giovedì, luglio 27, 2006

Lettera All'ultimo Degli Agnelli....

Lettera All'ultimo Degli Agnelli: Andrea. 

Questa era la Juventus voluta da suo padre, messa in piedi da suo padre! Ora l'hanno distrutta, e' mi rifiuto di credere che sia stato per mere questioni di calcio. I miei sospetti, non nascono da questo articolo del Giornalista Emanuele Boffi, ma li fortifica
-----------------------------------------------------
Emanuele Boffi 20 Luglio 2006
--------------------------------
Calciopoli. E se lo scandalo fosse il modo con cui ce l’hanno raccontato?

Pagine e pagine di verbali al veleno. Moggi&co già condannati prima delle sentenze. Ecco, cosa è successo prima che Juve, Lazio, Milan e Fiorentina finissero alla sbarra
Con una certa dose di saggezza rusticana Giuseppe Di Pietro gli confidava: «Figlio mio, se vai con un ladro, allora anche tu sei un ladro». E il figlio, che ha fatto prima il pm con grande successo di pubblico, poi il politico con minor incasso di consensi, ha reso il monito del padre una ragione di vita. Ma se dopo aver rovesciato il calzino italiano, se dopo aver usato la carcerazione preventiva come metodo d’indagine, se dopo aver preteso che tutte le mani fossero pulite, oggi, Antonio Di Pietro, si fa qualche scrupolo a far di ogni uomo un ladro, allora qualche domanda, anche i più rancorosi fra i giustizialisti, dovrebbero porsela. «Le intercettazioni sono come il bisturi in mano al chirurgo: necessarie per sconfiggere il male, pericolose se usate da soggetti diversi dal chirurgo, drammatiche se usate dal chirurgo per ammazzare la moglie» (Repubblica, 20 giugno)

E se, come lui, anche il segretario dell’Anm ed «esponente di spicco di Md» (Magistratura Democratica, associazione di sinistra), Nello Rossi, ha qualche remora professionale a leggere tutti i santi giorni verbali o intercettazioni, forse qualche quesito anche i giustizialisti di destra e sinistra dovrebbero porselo. «Assisto sempre più di frequente alla massiccia e indiscriminata pubblicazione di intercettazioni provenienti da indagini in corso. Sono preoccupato come magistrato e indignato come cittadino»; «le intercettazioni sono un mezzo d’indagine estremamente invasivo. E perciò vi si ricorre solo per reati gravi. Sono previsti rigorosi divieti nell’uso e garanzie per l’ascolto e l’acquisizione nel processo»; «si leggono pagine e pagine di intercettazioni di conversazioni che coinvolgono anche persone del tutto estranee all’inchiesta e di cui spesso si stenta a comprendere la rilevanza ai fini del processo»; «così si lede, in modo inutile, crudele, spesso irrimediabile, la dignità degli indagati, per cui vale la presunzione di innocenza, e l’onore di persone che non hanno commesso reati»; «di qui la necessità di regole più severe e incisive. Per tutti, giornalisti, magistrati, poliziotti, avvocati.
Dall’aumento delle pene per la rivelazione di segreti d’ufficio, alla prevenzione di meccanismi che rendano più fruttuose le indagini sulla violazione del segreto»; «il nostro codice deontologico stabilisce una regola semplice, da rispettare sempre: il magistrato non parla dei propri processi». (Rep., 19 giugno)

E, forse, tutti gli antifascisti dovrebbero meditare le parole di chi una certa esperienza politica ha dimostrato di averla: «Siamo di fronte a una demonizzazione. Il nostro è un paese di garanzie civili. Per ora conosciamo solo le notizie di stampa, peraltro enfatizzate con questo sistema di dare pubblicità ad intercettazioni, un sistema barbaro. Le leggi sulla violazione del segreto istruttorio non trovano mai condanna per chi le ha violate. Pensavamo che le intercettazioni fossero una prerogativa del regime fascista e invece, evidentemente, non è così». (Corriere della Sera, 22 maggio)

O quelle di chi oggi, risponde alle lettere dei lettori del Corriere, da quel pulpito che fu di Indro Montanelli: «è giusto che circolino nella stampa trascrizioni più o meno integrali in cui notizie utili all’indagine sono sommerse da un torrente di pettegolezzi, maldicenze, allusioni, vanterie goliardiche e faccende personali prive di qualsiasi rilevanza penale? La mia risposta a questa domanda è: no, non è giusto». (Corriere, 27 giugno)

E se tutto ciò non bastasse, pur non volendo insegnare la giustizia ai giustizialisti, basterebbe citare la lettera della legge: «è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti da segreto o anche solo del loro contenuto» (articolo 114 del Codice di procedura penale)
--------------

IL DISGUSTO DI AUGIAS
Sospettato e accusato essere Spia Comunista (servizi segreti cecoslovacchi) 
Premessa necessaria e sufficiente è che il più sano ha la rogna. «Non sono uno stinco di santo» ha detto Luciano Moggi, ma questo non è bastato ad impietosire Corrado Augias, che, rispondendo a un lettore, scrive: «Lo dico con brutalità, le lacrime di Moggi davanti ai carabinieri e ai magistrati mi hanno suscitato un forte senso di disgusto» (Rep., 20 maggio). 
--------------------------------------------------
"maurizio crosetti becerume del giornalismo
Mentre l’ammissione è servita a Maurizio Crosetti per spiegare che c’è rogna e rogna e quella di Moggi è rogna d’asino: «Una volta, all’avvocato Agnelli che non si era mai fatto fotografare accanto a Moggi, ma che lo utilizzava eccome e con soddisfazione, chiesero in confidenza perché usasse un simile personaggio. Agnelli rispose: “Lo stalliere del re deve conoscere tutti i ladri di cavalli”. Peccato che lo stalliere ormai si fosse messo in proprio. Peccato che quei cavalli, alla fine, fossero asini». (Rep., 12 maggio) 

Asini che vivevano attorniati da una corte di lacché che si tenevano buoni con regalìe di ogni tipo. Il Corriere della Sera del 24 giugno, in un articolo a tutta pagina titola: “I regali degli arbitri: champagne, salumi e orologi di marca”. Leggendo le frasi riportate nei verbali si scopre che di champagne e salumi si parla in relazione a cesti natalizi e che per gli orologi non vi sia alcuna prova che siano stati donati dai dirigenti. Che Moggi abbia mostrato preoccupazione per la sorte del figlio, Alessandro, dirigente della Gea World, non muove a compassione i critici.
"fiorenza sarzanini" autrice della perla. Penosa.
--------------------------------------------------
Per Gad Lerner, infatti, si tratta solo di «Amici degli amici, figli dei padrini, più o meno come nella mafia» (Rep., 23 maggio)' è proprio il paragone con l’onorata società ad andare per la maggiore. Non solo nell’ironia livorosa degli striscioni da stadio che compaiono su tutti i campi di serie A nell’ultima partita di campionato (“Pronto sono Luciano, liberate Provenzano”, “Moggi usa i pizzini”, “Luciano baciamo le mani”) ma anche nella definizione di “cupola” con cui si indica il “sistema Moggi” (fra i pochi a indispettirsi Giovanni Trapattoni: «Chi si indigna è un ipocrita, parlare di cupola è un’esagerazione», Rep., 20 maggio).
"gad lerner" tipico mangiaPane a tradimento
Chi si fiderebbe di questo Barbone Egizio, se fosse suo vicino di casa?
---------------------------------------------------------

«Questo scandalo è peggio di tutti gli altri, è il più ramificato ed il più simile (ammazzamenti esclusi) ai metodi mafiosi» (Gianni Mura, Rep., 22 maggio)
Il pensiero piu' gentile sentito su costui: Un disgustoso porco. Anxi peggio: un interista!
----------------------------------------------------
Un sistema che viene processato minuziosamente sulla stampa e un po’ frettolosamente nell’aula del tribunale. «In settemila pagine non c’è traccia di una mia telefonata con Moggi. Sono stato giudicato sui giornali e sulle tv. Gli sviluppi delle indagini li ho conosciuti andando in edicola» (Massimo De Santis, Corriere, 24 giugno) 
*
Negli attacchi ai protagonisti di Calciopoli – ha qualche dubbio: «Al processo non sono stati ammessi testimoni. Anche il peggiore dei criminali ha diritto a una testimonianza a favore»; «la partenza sprint del pm Palazzi è stata un passo avventato»; «è singolare l’impostazione del dibattimento. Strano che nessuno faccia domande (…) si entra poco nel merito. Comprensibile la velocità, ma nell’80 (scandalo calcio scommesse, ndr) e in tanti altri casi, le Commissioni giudicanti andavano a notte fonda» (Rep., 6 luglio)


--------------------------------
Corrado De Biase
Proprio paragonando l’attuale processo a quello che lo vide protagonista come capo ufficio indagini sul calcio scommesse, Corrado De Biase dice:«Sui giornali ho letto solo frasi staccate, non mi pare di aver letto di un illecito sportivo per alterare il risultato. Di partite comprate o vendute non mi sembra di averne viste»; «Quando sento dire dal commissario Rossi che farà tutto lui e che può arrivare a giudizio anche senza interrogare, c’è qualcosa che non torna» (Rep., 20 maggio)
*
Lo stesso De Biase, in un’altra intervista, commenta la frase di Francesco Saverio Borrelli che ha parlato di «illecito strutturato» come reato commesso da Moggi e soci: «Si parla di illecito strutturato. Ma che cos’è? Non esiste. Si vuol far capire che c’è qualcosa di diverso, di anomalo. Ma illecito strutturato proprio no. Esiste l’illecito sportivo. Non si può parlare di cose che non esistono nell’ordinamento giudiziario sportivo»; «La dimostrazione dell’illecito sportivo io ancora non l’ho vista. (…) Fino a oggi quello che vedo è la violazione dell’articolo uno del codice di giustizia sportiva, che impone ai tesserati di comportarsi secondo i princìpi di lealtà, correttezza e probità. (…) Però quello che abbiamo letto fino a oggi a me non dimostra che c’è stato il tentativo di alterare una partita» (Il Foglio, 22 giugno)



----------------------------------------

L’avvocato Gaetano Scalise, difensore dell’arbitro Gabriele e dell’ex designatore Bergamo dichiara: «Il commissario straordinario della Figc ci ha concesso solo tre giorni per studiare migliaia e migliaia di carte e presentare memorie. Non so se mi spiego» (Corriere, 24 giugno).

