mercoledì, maggio 20, 2015

6 ANNI CON ANDREA AGNELLI, LE FRASI DA RICORDARE: FAREMO DANNO A CHI CI HA CREATO DANNO!

JUVENTUS 34 SCUDETTI -3- STELLE D'ORO! 11 COPPE TALIA -1- STELLA D'ARGENTO!
2015-2016 - 5° - SCUDETTO CONSECUTIVO PER ANDREA AGNELLI PRESIDENTE!
LA PROMESSA DEL PRESIDENTE: "FAREMO DANNO A CHI CI HA FATTO DANNO"!

Sei Anni Con Andrea Agnelli, deludente il primo. Un settimo posto che fece il pari con quello mprecedente. Poi solo Successi. Ma anche promesse per Riabilitare il Nome e l'Onore della Juventus (infangato da infame-gentaglia senza scrupoli!), che ci ha lasciato tante Frasi Storiche da Ricordare, che ci hanno fatto conoscere meglio il nuovo Presidente della Juventus: Andrea Agnelli.

                                                                                    "SU CALCIOPOLI“
Se la Figc ci mette più di un anno per rispondere al nostro esposto, allora forse non ha la coscienza troppo pulita”.

“In cuor mio tutti sanno cosa penso di Calciopoli, e cioè che è stato un procedimento ridicolo. I legali mi hanno detto che non sono riusciti nemmeno a leggere tutte le carte”.

“Dal maggio del 2010 ad oggi sono avvenuti avvenimenti straordinari che esulano da un percorso normale e vorrei ripercorrere con voi le tappe principali affinché sia chiaro il comportamento della nostra società. Partiamo da maggio 2010, quando presentiamo un esposto alla Figc per verificare i presupposti per l'assegnazione (l'assenza di comportamenti poco limpidi) dello scudetto 2005-2006 all'Inter. Questa nostra richiesta di risposta per garantire la corretta giustizia ed equità da parte dell'istituzione resta lettera morta per 14 mesi. E qui si impone una Prima riflessione doverosa con gli ordinamenti di giustizia sportiva: si è svolto un maxiprocesso nel 2006, quello di Calciopoli, in soli quattro mesi arrivando a pesanti condanne, ci sono voluti 14 mesi per rispondere ad un esposto di otto pagine”.

“Fino al luglio 2011 abbiamo avuto totale fiducia nell'ordinamento sportivo, rispettando tutte le regole. Poi il Consiglio Federale da noi sollecitato decide di non decidere e solo allora, quando il Consiglio ha tutti i poteri per rivedere la decisione e invece decide di dichiararsi incompetente, decidiamo di utilizzare gli strumenti legali a nostra disposizione per tutelarci”.

“Passando al Tnas, che si è dichiarato incompetente in questi giorni, e alla definizione di 'doping legale' che è venuta fuori: il Tnas prevedeva anche la possibilità di un tavolo conciliatorio e voglio ricordare che a quell'incontro di conciliazione io ero l'unico presidente presente, che è l'unica persona in grado di conciliare. Figc e Inter in quell'occasione decisero di mandare solo i loro legali”

“Il quadro di allora era diverso da oggi. Quando vennero fuori le prime intercettazioni, pensai a una strana coincidenza: ogni volta che stavamo per vincere un titolo, balzava fuori qualcosa, l'anno prima c'era stato il video della flebo di Cannavaro. Poi, improvviso, è arrivato lo tsunami, e parlare di sensazioni, in quei momenti, è difficile. La Juve ha pagato in maniera dura: se la società non avesse varato l'aumento di capitale e lavorato per tornare ai vertici, avrebbe potuto precipitare davvero in categorie minori. Adesso esigiamo parità di trattamento”.

“Non ci si rende conto di quello che ha determinato il 2006 per noi. Abbiamo richieste, le più diverse, di risarcimento danni per circa 600 milioni di euro. Con la nostra siamo a quasi un miliardo che pende. Chiudere con "fu giustizia sommaria ci spiace", come si voleva fare con il documento non firmato al tavolo del Coni, non è semplicissimo”.

“Noi abbiamo un anno sotto inchiesta, il 2004-2005. Il 2005-2006 è pulito: subiamo la penalizzazione su un anno in cui non c'è niente e i designatori arbitrali sono cambiati. Se il capo dello sport e quello del calcio mi parlano di giustizia sommaria, quali che fossero i dirigenti, fu giustizia sommaria. E poi siamo entrati in un procedimento penale: i giudizi li possiamo dare solo alla fine”.

