Altro che ricusazione! PretendIamo giustizia!
Tutto sembra indicare che il processo di Napoli, nato e sviluppatosi come una squallida farsa, debba giungere alla giusta conclusione, con un verdetto assolutorio per gli imputati.
Ma in modo indecente, in tanti non ci stanno, e sono gli stessi che sin dall'inizio hanno temuto quest'epilogo, consapevoli dell'inconsistenza di un teorema accusatorio che definire ridicolo è dire poco.
Così si spiega il colpevole disinteresse di quasi tutti i media per un processo il cui oggetto è quello che loro stessi avevano definito il più grave scandalo che abbia colpito il calcio italiano.
Trova altresì giustificazione il percorso ad ostacoli cui è stata costretta la Dott.ssa Casoria, che ha il torto di voler compiere il suo dovere, e proprio domani dovrà affrontare l'ultima trappola posta sul suo cammino, che indirettamente riguarda il nostro futuro, con il giudizio sull'istanza di ricusazione promossa disperatamente dall'accusa. E' opportuno, quindi, fare un breve riepilogo di quanto capitato partendo dalla fine.
Domani, infatti, si terrà innanzi alla Corte d'Appello di Napoli l'udienza per decidere sulla richiesta di ricusazione dei PM Narducci e Capuano nei confronti del Presidente del collegio giudicante nel processo " Calciopoli ".
Com'è noto, siamo alla presenza della terza iniziativa di questo genere e nonostante le prime due, quella delle parti civili e un'altra, sempre, promossa dai Pubblici Ministeri, abbiano avuto esito negativo per gli istanti, l'accusa ci riprova, e caso unico nella storia della Giustizia Italiana, per la seconda volta chiede la sostituzione del giudice.
Questi sono i passi ufficiali, ma sin dall'inizio come si è poi saputo, la Dott.ssa Casoria ha subito notevoli pressioni allo scopo di farla rinunciare. Cerchiamo, comunque, di comprendere da cosa sia scaturita questa nuova istanza.
Come tutti saprete, il CSM ha adottato nei confronti della Giudice, la sanzione disciplinare della censura, per le espressioni non proprio ortodosse adoperate dalla stessa nei confronti di alcuni suoi colleghi della nona sezione penale del Tribunale di Napoli, di cui la Casoria era Presidente.
In occasione del procedimento, la Procura Generale che ha sostenuto l'accusa davanti al CSM, ha chiamato come testi quattro giudici tra cui spiccano le due giudici a latere nel processo di calciopoli e i due PM Narducci e Capuano dello stesso procedimento che da questa circostanza hanno tratto spunto per richiedere nuovamente la ricusazione.
Da più parti si è manifestato il forte dubbio che il provvedimento adottato dal CSM, potrebbe condizionare, in maniera negativa per la Signora Casoria e indirettamente per i colori bianconeri, la decisione della Corte d'Appello chiamata a pronunciarsi, sulla richiesta di ricusazione dei PM.
Noi siamo convinti, al contrario, che il procedimento disciplinare conclusosi con la censura non abbia alcuna attinenza, né potrà mai influenzare il giudizio della Corte d'Appello, chiamata a vagliare l'istanza, domani 20 maggio.
Le nostre certezze non si poggiano sulla fede sportiva, bensì sul Diritto e per fare chiarezza riportiamo gli articoli 36 e 37 del CPP
Art. 36 Astensione
1. Il giudice ha l'obbligo di astenersi:
a) se ha interesse nel procedimento o se alcuna delle parti private o un difensore Ë debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;
b) se è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di dette parti Ë prossimo congiunto (c.p 307-4.) di lui o del coniuge;
c) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull'oggetto del procedimento fuori dell'esercizio delle funzioni giudiziarie;
d) se vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto (c.p 3074.) e una delle parti private;
e) se alcuno dei prossimi congiunti (c.p 307-4.) di lui o del coniuge Ë offeso o danneggiato dal reato o parte privata;
f) se un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;
g) se si trova in taluna delle situazioni d'incompatibilità stabilite dagli artt. 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario ;
h) se esistono altre gravi ragioni di convenienza.
Art. 37 Ricusazione
1. Il giudice può essere ricusato dalle parti:
a) nei casi previsti dall'art. 36 comma 1 lett. a), b), c), d), e), f), g);
b) se nell'esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione.
2. Il giudice ricusato non può pronunciare nè concorrere a pronunciare sentenza fino a che non sia intervenuta l'ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione (41).
Queste norme contengono le ipotesi tassative, in presenza delle quali, può essere richiesta la ricusazione di un giudice.
E', pertanto fondamentale capire quali motivi siano stati addotti dai pm napoletani a corredo di questa seconda istanza di ricusazione.
La motivazione della richiesta di ricusazione sarebbe che la circostanza del procedimento disciplinare innanzi al CSM con testimoni d'accusa I PM e due giudici a latere nel processo su calciopoli condizionerebbe la Dott.ssa Casoria fino al punto di avere un interesse "diretto" nel procedimento penale in corso, che potrebbe pregiudicare il suo ruolo di soggetto terzo ed imparziale.
In altre parole la richiesta di ricusazione troverebbe fondamento normativo nell'art. 36 lettera a) C.P.P.:Se il giudice ha interesse nel procedimento;
Non si comprende, però, quale interesse la Casoria possa avere nel procedimento contro Moggi e altri: forse quello di assolvere gli imputati solo per ripicca nei confronti dei PM che hanno sostenuto l'accusa nel procedimento disciplinare dinanzi al CSM?
Procedimento disciplinare che, si badi bene, non ha alcuna attinenza con il processo penale su calciopoli e con il suo esito, come sottolineato anche dal Giudice Alemi, Presidente del Tribunale di Napoli, commentando le decisioni del CSM
Al più si può dedurre che tra i componenti del collegio giudicante nel processo di calciopoli, così come tra la Dott.ssa Casoria e i pm rappresentanti la pubblica accusa nello stesso processo,non corra buon sangue , ma tale condizione non rientra in alcuna delle ipotesi previste dagli articoli 36 e 37 del C.P.P., ipotesi , ribadiamo , tassative , cioè non se ne possono inventare di sana pianta altre come i pm vorrebbero....
Eventualmente, si potrebbe addurre una certa mancanza di serenità da parte della Giudice, ma nulla di più, e dato che la stessa non ha mai dichiarato di volersi astenere, non vediamo come possa essere ricusata dalla Corte D'Appello.
A questo punto tutti i cittadini, non solo i tifosi, dovrebbero chiedere: ma perché tutto questo?
La verità è una sola: quella che la "gazza ladra" aveva, in coincidenza della sua nomina, definita un Magistrato al di sopra delle parti, salvo poi a cambiare opinione, lo è veramente.
Inoltre per l'accusa questa SIGNORA ha un vizio d'origine, non le interessa il calcio e pertanto non assimilabile a quel "sentimento popolare", che per loro vuol dire, essere antijuventini sempre e comunque , e in nome del quale si è perpetrato lo stupro del 2006.
Dopo la farsa e la corsa ad ostacoli, il processo ci sta, quindi, offrendo l'esibizione di Narducci e Capuano in uno di quegli sport estremi, tanto di moda: "L'arrampicata sugli specchi", resi sempre più scivolosi, oltre che dalle difese, dai loro stessi testimoni che non hanno esitato a definire, mendaci, durante la requisitoria.
E', perciò, evidente che la richiesta di ricusazione, è solo l'ultimo "mezzuccio" dei PM, per arrivare alla prescrizione, evitando così una sentenza che per quanto emerso non può che essere d'assoluzione. Il che avrebbe serie ripercussioni proprio su chi, ostinatamente, ha voluto un processo, fondato sulle chiacchiere, e rappresentando in modo penoso, un apparato dello Stato con notevole spreco di denaro pubblico.
Domani sarà, pertanto, un giorno cruciale per il futuro della Juve, perché un eventuale accoglimento della ricusazione azzererebbe, di fatto, il procedimento, facendo scivolare tutto verso la prescrizione.
Noi, invece, pretendiamo che il processo prosegua e giunga alla naturale conclusione con una giusta sentenza che è il passaggio fondamentale per riappropriarci della dignità scippata. E se la società decidesse, anche alla presenza di un'assoluzione, di non intraprendere le doverose azioni per riottenere quanto, truffaldinamente, ci è stato tolto, andremo, comunque, avanti per la nostra strada, facendo sentire la nostra voce in tutte le sedi, convinti della bontà di una lotta, iniziata cinque anni fa e che non può certo fermarsi in vista del traguardo.
Roberto Calabrone
giovedì, maggio 19, 2011
sabato, maggio 14, 2011
Gli Autori della "DrammaticaFarsopOpoli"
I TRE sciacalli - Lepore-Narducci-Auricchio della discarica-(Tribunale) di Napoli.
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Da un post di Michele Cavaliere al Forum Corsera del 14 Maggio 2011
14 Maggio 2011 - 14 Maggio 2003
JUVENTUS-REAL MADRID 3-1
JUVENTUS: Buffon;Thuram,Tudor,Montero, Birindelli (15' st Pessotto);Zambrotta, Tacchinardi, Davids (45' st Conte);Nedved; Trezeguet (31' st Camoranesi),Del Piero. Allenatore: Lippi.
REAL MADRID: Casillas; Salgado, Hierro, Helguera, Roberto Carlos; Flavio Conceicao (7' st Ronaldo), Guti, Cambiasso (31' st McManaman); Figo, Zidane; Raul. In panchina: Cesar, Morientes, Portillo, Solari, Pavon.
Allenatore: Del Bosque.
ARBITRO: Meier (Svizzera).
RETI: 12' pt Trezeguet, 42' pt Del Piero, 27' st Nedved e 43' st Zidane.
Questo paragrafo il Col.Auricchio si è scordato di confutarlo,eppure rientra nel materiale probatorio tratto dalla Gazzetta. La Juve ladrona andava a giocarsi la terza finale consecutiva di Champions dopo aver schiacciato le Merengue (Real Madrid). Non fu ritenuto rilevante. Invece trattasi di un indizio molto importante, decisivo direi, per la definitiva condanna. Nel frattempo i ladroni si erano riconfermati tali, vincendo anche il campionato. Ma facitece ò piacere, Jatevenn!
fonte Corriere della Sera: Calcio, la bacheca di Corriere.it
http://forum.corriere.it/calcio-la-bacheca-di-corriereit/14-05-2011/14-maggio-2003-1792764.html
TRE CAMPIONI DI CORRUZIONE: TRONCHETTI-MORATTI-GIUDA ROSSI & CORROTTO-BORRELLI
D.N.A-inter-DI TRE CAVALIERI DEL MALE
CORRUTTORE MASSIMO & CORROTTO BORRELLI
Inviato da dusko
Anche L'interista Pisapia, contro il "giudizio sommario" di MorattOpoli
LETTERA ALL'AVVOCATO PISAPIA
Egreggio Dottor Pisapia,
molti di noi juventini sappiamo che Lei e' tifoso interista...tutto bene fin qui. E' sappiamo e ammiriamo il suo senso di onesta' civica e morale...E questo va benissimo! Ma stride in un paese di sciacalli come il il Paese dei Moratti. Il colpo BASSO che le ha inferto la Brichetto, approfittando del "dovere di NON replica", e' stata una vera pugnalata alle spalle degna del piu' incallito dei criminali, ed esula da ogni forma di quell'onesta' di cui si si e' piratescamente impadronita la famiglia Moratti (il pensiero va sempre ai 100 mila dossier di Tronchetti!). Noi sappiamo, come siamo sicuri che Lei sa, che da Angelo Moratti: "Caso Mattei" prima e dopo, per finire agli eredi dei giorni nostri: "una tra tutte" le azioni gonfiate per derubare i poveri risparmiatori (anche per pagare i debiti dell'inter!), se c'e' una cosa che manca alla famiglia Moratti e', l'onesta materiale e' intellettuale...Essi sono dei veri disonesti! Purtroppo, non e' tanto per i soldi che si possono comprare l'onesta, ma quanto per quei 100 000 dossier in mano agli scagnozzi di "sisde e sismi". Lei a quei dossier ha gia' fatto un accenno, che ne direbbe se buttasse una granata su "FARSOPOLI e lo scudetto degli onesti...Perche' siamo certi che lei SA come stanno realmente le cose. Le aggiungo un suo ONESTO intervento su calciopoli datato: 7 luglio 2006. Con l'augurio di una sua netta vittoria, sia per Lei personalmente, che per il cento sinistra, la saluto cordialmente e FORZA PISAPIA!!!
Navelino Arriosa
===========
7 luglio 2006, Avv. Giuliano Piapia: "Non si fa pulizia con questo giudizio sommario"
Pisapia, ex deputato prc ora alla guida della commissione di riforma del codice penale:
"assente il contraddittorio. Il diritto di difesa è solo virtuale".
