domenica, dicembre 30, 2007

Sentirci uomini

di Cirdan
Abbiamo letto questo articolo pubblicato sul Corriere dello Sport: «Ecco come Moggi comandava ancora».
Ci risiamo.
Non sono bastate le menzogne di diciotto mesi fa.
Non sono bastate quelle farraginose informative redatte da Arcangioli e Auricchio per conto di quella Procura che disegnò un processo al limite della decenza.
Ora le nuove indagini, svolte “ancora” sulla base delle intercettazioni, sempre dai CC del reparto operativo di Roma, “evidenziano”, notare il verbo, “analiticamente e nello specifico contesto in cui sono maturate”. Bene, hanno dunque analizzato in uno specifico contesto, e noi ci domandiamo, quale?
E loro rispondono “nella continuità dei rapporti tra indagati” … stai a vedere che Moggi e Bergamo hanno organizzato la serata di capodanno … nonché i rapporti “tra costoro ed altri soggetti vicini a Moggi in parte già emersi nelle precedenti indagini”.
Fateci capire bene questo ultimo passaggio: soggetti vicini “in parte” a Moggi cosa “dovrebbe” fare emergere?...in parte vicini.
Siamo sbigottiti…
Informative, ancora informative, questa di 400 pagine.
Signori, vogliamo fare notare che queste sono tutte spese pagate da noi cittadini contribuenti, magistratura compresa.
Si legge che sabato hanno depositato nuovi atti di indagini. Ma sabato non si dovevano valutare i vecchi atti e confermare i rinvii a giudizio? Valutare se gli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva erano tali? (*)
Altri atti? Ma per dimostrare cosa? Non dovevano già esserci "prove certe ed inconfutabili" al momento della richiesta di rinvio a giudizio?
Si scrive “ipotizzando”, torniamo nel baratro delle ipotesi, una “nuova” accusa di associazione a delinquere nei confronti, udite udite, di Moggi … Moggi? E adesso che centra Moggi?
Adesso vogliamo proprio leggere.
“Dalle risultanze acquisite, emerge inoltre come Moggi abbia continuato ad esercitare…mantenendo attivi i suoi interessi …”.
Ok! Stavolta ci siamo, hanno le prove.
“…si aggiungono elementi emersi…delle relazioni tra Moggi ed esponenti delle istituzioni sportive…nonché sui rapporti con soggetti come Mario Auriemma, personaggio poliedrico …”
Mario Auriemma? Personaggio poliedrico?
Ma chi è costui per definirlo “personaggio poliedrico”, un ammaestratore di serpenti?
No, è stato presidente del Civitavecchia, nel 1999 è intervenuto, interrogato, in un processo doping e nella riunione del 23 febbraio 2007 indetta dalla Lega professionisti della serie C, ha richiesto istanza per ottenere il riconoscimento della sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc inflittagli per il fallimento del Giorgione Calcio.
“ … in grado di utilizzare le sue aderenze in vari ambienti … per favorire Moggi …”
Ma chi Auriemma? Allora è lui l’orco cattivo.
E noi che abbiamo ascoltato per mesi tutto quello che ci hanno detto su Moggi non è vero? Con tutto il rispetto per l’uomo Auriemma Mario, ma questa è davvero grossa.
Non riusciamo a capire, si parla di innumerevoli telefonate intercettate, che “dimostrano” la permanenza dei rapporti.
E allora spunta fuori il nome di Urbano Cairo, presidente del Torino Calcio. Cairo commenta con Moggi … “probabilmente” … sul contenuto di un'articolo ...
Come probabilmente, ma non hanno scritto che “dimostrano”? Allora, o si dimostra oppure si suppone, nella lingua italiana i due verbi sono agli antipodi.
Nella telefonata si parla di un rapporto di amicizia tra i due, nel quale Moggi dice a Cairo di conoscere com’è fatto il calcio. E quindi? Ai nostri occhi nulla di strano, Moggi ha vissuto quarant’anni nel calcio!
L’informativa prosegue con l’intercettazione tra Moggi e Bettega, i due sottolineano la necessità di “riposizionare” Gheddafi, il quale si sta allenando con la Sampdoria.
Ma i CC non sanno dare una spiegazione in merito.
Altra intercettazione con Punghellini, Presidente della lega dilettanti. E qui, in realtà, qualcosa di serio emerge.
Punghellini: “ … vogliono sapere se tu hai fatto pressioni su di me…e io la verità gliel’ho detta…ma su di me le pressioni le ha fatte qualcun altro.” Moggi: “ma queste cose nessuno le dice”.

