sabato, luglio 01, 2006

Da Juventus.com....LA JUVE SIAMO NOI!!!!!

LA JUVE SIAMO NOI! 01-07-2006 - 17:49
UN AMORE INFINITO
SETTANTAMILA TIFOSI PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA HANNO INVASO LE STRADE DI TORINO PER CELEBRARE LA 1° ADUNATA DEL POPOLO BIANCONERO. UN FIUME DI SCIARPE, STRISCIONI E BANDIERE PER DIFENDERE ORGOGLIOSAMENTE LA NOSTRA FEDE E SOSTENERE MORALMENTE IL NOSTRO PICCOLO GRANDE PESSOTTO. E PROPRIO OGGI, GIANLUCA HA RISPOSTO: FINALMENTE HA APERTO GLI OCCHI. DOPO LA MARCIA 300 TIFOSI IN VISITA ALLE MOLINETTE.
Si è conclusa con un boato la manifestazione dei tifosi della Juventus che, sfilando per le vie di Torino, sono giunti fin sotto la sede della società per gridarle il proprio amore. Il boato è quello che ha accolto il neo Presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli, uscito dai propri uffici per incontrare i tifosi e ringraziarli personalmente dell’affetto dimostrato:
“Abbiamo bisogno di tifosi che amino la Juve – ha detto il Presidente – E oggi ne ho visti tanti: donne, uomini, bambini, anziani… Una grande dimostrazione di attaccamento alla squadra e alla società e di questo siamo loro profondamente grati”. Erano in 70.000: un fiume bianconero, mosso dalla passione per la Juventus, ha urlato orgoglioso la propria fede per le vie della città. “La Juve siamo noi”: questo il grido che ha scandito la marcia dei tifosi che hanno scelto la giornata di sabato 1 luglio per stringersi attorno alla squadra e testimoniare che loro ci saranno sempre. In Piazzale Caio Mario, di fronte alla FIAT, giungono da ogni parte d’Italia: dal Veneto e dalla Sicilia, dalle Marche, dalla Lombardia. Il raduno è fissato per le 12.00, ma dopo quasi un’ora, quando il corteo prende il via, la gente continua ad arrivare. Ci sono i Club organizzati, ma anche famiglie, adolescenti, bambini, che si confondono in un unico, enorme serpentone.
Dietro allo striscione che apre il corteo, sfilano i tifosi più celebri: Fabrizio Ravanelli, Massimo Carrera, Max Pisu, Paolo Belli, Mariella Scirea e Michelangelo Rampulla che con il Centro Coordinamento Club ha dato un importante supporto alla marcia.
Subito dopo, su un furgone, due gigantografie di Gianluca Pessotto. “Siamo qui per la Juventus, ma anche per lui – spiega Rampulla – e ci auguriamo che il nostro affetto lo aiuti a tornare tra noi”.
“Se Gianluca potesse – gli fa eco Mariella Scirea – sarebbe qui e la nostra speranza è di poterlo riabbracciare presto. La Juventus è una grande famiglia e la manifestazione di oggi lo dimostra. Questa è una marcia a favore della Juventus, non sfiliamo contro qualcuno e accetteremo il verdetto della giustizia sportiva, pronti a ripartire più forti di prima”.
“Per me era fondamentale essere qui oggi, perché ho fatto parte della storia della Juventus e sono molto legato a questi colori”, sottolinea Fabrizio Ravanelli mentre, tra il boato dei tifosi, indossa la maglietta della manifestazione, con la scritta “La Juve siamo noi”.
L’orgoglio di essere bianconeri: è questo che muove i 70.000: “Sono juventino e ne sono fiero – ribadisce Massimo Carrera – Oggi siamo in tanti a volerlo gridare”.
“Non si può stare sul carro dei vincitori solo quando tutto fila liscio – ribadisce Paolo Belli – bisogna essere vicini alla squadra anche nei momenti più difficili. In ogni caso su quel carro ci saliremo di nuovo, molto presto”.
“La Juve ci ha fatto gioire per anni – conclude Max Pisu – ora toccava a noi starle vicino”. La manifestazione dell'orgoglio bianconero sembra portato bene a Gianluca Pessotto, che dopo giorni di buio ha finalmente aperto gli occhi. Il segnale di miglioramento è arrivato quando i dottori hanno abbassato il livello dei farmaci. "Le condizioni di Gianluca Pessotto sono in leggero miglioramento - recita l'ultimo bollettino medico, arrivato dall'ospedale Molinette questo pomeriggio - la prognosi è sempre riservata, ma l'assenza di ulteriori complicanze e la stabilità della situazione degli ultimi giorni autorizzano un cauto ottimismo".
Pessotto infatti è ancora sedato e ventilato meccanicamente, ma nei momenti in cui non è sotto sedativi "si mostra cosciente ed entra in relazione con l'ambiente esterno". In pratica, ha spiegato il primario del reparto di rianimazione, Pier Paolo Donadio, se gli si parla o lo si tocca "apre gli occhi e riconosce le persone".
Nonostante l'ottimismo alle Molinette sono cauti: la prognosi non verrà sciolta prima di una settimana. Presidio al Molinette in segno di vicinanza a ex calciatore Quasi 300 tifosi della Juve dopo la marcia per l' 'orgoglio bianconero' si sono recati al Molinette in segno di vicinanza a Pessotto. Erano presenti rappresentanze, con i relativi fregi, dei Drughi, degli Arditi e degli Irriducibili. Un gruppo di ragazzi aveva in mano uno striscione con scritto 'Come Pessotto io combatto e lotto'. Sono rimasti di fronte all'ingresso per una mezz'ora, intonando cori per Pessotto. Una piccola delegazione ha poi incontrato i familiari dell'ex calciatore.

mercoledì, giugno 28, 2006

Dall'Inter a Telecom con gli spioni stile KGB

L'INCHIESTA Dall'Inter a Telecom con gli spioni stile KGB di GIUSEPPE D'AVANZO
Ricordate lo spionaggio contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini? Era soltanto un capitolo della spy story che coinvolge la Telecom e che ora si arricchisce anche di un capitolo calcistico. Ma la vera notizia è che l'intero archivio illegale è stato finalmente trovato e quel che si immagina da tempo diventa purtroppo una realtà che inquieta. Gli spioni privati, ingaggiati e pagati da Pirelli e dalla sua controllata Telecom Italia, hanno raccolto migliaia di "fascicoli" sul conto di politici, uomini di finanza, banchieri e finanche su arbitri e manager di calcio. I più prudenti e discreti, tra gli interlocutori, sono disposti a dire che "i file raccolti illegalmente sono decine e decine di migliaia". Altre fonti offrono un numero tondo: "I file sono centomila". Gli uni e le altre concordano che una "schedatura" così ramificata non s'è mai vista dai tempi del Sifar del generale Giovanni De Lorenzo. Ora l'"archivio" è all'esame della procura di Milano. Che, dopo molti tentativi infruttuosi, è riuscita a entrare nella memoria di un computer difeso con dieci livelli di protezione e scovato quasi per caso. I tecnici dei pubblici ministeri sarebbero forse ancora al lavoro se l'ultima, decisiva password non fosse stata fornita proprio dallo "spione" capo, Emanuele Cipriani, 45 anni, boss di un'importante agenzia d'investigazione, la Polis d'Istinto, da tre lustri al centro di un network d'intelligence messo su da Giuliano Tavaroli, 46 anni, già responsabile della sicurezza di Telecom. Entrambi sono accusati di "associazione per delinquere finalizzata alla rivelazione del segreto istruttorio" (da una costola di quest'inchiesta sono già saltate fuori le manovre storte contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini). Il pasticcio spionistico incrocia anche lo scandalo del calcio. Per quanto racconta Emanuele Cipriani ai magistrati, nei file illegali della Polis d'Istinto ci sono alcuni dossier raccolti, su input dell'Inter di Massimo Moratti e ordine di Marco Tronchetti Provera, contro l'arbitro Massimo De Santis, il direttore sportivo di Messina e Genoa Mariano Fabiani, il direttore sportivo del Catanzaro Luigi Pavarese. La scoperta ha amareggiato (e irritato) molto la Procura di Milano. Ai pubblici ministeri, tre anni fa, è stata segnalata la confessione(?) di un arbitro, Daniele Nucini, al presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti(si dice, perchè ricattato del contenuto compromettente di alcune sue sue telefonate intercettate). Parla di partite addomesticate, indicherebbe addirittura numeri di telefono riservati con cui i componenti della banda di Moggi comunicano tra loro in tutta sicurezza. Fa il nome degli arbiti, uno dei protagonisti è Massimo De Santis. Facchetti spinge Nucini, a parlare con i magistrati. Nucini, come fosse in trance va in procura ma di fronte alle toghe si riprende e smentisce tutto. A questo punto Facchetti avendo registrato tutto, consegna il dvd al patron della squadra. Massimo Moratti si rivolge così all'amico Tronchetti Provera e alla rete di sicurezza della Telecom, che lo indirizza a Emanuele Cipriani. Questi mette sotto controllo sia De Santis che la moglie, prepara un dossier e lo consegna al patron dell'Inter(fa testo il famoso dossier che Facchetti sventola per Moggi e Giraudo a Telelombardia). La storia sembra morta lì. Invece continua per vie oblique (da qui l'irritazione della procura che si sente usata e gabbata dall'Inter). Il Corriere della Sera ha già svelato la nota di accompagnamento dell'indagine spionistica: "Con il presente report siamo a riportare quanto emerso dall'attività di intelligence attualmente in corso a carico di Massimo De Santis e della di lui coniuge, sviluppata al fine di individuare eventuali "incongruità" in particolare dal punto di vista finanziario e patrimoniale a carico del soggetto di interesse". L'incrocio della storia con lo scandalo del calcio finisce qui e appare tutto sommato marginale nell'imponente schedatura illegale che i magistrati scoprono nel computer "aperto" da Cipriani. "Decine e decine di migliaia di fascicoli" ("centomila, un milione"?) svelano un lavoro accuratissimo portato avanti con la collaborazione di pubblici funzionari infedeli capaci di violare le banche dati del Viminale, della Banca d'Italia, degli uffici della pubblica amministrazione. se la procura dovesse andare a fondo sarebbe uno scandalo di proporzioni catastrofiche. Le schede hanno un loro preciso canone. Si interrogano le conservatorie dei registri immobiliari, gli archivi notarili, il pubblico registro automobilistico, il registro navale, l'anagrafe tributaria. Si scava negli istituti di credito, nei fondi di investimento, nelle società finanziarie. Si annotano i soggiorni all'estero, la presenza abituale in luoghi di villeggiatura. Quasi sempre, gli accertamenti sono estesi al coniuge ai figli o amanti, alle persone fisiche o giuridiche, società, consorzi, associazioni del cui patrimonio il cittadino "schedato" risulta poter disporre "in tutto o in parte, direttamente o indirettamente". I file si arricchiscono dei tabulati telefonici del maggiore gestore italiano di telefonia - sono documenti che permettono di ricostruire l'intera mappa dei contatti del "soggetto di interesse" - in qualche caso, delle intercettazioni della magistratura perché Giuliano Tavaroli ha controllato, fino a qualche tempo fa, il Centro nazionale autorità giudiziaria (Cnag) dove transitano tutte le richieste d'intercettazione dell'autorità giudiziaria. Le schede degli spioni raccolgono intercettazioni abusive perché è possibile attivare una "linea di ascolto" senza decreto giudiziario in quanto non c'è alcun controllo (soltanto a posteriori è possibile risalire alla traccia che lascia l'attivazione della linea di intercettazione: sono le tracce che i magistrati ora stanno cercando).
Lo schema d'investigazione appare molto simile, se non identico, alle indagini per mafia o riciclaggio. Anche nel caso delle schedature illegali, infatti, l'obiettivo degli "spioni" è l'accertamento di una sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti.
Con un vantaggio rispetto alle polizie: la Polis d'Istinto appare in grado misteriosamente di compiere senza difficoltà anche accertamenti patrimoniali all'estero. Ora bisogna chiedersi chi è stato spiato, per conto di chi, che uso è stato fatto dei dossier o se ne voleva fare? Sono domande che spingono su un sentiero molto scivoloso. Tutte le fonti vicine all'inchiesta sono restìe ad azzardare una qualche conclusione, anche se approssimata. L'indagine, dicono, è ancora in corso(?). Si sa però che l'archivio illegale raccoglie più o meno i nomi dell'intera classe dirigente - politico, economica, finanziaria - del Paese. Ci sono tutti i protagonisti della scalata di Bpi ad Antonveneta e di Unipol a Bnl, per dire, i GIUDICI!!!. Gli industriali e i finanzieri che scalarono nel 1999 la Telecom. I politici e gli uomini di governo che guardarono con interesse a quell'operazione. Emanuele Cipriani sostiene che il suo lavoro è stato regolarmente commissionato, attraverso Giuliano Tavaroli, dal presidente Marco Tronchetti Provera. Emanuele Cipriani rintuzza i dubbi mostrando le fatture regolarmente emesse da Pirelli-Telecom. Più o meno quattordici milioni di euro, anche se Cipriani preferisce farsi pagare in sterline e a Londra. Da dove curiosamente il denaro comincia a muoversi come in un vortice. Montecarlo. Svizzera. Infine, l'approdo in un conto della Deutsche Bank del Lussemburgo, intestato alla Plus venture management, società off shore con base nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche. Che necessità c'è di far fare a quel denaro, se era compenso di regolare contratto di consulenza/collaborazione, il giro del mondo? Per quel che se ne sa, non è la sola domanda che non trova ancora una risposta. Ce n'è un'altra, forse più importante. Se è Marco Tronchetti Provera a commissionare quei dossier, è rimasto fregato perché alcuni fascicoli riguardano lo stesso Tronchetti e gli affari di sua moglie Afef? Anche loro, i "padroni" della Telecom, potevano essere sottoposti a pressioni? In questo caso, Cipriani a chi ha venduto, Chi poteva essere piu'potente del patron di Pirelli e Telecom? Allora chi chi muoveva la mano degli spioni, chi erano questi "clienti(?)" desiderosi di indirizzare le mosse del presidente di Pirelli/Telecom? Se non s'insabbia e si va fino in fondo, la storia del grande archivio spionistico e illegale della Seconda Repubblica è ancora tutta da scrivere.
(23 maggio 2006)