D’altronde la Procura di Torino che per prima aveva visionato tutte le intercettazioni aveva archiviato il caso in quanto «le ipotesi accusatorie sono senza riscontro» e per «l’assenza di alcuna utile informazione sull’eventuale corruzione». Lo ribadisce anche Marcello Maddalena, procuratore della Repubblica di Torino in una lettera al quotidiano Repubblica che il giorno precedente l’aveva accusato di «timidezza investigativa». Scrive Maddalena che dalle intercettazioni non erano «emersi elementi di prova tali da confermare l’originaria ipotesi investigativa (corruzione di pubblico ufficiale) per cui le stesse erano state autorizzate». E d’altronde, come dichiara Borrelli, nel giorno degli interrogatori degli arbitri, «non ci sono pentiti» (8 giugno). Però c’erano già i colpevoli.
E di Giraudo che dice di un arbitro “se è furbo dimezza l’Udinese” cosa pensa? «Mi sono divertito a scaricare da internet gli orari delle telefonate. E se li controllate anche voi, capirete tutto». La telefonata era successiva alla partita incriminata? «Proprio così» (intervista all’arbitro Massimo De Santis, Rep. 9 maggio)

Siamo in buone mani. Perché, come spiega Giorgio Bocca:  «La nomina di Borrelli a dirigere le indagini sul grande scandalo del calcio è la cartina di tornasole, il reagente chimico, la prova della verità, la caduta delle menzogne, il re nudo del popolo berlusconiano che “non molla”, che non tollera ritorni alla giustizia, che concepisce la democrazia solo come alleanza delle cosche più forti e più ricche» (Rep., 24 maggio)

Né, d’altronde, alcun dubbio può essere mosso sulla figura super partes di Guido Rossi. O forse solo uno: «Mi chiedo come mai la pubblicistica italiana dica ogni abominio possibile sul potenziale conflitto di interessi di Adriano Galliani presidente di Lega e dirigente del Milan, ma non adoperi lo stesso criterio nei confronti di Guido Rossi, commissario straordinario della Federcalcio ed ex dirigente dell’Inter di Moratti dal 1995 al 1999, e di Gigi Agnolin, nominato Commissario degli arbitri ma pur sempre ex dirigente della Roma dal 1995 al 2000 (al posto di Moggi, guarda che combinazione)» se si arrende anche mike (Christian Rocca, ilfoglio.it/camillo, 3 luglio)


Alla luce di queste parole e dopo i fasti mondiali, a rileggere certe dichiarazioni vien quasi da piangere dal ridere. «Il mondo del calcio è marcio» (Zdenek Zeman, 13 maggio), «Il vero scudetto della Juve sarebbe restituire lo scudetto» (Francesco Merlo, Rep., 16 maggio),


«La mia Juve senza telefonini. Con Agnelli contavano onestà e sacrifici» (Zibì Boniek, Rep., 16 maggio);


«L’hanno fatta grossa. Il profondo disagio di tifare Italia non riusciamo a togliercelo di dosso» (L’Unità, 19 maggio); «Dati i sospetti, la Figc, o lo stesso ct, dovrebbero dare un segnale chiaro. Ad esempio la sospensione dell’allenatore» (Il Riformista, 19 maggio);

«Lippi, Buffon e Cannavaro devono tornarsene a casa» (Il manifesto, 19 maggio); «La Nazionale farebbe meglio a starsene a casa» (La Padania, 19 maggio);

«Lippi e Cannavaro, per favore: lasciate o spiegate. (…) I protagonisti del calcio italiano devono mettersi in testa una cosa: dopo quello che abbiamo letto o sentito, l’età della deferenza è finita» (Beppe Severgnini, Corriere, 20 maggio); «

La Nazionale è la Nazionale italiana, non la Nazionale della Gea. Lippi deve dimettersi» (Beppe Grillo, 20 maggio);

«Lippi si faccia un esame di coscienza» (Gigi Simoni, 20 maggio);

«Quelli del calcio scommesse, al confronto erano ladri di galline» (Paolo Rossi, Rep., 21 maggio);

 «Con Lippi ci presentiamo in una situazione imbarazzante» (Gianni Mura, Rep., 21 maggio);

«Serve un atto di umiltà, il ct non se la può cavare parlando solo di calcio, le intercettazioni non ce le siamo inventate noi giornalisti» (Roberto Beccantini, La Stampa, 21 maggio);

«Come presidente della Figc avrei voluto Zeman» (Daniele Capezzone, Corriere, 24 maggio);

«Dopo 75 anni di fede juventina, abbandono» (Mike Bongiorno, Chi, 24 maggio);

«Gesto nobile, ma sulle intercettazioni sbaglia» (l’associazione “Libertà e giustizia”, commentando le dimissioni del suo affiliato Franzo Grande Stevens da presidente della Juventus che aveva osato dire: «La privacy è stata violata», 25 maggio);

«Parole fuori posto» (titolo di un commento non firmato apparso sul Corriere a fianco dell’articolo “Cannavaro: «Moggi? Facevano tutti così»”, 25 maggio);

«Chiediamo un risarcimento per ciascun tifoso di 2.500 euro» (Codacons, 25 maggio);

«Non dovevamo andare in Germania» (Aldo Nove, 31 maggio); «Tifo Ghana» (Andrea Pinketts, 31 maggio);

«Sono con l’Italia senza entusiasmo» (Nando Dalla Chiesa, 31 maggio);

«Tifare africano» (titolo di Alias, supplemento del Manifesto). «è un’occasione storica, non possiamo sciuparla. Siamo di fronte alla possibilità di processare, finalmente, tutto il calcio italiano. Le intercettazioni? Non bisogna demonizzarle. L’importante è usarle bene. Senza offendere le persone»
 (Diego Della Valle, Corriere, 24 giugno);

«Levate quella fascia a Cannavaro. Signor commissario, ci ascolti, ascolti i tifosi di calcio. Questo non è un capitano, questo non è il nostro capitano, questo non è il capitano di una Italia che cerca di uscire dal più grande scandalo pallonaro della sua storia mostrando una faccia pulita» (Riccardo Luna, Il Romanista, 25 maggio);

«Scudetto da assegnare. è un premio per chi rispetta le regole» (Massimo Moratti, presidente dell’Inter che falsificò il passaporto a Recoba, Corriere, 25 giugno);

«Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione (…). E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano» (Vittorio Zucconi, Rep., 18 giugno).

E, infine, la più sublime: «Mi farebbe piacere non vedere Totti in questa nazionale… O meglio: lo vorrei come capitano, in un’Italia senza Cannavaro, Buffon e Lippi. Saremmo dovuti andare in Germania col lutto al braccio perché il calcio è morto» (Claudio Amendola, Corriere, 2 giugno).
"claudio amendola" l'immorale che si faceva lo spinello con le figlie-13 e 14 anni (cit), con il bullo di Porta Metronia (un delinquente prestato al calcio)
***********************************
------------------------------------
Andrea, l'ultimo degli Agnelli
Di mio, mi permetta di dirle: Non dimentichi il Rispetto per la nostra Cara Vecchia Signora. Il Popolo Juventino, che, se anche con il benestare dei nuovi padroni della Juventus, gli infami nemici lo hanno trattato da popolino, ma e' un grande popolo composto, solo in territorio nazionale, da oltre 13 MILIONI di unita'! E' sia chiaro....il rispetto la maggioranza di essi non lo pretende. Quello che pretende e' di avere rispetto per CENTO anni di Onorata storia! Altrimenti SCIOLGA la societa'! Non ci costringa a vivere nella vergogna voluta dalla famiglia di un intruso, e di quel "luca di montezemolo",  che gia' una volta ci provo' a farci cade're nel ridicolo. A qualcuno non piace sentire (legger) la parola Complotto? Ma se di complotto puo' parlare un provato complottista: Il piduista ducetto di Arcore! A maggior ragione ne ho io il diritto!Il complotto? I poteri forti di Milano-Torino e Roma! Massoneria? Scelga Lei/Voi, che...dovreste saperlo meglio di me. Ma mi dica, perche' il Laziale Romanista Petrucci ha scelto L'ATTIVO DIRIGENTE INTERISTA Guido Rossi come commissario della federcalcio? Perche' gli e' stato imposto da Tronchetti Provera ed il consenso dei suoi amici di Torino! Non voglio entrare nel merito di una "proba'bile(?) loggia massonica e delle sue ramificazioni bancarie. Capitalia(?), scandalo Telecom, diritti tv ed altro, che servono a fuorviare l'attenzione dai loro illeciti e furti miliardari, ma perche' con lo scandalo delle intercettazioni sarebbero venuti a galla i su detti furti miliardari, ed i molteplici "illeciti dell'Inter"...questi si, certificati! Allora cosa fanno? Prendono lo zingarello volgarotto e' il nemico della Famiglia e ti creano il mostro da mettere per due mesi in prima pagina, incluso il vostro stesso giornale, e mettono in moto la micidiale macchina mediatica. Quella stessa macchina che tace sul Processo Doping-Inter-Ferruccio Mazzola, che minimizza le accuse di doping all'Inter dell'ex Georgatos, che tace sul patteggiamento dell'INTER e' del calciatore Recoba al processo di Udine per il falso passaporto di Recoba per evitare la galera a Oriali (e moratti?)! Che tace sull'abuso di potere del Kommissar Guido Rossi (nessun conflitto d'interesse?) per il cambio di procedura per permettere l'iscrizione dell'inter al campionato contro il parere della COVISOC per l'enorme debito della squadra di "moratti & tronchetti", anzi, delle squadre di Milano! si perche' Inter (ma anche il milan!) non avrebbe potuto iscriversi senza l'esborso di oltre 100 milioni.di euro (ma era gia' illecito consumato!). Ma lo sfruttatore (il candido topo di fogna catanese) amico del finto generoso Minus Habbens Massimo,  ha piazzato bene le sue pedine allUSSI e alla F. N. S. I! E poi finge di non sapere e scrive: fatemi capire. povero popolino pecora.. No io non pretendo che crediate al complotto, non pretendo che lei Andea Agnelli abbia rispetto per il popolino Juventino, no, nessuna pretenzione, solo una richiesta! Trattandosi della straordinaria creatura di suo padre, a nome di milioni di Juventini le chiedo di Rispettare 100 anni di storia, le chiediamo di rispettare suo Padre....
Chiediamo troppo? Conoscendo la sua passione di tifoso vero, non credo. 
Riceva un cordiale saluto. Francesco. L'Ultra Tifoso, che ultra' non e'.
AMARCORD PRESIDENTE, E' LEI?
***************************


Image result for emanuele boffi
Emanuele Boffi: Il processo farsa, il mostro Moggi, gli onesti. 

Anche se le restituissero gli scudetti, nulla ormai può più cambiare la sorte della Juve. E' diventata l’Inter del Duemila

Il tragico caso Juve è cominciato con la richiesta di un sorriso. È iniziato, cioè, con un atto d’hubris, così come gli antichi greci chiamavano l’illusoria tracotanza degli umani che tentano vanamente con un atto d’imperio di cambiare ciò che sottostà alle leggi dell’immutabile e del necessario. Il tragico caso Juve ha avuto principio con la richiesta del giovane rampollo Elkann – l’estroverso e funambolico Lapo – di vedere in campo e sulle pagine dei magazine una squadra e una società più sorridente, più simpatica, più cool. Quando lo sventurato, il figlio dell’élite torinese, l’esperto di marketing e cittadino del mondo chiese «una Juve più smile» fu il principio della fine, l’abbrivio dell’inevitabile cataclisma, perché non puoi essere vincente e simpatico. Aut aut. O sei l’uno o sei l’altro, come gli ricordò l’allora amministratore delegato Antonio Giraudo: «Senza “smile” negli ultimi dieci anni abbiamo vinto cinque scudetti, giocato sedici finali di coppe vincendone otto, conquistato due Palloni d’Oro. La nostra società è una di quelle più solide dal punto di vista finanziario, senza che gli Agnelli in questi ultimi dieci anni abbiano dovuto mettere denaro».

Invece Lapo voleva sfidare le leggi della natura e del calcio: voleva vincere sul campo e fuori. Pretendeva, lo sciagurato, di battere tutte le altre squadre e poi di riceverne pure il clap clap di un battimani: grazie che ce le avete suonate 4 a 0, cheese. Voleva, insomma, essere l’Inter di Moratti, la squadra che piace alla gente che piace, a Fiorello, a Valentino Rossi, a Gino Strada, a Michele Serra, a Gad Lerner. Voleva che la sua Juve avesse lo charme del perdente senza perdere, la fortuna sportiva senza rimetterci la fortuna economica. Non si capacitava del perché lui, che aveva rilanciato l’immagine Fiat con la semplice idea di farne scrivere il logo a caratteri maiuscoli su una felpa, non potesse fare la stessa cosa con la squadra di famiglia. Lapo non capiva perché il giocattolo sportivo del nonno dovesse essere la squadra di cui, nei bar dello sport, si diceva che rubasse, e al cui palmarès si associasse il muso brutto sporco cattivo di un team manager adiposo e di un amministratore delegato col portamento di un impiegato delle poste. È così che è iniziato il tragico caso Juve, e non c’è dio dell’Olimpo né giudice di tribunale che oggi possa inviare un qualche deus ex machina a indicare una via di redenzione. (E.B.)

Un chiaro caso di illecito strutturato
Chi oggi finge di scandalizzarsi per Calciopoli 2, mente sapendo di mentire. Era già tutto chiaro allora, nel 2006, l’anno che fu per il calcio quello che fu il 1993 per la politica. Tredici anni dopo le mani, furono ancora la magistratura e la stampa a pulire i piedi, col consenso di chi, da quella depurazione, s’illudeva di trarne solo vantaggi e nessuna rogna. Il campo, quello su cui rotolava la palla rotonda, diceva questo: c’erano due squadre invincibili, la Juventus della triade (Moggi, Giraudo, Bettega) e di Del Piero e Ibrahimovic e il Milan di Berlusconi e Galliani, di Kakà e Maldini che spadroneggiavano in Italia e in Europa. Poi c’era l’Inter di Moratti, una squadra campione solo nei triangolari d’agosto cui da anni andava male tutto quel che poteva andare male. Il 5 maggio, Kanu, Gresko, Recoba, Vampeta, dobbiamo continuare?

