". Io gli chiedo: "Perchè?". E lui: "Ho sentito una conversazione in cui si diceva che alla Juve vogliono far fuori tutti e rimarrebbe solo Giraudo""
    (Alessandro Moggi al telefono con suo padre Luciano, settembre 2004)

    "Stavo parlando con uno che sta nel mondo del calcio e mi ha detto che tra poco ci sarà la grande rivoluzione perchè a Torino arriva Franco Baldini: lo porta Montezemolo e fa piazza pulita di tutti. Sarà il caso di avvisare Alessandro (Moggi, ndr) del fatto che girano queste voci. Io poi ho detto che il direttore ha ancora un contratto a due cifre, ma lui mi ha detto che tanto i nuovi, Montezemolo e i rampolli della famiglia lo fanno fuori"
    (Mauro Sandreani al telefono con l'agente di calciatori Franco Zavaglia, 4 dicembre 2004)

    "Una cosa che Tavaroli mi ha detto fuori dall'intervista, che io trovo assolutamente sensata e che per me è la sintesi perfetta di tutta Calciopoli è la seguente: "Moggi non ha capito che si è messo contro, nello stesso tempo, Montezemolo, Moratti, Tronchetti Provera, Berlusconi e Della Valle". Vale a dire che tutti i potentati d'Italia, nello stesso tempo, hanno deciso di espellerlo dal mondo del calcio"
    (Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, intervistato da RadioRadio nel giugno del 2011)

    "Le risposte io non le ho certe. Se devo essere sincero, devo dire che in quel periodo si parlava ormai da tempo del fatto che Giraudo e Moggi non sarebbero stati confermati. Può anche darsi che l'allusione di Baldini fosse al fatto, ormai abbastanza risaputo nell'ambiente, che l'avvento di Montezemolo avrebbe portato poi al ribaltone e quindi a mandar via il suo nemico giurato Giraudo e con lui Moggi"
    (Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, al telefono durante la trasmissione "La Juve è sempre la Juve" nel febbraio del 2010)

    Dunque ognuno può liberamente farsi un'opinione a proposito di tutte queste dichiarazioni e della mia posizione in merito alla figura di Montezemolo. Del resto il mondo è bello perchè vario, no?

    Luca di Montezemolo in compagnia del "poltronissimo" Franco Carraro nel 1990: all'epoca Carraro presiedeva il Comitato Organizzatore dei Mondiali di Italia '90 e Montezemolo ne era il direttore generale. I risultati di quell'esperienza in termini di efficienza degli impianti li lascio valutare a chi legge...

    E' morto il bischero della Ferrari tapin, tapun, e finalmente fora de bale tapin, tapun,

    sabato, luglio 25, 2015

    SE, "MALGRADO" IL MALEDETTO IMBROGLIO DEL 2006, PER SALVARSI SONO FINITI NELLE MANI DI UNO SPECULATORE INTERNAZIONALE, CHE FINE AVREBBERO FATTO L'INTER & MORATTI, SE LA GANG DI SICARI DEI POTERI OCCULTI: "TRONCHETTI-G.MORATTI-GABETTI-GRANDE STEVENS-ALAIN ELKANN-MONTEZEMOLO", NON AVESSERO CREATO CALCIOPOLI?!

    DAL TRIBUNALE DI MILANO: BOCCASSINI & Co, A QUELLO DI NAPOLI: NARDUCCI & Co. TUTTI AI SUOI PIEDI! E' PALAZZI & BORRELLI I SUOI SICARI NELLA GIUSTIZIA SPORTIVA

    CON LA CREAZIONE DEL "SUPER COMMISSARIO (guido rossi) E DEL SUPER PROCURATORE"(stefano palazzi), E IL CONNUBBIO CON LA "IFIL-EXOR", HANNO POTUTO DISTRUGGERE LA JUVENTUS ADDEBITANDOGLI I DELLITTI (illceciti sportivi!) COMMESSI DALL'INTER: "moratti & facchetti" E DAL MILAN: GALLIANI & MEANI (e in misura minore roma & lazio)

    ANCHE AL TRIBUNALE DI ROMA: I CORROTTI PALAMARA & Co. SU ROMA E LAZIO: "sensi & cragnotti" HANNO SEGUITO LA VIA DELL'IMPUNITA' E INSABBIAMENTO, TANTO CARA ALLA PROCURA DELLA LOGGIA MASSONICA (il tribunale!) MENEGHINA SU INTER E MILAN: INCHIESTA DEL PM NOCERINO INSABBIATA E', SILENZIATA DAI MEDIA DI MILANO!

    ECCO PERCHE' TUTTI I DELITTI DELL'INTER, SONO STATI INSABBIATI O PORTATI ALLA PRESCRIZIONE DAL CORROTTO SUPER PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZI!
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    Leggo e Trasecolo: "beppe severgnini Una Vergogna inter-Nazionale", assurto a moralista! Forte del potere Massone (Tronchetti-Elkann: RCS Gazzatta Corsera) pretende di fare la morale agli Juventini, proprio sull' "Ammiraglia: Corriere della Sera", del Potere Massone Rcs! Quel Potere, del quale il Presidente di Rcs-Sport: Flavio Biondi in una conferenza stampa, pomposamente dichiarava: in RCS si nasce interisti! "beppe severgnini? Uno dei tanti (ma io ritengo il peggiore! Un vero PDM!) della Gentaglia in Rcs: "gazzetta & corsera"!

    AL "PDM SEVERGNINI", RICORDIAMO, CHE L'APPORTO TOTALE DELLO SCIALACQUATORE-MASSIMO MORATTI ALL'INTER DAL 1994-1995 AL GIORNO DELLA "PSEUDO-VENDITA" A LINDO NESIANO, E' DI: 1.273.180.000 EURO - E' NEGLI 11 BILANCI DAL 1995-1996 AL 2005-2006, L'INTER  A RICEVUTO DAI SOCI 476,6 MILIONI E', ACCUMULATO 661 MILIONI DI "PERDITE NETTE"!
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    FATTI E NON PUGNETTE GAZZETTARE & CORRIERANTI! DARE UN'OCCHIATA PLEASE
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    21 novembre 2014 - Gianni Dragoni Ma chi e' il vero padrone dell'iter?
    POI PERO'
    27 maggio 2015 il Corriere ci dice, Hong Kong e Cayman, la selva oscura dell’Inter di Thohir
    http://www.corriere.it/sport/15_maggio_27/hong-kong-cayman-selva-oscura-dell-inter-thohir-5f7ada02-0436-11e5-8b0b-0cc2990e0043.shtml
    28 maggio 2015 - Inter in paradiso... fiscale. Quanti dubbi sulla catena Thohir - Ombre sulla gestione del club nerazzurro
    http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/28-05-2015/inter-paradiso-fiscale-quanti-dubbi-catena-thohir-1101011950437.shtml
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    24 aprile 2007 - Gianni Dragoni: L'Inter dei record scala la classifica dei ricavi - bilancio: inter al 30 giugno 2006 perdite record in serie A:181,5 milioni - Negli 11 bilanci dal 19951996 al 20052006, l'Inter ha ricevuto dai soci 476,6 milionia, ccumulato 661 milioni di perdite nette.
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2007/04/inter-ricavi.shtml?uuid=6e1fb35c-f24c-11db-830a-00000e251029&DocRulesView=Libero
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    1 maggio 2009 - Gianni Dragoni: Conti in rosso per il calcio. Inter e Milan, perdite record - l'inter al 30 giugno 2008 dichiara una perdita netta di 148,27
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/squadre-bilanci.shtml?uuid=e1e05254-3649-11de-b0ea-cb14daee45aa
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    21 giugno 2007 - Inter e Milan-falso in bilancio. Per i nerazzurri iscrizione irregolare stagione 2005-2006:
    http://archiviostorico.corriere.it/2007/giugno/21/Inter_Milan_accusa_falso_bilancio_co_9_070621086.shtml
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    8 NOVEMBRE 2009 - Gianni Dragoni - Bilanci, inter: Al 30 giugno 2009 debiti complessivi lordi per 431,55 milioni di euro
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2009/11/calcio-serie-A-pallone-gonfiato-debiti.shtml?uuid=3b3585c6-cc73-11de-a628-f019027192d1&DocRulesView=Libero&fromSearch
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    22 dicembre 2010 - Gianni Dragoni: Il rosso dell'Inter scende a 69 milioni di euro
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-22/inter-rosso-scende-milioni-100127.shtml
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    3 aprile 2011 - Il Milan vince un doppio derby, sul campo e nei bilanci
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-03/milan-vince-doppio-derby-153238_PRN.shtml
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    29 ottobre 2011 - inter - bilancio al 30 giugno 2011 - 87 milioni di perdite
    http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/ottobre/29/Inter_milioni_perdite_ora_dura_ga_10_111029019.shtml
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    inter bilncio al 30 giugno 2012: perdite pari 77.147.926
    http://luckmar.blogspot.ca/2013/01/bilancio-inter-201112-lindispensabile.html
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    inter bilancio al 30 giugno 2013  perdite 85-88 milioni di euro
    http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/2013/articoli/1013591/inter-a-fine-mese-sara-moratti-a-ripianare-le-perdite-160-.shtml
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    F.C. Internazionale bilancio esercizio 2012/13 perdita di € 79.881.808
    http://luckmar.blogspot.ca/2014/03/inter-201213-lultimo-bilancio-della.html
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    Dopo l' "operazione imbroglio-isole caiman" perdite 2013/14 è stimabile in 102,4
    L’apporto totale di Moratti all’Inter dal 1994/1955 - di 1.273.180.000 Euro.
    http://luckmar.blogspot.ca/2014/11/bilancio-inter-2013-14-le-operazioni.html
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     27 maggio 2015 Mario Gerevini - Hong Kong e Cayman, la selva oscura dell’Inter di Thohir
    http://www.corriere.it/sport/15_maggio_27/hong-kong-cayman-selva-oscura-dell-inter-thohir-5f7ada02-0436-11e5-8b0b-0cc2990e0043.shtml
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    L’apporto totale di Moratti all’Inter dal 1994/1955 - di 1.273.180.000 Euro.
    http://luckmar.blogspot.ca/2014/11/bilancio-inter-2013-14-le-operazioni.html
    *
    21 novembre 2014 Gianni Dragoni il padrone dell'inter chi e'?
    http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=546f23fe17280
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    26/01/2012 - Giusi Fiorito
    GANGS OF MILAN
    PAOLILLO E IL FAIR PLAY DI STAMPO INTERISTA
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    "signor moratti", adesso che, fingendo la vendita dell'inter non ne e' piu' il padrone, potrebbe rispondere a questa mail, che  le scrissi il 14 marzo 2011, e trovata facendo zapping (si dice cosi'?) nel mio archivio 'post estate 2006'. Pero' non vi trovo aggiunta nessuna risposta. Mia dimenticanza nel non averla archiviata, oppure lei non rispose perche' la mail venne cestinata dalla sua segretaria. Qualunque sia la ragione della mancata risposta, gliela ripropongo.
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    14/3/2011
    signor moratti", lei che ne dice, le seccherebbe rispondere a queste poche domande? Per Esempio, cosa risponderebbe, se Palazzi avesse avuto e avesse il coraggio di farle queste 5 domande? 