martedì, giugno 27, 2006

Dall'Inter a Telecom i 100mila file degli spioni

L'INCHIESTA Dall'Inter a Telecom i 100mila file degli spioni di GIUSEPPE D'AVANZO
Ricordate lo spionaggio contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini? Era soltanto un capitolo della spy story che coinvolge la Telecom e che ora si arricchisce anche di un capitolo calcistico. Ma la vera notizia è che l'intero archivio illegale è stato finalmente trovato e quel che si immagina da tempo diventa purtroppo una realtà che inquieta. Gli spioni privati, ingaggiati e pagati da Pirelli e dalla sua controllata Telecom Italia, hanno raccolto migliaia di "fascicoli" sul conto di politici, uomini di finanza, banchieri e finanche su arbitri e manager di calcio. I più prudenti e discreti, tra gli interlocutori, sono disposti a dire che "i file raccolti illegalmente sono decine e decine di migliaia". Altre fonti offrono un numero tondo: "I file sono centomila". Gli uni e le altre concordano che una "schedatura" così ramificata non s'è mai vista dai tempi del Sifar del generale Giovanni De Lorenzo. Ora l'"archivio" è all'esame della procura di Milano. Che, dopo molti tentativi infruttuosi, è riuscita a entrare nella memoria di un computer difeso con dieci livelli di protezione e scovato quasi per caso. I tecnici dei pubblici ministeri sarebbero forse ancora al lavoro se l'ultima, decisiva password non fosse stata fornita proprio dallo "spione" capo, Emanuele Cipriani, 45 anni, boss di un'importante agenzia d'investigazione, la Polis d'Istinto, da tre lustri al centro di un network d'intelligence messo su da Giuliano Tavaroli, 46 anni, già responsabile della sicurezza di Telecom. Entrambi sono accusati di "associazione per delinquere finalizzata alla rivelazione del segreto istruttorio" (da una costola di quest'inchiesta sono già saltate fuori le manovre storte contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini). Il pasticcio spionistico incrocia anche lo scandalo del calcio. Per quanto racconta Emanuele Cipriani ai magistrati, nei file illegali della Polis d'Istinto ci sono alcuni dossier raccolti, su input dell'Inter di Massimo Moratti e ordine di Marco Tronchetti Provera, contro l'arbitro Massimo De Santis, il direttore sportivo di Messina e Genoa Mariano Fabiani, il direttore sportivo del Catanzaro Luigi Pavarese. La scoperta ha amareggiato (e irritato) molto la Procura di Milano. Ai pubblici ministeri, tre anni fa, è stata segnalata la confessione(?) di un arbitro, Daniele Nucini, al presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti(si dice, perchè ricattato del contenuto compromettente di alcune sue sue telefonate intercettate). Parla di partite addomesticate, indicherebbe addirittura numeri di telefono riservati con cui i componenti della banda di Moggi comunicano tra loro in tutta sicurezza. Fa il nome degli arbiti, uno dei protagonisti è Massimo De Santis. Facchetti spinge Nucini, a parlare con i magistrati. Nucini, come fosse in trance va in procura ma di fronte alle toghe si riprende e smentisce tutto. A questo punto Facchetti avendo registrato tutto, consegna il dvd al patron della squadra. Massimo Moratti si rivolge così all'amico Tronchetti Provera e alla rete di sicurezza della Telecom, che lo indirizza a Emanuele Cipriani. Questi mette sotto controllo sia De Santis che la moglie, prepara un dossier e lo consegna al patron dell'Inter(fa testo il famoso dossier che Facchetti sventola per Moggi e Giraudo a Telelombardia). La storia sembra morta lì. Invece continua per vie oblique (da qui l'irritazione della procura che si sente usata e gabbata dall'Inter). Il Corriere della Sera ha già svelato la nota di accompagnamento dell'indagine spionistica: "Con il presente report siamo a riportare quanto emerso dall'attività di intelligence attualmente in corso a carico di Massimo De Santis e della di lui coniuge, sviluppata al fine di individuare eventuali "incongruità" in particolare dal punto di vista finanziario e patrimoniale a carico del soggetto di interesse". L'incrocio della storia con lo scandalo del calcio finisce qui e appare tutto sommato marginale nell'imponente schedatura illegale che i magistrati scoprono nel computer "aperto" da Cipriani. "Decine e decine di migliaia di fascicoli" ("centomila, un milione"?) svelano un lavoro accuratissimo portato avanti con la collaborazione di pubblici funzionari infedeli capaci di violare le banche dati del Viminale, della Banca d'Italia, degli uffici della pubblica amministrazione. se la procura dovesse andare a fondo sarebbe uno scandalo di proporzioni catastrofiche. Le schede hanno un loro preciso canone. Si interrogano le conservatorie dei registri immobiliari, gli archivi notarili, il pubblico registro automobilistico, il registro navale, l'anagrafe tributaria. Si scava negli istituti di credito, nei fondi di investimento, nelle società finanziarie. Si annotano i soggiorni all'estero, la presenza abituale in luoghi di villeggiatura. Quasi sempre, gli accertamenti sono estesi al coniuge ai figli o amanti, alle persone fisiche o giuridiche, società, consorzi, associazioni del cui patrimonio il cittadino "schedato" risulta poter disporre "in tutto o in parte, direttamente o indirettamente". I file si arricchiscono dei tabulati telefonici del maggiore gestore italiano di telefonia - sono documenti che permettono di ricostruire l'intera mappa dei contatti del "soggetto di interesse" - in qualche caso, delle intercettazioni della magistratura perché Giuliano Tavaroli ha controllato, fino a qualche tempo fa, il Centro nazionale autorità giudiziaria (Cnag) dove transitano tutte le richieste d'intercettazione dell'autorità giudiziaria. Le schede degli spioni raccolgono intercettazioni abusive perché è possibile attivare una "linea di ascolto" senza decreto giudiziario in quanto non c'è alcun controllo (soltanto a posteriori è possibile risalire alla traccia che lascia l'attivazione della linea di intercettazione: sono le tracce che i magistrati ora stanno cercando).
Lo schema d'investigazione appare molto simile, se non identico, alle indagini per mafia o riciclaggio. Anche nel caso delle schedature illegali, infatti, l'obiettivo degli "spioni" è l'accertamento di una sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti.
Con un vantaggio rispetto alle polizie: la Polis d'Istinto appare in grado misteriosamente di compiere senza difficoltà anche accertamenti patrimoniali all'estero. Ora bisogna chiedersi chi è stato spiato, per conto di chi, che uso è stato fatto dei dossier o se ne voleva fare? Sono domande che spingono su un sentiero molto scivoloso. Tutte le fonti vicine all'inchiesta sono restìe ad azzardare una qualche conclusione, anche se approssimata. L'indagine, dicono, è ancora in corso(?). Si sa però che l'archivio illegale raccoglie più o meno i nomi dell'intera classe dirigente - politico, economica, finanziaria - del Paese. Ci sono tutti i protagonisti della scalata di Bpi ad Antonveneta e di Unipol a Bnl, per dire, i GIUDICI!!!. Gli industriali e i finanzieri che scalarono nel 1999 la Telecom. I politici e gli uomini di governo che guardarono con interesse a quell'operazione. Emanuele Cipriani sostiene che il suo lavoro è stato regolarmente commissionato, attraverso Giuliano Tavaroli, dal presidente Marco Tronchetti Provera. Emanuele Cipriani rintuzza i dubbi mostrando le fatture regolarmente emesse da Pirelli-Telecom. Più o meno quattordici milioni di euro, anche se Cipriani preferisce farsi pagare in sterline e a Londra. Da dove curiosamente il denaro comincia a muoversi come in un vortice. Montecarlo. Svizzera. Infine, l'approdo in un conto della Deutsche Bank del Lussemburgo, intestato alla Plus venture management, società off shore con base nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche. Che necessità c'è di far fare a quel denaro, se era compenso di regolare contratto di consulenza/collaborazione, il giro del mondo? Per quel che se ne sa, non è la sola domanda che non trova ancora una risposta. Ce n'è un'altra, forse più importante. Se è Marco Tronchetti Provera a commissionare quei dossier, è rimasto fregato perché alcuni fascicoli riguardano lo stesso Tronchetti e gli affari di sua moglie Afef? Anche loro, i "padroni" della Telecom, potevano essere sottoposti a pressioni? In questo caso, Cipriani a chi ha venduto, Chi poteva essere piu'potente del patron di Pirelli e Telecom? Allora chi chi muoveva la mano degli spioni, chi erano questi "clienti(?)" desiderosi di indirizzare le mosse del presidente di Pirelli/Telecom? Se non s'insabbia e si va fino in fondo, la storia del grande archivio spionistico e illegale della Seconda Repubblica è ancora tutta da scrivere.
(23 maggio 2006)