L’Inter era la squadra dei tifosi che per consolarsi correvano in libreria a comprare le barzellette sugli interisti di Severgnini (l’autoironia è l’arma del perdente), i cui supporter gettavano motorini dal secondo anello di San Siro ed esponevano striscioni di incitamento ai propri giocatori il cui più benevolo era questo: «Non sappiamo più come insultarvi». La Juventus, invece, era la squadra che vinceva perché, come ha spiegato German Camoranesi, «quando entravamo in campo, gli altri si pisciavano addosso». Fu nell’estate del 2006, a pochi mesi dal Campionato del Mondo, che andò in scena Calciopoli, un assurdo processo sportivo in cui la Juventus – e, in minor grado, Milan, Fiorentina e Lazio – pagarono per non avere commesso il fatto. A dirlo non è Tempi, Giampiero Mughini, o gli sfegatati del sito ju29ro.com, ma quegli stessi giudici che allora decisero la sanzione sull’onda di un sentimento popolare e di una campagna di stampa cui non dispiacque materializzare in sentenza il luogo comune più diffuso: la Juventus vince le partite “perché paga l’arbitro”.

A spiegarlo furono quegli stessi che la condannarono. Come Mario Serio, giudice della Corte di appello federale: «Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla lunghezza d’onda». O come Piero Sandulli, il presidente di quella Corte, che dichiarò: «Nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. è stata una condanna etica». A un quotidiano Sandulli ha anche detto che nelle partite del campionato 2004-2005 «non ci sono illeciti. Era tutto regolare. L’unico dubbio era sulla partita Lecce-Parma». Lecce-Parma. Ma allora perché la Juve è andata in B?

Chi ha avuto la pazienza di leggere le sentenze dei tribunali e non soltanto quelle vergate su carta dai quotidiani rosa salmone(Gazzetta dello Sport), lo sa dal 2006. Contro la dirigenza juventina c’erano prove di non rispetto dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva (lealtà sportiva), ma non di violazione dell’articolo 6 (illecito sportivo), l’unico la cui violazione prevede la retrocessione. I giudici, già nel 2006, lo avevano appurato con certezza, tanto che, - come spiegò sempre Sandulli, «l’illecito associativo non esisteva, era una falla del sistema giuridico che è stato da noi introdotto». - È il famoso «illecito strutturato» di cui parlò Francesco Saverio Borrelli, chiamato dall’allora commissario straordinario Guido Rossi – ex dirigente Telecom, ex cda Inter – a condurre le indagini: «è un caso di illecito strutturato», spiegò l’eroe di Mani Pulite.

Un’arcana formula che si potrebbe tradurre più o meno così: non abbiamo prove che la Juventus abbia comprato o tentato di comprare partite, né arbitri, né guardalinee, né calciatori. Abbiamo appurato che «non esisteva alcuna cupola», che la celebre favola delle “ammonizioni mirate” a favore dei bianconeri era appunto una favola, che non vi è stata mai alcuna «alterazione del sorteggio arbitrale», che l’arbitro Gianluca Paparesta non fu mai chiuso in uno spogliatoio da Moggi. Ecco, sebbene non ci sia una-prova-una che la Juventus abbia rubato le partite, sebbene sia illogico pensare che si possa alterare un campionato senza alterare i match, abbiamo condannato la Juventus alla serie B, alla non assegnazione del campionato 2004-05 e alla revoca dello scudetto 2005-06 (non oggetto d’indagine).

Tutto questo durante un processo in cui abbiamo eliminato un grado di giudizio, in cui abbiamo concesso agli avvocati difensori solo tre giorni per preparare la difesa e un quarto d’ora per esporla e in cui non abbiamo ammesso come prove i filmati delle partite o altre prove documentali, ma solo alcune intercettazioni da noi selezionate senza dare la possibilità ai presunti colpevoli di accedere a tutte quelle disponibili (171 mila). Insomma, quel che si dice un processo equo. È scritto così nella sentenza: «è concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara». Deve essere questo che si intende per “illecito strutturato”: sei colpevole perché è ammissibile che tu lo sia. Già allora ci fu chi tentò di insinuare che Calciopoli era una farsa e che dietro l’operazione piedi puliti si stava svolgendo una pedicure tutta a favore di telecamere e istinti belluini di piazza.

Oltre al giornale che tenete in mano, avanzarono sospetti alcuni giornalisti come Piero Ostellino sul Corriere della Sera, Christian Rocca sul Foglio, Giampiero Mughini nella trasmissione tv Controcampo. Probabilmente l’avrebbe voluto fare anche la firma numero uno del giornalismo sportivo italiano, quel Giorgio Tosatti di cui, con sospetto tempismo, furono pubblicate telefonate con Moggi, forse anche per vendetta contro le aspre critiche che Tosatti aveva mosso al pm Raffaele Guariniello, quello che aveva indagato invano sulla stessa Juventus. Ma non solo giornalisti, anche Giuseppe De Biase, il giudice che condusse le indagini sul calcio scommesse negli anni Ottanta, uno che di diritto sportivo se ne intende certamente più dell’avvocato d’affari Guido Rossi, disse senza mezzi termini: «La sentenza su Calciopoli è un aborto giuridico». E il giornalista Enzo Biagi, non esattamente un garantista a tutto tondo, aggiunse: «Una sentenza pazzesca costruita sul nulla: cui prodest? ».

Con Lippi non vinceremo mai
A tentare di discolparsi ci provarono anche i vari “mostri”, inutilmente. Il designatore Paolo Bergamo, quello accusato di essere troppo amico di Moggi, spiegò dal principio che lui «parlava con tutti i dirigenti».
https://www.youtube.com/watch?v=-BQx3Opwgw8
.
https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM 
-
https://www.youtube.com/watch?v=RLU6eHsPmjw
-
https://www.youtube.com/watch?v=BPcIP4DCwaM 
.
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y
-
https://www.youtube.com/watch?v=txxqPyXx6eY
-
https://www.youtube.com/watch?v=ksmo-MJ5NRE&t=12s
-

L’arbitro Massimo De Santis rivelò che le intercettazioni delle telefonate usate dall’accusa per dimostrare che esistevano degli accordi tra dirigenti delle squadre e arbitri erano «tutte successive alle partite». Moggi non fece mai finta di non essere quello per cui veniva pagato a peso d’oro: un dirigente maneggione, autoritario, svelto. Prima che Berlusconi fosse, Moggi fu. Fu lui il primo a usare l’espressione «non sono un santo» e ad ammettere di aver infranto gli obblighi di lealtà e correttezza sportiva, il già citato articolo 1 «quello che nel mondo del calcio, che è business, forse non infrangono solo i magazzinieri». Perché che tutti parlassero con tutti, era già noto nel 2006, eppure solo Moggi fu dipinto come un ciarliero farabutto. «Ci sono 42 società tra serie A e B, tutte parlano, l’unica società sordomuta era l’Inter», ha detto Moggi.

Eppure tutti hanno fatto finta di credere che il calcio fosse corrotto per colpa di uno solo. I quotidiani, con la Gazzetta dello Sport in testa, cavalcarono la piazza. Candido Cannavò scrisse che «la vergogna era ormai venuta allo scoperto» ed era «impossibile nasconderla sotto una foglia di fico». Gianni Mura su Repubblica chiese di fare «piazza pulita» per liberarsi di «uno scandalo che è peggio di tutti gli altri, è il più ramificato ed il più simile (ammazzamenti esclusi) ai metodi mafiosi». Gigi Garanzini sulla Stampa intimò di mandare via «i mercenari padroni del vapore». Per Gad Lerner trattavasi di «amici degli amici, figli dei padrini, più o meno come nella mafia». Lo sdegno si fece politico con Antonio Di Pietro che assicurò trattarsi di un nuovo caso «Tangentopoli. E ci sono le prove. Queste intercettazioni sono importanti. Hanno lo stesso valore della mazzetta scoperta a Mario Chiesa».

L’allora ministro dello Sport, Giovanna Melandri, si disse pronta a «restituire al calcio italiano l’onore che merita». Il fu radicale Daniele Capezzone propose «Zdenek Zeman come presidente della Figc». Essendo alle porte il Mondiale, l’Italia del pallone chiese la testa degli azzurri della Juventus: «Lippi, Buffon e Cannavaro devono tornarsene a casa» (Manifesto); «La Nazionale farebbe meglio a starsene a casa» (La Padania); «La Nazionale è la Nazionale italiana, non la Nazionale della Gea. Lippi deve dimettersi» (Beppe Grillo); «Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione. E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano» (Vittorio Zucconi, Repubblica). L’associazione di consumatori Codacons pretese un risarcimento per ciascun italiano di 2.500 euro, l’Adusbef e Federconsumatori chiesero «l’allontanamento dell’attuale ct della nazionale, Marcello Lippi. Le due associazioni consumatori chiedono un Ct al di sopra di ogni sospetto». Marco Travaglio rivelò di essere a conoscenza del sistema da tempo e di aver già anni prima scritto un libro sul terribile «Lucky Luciano».

Oggi che Moggi ha portato in aula le “intercettazioni degli altri” (pagandone la sbobinatura di sua tasca, si badi), la stampa italiana ha con qualche imbarazzo o minimizzato o riaffilato la ghigliottina come Oliviero Beha sul Fatto (“Moratti a processo come Moggi”). I tifosi juventini del sito giùlemanidallajuve.com hanno annunciato di aver pronto un dossier sulle errate scelte societarie dall’estate 2006 a oggi. In rete si trovano dettagliate ricostruzioni di presunte lotte tra famiglia Agnelli e famiglia Elkann per il patrimonio Fiat in cui la società Juventus sarebbe stato l’agnello sacrificale. Da più parti si è iniziato a chiedere che lo scudetto che fu tolto ai bianconeri e assegnato ai nerazzurri, sia restituito.

Ma chi l’ha comprato Poulsen?
Chi non leggesse coi paraocchi le intercettazioni di oggi come quelle di ieri, invece, ne dovrebbe trarre la medesima conclusione: trattavasi di lobbying estremo, pressione per ottenere qualche occhio di riguardo, chiacchere da bar, sciocchezze e millanterie. Che da tutto questo ne derivasse un risultato pratico, concreto, fattuale non è dimostrato da alcuna prova. Né ieri né oggi. A meno di pensare che la palla, anziché essere rotonda sia quadrata e che bastino le battutacce da bandito al telefono per far di Darko “scarpa di piombo” Pancev un Alessandro “Pinturicchio” Del Piero.

L’aspetto paradossale di tutta la vicenda è che anche se lo scudetto 2005/06 fosse restituito, anche se dagli almanacchi fosse cancellato che la Juventus è stata in serie B, anche se Moratti riconoscesse che il suo non era esattamente un comportamento «da onesti» che l’ex presidente Giacinto Facchetti telefonasse agli arbitri prima delle partite, anche se tutto ciò accadesse, questo non renderebbe meno tragico il destino della società Juventus. Perché è stata la Juventus  a scaricare Moggi e oggi è quasi patetico il tentativo di riabilitarlo senza ammetterlo.