ROMA – L’avvocato Giuliano Pisapia, ex deputato di Rifondazione comunista chiamato ora al ministero della Giustizia per guidare la commissione di riforma del Codice penale. Codice della giustizia sportiva alla mano, il professor Pisapia prova a ragionare sulla procedura osservata davanti alla Caf (Commissione d’appello federale) che in questo caso opera come tribunale di primo grado in quanto c’è il coinvolgimento di dirigenti federali:
"Leggo l’articolo 37 del codice: “Il dibattimento si svolge il contraddittorio tra la procura federale e le parti… Al termine del dibattimento il rappresentante della procura formula le proprie richieste”. Bene, qui il dibattimento non c’è stato. Perché il dibattimento è il luogo dove si verifica la tesi accusatoria e si forma la prova.".
Ecco, dopo anni e anni di processi sportivi condotti in questo modo ora ci si rende conto di alcune asimmetrie. Spiega ancora Pisapia:
Anche per i giudici più imparziali e più autorevoli – come quelli scelti in questo caso – è ben difficile arrivare a una sentenza equa se il loro giudizio, come sta avvenendo in questo processo, si basa solo sugli atti della pubblica accusa.".
E allora, analizziamolo questo fascicolo della pubblica accusa:
"sono gli atti dell’ufficio indagini della Figc, direi la “polizia giudiziaria” del dottor Borrelli, e gli atti inviati dalle procure della Repubblica.".
E anche sulle carte che arrivano dalla magistratura ordinaria, insiste Pisapia":
"non c’è stata la possibilità di intervento della difesa: e tutto ciò esclude un giudizio equo in quanto non c’è neanche la possibilità di invertire l’onere della prova. In altre parole, davanti alle tesi dell’accusa, gli incolpati non hanno la possibilità diprovare la inattendibilità o la non veridicità o l’inconsistenza o gli elementi di incertezza contenuti in quegli atti.". Ecco, tutto questo succede "nonostante l’articolo 37 parla di contraddittorio tra la procura e le parti".
Detto questo, l’avvocato Pisapia, che vive e lavora a Milano, ci tiene a sottolineare un elemento di costume:
"Dico queste cose in quanto credo fortemente che si possa arrivare a una sentenza giusta e equa, e a punire i responsabili di fatti realmente gravi sotto il profilo sportivo, solo se rispettano le regole e si rende effettivo e non solo virtuale il diritto di difesa e non si incerte l’onere della prova. Questa lunga premessa tecnica, per dire che qui non ci deve andare di mezzo il colore del tifo calcistico: Lo dico io che sono dell’Inter e cioè una persona che avrebbe in teoria un interesse alla conferma delle tesi dell’accusa".
Sperando dunque in un derby a Milano anche nel prossimo campionato, il nerazzurro Pisapia tende la mano al popolo del Milan, e perché no, all’avversario politico Silvio Berlusconi che pure ha fronteggiato come avvocato di parte civile nell’interminabile processo Sme:
"Non è così che si fa pulizia del marciume diffuso. Lo si fa solo creando una situazione per cui tutti i tifosi, di qualsiasi squadra siano, alla fine del processo non possano recriminare che vi sia stato un giudizio sommario in cui sono stati lesi i diritti della difesa".
Tutta questa velocità impressa al dibattimento è dovuta anche a un fatto extraprocessuale: ovvero la fretta di compilare i calendari. Ma qui, osserva Pisapia: <<
"tanta premura porta dei problemi seri e parlo delle intercettazioni telefoniche: in un processo normale quanto meno si verifica, con tanto di perizia, la correttezza delle trascrizioni dei brogliacci fatta dalla polizia giudiziaria. E molto spesso capita che una parola venga equivocata… E quella può essere una parola decisiva per una assoluzione o una condanna". Martirano Dino - Corriere della Sera (7 luglio 2006)
MorattOpoli: I TRE FARABUTTI DI FarsOpoli
Egreggio Dottor Pisapia,
molti di noi juventini sappiamo che Lei e' tifoso interista...tutto bene fin qui. E' sappiamo e ammiriamo il suo senso di onesta' civica e morale...E questo va benissimo! Ma stride in un paese di sciacalli come il il Paese dei Moratti. Il colpo BASSO che le ha inferto la Brichetto, approfittando del "dovere di NON replica", e' stata una vera pugnalata alle spalle degna del piu' incallito dei criminali, ed esula da ogni forma di quell'onesta' di cui si si e' piratescamente impadronita la famiglia Moratti (il pensiero va sempre ai 100 mila dossier di Tronchetti!). Noi sappiamo, come siamo sicuri che Lei sa, che da Angelo Moratti: "Caso Mattei" prima e dopo, per finire agli eredi dei giorni nostri: "una tra tutte" le azioni gonfiate per derubare i poveri risparmiatori (anche per pagare i debiti dell'inter!), se c'e' una cosa che manca alla famiglia Moratti e', l'onesta materiale e' intellettuale...Essi sono dei veri disonesti! Purtroppo, non e' tanto per i soldi che si possono comprare l'onesta, ma quanto per quei 100 000 dossier in mano agli scagnozzi di "sisde e sismi". Lei a quei dossier ha gia' fatto un accenno, che ne direbbe se buttasse una granata su "FARSOPOLI e lo scudetto degli onesti...Perche' siamo certi che lei SA come stanno realmente le cose. Le aggiungo un suo ONESTO intervento su calciopoli datato: 7 luglio 2006. Con l'augurio di una sua netta vittoria, sia per Lei personalmente, che per il cento sinistra, la saluto cordialmente e FORZA PISAPIA!!!
Navelino Arriosa
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7 luglio 2006, Avv. Giuliano Piapia: "Non si fa pulizia con questo giudizio sommario"
Pisapia, ex deputato prc ora alla guida della commissione di riforma del codice penale:
"assente il contraddittorio. Il diritto di difesa è solo virtuale".
ROMA – L’avvocato Giuliano Pisapia, ex deputato di Rifondazione comunista chiamato ora al ministero della Giustizia per guidare la commissione di riforma del Codice penale. Codice della giustizia sportiva alla mano, il professor Pisapia prova a ragionare sulla procedura osservata davanti alla Caf (Commissione d’appello federale) che in questo caso opera come tribunale di primo grado in quanto c’è il coinvolgimento di dirigenti federali:
"Leggo l’articolo 37 del codice: “Il dibattimento si svolge il contraddittorio tra la procura federale e le parti… Al termine del dibattimento il rappresentante della procura formula le proprie richieste”. Bene, qui il dibattimento non c’è stato. Perché il dibattimento è il luogo dove si verifica la tesi accusatoria e si forma la prova.".
Ecco, dopo anni e anni di processi sportivi condotti in questo modo ora ci si rende conto di alcune asimmetrie. Spiega ancora Pisapia:
Anche per i giudici più imparziali e più autorevoli – come quelli scelti in questo caso – è ben difficile arrivare a una sentenza equa se il loro giudizio, come sta avvenendo in questo processo, si basa solo sugli atti della pubblica accusa.".
E allora, analizziamolo questo fascicolo della pubblica accusa:
"sono gli atti dell’ufficio indagini della Figc, direi la “polizia giudiziaria” del dottor Borrelli, e gli atti inviati dalle procure della Repubblica.".
E anche sulle carte che arrivano dalla magistratura ordinaria, insiste Pisapia":
"non c’è stata la possibilità di intervento della difesa: e tutto ciò esclude un giudizio equo in quanto non c’è neanche la possibilità di invertire l’onere della prova. In altre parole, davanti alle tesi dell’accusa, gli incolpati non hanno la possibilità diprovare la inattendibilità o la non veridicità o l’inconsistenza o gli elementi di incertezza contenuti in quegli atti.". Ecco, tutto questo succede "nonostante l’articolo 37 parla di contraddittorio tra la procura e le parti".
Detto questo, l’avvocato Pisapia, che vive e lavora a Milano, ci tiene a sottolineare un elemento di costume:
"Dico queste cose in quanto credo fortemente che si possa arrivare a una sentenza giusta e equa, e a punire i responsabili di fatti realmente gravi sotto il profilo sportivo, solo se rispettano le regole e si rende effettivo e non solo virtuale il diritto di difesa e non si incerte l’onere della prova. Questa lunga premessa tecnica, per dire che qui non ci deve andare di mezzo il colore del tifo calcistico: Lo dico io che sono dell’Inter e cioè una persona che avrebbe in teoria un interesse alla conferma delle tesi dell’accusa".
Sperando dunque in un derby a Milano anche nel prossimo campionato, il nerazzurro Pisapia tende la mano al popolo del Milan, e perché no, all’avversario politico Silvio Berlusconi che pure ha fronteggiato come avvocato di parte civile nell’interminabile processo Sme:
"Non è così che si fa pulizia del marciume diffuso. Lo si fa solo creando una situazione per cui tutti i tifosi, di qualsiasi squadra siano, alla fine del processo non possano recriminare che vi sia stato un giudizio sommario in cui sono stati lesi i diritti della difesa".
Tutta questa velocità impressa al dibattimento è dovuta anche a un fatto extraprocessuale: ovvero la fretta di compilare i calendari. Ma qui, osserva Pisapia: <<
"tanta premura porta dei problemi seri e parlo delle intercettazioni telefoniche: in un processo normale quanto meno si verifica, con tanto di perizia, la correttezza delle trascrizioni dei brogliacci fatta dalla polizia giudiziaria. E molto spesso capita che una parola venga equivocata… E quella può essere una parola decisiva per una assoluzione o una condanna". Martirano Dino - Corriere della Sera (7 luglio 2006)
MorattOpoli: I TRE FARABUTTI DI FarsOpoli
venerdì, maggio 13, 2011
ONOFRIO A "TUTTI PAZZI PER LA JUVE
Aggiornamento
Il 10 maggio 2011 è stato un giorno importante con il primo atto concreto di un’iniziativa accolta, come tutte le cose difficili, tra lo scetticismo generale. Grazie, però, ad un’azione che ha visto protagoniste diverse organizzazioni del tifo bianconero e l’ostinazione di Juvenews, oggi possiamo dire che il progetto di Onofrio, ha, finalmente, mosso i primi passi con un risultato, forse, insperato. E, quindi, riteniamo doveroso elogiare chi ha partecipato, o dato risalto, all’iniziativa di pubblicare un articolo comune, per ricordare i 365 giorni trascorsi, invano, dalla presentazione del famoso esposto, dimostrando, in modo tangibile, cosa significhi essere Juventini.
Grazie, pertanto, a: Juve Central, Nobiltà Gobba, Canale Juve, La Juve siamo noi, Cronache bianconere, JuventusTheBest Forum, Il Blog di Alessandro Magno, Lo Juventino, Ju29ro che ha dato ampio risalto all’evento, pubblicando integralmente l’articolo e l’elenco delle organizzazioni coinvolte. Una menzione è doverosa per il sig. Michele di Spaldro (apocalisse Foggia) che sul forum d’intopic su calciopoli ha dedicato spazio, al progetto. Infine vogliamo ricordare l’interessamento, reale, di Antonio Corsa, Tutti pazzi per la Juve e calcio GP, Calbrone 37, anche se non hanno potuto partecipare in maniera attiva.
Consentiteci, comunque, di rimarcare, con un pizzico d’orgoglio, come l’idea di un singolo, stia diventando, un percorso comune, da migliorare, con il contributo di tutti, il cui traguardo è quel coordinamento dei tifosi che dovrà essere un pungolo per la società e una spina nel fianco per la federazione, i media e tutte le istituzioni che ci hanno messo alla berlina. Cominciando dalla Giustizia che sta offrendo un pessimo spettacolo e innanzi alla quale il 20 di maggio, con la discussione sulla ricusazione della Signora Casoria, vi sarà uno snodo cruciale per il nostro futuro. Al riguardo, sarebbe forse il caso di pensare a una nuova iniziativa congiunta. Sperando che altre voci si uniscano alle nostre anche per evitare che in futuro possano ripetersi scempi simili a quelli del 2006 quando il sentimento popolare, guidato dai poteri forti, ha avuto buon gioco grazie al nostro atteggiamento, fin troppo passivo.
Voi che dite? Aspettiamo idee.
Sempre e comunque forza Juve
Pubblichiamo con piacere messaggio inviato da JU29RO: Grazie della citazione, è stato un piacere per noi pubblicare il testo integrale della vostra iniziativa.
Continueremo a dare risalto a tutto quello che può servire a restituire dignità ai nostri colori.
A presto.
Ju29ro.Com
La redazione
Il 10 maggio 2011 è stato un giorno importante con il primo atto concreto di un’iniziativa accolta, come tutte le cose difficili, tra lo scetticismo generale. Grazie, però, ad un’azione che ha visto protagoniste diverse organizzazioni del tifo bianconero e l’ostinazione di Juvenews, oggi possiamo dire che il progetto di Onofrio, ha, finalmente, mosso i primi passi con un risultato, forse, insperato. E, quindi, riteniamo doveroso elogiare chi ha partecipato, o dato risalto, all’iniziativa di pubblicare un articolo comune, per ricordare i 365 giorni trascorsi, invano, dalla presentazione del famoso esposto, dimostrando, in modo tangibile, cosa significhi essere Juventini.
