lunedì, luglio 27, 2020

LA JUVENTUS DI ANDREA AGNELLI
LA NOSTRA JUVENTUS
9 SCUDETTI di FILA & 3000 GIORNI da CAMPIONI D'ITALIA

Tremila e rotti giorni da quel 6 maggio 2012 e la società F.C. Juventus non ha più smesso di festeggiare scudetti e per almeno altri 300 il tricolore sarà cucito ancora sulle maglie bianconere.
Una serie incredibile, indimenticabile, credo insuperabile, emotivamente ineguagliabile, un appetito insaziabile.
Nono scudetto consecutivo in cui è successo e si sono succeduti:
* 3 allenatori diversi;
* 2 diverse dirigenze;
* 1 centinaio abbondante di giocatori;
* senza Gol Line Technology e con Gol Line Technology;
* senza Var e con VAR;
* 3 presidenti Federali;
* 3 "procuratori" Federali;
* 2 Papi;
* molti giornalisti in missione manipolazione e rosicamento che a esaltare;
* molti tifosi juventini lasciarsi manipolare dai succitati dimenticandosi di godere;
* 1 solo Presidente.

LA JUVENTUS AGLI AGNELLI!
LA DINASTIA CON L'OMBRA DEL NONNO CHE VIGILA  SUL NIPOTE
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Il Pesidente Della FIGC Gabriele Gravina, dichiara urbi et orbi Osanna nei cieli:
L'accordo raggiunto dalla Juventus e' un esempio per tutto il sistema.
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ANSA
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  28 marzo 2020: Nota della societ
                "INTESA CON CALCIATORI E ALLENATORE DELLA PRIMA SQUADRA
Torino, 28 marzo 2020 - Juventus Football Club S.p.A. comunica, in ragione dell’emergenza sanitaria globale attualmente in corso che sta impedendo lo svolgimento dell’attività sportiva, di aver raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della Prima Squadra in merito ai loro compensi per la restante parte della corrente stagione sportiva.
L’intesa prevede la riduzione dei compensi per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020.
Nelle prossime settimane saranno perfezionati gli accordi individuali con i tesserati, come richiesto dalle normative vigenti.
Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa euro 90 milioni sull’esercizio 2019/2020.
Qualora le competizioni sportive della stagione in corso riprendessero, la Società e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi sulla base della ripresa e dell’effettiva conclusione delle stesse.
Juventus desidera ringraziare i calciatori e l’allenatore per il senso di responsabilità dimostrato in un frangente difficile per tutti."
E queste sono le dichiarazioni di Gravina il giorno successivo, 29 marzo 2020:

(ANSA) - ROMA, 29 MAR - "L'accordo raggiunto dalla Juventus è un esempio per tutto il sistema".
Lo dichiara all'ANSA il presidente della Figc, Gabriele Gravina, commentando l'intesa tra club, giocatori e tecnici bianconeri per un taglio agli ingaggi vista l'emergenza coronavirus.
"Ringrazio Giorgio Chiellini, i suoi compagni e Maurizio Sarri - aggiunge Gravina - perché nel solco della collaborazione che la Federazione auspica da giorni, hanno posto l'interesse generale al centro della loro interlocuzione con il club. L'unità e la solidarietà nel mondo del calcio rappresentano la prima grande risposta all'emergenza che stiamo vivendo e che rischia di essere ancor più grave se non dovessimo tornare a giocare. Solo attraverso il contributo di tutti i protagonisti, ognuno per la sua parte, renderemo il calcio più forte". (ANSA).
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lunedì, giugno 15, 2020

    Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale                           
Anche nell’Amazzonia peruviana riconobbero Paolo Rossi.