È stata la Juventus, tramite il suo avvocato Cesare Zaccone, a definire la retrocessione in B una soluzione equa. È stata la Juventus a vendere i suoi campioni all’Inter. È stata la Juventus a comprare Poulsen, Felipe Melo, Grosso. È la Juventus oggi la squadra che non termina la stagione con lo stesso allenatore, che viene contestata dai suoi supporter, che perde con l’Udinese e il Fulham, che vive di continui litigi negli spogliatoi, che trasforma i campioni in brocchi, che ad aprile inizia a parlare di calciomercato. Il tragico destino della Juve del 2010 è questo: è l’Inter del 2000. E non c’è nemmeno uno smile che la faccia sorridere.  CUI PRODEST.....
Emanuele Boffi (interista dalla nascita perchè di famigla, Interista tradizionale) 
16 Aprile 2010 - Emanuele Boffi - boffi@tempi.it
---------------------------------------------------------------------------------------

Dottor Agnelli, non si fidi. Stia attento


DEDICATO agli AVVOLTOI ....interTRISTI & ANTIJUVENTINI TUTTI! - E' MORTO IL PORCO ("guido rossi) TIFOSO E DIRIGENTE DELL' "inter" OLTRE A "PRIVATE-ADVISOR DELLA IFIL-ELKANN! INFAME SICARIO, DEGLI INFAMI BRACCI ARMATI DEI POTERI OCCULTI, MESSO LI PER FUORVIARE L'ATTENZIONE DAI FURTI CHE STAVANO PERPETRANDO AI DANNI DELLO STATO, DA POTENTI PRIVATI, E' DAI PICCOLI INVESTITORI (SARAS), MA ANCHE PER EVITARE L'ESTINZIONE DELLA SQUADRA DELLA CASTA (inter) CON LA SICURA CONDANNA DI ORIALI & RECOBA AL PROCESSO PENALE DI UDINE, E' LA SICURA RIAPERTURA DEL PROCESSO PASSAPORTI< CHE OLTRE ALLA CONDANNA DELL'INTER NEI DILETTANTI, AVREBBE SCOPERCHIATO IL CALDERONE DEI SUDDETTI FURTI! (secondo l'ex Giudice numero uno della Figc Corrado De Biase, L'Inter poteva essere, addirittura Radiata!)

ARDERAI ALL'INFERNO, PORCO MALEDETTO!
-----------
PER LA PERDITA DELLA LORO ICONA, ECCO I TITOLI DEI CAPISLDI DELLA DISINFORMAZIONE E' DIFFAMAZIONE, SULLA MORTE DELL'INFAME PORCO!
-----
Gazzetta dello Sport
È morto Guido Rossi, fu commissario Figc nell'estate di Calciopoli
---
Corriere della Sera
È morto Guido Rossi: Calciopoli, lo scudetto all’Inter e il mondiale in Germania del 2006
---
la Republica
È morto Guido Rossi. Aveva 86 anni
---
La Stampa
È morto a 86 anni Guido Rossi, guidò la Consob e Telecom. Nel 2006
---
Il Fatto Quotidiano
Guido Rossi, morto l’ex presidente della Consob e di Telecom Italia
---
DELL'INFAME PORCO, ECCO LA TESTIMONIANZA DI FACOLTOSI GIURISTI SUPER PARTES.
-
Roma. “Giustizia tribale” secondo giudice della Figc Benedetto. Si dimette e ci spiega tutte  le anomalie della sentenza
-
Non è stato facile, però poi l’ha scritta
“Lei, Signor Commissario, aveva già deciso”. Era tutto già scontato. “Quale insegnamento i cittadini di domani possono trarre dall’incredibile processo tutto e solo mediatico a cui abbiamo assistito in questi giorni, in una sentenza annunciata più che dai giudici o dai magistrati direttamente dal popolo Facile coprirsi le spalle con le intercettazioni. Ma prego, prego. Qualcuno potrebbe farmi vedere dove sta l’illecito?”.

L’avvocato Giuseppe Benedetto fino a tre giorni fa era giudice sportivo del settore giovanile scolastico della Federcalcio. Dopo essere stato componente della Commissione disciplinare della Figc dal 2002 al 2003, prima, e Giudice unico nazionale dal 2003 in poi. Ha letto la sentenza di venerdì scorso, ha seguito il lavoro del presidente della Caf Ruperto e del commissario straordianario Guido Rossi. 

Poi scrive la lettera.
“Ne ho ribrezzo. Non sono rassegnato, sono semplicemente indignato”. Quindi le dimissioni. “Voglio stare a posto con la mia coscienza. Si trovi un altro giudice, caro Rossi”. Il problema è il metodo, non la sentenza. “E’ stato il processo più importante della storia del calcio italiano e non è stato possibile riscontrare neanche una singola partita truccata – dice al Foglio Giuseppe Benedetto – Non c’è però un illecito quindi tutto diventa strutturale, un unico sistema. Ma l’illecito strutturale sta al diritto sportivo esattamente come la concussione ambientale sta al diritto penale. Caro Rossi, perché non diciamo davvero le cose come stanno e che non si è riusciti a trovare nulla?”.

I giudici, la sentenza, il metodo, la rapidità. Ma soprattutto il commissario straordinario Guido Rossi.
 “Non sono state rispettate le regole e sono state utilizzate modalità piuttosto anomale nella strutturazione del processo”.

Il problema non è la nomina ma le nomine Prima di tutto le difese.
 “Ovvio. Non c’è stato neanche il tempo necessario. Perché l’accusa ha avuto tempo per formulare le sue accuse mentre la difesa non ha avuto neanche il tempo di ascoltare le intercettazioni in aula? Perché gli avvocati difensori non hanno avuto la possibilità di produrre testimonianze proprie? E poi, una camera di consiglio che dura più del processo, che non riesce a evitare fughe di notizie con giornali che pubblicano la sentenza prima ancora che sia emessa, ha qualche senso? Il processo è sui giornali o nelle aule?”

Poi i tempi.
“In un processo così importante non ha nessuna logica essere rapidi a tutti i costi”. 

Quindi la forma. 
“Senza entrare nel merito, mi sembra però che ci sia stato uno stravolgimento della giustizia sportiva. C’è una cupola che ha condizionato il campionato senza condizionare le singole partite. Non vien fuori nessun caso di articolo 6 e non è possibile pensare che una somma di articoli possa fare un articolo 6. Ci sono state violazioni delle norme dei doveri e obblighi di lealtà. Ovvio. Ma episodi di illecito semplicemente non esistono. Quando si è trattato del caso del Genoa calcio retrocesso in serie C sono state trovate le mani nella marmellata. Cioè le borse con i soldi. La corruzione. Qui soldi non ce ne sono e quando non si trovano i reati e non si trovano gli illeciti tutti diventiamo magicamente concussi e concussori. E tutti iniziano a parlare di un’ambiente. Di un diffuso malcostume. Ma nulla di tutto ciò si potrebbe risolvere con delle condanne per responsabilità oggettiva”.

Poco prima del processo erano stati anche gli stessi legali della Fiorentina e della Lazio a discutere sulla legittimità della nomina di Guido Rossi (ex dirigente dell'Inter. ndr). Ma il problema, più che la nomina, sono le nomine.   
“Mi chiedo come sia possibile non indignarsi. Se Cesare Ruperto non fosse stato in pensione non sarebbe stato nominato presidente Caf. Questo perché i magistrati non possono far parte della giustizia sportiva. E quindi Guido Rossi ha avuto la non proprio eccellente idea di nominare tutti i nuovi giudici praticamente alla vigilia del processo. Ma non sono stati sostituiti solo i magistrati. E’ stato direttamente rivoluzionata tutta la Caf. Sono stati cambiati anche gli avvocati. Ora. Se io dovessi essere processato da un giudice nominato dal mio accusatore e che durante la camera di consiglio pensa pure di andarsene in Parlamento a spiegare cosa è l’etica e cosa è un sistema pulito e sano, io sinceramente non starei tanto tranquillo. Quindi, o il processo è una farsa oppure qui ognuno fa un po’ come crede sia giusto fare. Come si fa a portare avanti un processo senza alcun criterio oggettivo? Vogliamo una giustizia sportiva oppure una bella giustizia tribale?”. 
Claudio Cerasa (20/7/2006 - http://juventus.forumfree.it/?t=9468752&st=420 )
************************************************
---------------------------
Corrado De Biase FIGC
“Si parla di illecito strutturato; ma cos’è? Non esiste. Si vuol far capire che c’è qualcosa di diverso, di anomalo. Ma illecito strutturato proprio no. Esiste l’illecito sportivo. Non si può parlare di cose che non esistono nell’ordinamento giudiziario sportivo. 

Io devo dire una cosa. Abbiamo visto e letto di tutto, ma manca ancora un elemento. La dimostrazione dell’illecito sportivo io non l’ho ancora vista.

Si parla di partite, tante partite che sarebbero state truccate. Ma nessuno ci ha detto come. Io almeno non l’ho visto. Tutto questo, credo, ci sarà nella relazione del capo ufficio indagini e nei deferimenti del procuratore federale.

 Fino ad oggi, a quello che vedo io, è la violazione dell’articolo uno del codice di giustizia sportiva che impone ai tesserati di comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità. Questo c’è di sicuro come c’è una condotta irresponsabile: le telefonate ai designatori ne sono un esempio.

Però quello che abbiamo letto fino ad oggi non dimostra che c’è stato il tentativo di alterare una partita”
---
L'ex presidente della Corte Costituzionale, Baldassarre :
«Aver assegnato lo scudetto all’Inter è stata una forzatura. Accettare di mettere sulle maglie il tricolore è stato un comportamento antisportivo e l’atteggiamento tenuto dai nerazzurri nella vicenda intercettazioni è di estrema gravità»
----------
Ancora l'ex Giudice gella Figc Corrado De Biase
"Premesso che parliamo di voci che devono essere confermate, direi che l'indagine si presenta piuttosto complessa, perchè investe sia la magistratura ordinaria che quella sportiva. Dire che l'Inter non rischia nulla, salvo una multa, significa non conoscere le leggi.

L'Inter rischia, anche la radiazione, in teoria. Inoltre c'è un particolare che sembra essere sfuggito a molte persone che vedo sulle reti delle varie TV parlare a sproposito: la liceità dei pedinamenti.

Non scordiamoci che siamo in un campo ben definito, cioè quello della giustizia sportiva, dove non sempre valgono le regole della giustizia ordinaria. Un esempio pratico: se io, privato cittadino, mi rivolgo ad un'agenzia investigativa, regolarmente licenziata, per far pedinare mia moglie, pensando che abbia un amante, non commetto reato.

Queste regole non valgono nella giustizia sportiva: è chiaro che se applico lo stesso concetto, l'unico scopo che mi prefiggo è quello di avere dei vantaggi illeciti. Oltretutto pare che, oltre ai pedinamenti ci siano anche delle intercettazioni illegali, a danno di squadre avversarie, direttori sportivi e membri della Gea.

Quindi, ripeto, se le notizie verranno confermate, direi che l'Inter rischia, e molto, anche perchè tra Inter e Telecom c'è un singolare processo di osmosi: dirigenti, managment e membri del CDA dell'una rivestono, a vario titolo, incarichi nell'altra."
-----------
L'interista, Avvocato Giuliano Pisapia
«Nessuno ha sottolineato che qui i giudici decidono solo sugli atti portati in aula dalla pubblica accusa. Leggo l'articolo 37 del codice: 'Il dibattimento si svolge in contraddittorio tra la procura federale e le parti... Al termine del dibattimento il rappresentante della procura formula le proprie richieste'. Bene, qui il dibattimento non c'è stato. Perché il dibattimento è il luogo dove si verifica la tesi accusatoria e si forma la prova». Alle difese non è stato consentito di produrre prove, di citare testimoni (come anche ammetterebbe lo stesso art.37). E la pubblica accusa ha formulato le sue richieste di condanna ancor prima che iniziasse il dibattimento! Come succedeva in Unione Sovietica. 
----------
Sen. Francesco Cossiga - ex Presidente della Repubblica 
"Ho ammirato molto Lippi e tutti gli azzurri: per essere onesti non è che il commissario Rossi e l'ineffabile Borrelli avessero sostenuto nè la squadra nè il suo commissario tecnico. Dico questo specie dopo il tentato suicidio del bravo Pessotto, è nella tradizione di mani pulite, ora diventata piedi puliti, seminare non di giustizia ma di morti, sangue e suicidi la sua attività.

Nessun dubbio che il gesto di Pessotto sia da collegare all'inchiesta. Dopo le famiglie distrutte da mani pulite senza nessun contributo alla moralizzazione del Paese, ora con gli stessi attori non avremo grazie a calciopoli nessuna moralizzazione: o se la danno i club o non sarà certamente Borrelli a darla loro. E corriamo il rischio di avere un'altra sequela di suicidi, tentati suicidi e famiglie distrutte. I ragazzi della Nazionale stanno reggendo a questa persecuzione psicologica ed hanno retto anche al dolore per la vicenda di Pessotto. Per questo dico loro bravi.