    (1))  signor moratti, è vero che "giacinto facchetti, in qualità di Presidente dell’inter, parlò al telefono con il designatore degli arbitri Paolo Bergamo
    prima della semifinale di Coppa Italia Cagliari-Inter del 2005, lamentandosi dello score mediocre (4-4-4) che l’arbitro Paolo Bertini aveva con l’Inter?
    Il Corruttore facchetti, non solo andava a corrompere gli arbitri prima delle partite: Bertini, e' durante l'intervallo tra primo e secondo tempo intimidirli e ricattarli: Racalbuto, a te ci penso io! Ma gli arbitri li corrompeva anche con il telefono: - https://www.youtube.com/watch?v=ThY9CUkBJPs - De Santis 
    prima di una partita della Svizzera che l'infame arbitro romano doveva arbitrare!
    ......................   
    1)-signor moratti, è vero che sempre "giacinto facchetti" propose al designatore degli assistenti arbitrali, Gennaro Mazzei di neutralizzare il sorteggio tramite l'inserimento in griglia di arbitri preclusi, in modo da fare uscire l’arbitro Pierluigi Collina per la partita Inter-Juve della stagione 2004/05?
    https://www.youtube.com/watch?v=-BQx3Opwgw8
    *
    2)-E' non soddisfatto della risposta del Mazzei, parla con il designatore degli arbitri Paolo Bergamo, e' gli dice: e ma metti dentro collina!
    https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y
    *
    3)-signor moratti, è vero che il 23 dicembre 2004,"giacinto facchetti" in qualità di Presidente dell’inter, parlò al telefono con il designatore degli arbitri Paolo Bergamo e gli disse che lei (lei massimo moratti)aveva preparato un “regalino” per Paolo Bergamo, da ritirare di persona a Milano nel suo ufficio?
    https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM
    *
    4)-signor moratti, è vero che sempre "giacinto "acchetti" chiese all’altro designatore degli arbitri, Pierluigi Pairetto: "Hai messo in forma Trefoloni?" prima di Inter-Roma del campionato 2004/05, arbitrata appunto dall’arbitro Matteo Trefoloni e vinta dall'Inter 2-0 con  grandi polemiche arbitrali?
    https://www.youtube.com/watch?v=0PRAA-E27uE
    *
    5)-infine la domanda di riserva: "signor moratti", è vero che il 31 Marzo quando si presenterà da Palazzi a testimoniare e garantire sulla sua onesta' porterà i "maestri di sciacallaggio" 'Beppe Severgnini', Fabio Monti, Gianni Riotta, Andrea Monti, Gianni Mura, Giancaro Leone,Alessandro Gilioli,"Civoli, Scarpini, Sarzanini, Bufi, Galdi, Piccioni, Cecere, Garlando, Palombo, Serra, e le altre decine di parassiti resteranno"alle lor poste A FAR"rumor di croste...?
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    Il corruttore cerca di corromperlo: Ciao massimo... Walter Gagg ti porta i miei saluti...
    Il Corrotto gli fa sapere che ha capito...
    "giacinto" ti devo fare i complimenti...vedo che ti interessi di arbitriiii
    Ecco il corrotto dirigente Uefa Walter Gagg, sul quale il direttore del Guerin Sportivo del 25-31 marzo 2008: Matteo Marani ci ha scritto l'articolo: «Un ambasciatore al servizio di Moratti», poi rimosso il Link, forse perche ricattato con qualche intercettazione delle 100 000 di Tronchetti Provera, o peggio...il volo del bove. ma l'articolo e' reperibile nei Blog dei Tifosi Juventini.
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    Il Times getta fango sull'Inter degli anni 60
    di EMILIO MARRESE - 11 novembre 2003 

    ROMA - Angelo Moratti era un imbroglione e l'unica cosa buona che si possa dire di suo figlio Massimo è che s'è messo alle spalle le malefatte del padre. Questo è quanto incredibilmente sostenuto sabato dal londinese Times che ha ripreso - nella rubrica di Brian Glanville titolata sulla "storia gloriosa ma macchiata" dell'Inter - la confessione dell'arbitro ungherese Gyorgi Vadas su un tentativo di corruzione da parte di Moratti sr. prima della semifinale di Coppa Campioni col Real Madrid del 20 aprile '66: denaro, orologi d'oro ed elettrodomestici in cambio di rigori.

    Il quotidiano scrive dunque che "le vittorie dell'Inter degli anni '60 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti: Deszo Holti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi", definito "serpentine".

    L'Inter, si sostiene in maniera molto discutibile, fece offerte per tre anni consecutivi agli arbitri delle semifinali e le prime due volte, nel '64 e '65, la cosa funzionò, ai danni di Borussia e Liverpool. La terza no, perché Vadas (le cui rivelazioni furono pubblicate nel libro di un giornalista ungherese), rifiutò una somma con cui avrebbe potuto comprarsi 5 Mercedes: 10 per un rigore all'ultimo, addirittura 25 per un rigore ai supplementari. Il giorno della partita Vadas fu ospite di Moratti nella sua villa e ricevette un orologio d'oro. Moratti promise anche televisori ed elettrodomestici.