Grazie, pertanto, a: Juve Central, Nobiltà Gobba, Canale Juve, La Juve siamo noi, Cronache bianconere, JuventusTheBest Forum, Il Blog di Alessandro Magno, Lo Juventino, Ju29ro che ha dato ampio risalto all’evento, pubblicando integralmente l’articolo e l’elenco delle organizzazioni coinvolte. Una menzione è doverosa per il sig. Michele di Spaldro (apocalisse Foggia) che sul forum d’intopic su calciopoli ha dedicato spazio, al progetto. Infine vogliamo ricordare l’interessamento, reale, di Antonio Corsa, Tutti pazzi per la Juve e calcio GP, Calbrone 37, anche se non hanno potuto partecipare in maniera attiva.
Consentiteci, comunque, di rimarcare, con un pizzico d’orgoglio, come l’idea di un singolo, stia diventando, un percorso comune, da migliorare, con il contributo di tutti, il cui traguardo è quel coordinamento dei tifosi che dovrà essere un pungolo per la società e una spina nel fianco per la federazione, i media e tutte le istituzioni che ci hanno messo alla berlina. Cominciando dalla Giustizia che sta offrendo un pessimo spettacolo e innanzi alla quale il 20 di maggio, con la discussione sulla ricusazione della Signora Casoria, vi sarà uno snodo cruciale per il nostro futuro. Al riguardo, sarebbe forse il caso di pensare a una nuova iniziativa congiunta. Sperando che altre voci si uniscano alle nostre anche per evitare che in futuro possano ripetersi scempi simili a quelli del 2006 quando il sentimento popolare, guidato dai poteri forti, ha avuto buon gioco grazie al nostro atteggiamento, fin troppo passivo.
Voi che dite? Aspettiamo idee.
Sempre e comunque forza Juve
Pubblichiamo con piacere messaggio inviato da JU29RO: Grazie della citazione, è stato un piacere per noi pubblicare il testo integrale della vostra iniziativa.
Continueremo a dare risalto a tutto quello che può servire a restituire dignità ai nostri colori.
A presto.
Ju29ro.Com
La redazione
Presidente Agnelli, allora anche Lei... no! Non ci vogliamo credere!
JUVENTINOVERO
Alberto Puccini
Le priorità del presidente
"Non escludiamo nulla, potremmo anche andare a giocare in un'altra Lega”.
Sono le parole proferite da Andrea Agnelli ieri a commento della votazione sulla ripartizione di una quota dei diritti televisivi, sfavorevole alla Juve e alle altre società che vantano il maggior numero di tifosi.
Un presidente bianconero agguerritissimo che addirittura minaccia di portare la Juventus via dall’Italia, consapevole che una decisione del genere sarebbe un colpo fatale al già malconcio movimento pallonaro italiano.
Sentire parole del genere in questa circostanza mi fa malissimo, perché affievolisce le mie ultime piccole speranze in un presidente che abbia veramente voglia di ottenere giustizia su Farsopoli.
Erano cinque anni che aspettavo di sentire qualcuno della Juventus proferire parole del genere in relazione alle vicende di Farsopoli e alla clamorosa disparità di trattamento tra la Juventus e le altre società, già palese nel 2006 per chi ha voluto informarsi, ma emersa con forza dirompente negli ultimi due anni durante il dibattimento del processo di Napoli.
La revoca di due scudetti, la retrocessione in serie B e lo smembramento di una squadra che aveva appena schierato otto giocatori nella finale del campionato del mondo, oltre a sporcare indelebilmente l’immagine e la storia della società, hanno avuto conseguenze economiche ben più gravi della sfavorevole ripartizione di una quota di diritti televisivi.
Basti pensare ai costi per ricostruire una squadra di livello paragonabile a quella del 2006, alle numerose mancate partecipazioni alla Champion’s League, ai ridotti introiti dagli sponsor, alla ripartizione di un’altra quota di diritti televisivi legata ai risultati sportivi degli ultimi cinque anni.
Nonostante la Juventus stia pagando tutto questo da diversi anni ormai, e nonostante al momento del suo insediamento a presidente, nel maggio dello scorso anno, a Napoli fossero già “volate le sedie”, Andrea Agnelli non ha mai minacciato di portare la Juventus a giocare in un’altra Lega, non lo ha fatto al momento del suo insediamento, non ne ha parlato in occasione delle interviste rilasciate a Sky in agosto 2010 e a Tuttosport in dicembre 2010, e nemmeno all’assemblea degli azionisti dell’ottobre 2010.
E per quando ha tenuto in serbo le minacce? Per la prima occasione in cui le minacce avessero fatto comodo a coloro che hanno maggiormente beneficiato dell’eliminazione della Juventus in quell’estate maledetta.
Sono queste le priorità del nostro presidente?
fonte ju29ro.com, 12 Maggio 2011
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Che delusione presidente agnelli...che delusione...
Suo Padre si starà rivoltando nella tomba.
Angelo Calabrese
Alberto Puccini
Le priorità del presidente
"Non escludiamo nulla, potremmo anche andare a giocare in un'altra Lega”.
Sono le parole proferite da Andrea Agnelli ieri a commento della votazione sulla ripartizione di una quota dei diritti televisivi, sfavorevole alla Juve e alle altre società che vantano il maggior numero di tifosi.
Un presidente bianconero agguerritissimo che addirittura minaccia di portare la Juventus via dall’Italia, consapevole che una decisione del genere sarebbe un colpo fatale al già malconcio movimento pallonaro italiano.
Sentire parole del genere in questa circostanza mi fa malissimo, perché affievolisce le mie ultime piccole speranze in un presidente che abbia veramente voglia di ottenere giustizia su Farsopoli.
Erano cinque anni che aspettavo di sentire qualcuno della Juventus proferire parole del genere in relazione alle vicende di Farsopoli e alla clamorosa disparità di trattamento tra la Juventus e le altre società, già palese nel 2006 per chi ha voluto informarsi, ma emersa con forza dirompente negli ultimi due anni durante il dibattimento del processo di Napoli.
La revoca di due scudetti, la retrocessione in serie B e lo smembramento di una squadra che aveva appena schierato otto giocatori nella finale del campionato del mondo, oltre a sporcare indelebilmente l’immagine e la storia della società, hanno avuto conseguenze economiche ben più gravi della sfavorevole ripartizione di una quota di diritti televisivi.
Basti pensare ai costi per ricostruire una squadra di livello paragonabile a quella del 2006, alle numerose mancate partecipazioni alla Champion’s League, ai ridotti introiti dagli sponsor, alla ripartizione di un’altra quota di diritti televisivi legata ai risultati sportivi degli ultimi cinque anni.
Nonostante la Juventus stia pagando tutto questo da diversi anni ormai, e nonostante al momento del suo insediamento a presidente, nel maggio dello scorso anno, a Napoli fossero già “volate le sedie”, Andrea Agnelli non ha mai minacciato di portare la Juventus a giocare in un’altra Lega, non lo ha fatto al momento del suo insediamento, non ne ha parlato in occasione delle interviste rilasciate a Sky in agosto 2010 e a Tuttosport in dicembre 2010, e nemmeno all’assemblea degli azionisti dell’ottobre 2010.
E per quando ha tenuto in serbo le minacce? Per la prima occasione in cui le minacce avessero fatto comodo a coloro che hanno maggiormente beneficiato dell’eliminazione della Juventus in quell’estate maledetta.
Sono queste le priorità del nostro presidente?
fonte ju29ro.com, 12 Maggio 2011
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Che delusione presidente agnelli...che delusione...
Suo Padre si starà rivoltando nella tomba.
Angelo Calabrese
mercoledì, maggio 11, 2011
Una questione di dignità
Dignità? Chi non ne ha, non può inventarsela...
I dubbi che lo facciano apposta sono finiti da un pezzo ma certe conferme, la società, non ha mai smesso di fornircele. Al nono anno della ricorrenza che per Cobolli Gigli fu sinonimo di Manzoni e Napoleone, la dirigenza bianconera ha pensato di festeggiare con un video ad hoc. Per mancanza di risorse o svogliatezza del personale incaricato, la Juventus ha celebrato il 5 maggio con un servizio della Sanipoli.
Sì, avete letto bene, la stessa Francesca Sanipoli che a Napoli voleva costituirsi parte civile. La Francesca Sanipoli che raccontò al tribunale di aver promosso una causa per «dequalificazione professionale» poiché – sempre secondo il suo racconto – alla Rai la trattavano male non essendo persona gradita dalla Juventus. È evidente come oggi, dopo le sue accuse e la sua deposizione a Napoli, sia entrata finalmente nelle glorie della società presieduta da Agnelli. Ma le sorprese non finiscono qui...
Per mettere ulteriormente alla prova le coronarie dei tifosi, hanno pensato bene di far coincidere il rinnovo dell'ultimo contratto di Del Piero con questo giorno di festa. Pensiero gradito quanto il rinnovo stesso, non c'è dubbio. Il problema sorge dopo la firma, al momento delle interviste. Quando mancano tre giornate al termine della stagione 2010/11, il presidente della Juventus dichiara: «L’anno prossimo deve essere l’anno della riscossa», un proclama che vuole seguire gli esempi dei suoi “illustri” predecessori Blanc e Cobolli Gigli. All'interno dello stesso intervento, registra inoltre un apprezzamento per la frase: «L’anno prossimo voglio uscire dal nuovo stadio con un altro scudetto sul petto» che Del Piero gli avrebbe detto.
Il Capitano, che fesso non è, ha ironicamente chiesto ai giornalisti di dargli qualche anno in meno: «così finalmente quella stella che dice il presidente la prendiamo, se non il prossimo anno, gli altri anni». Perché, nonostante sia indubbio che la Juventus dovrebbe puntare a vincere tutto ogni anno, certe frasi dette nel clima d'elemosina creato da John Elkann sanno di presa per i fondelli.
È proprio Giòn a chiudere il cerchio, e la settimana, con poche frasi studiate a tavolino durante le famose quatto ore passate in sede a imparare come si pedala. Posto il correttivo sul termine “progetto”, ora diventato “piano”, ed esaurito l’amabile colloquio col direttore della Gazzetta, Giòn si è concesso ai giornalisti: «La Juve sta lavorando a un piano ambizioso che sosterremo, se ce n’è bisogno» … «È un piano che vuole essere ambizioso soprattutto come percorso che la Juve si vuole dare nei prossimi anni». Nella sostanza, lo stesso concetto espresso dopo l’assemblea di Exor, la tiritera che ripete ogni anno per guadagnare tempo illudendo la piazza. «Blanc, Cobolli Gigli e la società stanno creando qualcosa che regge. Abbiamo la grande occasione di far sì che la Juventus diventi una società in grado di sostenersi da sola, non un fuoco di paglia come purtroppo ce ne sono tanti nel calcio. Contiamo di entrare a regime in tre-cinque anni». Sono frasi del 2008, già dette nel 2007, che ci sono ripetute negli anni successivi, passando da un rilancio all’altro. Cinque anni di “fuochi di paglia” non sono bastati e ci stanno già introducendo nel sesto. Il rispetto per le persone, perché i tifosi sono persone prima che numeri da esporre in Lega, dev'essere un concetto troppo astratto per la famiglia Elkann.
Il 16 marzo del 2007, Candido Cannavò rese pubblico il contenuto di una conversazione dai toni “sentiti” avvenuta con Giòn. Il presidente di Exor fece quella telefonata alla Gazzetta perché «sono contento e volevo condividere con voi che ci avete seguito con tanta attenzione il piacere di un giorno importante», rivelando di aver azzerato la dirigenza bianconera per «una questione di dignità».
A maggio 2011, per «una questione di dignità», Elkann dovrebbe tornare ad affrontare il discorso “calciopoli”. Se la pensa ancora come nel 2006, rimproveri pure ai tifosi di non aver capito nulla e avvii le azioni di responsabilità verso quei dirigenti che ritiene colpevoli. Se ha cambiato opinione, invece, dica qual è la sua idea, promuova le azioni di responsabilità verso chi non ha tutelato la società e si batta concretamente riportando i due scudetti. Per rilanciare la Juventus basterebbe questo, un piano trimestrale; Elkann ha le capacità e la voglia di portarlo avanti? - 09/05/2011
di I. SCALISE
fonte: giulemanidallajuve.com
I dubbi che lo facciano apposta sono finiti da un pezzo ma certe conferme, la società, non ha mai smesso di fornircele. Al nono anno della ricorrenza che per Cobolli Gigli fu sinonimo di Manzoni e Napoleone, la dirigenza bianconera ha pensato di festeggiare con un video ad hoc. Per mancanza di risorse o svogliatezza del personale incaricato, la Juventus ha celebrato il 5 maggio con un servizio della Sanipoli.
Sì, avete letto bene, la stessa Francesca Sanipoli che a Napoli voleva costituirsi parte civile. La Francesca Sanipoli che raccontò al tribunale di aver promosso una causa per «dequalificazione professionale» poiché – sempre secondo il suo racconto – alla Rai la trattavano male non essendo persona gradita dalla Juventus. È evidente come oggi, dopo le sue accuse e la sua deposizione a Napoli, sia entrata finalmente nelle glorie della società presieduta da Agnelli. Ma le sorprese non finiscono qui...
Per mettere ulteriormente alla prova le coronarie dei tifosi, hanno pensato bene di far coincidere il rinnovo dell'ultimo contratto di Del Piero con questo giorno di festa. Pensiero gradito quanto il rinnovo stesso, non c'è dubbio. Il problema sorge dopo la firma, al momento delle interviste. Quando mancano tre giornate al termine della stagione 2010/11, il presidente della Juventus dichiara: «L’anno prossimo deve essere l’anno della riscossa», un proclama che vuole seguire gli esempi dei suoi “illustri” predecessori Blanc e Cobolli Gigli. All'interno dello stesso intervento, registra inoltre un apprezzamento per la frase: «L’anno prossimo voglio uscire dal nuovo stadio con un altro scudetto sul petto» che Del Piero gli avrebbe detto.
Il Capitano, che fesso non è, ha ironicamente chiesto ai giornalisti di dargli qualche anno in meno: «così finalmente quella stella che dice il presidente la prendiamo, se non il prossimo anno, gli altri anni». Perché, nonostante sia indubbio che la Juventus dovrebbe puntare a vincere tutto ogni anno, certe frasi dette nel clima d'elemosina creato da John Elkann sanno di presa per i fondelli.
È proprio Giòn a chiudere il cerchio, e la settimana, con poche frasi studiate a tavolino durante le famose quatto ore passate in sede a imparare come si pedala. Posto il correttivo sul termine “progetto”, ora diventato “piano”, ed esaurito l’amabile colloquio col direttore della Gazzetta, Giòn si è concesso ai giornalisti: «La Juve sta lavorando a un piano ambizioso che sosterremo, se ce n’è bisogno» … «È un piano che vuole essere ambizioso soprattutto come percorso che la Juve si vuole dare nei prossimi anni». Nella sostanza, lo stesso concetto espresso dopo l’assemblea di Exor, la tiritera che ripete ogni anno per guadagnare tempo illudendo la piazza. «Blanc, Cobolli Gigli e la società stanno creando qualcosa che regge. Abbiamo la grande occasione di far sì che la Juventus diventi una società in grado di sostenersi da sola, non un fuoco di paglia come purtroppo ce ne sono tanti nel calcio. Contiamo di entrare a regime in tre-cinque anni». Sono frasi del 2008, già dette nel 2007, che ci sono ripetute negli anni successivi, passando da un rilancio all’altro. Cinque anni di “fuochi di paglia” non sono bastati e ci stanno già introducendo nel sesto. Il rispetto per le persone, perché i tifosi sono persone prima che numeri da esporre in Lega, dev'essere un concetto troppo astratto per la famiglia Elkann.
Il 16 marzo del 2007, Candido Cannavò rese pubblico il contenuto di una conversazione dai toni “sentiti” avvenuta con Giòn. Il presidente di Exor fece quella telefonata alla Gazzetta perché «sono contento e volevo condividere con voi che ci avete seguito con tanta attenzione il piacere di un giorno importante», rivelando di aver azzerato la dirigenza bianconera per «una questione di dignità».
A maggio 2011, per «una questione di dignità», Elkann dovrebbe tornare ad affrontare il discorso “calciopoli”. Se la pensa ancora come nel 2006, rimproveri pure ai tifosi di non aver capito nulla e avvii le azioni di responsabilità verso quei dirigenti che ritiene colpevoli. Se ha cambiato opinione, invece, dica qual è la sua idea, promuova le azioni di responsabilità verso chi non ha tutelato la società e si batta concretamente riportando i due scudetti. Per rilanciare la Juventus basterebbe questo, un piano trimestrale; Elkann ha le capacità e la voglia di portarlo avanti? - 09/05/2011
di I. SCALISE
fonte: giulemanidallajuve.com
Processo Calciopoli: Requisitoria del Pm Narducci?
Prioreschi: Tutto come previsto: replicheremo
Il comportamento del falso e bugiardo PM Narducci? Da corrotto!
Il Pm Napoletano, memore delle figuracce accumulate con i suoi testi, i quali non hanno confermato nessuna delle accuse delle accuse esposte contro Moggi e Giraudo, ma tutti esponendo e sottolineando che trattavasi soltanto di percezioni, voci e sentiito dire, ma di prove neanche l'ombra, costrigendolo ad ignorare tutta quella serie di contraddizioni e incongruenze evidenziate in dibattimento da doversi aggrappare alle accuse della primissima ora. Al termine dell’udienza di ieri (10 - 5 - 2011), dedicata alla seconda parte della requisitoria del Pm Narducci, In un’intervista rilasciata a Sky Sport 24 l’avvocato Maurilio Prioreschi, difensore di Luciano Moggi, ha definito assolutamente prevedibile l’insistenza dell’accusa sulla difesa del sistema delle schede svizzere, di cui in effetti ha fatto “il suo cavallo di battaglia”; ma, ha fatto notare, il Pm non ha evidenziato nessuna di tutta quella serie di contraddizioni e incongruenze nell’elaborazione dei dati che il dibattimento viceversa ha fatto emergere e che la difesa metterà opportunamente in luce nella sua arringa: Per Prioreschi quello che l’accusa non è riuscita a dimostrare è l’esclusività dei rapporti; quanto al fatto che nelle intercettazioni non compaiano chiamate verso i collaboratori di mercato e di lavoro di Moggi (cosa che il Pm sostiene sarebbe dovuta accadere se lo scopo delle schede riservate fosse davvero stato quello di sfuggire allo spionaggio industriale), la difesa in tribunale fornirà le opportune motivazioni,.
martedì, maggio 10, 2011
Una nota che sembra dire: perdonateci se vi disturbiamo, ma...
A 365 giorni dall'esposto alla FIGC
Juventus Football Club sottolinea che il decorrere del tempo non ha minimamente affievolito l'attenzione della Società per le vicende dell'esposto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio presentato ormai un anno fa, in data 10 maggio 2010 per l'esattezza. Al rispetto per l'autonomia degli organi di giustizia sportiva fa da contrappeso il senso di responsabilità nei confronti di milioni di tifosi che da troppo tempo attendono una semplice risposta. La parità di trattamento deve sempre essere prerogativa della giustizia, in ogni sede, ordine e grado di giudizio. May 10, 2011
* * * *
Nessun senso di vergona!
Si tratta dell'esposto annunciato da Giòn nell'aprile del 2010 e presentato esattamente un anno fa, l'esposto redatto dal piccolo di casa Grande Stevens (la longa manus della Famiglia Elkann sulla Juventus scippata alla Famiglia Agnelli!) e firmato dall'ex trino Blanc spegne oggi la sua prima candelina!
Il sintetico esposto chiedeva la revoca dello scudetto assegnato a tavolino all'Inter e, come ha più volte sottolineato lo stesso Giòn, la parità di trattamento per tutte le altre squadre in base a quanto è emerso durante il procedimento penale in corso a Napoli...mentre la GANG di Abete & Palazzi da ques'orecchio non ci sente...La GANG della Figc sente, ascolta e ubidisce ai poteri collusi Exor (torino), con Pirelli-Saras del Paese Dei Moratti.
In questo anno abbiamo ascoltato e letto diverse volte i «siamo vigili» o i «siamo molto fiduciosi», ma in nessun caso la società ha osato pressare ufficialmente i destinatari dell'esposto (è come poteva?). Così come non è stata mai avvertita la necessità di integrare quell'esposto con gli ulteriori fatti e le ulteriori prove indiziarie emerse anche negli ultimi 365 giorni.
A integrare le beffe invece ci hanno pensato i servi della Triade Exor-Pirelli-Saras Abete e Palazzi alla vigilia del compleanno di Giòn: «L'attivazione dell'iter non parte per l'esposto della Juve». Snobbati con una frase; brutta fine ha fatto la Juve ma ora è stato ufficialmente scoperto con chi sta veramente la famiglia Elkann. A fine campionato è probabile che quello scudetto venga revocato per gettare fumo negli occhi dei tifosi ma non assegnato, infatti non c'è alcun segnale positivo sulla richiesta di parità di trattamento.
Questo anno da “vigilanti” serva da insegnamento a tutti noi quando altri «fuochi di paglia» saranno annunciati alla piazza per mantenerla intorpidirla e convincerla ad aspettare, seduti accanto a loro, il Godot di turno.
Furino
venerdì, aprile 29, 2011
Teresa Casoria: la Giudichessa con le palle!
Teresa Casoria: una giudice...
Chi era convinto che la serie completa di effetti speciali generati da calciopoli fosse scaturita dal processo della giustizia-? sportiva del 2006 è rimasto ancora una volta stupito. Tra le chicche di quella estate credo nessuno possa dimenticare il pronunciamento della requisitoria prima del dibattimento da parte del procuratore Palazzi, l’aver basato il procedimento sulle intercettazioni "illecitamente" acquisite dalla FIGC (daal libero cittadino Francesco Saverio Borrelli, POI nominato Capo Ufficio Indagini della Figc.) da Napoli, che non avrebbero potuto costituire mezzo di prova fuori dal procedimento per il quale erano state disposte e cioè il processo penale.
"L'aver cambiato le corti giudicanti nominando nuovi giudici, l'aver eliminato un grado di giudizio, il NON consentire alle difese di produrre testimoni in aula né prove con riprese filmate, l’aver operato una cernita minuziosa tra le decine di migliaia di intercettazioni per centellinarne qualche decina con etratti taroccati dagli esperti Auricchio&co. da usare contro la Juventus, l’aver chiamato a commissionare la FIGC direttamente l’ex componente ed ex nonché futuro presidente della Telecom ed ex dirigente e tifoso interista Guido Rossi.
L’aver ideato a posteriori per giustificare la dura sentenza l’”illecito strutturato”. La creatività della giustizia sportiva però, si sa, è difficile da applicare a un procedimento della giustizia ordinaria. Eppure anche stavolta abbiamo visto cose che ci costringono a ripetere l’abusata citazione del film Blade runner “che voi umani non potreste immaginarvi”.
Alla carrellata di testimoni presentati dall’accusa e utili alla difesa, all’uscita delle intercettazioni dimenticate (nascoste dal TRIO Auricchio-Beatrice-Narducci! no.del.scr.) al memoriale del fantasma, si sono aggiunti episodi al limite della credibilità, che stanno smascherando completamente la farsa. Le accuse si rivelano infondate e gli imputati non sono i mostri che erano stati dati in pasto alla stampa e ai tifosi da bar.
Che fare? Buttarla in prescrizione. Senza certezze per nessuno, a parte chi ha seguito il processo perché direttamente interessato e quel pugno di rancorosi che nei decenni a venire, come stanchi aedi, continueranno a suonarsela e a cantarsela fra di loro. Ma come riuscirci? Facile, esattamente come la prima volta. Nel 2006 la pretesa di operare per il calcio pulito trovò il suo bersaglio in Luciano Moggi. Fatti fuori lui e Giraudo, tutto sarebbe stato compiuto.
Oggi con lo stesso sistema si sta cercando di eliminare la giudice Casoria, presidente della nona sezione penale del tribunale di Napoli, nonché presidente del Collegio nel processo di calciopoli. Attraverso una serie di illazioni e accuse finalizzate ad ottenere che si astenga dal processo, perché la sua sostituzione ne provochi il necessario allungamento dei tempi, in fondo un altro anno, che determini la prescrizione.
Fin dall’inizio la giudice Casoria è apparsa come una donna dai modi bruschi, energici, burbera, capace di andare al sodo, di mettere alla berlina personaggi e situazioni dalla limpidezza discutibile, sarcastica. Entrata nei nostri cuori per i modi diretti, ma soprattutto per le intenzioni subito manifestate di portare a termine il processo. Un personaggio scomodo, di quelli che tirano dritto per la loro strada, senza peli sulla lingua, che non le manda a dire.
Una Donna di ferro, abituata ai processi della camorra, che non ha paura di niente e di nessuno. La prima cosa che aveva detto nel momento dell’apertura del processo era stata: “sbrighiamoci, qui abbiamo cose serie su cui lavorare”. Al pm Beatrice, poi sostituito da Capuano, non era andata giù.
Lo scorrere del tempo è stato fin dall’inizio il pensiero fisso dell’accusa. Per questo era nata la disputa con le due giudici a latere, la Pandolfi e la Gualtieri, quando Teresa Casoria, per velocizzare l’iter, aveva deciso di escludere le parti civili. Che subito avevano pensato bene di fare una prima richiesta di ricusazione, respinta.
Come la seconda. Presentata dai pm. E la terza, che rimandata di recente al 20 maggio, arriverà dopo la sanzione della censura da parte del CSM dell’8 aprile contro la giudice per aver offeso i colleghi con frasi lesive della loro dignità e violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone. 9 episodi riportati, dei quali la disciplinare ha tenuto conto di 6, quelli caratterizzati da un linguaggio “triviale”.
Il provvedimento della censura rappresenta niente più che una nota di biasimo e ha scongiurato per il momento il pericolo della sospensione della giudice dalle sue funzioni. In teoria non dovrebbe essere decisiva ai fini della risoluzione che la Corte d’Appello di Napoli dovrà prendere riguardo alla ricusazione, però potrebbe pesare. Perché, come osserva un articolo di Buccheri su La Repubblica, “non fa altro che alzare il velo su contrasti interni al procedimento che ne minano fortemente la serenità”. In realtà si tratta di qualcosa di più.
La giudice Casoria ha detto senza mezzi termini di aver subito pressioni per astenersi da questo processo (al suo posto volevano mettere un burattino da manovrare! no.del.scr.). Attraverso una comunicazione epistolare, il procuratore capo della procura di Napoli, Giandomenico Lepore (il burattino della mafia-massonica-dei poteri forti! no. dello scri.), avrebbe sollecitato il presidente del tribunale di Napoli, Carlo Alemi, a liberarsi di lei.
La giudice ha parlato di una lettera che avrebbe firmato, con un procedimento che di fatto è desueto, per rassicurare Alemi che non si sarebbe astenuta dal celebrare il processo. Ma c’è dell’altro, ha ribadito che non avrebbe alcun motivo per farlo e che svolgere i processi è un dovere. Puntando a sua volta l’indice contro il procuratore della repubblica Lepore, che terrebbe “sotto schiaffo il presidente del tribunale”. E in generale contro i pm del processo di calciopoli, che sarebbero renitenti a pronunciare la requisitoria e hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che… ricorderete la sceneggiata improvvisata da Nucini il 15 marzo.
E’ un momento nel quale in Italia si discute molto di riforma della giustizia. La sensazione che rimane di questa brutta messa in scena che calciopoli non smette di essere è che il nostro paese abbia bisogno non solo di riforme, ma di persone degne dei ruoli che rivestono e consapevoli dei loro doveri. Teresa, la donna, la signora Casoria, la giudice, ci permette di sperare ancora che il processo di calciopoli di renderà giustizia. E che il nostro paese potrebbe essere migliore.
Nonostante 6 comportamenti triviali che non vorremmo mai vedere sommati arbitrariamente in qualcosa di più grave che non esisteva prima. Come accadde nel luglio del 2006. G.Fiorito - 27/04/2011
fonte: giulemanidallajuve.com
Chi era convinto che la serie completa di effetti speciali generati da calciopoli fosse scaturita dal processo della giustizia-? sportiva del 2006 è rimasto ancora una volta stupito. Tra le chicche di quella estate credo nessuno possa dimenticare il pronunciamento della requisitoria prima del dibattimento da parte del procuratore Palazzi, l’aver basato il procedimento sulle intercettazioni "illecitamente" acquisite dalla FIGC (daal libero cittadino Francesco Saverio Borrelli, POI nominato Capo Ufficio Indagini della Figc.) da Napoli, che non avrebbero potuto costituire mezzo di prova fuori dal procedimento per il quale erano state disposte e cioè il processo penale.
"L'aver cambiato le corti giudicanti nominando nuovi giudici, l'aver eliminato un grado di giudizio, il NON consentire alle difese di produrre testimoni in aula né prove con riprese filmate, l’aver operato una cernita minuziosa tra le decine di migliaia di intercettazioni per centellinarne qualche decina con etratti taroccati dagli esperti Auricchio&co. da usare contro la Juventus, l’aver chiamato a commissionare la FIGC direttamente l’ex componente ed ex nonché futuro presidente della Telecom ed ex dirigente e tifoso interista Guido Rossi.
L’aver ideato a posteriori per giustificare la dura sentenza l’”illecito strutturato”. La creatività della giustizia sportiva però, si sa, è difficile da applicare a un procedimento della giustizia ordinaria. Eppure anche stavolta abbiamo visto cose che ci costringono a ripetere l’abusata citazione del film Blade runner “che voi umani non potreste immaginarvi”.
Alla carrellata di testimoni presentati dall’accusa e utili alla difesa, all’uscita delle intercettazioni dimenticate (nascoste dal TRIO Auricchio-Beatrice-Narducci! no.del.scr.) al memoriale del fantasma, si sono aggiunti episodi al limite della credibilità, che stanno smascherando completamente la farsa. Le accuse si rivelano infondate e gli imputati non sono i mostri che erano stati dati in pasto alla stampa e ai tifosi da bar.
Che fare? Buttarla in prescrizione. Senza certezze per nessuno, a parte chi ha seguito il processo perché direttamente interessato e quel pugno di rancorosi che nei decenni a venire, come stanchi aedi, continueranno a suonarsela e a cantarsela fra di loro. Ma come riuscirci? Facile, esattamente come la prima volta. Nel 2006 la pretesa di operare per il calcio pulito trovò il suo bersaglio in Luciano Moggi. Fatti fuori lui e Giraudo, tutto sarebbe stato compiuto.
Oggi con lo stesso sistema si sta cercando di eliminare la giudice Casoria, presidente della nona sezione penale del tribunale di Napoli, nonché presidente del Collegio nel processo di calciopoli. Attraverso una serie di illazioni e accuse finalizzate ad ottenere che si astenga dal processo, perché la sua sostituzione ne provochi il necessario allungamento dei tempi, in fondo un altro anno, che determini la prescrizione.
Fin dall’inizio la giudice Casoria è apparsa come una donna dai modi bruschi, energici, burbera, capace di andare al sodo, di mettere alla berlina personaggi e situazioni dalla limpidezza discutibile, sarcastica. Entrata nei nostri cuori per i modi diretti, ma soprattutto per le intenzioni subito manifestate di portare a termine il processo. Un personaggio scomodo, di quelli che tirano dritto per la loro strada, senza peli sulla lingua, che non le manda a dire.
Una Donna di ferro, abituata ai processi della camorra, che non ha paura di niente e di nessuno. La prima cosa che aveva detto nel momento dell’apertura del processo era stata: “sbrighiamoci, qui abbiamo cose serie su cui lavorare”. Al pm Beatrice, poi sostituito da Capuano, non era andata giù.
Lo scorrere del tempo è stato fin dall’inizio il pensiero fisso dell’accusa. Per questo era nata la disputa con le due giudici a latere, la Pandolfi e la Gualtieri, quando Teresa Casoria, per velocizzare l’iter, aveva deciso di escludere le parti civili. Che subito avevano pensato bene di fare una prima richiesta di ricusazione, respinta.
Come la seconda. Presentata dai pm. E la terza, che rimandata di recente al 20 maggio, arriverà dopo la sanzione della censura da parte del CSM dell’8 aprile contro la giudice per aver offeso i colleghi con frasi lesive della loro dignità e violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone. 9 episodi riportati, dei quali la disciplinare ha tenuto conto di 6, quelli caratterizzati da un linguaggio “triviale”.
Il provvedimento della censura rappresenta niente più che una nota di biasimo e ha scongiurato per il momento il pericolo della sospensione della giudice dalle sue funzioni. In teoria non dovrebbe essere decisiva ai fini della risoluzione che la Corte d’Appello di Napoli dovrà prendere riguardo alla ricusazione, però potrebbe pesare. Perché, come osserva un articolo di Buccheri su La Repubblica, “non fa altro che alzare il velo su contrasti interni al procedimento che ne minano fortemente la serenità”. In realtà si tratta di qualcosa di più.
La giudice Casoria ha detto senza mezzi termini di aver subito pressioni per astenersi da questo processo (al suo posto volevano mettere un burattino da manovrare! no.del.scr.). Attraverso una comunicazione epistolare, il procuratore capo della procura di Napoli, Giandomenico Lepore (il burattino della mafia-massonica-dei poteri forti! no. dello scri.), avrebbe sollecitato il presidente del tribunale di Napoli, Carlo Alemi, a liberarsi di lei.
La giudice ha parlato di una lettera che avrebbe firmato, con un procedimento che di fatto è desueto, per rassicurare Alemi che non si sarebbe astenuta dal celebrare il processo. Ma c’è dell’altro, ha ribadito che non avrebbe alcun motivo per farlo e che svolgere i processi è un dovere. Puntando a sua volta l’indice contro il procuratore della repubblica Lepore, che terrebbe “sotto schiaffo il presidente del tribunale”. E in generale contro i pm del processo di calciopoli, che sarebbero renitenti a pronunciare la requisitoria e hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che… ricorderete la sceneggiata improvvisata da Nucini il 15 marzo.
E’ un momento nel quale in Italia si discute molto di riforma della giustizia. La sensazione che rimane di questa brutta messa in scena che calciopoli non smette di essere è che il nostro paese abbia bisogno non solo di riforme, ma di persone degne dei ruoli che rivestono e consapevoli dei loro doveri. Teresa, la donna, la signora Casoria, la giudice, ci permette di sperare ancora che il processo di calciopoli di renderà giustizia. E che il nostro paese potrebbe essere migliore.
Nonostante 6 comportamenti triviali che non vorremmo mai vedere sommati arbitrariamente in qualcosa di più grave che non esisteva prima. Come accadde nel luglio del 2006. G.Fiorito - 27/04/2011
fonte: giulemanidallajuve.com
mercoledì, aprile 20, 2011
ALTRA ESCLUSIVITA' DI MOGGI....? INTER LA BANDA DEGLI ONESTI? - INTERISI DISONESTI ATAVICI
TRIBUNALE DI NAPOLI proCesso CALCIOPOLI
Pierluigi Pairetto dichiarazione spontanea: con me mangiavano praticamente tutti!
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"Io ho avuto rapporti conviviali con dirigenti del Parma, del Verona, con Meani, Facchetti con cui sono stato più volte a pranzo e cena, Governato, Corsi, Zaccarelli, Romero, Dal Cin, Sensi"....
Il cocainomane sotto l'effetto doppia dose
PIACCIA O NON PIACCIA AL COCAINOMANE NARDUCCI: MANGIAVANO TUTTI !
Con il DG Bianconero, che mangiava Meno degli altri!
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E il Sicario dei poteri occulti Meneghini:Lepore e la sua GANG hanno nascostogli imbrogli!
DELLA LA BANDA DEGLI ONESTI
In Italia non se ne parla proprio (e dopo vedremo perché) ma nell’Europa sportiva è l’argomento più gettonato in questo periodo e che potremmo definire, riprendendo un articolo del Guerin Sportivo del 2008 “La lobbying degli onesti”.
L’oggetto delle denunce morali è ancora una volta la squadra che ancora gonfia d’orgoglio il petto dell’Italia pallonara: l’Inter del "Minus-Habbens-Corruttore massimo moratti". Prendendo spunto da un commento di un nostro lettore siamo andati un po’ a indagare sulle relazioni forse inopportune che intercorrono tra la società nerazzura e alcuni uomini chiave all’interno dell’Uefa.
L’oggetto delle lamentele, a suo tempo, della stampa inglese (il Chelsea è stato fatto fuori dall’Inter ai quarti dopo un serie di contestati episodi arbitrali-evidenti) e quella spagnola (che ci è andata giù ancora più pesante, anche perché il Barcellona è stato eliminato dopo due arbitraggi vergognosi e contestatissimi) è la lobbyng che la società di via Durini ha messo in piedi per contare di più anche in Europa proprio a partire dal 2008.
Gli “onesti” che ai tempi di Calciopoli nel 2006 non parlavano con gli arbitri (ma poi si è saputo che prima delle partite, Moratti incontrava negli spogliatoi i direttori di gara"!) e non avevano rapporti con i designatori (ma poi si è scoperto che Facchetti invitava a Milano Paolo Bergamo per ritirare “regalini” nell’ufficio di Moratti, e lo stesso dentone petroliere, i "designatori li invitava a cena nella sua villa a forte dei Marmi"!) hanno infatti costruito in questi anni di regno incontrastato in Italia, anche un saldissimo impero mediatico e affaristico in Europa.
Torniamo al 2008: Walter Gagg, amico intimo e braccio destro di Blatter, da tempo era capo della commissione stadi della Fifa, era ed è in buonissimi rapporti con gli uffici che fanno le designazioni degli arbitri internazionali. Dopo l’ottima esperienza di Guido Rossi (l’uomo che ha stabilito di cancellare la Juventus e di consegnare lo scudetto 2006 all’Inter), anche lui per molto tempo a libro paga Moratti nonché ex consigliere d’amministrazione dell’Inter, il presidente nerazzurro decide di “acquisire” un’altra testa di ponte facendo diventare Walter Gagg responsabile dei rapporti internazionali dell’Inter. Una specie di faccendiere ben retribuito dalla società nerazzurra, affiancandogli la figlia del suo servo passato a miglior vita (pace all'anima sua): "barbara facchetti".
Conflitto d’interessi spaventoso, ma che neppure in ambito europeo è stato denunciato per l'influenza dei PETRO-EURO, e il potere di "Alassandro Profumo-UNICREDIT: la banca Sponsor della Uefa Champions League, e del Bayern Monaco. E i risultati si sono visti, a dimostrazione della complicità di Gagg (che risulta, fino a prova contraria, essere tutt’oggi a libro paga di Moratti) l’Inter con il Chelsea e il Barcellona ha avuto un trattamento arbitrale a dir poco scandaloso.
E in particolare agli spagnoli questa cosa non è, giustamente, andata giù: il contestatissimo arbitro (Olegario Benquerenca) della semifinale di andata era portoghese. Come Mourinho. Ma il punto non è questo: i due sono legati da una stretta amicizia nata agli esordi delle rispettive carriere e sfociata (udite, udite) in una società che i due avevano messo assieme per finanziare un ristorante chiamato O Menino. E' da qualsiasi punto di vista la si guardi una designazione a dir poco, sospetta. Specialmente se si guarda all'influenza di Pierluigi Collina.
E infine torniamo all’omertoso silenzio della stampa italiana, in particolare del gruppo di giornali più importante che ci sia: l’RCS, Ovvero Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport (ma si tenga conto anche di Republica, l'altra meta' della Cupola Massone!)!
Lo sapete perché le nuove intercettazioni (nuove perché i farabutti "narducci & auricchio" le avevano nascoste, é sono state scoperte dal Team di difesa di Moggi!) che coinvolgono l’Inter e la lobbying sotterranea che ha spinto i nerazzurri a vincere la Champions League sono completamente sconosciute in Italia?
Perché l’Inter e Rcs Sport (inter & rcs sono da sempre due corpi e un'anima), ora addirittura hanno raggiunto un accordo in base al quale RCS e diventata il nuovo partner per la gestione delle sponsorizzazioni del club nerazzurro. L’accordo partito il 1° luglio 2010, durerà per 4 anni con l'impegno per il rinnovo alla scadenza di Luglio 2014 già bello e sigillato. Questa operazione ha portato e porterà milioni di euro nelle casse semivuote dell’RCS: ovvio che l’Inter non sarà mai attaccata dalle testate che fanno capo alla società di via Solferino, anzi, sono protette da una Life-Insurance: "spalare merda sulla Juve" per fuorviare l'attenzione dalle porcherie e illeciti che perpetra il corruttore MASSIMO.
Il monopolio di scudetti e coppe dell’Inter è cominciato appena la Juventus ha ritirato il Ricorso al TAR. Moratti, coperto dai dossier di Telecom-Tronchetti, ha corrotto e comprato tutto ciò che illecitamente si poteva corrompere e comprare. Caso vuole che Barbara Facchetti, figlia di facchetti, il corruttore servo di moratt fu ficcata a lavorare in Fifa.
Ma andiamo alla Finale. Cosa succede lì? Dopo 45 anni l’inter è Campione d’Europa, ma anche qui c’è qualcosa da dire. Al 16′ minuto del primo tempo, sul punteggio di 0-0, Maicon ha colpito la palla con il braccio in modo evidente e intenzionale in area di rigore. I tedeschi hanno protestato in maniera moderata (istruiti dai dirigenti e allenatore per la paternale ricevuta dal presidente della Banca Sponsor-Unicredit: Alessandro Profumo!) in campo e non hanno detto nulla a fine partita. Probabilmente se l’episodio fosse capitato nell’area del Bayern e l’Inter avesse perso la coppa, la reazione degli italiani sarebbe stata ben diversa sia dentro che fuori dal campo… leggasi invasione di campo di Simoni e di tutta la panchina merdazzurra. Merdazzurri si nasce!
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Il Bayern Attacca l'Uefa: Nell’Uefa ci sono troppi italiani che hanno degli interessi
martedì, aprile 19, 2011
PROCESSO CALCIOPOLI - NAPOLI P.M. RESPINTI: "MA NON SOLO"! C'E' ANCHE LA SUPER DIFESA DEL CORRUTTORE MASSIMO CON IL BRACCIO ARMATO DI RCS-GAZZETTA DELLO SPORT NICOLA CECERE, FATTA DI MELASSA TRA BUGIE E STRAVOLGIMENTI DI DICHIARAZIONI GRAVISSIME, ALCUNE ANCHE DI GAVITA' PENALI OLTRE CHE SPORTIVE DA RETROCESSIONE DELL'INTER NEI DIL:ETTANTI, E' RADIAZIONE DI "moratti & facchetti" PER CORRUZIONE CONTINUATA!
LA ZOCCOLA "BEATRICE NARDUCCI"
La fase dibattimentale si è chiusa con l'udienza odierna e dal 3
maggio toccherà ai pm iniziare la requisitoria. I Pm, anche oggi, atto
finale del dibattimento, hanno avanzato le ultime richieste di
acquisizione di atti, richieste in gran parte respinte dal tribunale
dopo una compatta opposizione da parte delle difese.Sorprende che Narducci, che parla di un "impianto accusatorio forte e solido" già dal 2006, fino all'ultima ospitata a SKY, chieda come atto finale l'acquisizione di articoli de La Gazzetta e Repubblica, che l'avvocato Vitiello, difensore della Juventus e finalmente protagonista, definisce così: "quanto agli articoli di stampa è ancora peggio: sono riportati riguardo ai commenti sulle partite di calcio addirittura le citazioni, ad esempio, dei siti dei tifosi della Lazio a commento di una partita della loro squadra contro la Juve".
Dopo il tentativo di far entrare nel dibattimento le dichiarazioni della mamma di Gianfelice Facchetti, è il turno delle dichiarazioni dei tifosi laziali, alle quali si sono opposti i difensori, e lo stesso tribunale. Stessa sorpresa ha generato la richiesta di acquisire un'intervista di Pieroni concessa a Repubblica nel 2005, quando Pieroni è stato testimone dell'accusa in questo processo ed esaminato proprio da Narducci.
E vogliamo parlare degli ulteriori studi sulle schede straniere che il maresciallo Di Laroni avrebbe fatto nel frattempo? E' dal 2006 che Di Laroni dispone di certi dati, o poteva richiederne altri e studiarli ed elaborarli. Cinque anni non sono un po' tanti?
Di Laroni è stato riascoltato da poco e sarebbe stato il caso che queste acquisizioni fossero state richieste in quella occasione, anche per dare modo alle difese di controesaminare il teste sui suoi nuovi elaborati, presumibilmente fatti sempre a mano, o al massimo con Excell.
Il pertito Porto, finalmente, ce l'ha fatta ed ha completato il deposito di tutte le trascrizioni, comprese quelle delle quali non trovava i file audio per mancanza di alcuni dati, circostanza evidenziata solo dopo che era terminato il tempo di due mesi che aveva chiesto quando gli era stato conferito l'incarico
Per esempio. Il 9 aprile 2010, uno degli sciacalli gazzettari per correre in difesa di "massimo moratti", va a rileggere l'interVista di Claudio Sabelli Fioretti al Minua Habbens Massimo (piu' sotto riportata) e' fa un lungo estratto delle cose che dice tra bugie e falsita'! Non citando fino in fondo tutte le malefatte, ma tralasciandone alcune, delle quali una gravissima! Per poi voler far passare le " bugie e' e falsita' " da illecito grave, come onesti comportamenti!
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Gazzetta dello Sport Archivio Storico - 9 aprile 2010
"nicola cecere": Così Moratti nel 2006 «Dipende da cosa dici se parli con Bergamo»
Questo Losco Figuro con sguardo da Sicario? L'interista "nicola cecere"!
In un'intervista il presidente non negava telefonate con il designatore:«Però,diverse dalle altre»
Voleva chiamarlo lui?Allora aveva il numero di telefono,e le chiamate erano consuetudine!
MILANO Da più parti in questi giorni si è detto che Massimo Moratti ha sempre sostenuto di non aver mai avuto contatti con i designatori arbitrali. Ieri è riemersa un' intervista al Magazine del Corriere della Sera del 31 agosto 2006 in cui il presidente dell' Inter affrontò il tema Calciopoli in un colloquio con Claudio Sabelli Fioretti. Questi i passi salienti.
Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti...
«Non c' è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».
Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».
https://www.youtube.com/watch?v=ezJCMEaXR1Y
Corrompe un arbitro! Farabutti!
https://www.youtube.com/watch?v=ThY9CUkBJPs
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Lei ha mai telefonato a un designatore?
«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedono opinioni».
Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c' è anche lei...
«Solo telefonate "normali" senza alcun interesse».
Senza interesse? E... il regalino? brutto farabutto!
https://www.youtube.com/watch?v=tmOjdvNplMM
Diglielo che e determinnante domani...nessun interesse?
https://www.youtube.com/watch?v=RLU6eHsPmjw
Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c' entrava e l' Inter no».
Ai mondiali erano quasi tutti juventini, nell' Italia e in altre squadre. Forse vincevano perché erano bravi.
«La Juve aveva un ottimo allenatore e un' ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi, ma volevano essere sicuri al 100%. Pensavano: non possiamo permetterci il minimo rischio di perdere. Il sistema Moggi era come un' assicurazione».
Ma lei lo aveva capito che esisteva un sistema Moggi?
«Se l' avessi capito non avrei mandato più la squadra in campo: perché giocare sapendo che non si può vincere? Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi. E che gli arbitri avevano per loro un' attenzione speciale».
Tempo fa l' ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c' era.
«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».
Lo mandarono? L'illecito piu' grave! rapporti segreti con gli arbitri!
Poteva denunciare la cosa lei
«Temevo fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire cosa ci fosse di vero».
Metteste sotto sorveglianza l' arbitro De Santis
«Una persona si offrì di farlo. Ma non ne uscì nulla».
Chi butta giù dalla torre tra Moggi e Giraudo?
«Moggi ha sempre esposto il suo viso, coraggiosamente. Butto Giraudo».
ni.ce.
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ha detto SUI DESIGNATORI
Mai chiamato uno tra Bergamo e Pairetto. Chiamavano loro e mi chiedevano delle opinioni
(E le cene con i designatori nella sua villa a Forte dei Marmi?)
SULLE TELEFONATE
Non c' è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza però sta nelle cose che si dicono
SULLA JUVENTUS
Aveva un ottimo allenatore e un' ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza ricorrere a trucchi
SU MOGGI
Se avessi capito che esisteva un sistema Moggi non avrei più mandato la squadra in campo
CORRIERE MAGAZINE
Il 31 agosto 2006 spiegava tutto A sinistra, l' apertura dell' intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Massimo Moratti, comparsa sul Corriere della Sera-Magazine uscito il 31 agosto 2006. In quelle pagine il patron dell' Inter spiegava di avere avuto contatti telefonici con il designatore Paolo Bergamo (Cecere Nicola - 9 aprile 2010)
http://archiviostorico.gazzetta.it/2010/aprile/09/Cosi_Moratti_nel_2006_Dipende_ga_3_100409010.shtml
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31 agosto 2006 Corriere Magazine- Claudio Sabelli Fioretti, Intervista Massimo Moratti
Presidente Moratti, se non ora, quando?
«Ha perfettamente ragione. Non abbiamo più scuse».
Se perdete anche stavolta lei passa alla storia.
«Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile. Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari. Questa volta abbiamo meno avversari, vincere sembra obbligatorio e facile. La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima».
Non dica così. L’Inter è campione già da quest’anno anche se Moggi lo ha definito uno scudetto di carta.
«Non saprei come definire gli scudetti della Juve».
Magari quest’anno è la volta che vince il Chievo.
«Vuol dire che il Chievo è forte e ce ne faremo una ragione. «Comunque il problema è che è stato eliminato quel sistema. Anche se ci fosse la Juve, anche se si partisse tutti alla pari, senza quel sistema avremmo comunque il dovere di vincere».
Quanto ha speso quest’anno?
«Abbastanza. Ma spero proprio di rifarmi vendendo».
Ai mondiali erano quasi tutti juventini. Nell’Italia e anche nelle altre squadre. Forse gli juventini vincevano perché erano bravi.
«La Juventus aveva un ottimo allenatore e un’ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi. Ma volevano essere sicuri al 100%. Pensavano: non possiamo permetterci il minimo rischio di perdere. Il sistema Moggi era come un’assicurazione».
La difesa di Moggi è stata un po’ craxiana: così facevan tutti. Difesa singolare perché ammette la colpa.