lunedì, maggio 15, 2006

Il ritorno del boemo...come nascondere l'ennesimo FALLIMENTO

ECCO PERCHE' ZEMAN CE L'HA TANTO CON JUVENTUS.
Per risalire alle origini di cotanto odio, e' necessario andare a ritroso nel tempo.
Forse non tutti sanno che zdenek zeman (il minuscolo e' voluto), e' il nipote di CESTMIR VYCPALEK (qui il maiuscolo e' d'obbligo), gia' calciatore dei bianconeri nella stagione 1946-47, quindi allenatore degli stessi nelle stagioni 71-72 e 72-73, con annessi scudetti conquistati. Da cio' si evince che zeman, frequentava spesso l'ambiente bianconero, e questo fece sì che ne divenne un tifoso appassionato (per sua stessa ammissione), sognando un giorno di poter ricalcare le impronte dello zio, e sedere sulla panchina della squadra piu' blasonata d'italia. Le premesse ci sono tutte, infatti zdenek diventa allenatore, e dopo alcune stagioni tra le categorie inferiori (tra alti e bassi), nel 1990-91, alla guida del Foggia, riporta la squadra pugliese in serie A dopo molte sagioni nelle categorie inferiori. Le caratteristiche principali di quel Foggia sono: la corsa, i rossoneri di Zeman non si fermano mai (solo allenamenti e vitamine???), e il gioco spregiudicatamente offensivo, e tant'è, che in due stagioni la squadra allenata dal boemo disputa due campionati piu' che dignitosi (correndo, correndo...). Nella stagione 93-94, nonostante il presidente Casillo ogni anno privi zeman dei suoi elemnti migliori (Signori, Baiano, Rambaudi...) per motivi di "cassa", la squadra tutta "allenamenti e vitamine", lotta per un posto in Europa, zeman ottiene sempre piu' consensi, e si comincia a parlare di una panchina importante. Durante tutta la stagione il nome di zeman è accostato a diverse squardre, tra tutte spicca la JUVENTUS, ormai intenzionata a chiudere il secondo ciclo del TRAP, e quindi intenta a guardarsi intorno, e tutto lascia presagire che il sogno d'infanzia di zdenek sia prossimo ad avverarsi. Ma non c'e' solo zeman nel mirino dei bianconeri, da qualche tempo infatti, i giornali iniziano a sussurrare anche il nome di un certo MARCELLO LIPPI, che in quell' anno siede sulla panchina del Napoli. E' un Napoli che inizia la sua stagione tra mille difficolta', rischiando addirittura di non iscriversi al massimo campionato per motivi economici, e con i tifosi che sono ancora freschi "orfani" di Diego Armando Maradona, che solo tre anni prima, aveva lasciato la citta' partenopea in cirostanze non proprio felici, ma questa e' un'altra storia. Fatto sta, che il Napoli di Marcello Lippi disputa una stagione al di sopra delle aspettative, arrivando anch'esso a sognare un posto in Europa. In pratica l'ironia della sorte ha messo entrambi gli allenatori a contendersi i medesimi traguardi: portare le rispettive squadre in Europa, e sedersi sulla panchina della Juventus. Già prima che si risolvesse la questione "europea", la Juventus con l'avvento della nuova dirigenza (Moggi, Giraudo e Bettega), fa la sua scelta per le stagioni a venire: Marcello Lippi (mai sceta fu piu' azzeccata); mentre il boemo dovra' accontentarsi della meno prestigiosa panchina della Lazio. Ma c'e' ancora un posto in uefa da assegnare: all' ultima giornata del campionato 93-94, il Napoli di Lippi e il Foggia di Zeman sono le uniche due squadre a lottare per il sesto posto. E il destino vuole che ci sia proprio lo scontro diretto tra i due club del meridione. Vince il Napoli per 2-1, che approda in europa, mentre il Foggia perde un treno che non passera' mai piu'. In sintesi Lippi batte Zeman 2-0; e possiamo ragionevolmente considerare questa stagione il prembolo di quelle che saranno le carriere dei due allenatori: il primo farà incetta di vittorie e trofei, mentre il secondo collezionarà esoneri, fallimenti e umiliazioni. Ma ignaro del proprio del proprio destino fallimantare in ambito calcistico, il boemo da quell'anno in poi serbera' un rancore mai sopito nei confronti della squadra che lo ha "tradito" e del collega che gli ha soffiato un posto in nella panchina piu' ambita d'Italia e che ha infranto il sogno di portare il suo foggia TURBO (vitamine e allenamenti, per carità...) in Europa. Inizia la stagione 1994-95, la Juve di Lippi ha fame di vittorie, visto che lo scudetto manca da nove lunghi anni, ma anche la lazio di Zeman ha voglia di diventare grande, e di vincere qualcosa di importante, visto che il suo ultimo trofeo risale al 1974. Quella del 1994-95, e' una stagione che vede i bianconeri protagonisti sia in Italia che in Europa, ed è proprio in quell'anno che comincia la crociata anti-juve e anti-lippi del boemo, sia pur con toni che alla luce di quanto è avvenuto negli anni successivi fanno sorridere, infatti l'accusa che zdenek muove nei confronti della Juve, è quella di avere troppa fortuna, sembra incredibile, ma e' cosi, piu' volte nel corso di quella stagione zeman sosterrà che il primato dei bianconeri è dovuto più dalla buona sorte che dal gioco. A fine stagione Lippi, forte di uno SCUDETTO e di una COPPA ITALIA, conditi dalla finale di Coppa UEFA persa col Parma (la vera rivale dei bianconeri in quell' anno) rispondera' a lui e agli altri antijuventini dicendo la famosa frase:"LA MIA JUVE HA VINTO PERCHE' HA DUE PALLE COSì!" (grande Marcello!); e se Lippi e la Juve festeggiano, la Lazio di zeman, pur disputando una buona stagione arrivando seconda a pari punti con il Parma a "soli" dieci punti dai bianconeri, non coglie alcun trofeo (anche in coppa Italia sara' eliminata dalla Juventus...). La stagione 1995-96, procede tutto sommato tranquilla in chiave JUVE-LIPPI vs zeman, visto che i bianconeri, i quali puntano decisamente alla Champions League, che poi vinceranno (ma non è difficile ipotizzare un zeman sul "trespolo" durante la finale di Roma, cadere dal medesimo al rigore decisivo di Vladimir Jugovic); in campionato non tengono il passo del Milan di Fabio Capello che si laureerà campione d'Italia per la quindicesima volta. Inutile dire che la Lazio del boemo rimarra' ancora a bocca asciutta...Nella stagione 1996-97, ricomincerà l'attacco frontale di zeman verso la Juve di Lippi. Stavolta il boemo, che ha capito che attaccando i bianconeri acquista consensi, accusa la Juve di essere aiutata dagli arbitri, ma a Torino fanno spallucce, anche perche' sono abituati a questo tipo d'accusa da parte di chi e' roso dall'invidia. Ed il boemo in quell'anno ne avra' molti di motivi per mordersi i gomiti, visto che la Juve salira' sul tetto del Mondo, mentre lui conoscerera' il suo primo esonero importante, infatti la sua lazio che non naviga in buone acque, sara' traghettata da Zoff verso un finale di stagione dignitoso, prima che zdenek provochi danni irreparabili. La stagione 97-98 vede approdare zeman alla roma (anche qui il miniscolo e' voluto), senza naturalmente vincere nulla, mentre Lippi con la sua Juve conquistera' Scudetto e Supercoppa Italiana. ma e' proprio al termine di questa stagione che il boemo si scatena. Nel calcio italiano ci sono due strade diverse per arrivare alla fama ed ai consensi: quella piu' difficile e' vincere qualcosa di importante, quella molto piu' facile, e' attaccare la Juve, e zeman, che questo l'ha gia' capito da diverso tempo, vista l'impossibilta' per manifesta incapacita' , di percorrere la prima starda, ha optato per la seconda, piu' facile e sbrigativa. Nell'estate del 1998, rilascia le famose dichiarazioni sul "calcio che deve uscire dalle farmacie", facendo riferimento, anche un po' imboccato dalle domande di qualche giornalista filo-romanista, alla crescita muscolare di Vialli (che gia' da due anni non giocava piu' con la juve, e che comunque era "cresciuto" già a Genova, dove non a caso venne soprannominato "polpaccio di ferro") e Del Piero (che quando arrivo' alla Juve non aveva ancora 19 anni, per cui una crescita muscolare era piu' che leggittimo auspicarsela, casomai ci sarebbe stato da preoccuparsi del contrario se in 5 anni ciò non fosse avvenuto). In realta' in quella famosa intervista, l'allenatore meno voncente d'Italia, altro non era che una pedina mossa contro la società piu' blasonata d'Italia, da parte di una lobby politico-mediatico-giudiziaria volta a distruggere l'immagine della Juventus con le maniere piu' sporche, visto che in campo era impossibile batterla (guarda caso, si sono "ricordati" dopo quattro anni che la Juve era "dopata"). Ma resta il fatto che in tutti questi anni, oltre a collezionare insuccessi ed esoneri lampo l'allenatore boemo, non ha mai perso occasione di attaccare i bianconeri in merito alla faccenda del doping, dalla quale e' nata un indagine ed un processo che in appello si e' concluso come tutti sappiamo (anche se c'è ancora la cassazione). Un altro aspetto curioso, su come il destino si sia preso gioco del boemo, sta nel fatto che gli allenatori che gli sono succeduti nelle due panchine piu' importanti nelle quali si e' seduto (Ericsson alla Lazio e Capello alla Roma), hanno tutti e due raggiunti quegli obbiettivi che zdenek ha puntualmente fallito. Anche in questi ultimi anni le strade di Lippi e zeman hanno continuato a percorrere direzioni opposte. Il primo e' tornato alla Juve giusto in tempo per vincere altri due Scudetti e due Supercoppe Italiane, per poi approdare alla guida della nazionale, con la quale proverà a vincere il quarto Mondiale della sua storia, impresa molto difficile a dir la verità; mentre il secondo ha continuato ad allenare in provincia (con diverse pause di... riflessione...). Attualmente è a Brescia, subentrando a campionato in corso, ha trovato una squadra in piena zona promozione (misteri del calcio, e di Corioni, uno che di calcio non ci capisce niente), ma già dopo qualche giornata, l'ha fatta quasi uscire dalla zona play-off. Ma sono arci sicuro, che se il Brescia dovesse fallire la promozione, la colpa non sara' di zdenek, ma dei giocatori che non assimilano i suoi schemi, d'altronde il buon zeman, nei suoi insuccessi non ci ha mai messo la sua faccia, ma ha sempre dato la colpa ai giocatori, altra differenza con il grande Marcello Lippi, il quale pur avendo vinto molto, quando c'era da ammettere i propri errori, non si e' mai tirato indietro. Ma non deve preoccuparsi, il boemo, tanto a differenza di tutti i suoi colleghi, lui godra' di un credito illimitato, da parte di molti giornalisti e tifosi, per via della sua "crociata" antijuventina, per cui stia tranquillo, e continui a combinar disastri schierando squadre circensi che fanno il fuorigioco a centrocampo (memorabile JUVE-Lecce 5-1 dello scorso anno), sara' sempre giustificato. In conclusione, voglio dire che forse mi sono un po' dilungato con questo post, anche perchè molto probabilmente, il concetto si puo' riassumere con una sola parola: INVIDIA.

venerdì, maggio 05, 2006

l'infame sciacallo beccantini

BECCANTINI, L'INFAME SCIACALLO  CHE SI NUTRE DI SCIACALLANDO NELLA JUVENTUS

Sulle infamanti risposte che lo sciacallo beccantini da ai lettori del suo blog: Il sassolino nella scarpa, basate su pezzi estrapolati e manipolati di conversazione, e indicarli come emblema di un’intera gestione significa mettere in atto un’operazione intellettualmente infima degna di un infame mangia pane a tradimento! All'infimo potere di Guariniello, Beccantini, Cannavo' e la sua cupola mediatica noi tifosi ci ribelliamo dichiarandoci solidali con il Dr. Giraudo e la dirigenza, a cui va il nostro appoggio incondizionato!