    Ma Vadas non aiutò i nerazzurri a rimontare lo 0-1 dell'andata, la gara finì 1-1 e fu la sua ultima apparizione internazionale. L'articolista del Times si chiede infine il perché di questo strano debole degli italiani per i "condottieri" alla Moratti, citando gli attuali tentativi per ripulire l'immagine di Mussolini. Una bella palata di fango su vivi e morti.  (11 novembre 2003
    La GANG dell'ANGELO del MALE con i SUOI-SICARI: "prisco-allodi-herrera & co"
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    IL BOSS DELLA GANG DEGLI INTOCCABILI
    IL MINUS HABBENS CORRUTTORE E I MAGISTRATI NAPOLETANI CORROTTI 

    venerdì, luglio 17, 2015

    NESSUNO MAI PIU' POTRA' DUBITARE DEL VERO VOLTO DEL "presidente"-PRESTA FACCIA "giacinto facchetti", SMASCHERATO DAI TRIBUNALI! - DOPO QUELLO DI ROMA: FERRUCCIO MAZZOLA - QUELLO DI MILANO: LUCIANO MOGGI! DOPPIO SPUTTANAMENTO DEL CORRUTTORE ICONA DEI CORROTTI, CONSEGNATA AL PUBLICO LUDIBRIO

    IL MASSONE DEL BILDERBERG-TRONCHETTI, E IL SICARIO NAPOLITANO
    AMARCORD L'omaggio DEL SICARIO del BILDERBERG 
    AL PRESUNTO-campione-ORA DECESSO E PRESCRITTO

    Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano, ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente.

    I valori di lealtà di giacinto facchetti verso lo Sport, sono pari al valore del "codardo presidente giorgio napolitano verso la patria", vilmente "venduta agli illuminati figli del diavolo"!

    Almeno 13 dei 14 Milioni di Italiani (quelli Bianconeri! Gli altri hanno il colera!) conoscevamo (a livello sportivo) i valori immorali & scorretti" del corruttore presidente dell' "inter-giacinto facchetti", gia' molti anni prima del "maledetto imbroglio-Farsopoli"! Il tempo, glantuomo, ci sta confermando che avevamo ragione!

    Per esempio:
    per la spada di Damocle che pendeva sul suo capo: "cantare volare-volando giu' da un cavalcavia", il corrotto procurato federale Stefano Palazzi ha dovuto accompagnare per mano i crimini dell'inter, moratti & facchetti" alla prescrizione, e' solo dopo ha potuto mettere i due corruttori "moratti & facchetti" al publico ludibrio, nascosto pero' da "gazzettari e corrieranti" della Disinformazione di Regime: "stampa-tv-radio"!

    Mentre a Livello Penale, malgrado la Disinformazione di Regime abbia prima silenziato e poi sotterrato, un verdetto che metteva in cattiva luce il "losco personaggio" e le "Drammatiche Malefatte della storia dell' "inter", gia' c'era! Quello emesso dal Tribunale di Roma per la querela e processo al Defunto Ferruccio Mazzola, colpevole di aver denunciato il "Criminale Doping" dei Sanitari dell'inter: "Quarenghi-Klinger-Cipolla (Clerle si chiamo' fuori e venne licenziato!) e l'allenatore Helenio Herrera, che secondo il piu' giovane dei Mazzola, l'Effetto Collaterale avrebbe causato la morte di moltissimi giocatori di quella che, A TORTO, fu considerata "grande-inter"...stessa sorte poi toccata anche a lui! Quindi "inter": Causa Persa, e' condanna!

    Luciano Moggi, parlando in Tv dei suoi problemi con la Giustizia Sportiva, si era difeso dicendo che lui era stato accusato di aver commesso infrazioni contro il Galateo, ovvero, da "articolo1" (roba che il giudice che lo condanno': "piero dandulli", dichiaro' che non era un illecito, ma era come presentarsi senza caravatta al Golf Club. cit.) ed era stato prima squalificato per 5 anni, e' poi radiato! Mentre altri accusati dallo stesso Procuratore Federale: Stefano Palazzi, di aver commesso veri illeciti sportivi: "articolo6", prendendo ad esempio "giacinto facchetti", erano stati salvati dalla Prescrizione.

    Il figlio di "giacinto facchetti" (professione attore) confidando nell' "atavica immunita-impunita' dell'inter", penso bene di chiedere consiglio ad uno degli "innumerevoli magistrati-interisti" della procura del Tribunale di TronchettiLand (milano) e', logicamente, l'immorale giudice-nerazzurro accetto' la querela e' processo' il Ferroviere di Monticiano...il quale, a sentire la "mezza italia che ha il colera-giudici in prmis", non avrebbe neanche il diritto di difendersi... perche' a TronchettiLand hanno l'immunita', e' "chi tocca i moratti Muore"!

    Senonch'e', la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che doveva decidere se accogliere o no l'appello di Luciano Moggi avverso la radiazione dall'ingiustizia sportiva italiana, ignara del mini processo facchetti-Moggi (non fu avvertita dai Massoni-del Tribunale di Milano), accetto' la Richiesta rendendola Ufficiale. Quindi mancando l'accordo tra le "Corti-Massoni", quella del Processo a Luciano Moggi, giocoforza ha dovuto assolverlo...perche' il fatto non sussiste"!

    Perche' il fatto non sussiste? Sissignori! Perche' non si puo' offendere un accertato"Corruttore" se ripeti le parole del magistrato che lo ha rinviato a giudizio (deferito!)! E' Cosi, il "figlio, pensando di ripetere la scena di una "macabra-commedia", ha buttato nel fiume il cadavere del padre con tutti i suoi scheletri, dove gli Juventini Pazienti, lo stavano ad aspettare!

    Ecco un estratto delle motivazioni dell'assoluzione di Luciano Moggi, scritte dal giudice del processo, Oscar Magi:
    "Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcunii e alcuni arbitri costituiscono un elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'Inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di un rapporto di tipo amicale" e "preferenziale" con "vette non propriamente commendevoli"!

    Le frasi pronunciate in tv da Moggi, contenevano con certezza una buona veridicità, o comunque sono state pronunciate nella ragionevole opinione che contenessero una dose di verità, seppur anche putativa. Non vi è dubbio, che le intercettazioni telefoniche prodotte" dalla difesa Moggi e "recuperate dal processo di Napoli" danno conto di un "rapporto 'preferenziale' che il Facchetti manteneva con i designatori arbitrali dell'epoca, rapporto che è stato oggetto della richiesta di archiviazione del procuratore federale Palazzi.

    Il procuratore federale, stigmatizzò "duramente" tali "evenienze probatorie" che "non sono sfociate in un provvedimento disciplinare per il solo fatto del decorso del termine prescrizionale". Il giudice spiega di non volersi addentrare nell'ambito della "giustizia sportiva" e chiarisce che per questo processo "quello che è importante è che Moggi, nel citare le vicende della giustizia sportiva ed i comportamenti dell'allora Presidente Facchetti, ha riferito cose vere o comunque verosimili per il momento in cui sono state dette e per il modo in cui sono state pronunciate"! Ma l'infelice "attore-mediocre" "gianfelice", ha annunciato di voler ricorrere...
    Il Corruttore "facchetti" telefona al corrotto 
    de santis  e gli dice: ti devo fare i complimenti insomma
    ti interESSI d'arbitri! Quindi "se ne interESSAVA da prima
    .
    Corruttore "facchetti" telefona al corrotto de santis - 2
    .
    Corruttore "facchetti" telefona al corrotto designatore 
    e' gli dice di mettere l'Infame-collina!
    .
    9 gennaio 2005 bergamo a facchetti l'arbitro e ben disposto   
    -
    11 maggio 2005 - Facchetti a Bergamo 4-4-4
    -
    23/12/04 - facchetti dice a bergamo di passare 
    da moratti che c'ha un regalino da dargli
    -
    25 novembre 2004 facchetti dice a Mazzei di non 
    fare il sorteggio, e' gli suggerisce come aggirare 
    il regolamento...darn crook brindellone!
    E' se il padre (il diavolo!) si porta a casa-(-l'inferno!) il figlio-(-tronchetti!), quanti cadaveri attovagliati agli scheletri dei loro misfatti vedremo passare! Il tempo e' galantuomo!

    DICIAMO BASTA INGANNO! E' ORA CHE LA  
    TOGLIERE DAL CAMPIONATO PRIMAVERA, IL NOME DI UN ACCLARATO CORRUTTORE CHE DOVEVA ESSERE RADIATO! I GIOVANI ITALIANI NON MERITANO QUESTA INFAME UMILIAZIONE! L'ESEMPIO GLI DOVEVA ESSERE DATO DA UN "CAMPIONE-SENZA-MACCHIA  
    CAMPIONE DEL MONDO DI CORRETTEZZA SUL CAMPO E' NELLA VITA! 

    martedì, giugno 09, 2015

    CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI, A CONCLUSIONE DELLA STAGIONE 2014 - 2015 CON LA FINALE CHAMPIONS LEAGUE.