«Vero. Direi eccesso di difesa».
Parliamo di voi: non avete vinto nemmeno con Lippi.
«È stata una delle esperienze peggiori per i tifosi. Oltretutto, non hanno mai avuto simpatia per Lippi».
La campagna acquisti del ’99, l’anno di Lippi, fu un disastro.
«Quell’anno ci fu da parte mia una totale dedizione alle sue richieste. Per Vieri spendemmo quasi 100 miliardi di lire. Più 14 miliardi di stipendio per lui. Comprammo tutto: Macellari, Cirillo, Jugovic, giocatori che sembravano indispensabili».
In seguito Lippi disse: «Ho allenato l’Inter, ma mi sono sempre sentito della Juve».
«Fece male. Credeva fosse una cortesia nei confronti degli juventini. Ma era una scortesia nei confronti degli interisti».
Anche nei confronti di se stesso.
«Certo. Si dipinse come un mercenario».
Dell’Inter, ai mondiali, c’erano solo Materazzi e Grosso.
«Ma sono stati determinanti per la vittoria. L’Inter non vince lo scudetto ma fa vincere i mondiali».
Materazzi le ha detto che cosa ha scatenato l’ira di Zidane?
«Materazzi aveva trattenuto per la maglia Zidane. Il francese l’aveva guardato dall’alto in basso: “Calmati. La maglietta te la porto io negli spogliatoi”. Materazzi si è offeso e gli ha detto: “Negli spogliatoi portami tua sorella”».
Forse aggiungendo qualche particolare sulle caratteristiche morali della sorella.
«Ecco, appunto».
Ma lei lo aveva capito che esisteva un «sistema Moggi»?
«Se l’avessi capito, non avrei mandato più la squadra in campo. Perché giocare sapendo che non si può vincere? Avevo però capito che Moggi e Giraudo avevano dei vantaggi. E che gli arbitri avevano per loro un’attenzione speciale».
Ma adesso è finita.
«Non vedo il futuro con lo stesso entusiasmo col quale sono partito. Troppi hanno dato forza e credibilità a queste persone. E sono ancora lì».
Ha pensato di vendere?
«Sì. Abbiamo fatto anche i passi preliminari. Ma poi è successo questo grandissimo casino e si è bloccato tutto. Non è facile trovare qualcuno interessato ad entrare in un mondo del genere».
Ci fu un campionato in cui perdeste per poco…
«Ceccherini negò un rigore su Ronaldo e perdemmo lo scudetto».
Il nome di Ceccherini in questa storia non è mai venuto fuori.
«Ovvio. Non venne fuori allora perché non ci fu nessun tipo di inchiesta. E adesso non poteva venire fuori perché ha smesso».
Altri episodi come quello di Ceccherini?
«Tre anni dopo, contro il Chievo. Rigore nettissimo sempre su Ronaldo. Arbitro De Santis. Perdemmo punti e scudetto».
In tutte le squadre c’è un uomo addetto agli arbitri.
«È una forma di cortesia nei confronti dell’arbitro: consentirgli di arrivare in tempo allo stadio, fornirgli motociclisti di scorta. Facilitarlo in tutto quello che gli è necessario».
Qual è il massimo regalo che avete fatto a un arbitro?
«Prosciutti a Natale. Furono contestati da alcuni giornali».
Oltre ai prosciutti?
«Sciarpe, guanti. Ma il prosciutto è il regalo più gradito. Si mangia e non rimane come prova ».
Chi è l’arbitro migliore?
«Paparesta».
Quello che non vorrebbe più vedere?
«Ovviamente Ceccherini».
Con Collina non vincete mai.
«Collina è un ottimo arbitro. Ogni volta, alla fine, mi viene incontro, allarga le braccia e dice sconsolato: “Quando ci sono io lei non vince mai”».
Lei viene definito «troppo buono, troppo signore».
«E quindi perdente?».
Esatto.
«Questo mi fa girar le palle».
Michele Serra ha scritto: «Presidente Moratti, si incaponisca quel tanto per sembrare il presidente del Milan, si attiri un po’ di meritata antipatia».
«Non posso mica smentire di essere buono».
L’Inter a un certo punto è diventata oggetto di barzellette.
«Capita quando si perde. Quando me le raccontano faccio finta di ridere ma non mi diverto per niente».
Gliene racconto una. L’Inter gioca su un campo lastricato di giornali perché, sulla carta, vince sempre.
«Ma questa è bellissima!».
Che succede quando si perde lo scudetto l’ultima giornata?
«Un cazzotto tremendo. Tre anni fa perdemmo contro la Lazio l’ultima partita e lo scudetto andò alla Juve. Rimasi impietrito.Mi venne voglia di chiudermit in una macchina e farmi 6 mila chilometri da solo senza mai fermarmi».
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Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
«Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze».
Poteva denunciare la cosa lei.
«Temevo che fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire che cosa ci fosse di vero».
Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis.
«Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla».
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È vero che ha speso per l’Inter mille miliardi?
«Spero proprio che non sia così. Altrimenti regalo l’Inter domani mattina al primo che passa per strada».
Perché essere interisti è più elegante che essere milanisti?
«Non lo so, è stato sempre così».
E più di sinistra.
«Non è stato sempre così».
Ma adesso che c’è lei…
«Per me è difficile vedermi di sinistra, sono petroliere, proprietario di una squadra di calcio, quello tra i presidenti che spende di più… Ma la gente mi considera di sinistra».
Le dà fastidio?
«Non mi sembra negativo essere giudicato di sinistra».
E lei per chi vota?
«Il voto è segreto».
Insisto.
«Voto per quelli che lei pensa».
Per chi ha votato in passato?
«Dc, come tutta la famiglia. Anche liberale qualche volta».
La sinistra la voleva sindaco di Milano, deputato.
«Deputato no. Ministro».
Lei è amico di Berlusconi?
«Ci conosciamo. Una volta mi chiese di presentarmi con lui».
I tifosi dell’Inter sono di destra o di sinistra?
«Sono equamente divisi fra destra e sinistra. Non sono come quelli laziali, tutti schierati a destra».
Gino Strada, Lerner, Michele Serra, Mannheimer, Riotta, Salvatores, Zaccaria, Mentana…
«Mentana di sinistra?».
I tifosi del Milan chi sono?
«Non lo so, Berlusconi li oscura tutti».
Lei non è mai sceso in elicottero a San Siro.
«Non scenderei mai con l’elicottero in uno stadio».
Lei corteggiò Moggi…
«Mai. Ma lui sarebbe venuto volentieri all’Inter. Mi diceva: “L’Inter con me vincerebbe di sicuro”».
Non stento a crederlo. Perché non l’ha preso?
«Eravamo troppo diversi. Avremmo litigato subito. E poi ho sempre avuto la convinzione che, se ci fosse stato qualcosa di non pulito, alla Juve avrebbe retto, da noi no».
Che cosa pensa di Della Valle?
«Ha tante doti ma nel calcio è entrato nel tunnel sbagliato».
Della Valle ha parlato malissimo di lei. Ha detto: «Moratti in privato diceva di essere d’accordo con me, poi si spartiva i diritti con Milan e Juve».
«Meglio essere amici di Milan e Juve che del vicepresidente della Fgci Mazzini come Della Valle».
E Galliani?
«Con lui ho sempre avuto un buon rapporto. Quando però scopri che di nascosto cercava di fregarti…».
Una volta, lei disse: «Fra tutti i conflitti di interesse quello del Milan mi pare il meno imbarazzante».
«In confronto a quelli che c’erano a monte del gruppo! Era una critica».
Sembrava una gentilezza.
«Una gentilezza che fu presa molto male dalla controparte».
Quando lei comprò Ronaldo per 51 miliardi nel ’97 sua moglie Milly disse: «Aiutiamo le gente che soffre piuttosto».
«Io risposi: “Chi soffre più di un interista?”».
Lei disse: «Un ricco deve avere un complesso di colpa perché deve pensare a quanto sta male tanta gente nel mondo».
«Se sei su un gradino più alto degli altri devi sentirti mille responsabilità in più rispetto a chi non è su quel gradino».
Lei disse anche: «Il fascino dell’Inter è il piacere della sofferenza». L’inno di Elio dice: «Cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria?». La sfiga…
«È vero, sembra che la sfiga ce l’andiamo a cercare. Ma l’Inter è un grande allenamento alla pazienza».
Lei si sente un po’ come quello seduto sulle rive del Gange che aspetta il cadavere dei suoi nemici?
«In questo momento sta succedendo questo. Ma non posso permettermi di star sempre seduto».
Anche se alla fine sono stati un po’ tutti perdonati…
«Sono deluso. È successo come nei western quando arriva lo sceriffo nuovo a riportare la legalità. Fanno finta di essere contenti ma il saloon lavora meno, il bordello deve chiudere, i proprietari di cavalli non possono più fare intrallazzi. A quel punto tutti vogliono tornare al passato. È per questo che tutti attaccano lo sceriffo Guido Rossi».
Moggi è stato durissimo con l’Inter.
«Anche noi. Lo abbiamo querelato».
-
***
Però è vero che Recoba ha patteggiato la storia del passaporto falso.
«E infatti abbiamo pagato 4miliardi di lire di multa e Recoba è restato fermo sei mesi. Siamo stati condannati e abbiamo pagato. Cosa c’entra questa storia con i guai di Moggi oggi?».
***
Forse Moggi intende dire che nessuno deve dare lezioni di moralità…
«È l’ultima cosa che faccio».
Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…
«Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».
Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».
Lei ha mai telefonato a un designatore?
«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni.
Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c’è anche lei…
«Solo telefonate “normali” senza alcun interesse».
Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c’entrava e l’Inter no».
Quali trasmissioni sportive guarda?
«Poche. Sentire ironie sull’Inter mi dà fastidio. Su questo non sono spiritoso. Quando ho reagito sono stato ridicolizzato dagli stessi giornalisti. La loro accondiscendenza nei confronti di Moggi era allucinante. Era lui che comandava».
Gioco della torre. Mentana o Vespa?
«Butto Mentana: è interista ma spesso se ne vergogna».
Piccinini o Mazzocchi?
«Piccinini è una persona seria. Mazzocchi è uno di quelli che fanno battute sull’Inter».
Rullo di tamburi: Moggi o Giraudo?
«Moggi ha sempre esposto il suo viso, coraggiosamente. Butto Giraudo».
La vergogna dei PM di Napoli: Terza ricusazione della Giudice Casoria
Non c’è che dire, è proprio destino, ma non riesco a spiegarmi diversamente la terza istanza di ricusazione dei pubblici ministeri contro la d.ssa Casoria (presidente della nona sezione del Tribunale di Napoli che dovrà fare da arbitro nel processo Calciopoli).
Ed infatti, dopo avere sentito i notai che hanno deposto in tribunale giurando e spergiurando sulla regolarità dei sorteggi; un certo Carbone che per avvalorare le sue dichiarazioni “accusatorie” ha detto di essere rimasto chiuso in questura “per quarantuno giorni” al tempo del calcio-scommesse (quando uno in questura ci può stare al massimo – sempreché non sia un poliziotto - un paio di giorni, sennò dopo il questore passa i guai per sequestro di persona); un guardalinee a cui i Carabinieri hanno detto che a loro non interessava parlare dell’Inter, anche se si trattava della falsificazione di un referto di gara, perché su quella squadra non c'erano intercettazioni; le intercettazioni degli altri (anche dell'Inter) che erano "sfuggite", ma che sono state provvidenzialmente ritrovate - tra 170.000 telefonate - dal consulente della difesa; un maggiore dell’Arma che a migliore riscontro delle sue indagini sul mondo del calcio ha detto di essersi rifatto a quanto riportato su alcuni quotidiani sportivi da lui personalmente scelti; un arbitro sequestrato nei sotterranei del Granillo dai dirigenti della Juve che, tuttavia, sentito finalmente libero in dibattimento ha dichiarato di non essersi accorto di nulla; un ex arbitro “pentito” che ha invece dichiarato che quando era in attività aveva ricevuto almeno una dozzina di offerte di lavoro per la sua preziosa collaborazione (purtroppo dalla dirigenza dell’Internazionale e non della Juve); due istanze di ricusazione già rigettate dalla Corte di Appello; il contenuto di una lettera riservata del Procuratore capo (che voleva fare astenere il giudice non gradito), sbandierato ai quattro venti innanzi al CSM proprio dal presidente del collegio; il presidente del Tribunale accusato di fare le “griglie dei giudici” in violazione di legge (no, anche lui!); beh, lo confesso, a questo punto arrivati, quando tutto si mette di traverso e c’è di mezzo la Juve, solo una cosa rimane da fare: prendersela con l’arbitro...