Il processo? L'altro giorno mi sono vergognato per quella parodia della giustizia che è la Commissione d'Appello Federale: mi ha molto meravigliato che un serio giurista (Cesare Ruperto, ndr) sia sceso così in basso da andare a presiederla. Il che vuol dire che lo pagano bene perchè altra giustificazione non l'avrebbe".
----------
Da un'intervista al Tirreno a Enzo Biagi 
"Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"
----------
---
COLOMBE...no!....falchi...ni....avvoltoi Tutti..!!! interIsti Tutti merde!
HA PERFETTAMENTE RAGIONE! 

.In questa vicenda non ci sono colombe (rarissime ormai) falchi (pochi), e avvoltoi ( tutti): l’ultimo in ordine di tempo è Ronaldo, che dichiara di sapere tutto da tempo (come mai zitto finora però non lo spiega) e che all’Inter mancano tre scudetti. Mi sono rivisto le classifiche di quelle annate con Ronaldo in Italia, ed ho scoperto che l’Inter è arrivata seconda solo nel 97 - 98, a rischio retrocessione nel 98 - 99, quarta dopo spareggio nel 99 - 2000, fuori dalle prime 4 nel 2000 - 01, terza nel 2001 - 02, ed in quest’ultimo campionato potrai dire di tutto, ma era l’Inter in testa a 90’ dal termine, e giocava in uno stadio nel quale i tifosi di casa fischiavano i loro giocatori e li invitavano a farvi vincere(roba da uffiucio inchiesta!)

Insomma un altro cialtrone si aggiunge alla lunga sequela di soggetti miserabili che hanno dovuto dire la loro parola idiota nella vicenda. E’ questo che mi rafforza i dubbi, l’ostinata ricerca di chiunque possa dire male di Moggi e della Juventus: hanno riesumato pure De Sisti per vicende del 1992, con Moggi al Torino, descrivendo l’allenatore, uno dei peggiori mai vistisi in qualunque categoria, come vittima del potere di Moggi; il quale Moggi gli impedirebbe di trovare lavoro, invece di affrontare la realtà della sua inettitudine e dire che anche la sua amata Roma gli negò un posto nelle squadre minori.

Gli hanno riabilitato bancarottieri come Pieroni, o corruttori di arbitri come Gaucci o plurisqualificati come Dal Cin; oggi tutti si dicono succubi del potere di Moggi, compreso lo stesso Gazzoni che però beneficiava dei prestiti gratuiti dei vari Maresca e Brighi, o del contributo per la comproprietà di Cipriani e Gamberini, o i soldi per l’acquisto del trentaduenne Paramatti, e quando ha trovato chiusa la cassa perchè voleva sempre di piùha cominciato a sparlare cercando rifugio da Moratti, trovando però la porta chiusa. Parla pure Cellino, prototipo del presidente sportivo asservito ad un determinato gruppo - finanziario, indovinate chi: insomma tutte vecchie baldracche riscopertesi finalmente vergini. Dall’altro lato c’è il non tanto velato disegno criminoso di non far ragionare il lettore o il teleutente, il dire le cose a metà o a meno di metà, ben sapendosi che il 90% del tifo antijuventino è predisposto a dire a priori Juve ladra e Moggi mafioso, senza ragionare minimamente sulla veridicità di quanto legge o ascolta.

Ciò che mi fa imbestialire, è che ancora nessuno noti altre evidenti incongruenze di questa sporca vicenda: - i forti dubbi sul fatto che in centomila telefonate, non ce ne sia stata una che sia una con Galliani o con dirigenti interisti;- che da Napoli, dopo che sono state "abilmente pilotate" le "fughe di notizie", adesso si parla di silenzio stampa, proprio nel momento in cui sarebbe più utile sapere se, nelle centomila telefonate fatte o ricevute da Moggi, non ci sia in qualche modo anche Galliani o gli stessi puritani Moratti e Tronchetti Provera: bello questo silenzio stampa tardivo, dopo due settimane di stillicidio scientifico di intercettazioni e dichiarazioni a senso unico; - che dopo avere attaccato la Juventus, hanno nell’ordine coinvolto la Fiorentina e la Roma, come se alla fine della fiera, dovessero risultare pulitissime solo due squadre, guardacaso le milanesi.

Quindi, caro amico interista, quando scrivevo "il calcio pulito che verrà non facevo solo amara ironia, ma una ben precisa denuncia di questa grande impostura mediatica che ci sta confezionando un mostro esecrabile prima ancora che sia giudicato tale, e al contempo ci riconsegna ripuliti e profumati, degli autentici sciacalli e corvi che in quel marcio del calcio "a loro dire moggiano" ci hanno ben vissuto e sbafato. Per dirla chiara, , io accuso questi sottoelencati personaggi di essere gli assassini del calcio italiano:

1 -Accuso Moggi e Giraudo. Ma non per quello che a loro attribuiscono, se verrà provato. Li accuso di avere lavorato con ingenua presunzione di evitare gli imbrogli, così facendo il gioco dei servi dei poteri forti Carraro e Galliani, finendo vittime del morso velenoso di questi serpenti velenosi, a conferma che allevandosi vipere prima o poi si subisce il morso mortale. E li accuso per non essere mai stati realmente vicini alla tifoseria, di avere lavorato "dejuventinizzare" la mia Juventus, mettendo alla porta gente che aveva scritto la grande storia bianconera: sono queste, ai miei occhi le loro più gravi colpe.

2 - Accuso Berlusconi, Tronchetti Provera (Moratti no, troppo imbecille, lui mette i soldi), Geronzie e i loro soci della loggia. Sono i veri mandanti di questo massacro mediatico, pilotato non certo per desiderio di pulizia nel calcio, ma per tentare di rimanerne i padroni esclusivi, sul campo, nel Palazzo, negli affari. In fondo sta bene ai miei ex dirigenti l’essere stati pugnalati proprio da loro, dato che storicamente Juventus e Milan mai sono state alleate, ed una ragione ci doveva pur essere. Hanno sempre giocato sporco, e lo si sapeva, ora sono venuti allo scoperto come il gatto e la volpe della situazione, l’uno vuole i due scudetti cercando di tenere il servo attaccato alla poltrona il più a lungo possibile.

3 - L' altro, il Tronchetto sa che con la Juventus in campo per l'Inter non ci sarà nessuna possibilità di mettere le mani su uno scudetto, è allora ha detto muoia la Juventus con Giraudo e Moggi. Stesso pensiero di Geronzi. Mr. Capitalia, nel calcio ha investito ingenti capitali, assorbendo cospique perdite con Napoli, Lazio e Perugia e l'unico modo di rifarsi è con la Roma, ma sa che con la conferma di Giaraudo e Moggi, come per l'Inter, anche per la Roma non ci sarà nessuna possibilità di accaparrarsi uno scudetto; allora Morte a Giraudo e Moggi e con loro anche L'odiata Juve.

4 - Ma volendo restare a berlusconi e Galliani, la morte del calcio ha una data di nascita ben precisa, 1986, ed è figlia proprio del loro ingresso, del doping nel calciomercato, quando si offrivano cifre folli per acquistare giocatori, della spregiudicatezza nelle operazioni, diciamo così, produttive di vittorie per i rossoneri, degli acquisti in nero, della tv sbarcata prepotentemente nel calcio. Ed in fondo è lo stesso obiettivo di Tronchetti Provera, prendere il posto che fino a ieri avevano Giraudo e Moggi ed essere i padroni assoluti del mondo del calcio, per dividere gli affari lucrosi alla pari con Berlusconi, dalle sponsorizzazioni, alla vendita di partite tramite Alice, a dare lustro anche all’Inter(così pensa lui...povero gonzo...ne vedremo delle belle),per avere i suoi ritorni economici. E non è un caso che abbia cacciato il fido Biscardi solo ora.

5 - Accuso Moratti anzitutto perchè reo di essere troppo imbecille. Il presunto "signore" del calcio, dal parlare contorto che parla parla, spesso accusa ma non dice mai niente. Sempre in agguato per prenderseli i galeotti che alla Juve vincevano con i metodi oggi ritenuti sporchi, prima Lippi, poi David, malgrado veniva accusato di essere drogato, Moggi corteggiato ad ogni estate, da ultimo Capello. E magari i suoi giocatori se i bianconeri vengono davvero retrocessi. Se questi signori vincevano giocando sporco, è chiaro che lui li voleva non certo per redimerli, ma per poter vincere anche lui sporco, no?.

6 - Accuso Mancini. Tipico esempio di bambino raccomandato e ultraviziato, ignorante e cattivo. Ci ha sguazzato ad essere un pupazzo raccomandato della GEA, per potere cominciare ad allenare in serie A senza avere il patentino di allenatore, e sempre per avere, grazie alla GEA, panchine importanti, Fiorentina, Lazio e Inter. Come dire, la GEA è buona se a far carriera violando le norme e lui, poi quando il cielo diventa una piovra se invece non è funzionale ai suoi progetti, rinnega e accusa.

7 - Accuso i rinverginiti. Gaucci, Dal Cin, Cellino, Preziosi, Corioni, Gazzoni: personaggi che hannodato da sempre l’immagine peggiore del calcio e che adesso sperano di rientrare in grande stile, allineandosi al coro unanime anti-Moggi e antiJuve.
Personaggi che hanno fatto della corruzione, delle truffe, dei fallimenti, della bancarotta e dei raggiri, il loro credo principale, che sperano di poter ritrovare un posto nel futuro riassetto, tanto ormai il dire male della Juventus sembra sarà un buon
passaporto, falso naturalmente, per sedersi nella prossima tavola imbandita.

8 - Accuso i PM di Napoli Scoprono solo adesso che gli atti in loro possesso sono coperti da segreto istruttorio, dopo giorni in cui sono fuoriusciti a getto continuo ed usati con grande abilità dai media. Fingono ancora di non accorgersi di non avere, fin dall’inizio, mai avuto competenza per territorio ad indagare sulla vicenda, eppure sono andatiavanti, per arrivare non ad una richiesta di processo, bensì ad una convocazione di conferenza stampa, nella quale hanno pure detto che quanto da loro scoperto è peggio della camorra, offendendo migliaia di cittadini che hanno pianto lutti a causa della camorra, che hanno subito autentici drammi per il pesante condizionamento di questa organizzazione criminale.

9 - Accuso i garantisti a corrente alternata. Ci hanno detto che bisogna attendere i processi, che bisogna avere rispetto
degli indagati, che bisogna verificare attentamente fatti e prove; ci hanno anche spesso detto che la magistratura è faziosa, politicizzata, che perseguita etc. etc.Oggi invece hanno già deciso come deve andare a finire, che non occorrono i processi, che gli indagati sono mostri a prescindere, che le prove sono certe, che i magistrati non sono più faziosi, politicizzati e persecutori.

10 - Accuso i giornalisti. Parafrasando Totò, "siamo uomini o giornalisti?" I veleni, le vessazioni le cattiverie di cui sono capaci, ormai non hanno limiti: hanno già detto tutto, giudicato, denigrato, deriso, messo in giro notizie ininfluenti solo per distruggere l’immagine delle persone coinvolte, ma non tutte, solo quelle a loro nemiche. Non si fermano davanti a nulla, pur di raggiungere il loro obiettivo di sfogare le loro più intime frustrazioni, insinuano, manipolano, occultano quanto loro sgradito, amplificano quanto può da loro essere usato per le proprie insulse teorie. Da giorni imbandiscono processi mediatici televisivi, senza dare spazio di parola agli accusati: anche alla signora Anna Maria Franzoni (che potrebbe, ripeto "potrebbe" essere colpevole di uno dei reati più efferati immaginabili) è stato dato tanto risalto e tanto spazio per difendersi, talk show, interviste, dichiarazioni a mezzo stampa, gossip vacanzieri, avvocati difensori che a cadenza mensile venivano invitati da Vespa, eppure siamo di fronte ad una vicenda che ha già avuto una pronuncia di primo grado di colpevolezza. Ma per Moggi no, questo non vale.

