giovedì, marzo 10, 2011

LA FAMIGERATA PROCURA DELLA REPUBLICA A NAPOLI

 I PM fanno di tutto, usano qualunque mezzo per nascondere la verità, è poter incastrare Moggi, Giraudo e la Juventus

Mentre la LEGGE dice che: compito del pm è di accertare la verità e far emergere anche le prove in favore degli imputati. Qui invece (ma non è un'eccezione, nella "famigerata-procura di Napoli, molto spesso è la regola!!!) s'è fatto di tutto per nascondere la verità e distorcere gli indizi secondo i propri fini.  E' quando appare chiaro che ci si sarebbe avviati all'assoluzione spunta il jolly, la seconda ricusazione della Presidente Casoria...con la speranza di andare in prescrizione! La procura della Republica a Napoli, si conferma il verminaio di ipocriti, corrotti, infami, vili bastardi delinquenti, e a distanza di quasi 30 anni dallo scandalo che ha rovinato l'esistenza di Enzo Tortora e della sua famiglia... , sta confezionando un'altra perla: la rovina di 24 persone e delle loro famiglie! A QUESTI MALEDETTI SCIACALLI: Lepore, Narducci, Beatrice, Capuano e quanti altri contribuiscono a rovinare degli essere umani e ad infangare il nome dell'Italia, li colpisse la maledizione terrena!


Scrive Oliviero Beha:
I due pubblici ministeri, Narducci e Capuano, hanno infatti ricusato per la seconda volta la Casoria. Tradotto in termini cronologici, si andrebbe certamente alla prescrizione di tutti, da Moggi alla caterva di imputati, arbitri, dirigenti ecc.

Sarebbe una vera sciagura perché la prescrizione nei confronti degli imputati verrebbe comunque "spacciata dalla stampa" e percepita e ricevuta dall’opinione pubblica come una “mancata condanna”. E siccome la giustizia sportiva nel 2006 ha già fatto strame del diritto calcistico con quelle sentenze poi apparse alla luce degli sviluppi delle “favole mirate”, è evidente il tipo di messaggio che ne scaturirebbe.

Condannati dagli organi interni (su cui invece bisognerebbe investigare fino in fondo per capire e spiegare come e quanto dipendano da quello stesso potere calcistico e sportivo implicato nello scandalo, un’autentica palude nella più generale Palude Italia), prescritti dalla giustizia ordinaria: si chiuda dunque e finalmente questo “brutto capitolo del calcio italiano” con dei colpevoli perfetti e dimostrati anche se solo parzialmente (mentre la questione arbitrale si ripropone puntuale ogni domenica).

Quindi un disastro: verrebbe fatto un torto alla verità o alla ricerca della verità, che siano colpevoli o innocenti gli imputati, e che ve ne siano altri in ballo non ancora imputati ma che potrebbero diventarlo.

Le intercettazioni telefoniche dell’ex maggiore Auricchio scelte ad hoc (da chi? da lui? da altri?) prima del processo di Napoli e “buone” strumentalmente per il processo sportivo, si sono allargate infatti a dismisura chiamando in causa il potere calcistico nelle sue varie forme: sentire quelle telefonate, rende l’idea da un lato di che cosa sia il pallone oggi, dall’altro di come con Moggi si sia cercato e trovato truffaldinamente un unico capro espiatorio comprensivo di un’associazione a delinquere con designatori ed arbitri a Napoli ancora lontanissima dall’essere dimostrata.

Quindi vorrei dei bei confronti tra la versione di Moggi e quella di Moratti, per esempio, lasciando quella di Barney alla letteratura e al cinema… e non la prescrizione che tutto avvolge nella nebbia.

Cari Narducci e Capuano, pubblici ministeri che stimo fino a prova contraria e dai quali sono stimato (ricordo una loro intervista- di Narducci con Beatrice - a “L’Espresso”), devo immaginare che non vogliate tutto questo e che se il processo dovesse dimostrare la fragilità dell’impianto accusatorio, come scrivono quelli che hanno studiato, come magistrati potreste e dovreste battervi in appello per dimostrare la bontà delle accuse.

La prescrizione così raffazzonata invece è una ferita per tutti, non un vantaggio per Moggi. E’ tanto difficile da capire? E’ civiltà giuridica tutto ciò? Secondo me, non difendendo nessuno se non la ricerca della verità, sarebbe proprio l’esatto contrario.

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