Adesso noi, vogliamo sapere chi!!! Questo dovrebbe interessare anche ai media tutti! Adesso noi vogliamo che quei due magistrati ci dicano il nome!!!
Se Punghellini ha detto la sua verità, noi abbiamo, da cittadini badate bene, il diritto di sapere.
L’articolo termina con il riferimenti a tale De Nicola, già emerso, secondo i CC, nelle passate indagini.
Il contesto che “assume particolare interesse” è l’acquisto di alcuni immobili siti in via Tintoretto in Roma.
Case? Appartamenti? E allora, adesso non si può più nemmeno comprare un’immobile in santa pace?
Concludono con i contatti intercorsi tra il De Nicola e Giancarlo Abete, attuale Presidente Federale, in “particolare” dalle conversazioni intercettate emergerebbe un interessamento di Abete all’acquisto di immobili. E Moggi cosa centra?
Lo vorremmo chiedere soprattutto a Riccardo Luna. Ecco da dove, probabilmente, nasceva quella sua domanda fatta a Moggi durante la trasmissione "Temporale", di Diaco.
Ricordate quando Luna chiese a Moggi se aveva venti appartamenti a Roma? Ci sembrò una domanda neppure pertinente con le accuse che venivano fatte a Moggi. Oggi possiamo darle una chiave di lettura: Luna probabilmente era già informato del contenuto di questa informativa nella quale si parla di immobili: possiamo presumere che la "solita manina" gli aveva passato già l'informativa. Luna, probabilmente, non l'aveva capita bene, perchè sembra chiaro che "interessato agli immobili" era Abete: la domanda doveva e dovrebbe farla ad Abete e non a Moggi.
Ricordiamo, allora, che Luna fu tra i primi a pubblicare le intercettazioni e che Della Valle, dopo la prima sentenza, disse che il can can di Calciopoli è iniziato subito dopo che in quel campionato la Fiorentina distanziò la Roma nella corsa al quarto posto utile per la Champions League. La Roma, tanto cara a Luna, riacquistò, grazie allo scoppio di Farsopoli, il diritto a disputare la Champions e diede una "sistematina" ai suoi conti: nonostante tutto acquistò il solo Vucinic in comode rate e quest'anno ha venduto Chivu al concorrente diretto. Ci chiediamo quale sarebbe stato lo "stato dei conti" della Roma senza i "benefici" di Farsopoli, senza gli introiti di quella Champions "strappata alla Fiorentina". Oggi la Roma si presenta come parte lesa anche nell'eventuale processo di Napoli: è il colmo!
Da italiani che pagano le tasse, con cui viene gestita anche la giustizia, abbiamo il diritto di sapere CHI si rese responsabile di quella "fuga di notizie ed intercettazioni": trattasi di reato!

Da italiani siamo stanchi e stufi di finanziare questo tipo di indagini.
Da juventini siamo impregnati di supposizioni, interpretazioni, luoghi comuni e chiacchere da bar.
Da uomini vogliamo rispetto, rispetto della nostra intelligenza, perché quello che abbiamo appena appreso, lede, non solo la nostra capacità intellettiva, ma anche il nostro sentirci “uomini”.

Nessun commento: