domenica, gennaio 04, 2026
Juventus Lecce 1-1 arbitro Collu. VAR-Doveri e Ghersini. Il fallo del rigore Sbagliato
inter Parma 0-2. arbitro Braschi. Al 76 sullo 0-1 bergomi e co. cominciano l'assalto all'arbitro e finisce in 8 e 0-2 Meazza 17 febbraio 1999
Il campionato è oltre il giro di boa. La Fiorentina del Trap e la Lazio di Eriksson si sono ritagliate il ruolo di favorite per la vittoria finale, ma sotto la Madunina il Milan di Zaccheroni è in crescita. L’Inter, a meno otto dalla vetta, sembra aver ormai perso le speranze. Dopo l’esonero di Gigi Simoni adesso la squadra è affidata a Mircea Lucescu e, il fatto di doversela vedere col Manchester United per i quarti di Champions, spinge i nerazzurri a non sottovalutare troppo l’altro impegno, quello spesso snobbato, della Coppa Italia che è ormai giunta alle semifinali. A San Siro il 17 febbraio 1999 è prevista l’andata, contro il Parma di Tanzi, che con la coppa nazionale sembra avere un feeling particolare. Per l’occasione i due club non si risparmiano e mandano in campo un undici di buon livello.[1]
La partita scorre senza particolari sussulti fino al minuto 76, quando un contrasto tra Cauet e Vanoli sulla fascia sinistra innesca il finimondo. Il fatto è che gli interisti vorrebbero fallo a favore, mentre l’arbitro Braschi di Prato ravvisa una irregolarità proprio del biondo francese e, visto che Asprilla si sta avventando sul pallone, concede il vantaggio. Il colombiano lancia Veron che con un tiro da fuori area batte Pagliuca. Braschi in cuor suo è felice della “finezza arbitrale”, come dichiarerà alla Gazzetta dello Sport il giorno successivo. Ma proprio la presenza di una sua intervista sul quotidiano sportivo è indice che qualcosa quella sua finezza ha innescato.
Il trovarsi sotto 0-1 sotto a capitan Bergomi fa perdere la testa. Già
ammonito protesta e ci mette poco per farsi cacciare, ma le rimostranze
contro l’arbitro continuano. Braschi è accusato di essere peggio di Ceccarini
(offesa massima ricevibile da parte di un interista in quel periodo) ed
è assediato, tra gli altri, da Zanetti e Colonnese che ottengono la
gioia di poter seguire lo zio Beppe negli spogliatoi.
A nulla serve la richiesta di clemenza di Pagliuca. I tre espulsi restano. Una cosa del genere si era vista solo in
uno Juventus-Bologna annata 1948/49: una tripla espulsione per proteste
nelle fila dei felsinei (Taiti, Marchi e Tacconi) seguita alla
decisione dell’arbitro Carpani di Milano di fischiare un rigore alla
Juventus sul 2-1 per gli ospiti. Il capitano Cappello in quel caso ritirò la squadra e si beccò tre giornate di squalifica.
A San Siro, invece, l’Inter rimane in campo, forse sperando di poter raddrizzare la situazione nel match di ritorno, come sempre, portandosi l'arbitro, ma in undici contro otto il Parma raddoppia con Abel Balbo su cross di Orlandini. Ma troppo forte il potere di Tanzi, e non gli fu permesso. Al ritorno il Parma vincerà ancora (2-1) e otterrà il visto per la finale, dove un doppio pareggio con la Fiorentina (1-1 a Parma, 2-2 a Firenze) consegnerà ai ducali per la seconda volta la Coppa Italia. (Io me chiamu Fiderico: mangiu, bivu e minnde fricu).
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L’Inter
parte con Pagliuca; Colonnese, Bergomi, Galante, Zanetti; Winter,
Cauet, Simeone, Milanese; Djorkaeff, Ventola. Per il Parma allenato da
Malesani scendono in campo Buffon; Sartor, Thuram, Cannavaro; Stanic,
Fuser, Longo, Vanoli; Veron; Balbo, Asprilla
È addirittura
il presidente federale Nizzola ad autorizzare l’arbitro toscano a
rilasciare dichiarazioni per difendersi dalle accuse interiste
Fa
specie soprattutto l’espulsione di Javier Zanetti. L’argentino solo a
38 anni, alla sedicesima stagione in maglia nerazzurra, rimedierà la
prima espulsione in A (Inter-Udinese 0-1, 3/12/2011) per fallo da ultimo uomo, perche dalla corrotta Disinformazione dell'#AssociazioneaDelinquereMediuatica, sempre protetti!