    8-6-2015 Conferenza Stampa di Andrea Agnelli

    PARLA IL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI
    "E' un momento a mio giudizio importante quest'anno, abbiamo chiuso un anno che ci rende estremamente orgogliosi. Alcune riflessioni sull'annata le farei partendo dalla fine per arrivare all'inizio di questa annata. Usciamo con delle sensazioni sicuramente miste dalla partita di Berlino. E' chiaro che quando uno gioca una finale di Champions League la gioca assolutamente per vincerla, così come qualsiasi partita che la Juventus gioca la gioca per vincerla.

    Quando penso alla storia europea della Juventus, credo che la dimensione sia tornata quella che tutti quanti noi ci auspichiamo. E' vero, lo avete scritto e commentato in tanti, oggi abbiamo il maggior numero di finali perse, però intanto in finale ci siamo andati e questa è una cosa che conta, la Juventus ha giocato 8 finali di Champions League. Non è la partita dell'altro ieri che ci deve lasciar del rammarico per il risultato che abbiamo ottenuto, ci sono altre finali se guardo la nostra storia che sarebbero dovute finire in maniera diversa e le aspettative erano diverse: penso alla finale di Manchester, di Atene, di Monaco, quelle sono partite che sicuramente ci lasciano l'amaro in bocca, ma quando penso alla partita con l'Ajax o a quella dell'altro ieri sera, erano partite che non erano così scontate, che si sarebbero potute anche perdere.

    La prestazione della squadra a Berlino è un ottimo punto di partenza per il futuro, una partita che è seguita ad un percorso importante, le svolte in questa stagione a livello europeo credo siano state la partita di Dortmund e la semifinale col Real Madrid, che ci ha permesso di giocare una partita con il Barcellona a viso aperto, una partita in cui abbiamo subito un gol dopo pochi minuti che avrebbe potuto uccidere qualsiasi altra squadra. Invece la squadra ha reagito, ha pareggiato, ha giocato 20 minuti esaltanti ed è stata una partita che avremmo potuto vincere. Poi ci sono episodi che non sono stati favorevoli e hanno permesso al Barcellona di segnare un gol in contropiede che ha chiuso la partita.

    Io non posso fare altro che pensare a questo percorso europeo e porlo a tutti noi come punto di partenza per il futuro, un futuro che a livello europeo non deve assolutamente far pensare - e ripeto - non deve assolutamente far pensare che poichè Milano è vicina ed è comodo arrivarci, noi l'anno prossimo giocheremo sicuramente la finale di Champions League a Milano. Arrivare a giocare una partita come la finale di Champions League è durissimo per tutti, infatti ogni anno le finaliste cambiano.

    Però ci ha dato una grande convinzione. Io a livello europeo mi aspetto un percorso di maturazione che si possa declinare con il principio che vorrei vedere un group stage affrontato con maggiore consapevolezza e al pari delle altre grandi d'Europa, dove siamo noi oggi, lo si possa affrontare con la speranza che alla quarta o quinta giornata del girone noi siamo già agli ottavi. Il percorso deriva da mille fattori, da come ci si arriva, dalla condizione, gli squalificati, gli infortunati, un po' di fortuna nei sorteggi.

    Non dimentico mai gli ottavi di finale di due-tre anni fa, quando si scontrarono Real Madrid e Manchester United, due squadre che in quella Champions League erano partite con l'ambizione di arrivare in finale. Una delle due a quel punto deve uscire e questo non è che ci può condannare per via di un sorteggio, se una stagione sia di successo o no, erano due squadre che avevano quello come obiettivo. Quindi non pensate visto che Milano è a 124 chilometri di autostrada, noi siamo lì di sicuro. Lavoremo per un percorso europeo, perchè senz'altro ci vuole un consolidamento da questo punto di vista, però l'Europa è difficile.

    Qualche giorno prima di questa partita abbiamo vinto la decima Coppa Italia e qualche giorno prima avevamo vinto il nostro 33esimo Scudetto. Da questo punto di vista, questa è stata una stagione straordinaria e ci deve rendere tutti veramente orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Siamo partita in reltà quest'anno il 16 luglio da questa stanza presentando l'allenatore, Massimiliano Allegri, e io non posso cominciare che da questo fatto per ringraziare un primo pezzo della società, che è la parte gestita dal direttore Beppe Marotta e che è qui con noi oggi, dal direttore sportivo Fabio Paratici e dal consigliere Pavel Nedved. In quei 2-3 giorni veramente molto concitati hanno dimostrato tutta la loro professionalità, tutta la loro calma, per riuscire a trovare una soluzione che permettesse alla Juventus di continuare il percorso intrapreso qualche anno prima.

    Allegri è arrivato in punta di piedi, si è inserito con il suo staff in maniera impeccabile, un dialogo continuo e costante con il direttore, con Paratici e con Nevded per far sì che riuscisse ad entrare nel più breve tempo possibile  in sintonia con quella che era già una squadra molto forte, squadra che poi lui ha visto al completo solo una decina di giorni dopo perchè tornavamo tutti con qualche giorno di ritardo rispetto alla data di convocazione del ritiro. Io da questo punto di vista, oltre a ringraziare per il lavoro i dirigenti, non posso che ringraziare Massimiliano per come si è inserito e per il coraggio che ha avuto nell'accettare di guidare una Juventus in quel momento storico.

    Era un momento molto difficile, che ha messo specialmente all'inizio un'enorme pressione sulla guida tecnica, ma il suo modo di essere, la sua consapevolezza di poter ulteriormente far crescere la squadra ha fatto sì che si sia inserito in maniera perfetta nei nostri meccanismi e i risultati che ha ottenuto sono sotto gli occhi di tutti, quindi da questo punto di vista un grandissimo merito va al mister e a tutto lo staff tecnico. per riuscire a raggiungere un risultato come questo c'è sicuramente bisogno di un enorme sintonia tra le varie componenti, questo è un qualcosa che io cerco di far cadere nell'immaginario, ma anche nella realtà: un football club, una squadra di calcio, è sempre divisa, si tende sempre a dividerla in tre componenti, che sono da una parte la società, da una parte l'allenatore e il suo staff e da una parte la squadra, come se fossero quasi tre entità diverse. Invece quello che continuo a spingere in maniera determinata è il fatto che siamo un tutt'uno, dove siamo tutti utili e nessuno è indispensabile.

    Questo l'ho ricordato anche l'anno scorso in occasione di un intervento in questo periodo a Milano nel corso del Wired Next Festival. Dobbiamo prendere tutti la consapevolezza che siamo tutti utili, ma nessuno è indipensabile. E' la forza del gruppo che fa la differenza. E quest'anno c'è stata veramente questa dimostrazione, che è il gruppo che fa la differenza. Da qui arriviamo a capire quello che è stato un lavoro molto importante che spesso passa inosservato, che è stato quello di una vera e propria ristrutturazione all'interno di una società per arrivare a designare un nuovo organigramma che potesse portare una serie di risultati fuori dal campo che poi sarebbero stati utili e necessari invece per dare forza al campo.

    E parlo di quella che è la vera prima linea della società, di Marotta ho parlato, le altre persone che sono state chiave, sono da un lato l'amministratore delegato Aldo Mazzia, che è a capo di tutti i servizi all'interno della società. Da questo punto di vista c'è tutta una società che lavora e che funziona in maniera impeccabile. E ha la parte dello sviluppo e del Real Estate, con tutto il progetto della Continassa che è alle nostre spalle in questo momento. Che speriamo di riuscire ad inaugurare entro due o tre anni - due anni sono ottimistici, è più verosimile un periodo di tre anni, che però, verrà a  creare in questa area un vero e proprio Mondo Juventus, lasciando a Vinovo spazio all'attività del settore giovanile e quindi creare una vera e propria academy con i vari servizi, non più dislocati in diverse parti, così come il convitto dei ragazzi, ma avere un dormitorio all'interno di Vinovo per permettere ai ragazzi di crescere e respirare Juventus tutti i giorni.

    La terza persona che è stata assolutamente strumentale alla crescita della società è il Chief Revenue Officer, Francesco Calvo, a cui oggi riportano tutte le aree di generazione di ricavo, le sponsorizzazioni, lo stadio, la parte digital e la nuova area che abbiamo ripreso con l'avvento di Adidas come sponsor tecnico, quella del retail e del licensing.
    Che burlone valentino...ahahahah 

    Del Licensing avete parlato anche voi ultimanente in maniera più decisa, perchè un accordo è stato stretto con un altro nome rilevante del mondo dello sport, che è la VR46, la società di Valentino Rossi, quindi questo ha attirato sicuramente molta più attenzione.
    Ma non sono solo i grandi nomi che fanno la differenza, ma sono le attività che Francesco e il suo gruppo mettono al servizio della società quotidianamente, che ha permesso alla società di fare veramente un salto di qualità, se pensiamo a quello che è stato il fatturato della Juventus nel 2010/11, ovvero al primo anno della mia gestione, abbiamo sostanzialmente raddoppiato il fatturato per arrivare a 315 milioni l'anno scorso. Questi sono i dati reali, in quanto tengono in considerazione anche le plusvalenze generate. 

    Qui mi consento una piccola divagazione. Intanto dissento dall'interpretazione della Deloitte, anche se sostanzialmente come metodologia la condivido. Se guardo alla storia della Juventus, anno su anno, circa 15 milioni di plusvalenze sono generate anno su anno e fanno parte dei ricavi ricorrenti, quindi da questo punto di vista nella nostra gestione interna quel tipo di risultato è il tipo di risultato che ci attendiamo anno su anno, quindi per me quelli sono risultati ricorrenti. Dall'altro è vero che una cessione eccellente porterebbe a quello che sarebbe un dato drogato. L'anno scorso ci siamo spostati non moltissimo, quindi ritengo che sia più giusto valutare il fatturato nel suo insieme, quindi arriviamo a 315 milioni. Quest'anno i risultati verranno pubblicati a settembre e in questo momento essendo quotati non posso far altro che riportarvi a quello che pubblichiamo al termine di ogni consiglio.

    Però essere arrivati al termine della stagione 13-14, al risultato di 315 milioni di fatturato, è un risultato che ci mette in una situazione di poter affrontare le grandi potenze europee sul campo. A quel punto entra in gioco, e torniamo alla capacità del direttore e dei suoi collaboratori, di saper gestire bene quella che ho sempre chiamato la potenza di fuoco. Ovvero la somma totale tra gli ammortamenti e la retibuzione del personale tesserato. Una somma che si aggira intorno ai 200 milioni, una somma importante che fa sì che ci metta nelle condizioni di competere a livello internazionale con le grandi d'Europa. E i risultati ce abbiamo ottenuto sul campo lo dimostrano.

    Ho parlato poco fa della stagione in corso, ma il nostro percorso viene da un quarto di finale di Champions League, da una semifinale di Europa League e da una finale di Champions League, non posso che ribadire una volta di più e torno all'ambito sportivo, che una stagione deve essere considerata di successo se si è competitivi a Primavera su tutti i fronti. Noi non possiamo pensare che consideriamo una stagione di successo o di insuccesso esclusivamente dal numero di coppe che alziamo al cielo. E' chiaro che la Juventus parte con l'obiettivo di vincere ogni competizione alla quale partecipa, questo è il nostro dna e non verrà mai modificato, quindi i ragazzi che scendono in campo sono i primi a voler vincere ogni partita.

    Noi vogliamo vincere ogni competizione alla quale partecipiamo. Ma quando io giudico quello che è il lavoro della gente che lavora per la Juventus devo poter fare delle valutazioni che sono diverse. Quindi da un punto di sportivo si tratta di arrivare competitivi in Primavera ad ogni manifestazione, per quanto riguarda la parte di Francesco, è che vengano raggiunti gli obiettivi che ci siamo posti nel piano industriale e che vengano rivisti anno su anno. Da questo punto di vista è stato fatto un lavoro eccellente con la conclusione dell'accordo con Adidas ormai 18 mesi fa, e il rinnovo della sponsorizzazione con Jeep, queste per noi sono le due principali voci.

    Però è recente l'accordo che è stato stretto in Messico, per un accordo regionale, sulla falsariga dell'attività del Manchester United che ha circa 20 milioni di ricavi all'anno da quel tipo di attività. E' un'attività che è partita dall'internazionalizzazione, è partita qualche anno fa con attività spot in diversi Paesi e oggi vogliamo essere molto più disciplinati nell'approcciare questo tipo di accordi regionali in giro per il mondo. In alcuni di questi Paesi è chiaro che può funzionare meglio, avendo dei giocatori, dei testimonial di quel Paese, però è semplicemente per darvi un altro esempio delle attività che vengono svolte. Spesso si tende a vedere il presidente, il direttore, il mister e forse uno-due giocatori simbolo, quindi molti dei meriti della Juventus in questi anni vengono riconosciuti a me personalmente.

    Di questo vi ringrazio perchè rappresento la Juventus, ma come ho scritto a tante persone che mi hanno fatto i complimenti dopo la conquista dello Scudetto, il mio vero privilegio, in questo momento, è di guidare un vero e proprio gruppo di leader, ognuno grande professionista delle proprie aree e dei propri settori. Ho fatto riferimento ai primi livelli, ma vi posso dire che in Juventus anche nei secondi livelli, ognuno nelle proprie aree di competenza, ci sono grandi professionisti. Ringrazio quindi idealmente tutti gli uomini e le donne della Juventus, che ci hanno permesso di raggiungere i risultati che abbiamo raggiunto fino ad oggi, con la consapevolezza che oggi chiudiamo una stagione - in realtà la abbiamo chiusa ieri - e noi è da ieri che siamo al lavoro per continuare ad ottenere analoghi successi, l'anno prossimo e negli anni avvenire.

    Tanto che mi è capitato di discutere con alcuni dei nostri prima della semifinale col Real Madrid, e anche con i giocatori per la questione dei premi legati alla Champions, il mio orizzonte temporale era già rivolto ad assicurarsi che ci fosse la continuità nei prossimi due-tre anni, quantomeno quello che è il futuro, e di non fermarsi al risultato dell'annata. La mia preoccupazione è garantire la continuità della crescita della Juventus, garantire la continuità della competitività della squadra nelle manifestazioni alle quali partecipa.

    Chiuderei facendo un breve riferimento a cui tengo molto, su quella che è la politica del calcio, soffermandomi però più su quello che è l'aspetto internazionale a confronto di quello che è l'aspetto nazionale. Io entrerò quest'anno, per il quarto anno, come consigliere dell'Eca, presieduta da Rummenigge e con la quale condivido questa posizione con una serie di altre squadre di prima, seconda, terza e quarta fascia, dove c'è veramente un'unità di intenti nel perseguire lo sviluppo del calcio con la consapevolezza che le problematiche che attengono la Germania, l'Inghilterra, l'Italia, Spagna e Francia, sono diverse da quelle dei Paesi della suddivisione 2, andiamo all'Olanda, al Belgio, al Portogallo, suddivisione 3 o 4. Ci sono delle realtà molto molto diverse e ho incominciato ad apprezzare il significato della competizione anche dai turni di qualificazione uno, due, tre, con i famosi playoff che cominciano ad agosto e sono quelli a cui noi siamo più abituati e ai quali bisogna cominciare a dare attenzione.

    Ma ci sono delle realtà che meritano una grandissima attenzione perchè le loro competizioni nascono e finiscono prima ancora di arrivare alla grande attenzione. Ma quello che mi ha sopreso favorevolmente da parte dell'Eca è stata proprio questa attenzione che mette lo sviluppo del calcio in ogni sua dimensione, non ultimo è stata una conferenza che ho presieduto a Varsavia il giorno prima della finale di Coppa Italia, dove ci siamo trovati nello stadio del Legia a condividere le varie problematiche della governance a livello nazionale, con vari esempi e varie testimonianze.

    Quindi è una condivisione volta allo sviluppo del calcio dei club professionistici, a differenza di quella che è l'attività delle istituzioni. Il rapporto con l'Uefa è ottimo, io sono parte del Club Competitions Committee ed è un'esperienza che mi sta arricchendo molto, nella definizione di quelle che sono le dinamiche delle competizioni internazionali. Club Competitions Committee significa lo sviluppo della Champions League e dell'Europa League. E il bilanciamento tra queste due manifestazioni. Un bilanciamento che in questo momento è difficile.