A quei tifosi che professando imbarazzo sul polverone sollevato da questo ignobile attacco come un branco di sciacalli ad una preda! Faccio presente che e', su questo segno di debolezza delle prede che i predatori si lanciano per annientarli! Vi invito a riflettere e giudicare serenamente sul giudizio di un magistrato rigoroso e severo quale è il Procuratore Capo di Torino 
 Marcello Maddalena,che del caso ha formulato richiesta di archiviazione, 
e' nelle cui motivazioni si legge: 
“in conclusione, quindi, dalla oggettiva analisi della documentazione, non solo non si trae conferma alla iniziale ipotesi investigativa, ma al contrario si traggono elementi probatori di segno opposto, indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate da parte del Pairetto”.

Nel decreto di archiviazione, inoltre, afferma che sarebbe inutile proseguire l’indagine perché sarebbe :
“indubbiamente destinata a durare per anni e a riempire in eterno le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive, ma per il cui avvio, lo si ripete, non è rimasto allo stato (dopo tutti gli accertamenti che sono stati effettuati), neppure uno straccio di “notizia” che lo consenta”.“

Questa è la verità che emerge dagli atti della Procura. Credo che per ogni cittadino sia fondamentale anzitutto l’essere rispettati. Riflettere sul rispetto che non ci è stato riconosciuto nei sette lunghi anni del processo di primo grado, durante il quale abbiamo sopportato negli stadi di tutto il mondo le accuse più infamanti, e neppure oggi in presenza di un procedimento già chiuso e archiviato da mesi, che riconosce la nostra completa trasparenza”.

“Per quel che riguarda l'aspetto sportivo, riflettere in attesa che la giustizia sportiva, faccia il suo corso, siamo fiduciosi e speriamo che la risposta arrivi in tempi rapidi. Le frasi che vengono riportate da colloqui e telefonate di Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, forniscono un quadro distorto e parziale della realtà, andando a costruire un castello di accuse finalizzato esclusivamente a screditare e ledere nome, storia, trofei e immagine della Juventus".

Fornire ai lettori un quadro distorto e parziale di quanto emerge dagli atti raccolti dalla Procura costituisce l’ennesimo tentativo di screditare e di inquinare il legittimo orgoglio della società Juventus e delle decine di milioni di suoi tifosi per le vittorie conquistate dalla propria squadra sul campo!

Dell'attacco disonesto di cannavo e della cupola mediatica (e del sodale guariniello!)", Ricordo quella volta in occasione dell'inaugurazione dell'edizione Romana della Gazzetta Dello Sport, la risposta che diede a Enrico Maida, colpevole di rimproverargli di avere lasciato al Messaggero, l'onere di spalare fango sulla Juventus, stizzito gli rispose: "se tu campi mille anni non puoi fare il danno d'immagine che ho fatto io alla Juventus".Purtroppo, il farabutto figlio del diavolo, era sicuro di quello che aveva fatto!

MALEDETTO lui, i suoi figli e figlie fino alla settima generazione! E' un atto vendicativo che viene da lontano.

Per quanto riguarda l'altro vendicativo: il giudice guariniello, all'avvocato Agnelli non perdona il trattamento alla stregua di un meridionale qualsiasi, e alla famiglia rimprovera di non averlo mai invitato alle loro feste e i loro parties. La famiglia Agnelli per curiosita', volendo potrebbe scoprire. Ma sarebbe necessario che lalla famiglia Agnelli arrivassero queste testimonianze.
VOCAZIONE e PROFESSIONE: DIFFAMATORE.

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Saturday, April 29, 2006 dialogo con Alan alias Roberto Beccantini 
L'autore del blog-il sassolino nella scarpa-Roberto beccantini, ogni tanto si camuffa da lettore sotto i vari...nic, Giordano, Alan, Franco e altri che non ricordo

Questa volta rispondo a...Alan - alias i differenti difensori di Beccantini di ogni sassolino che rispodeva ad una mia precedente lettera di accusa a Beccantini. Alan..... Egregio Signor Minotti, il silenzio mediatico può essere strano su determinati scandali....A tutti i livelli..... Detto questo, io non me la sentirei di accusare Beccantini e Cannavò, due giornalisti che personalmente stimo

Si sì...non poteva essere altrimenti, continui pure a stimarsi e non si dimentichi del suo CAPO, il porco Cannavo. Oltre tutto mi suonerebbe oltremodo strano che un uomo abbastanza vicino agli ambienti di Corso Galileo Ferraris faccia di tutto per infangare il nome della Signora.

Sempre la stessa patetica difesa di se stesso! Senta sig. Alan....(Ladd?) Cosa mi potrebbe dire degli inquilini di Corso Galileo Ferraris? Non sono gli stessi che dicono che il giornale di Agnelli bisogna venderlo ai torinisti perchè i tifosi Juventini (gonzi?) la Stampa la comprano lo stesso? Perchè il giornale del proprietario della Juventus è in mano esclusivamente ad....incalliti anti Juventini, quali....Ormezzano, Beccantini, Boffo, Vergnano Gramellini, Ansaldo e chi più ne ha, più ne metta? Come dice Cannavò, solo i......sminchiati non sanno che, da 20 anni Becca prende in giro Angelli e quella banda di finocchi del suo seguito.

Lo sappiamo in tanti che lei e innamorato di Cannavò, ma nessuno ci ascolta perchè il giornale è nelle vostre mani ....vero? Uomo dai molti volti.... Beccantini? A cominciare dal vecchio abbonato della curva Scirea: quel famoso....Giordano, per seguire a Franco etc. etc.? Non si accorge che con questo tipo di difesa sta diventando patetico, e solo i gonzi alla....galileo ferraris pensiero, o detta alla Cannavò....gli omosessuali (Eufemismo) dell'entourage Agnelli le possono credere, dopo tutto è per loro che crea questi personaggi che "hanno" l'autore. Non si accorge che cade nei suoi tranelli in modo infantile, una dimostrazione di quanto sia servo della loggia del piduista. Si scatena contro La7 di Tronchetti Provera, ma della spazzatura che mediaset butta sulla juve (malgrado i diritti tv e gli euro) neanche l'ombra di un accenno. Però nei riguardi di Beccantini e Cannavò è veramente dolce....complimenti.

Ultima osservazione: ma secondo lei ai giornali, ai giornalisti e agli editori converrebbe così tanto(in termini di tiratura e popolarità) un accanimento terapeutico contro la Vecchia Signora?

Le rispondo con un'altra domanda, secondo lei.....a quel signore conveniva che, pur di fare un dispetto alla moglie si tagliasse il cazzo? Dove cè convenienza non c'è perdenza, no? Ricordo che negli anni 80, durante l'inchiesta sulla partita dello scandalo-Genoa Inter scoprirono che il Presidente dell'U.S.S.I si era venduto a Giuseppe Prisco e Gino Palumbo imponendo ai suoi affiliati (praticamente a tutti i giornalisti sporivi...e non) silenzio alle storture nell'incheta sull'inter. Beccantini negherà perchè era uno di quei corrotti, ma chieda aPaolo Ziliani, il giornalista che scoprì l'illecito di quella partita, e Cannavò con Palumbo e Prisco erano i capi della cordata inter. Chieda a Ziliani, quello delle pagelle di Mediaset.

Secon do me per nulla

SECONDO lei per nulla? La credo sulla parola ci mancherebbe

E non mi collochi immediatamente dalla parte degli antijuventini perchè chi scrive è un abbonato alla curva sud Scirea che però cerca di rimanere obiettivo

Le stesse testuali parole che disse sotto il nic, Giordano, ricorda, no? glielo ricordo io!Allora lei sarebbe uno di quei tifosi Juventini abbonati alla curva Scirea?....ma certo sig. Giordano...Alias Alan...Alias...Insomma faccia lei.

Per quanto concerne il controllo mediatico di Moratti e sopratutto Berlusconi, beh, senza dubbio sarebbe una grazia divina fosse limitato solamente al calcio

Questa e proprio Beccantiniana!...Sig. alias molti volti, nelle volatili risposte del Sassolino, a me si rivolge così

Fabrizio Minotti: lei farnetica In sette anni avrò scritto sì e no cinque pezzi sul processo

Becca, Becca sapendo che non posso portarle le prove di 7 anni di sassolini fa anche il furbo, ma i lettori che per 7 anni hanno dovuto ingoiare le sue accuse, le sue insinuazioni: queste non ce le fa mancare neanche ora, tanto sulla Stampa quanto ai microfoni davanti alle telecamere di mediaset (dico una bugia se dico che in certi ambienti meneghini dicono che Berlusca la paga in nero?) vorrebbero giustizia... parola grossa vero? Segue.

Resta un fatto: l'abuso di farmaci è deprecabile. E qui bisogna dare atto a Zeman di averlo urlato, anche se poi ha sterzato bruscamente soltanto sulla Juventus

Ancora questa lode allo zingaro boemo? Candiduccio, candiduccio nell'inferno avrà il cantuccio, li i soldi di Moratti compra trippa per i gatti.... e il prode Beccantini.... del di Canapa bile empie le tini!

a Carlo Petrini non ho chiesto altro che una riflessione sulla sentenza d'appello
CARLO PETRINI: DROGA-ALCOOL & SCOMMESSE

Qualè il senso morale di dare tanta importanza ad un drogato, incallito imbroglione amorale, parte integrante della spirale di Candido Cannavò. Ma questo sarebbe lo stesso Petrini che cominciò con una accusa a Sacchi di DOPARE i giocatori del Milan e subito ricevette una visita di due aiutanti del giardiniere di Berlusconi, lo specializzato MANGANO? Lo stesso Petrini che venne subito catechizzato da Cannavò a orientare le sue accuse verso la Juventus? Lo stesso petrini che ha detto che in uno dei suoi libri a collaborato RoBe, purtrppo solo lo pseudonimo RoBe

Ve l'ho già detto e scritto un sacco di volte: fare il tifoso è un lusso che non posso permettermi

Lei si contraddice di nuovo....quando deve prendere per il culo i gonzi, no si fa mancare un.... sono tifoso Juventino, mentre ora dice chenon si può permettere di essere tifoso....patetico lei e ridicoli quelli delle stanze dei bottoni di Corso Galileo Ferraris!
E qui bisogna dare atto a Zeman

Ancora! Proprio ce lo vuole inculcare in testa, per evitare che si possa pensare a candiduccio?

penso che Guariniello credesse fermamente nella colpevolezza della Juventus, colpevolezza più morale che fattuale

Lei pensa che.... ma quale pensa! Lei sa, eccome se sa! Lei, sa.... che guariniello con Cannavò hanno orchestrato tutto per punire l'odiato Avvocato, e lei era l'anello più piccolo della catena, ma sempre anello... ed ora cerca di scagionare i suoi compari perchè così facendo scagiona se stesso. Le do un'altra prova che lei si tradisce volendolo difendere, Lei dice: Guariniello credeva a una colpevolezza più morale. E allora perchè INFAMARLA accusandola forsennatamente di EPO, di dopaggio. Perchè andare in Francia ad accusarla con una intervista fiume a uno dei giornali più importanti e più credibili d'Europa? Ma non si rende conto che se uscisse un gip serio, interessato a scoprire la verità lei sarebbe nei guai? La smetta e fa un piacere a se stesso

Macché delfino di Cannavò. Si svegli 

Ha ragione di offendersi per averla chiamata delfino, faccio mea culpa. Del triunvirato, lei è il socio di minoranza.