11 - Accuso i procuratori sportivi.Come le iene (quelle vere), aspettano che altri ammazzino i loro concorrenti per poi potersi sfogare sui loro cadaveri. Vigliacchi, hanno avuto paura della GEA e di Moggi, ma ora sono pronti a mettersi in prima fila, per spartirsi fra di essi le laute procure del parco giocatori GEA. Insomma, si giocheranno ai dadi le vesti del "crocifisso".

12 - Accuso gli impuniti storici. Hanno falsificato, di tutto e di più; hanno cercato di corrompere e corrotto; hanno dileggiato gli altri per coprire le loro colpe. Ed ora sono pronti a sedersi in prima fila, ma saranno loro gli utili idioti di chi ha orchestrato tutto.

13 - Accuso i Quaquaraqua. Quelli che passivamente gridano "Juve ladra", "Moggi mafioso", "serie B, anzi no serie C, anzi no, serie D, anzi no, radiazione, anzi no fucilazione, anzi no, pulizia etnica" solo perchè così sentono gridare. Tutti costoro stanno uccidendo il calcio, non uno solo, perchè sono tutti quelli che in questo marcio ci hanno guadagnato e bene, per i loro interessi, prendendo in giro le varie tifoserie che di loro si sono fidati, e che hanno creduto che le loro squadre perdevano solo per colpa della mafia di Moggi. Come vedi, ho risparmiato solo Zeman, dato che per lui la pacchia è finita, non avrà più quello spazio mediatico che gli riservavano fino ad oggi, non ci sarà più da gettare fango sulla Juventus e sulla Triade, e dunque rimarrà
ben visibile solo la sua mediocrità da allenatore: insomma un altro mediocre che finirà nel dimenticatoio molto presto.
DA; Juventus1897.itsito non ufficiale - unofficialwebsite.url
Antonio  Salvatore La Rosa

VELTRONI? .....CIALTRONE!!! ......CI SENTI?

VELTRONI? .....CIALTRONE!!! ......CI SENTI?

Voglio fare una premessa, a chiarimento di quanto sto per scrivere. Fin da ragazzo ho avuto idee e valori politicamente di sinistra, ho girovagato quasi da esule in diverse formazioni della sinistra un tempo detta parlamentare, e anche extraparlamentare, ricevendone spesso delusioni e disillusioni, ma mai modificando quegli ideali a cui credevo e credo. La cosa ritengo che non mi abbia mai condizionato nei rapporti sociali (la mia nemesi sta nel fatto che i miei più cari amici sono di destra e ... interisti!), nelle passioni sportive (Juventus, squadra espressione della più importante famiglia industriale d’Italia, ma anche squadra di richiamo per tutti i colori politici) e soprattutto nella convinzione che lo sport, il calcio, il tifo debbano essere totalmente distanti ed autonomi dalla politica. Anche perchè quando la politica sbarca nello sport, ci sbarca con le regole proprie, ma non quelle migliori, bensì quelle peggiori, dell’intrallazzo e dei maneggi da corridoio, e ci sbarca solo per avere un ritorno a fini elettorali, togliendoci di fatto il piacere di poter tifare per una squadra senza guardare ai nostri ideali politici, e dunque di poterci abbracciare, ed esultare, dimenticando il nostro quotidiano essere di destra, di centro o di sinistra. Nel passato tuttavia la politica interferiva poco con il calcio, semmai accadeva che personaggi provenienti dal mondo del calcio, utilizzavano la loro popolarità a fini elettorali: fu questo il caso dell’arbitro Concetto Lo Bello (il primo arbitro "personaggio" in Italia), eletto deputato DC nel 1972, poi di Gianni Rivera, eletto deputato DC nel 1976, e di Dino Viola,presidente della Roma, eletto senatore, sempre per la DC, nel 1983, guarda caso l’anno del secondo scudetto giallorosso. Ma erano situazioni marginali. Il salto di qualità si ebbe con l’arrivo di Berlusconi, perchè se prima vi erano sportivi che usavano lo sport per fini elettorali, con Berlusconi avvenne che lo sport divenne mezzo fondamentale di organizzazione del consenso elettorale non più per singoli, bensì per partiti ed aree politiche. Non a caso venne scelto come nome di partito, il motto "Forza Italia", e gli iscritti al partito vennero denominati "Azzurri", di fatto impedendo a molti tifosi della Nazionale di usare quella terminologia, ove non richiamantisi a quella parte politica. Ma non è che dall’altra parte non si sia capita a meraviglia la lezione, anzi è stata per certi aspetti "perfezionata". Intanto con la trasformazione delle società di calcio in SpA a fini di lucro, primo tentativo, fallito peraltro, di riequilibrare il divario tra le grandi squadre del nord e le romane, più a cuore del potere politico centrale; poi con la legge che aboliva la vendita collettiva dei diritti televisivi, approvata contestualmente all’altra operazione di cui si parla pochissimo, ma che era ugualmente correlata, ossia la privatizzazione di Telecom Italia, nella quale, guardacaso, all’epoca era personaggio di spicco proprio quel Guidi Rossi oggi commissario FIGC. Per chi non lo ricordasse, l’operazione di privatizzazione di Telecom, a favore del gruppo guidato da Roberto Colaninno (operazione definita dal Financial Times una autentica rapina con destrezza), coincise con la nascita del secondo polo satellitare, Stream, e la contestuale creazione di una società per la vendita dei diritti televisivi (SDS) di squadre di calcio, composta da Roma, Lazio, Fiorentina, Parma (insomma la banda dei quattro bancarottieri di Geronzi), e presieduta da Sensi. Stream acquistò dalla SDS i diritti per le quattro squadre, a prezzi iperbolici, creando nel suo bilancio un buco tale che non potè essere ripianato, tanto che qualche anno dopo Telecom fu costretta a cedere Stream a Sky: ricordiamo penso tutti e bene, il biennio "giubilare" dovuto proprio alla strenna di Stream alle romane. Adesso,dopo anni nei quali il centrodestra non è che si sia distinto per trasparenza e correttezza verso il mondo del calcio (per tutte la "spalmadebiti" o il salvataggio per ragioni di ordine pubblico, delle Romane e del Napoli, nella vicenda fideiussioni false), è ritornato in auge nuovamente il centrosinistra, che stavolta è partito a spron battuto per mettere le mani sul calcio, al fine di favorire gruppi economici e tifoserie ritenute più "amiche" di altre, ed applicando in ciò quei metodi da bassa spartizione clientelare, al cui cospetto il "manuale Cencelli" diventa libercolo per bambini. Vedete, una delle regole del famoso manuale "Cencelli", che era utilizzato per la lottizzazione degli incarichi di governo e sottogoverno all’interno della DC, e poi ampliato anche agli altri partiti di governo, era quella del maggior peso politico, che tuttavia veniva riequilibrata dalle equivalenze nell’ordine di assegnazione delle "poltrone": in altri termini, la corrente più forte aveva diritto all’incarico più alto, quindi la seconda corrente al secondo incarico più alto, la terza al terzo incarico e così via; però completato il primo giro, nel secondo giro, l’assegnazione veniva invertita, e dunque l’ultima corrente aveva diritto di prima scelta, la penultima la seconda scelta, e così fino a completare gli organigrammi. Guardate un pò: 1 - Commissario FIGC: ROSSI Guido (Inter) 2 - Vice commissario FIGC: ALBERTINI Demetrio (Milan) 3 - Direttore Generale FIGC: FILIPPI Virginia (Roma) 4 - Commissario Arbitri Nazionali: AGNOLIN Luigi (Roma) 5 - C.T. Nazionale Maggiore: DONADONI Roberto (Milan) 6 - C.T. Nazionale Under 21: BERGOMI Giuseppe (Inter) Visto come sono stati bravi nella lottizzazione? Della serie: a noi Cencelli ci fa un baffo! Questo organigramma spiega molto di cosa sarà il calcio in avvenire, e spiega anche perchè, per almeno tre anni, la Juventus DEVE stare fuori dalle "balls", dato che questo giro lottizzatorio deve comprendere anche il campionato, le esclusive calcistiche sui diritti televisivi, che torneranno ad essere collettive, tenuto conto di bacino ma soprattutto di classifica conseguita nell’anno precedente. Tenete presente che, secondo il progetto di Melandra, il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore nel 2007 e dunque la Lega Calcio dovrà adeguarsi al nuovo sistema, il che significa che parecchi dei contratti a più lunga durata dovranno essere rinegoziati: per comprenderci, il contratto tra Juventus e Mediaset, poi rilevato, per la quota satellitare, da Sky, valido per quest’anno, potrebbe essere superato dalla nuova normativa, e dunque quelle cifre che si prevedevano in entrata fino al 2009, potrebbero venire meno, capite quindi la scientificità dell’operazione? Nel frattempo la nuova Triade calcistica Inter - Milan - Roma, che assommerà vantaggi sia per classifica, sia per bacino di utenza, farà la parte del leone nell’assegnazione dei ricavi dalla cessione collettiva, in barba sia alle piccole che a parole dicono di volere tutelare, sia alla millantata esigenza di "restituire equilibrio nuovo al calcio italiano" (così melandra). Questo spiega con maggiore chiarezza le vere ragioni del cosiddetto scandalo "calciopoli", perchè si nota chiaramente che si tratta di una resa di conti e di una epurazione di chi è scomodo, non certo di chi vuole pulizia nel calcio. C’è una ragione per cui sono stati individuati gli obiettivi che vediamo sotto pressione, grazie alla gigantesca impostura mediatica scatenata da maggio ad oggi. In effetti gli obiettivi da eliminare sono stati selezionati scientificamente, fateci caso. La Juventus costituiva una minaccia per il nuovo assetto, in quanto squadra più forte, con una dirigenza che aveva certo metodi spregiudicati ed ai limiti della liceità sportiva, ma appunto potente perchè sapeva tenere testa e mettere anche sotto scacco le concorrenti e sventare (almeno fino a maggio scorso) imboscate ed insidie che venivano ad essa tese; ma era una minaccia anche per la nuova ripartizione dei diritti televisivi: una Juve vincente ed in A avrebbe fatto sempre la parte del leone, per bacino e per classifica, viceversa una Juve relegata in B e in risalita fra qualche anno, dovrà accontentarsi di briciole fino a quando ritornerà (E CI RITORNERA’, che si mettano il cuore in pace tutti!) protagonista principale. Quindi Juve eliminata per non creare ombre a Inter e Roma, Milan salvo invece perchè i soldi Mediaset fanno comodo al calcio. Fiorentina eliminata dal giro per fare posto alla Roma in CL, senza turni preliminari, ed eliminata perchè Della Valle ritenuto troppo scomodo per la questione della ripartizione dei diritti televisivi; Lazio eliminata dal giro per dare spazio unico alla Roma, nel calcio capitolino. Certo, c’è già una campagna mediatica "di ritorno" per salvare queste ultime due, a conferma che il vero obiettivo era ed è la Juventus, non la pulizia nel calcio. E così il centrosinistra ha pianificato le sorti del calcio italiano per i prossimi anni, e così si spiegano i 30 punti di penalizzazione per i bianconeri, ossia fare in modo che gli anni di esilio siano almeno tre, il primo per salvarsi dalla CL, il secondo eventualmente per conquistare la promozione ed il terzo per ritrovare il passo della massima serie, e dunque non essere ancora competitivi. Il Milan invece viene tenuto a bada per ragioni politiche, avere una opposizione morbida in certi momenti può essere utile, dunque meglio allearcisi che non attaccare forte. Purtroppo la Juventus sconta il fatto di essere come tifoseria numericamente la più forte, ma politicamente la meno condizionante, visto che non è mai stata tifoseria politicamente schierata o schierabile da una parte o dall’altra, finora non è riuscita ad essere "lobby" potente di pressione mediatica o economica, e dunque può essere presa a sberle dal potere politico ed economico, specie in questo momento, visto che il gruppo FIAT e dunque la proprietà, sembra più attenta ad altre cose, che so, al completo risanamento del gruppo, al potenziamento del marchio Ferrari, o al limite a qualche legge ad hoc, nel settore automobilistico, legge che se dovesse arrivare nel giro di qualche mese, spiegherebbe più di ogni altra cosa gli inspiegabili silenzi e l’inspiegabile rassegnazione difensiva manifestata da Zaccone.+ + + Ma il potere politico non sta cercando di mettere le mani nel calcio solo sul piano nazionale, anche a livelli vari locali abbiamo notizie di sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e quant’altro, che si stanno mettendo in prima fila a tutela delle squadre appartenenti al proprio bacino elettorale. Abbiamo avuto notizia di o.d.g. al Comune di Bologna a sostegno della locale squadra di calcio, e che il sindaco Cofferati (uomo di sinistra con idee alla Tilgher sugli extracomunitari) intende battersi con iniziative varie
per riportare il Bologna in A, a Firenze il sindaco Dominici è di fatto diventato il capofila delle battaglie a difesa della Fiorentina, l’unico che sta alla finestra è Chiamparino, forse sperando che nella nuova spartizione di potere il suo Torino avrà qualcosa in più delle briciole. Ma l’esemplificazione peggiore (o vista da altri punti di vista "migliore") dell’interferenza della politica nel calcio a fini strumentali elettorali, è data dal sindaco di Roma, il presunto juventino Walter Veltroni. Il nostro Veltroni, uomo di grandi coerenze nel calcio ma non solo, sta facendo pressioni a John Elkann per fare in modo che gli assi bianconeri Buffon e Trezeguet arrivino alla Roma, come avrete avuto modo di leggere in questi giorni. La cosa è decisamente singolare, perchè proprio da Roma sono da sempre venuti i peggiori e più insulsi attacchi alla Juventus, mentre ora due giocatori che "vincevano solo con gli schemi di Moggi" (parole di un famigerato quotidiano sportivo locale), ora invece sono appetibili per rafforzare la squadra giallorossa. Ma lo è ancora di più perchè Veltroni, in questa richiesta ad Elkann, è tornato nuovamente a ricordarsi di essere un tifoso juventino, anche se per ragioni elettorali locali se ne è dimenticato quasi subito appena eletto sindaco di Roma. E ciò dopo avere detto nell’immediatezza dello scoppio di "calciopoli", di non sentirsi più un tifoso juventino, parole cadute a puntino mentre a Roma si svolgeva la campagna elettorale per le comunali. Come dire, Veltroni è juventino a seconda delle esigenze e degli interessi personali di natura politica. Io immagino già il tono della chiacchierata (non smentita sul fatto che sia avvenuta realmente) tra Veltroni e John Elkann, che sarà stata di questo genere, più o meno: "Caro John, come sai io sono tifoso della Juve, un pò deluso da quanto compiuto dalla banda Moggi e Giraudo, ma adesso ho l’occasione per riscattare la mia juventinità: siccome sono sindaco di Roma e tra i miei elettori ci sono parecchi romanisti, perchè non ti adoperi a far vestire il giallorosso a Buffon e Trezeguet? Tanto state smantellando tutto, quei campioni in B sarebbero sprecati, mentre a Roma consentirebbero di formare uno squadrone. Così tu fai a me il favore di farmi fare bella figura con i romanisti che grazie al mio intervento potranno vincere lo scudetto, potranno essere grati anche alla mia favorita, ministra Melandra, ed io ritornerò ad essere juventino sfegatato". Conoscendo il personaggio, e vi posso assicurare che io ho avuto modo di conoscerlo un pò più da vicino, almeno come ambiente (tra i tanti miei errori, sono stato anche iscritto e dirigente DS dal 1996 al 2000, anno in cui ne sono uscito), non crediate che il contenuto della telefonata sia tanto diverso da quello da me rappresentato. Del resto, per chi se ne fosse dimenticato, il nostro eroe non è nuovo a sortite del genere. Nel 2001, durante la campagna elettorale per le comunali di Roma, scoppiò lo scandalo "passaportopoli", scandalo che se fosse finito in mani ad una giustizia sportiva seria, avrebbe prodotto danni gravissimi verso Lazio, Roma, Inter e Milan, soprattutto avrebbe prodotto la revoca degli scudetti romani, avendo le due squadre impiegato calciatori extracomunitari in eccesso rispetto ai regolamenti. Bene: Veltroni (all’epoca indulgentista, quanto giustizialista oggi) ebbe la sortita di chiedere che su quella vicenda si chiudessero entrambi gli occhi per non penalizzare la tifoseria della Capitale, che non poteva e doveva vedersi revocati gli scudetti vinti o quasi vinti (il campionato 2000 - 01 era ancora in corso), ma per "riparare il danno che ne subiva la Juventus", entrambe le volte seconda in classifica, far sì che venisse indennizzata agevolandone la conquista dello scudetto per il campionato successivo! Vi giuro, è la sacrosanta verità, spero anzi che ci sia chi se ne ricorda di questa insulsa proposta lanciata dal non ancora sindaco di Roma. Quindi, cosa pretendere da uno che ragiona in questo modo? Da uno che, per capirci meglio, in pieno congresso del suo partito, ricordando la sua militanza prima nel PCI, poi nel PDS e quindi nei DS, ebbe a dire che lui si era iscritto al PCI, per la principale ragione ... che non era comunista? Come se io dicessi, in sostanza, che tifo juventus perchè non sono juventino. Si comprende quindi come sia dannosa l’ingerenza della politica nello sport e soprattutto nel calcio, principale sport nazionale, che coinvolge praticamente la quasi totalità della collettività. Perchè noi tifosi siamo visti come elettori, come voto da conquistare, e dunque per tenerci buoni i nostri politici, anzichè cercare di educarci a rispetto di regole, a rendere onore a chi vince e così via, cavalcano la tigre della nostra passione e su di essa cercano di costruire le loro fortune. Io mi rendo conto che per uno come Veltroni, ma non solo lui, sarebbe impopolare e anche controproducente dire a chiare lettere che la sua (se sua si può ancora dire) Juventus vinceva e vince in quanto più forte, come dimostra il fatto che quei campioni che vestivano il bianconero sono i pezzi pregiati del mercato estivo di quest’anno; che la Roma quando ha saputo lavorare bene ha ottenuto i suoi risultati, ma quando ha perso è stato non per il gol di Turone o per le rimesse laterali invertite, bensì perchè mentre in bianconero c’era Zidane o Davids, loro avevano Bartelt o Fabio Junior; che Moggi è sì spregiudicato, ma lo era anche a Roma, a Napoli e al Torino, mentre a Roma c’erano D.G. che erano ugualmente spregiudicati ma alla fine portavano bidoni. Ma ragionare in questo modo rischia di fare perdere voti e popolarità, dunque meglio adagiarsi all’opinione pubblica che dice "Juve ladra", ma anche "vogliamo Buffon e Trezeguet", ossia due tra i campioni più rappresentativi di quella squadra che si assume essere ladra.
E come si ragiona in tal modo in piccolo, così si ragiona in grande. Pensateci bene, i fatti di oggi non sono tanto diversi di quelli accaduti nel 1998, ed anche allora chi lanciò le prime pietre fu un cosiddetto galantuomo dal nome Moratti Massimo, solo che lui scosse l’albero, ma i frutti andarono altrove. Anche allora un quotidiano (Il Messaggero), un gruppo editoriale (L’Espresso), una denuncia sul nulla e per nulla (Zeman), un magistrato che apre subito un fascicolo su parole al vento (Zeman disse solo che aveva sospetti sull’aumento della massa muscolare di Vialli e Del Piero, ma non disse che alla Juve si praticava doping), una legge sulla cessione dei diritti televisivi fatta ad hoc per favorire certe società, e di conseguenza tre anni di vacche magre per i bianconeri. Oggi abbiamo un quotidiano (Gazzetta del milan), un gruppo editoriale (Mediaset), una denuncia che parte da un galantuomo come Dal Cin, magistrati che indagano ma non su doping bensì su illecito sportivo, e guardacaso arriva l’ennesima modifica alla legge per la cessione dei diritti televisivi. Solo che stavolta si sono affinati, il processo doping non mise fuori causa la Juve, quindi occorre mandarla in B, in modo che per almeno un triennio sia fuori dai giochi. E ora, come allora, governo di centrosinistra e "ministra Melandra". Insomma stiamo rivedendo lo stesso film. Con la differenza che, stavolta, per evitare che la Juventus rompa prima del previsto i futuri assetti già decisi, occorre che la squadra sia ben neutralizzata, dunque meglio se in B per almeno due anni, unico modo per non nuocere con estrema certezza. E purtroppo la Juventus non ha politici di grido che ne abbiano a cuore le sorti, o meglio ne ha tanti, ma nessuno di essi realmente in grado di incidere sugli sviluppi della vicenda, di tentare di stravolgere gli equilibri raggiunti. O meglio uno ci sarebbe, un segretario nazionale di un certo partito ...Ma forse chiedo troppo: come può difendere la Juventus uno che accetta di fare il dirigente nazionale per conto terzi?