    La Champions League rappresenta l'eccellenza e rappresenta l'eccellenza finanziaria, mentre l'Europa League ha uno scopo diverso in questo momento, quindi trovare un bilanciamento è abbastanza problematico, anche se tutti quanti noi siamo abbastanza attenti a questo, perchè sappiamo bene la differenza che porta accedere alla Champions League anche da terzi qualificati, oppure perdere ai playoff e scivolare in Europa League, con una serie di problematiche a livello finanziario se si sono previste tutta una serie di voci e di entrate che poi non si rilevano. Uefa che è gestita da Platini e da Infantino.

    Questo per tornare a quello che deve essere lo sviluppo del calcio, quindi andare a fare quel parallelo che deve essere Lega-Federazione in Italia, quello che dovrebbe essere l'Eca verso l'Uefa è quello che dovrebbe essere la Lega, che rappresenta i club, verso la federazione. Credo che veramente ci sia bisogno - e questo lo dicono in molti, lo ha detto Tommasi di recente, e continuo a ribadirlo io - la Federazione dovrebbe avere una divisione di stampo sportivo e avere sotto di sè una serie di personaggi capaci di portare avanti le varie problematiche relative alla gestione quotidiana. Il principio, il calcio ai calciatori, lo trovo molto giusto, trovo che sia molto più rappresentativo per le istituzioni come avviene a livello Uefa.

    Rummenigge credo rappresenti un'eccezione, perchè ormai sono 25 anni che è dall'altra parte della scrivania e quindi è qualificato come dirigente a gestire quelle che sono le volontà e le problematiche dei club. Le associazioni dei club devono essere agli imprenditori, le associazioni di tipo istituzionale, le vedo con molto maggior favore in mano ai calciatori, che conoscono quello che il sistema valoriale del calcio. Dico questo perchè la dimensione nostra è una dimensione europea, quindi il coinvolgimento mio personale, ma anche di alcuni miei collaboratori in seno ad una serie di commissioni dell'Eca, ci permettono di confrontarci con delle realtà estremamente professionali.

    Il mio auspicio è: se l'Italia vuole tornare ad essere competitiva a livello internazionale, veramente si confronti con quelle che sono le problematiche del calcio attuale. La finale della Juventus in Champions League e la semifinale del Napoli e della Fiorentina in Europa League, non sono l'insuccesso del calcio italiano, ma sono il successo di tre società che hanno saputo lavorare bene sul campo. Questo è un qualcosa a cui tengo particolarmente: non è grazie al sistema calcio Italia che la Juventus è andata in finale, o che Napoli e Fiorentina sono andate in semifinale, sono tre società che hanno gestito molto bene un anno. Questo ha fatto sì che la nostra posizione nel ranking quest'anno sia migliorata, abbiamo guadagnato qualche punto.

    Noi siamo saliti al 14esimo posto nel ranking, il Napoli oggi è la seconda squadra a livello europeo e questo fa sì che una continuità del percorso internazionale faccia crescere le singole società. I problemi in Italia li conosciamo: il problema numero sono gli impianti sportivi. Noi oggi abbiamo il privilegio di sederci in un impianto che è al massimo a livello europeo, ma gli altri stadi in Italia li conosciamo, è inutile stare a puntare il dito sul perchè abbiamo gli stadi che abbiamo, li conosciamo. Ma veramente si deve trovare un modo, uno sforzo, se non di costruire stadi nuovi, quanto meno di ristrutturare in maniera importante quelli esistenti, perchè non ci possiamo presentare ed essere attraenti agli occhi dei grandi campioni con gli stadi che abbiamo. Su questo faccio un esempio, anche per la sicurezza e per quello che è successo di recente.

    Noi abbiamo investito e deliberato all'unanimità in Lega di investire sulla goal-line technology, giusto o sbagliato che sia, comunque il voto è stato all'unanimità. E l'investimento per singola squadra è di circa 400mila euro. All'interno di questo stadio - molti di voi lo sanno perchè lo abbiamo mostrato anche con servizi sul nostro sito e altro - queste telecamere - mi sfugge il numero di ottiche - che continuano a registrare continuamente quello che avviene nello stadio, quindi qualsiasi cosa avviene all'interno dello stadio è registrato da diverse ottiche, continuando ad avere una visione dell'insieme di quello che accade.

    Questa telecamera costa 180mila euro, quindi un po' meno della metà di quella che è la tecnologia della goal-line technology. Perchè dico questo, perchè noi stiamo ancora discutendo di quello che è successo durante il derby, se è stato lanciato un petardo, chi l'ha lanciato, come era entrato allo stadio, come non era entrato allo stadio. Noi abbiamo trovato come Lega le risorse per risolvere due-tre casi all'anno di gol-non gol, che sarà importante sicuramente determinare che la palla sia entrata o non sia entrata dentro la porta, però se pensiamo che con la metà, o poco meno della metà, o poco più della metà, di quei soldi, possiamo garantire sicurezza e certezza di intervento alle forze dell'ordine, questo mi lascia un po' perplesso su quelle che sono le nostre priorità.

    Concludo con l'introduzione: io sono estremamente orgoglioso del lavoro che è stato fatto in questi anni e in particolar modo quest'anno. E' stata una stagione per noi straordinaria. Grazie".
    IL PRESIDENTE RISPONDE ALLE DOMANDE 

    Due domande. Tutti si aspettano che la Juve faccia un grande calciomercato. Cosa ha preparato la Juve come strategia per rinforzare l'immagine nel mondo arabo? Lì ci sono tanti tifosi juventini. E lì ci sono Real, Barcellona e Manchester, ma la Juve deve rafforzarsi nel mondo arabo.
    -"Per quanto riguarda la prima domanda, forse mi sono dimenticato in premessa che come d'abitudine le vicende del calciomercato avrà tutto il tempo nei prossimi 90 giorni e sarà pane quotidiano del direttore Marotta. Questa parte come ben sapete è totalmente delegata a lui, quindi dal mio punto di vista non posso che ribadire la fiducia nell'operato del direttore e dei suoi collaboratori che sapranno sicuramente prendere le scelte migliori per continuare nel percorso di crescita della squadra nell'ambito della squadra. Da parte mia c'è piena fiducia nell'operato del direttore Marotta e dei suoi collaboratori. per quanto riguarda le attività previste nel mondo arabo, in questo momento le attività sono limitate, siamo partiti con un principio di prioritizzazione e benchè sappiamo di essere un marchio globale, non possiamo affrontare il mondo in un giorno solo. Da questo punto di vista abbiamo dato la priorità al Nord America, nel mondo cinese, abbiamo dato una priorità tattica per risvegliare il Giappone  e dopodichè il grosso dell'attività è concentrato sull'Europa  e sulla strategia di distribuzione del merchandising e del marchio. Il grosso dell'attività e dobbiamo arrivarci come lingua araba, sarà poi delegato al digitale, che è il vero strumento che ci permetterà istantaneamente di comunicare con ogni genere di tifosi in genere per il mondo. Per quanto riguarda la vera e propria attività del commerciale, abbiamo dovuto prioritizzare e questi sono i mercati che stiamo aggredendo in questo momento. Dobbiamo farlo con la consapevolezza che prima di entrare in un mercato bisogna seminarlo per cogliere i frutti, senza dispendere le energie. Anche se siamo ormai una grande azienda, abbiamo delle risorse sia umane che finanziarie limitate, gli investimenti vanno mirati su dove pensiamo possa esserci un ritorno sugli investimenti superiore da subito, con la consapevolezza che l'amore indistinto dei tifosi è uguale e indistinto in ogni parte del mondo".


    C'è qualche gruppo internazionale che vi corteggi in questa fase? E' conveniente un'ingresso in una piccola parte societaria  per accrescere ulteriormente la potenza del club?
    -"No, in questo momento non c'è e non lo stiamo cercando, questo lo dico più che altro con il cappello di Exor, questa è comunque una domanda che va rivolta a loro, mi permetto di dare una brevissima risposta essendo nel Consiglio di Exor, quindi gestendo direttamente la Juventus, probabilmente quindi qualche domanda andrebbe fatta anche a me. Però in questo momento come Exor non stiamo cercando, anzi, mi dà lo spunto, che forse ho dimenticato prima, di ricordare che il lavoro che è statl fatto fino ad oggi è stato fatto il pieno supporo di mio cugino Jaky, che ci ha permesso in questi anni, dal punto di vista dell'azionista, al di là del rapporto personale, di poter intraprendere un percorso che ci ha portato comunque ad investimenti importanti e di fiducia nei risultati che si sarebbero ottenuti, che sono quelli che oggi ci permettono di fare un salto di qualità e incominciare a guardare al quinto-sesto in Europa e lo dico in termini di fatturato, quindi di potenza di fuoco disponibile per la qualità della squadra, ci ha permesso di lavorare con il pieno della fiducia. In questo momento, quindi, no, e non ne abbiamo neanche bisogno".

    Due giorni dopo la finale di Champions c'è più l'orgoglio di essere arrivati lì o la delusione per la partita? La partita di Berlino coincide con al fine di un ciclo? Anche con la possibilità con un rinnovamento della squadra e con la possibilità che alcuno campioni possano lasciare la Juventus.
    -"Da un punto di vista del tifoso, la sensazione è mista: c'è l'orgoglio e c'è la delusione. La Juve, come ho detto nell'introduzione, gioca ogni partita con l'obiettivo di vincerla e noi abbiamo  giocato la finale a Berlino con l'obiettivo di vincerla. Tanto è che la squadra è entrata in campo, ha subito, ha reagito, ha pareggiato, ha giocato 20 minuti di calcio esaltante, se fosse entrato.... ma qui entriamo nel condizionale... è una partita che abbiamo giocato con i migliori e la potevamo vincere. Questo deve essere il punto di partenza e un motivo di orgoglio. E' chiaro che non sono felice di aver perso una partita. per quanto riguarda il futuro, mi fermo ai fatti. E' una domanda che dovremo girare al direttore: quando penso a Morata, a Pereyra, a Rugani, a Dybala, a tutta una serie di giocatori che stanno crescendo e che possono essere da Juve. Il giocatore più determinante in questa Champions League credo sia stato Morata, è lui che ha fatto una vera e propria differenza, ha segnato nelle due semifinali e ha segnato in finale, ha procurato il rigore ai quarti ed ha segnato col Dortmund. Guardiamo i giovani che abbiamo in casa e che stanno crescendo. Saranno loro i primi a garantire la continuità del progetto, la continuità della prestazione sportiva, anno su anno. Da qui ritorna il principio degli obiettivi, essere competitivi a Primavera e se uno è competitivo a Primavera, qualche cosa lo porta a casa di solito".

    In questo momento la Juventus sta capitalizzando 300 milioni di euro. Il Milan è passato di mano a un miliardo e passa.  A questo punto la quotazione in Borsa esprime dei valori che non hanno senso. Ha ancora senso restare? Oppure ha senso raddoppiare e andare a quotarsi da qualche altra parte del mondo?
    -"Anche questa è una domanda da porre a John, io non potrei rispondere. Le rispondo dicendo che mi piacerebbe avere un vero commento su quello che è .... la Fininvest ha comunicato di aver aperto un dialogo formale, quindi i numeri non ci sono ancora. Leggiamo tutti, ma non sempre quello che leggiamo corrisponde a verità. I numeri così come li ho letti sono dei numeri sicuramente impressionanti. Quando poi vado a guardare e a fare qualche riflessione  sui multipli, guardo al risultato netto, al margine operativo lordo, guardo alla posizione finanziaria netta del Milan, faccio fatica a trovare una quadra a quel numero. C'è senz'altro, perchè ci sono dei valori intangibili, il valore del marchio, però qui faccio una domanda io a lei, daq commentatore della comunità finanziaria, come questi numeri possano portare ad una valorizzazione di quel tipo".

    Ha detto che i risultati di Juve, Napoli e Fiorentina in Europa non sono merito del sistema calcio Italia. Cosa manca perchè la cosa sia integrata? Resterà alla guida della Juventus in un futuro a lungo termine?
    -"Che cosa manca mi sembra pleonastico, lo abbiamo già detto tante volte, l'ho detto anche prima: in primis gli impianti sportivi, in secondo luogo quello che mi piacerebbe vedere è un vero progetto sportivo da parte della Federazione con delle vere e proprie missioni per quello che è il calcio professionistico. Si discute di riforma dei campionati, però spesso si discute di quanto sia il prezzo da pagare per avere due retrocessioni anzichè tre, il prezzo da pagare per far scendere le squadre da 22 a 20, da 20 a 18, quindi di quanto deve aumentare il livello di sussitenza. Però andando ad analizzare la Lega Pro vediamo che il fatturato medio di una squadra di Lega Pro è di circa un milione, qualcuno un po' di più, qualcuno un po' di meno, con costi medi di due milioni e mezzo. Quindi abbiamo una Lega Pro che è strutturalmente in perdita. In Serie B abbiamo progetti analoghi. Si investe con la speranza di accedere al campionato superiore, per accedere a maggiori risorse finanziarie. Però poi non vedo un vero progetto sportivo. Dovrei lasciare la parola al direttore. Che cosa il ruolo della Lega Pro oggi all'interno del sistema calcio? Che cosa è il ruolo della Serie B all'interno del sistema calcio?E che cosa è il ruolo della Lega di Serie A nel sistema calcio. Io non lo vedo, poi possiamo possiamo passare per il settore tecnico. Qual è oggi la progettualità e la missione del settore tecnico? C'è poco. Quindi qui c'è veramente bisogno di una vera analisi a 360 con un'ottica societaria, anche di un'istituzione non propriamente pubblica, ma parapubblica come la Figc, così al pari delle altre federazioni, che sono di pubblica utilità, ma di diritto privato, questa è una riflessione da fare. invece si parla id quanto c'è bisogno per ottenere un voto o non un voto favorevole per poter fare una riforma, o quanto costa. io ho sempre detto e lo ribadisco anche qua, che se la Serie B dovesse sviluppare un vero progetto strategico funzionale alla crescita del sistema calcio, uno dovrebbe essere in grado di riflettere quanto la Lega di Serie A vuole investire, non vuole, deve pagare, elargire. La Serie A dovrebbe voler investire, fosse il doppio, fosse più quello di oggi, ma ragioniamoci. Per la Lega di A e per il flusso di ricavi che ha dalla gestione dei diritti televisivi, deve essere un vero investimento. E come ogni investimento deve avere un ritorno. Qual è il ritorno? il ritorno è un progetto sportivo di un certo tipo. Qua vi lascio per ogni approfondimento al direttore che vi dice cosa era il ruolo della Serie B 20 anni fa, come formava giocatori. Poi anche oggi qualcuno arriva dalla Lega Pro, ma torniamo ad avere le eccezioni: la Lega Pro ha fatto tre giocatori. In realtà quello che vedo io è l'assenza totale di una visione a lungo e medio termine e la consapevolezza che se il calcio italiano vuole tornare ad avere un ruolo primario all'interno del sistema internazionale il percorso è giocoforza di medio-lungo termine, parliamo di 5-10 anni. Nessuno ha - non l'aveva Abete prima, non lo ha Tavecchio oggi, senza entrare nel merito delle persone, la bacchetta magica per cambiare dall'oggi al domani. Qui c'è veramente bisogno di una condivisione con la A, la B, la Pro e i dilettanti, calciatori, arbitri, allenatori e capire come si vuole uscire e che cosa si vuole fare. Quello che ha fatto la Francia prima, la Germania poi, il Portogallo, possono esserci diversi sistemi, però bisogna avere una visione di medio-lungo termine, e poi la disciplina per realizzarla. Su di me presidente, io sto molto bene dove sto adesso, non vedo nessun tipo di cambiamento a breve periodo. Poi dipende cosa vuol dire lungo, una guida di 30 anni non so, nel breve sono molto felice dove sono, abbiamo una continuità da dare al progetto sportivo, abbiamo delle grosse sfide all'interno dell'area commerciale, ho grosse sfide a livello internazionale che mi affascinano, nell'ottica di politica internazionale. Abbiamo tutto il mondo Juve alle spalle da costruire, quindi di sfide ce ne sono ancora molte qua e sono molto motivato per continuare dove sono".

    Morata può essere il futuro della Juve, anche in relazione al fatto che il Real ha una sorta di diritto? Istituirete un simbolo da mettere sulla maglia per la decima Coppa Italia?
    -"Io non so, forse cerco di spiegarmi meglio. Le domande di calciomercato in generale, vanno rivolte al direttore. Io posso ripeterlo tante volte. Morata oggi è il presente della Juve, quello che sarà il futuro della rosa della Juventus è una domanda da porre al direttore Marotta, a cui ribadisco ancora una volta la piena fiducia da parte mia. Per quanto riguarda la Coppa Italia non apponiamo nulla".

    Nel 2011 finiva forse la stagione più nera del millennio, eppure avevate già incominciato la ricostruzione. Quattro anni dopo siete primi in Italia, in finale di Champions. Il disavanzo con le altre squadre italiane è stato colmato e siete andati avanti. Come vedi il disavanzo con le altre avversarie della Juventus? Sembra che la Juventus non ne abbia in Italia. In Europa, invece, un giudizio sulla Fifa. Anche le Federazioni internazionali devono essere gestite da ex giocatori?
    -"In Italia cercherei di parlare di Juventus che mi sembra più consono. Riporta alla mia memoria una delle prime interviste che feci nel dicembre del 2010 e l'ultima domanda che mi fu posta, in una fase in cui stavamo lassù, stavamo ragionando su una qualificazione in Champions e altro, era: se non dovessi ottenere successo? La mia risposta è statà: non avrò nessun rimpianto perchè saprò di aver dato il massimo nella Juventus. Noi dobbiamo continuare a dare il massimo, quello che è derivato dal mio ingresso è un'enorme cultura del lavoro. In Juventus, tutti veramente, lavorano tanto, tanto veramente. In ogni area, dalla parte sportivo, alla parte legata ai ricavi, alla parte legata ai servizi, tutti lavorano tanto. E' stato dato un chiaro percorso, sono stati dati dei chiari obiettivi, e questi obiettivi sono stati raggiunti. Negli ultimi quattro anni, nelle varie primavere, eravamo competitivi sempre su quasi tutti i fronti, se pensiamo anche a una semifinale persa, una semifinale di Coppa Italia, ogni anno, anno su anno, c'è stata una crescita del fatturato, del margine operativo, del risultato netto. L'anno scorso abbiamo chiuso con 100mila euro di utile nelle imposte, tornando a temi finanziari. In Italia abbiamo l'Irap che ha fatto sì che la perdita fosse di 6 milioni, ma l'anno scorso la Juve ha chiuso con 100mila euro di utile pre-imposte. Quindi è stato un enorme lavoro da parte di tutti. Io devo continuare a preoccuparmi sono esclusivamente di noi stessi, non mi devo preoccupare di cosa succede fuori dalla Juventus, se non avere la consapevolezza di avere una visione molto chiara, quello che immagino possano o non possano fare, però mi limiterei a commentare quello che è il lavoro della Juventus. Per quanot riguarda la Fifa, credo che in questo momento sia prematuro fare qualsiasi tipo di commento sulla portata degli avvenimenti. Ogni giorno abbiamo qualcosa di nuovo che emerge, quindi dovremo fare una valutazione tra qualche mese per avere un quadro chiaro di quella che è la portata di quanto sta emergendo a livello della federazione internazionale. Sicuramente oggi si può dire che non dà una grande immagine del calcio, questo è sicuro".

    Negli ultimi mesi ti sei incontrato con Tavecchio, sia a Roma, sia quando è venuto qui con la Nazionale. Lui stesso ha usato termini differenti: lite temeraria quella per il risarcimento al Tar, ha parlato dello Scudetto 2006. Qual è lo stato dell'arte? Sono argomenti negoziabili?
    "Io ho imparato che questo tema non ha più senso affrontarlo, la mia posizione è la medesima di quello che ho espresso in passato".

    Stavate studiando le carte della sentenza di Cassazione e quindi volevo chiederle quali fossero i passi successivi. Din questo tesoretto che arriva dalla finale di Champions, quanto andrà in percentuale ad impattare sulla riduzione del debito e quanto verrà investito sul mercato?
    "La situazione del nostro debito è una situazione assolutamente sostenibile per la nostra dimensione, è chiaro che è un indicatore che stiamo monitorando. Ad oggi è sostenibile e bisogna evitare di farlo crescere. L'attività sarà sempre svolta con la consapevolezza che la parte prioritaria è la parte sportiva, cioè se noi non riusciamo ad ottenere dei risultati in ambito sportivo, tutto il resto dei discorsi diventano discorsi abbastanza vuoti, perchè l'incremento dei ricavi non può che partire dall'incremento dei risultato sportivi. Quindi l'attenzione all'area sportiva sarà massima, con la consapevolezza che abbiamo tutta una serie di indicatori finanziari da tenere sotto controllo".

    Vi sentite isolati nel calcio italiano? Questo isolamente può essere dannoso anche per voi? Siete isolati a livello sportivo, finanziario e politico.
    -"Torno alla domanda di prima allora, qual è la progettualità del calcio italiano? Questo a me manca molto nel sistema italiano. Non mik sento isolato, perchè le partite poi si giocano. Siete i primi voi a commentare che il miglior esempio di calcio in Italia in questo momento sia l'Empoli. Se penso alla stagione che hanno fatto, i punti più importanti che abbiamo lasciato per strada, li abbiamo lasciati a Genova, col Parma stesso, avevamo Napoli e Fiorentina in semifinale di Europa League. Quindi la cultura sportiva c'è ed è forte, e devo dire che vincere il campionato italiano è sempre estremamente difficile, quindi non mi sento isolato. La Juventus ha fatto il suo mestiere, ha fatto 87 punti quest'anno, uno deve essere preoccupato se in Italia il campionato si inizia a vincere con 68 punti o 70 punti, ma il nostro mestiere è quello e l'abbiamo fatto bene. Da un punto di vista di visione di insieme, non è che mi sento isolato, è che mi sento in questo momento incapace di riuscire ad influire realmente su quelle che sono le politiche sportive. Continuerò a portare avanti quelle che sono le nostre idee, non le mie, ma sono le nostre idee della struttura, su come dovrebbe essere gestito il calcio. Non sempre trovano la condivisione di tutti e di conseguenza noi continueremo a percorrere la nostra strada cercando di fare assolutamente il massimo all'interno del sistema in cui operiamo. Fortunatamente operiamo in due sistemi, che sono quello Nazionale, ma anche quello internazionale".

    Ha parlato di Fiorentina, Napoli e Juventus, tutte proprietà italiane. Che segno stanno lasciando le proprietà straniere per far crescere il sistema calcio italiano?
    -"Le società a capitale straniero? Io non ho mai nascosto che la rivalità sul campo con la Roma è forte e non è solo d'attualità, ma è anche storica. Da quel punto di vista, quando ci scontriamo sul campo c'è voglia di prevalere uno sull'altro. Ma con Pallotta mi trovo estremamente in sintonia su quella che potrebbe essere una visione dello sviluppo del calcio italiano. Analoghi sono i ragionamenti che vengono fatto con Thohir, lui ha anche l'esperienza degli sport americani, che hanno un enorme privilegio rispetto ai nostri, che sono a sistema chiuso invece che a sistema aperto, però su quella che dovrebbe essere una visione, un progetto per il calcio italiano, anche con Erick mi trovo abbastanza in sintonia. Si fa fatica ogni tanto a farle passare perchè il capitale non italiano è più interessato a un milione, due milioni in più oggi, che invece due milioni in meno oggi ma dieci in più tra tre anni. Questa è la realtà. Sto cercando di banalizzare, ma questa è la realtà in cui viviamo. Da questo punto di vista non possiamo che continuare a portare avanti le nostre idee con l'auspicio che prima o poi riusciremo a convincere la maggioranza che può esistere, coesistere un calcio italiano migliore di quello attuale e che possa ambire a tornare ad essere il numero uno. I discorsi sul comparto del calcio italiano che è oggi il numero 4 al mondo ed è una buona posizione se comparato con altri comparti dell'economia italiana, lasciano un po' a desiderare se consideriamo che eravamo i numeri uno, ed oggi siamo i numeri 4. Noi per tradizione, l'Italia, deve ambire ad essere il numero uno in questo comparto".

    Lei si è mai chiesto durante quest'anno come sarebbe andata, cosa sarebbe successo, cosa ci sarebbe stato di diverso, se il 15-16 luglio non fosse successo niente?
    -"Con si se e con i ma non si va da nessuna parte. Ognuno prende atto delle situazioni in cui si trova, che sta vivendo e da lì va avanti, cosa sarebbe potuto essere stato se non fosse successo, diventa una domanda fine a se stessa e che non dà nessuna utilità. Ognuno prende atto di ciò che avviene nella vita e da lì va avanti.
    Le interviste, cortesia TuttoJuve.com
    Grazie