                                      14 giugno 2020 Juventus:  ESCLUSIVA Baldassarre:

Juventus-Milan per tornare alla normalità: il calcio italiano riparte da qui. Il Presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre ha parlato della ripresa delle attività e delle principali avversarie dei bianconeri in chiave Scudetto, concentrandosi anche su alcuni temi scottanti come Calciopoli, la posizione di Lotito e l’operato del Governo: “Juventus-Milan?  Tanti passaggi, poche occasioni e una certa lentezza nella parte finale delle azioni:- ha dichiarato Baldassarre a FootballNews24 –  da una squadra di Sarri ci si aspetta un altro tipo di gioco e una maggiore pericolosità offensiva. La Juventus, nel doppio confronto, ha meritato, considerando comunque che il Milan ha giocato la seconda partita in dieci e che quella rossonera è una squadra attualmente da classifica media, soprattutto senza Ibrahimovic.
Come giudica l’operato di Paratici sul mercato? “A parte Rabiot, da considerare un punto interrogativo perché non giocava da diverso tempo, Ramsey, ad esempio, nell’Arsenal giocava molto bene anche se in una posizione leggermente diversa. Un po’ come il Khedira dei bei tempi, i suoi inserimenti erano sempre pericolosi. Alla Juventus, però, questa caratteristica non si è vista. De Ligt era praticamente il Bonucci dell’Ajax ed esserlo a diciannove anni non è poco. Ora, invece, è un giovane apprendista anche se, dal mio punto di vista, si tratta di un grande acquisto in prospettiva. Poi ricordiamo che, a parte i tedeschi, gli stranieri hanno bisogno di un periodo di ambientamento ed adattamento quando vengono a giocare in Italia. Mi preoccupa maggiormente la prossima campagna acquisti. Io, ad esempio, non rinuncerei mai ad uno come Tonali, come sembra invece che voglia fare Paratici. Punterei su di lui soprattutto per la sua capacità di effettuare lanci di 30-40 metri con grandissima precisione e per la frequenza con la quale li fa. Avere un giocatore del genere contribuirebbe a velocizzare il gioco della Juventus che, oggi, attacca come un panzer. Avanza piano piano con tutti gli effettivi fin quando non arriva dall’altra parte, rischiando di intasare gli spazi sul fronte d’attacco”.

Cosa si prova a vedere l’ex capitano e condottiero della Juventus sulla panchina nerazzurra? “L’approdo di Marotta all’Inter, in fin dei conti, non dà fastidio, anche perché non c’è una identificazione forte con la Juventus. Discorso opposto per Antonio Conte, vederlo sulla panchina nerazzurra non lascia di certo indifferenti, soprattutto considerando la sua esuberanza e il suo modo di esultare ad ogni gol dell’Inter. Calciopoli? Come ex giudice posso dire che la giustizia sportiva sta alla giustizia, in senso generale, come i bambini che giocano a fare il medico stanno a chi il medico lo fa per professione. Questo per dire che c‘è uno scarto troppo grande tra la giustizia sportiva e la giustizia in senso proprio. Io mi sento defraudato perché quel modo di procedere ha creato gravi disparità di trattamento. Pensiamo alle testimonianze su alcuni dirigenti del Milan, dell’Inter, sulle intercettazioni di Giacinto Facchetti, anche se sembra brutto parlarne a causa della scomparsa dell’ex dirigente nerazzurro. Tutte cose che non sono state assolutamente considerate e, proprio per questo motivo, si può parlare di ingiustizia. Non so se dietro ci fossero altre situazioni, anche interne alla Juventus, e qui faccio finta di non sapere. Mi ricordo, all’epoca, di aver parlato con un collega, che è stato a capo del collegio giudicante dell’ufficio sportivo. Durante una cena, a mia precisa domanda, mi rispose ‘Veramente io ho dato il destro al difensore della Juventus per sostenere una certa tesi, ma non l’ha sostenuta’. Come per dire che l’assoluzione poteva anche esserci, con una sanzione di tipo diverso, come successo con altre squadre. Ma se il difensore non sfrutta l’occasione per portare avanti una certa tesi, cosa devo pensare?“.
Una passione sconfinata per la Juventus e un passato da calciatore: qualche aneddoto da raccontare? “Vi racconto un episodio che non ho mai rivelato. Sono molto amico di Paolo Rossi e, essendo entrambi appassionati di viaggi, siamo partiti spesso insieme. Una volta Paolo mi ha proposto di andare in un posto bellissimo che aveva visto su National Geographic, nei pressi dell’Amazzonia peruviana. Mi ha detto ‘Ho già un programma, prendiamo un barcone con due guide locali e, per una settimana intera, risaliamo questo affluente del Rio delle Amazzoni’. E così siamo partiti all’avventura, in otto sul barcone e con le provviste per tutta la settimana. Era piena estate e, considerando anche il rischio di malaria, eravamo in jeans invernali e camicie pesanti per evitare le punture delle zanzare. Due giorni dopo avevamo già finito l’acqua e prendevamo quella del fiume dopo averla bollita, perché intorno non c’era niente. Solo foresta. Ovviamente può immaginare le conseguenze intestinali…Al quinto giorno, vediamo scritto da lontano bar e ci catapultiamo. Dietro il bar  c’erano una decina di case di legno della tribù locale. Un indio locale fissa Paolo, lo riconosce e inizia a gridare per tutto il paese ‘Paolo Rossi està aquì‘. A quel punto ci obbligano a fare una partita di calcio contro di loro. Gli avversari in calzoncini corti e noi in scarpe da trekking. Il primo tempo vinciamo 2-0, il secondo tempo la ribaltano con un 3-2 finale. E così anche in un paesino sperduto dell’Amazzonia hanno riconosciuto Paolo Rossi”.