DA; Juventus1897.itsito non ufficiale - unofficialwebsite.url

Vostra eccelenza che mi sta in cagnesco... + ... Vecchia lettera di Antonio La Rosa ad un amico interista

VOSTRA ECCELLENZA CHE ......MI STA IN CAGNESCO...

Eccellenza. Lo sa che di Calciopoli si è ormai detto quasi tutto. Ho accettato, sopportato, nell'assordante silenzio che distingue gli onesti, incompresi e gli arrabbiati, che la mia Vecchia Signora fosse fatta a brandelli, metodicamente, piano..., articolo dopo articolo, giorno dopo giorno e con dichiarazioni a dir poco ose' anche dai vertici federali. Sbaglio? Devo accettare un processo dove la patente a punti di Biscardi serve ad avvalorare la tesi dell'illecito sportivo. Devo accettare che il maggior quotidiano sportivo nazionale, la Gazzetta anti juve...asservita di Inter-Milan, abbia sempre continuato a parlare di Moggiopoli e non di Calciopoli (come se i deferiti fossero solo della Juve e questa fosse la sola squadra coinvolta.). Devo sopportare gli interisti (lei incluso?)che «I vertici Juve non potevano non sapere» ma, nel caso passaporti «Oriali ha agito certamente da solo pagando di tasca sua centinaia di milioni di vecchie lire». Devo sopportare il direttore del «Romanista» e il buon Baldini giustizieri del nostro tempo ma non di quello del falso passaporto di Cafu' e dei Rolex di Sensi. Devo assistere a un dibattito processuale dove, non in una sola ooccasione, si dimostra concretamente, visionando una partita, che l'arbitro X ha ammonito il giocatore Y perché Moggi, nell'intercettazione Z, chiedeva venisse fatto proprio questo. NON UNA SOLA VOLTA in 100 000 telefonate.

Devo pensare che la grazia valga solo per alcune squadre, visto che, da regolamento, quello di Inter e Roma fu un GRAVE illecito sportivo. Ma, evidentemente, con 21 mila euro tutti ritornano puliti, l'Inter non viene penalizzata per come la legge della federcalcio richiede( per la casistica del calcio-il regolamento federale-.....impiegare un calciatore con falsi documenti e' un'illecito molto grave, punibile con la sconfitta per 3a0 piu' la penalizzazione di un punto per ogni partita giocata dal soggetto e e la retrocessione punitiva all'ultimo posto in classifica), e Oriali resta ancora al suo posto addirittura facendo il moralista.

Ricapitolando per i falsi moralisti: l'Inter dovrebbe essere retrocessa all'ultimo posto in classifica + tolti tutti i punti fatti con Recoba in Campo + un punto di penalizzazione per ogni partita giocata con Recoba in campo.....dove si dovrebbe collocare l'Inter. 

Spett. Commissario della Federcalcio. Constatato che il patteggiamento della pena da parte dell'Inter e' molto recente, cosa fa? Fa il garante super partes e apre un procedimento contro l'Inter, oppure dovremmo credere alle malelingue provenienti dall'altra sponda del naviglio che dicono lei sia stato messo in quella posizione per proteggere la sua Inter e' fare il BOIA della Juventus?