Georgatos ha dichiarato ad un giornale greco che ai tempi in cui era all'Inter qualche compagno prendeva pillole e si faceva fare flebo da sedicenti "stregoni" esterni al club. Tutto qui. 
GRIGORIS GEORGATOS: Ho visto giocatori prendere pillole e fare iniezioni 
http://www.tgcom24.mediaset.it/sport/articoli/articolo301740.shtml

facchetti: Facchetti: "Georgatos si assumerà la responsabilità di ciò che ha detto".

INATTI, SI COMPRARONO IL SILENZIO DI GEORGATOS E DI Ethno Sport DOVE ALCUNI PASSAGGI DELL' INTERVISA ORIGINALE VENNERO SOSTITUITI-ACCHITTATI, EI I GIORNALI ITALIANI COPRIRONO SOTTO UN MANTO DO SILENZIO!

Ha, tutto qui? Non è forse vero che i giornalisti sono gli occhi del popolo? Non sono i giornalisti che scoprono le magagne della società? Si? Allora perchè vuole far credere che lei non sa della droga che gira nell'Inter? Non'è Moratti che ha dato i soldi a Taribo West pe fare a Milano la comune per raccogliere drogati e prostitute Africani? Non'è Taribo west che fornisce la droga ad alcuni dirigenti e alcuni calciatori dell'Inter? 
TARIBO WEST 

Vuol far credere che un giornalista con la sua esperienza non'è al corrente che Moratti sa che west era il fornitore di Kallon? 
Mohamed Kallon si drogava dal primo giorno all'inter ma venne beccato solo in Udunese-inter. 

E' che a MorattOpoly nessuno sapeva, quando alla pinetina, il fornitore della Ndrangheta da 30 anni era di casa? Che il benzinaro non sa neanche perchè lo ha mandato al Monaco invece di darlo al Bologna per più soldi? E' neanche sapeva perchè dopo pochi mesi il Monaco lo ha mandato nel Golfo Persico? 
Ma come è ingenuo poverino... Non che cannavò fa da telaragna per acchiappare voci e spifferi? Ma lei non si accorge di auto incriminarsi? Acc....A sa slama ‘l butun dla pansa a forsa d’ridi.








5 MAGGIO 2006 TORINO STADIO DELLE ALPI: CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO GIRAUDO

Giraudo: "Violati diritti fondamentali"


Ecco le dichiarazioni del dottor Antonio Giraudo rilasciate nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina allo stadio Delle Alpi:

L'amministratore delegato della Juve rompe il silenzio sulle intercettazioni:
"Chiedetevi per quale motivo i testi sono stati dati ai giornali e non prima a noi o ai nostri legali"

“Ancora una volta la Juventus ed i suoi dirigenti si trovano sotto le luci di un processo mediatico che non ha precedenti nel mondo del calcio. Leggo sui giornali di oggi che il nostro silenzio è figlio della paura. Affermazione quanto mai falsa. Per rispondere a quanto letto in questi giorni sarebbe doveroso da parte vostra registrare che, nella fase più calda del processo di primo grado, la Procura di Torino aveva disposto delle intercettazioni telefoniche il cui contenuto, probabilmente favorevole alla difesa, non è mai stato messo a disposizione dei nostri legali e non è entrato nel processo che si celebrava in quei giorni, ma soprattutto che quelle intercettazioni sono state distribuite alle redazioni prima che agli interessati e ai loro legali, a distanza di quasi un anno e sul finire del campionato”.

“La Juventus risponde oggi a quanto appreso esclusivamente dalla stampa nei giorni scorsi perché solo oggi abbiamo ricevuto parte degli atti. È incredibile che eventuali violazioni dei diritti fondamentali dei soggetti siano, nel nostro Paese, così di scarso interesse, al punto che nessuno se ne occupa. Aspetto di cui, invece, ci occuperemo noi con esposti indirizzati alle competenti Autorità”.

“L’indagine della Procura di Torino si è conclusa nell‘estate scorsa dopo mesi di verifiche documentali e di intercettazioni telefoniche, oltre che interrogatori, disposte nei confronti di alcuni dirigenti della Società e di altre persone. Ieri abbiamo fatto richiesta di tutta la documentazione e questo è il decreto di archiviazione dell’indagine. È datato 29 settembre”.

“Visto che le parole più ricorrenti sulle pagine della stampa, ieri e oggi, sono state “etica” e “morale”, mi chiedo quanto un simile comportamento possa essere giudicato corretto: abbiamo letto sui giornali accuse, illazioni infamanti, commenti e giudizi in merito ad una indagine di cui non eravamo neppure mai stati informati. È corretto questo? È etico? È opportuno o inopportuno?

“Esistono due aspetti: uno giudiziario ed uno sportivo. Per quel che riguarda il primo, un magistrato rigoroso e severo quale è il Procuratore Capo di Torino Marcello Maddalena ha formulato richiesta di archiviazione nelle cui motivazioni si legge: “in conclusione, quindi, dalla oggettiva analisi della documentazione, non solo non si trae conferma alla iniziale ipotesi investigativa, ma al contrario si traggono elementi probatori di segno opposto, indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate da parte del Pairetto”. Nel decreto di archiviazione, inoltre, afferma che sarebbe inutile proseguire l’indagine perché sarebbe “indubbiamente destinata a durare per anni e a riempire in eterno le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive, ma per il cui avvio, lo si ripete, non è rimasto, allo stato (dopo tutti gli accertamenti che sono stati effettuati), neppure uno straccio di “notizia” che lo consenta”.

“Questa è la verità che emerge dagli atti della Procura. Credo che per ogni cittadino sia fondamentale anzitutto l’essere rispettati. Il rispetto non ci è stato riconosciuto nei sette lunghi anni del processo di primo grado, durante il quale abbiamo sopportato negli stadi di tutto il mondo le accuse più infamanti, e neppure oggi in presenza di un procedimento già chiuso e archiviato da mesi, che riconosce la nostra completa trasparenza”.

“Per quel che riguarda il secondo aspetto, quello della giustizia sportiva, aspettiamo che questa faccia il suo corso, siamo fiduciosi e sappiamo che la risposta arriverà in tempi rapidi. Le frasi che vengono riportate da colloqui e telefonate di Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, forniscono un quadro distorto e parziale della realtà, andando a costruire un castello di accuse finalizzato esclusivamente a screditare e ledere nome, storia, trofei e immagine della Juventus. Questa dirigenza, di cui Moggi è uno dei pilastri fondamentali, ha vinto molto, ha suscitato grandi invidie e dimostrato che è possibile coniugare l’efficienza economica alla competitività sportiva.

Fornire ai lettori un quadro distorto e parziale di quanto emerge dagli atti raccolti dalla Procura costituisce l’ennesimo tentativo di screditare una classe arbitrale che non merita questo trattamento e di inquinare il legittimo orgoglio della società Juventus per le vittorie conquistate dalla propria squadra sul campo. Estrapolare pezzi di conversazione e indicarli come emblema di un’intera gestione significa mettere in atto un’operazione intellettualmente disonesta alla quale ci ribelliamo”. (5 maggi 2006)

domenica, aprile 30, 2006

Dialogo con Alan-alias-Roberto Beccantini

LO SPALATORE DI FANGO SULLA JUVENTUS

L'autore del blog-il sassolino nella scarpa: Roberto beccantini, ogni tanto si camuffa da lettore sotto vari nic: Giordano, Alan, Franco eccetera, di volta in volta difensori di Beccantini, in ogni sassolino a chiunque gli contesti le sue accuse alla Juventus e al mondo Juventino, specialmente in risposta elle mie lettere. Questa volta sarò io a contestare al contestatore di turno, dietro la maschera di Alan, che risponde al Signor Minotti.

Alan: "Egregio Signor Minotti, il silenzio mediatico può essere strano su determinati scandali....A tutti i livelli..... Detto questo, io non me la sentirei di accusare Beccantini e Cannavò, due giornalisti che personalmente stimo".

Si sì...non poteva essere altrimenti, continui pure a stimarsi e non si dimentichi del suo CAPO SPIRITUALE: il topo di fogna catanese: Cannavò.

Alan: "Oltret utto mi suonerebbe oltremodo strano che un uomo abbastanza vicino agli ambienti di Corso Galileo Ferraris faccia di tutto per infangare il nome della Signora".

Sempre la stessa patetica difesa di se stesso! Senta sig. Alan, cosa mi potrebbe dire degli inquilini di Corso Galileo Ferraris? Non sono gli stessi che dicono che il giornale di Agnelli bisogna venderlo ai torinisti perchè i  tifosi Juventini la Stampa la comprano lo stesso? Perchè il giornale del proprietario della Juventus è nelle  mani di incalliti anti Juventini, quali: Ormezzano, Beccantini, Boffo, Vergnano Gramellini, Ansaldo e chi più ne ha, più ne metta? Come usa dire il topo di fogna catanese-cannavò: solo i sminchiati non sanno che da 20 anni Becca prende in giro Angelli e quella banda di finocchi del suo seguito. Lo sappiamo in tanti che lei è soggiogato lurido e fetido topo di fogna, ma nessuno ci ascolta perchè il giornale è nelle vostre mani, no?

Beccantini, un vigliacco che si nasconde dietro 100 maschere! A cominciare dal vecchio abbonato della curva Scirea, Giordano, Franco eccetera eccetera! Non si accorge che con questo tipo di difesa sta diventando patetico, e solo i gonzi alla galileo ferraris pensiero dell'entourage Agnelli le possono credere. Dopo tutto è per loro che crea questi personaggi... che "hanno" l'autore?

Non si accorge che cade nei suoi tranelli in modo infantile, una dimostrazione di quanto sia servo della Massoneria-Meneghina? Sul fango che spalano addosso alla Juventus su La7 di Tronchetti Provera, è la spazzatura di mediaset (malgrado i diritti tv e gli euro) Alan-Beccantini, neanche l'ombra di un accenno!

Alan: "Ultima osservazione: ma secondo lei ai giornali, ai giornalisti e agli editori converrebbe così tanto(in termini di tiratura e popolarità) un accanimento terapeutico contro la Vecchia Signora"?

Vabhe, le rispondo con un'altra domanda, secondo lei, a quel signore conveniva che, pur di fare un dispetto alla moglie si è tagliato il cazzo? Dove cè convenienza non c'è perdenza, no?

Ricordo che negli anni 80, durante l'inchiesta sulla partita dello scandalo-Genoa Inter scoprirono che il Presidente dell'U.S.S.I si era venduto a Giuseppe Prisco e Gino Palumbo imponendo ai suoi affiliati ( praticamente a tutti i giornalisti sporivi...e non) silenzio alle storture nell'inchiesta sull'inter. Beccantini negherà perchè era uno di quei corrotti, ma chieda all'infame Paolo Ziliani, il giornalista che con il suo collega Claudio Pea scoprì l'illecito di quella partita, e Cannavò con Palumbo e Prisco erano i capi della cordata inter!

My dea Alan, dimentico per un attimo di rivolgermi ad una maschera: se non ci crede, chieda a Ziliani, quello delle pagelle di Mediaset.

Alan: "Secon do me per nulla".

SECONDO lei per nulla? La credo sulla parola ci mancherebbe!

Alan: "E non mi collochi immediatamente dalla parte degli antijuventini perchè chi scrive è un abbonato alla curva sud Scirea che però cerca di rimanere obiettivo"!

Arieccoci, alle stesse stesse testuali parole che lei disse con il nic: Giordano, ricorda, no? Allora glielo ricordo io! E così lei sarebbe uno di quei tifosi Juventini abbonato alla curva Scirea?....ma certo sig. Alan alias Giordano...Alias..Alias... Alias...Insomma faccia lei.

Alan: "Per quanto concerne il controllo mediatico di Moratti e sopratutto Berlusconi, beh, senza dubbio sarebbe una grazia divina fosse limitato solamente al calcio".

Questa e proprio Beccantiniana!...Sig. alias molti volti, nelle volatili risposte del Sassolino, a Fabrizio Minotti si rivolge così:"Lei farnetica In sette anni avrò scritto sì e no cinque pezzi sul processo"!

Becca, Becca sapendo che non posso portarle le prove di 7 anni di sassolini fa anche il furbo, ma i lettori che per 7 anni hanno dovuto ingoiare le sue accuse, le sue insinuazioni, gli slogan, allusioni e luoghi comuni! Infatti, queste castronerie non ce le fa mancare neanche ora, tanto sulla Stampa quanto ai microfoni davanti alle telecamere di mediaset nel Salotto dell'altro antijuventino: L'infame Mentana! Poi facendo il serioso, prosegue, sterzando sullo zingaro boemo.

Alan: "Resta un fatto: l'abuso di farmaci è deprecabile. E qui bisogna dare atto a Zeman di averlo urlato, anche se poi ha sterzato bruscamente soltanto sulla Juventus

Ancor con le sperticate lodi allo zingaro boemo? Quanto deve starle sui coglioni l'Assoluzione nel Processo D'Appello: il Fatto non sussiste! Capito Beccantini infame sciacallo! Niente Epo. Niente Doping alla Juventus! Il doping lo hanno praticato "herrera & quarenghi" nell'inter di "Moratti Padre & Fraizzoli che ha causato un' "ecatombe"! E' lei che sappiamo avere una moglie molto dento gli affari dell' inter, sa benissimo che il doping lo praticano anche nell'inter di Moratti Figlio! Lei Beccantini (al diavolo Alan!) sa benissimo che  gli amici che assistono la Roma nel laboratorio all'acquacetosa, assistono anche l'inter fornendogli i flaconi per lo scambio delle urina dei giocatori perl'antidoping!

Alan: "A Carlo Petrini non ho chiesto altro che una riflessione sulla sentenza d'appello".

Qual'è il senso morale di dare tanta importanza a un drogato incallito, imbroglione immorale, parte integrante della spirale di Candido Cannavò. Ma questo non è lo stesso Carlo Petrini che cominciò con una accusa a Sacchi di DOPARE i giocatori del Milan e subito ricevette una visita di due aiutanti del giardiniere di Berlusconi, il Boss Mangano? Lo stesso Petrini che venne subito catechizzato dai picciotti ad orientare le sue accuse verso la Juventus? Lo stesso petrini che ha detto che in uno dei suoi libri a collaborato l'amico RoBe?  Purtrppo solo lo pseudonimo RoBe!

Alan: Ve l'ho già detto e scritto un sacco di volte: fare il tifoso è un lusso che non posso permettermi".

E' perchè non se lo pu permettere? Perchè si è dimenticato di essere Alan, è scrive da Beccantini! Poveraccio... Comunque, aprescindere della maschera, si contraddice di nuovoQ Infatti, quando deve prendere per il culo i gonzi, non si va mancare un: sono tifoso Juventino.... mentre ora dice che non si può permettere di essere tifoso! Patetico  e senza vergogna. Infame lei, è ridicoli quelli delle stanze dei bottoni di Corso Galileo Ferraris!

Alan: "E qui bisogna dare atto a Zeman".

Ancora! Proprio ce lo vuole inculcare in testa! Maledetto Manipolatore! Per evitare che si possa pensare a candiduccio? Ma allora, la Maschera Alan l'ha buttata dalla finestra?

AlanBec: "Penso che Guariniello credesse fermamente nella colpevolezza della Juventus, colpevolezza più morale che fattuale".

Cosa? lei pensa? Un corno, lei pensa di essere il delfino di del topo di fogna catanese, è che quando lui tira le cuoia, lei ne prende il posto...ma mi faccia il piacere... Comunque, io so che lei sa che io so che lei sa, che sono stati Guariniello & Cannavò ad orchestrare tutto per punire l'odiato Avvocato e cercare di dare uno scudetto all'inter, quello scudetto che l'infame topo di fogna catanese, ha promesso al dentone-petrolero nell'estate 1998, è lei era l'anello più piccolo della catena, ma l'importante anello di congiunzione...ed ora cerca di scagionare i suoi compari perchè così facendo scagiona se stesso.

Le do un'altra prova che volendoli difendere si tradisce: lei dice: Guariniello credeva ad una colpevolezza più morale che fattuale; davvero? È allora perchè diffamarla accusandola forsennatamente di EPO!? Di dopaggio! Perchè andare in Francia ad accusarla con una intervista fiume a uno dei giornali più importanti e più credibili d'Europa? Ma davvero non si rende conto che se uscisse un Gip Serio è con i coglioni interessato a scoprire la verità lei sarebbe nei guai? Faccia un piacere a se stesso: la smetta di dire castronerie!

Alan: "Macché delfino di Cannavò. Si svegli".

Ha ragione di offendersi per averla chiamata delfino, faccio mea culpa: Del triunvirato! lei è il socio di minoranza...va meglio? L'ex giocatore dell'inter Georgatos ha dichiarato ad un giornale Greco che ai tempi in cui giocava nell'Inter qualche compagno prendeva pillole e si faceva fare flebo da sedicenti "stregoni" esterni al club.

Alan: "Tutto qui".

Ha tutto qui? Non è forse vero che i giornalisti sono gli occhi del popolo? Non sono i giornalisti che scoprono le magane della società? Si? Allora perchè vuole far credere che lei non sa della droga che gira nell'Inter?

Non'è Moratti che ha dato i soldi a Taribo West per fare a Milano la comune per raccogliere drogati e prostitute Africani? Non'è Taribo West che ha i contatti con gli spacciatori che stazionano intorno alla pinetina, è fornisce la droga ad alcuni dirigenti e alcuni calciatori dell'Inter?

Vuol far credere che un giornalista con la sua esperienza non'è al corrente che Moratti, per quanto idiota, non sa che West era il fornitore di Kallon, Martins e di altri giovani africani nelle squadre giovanili dell'inter? È secondo lei, il benzinaro non sa neanche perchè lo ha mandato al Monaco invece di darlo al Bologna per più soldi?

È perchè dopo pochi mesi il Monaco lo ha mandato nel Golfo Persico? Ma come è ingenuo poverino... Non che cannavò fa da telaragna per acchiappare voci e spifferi? Ma lei non si accorge di auto incriminarsi? Acc....A sa slama ‘l butun dla pansa a forsa d’ridi.
GLI INFAMI NEMICI DELLA JUVENTUS

sabato, aprile 22, 2006

LE INTERVISTE DI PIPPONE: INTERVISTA IMPOSSIBILE A Peppino Prisco

                                      SOLO IO AL PURGATORIO? CHE CULO! GLI ALTRI...
                               22 Aprile 2006 - Intervista a Prisco sul caso Ronaldo....ed altro.

PIPPONE - Avvocato Prisco, come vede la cosa da lassù?
PRISCO - Quale cosa?
PIPPONE - Ma come? Il ritorno di Ronaldo a Milano. Non si parla d'altro.
PRISCO - Beati voi! Quassù siamo condannati ad ascoltare Capello. Dice che dell'Inter non parla mai perchè Moratti e Facchetti non sono alla sua altezza, mentre Moggi e Giraudo parlano anche di arte e cultura. Ecco perchè hanno messo su una squadra che gioca divinamente.
PIPPONE - Divinamente, be' non esageriamo. Avvocato, non può intercedere presso l'Avvocato Agnelli per far vincere uno scudetto a Moratti? Sai quello spende una fortuna a corrompere giornalisti e arbitri, ma di scudetti neanche l'ombra.
PRISCO- Ancoa niente? Be se c'èro io a questora un paio glieli avrei fatti vincere, ricordi quello di Pellegrini? Si vede che i giornalisti non fanno abbastanza, e ora che la smetta di pagarli.
PIPPONE - Avvocato se non li paga i giornalisti cominciano a raccontare di tutte le corruzioni, Delle partite comprate e vendute e del doping dei vostri tempi. A Roma si sta facendo il processo a F. Mazzola su quel dopig, e nessuno dice una parola, niente ne giornali e ne TV e radio, tutti muti come pesci.
PRISCO- ancora con quel insignificante Mazzolino, dovevo ascoltare Candido e fargli tagliare la Gola.
PIPPONE - Comunque ora e troppo tardi, Cercate di fare qualcosa altrimenti va ha finire che Moratti riporta a Milano il Coniglio Mannaro. Dopo quello che ci ha fatto.
PRISCO - Be', Moratti i soldi li spende come vuole cosa cèntro io?
PIPPONE - Vero. Ma perché Moratti deve farci questo? Avvocato lei sa che ci sono quelli che dicono che Morattii sia un Homo-sex-maso, io invece penso che è un Homo-sadico.
PRISCO - Ma no, ha solo la testa vuota ed è sempre tra le nuvole. Ogni tanto sono qui che passeggio e zac! Sbuca la testa di Massimo tra due cirri. La riconosco perché è spettinata e gira come una trottola, si vede che è proprio vuota.
PIPPONE - Avvocato, siamo seri. Cosa pensa di Ronaldo?
PRISCO - Era un bravo ragazzo, ma da quando Moggi si è rivolto alla fattucchiera non è più tanto bravo: non solo ha tradito Massimo e l'Inter per Madrid, ma quel traditore stava per andare nella squadra del diavolo, il mio bos, L"IBLIS Berlusca, non solo, ha anche un giro-vita che sembra il diavolo Geppo - sa, quello che lucifero a mandato a Berlusconi e fa un casino d'inferno credendo d'essere Gattuso.
PIPPONE - Quindi lei dice che è tutta colpa di Moggi e non lo ricomprerebbe?
PRISCO - chi Geppo? Ma Geppo è un mio superiore!
PIPPONE - No, Ronaldo.
PRISCO - Come "ricomprarlo"? Non verrebbe gratis?
PIPPONE - Gratis? No quelli gratis vanno alla Juventus perchè li prende tutti Moggi; e poi quando mai una star fa qualcosa gratis? L'unica cosa veramente gratis selo prendono loro, l'amore dei tifosi.
PRISCO - Questa è bella. Devo dirla allo Shaitan, quello che confessa gli interisti, si quello col falso sorriso, sai che tipino, come à ti sembra con quei pochi peli che si è piantato sulla nuca? Dice che per potersi nascondere le corna di deve fare la zazzera come un gorilla, e con i soldi che ha magari ci riesce pure! Pensa un po quanto è selettivo, dopo la confessione quei pochi che restano in neroazzurro dovranno andare a fare i "servizi" ai sudditi dell'Avvocato Agnelli, mentre la maggior parte non passa l'esame e li cataloga col dantesco ignavi: Potranno restare per un po con me a fare i comizi per l'IBLIS rossonero, poi dovranno girare per l'eternità attorno alla bandiera bianca, punti da vespe e calabroni, e il sangue che esce dai morsi, mischiato alle lacrime degli ignavi(causate dal dolore provocato dalle punture dei "calabroni"), gli verrà succhiato dai vermi. Quello per far contenti Riina e Provenzano vuole fare di nuovo il primo ministro.
PIPPONE - Dr Prisco per favore, si concentri. Moratti pur di riprendersi Ronaldo ha cercato di portare Moggi all'Inter, purtroppo, i putti della famiglia Agnelli al padrino del mercato le hanno fatto....an offer he couldn't refuse ed è rimasto con Madama.
PRISCO - Moggi all'inter...Ma allora e proprio vero: lingua biforcuta, parlare contorto e scatola cranica vuota...povera inter...e io che non ci posso fare nulla... chissà se Tronchetti...
PIPPONE - Dr Prisco la prego, siccome Moratti ha la testa tra le nuvole, ci metta dentro qualcosa e ci dica cosa possiamo fare per evitare l'irreparabile. La curva è contro e sta preparando le bombe come al derby, la maggioranza dei tifosi delle tribune è contro e stanno facendo incetta di motorini, meta' Milano è contro e hanno promesso che se Moratti riporta Ronaldo a Milano, loro per dispetto fanno sindaco la Milly, si rende conto il disastro? Faccia qualcosa per favore! Ci eravamo scordati che lui ha la testa vuota e avevamo cercato di spiegarglielo, tempo perso, Moratti niente, lui non ha cervello e di conseguenza non ragiona. Le leggo il titolo della "Gazzetta" di ieri: "Moratti. Tre sì a Ronaldo".
PRISCO - Si vede che ha la testa vuota!E pensare che a Milly ne ha detto uno solo. A proposito: Milly cosa ne pensa?
PIPPONE - Non so, ma la conosce: è fissata col riciclo, e Ronaldo da questo punto di vista rappresenta una bella sfida.
PRISCO - E Mancini?
PIPPONE - Lui e tranquillo, e preoccupato solo per la sua sciarpetta biancazzurra. Se Ronie arriva e comincia a lamentarsi dei compagni come a Madrid, Stankovic e Veron lo legano a un calorifero con la sciarpetta. E Mancini ci tiene, alla sua sciarpetta.
PRISCO - E Facchetti? L'ho proposto ad Agnelli come carrozziere e sarà costretto ad abbandonare Moratti .
PIPPONE - Giacinto? Carrozziere? ma non era più portato a fare il maggiordomo?
PRISCO -Si ma quel posto l'ha riservato a Bettega. Povero Giacinto. Un diavolo mio amico, il padre del diavolo di Arcore, l'ha visto abbracciato e dar testate a un olmo dalle parti di Treviglio, che guardando in cielo piangeva urlando. "Lo convinco a sbolognare Vieri e mi riporta Ronaldo, ma cosa ho fatto per meritate tutto questo! Adriano cosa farà? E Martins? Manca solo Ronaldinho, e poi dovremo affittare un pullman per portarli in discoteca!". E giù testate sulla corteccia, poveraccio ecco perchè e sempre triste.
PIPPONE - Visto Avvocato, allora intervenga, riempi quella testa vuota e poi magari si rivolga ad Agnelli, presenti un'istanza, un ricorso, ma per favore faccia qualcosa. Il timore è che Ronaldo faccia come Rivaldo: venga a Milano a svernare. Diciamolo: l'uomo non è Figo.
PRISCO - E' vero, non è figo, ma neanche tanto itelligente, se non fosse pel la moglie super modella; beppe hai visto che tocco, eppure Massimo non la degna neanche di uno sguardo.
PIPPONE Avvocato ma sapete che moratti e homo....e poi, magari Versace si ingelosisce.
PRISCO Comunque penso che Figo potrebbe essere un ottimo allenatore della Primavera.
PIPPONE - Come "allenatore della Primavera"? Quello vuole il posto da titolare!
PRISCO - Come titolare! Lei mi prende in giro, Beppe. Ricorda il detto " se scherzi col diavolo ti bruci le ali". Beppe ti dico che dopo una vita d'imbrogli nerazzurri, e i sacrifici qui all'inferno, l'IBLIS rossonero 'è contento del mio lavoro e mi ha promesso di portarmi nella sua squadra fino a quando non sarò promosso da Agnelli. Ha promesso di mandarmi in terra incarnato in uno dei suoi 80 avvocati di fiducia. Beppe, pensa un po quante ne ha combinate e quante ne combina lo Shaitan di Arcore, per avere bisogno di 80 avvocati che lo difendono, io in breve tempo intendo diventare il numero uno, perchè chi semina bene raccoglie meglio. Perchè pensi che mi chiamavano l'avvocato del Diavolo? Sai anche io ho combinato le mie, ricordi il banco ambrosiano? Come al solito ne sono uscito bene, il mio nome neanche è comparso sui giornali. Quindi, sia serio.
PIPPONE - Ma avvocato Prisco abbiamo Adriano, Martins, Cruz, Recoba e potrebbe arrivare Henry. Cosa ce ne facciamo di Ronaldo? Avvocato, ripeto. Moratti vuol riportarlo a Milano, e farlo giocare.
PRISCO - lo prendesse caronte ....ops una bestemmia! non gli piace essere chiamato con diabolici nomi, in terra preferisce...."ducetto", lo sente più suo. Hai notato che gli piace atteggiarsi come....Mussolini, petto in fuori, mascella al vento, se non avesse gli occhietti porcini come i mafiosi ....se mi sente.......
PIPPONE Avvocato il dentone ha detto a Adriano che vuole tornare a Milano.
PRISCO per belzebu!
PIPPONE Cos'è, un'esclamazione?
PRISCO - No: l'ho proprio chiamato. Lui mi darà una mano.
PIPPONE - E perché dovrebbe?
PRISCO - Ronie non gli va a genio, dice che cambia spesso idea, aveva detto di andare nella sua squadra e vestirsi di rossonero, inoltre L"IBLIS lo trova anche allargato. Quella pubblicità a Rio, al posto del Redentore di Corcovado. Sa com'è.
PIPPONE - Avvocato, siamo disperati.
PRISCO - Adesso lo sono anch'io. Perché è venuto a disturbarmi? Non vorra' farmi perdere la promozione?
PIPPONE - Perché lei è l'unico cui Moratti potrebbe dare ascolto.
PRISCO - D'accordo, manderò un segnale.
PIPPONE - Posso sapere quale?
PRISCO - Non telo posso dire, se lo viene a Sapere l'Avvocato Agnelli niente promozione e mi lascia all'inferno per sempre a fare l'Avvocato del Diavolo a Milanello. Beppe sapessi che nostalgia ogni volta che passo sopra la Pinetina, quel bel verde, le partite a tresette con Cannavò, Palumbo e Gianni de Felice, lo scopone con Helenio Herrera....lui perdeva sempre perchè era miope e senza occhiali non ci vedeva. Gli occhiali non li portava mai in publico perchè secondo lui faceva una cattiva impressione alle donne.Però quando parlo con Agnelli gli dico sempre che se fossi in terra parteciperei con lui alla partitella Juvea A - Juve primavera Perché Villar Perosa è più bella della Pinetina.
PIPPONE - Esagerato.
PRISCO - No, per entrare nelle sue simpatie gli racconto tante di quelle bugie, gli ho anche detto che non sono più Interista.
PIPPONE - e lui le ha creduto?
PRISCO - Certo, lo sai che io sono un maestro a raccontare bugie, non bravo come i nostri Argentini ma me la cavo. Comunque non ti preoccupare ho un'idea, lo farò diventare interista.
PIPPONE - Chi l'avvocato, ho il diavolo Berlusca? Berlusca un mastro diavolo Interista? Avvocato cosa dice? Ma se si è portato lei all'inferno?
PRISCO - No Beluscaz... Ronaldo! Così prende a cuore le sorti della squadra, e resta dov'è, sei contento?
PIPPONE - Si, grazie Shaitan Prisco... Diavolo di un serpente...speriamo.
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Per Un'italia mediOrientalizzata: Diavolo = slamico-Iblis --- Satana = Ebraico-Shaitan
                                   ...GLI ALTRI: moratti-herrera-allodi ARDONO ALL'INFERNO

martedì, aprile 18, 2006

IL DOVERE DI CREDERE AI GIUDICI. MA NON AI CASALBORE-DA SANTA INQUISIZIONE!

Il dovere di credere ai giudici e alle carte , dice il forcaiolo antiJuventino!

Egregio (per modo di dire eh!) sig. Beccantini, più la leggo e più mi convinco che lei si sforza di non credere all'innocenza della juventus.

Ho letto alcuni suoi pezzi di sassolini, risposte ai sassolini e commenti vari sulla juventus, è in tutti ho trovato ironia sull'assoluzione è insinuazioni velenose accoppiate a bugie sesquipedali, dico insinuazioni, non accuse perchè se facesse accuse, si scoprirebbe che lei lavora per la gang di "tronchetti-elkann-montezemolo". Infatti quando si vuole "decolpevolizzare" pretende di non dare un suo giudizio ma si aggrappa a giudizi forcaioli di suoi colleghi, un esempio quando dice: Cito dall'ANSA...

Che bisogno cèra citare dall'ANSA se lei aveva letto le motivazioni della sentenza, è lei disse di averle lette, perchè non ha dato il suo giudizio, troppo vigliacco? "egregio dottore", c’è assoluzione e assoluzione. E motivazione e motivazione. Quella che chiuse, per esempio, il caso giudiziario di Conconi (doping reale, programmato è di lungo corso!) costituì un atto d’accusa morale durissimo in materia di doping all’italiana.

La Juventus esce dalla vicenda doping in tutt’altro modo. PULITA! L'accusa di doping nei suoi confronti era di tutt'altra motivazione, chi per vendetta Guariniello, e chi per interesse: il sottobosco di Candido cannavo', che detto tra noi, lei non ne gode l'immunità! (anzi, per quanto ne so, lei ne è un onorato membro): Zeman era una vittima di questa Candida Canapa e in certi ambienti e ben noto (L’attenzione con cui l'associazione "a delinquere" mediatica: la cupola mafiosa "dell'USSI"- sempre il Candido-topo di fogna catanese: Cannavo',  è quella Massonica al servizio dei piduisti: Tronchetti Provera, Ifil-famiglia Elkann, De Benedetti, Caltagirone, Geronzi, Carraro ecc.ecc., ha seguito la vicenda, improntata sulla disonestà e il garantismo a Guariniello!
SARÀ ANCHE DI FRUGAROLO MA L'INDOLE, È DA CORROTTO MAGISTATO NAPOLITANO!


Oggi se ci fosse qualche scribacchino di giornale e qualche ciarlatano di Tv e Radio con un minimo di dignità, avrebbe il dovere di prendere atto che gli innocenti sono innocenti! Prove alla mano la Juve lo e!

Un processo non si tiene nè nelle piazze nè al bar, ne sui giornali ne in Radio TV come fatto per la Juventus: è frutto di valutazione accurata e di civiltà giuridica.

E proprio il clamore sollevato dalle requisitorie del pm, dagli interrogatori fiume dati in pasto ai media (con insinuazioni e risatine ironiche dallo stesso giudice Casalbore, che  più che un giudice sembava un novello Torquemada da vergogna biblica!

E' dovere del pm, dai sospetti deve trovare il riscontro finale nella sentenza d’appello, al di là di ogni ragionevole dubbio: innocente! Capito Beccantini? INNOCENTE!!!

Chi vuole approfondire il tema doping nel calcio può ancora farlo con slancio. Guardando in tante altre direzioni: Milano, Roma, Firenze in primis! P S: lei che "vuole dare a intendere" di essere un opinionista onesto, avrebbe dovuto chiedere spiegazioni a Guariniello sulle infondate accuse che lo hanno indotto per quattro lunghi anni alla vana ricerca di impropabili prove!

Che in due anni di processo lo hanno portato in un vicolo cieco, che per arrampicarsi sugli specchi, ha dovuto ricorrere a un diverso capo d'accusa dopo il fallimento del biennale processo chiedendo alla corte (e stranamente accordato) un'altro anno di tempo per cercare nuove impropabili prove che certamente avrà cercato qualche tarocco, non trovando ne prova e ne tarocco!

Allora che cosa hanno fatto, con il giudice cospiratore hanno inventato la farsa del perito; rivolgendosi al corrotto curvaiolo: l'ultrà Romanista D'Amato.