uventus, ESCLUSIVA Baldassarre:

Juventus-Milan per tornare alla normalità: il calcio italiano riparte da qui. Il Presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre ha parlato della ripresa delle attività e delle principali avversarie dei bianconeri in chiave Scudetto, concentrandosi anche su alcuni temi scottanti come Calciopoli, la posizione di Lotito e l’operato del Governo: “Juventus-Milan?  Tanti passaggi, poche occasioni e una certa lentezza nella parte finale delle azioni:- ha dichiarato Baldassarre a FootballNews24 –  da una squadra di Sarri ci si aspetta un altro tipo di gioco e una maggiore pericolosità offensiva. La Juventus, nel doppio confronto, ha meritato, considerando comunque che il Milan ha giocato la seconda partita in dieci e che quella rossonera è una squadra attualmente da classifica media, soprattutto senza Ibrahimovic.
Come giudica l’operato di Paratici sul mercato? “A parte Rabiot, da considerare un punto interrogativo perché non giocava da diverso tempo, Ramsey, ad esempio, nell’Arsenal giocava molto bene anche se in una posizione leggermente diversa. Un po’ come il Khedira dei bei tempi, i suoi inserimenti erano sempre pericolosi. Alla Juventus, però, questa caratteristica non si è vista. De Ligt era praticamente il Bonucci dell’Ajax ed esserlo a diciannove anni non è poco. Ora, invece, è un giovane apprendista anche se, dal mio punto di vista, si tratta di un grande acquisto in prospettiva. Poi ricordiamo che, a parte i tedeschi, gli stranieri hanno bisogno di un periodo di ambientamento ed adattamento quando vengono a giocare in Italia. Mi preoccupa maggiormente la prossima campagna acquisti. Io, ad esempio, non rinuncerei mai ad uno come Tonali, come sembra invece che voglia fare Paratici. Punterei su di lui soprattutto per la sua capacità di effettuare lanci di 30-40 metri con grandissima precisione e per la frequenza con la quale li fa. Avere un giocatore del genere contribuirebbe a velocizzare il gioco della Juventus che, oggi, attacca come un panzer. Avanza piano piano con tutti gli effettivi fin quando non arriva dall’altra parte, rischiando di intasare gli spazi sul fronte d’attacco”.