Gossip, gossip, gossip...dopotutto il processo a Moggi e Giraudo e' basato su gossip STRUTTURALE vero? E allora Dr. Guido Rossi, ecco ancora gossip di calciopoli dall'altra sponda del Naviglio che riguardano lei.... puo' confermare, o, negare l'informazione riguardo il Falso Passaporto di Recoba: informazione che indica lei co. responsabile della decisione di fare a Recoba un falso passaporto, essendo lei in quel periodo, membro del consiglio di amministrazione della societa' fc.Internazionale?

Non solo per gossip, ma anche per fa luce nella grave situazione di conflitto d'interesse che la riguardano, e in quella che potrebbe diventare una squallida vicenda di illecito continuato: nell'interesse suo e di tutti gli sportivi bando al gossip, confido nella sua lealta' sportiva di una sua risposta chiarifichiatrice. Grazie - Franceso Ienzi
----------------------------------------------
Giuseppe Benedetto Giudice della Federazione Italiana Giuoco Calcio
Dimessosi per protesta conto il verdetto calciopoli

"Guido Rossi, si trovi un altro giudice. 
Giudice Figc lascia incarico: "Indignato dal metodo del processo". L'avvocato Giuseppe Benedetto, giudice federale per il settore giovanile e scolastico, in una lettera al commissario della Figc Guido Rossi, annuncia di voler lasciar l'incarico. Ecco le sue parole: ''Non intendo in questa sede approfondire il merito della sentenza è il metodo usato, nel processo e con il processo, che mi induce a urlare: il diritto è un'altra cosa! Non mi interessa far parte di questo mondo. Voglio continuare a indignarmi. Esercito la professione di avvocato e intendo continuare a farlo, a posto con la mia coscienza. Si trovi un altro giudice". (adnkronos) 
-----------------------------------------------------------
Antonio La Rosa: Lettera aperta ad un amico interista (mio lettore e fustigatore)

Caro Saverio,
approfitto del sito per replicare ai tuoi messaggi inviatimi oggi, di aperta "condanna" per il mio commento al diverbio tra il tifoso Juventino ed il tuo presidente Moratti Massimo, perchè ritengo che sia gli argomenti che tu mi esponi, sia le controdeduzioni mie ai tuoi attacchi, penso siano di interesse più generale.

Tu mi scrivi, tra le altre cose, testualmente, che "se poi ci sarà un altro caso Ronaldo, ed un ventenne che l’unica cosa che ha in testa è il calcio ... aspetta un giocatore o un dirigente e lo accoltella, poi che si dice? Che si scrive? si dirà che è un delinquente come sempre vero? E non si pensa che chi dovrebbe avere un pò di sale in zucca x trasmettere valori POSITIVI, anche se si pensa o si è sicuri di aver subito torti, li si fomenta all’odio, poi si è altrettanto colpevoli!"
In sostanza tu accusi il tifoso juventino di istigazione a delinquere, ed in fondo anche me di partecipare a questa forma di incitamento all’odio verso gli avversari.
Nulla di più falso.

Da sempre ho scritto in questo sito, ma anche altrove, appunto per stemperare gli animi, che il mio essere juventino e di una certa parte politica non mi ha impedito di avere, come miei fraterni amici, persone che sono interiste e della parte politica opposta alla mia, e questo lo scrivo non tanto per dire una baggianata qualunque, ma perchè è la verità: e lo scrivo per significare che le passioni calcistiche non ci debbono far vedere negli avversari, "i nemici" da distruggere, ma solo avversari con cui condividere, da posizioni divergenti, la stessa passione per il calcio.

Concordo con te, il calcio attuale è stato molto avvelenato, ma, se mi permetti, il veleno non è mai provenuto dalla sponda juventina, sia essa quella dirigenziale (gli stessi Moggi, Giraudo e Bettega, ritenuti antipatici, mai si sono espressi con toni come quelli usati da molti altri dirigenti calcistici), sia essa quella della squadra e dei giocatori (da noi gente che mette chili di livore nelle sue parole, come Mancini, Figo o Stankovic, non ce ne è mai stata), sia essa quella della tifoseria.

Il veleno è anzi stato gettato in quantità industriali addosso a tutto ciò che riguarda la Juventus, a tutti i suoi livelli, e la vicenda calciopoli ne è stato un esempio, di come un giornalismo spazzatura abbia calpestato del tutto deontologia professionale, rispetto della verità e della obiettività di informazione, rispetto delle persone e diritto di difesa degli incolpati.

L’esatto opposto di quanto accade adesso con una nota vicenda di foto compromettenti e ricatti, dove tutti hanno scoperto il rispetto della cosiddetta "privacy".

La vicenda di lunedì scorso (il diverbio ormai reso celebre), sarebbe cosa da poco, ma è stata enfaticamente strumentalizzata, come al solito, dalla stampa servile al tuo presidente nerazzurro, che ormai gode di una forma di intangibilità, di difesa preconcetta e, se mi consenti pretestuosa, per cui qualunque cosa faccia è sempre giustificata e condivisibile, mentre se qualcuno lo punzecchia, può solo essere un soggetto da biasimare e condannare al pubblico ludibrio.

Cosa che sta accadendo a quel tifoso juventino: forse non leggi i siti del Corriere della Sera, non segui quella specie di sottoprodotto sportivo che viene trasmesso in una rete Mediaset, non fai un giro tra le pagine di tanti giornali diciamo di militanza "talebana" paranerazzurra: non fanno altro che enfatizzare l’accaduto, accusare il tifoso di aggressione preordinata, di iniziativa strumentale ordita da siti "para-juventini" (ti giuro, hanno scritto così, tale Monti Fabio, giornalista dichiaratamente interista, su Corriere della Sera on line), non fanno altro che indicare al pubblico ludibrio uno che in fondo aveva solo fatto uno sfottò ("togliti quello scudetto di cartone").

Ti chiedo: CHI semina odio, e verso chi?
Non ritieni che ancora una volta, sotto altre forme, si stiano rileggendo quegli esempi di giornalismo criminale che si leggeva dopo Juve - Inter del 26 aprile 1998?
O quel giornalismo criminale che scaricò di tutto contro la Juve per la vicenda doping, dimenticando di evidenziare che il famoso centro dell’Acquacetosa si trova, guardacaso, a Roma?
O quel giornalismo criminale che scatenò il putiferio dopo Juve - Parma del 7 maggio 2000, creando il mostro De Santis? Continuo?

Hanno distrutto le persone, hanno creato mostri, hanno seminato odi e rancori, continuano ancora in queste manifestazioni di bassissima levatura, eppure tu trovi il modo di criticare me per un commento, ed un tifoso per uno sfottò?

Moggi? mafioso.
Del Piero? dopato e raccomandato.
Lippi? non è il "mio" allenatore (così scrivevano prima dei mondiali)
Cannavaro? altro dopato e raccomandato, anche se il filmato celebre lo ritraeva mentre era a Parma, ma naturalmente lo proiettarono solo quando vestiva il bianconero.

Ricordo che, sempre l’estate scorsa, uscì la notizia dell’arresto per droga di un ex calciatore, che aveva indossato diverse maglie, ma si disse "l’ex juventino", e si associò il fatto ad un’altra vicenda di droga che aveva coinvolto un giocatore di Bari e Genoa, ma che venne anche quella volta definito "ex juventino" perchè per qualche anno era stato in panchina alla Juve: modo subdolo per associare l’essere juventino all’essere drogato.

E’ QUESTO IL PEGGIORE MODO DI SEMINARE ODIO, ALTRO CHE UN BANALE SFOTTO’!
Lor signori (mi riferisco ai giornalisti) si sono ben guardati di fare qualche appunto al Moratti che insulta la madre di Ronaldo, o l’arbitro a Livorno; si guardano bene dal porre certe domande a questo signore, magari per ricordagli che la società etica fa sedere in panchina un tizio che ha patteggiato una pena (mesi sei di reclusione, pena sospesa alle condizioni di legge), e che ci viene a parlare di calcio pulito.

Si guardano bene di parlare dei bilanci societari nerazzurri, di plusvalenze, di cessioni fittizie di marchi e quant’altro, ma sono pronti a scatenare l’inferno se un giocatore juventino commette un fallo grave contro un avversario.

E’ questo l’odio che è stato seminato e che tutt’ora viene seminato nel nostro calcio: l’odio dell’impostura, della malafede di informazione, del contrabbandare le proprie passioni da tifoso antijuventino, in verità da esporre ai lettori per caricarne ulteriormente il sentimento antijuventino.
L’ambiente juventino, contrariamente a quanto si voglia dire, è stato da sempre molto civile e composto, se tutto quello che ci è stato scaricato negli anni, fosse stato scaricato verso altre società e tifoserie, saremmo davvero arrivati alla guerra civile, e non a caso certe decisioni di giustizia sportiva sono state motivate da "ragioni di ordine pubblico".

Ti debbo ricordare cosa accadde la settimana prima di Perugia - Juventus, del 14 maggio 2000?
O di quella famosa frase di Sensi, prima di Napoli - Roma del 10 giugno 2001 ("se la Roma non vince lo scudetto, non potrò garantire per l’ordine pubblico")?

Nessuno ha scritto due parole per fatti del genere, a conferma che certi signori con la penna sono leoni con i galantuomini e conigli con le iene.

Ci hanno cacciato in B, dando alla difesa 15 minuti (ripeto QUINDICI MINUTI) di tempo, per replicare a circa settemila cartelle di presunte accuse, e senza poter portare uno straccio di difesa nel presunto processo sportivo; ci hanno sfottuto quando in sede di appello, il presidente della Corte, dopo avere in parte confermato la condanna, ebbe a dire che il campionato 2004 - 05 era regolare; ci hanno costretto a smantellare l’organico di una delle squadre più forti di sempre: nessun incidente, nessuna città messa a ferro e fuoco, una manifestazione composta e civile il primo luglio 2006 (c’ero, e tutti manifestavano solo per mostrare il proprio amore verso la Juventus), adesso ci stiamo seguendo con passione il purgatorio del campionato di serie B, prendendoci anche i simpatici sfottò degli amici interisti (e tu sai quanti me ne hai mandati, ma non sei stato il solo), e non solo loro; ci siamo presi i cori di disprezzo e di scherno in alcuni stadi, anche se in altri si è celebrato l’evento della presenza della Juventus.

Bene: hai notizie di atti di violenza commessi da juventini?
A mia memoria, non ricordo gesti di intolleranza commessi da tifosi juventini verso avversari, da almeno un ventennio, l’ultimo episodio che ricordo è il petardo di Juventus - Cesena, stagione 1987 - 88 che ci costò uno 0 - 2 e una squalifica di campo; soprattutto non ricordo gesti di intolleranza dopo Perugia, o contro la rivale storica Inter e i suoi tifosi.

Puoi tu dire la stessa cosa?
No, e ti dico io il perchè: perchè la tifoseria antijuventina è stata letteralmente drogata all’odio verso la Juventus e verso i suoi tifosi, e dunque si sente legittimata a compiere qualunque cosa, tanto la Juve e gli juventini sono figli di un dio minore, non hanno stampa amica, non finanziano il calcio, non hanno televisioni o gruppi di telecomunicazioni di supporto.

Dici bene: chi dovrebbe avere un pò di sale in zucca dovrebbe trasmettere valori positivi, per sedimentare odi e veleni, e riportare il calcio ad uno sport sano.

Quella frase, però consentimelo, non potevi rivolgerla a me, a quel tifoso juventino del diverbio con Moratti: dovevi invece rivolgerla al signor Mancini, che ancora parla di partite truccate e di campionati falsati nel passato, quando gli stessi giudici l’hanno escluso; o al tuo presidente, che continua a far finta di non sapere che la sua grande Inter di quest’anno si fonda sulla mancanza della Juventus e sull’acquisto di due ex juventini.

 O a pseudo giornalisti come il signor Monti Fabio.
Loro si che dimostrano di non avere sale in zucca e per questo non si sognano di trasmettere valori positivi per sedimentare le tensioni nel calcio.

Con immutata amicizia verso di te e verso tutti gli interisti intelligenti, che sanno bene che la passione calcistica non può mai condizionare i veri valori umani.
interisti? Eccone uno...il meno peggio!