Ogni giornalista con un minimo di onestà, ogni persona civile dovrebbe chiedere al giudice Casalbore il
ERA DIVENTATO FAMOSO PER AVER MULTATO GIOVANNE E UMBERTO AGNELLI. PARTENOPEO O IRPINO NULLA CAMBIA, STESSO DNA DI DI GUARINIELLO: INFAME!
perchè di tanta permissività all'inquisitore Guariniello, e del suo comportamento denigratorio verso tutto ciò che era Juventino, è come un vero Torquemaga 
addirittura colpevolizzando a priori, testimoni magari innocenti. Ma essendo lei parte in causa e come chiedere la croce al satanico cornuto, suo Protettore 




lunedì, aprile 17, 2006

Cagliari vergogna....Juventus stanca e sfortunata

Cagliari vergogna....Juventus stanca e sfortunata

Sfortuna, imprecisione, comportamento vergognoso dei giocatori del Cagliari e altrettanto vergognoso, arbitraggio a senso unico in favore dei Sardi (ormai è una costante), oltre a un'evidente stanchezza psico fisica di tutti i giocator Bianconeri. Si riassume così il quarto pareggio consecutivo della juventus e vede il suo vantaggio sul Milan ridursi ulteriormente. E da due mesi che la squadra accusa un'evidente stanchezza. La storia dello scorso anno si ripete, un lungo periodo di calo atletico, non sarebbe il caso di chiedere a capello sulla preparazione estiva e la sua gestione del gruppo? Una squadra di ottimi giocatori come può accusare una totale e prolungata mancanza di lucidità, passaggi sbagliati e passi, ma tocchi e appoggi all'avversario di turno? Sig. Capello celo spieghi: da due mesi la Juve smbra una squadra da centro sud della classifica, non la squadra che per 65 partite ha dominato in campionato! Comunque, nonostante il solito ambiente ostile alimentato dai media, nonostante l'arbitro, nonostante la sfortuna, nonostante il momento no causato da stanchezza e i succitati fattori, la juve a Cagliari ha creato diverse occasioni da gol che la pochezza sotto rete di Ibra e Zambrotta, la strana svogliatezza di DelPiero e la determinazione del portiere Chimenti, non hanno permesso un corposo punteggio, anzi dobbiamo ringraziare il nostro scugnizzo CANNAvaro se abbiamo evitato un'credibile sconfitta. Veramente bello il perentorio colpo di testa che fa secco Chimenti. Sul vergognoso comportamento dei giocatori del cagliari ha influito la permssività dell'arbitro. Hanno iniziato a provocare in modo sistematico alla Romana, Al delle Alpi iniziò Perrotta su Nedved, al Santelia ha iniziato Abeijon scalciando Mutu, con accenno di reazione dello Juventino sotto il controllo dell'arbitro che invece di un giusto e doveroso cartellino all'Uruguaiano, si limita alla ramanzina: tutto questo al minuto 7! al 9 cera un brutto intervento in scivolata di Esposito sulla caviglia destra di Chiellini. L'intervento falloso violento da dietro richiede il rosso diretto, per chiunque il fallo commette, anche se a trarne vantaggio è la Juventus! Impunita anche una gomitata da dietro, sulla nuca di Nedved, seguita da brutti interventi Da dietro su Zambrotta e Ibrahimovic, mostrati, anche se senza commento alla D.S. Arbitraggio a senso unico quindi, malgrado le succitate malefatte il sig. Airoldi il primo cartellino giallo lo sventolava a Blasi per un intervento in scivolata che portava via il pallone ad Abeijon, e questi visto il pallone sfuggirgli si lasciava andare in una messinscena da morte per strangolamento. Non contento l'arbitro di Molfetta si inventava un rigore contro la Juve, per la gioia dei Cagliaritani, dei media e delle gerarchie pallonare. Alla moviola della Domenica Sporiva l'ex arbitro Carlo Longhi, constatato che l'intervento di Zambrotta è pulito sulla palla e senza nessun contatto (salvo poi il tuffo di Langella), si inventa che, si, lui avrebbe dato rigore per danno causato. Alla domanda di Tosatti: causato da che cosa, l'ex arbitro sapeva rispondere con....diciamo che è un rigore per danno causato.... povera Italia. Il sig. Ayroldi, nella ripresa per proteggere il vantaggio del Cagliari, fischiava una marea di punizioni contro la Juve spezzettando il gioco e permettendo ai Cagliaritanidi di stare a lungo sdraiati per terra con una continua perdita di tempo talmente volgare che, nei minuti finali l'arbitro decideva di prendere il primo provvedimento al riguardo, quando il rossoblu Budel si scioglieva il nodo dei lacci delle scarpe e fingendo di legarle si inginocchiava davanti a Camoranesi impedendogli di calciare una punizione, "vergognoso"! Colpevoli erano anche i calciatori Bianconeri nel buttare la lalla fuori ogni volta che i Cagliaritani, al minimo contatto cadevano a terra come folgorati e facevano i morti, è accaduto più volte, una ripetizione dei giocatori giallorossi il Juve Roma. Ma il colpo di teatro avveniva per un accenno di reazione di Camoranesi sul fallo continuato del Cagliaritano Agostini, Certamenti il gesto di Camoranesi andava evitato, è l'arbitro avrebbe fatto bene ad ammonire i due giocatori, Il giocatore Rossoblu si lasciava andare a una messinscena vergognosa: Camoranesi lo toccava al petto con il bracco dalla parte del gomito a mo di spinta e la parte esterna del polso di Camoranesi forse lo toccava leggermente al collo, Agostini crollava al suolo contorcendosi e tenendosi zigomo e fronte, dopo alcuni minuti si dirigeva verso i bordi del campo massaggiandosi lo zigomo destro( camoranesi era alla sua sinistra), la fronte e la nuca, tutto documentato dalle telecamere di sky, una messinscena vergognosa, da prova TV e lunga squalifica. Ma non ci sono limiti alla vergogna, alla fine il colmo lo raggiungeva l'ex Bianconero Chimenti. Per la delusione della vittoria sfuggita nel recupero, dava letteralmente in escandescenza al punto che ci vollero tante persone, giocatori e dirigenti, per impedirgli di attaccare l'arbitro. Da ex con il cartellino ancora di proprietà della juventus avrebbe come minimo dovuto dare l'esempio, sia in occasione del sacrosanto rigore contro Conti sia alla fine. Invece era proprio lui il più esagitato. questo svergognato individuo dimentica che arrivato alla Juventus venne perdonato dallo spogliatoio per quella messinscena in un Lecce Juventus di 5 anni fa, quando simulò di essere stato colpito da Trezeguet, venendo poi smentito e sputtanato dai primi piani delle riprese tv. Purtroppo e il risultato del padre mediocre calciatore girovago impssibilitato a dargli un'educazione.
Le pagelle: Buffon. ng, Zambrotta 6.5, Kovac 6.5, Cannavaro 7,5, Chiellini 6, Nedved 5.5, Blasi 6, Vieira 6, Mutu 5, Ibrahimovic 6, Delpiero 4. Subentrati: Camoranesi 6.5, Balzaretti 6, Zalayeta.sv, All.Capello 6.

domenica, aprile 16, 2006

La Juve a Planet '"FUTBOL"

PLANET ‘FUTBOL’ - Tra pochi giorni il mondo del calcio si ritroverà in Spagna per una quattro giorni interamente dedicata al gioco più bello del mondo. A ‘Planet Futbol’, il salone internazionale del calcio che si terrà a Barcellona dal 19 al 23 aprile, sono previsti oltre 500.000 visitatori. In una nota sul sito ufficiale, il club rende noto – La Juventus sarà tra i protagonisti della rassegna – con uno stand allestito da Madison Mark, dove sarà dedicato ampio spazio agli Juventus Club DOC, sui quali si potranno ricevere le più dettagliate informazioni grazie anche alla presenza di Michelangelo Rampulla, responsabile del Centro Coordinamento Club. Video e supporti multimediali racconteranno la storia della società attraverso i suoi momenti più significativi e presenteranno le nuove, importanti iniziative, tra cui Juventus Channel

JUVENTUS PULITA!!! NESSUN REATO COMMESSO!!!

PERCHÈ LA JUVENTUS È PULITA? Prchè non ha commesso nessun reato!
TORINO, 11 marzo 2006 - L’uso di farmaci non costituisce reato, nemmeno dal punto di vista della somministrazione pericolosa. Non solo: la legge dell’89 che diede origine al processo per frode sportiva nei confronti di Antonio Giraudo e Riccardo Agricola non poteva essere applicata perché riguardava la frode sportiva contro le scommesse illegali e non l'abuso di farmaci. Lo afferma la terza sezione della Corte d’Appello di Torino nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 14 dicembre ha assolto l'amministratore delegato e responsabile medico del club bianconero dalle accuse rivolte dal pm Raffaele Guariniello, che aveva chiesto due anni di carcere e 3.800 euro di multa per Giraudo e tre anni e due mesi per Agricola.
130 PAGINE Ottantasei giorni dopo la lettura del dispositivo, ieri Pietro Capello, l’estensore del documento (lungo 130 pagine), ha precisato nelle motivazioni che l’utilizzo di farmaci non proibiti «all’epoca dei fatti (cioè nel periodo compreso fra il ’94 e il ’98, ndr) rappresentava una pratica purtroppo molto diffusa negli ambienti del gioco del calcio in Italia». Anche se si trattava di medicinali usati "off label", cioè al di fuori di quanto previsto dal ministero della Salute, «non vi è motivo di ritenere che i giocatori in questione, professionisti e operanti in una squadra di serie A, fossero TUTTI degli ignari burattini nelle mani dei dirigenti della società». Come dire che i giocatori non sono mai stati ingannati, facendo cadere così anche il reato di somministrazione pericolosa.
VALORI NORMALI Ma vi è di più: in merito all’accusa di somministrazione di Eritropoietina, la famigerata Epo, «il valore probatorio di quanto presunto dal professor D’Onofrio è francamente molto modesto» dicono i giudici torinesi in merito alla superperizia dell’ematologo Giovanni D’Onofrio, il consulente del tribunale, sul cui il verdetto il giudice di primo grado aveva ritenuto che in casa bianconera fosse circolata l’Eritropoietina. «A differenza del Giudice Casalbore — la corte aggiunge — che le anomalie segnalate dal perito, appaiono tutte circoscritte in quell’ambito di normalità di valori».
TROFEI SALVI Le motivazioni alla sentenza rappresentano «parole nette e chiare che non lasciano dubbi e spazi per ulteriori insinuazioni. "Il fatto non sussiste", "il fatto non è previsto dalla legge come reato" e "il fatto non costituisce reato" sono parole nette e chiare. Tutti i trofei della Juve sono e saranno sempre esclusivamente il frutto di un grande lavoro, fatto di umiltà, determinazione e costanza: caratteristiche che hanno reso grandi nel mondo i colori Juventini». Per la pubblica accusa quei trionfi erano stati «la cartina di tornasole del doping» ma il giudice dice che «è arbitrario e apodittico» affermare che «l’unico sistema per coniugare il risanamento economico ai risultati agonistici sarebbe stato quello di utilizzare la farmacia». Il verdetto emesso dal Giudice unico Casalbore nel processo di primo grado nel novembre del 2004, aveva sentenziato l’assoluzione per Giraudo ma la condanna a un anno e dieci mesi per Agricola, getta oscure ombre su tale decisione; ma ancor più sul procuratore Guariniello e le motivazioni che lo hanno indotto a una inchiesta durata SETTE lunghi anni, a spese dei cittadini Italiani!. Ora la procura per cercare di salvare la faccia dovrà ricorrere in Cassazione.