Cosa si prova a vedere l’ex capitano e condottiero della Juventus sulla panchina nerazzurra? “L’approdo di Marotta all’Inter, in fin dei conti, non dà fastidio, anche perché non c’è una identificazione forte con la Juventus. Discorso opposto per Antonio Conte, vederlo sulla panchina nerazzurra non lascia di certo indifferenti, soprattutto considerando la sua esuberanza e il suo modo di esultare ad ogni gol dell’Inter. Calciopoli? Come ex giudice posso dire che la giustizia sportiva sta alla giustizia, in senso generale, come i bambini che giocano a fare il medico stanno a chi il medico lo fa per professione. Questo per dire che c‘è uno scarto troppo grande tra la giustizia sportiva e la giustizia in senso proprio. Io mi sento defraudato perché quel modo di procedere ha creato gravi disparità di trattamento. Pensiamo alle testimonianze su alcuni dirigenti del Milan, dell’Inter, sulle intercettazioni di Giacinto Facchetti, anche se sembra brutto parlarne a causa della scomparsa dell’ex dirigente nerazzurro. Tutte cose che non sono state assolutamente considerate e, proprio per questo motivo, si può parlare di ingiustizia. Non so se dietro ci fossero altre situazioni, anche interne alla Juventus, e qui faccio finta di non sapere. Mi ricordo, all’epoca, di aver parlato con un collega, che è stato a capo del collegio giudicante dell’ufficio sportivo. Durante una cena, a mia precisa domanda, mi rispose ‘Veramente io ho dato il destro al difensore della Juventus per sostenere una certa tesi, ma non l’ha sostenuta’. Come per dire che l’assoluzione poteva anche esserci, con una sanzione di tipo diverso, come successo con altre squadre. Ma se il difensore non sfrutta l’occasione per portare avanti una certa tesi, cosa devo pensare?“.

Una passione sconfinata per la Juventus e un passato da calciatore: qualche aneddoto da raccontare? “Vi racconto un episodio che non ho mai rivelato. Sono molto amico di Paolo Rossi e, essendo entrambi appassionati di viaggi, siamo partiti spesso insieme. Una volta Paolo mi ha proposto di andare in un posto bellissimo che aveva visto su National Geographic, nei pressi dell’Amazzonia peruviana. Mi ha detto ‘Ho già un programma, prendiamo un barcone con due guide locali e, per una settimana intera, risaliamo questo affluente del Rio delle Amazzoni’. E così siamo partiti all’avventura, in otto sul barcone e con le provviste per tutta la settimana. Era piena estate e, considerando anche il rischio di malaria, eravamo in jeans invernali e camicie pesanti per evitare le punture delle zanzare. Due giorni dopo avevamo già finito l’acqua e prendevamo quella del fiume dopo averla bollita, perché intorno non c’era niente. Solo foresta. Ovviamente può immaginare le conseguenze intestinali…Al quinto giorno, vediamo scritto da lontano bar e ci catapultiamo. Dietro il bar  c’erano una decina di case di legno della tribù locale. Un indio locale fissa Paolo, lo riconosce e inizia a gridare per tutto il paese ‘Paolo Rossi està aquì‘. A quel punto ci obbligano a fare una partita di calcio contro di loro. Gli avversari in calzoncini corti e noi in scarpe da trekking. Il primo tempo vinciamo 2-0, il secondo tempo la ribaltano con un 3-2 finale. E così anche in un paesino sperduto dell’Amazzonia hanno riconosciuto Paolo Rossi”.
https://www.derbyderbyderby.it/notizie-calcio/baldassarre

martedì, maggio 19, 2020

Andrea Agnelli 19 maggio 2010 nuovo presidente della Juventus
Andrea Agnelli 19 maggio 2020 PRIMI 10 anni da presidente della Juventus
Andrea Agnelli:  «Noi siamo la gente della Juve»

«Scrivere la storia significa anticipare il futuro. Questo è il principio che ha ispirato Andrea Agnelli fin dal primo giorno alla guida della Juventus, esattamente dieci anni fa. Un’avventura da rivivere, momento dopo momento, con questo video, che inizia con una frase storica della Presidenza Agnelli: «Noi siamo la gente della Juve. da tutti noi, gente della Juve, arriva un grande grazie. Per quello che siamo tornati a essere, e per quello che saremo. Fino Alla Fine».
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Dal 12 maggio 2019 - al 12 maggio 2020 - 10 anni Gloriosi

16 TROFEI VINTI 16
8 scudetti vinti di filadal 2012 al 2019
4 Coppe Italia 
4 Supercoppe italiane
Coppe Europee accarezzate 2 volte: 2 finali.
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Ora Avanti con il Secondo Decennio
Buon lavoro Presidente. Fino alla fine
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UNA SOLA LEGGENDA: JUVENTUS AGNELLI
BUON SANGUE NON MENTE! LA JUVENTUS AGLI AGNELLI