                                                                                       SULL’INTER:
“Su un'ipotetica sfida tra l'Inter del triplete e la Juventus di Capello, Nessun dubbio: vinciamo noi 3-0”.

“Ho rapporti di educazione e civiltà: devono rimanere tali e sarebbe bello se si estendessero ai tifosi. Non siamo in guerra, il calcio è un grande spettacolo di sport, e l'Inter è lì per caso: se fosse arrivata terza un'altra squadra, avremmo chiesto comunque se era giusto assegnarle lo scudetto”.

                                                                               SUL CALCIO ITALIANO
 “Se uno guarda una situazione perfetta per un top team, è una miscela di ciò che si trova in Inghilterra, in Germania, e in Spagna”.

“Piuttosto che una destinazione finale per i migliori giocatori, ora siamo un campionato di transito”.
     “Nel nostro calcio ci sono tre cose vecchie: gli stadi, i diritti televisivi e la protezione dei marchi”.

“Se dobbiamo redistribuire le risorse (diritti televisivi) in base alla meritocrazia, allora bisogna considerare anche la storia dei club. Noi abbiamo vinto 29 scudetti, il Milan 18 e l'Inter non so... Ci sarà un motivo se queste tre squadre mettono insieme il 70% dei tifosi. Abbiamo pianificato dei budget, non si possono cambiare le carte in tavola”.

“Il calcio italiano, tanto quanto l'Italia, ha bisogno di riforme strutturali. L'Italia era a un bivio pochi anni fa – vogliamo affrontare questo e rimanere competitivi? Abbiamo scelto di non fare nulla. Nel calcio è necessario uno sforzo concertato: violenza, stadi, protezione dei marchi. Ora non c'è nemmeno un governo, quindi non abbiamo un ministro di sport”.

                                                                                         SUL MILAN:
“Sulla politica sportiva il Milan resta il nostro migliore alleato, sul campo il rivale più temibile”.

                                                                                        SUL TORINO:
“Il derby mi piace, ma vorrei un Torino forte che desse a quella sfida un'importanza di classifica ben al di là della rivalità cittadina”.

                                                                                      SUL DEL PIERO:
                                    “Il bello di Del Piero è che lo sarà sempre un supereroe della Juve”.

“Parma mi ricorda quella partita, al primo anno di Alessandro in bianconero, quando dopo avere segnato uno dei tre gol invece di esultare indicò chi gli aveva dato l'assist. Ebbene, quel gesto la dice lunga su che tipo di campione sia Del Piero. L'unico legame tra le varie case della Juve è il nostro capitano, lui, Alessandro Del Piero, che ha voluto rimanere con noi ancora un anno per quello che sarà il suo ultimo anno in bianconero. A lui dedichiamo tutti un grande applauso”.

                                                                                     SULLA JUVENTUS:
“Sui risultati della Juventus nella stagione 2010-11 C'è tanta delusione perché alla fine di questo campionato è emerso che una serie di giocatori arrivati non hanno capito cos'è la Juventus e i giocatori che avevamo lo hanno dimenticato”.

“La Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare”.

“L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire”.

“Nelle squadre ci si aiuta, si combatte, si perde e si vince. Ma non si resta mai soli”.

“Juventus e Fiat sono i comuni denominatori della storia della nostra famiglia”.

                                                                                                   SU PIRLO:
“La qualità di Pirlo è assoluta, ma io ho una convinzione: in campo si va in undici e un solo campione, per quanto straordinario, non fa la differenza”.
Matteo Brancati JUVENTIBUS.COM - 19/05/2015
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9 AGOSTO 2011 SU CALCIOPOLI 2006 
CONFERENZA STAMPA DI ANDREA AGNELLI E DEI LEGALI DELLA JUVENTUS
CONFERENZA STAMPA DI ANDREA AGNELLI E DEI LEGALI DELLA JUVENTUS

Il Legale della Juventus Michele Briamonte: 
«Le nostre azioni Legali? Non ci fermeremo! L’obiettivo è fare danno a chi ci ha fatto danno, andremo avanti a oltranza sino a quando ci saranno strade legali percorribili. Anche perché una cosa è certa. La Juventus ha saputo resistere a cosa ha subito e esisterà anche in futuro quando continuerà a perseguire i responsabili anche se nel frattempo avranno smesso di ricoprire le cariche attuali o quelle avute.».


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