francejuve - fonte> giulemanidallajuve.com
Ed infatti, dopo avere sentito i notai che hanno deposto in tribunale giurando e spergiurando sulla regolarità dei sorteggi; un certo Carbone che per avvalorare le sue dichiarazioni “accusatorie” ha detto di essere rimasto chiuso in questura “per quarantuno giorni” al tempo del calcio-scommesse (quando uno in questura ci può stare al massimo – sempreché non sia un poliziotto - un paio di giorni, sennò dopo il questore passa i guai per sequestro di persona); un guardalinee a cui i Carabinieri hanno detto che a loro non interessava parlare dell’Inter, anche se si trattava della falsificazione di un referto di gara, perché su quella squadra non c'erano intercettazioni; le intercettazioni degli altri (anche dell'Inter) che erano "sfuggite", ma che sono state provvidenzialmente ritrovate - tra 170.000 telefonate - dal consulente della difesa; un maggiore dell’Arma che a migliore riscontro delle sue indagini sul mondo del calcio ha detto di essersi rifatto a quanto riportato su alcuni quotidiani sportivi da lui personalmente scelti; un arbitro sequestrato nei sotterranei del Granillo dai dirigenti della Juve che, tuttavia, sentito finalmente libero in dibattimento ha dichiarato di non essersi accorto di nulla; un ex arbitro “pentito” che ha invece dichiarato che quando era in attività aveva ricevuto almeno una dozzina di offerte di lavoro per la sua preziosa collaborazione (purtroppo dalla dirigenza dell’Internazionale e non della Juve); due istanze di ricusazione già rigettate dalla Corte di Appello; il contenuto di una lettera riservata del Procuratore capo (che voleva fare astenere il giudice non gradito), sbandierato ai quattro venti innanzi al CSM proprio dal presidente del collegio; il presidente del Tribunale accusato di fare le “griglie dei giudici” in violazione di legge (no, anche lui!); beh, lo confesso, a questo punto arrivati, quando tutto si mette di traverso e c’è di mezzo la Juve, solo una cosa rimane da fare: prendersela con l’arbitro...
francejuve - fonte> giulemanidallajuve.com
venerdì, aprile 15, 2011
Mail dell'Avvocato Conteduca al Presidente della Republica, Giorgio Napolitano
Onorevole Presidente
Il sottoscritto Gennaro Maria Conteduca, avvocato del Foro di Napoli, portavoce di circa 50.000 mila tifosi della Juventus FC, raggruppati in pagine e gruppi su Facebook sul fenomeno Calciopoli, che troppo frettolosamente e sbrigativamente ha individuato, sulla spinta di odiose campagne mediatiche, con un processo sportivo senza alcuna garanzia di difesa, nel Sig. Luciano Moggi il colpevole da indicare e dare, quindi, in pasto all’opinione pubblica ed alle masse di sportivi italiani, Chiede a Lei, Signor Presidente, nella qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di voler prendere a cuore il corretto e regolare andamento, molto anomalo, del procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli contro Luciano Moggi +23,meglio conosciuto come il processo ”Calciopoli”, incardinato innanzi alla IX sez. del Tribunale di Napoli.
Infatti, come sicuramente saprà, il giorno 8 aprile us. si è svolta dinanzi alla sezione disciplinare del Csm, l’udienza contro il giudice Teresa Casoria, presidente di sezione del Tribunale di Napoli e presidente del collegio giudicante del processo Calciopoli, al termine della quale le veniva irrogata la sanzione della censura.
L’illecito disciplinare riguarda la “violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone” perché, secondo l’accusa, “teneva un comportamento abitualmente e gravemente scorretto nei confronti di altri magistrati della medesima sezione e di collaboratori dell’ ufficio” e su questa vicenda non abbiamo elementi idonei per poter esprimere perplessità e/o preoccupazioni trattandosi di fatti ed episodi interni alla Procura di Napoli su cui non vogliamo nè possiamo entrare.
L’anomalia più grave, però, riguarda la richiesta di ricusazione sollevata dalla Procura di Napoli già per due volte e con in calendario una terza istanza cadente il prossimo 20 maggio.
Quello che però,lascia molto perplessi e che ci ha spinto ad interessarLa e coinvolgerLa sono le gravi accuse lanciate dalla Casoria nel corso dell’udienza disciplinare innanzi al CSM: «La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l’accusa in processi importantissimi, non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c’è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere.
Due sentenze della corte d’appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perché facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perché il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto – ribatte la Casoria – vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che…».
Le alleghiamo il link a cui è possibile reperire il file audio dell’udienza suddetta:
http://www.radioradicale.it/scheda/324937/disciplinare-del-csm.
Certi di un Suo interessamento e della Sua imparziale attività di controllo sul corretto funzionamento del Tribunale di Napoli, ed in particolare della IX sez. penale, oggetto di tante, troppe “dicerie” imbarazzanti per uno Stato di diritto, La salutiamo scusandoci per averla importunata.
Avv.Gennaro Maria Conteduca
Consiglio Superiore della Magistratura (Disciplinare)Roma, 8 aprile 2011 - 09:42
http://www.radioradicale.it/scheda/324937
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Angelo Calabrese
Uno dei 50 000 rappresentati dall'Avvocato Gennaro Maria Conteduca
Il sottoscritto Gennaro Maria Conteduca, avvocato del Foro di Napoli, portavoce di circa 50.000 mila tifosi della Juventus FC, raggruppati in pagine e gruppi su Facebook sul fenomeno Calciopoli, che troppo frettolosamente e sbrigativamente ha individuato, sulla spinta di odiose campagne mediatiche, con un processo sportivo senza alcuna garanzia di difesa, nel Sig. Luciano Moggi il colpevole da indicare e dare, quindi, in pasto all’opinione pubblica ed alle masse di sportivi italiani, Chiede a Lei, Signor Presidente, nella qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di voler prendere a cuore il corretto e regolare andamento, molto anomalo, del procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli contro Luciano Moggi +23,meglio conosciuto come il processo ”Calciopoli”, incardinato innanzi alla IX sez. del Tribunale di Napoli.
Infatti, come sicuramente saprà, il giorno 8 aprile us. si è svolta dinanzi alla sezione disciplinare del Csm, l’udienza contro il giudice Teresa Casoria, presidente di sezione del Tribunale di Napoli e presidente del collegio giudicante del processo Calciopoli, al termine della quale le veniva irrogata la sanzione della censura.
L’illecito disciplinare riguarda la “violazione dei doveri generali di correttezza, riserbo ed equilibrio e di rispetto della dignità delle persone” perché, secondo l’accusa, “teneva un comportamento abitualmente e gravemente scorretto nei confronti di altri magistrati della medesima sezione e di collaboratori dell’ ufficio” e su questa vicenda non abbiamo elementi idonei per poter esprimere perplessità e/o preoccupazioni trattandosi di fatti ed episodi interni alla Procura di Napoli su cui non vogliamo nè possiamo entrare.
L’anomalia più grave, però, riguarda la richiesta di ricusazione sollevata dalla Procura di Napoli già per due volte e con in calendario una terza istanza cadente il prossimo 20 maggio.
Quello che però,lascia molto perplessi e che ci ha spinto ad interessarLa e coinvolgerLa sono le gravi accuse lanciate dalla Casoria nel corso dell’udienza disciplinare innanzi al CSM: «La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l’accusa in processi importantissimi, non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c’è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere.
Due sentenze della corte d’appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perché facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perché il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto – ribatte la Casoria – vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste che…».
Le alleghiamo il link a cui è possibile reperire il file audio dell’udienza suddetta:
http://www.radioradicale.it/scheda/324937/disciplinare-del-csm.
Certi di un Suo interessamento e della Sua imparziale attività di controllo sul corretto funzionamento del Tribunale di Napoli, ed in particolare della IX sez. penale, oggetto di tante, troppe “dicerie” imbarazzanti per uno Stato di diritto, La salutiamo scusandoci per averla importunata.
Avv.Gennaro Maria Conteduca
Consiglio Superiore della Magistratura (Disciplinare)Roma, 8 aprile 2011 - 09:42
http://www.radioradicale.it/scheda/324937
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Angelo Calabrese
Uno dei 50 000 rappresentati dall'Avvocato Gennaro Maria Conteduca
lunedì, aprile 11, 2011
La mail dell'amico Ettore alla Exor
Ripristinare l'Onore della Vecchia Signoa
Spett. Exor spa,
sono un vecchio tifoso della Juventus, e approfittando dell'invito della proprieta' a fare delle domande all'azionista di maggioranza in occasione della riunione dell'assemblea de prossimo 28 aprile, vorrei chiedere quanto segue:
1 - Il 90% dei media nazionali, 100% di quelli sotto il controllo della Exor (La Stampa) e di quelli i cui interessi(della Exor) sono di maggioranza nel "patto di sindacato" (Rcs - Corsera e Gazzetta dello Sport, nonché di - editori mai nemici - De Benedetti: Espresso Republica)?) diffondono notizie false e calunniose contro la Juventus, creando notevoli e continuati danni d'immagine - l'ultimo caso sabato 2 aprile, nell'edizione delle 13 del "nemico Studiosport" il sig. Roberto Ciarapica in un servizio televisivo afferma che lo scudetto vinto nel 1998 era truccato; perchè non si provvede a rispondere con massicce azioni legali contro i responsabili di tali diffamazioni?
2 - a seguito delle notizie provenienti dal processo di Napoli è ormai chiaro come nel 2006 furono adottate da parte delle FIGC - sobillata da un potente linciaggio mediatico dei su citati media (cui prodest?) - predisposte azioni disciplinari nei confronti della Juventus, ed anche spropositate rispetto ai fatti fantasiosamente creati e mai accertati. Tali azioni hanno generato, oltre ad una significativa perdita economica del marchio, i cui disastrosi effetti si fanno sentire ancora adesso, uno stato di enorme disagio per milioni (13/14?) di tifosi Juventini, che e bene ricorda siamo degli Essere Umani Orgogliosi dell'Appartenenza alla Centenaria, Gloriosa e Onorata Squadra della Famiglia Agnelli.
3 - Ma perchè neanche dopo che i processi per le querele (anche quella vostra) hanno trovato gli ex dirigenti (Giraudo e Moggi) non colpevoli - per non aver commesso il fatto! - la Exor non difende la Juvenus? Perchè? E quando richiederete i danni alla FIGC nonchè la restituzione degli scudetti del 2005-2006 vinti onestamente è, con sudore sul campo? ?
4 - Una domanda direttamente all'ingegniere John Elcann: Lo sa che allOnore della Vecchia Signora Juventus, noi tifosi ci teniamo? Noi tifosi sappiamo che Lei naviga nell'oro, ma non sappiamo se all'Onore ci tiene. Ingegnere, all'Onore Lei ci tiene?
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Ingegnere, si affacci anche in parlamento, please?
Gli onorevoli Paniz e Bertrandi difendono il processo di Napoli – L’onorevole Maurizio Paniz, fondatore dello Juventus Club in Parlamento e l’onorevole Marco Beltrandi, lanciano da ‘Tuttosport’ l’appello per un processo da salvare. Infatti, al di là della vicenda disciplinare personale della dott.ssa Casoria, in gioco ora c’è ben altro:
“E' in gioco a trasparenza della magistratura e una prescrizione non aumenterebbe di certo la fiducia degli italiani. Sarebbe quindi un colpo alla giustizia se non arrivasse la sentenza. Voglio essere ottimista:il processo arriverà alla conclusione". Gli fa eco il collega Marco Beltrandi, opposta fede politica, ma medesima fede calcistica: "Non arrivare ad una sentenza sarebbe grave, ricusare un giudice è un diritto ma non se ne può abusare facendolo ad un passo dalla fine. Già ora si possono rivedere i giudizi sportivi. Il ruolo della politica? Non vogliamo metterci in mezzo con la magistratura, ma c'è già una proposta di legge firmata con Paniz per formare una commissione d'inchiesta per far luce sul processo".
Juventus Sempre
Ettore Italo Di Pietramala
---------------
agm@exor.com
Scrivete anche voi una nota alla Exor e fatela pervenire a: calabrone13@hotmail.com,
e sara' publicata su questo blog
Spett. Exor spa,
sono un vecchio tifoso della Juventus, e approfittando dell'invito della proprieta' a fare delle domande all'azionista di maggioranza in occasione della riunione dell'assemblea de prossimo 28 aprile, vorrei chiedere quanto segue:
1 - Il 90% dei media nazionali, 100% di quelli sotto il controllo della Exor (La Stampa) e di quelli i cui interessi(della Exor) sono di maggioranza nel "patto di sindacato" (Rcs - Corsera e Gazzetta dello Sport, nonché di - editori mai nemici - De Benedetti: Espresso Republica)?) diffondono notizie false e calunniose contro la Juventus, creando notevoli e continuati danni d'immagine - l'ultimo caso sabato 2 aprile, nell'edizione delle 13 del "nemico Studiosport" il sig. Roberto Ciarapica in un servizio televisivo afferma che lo scudetto vinto nel 1998 era truccato; perchè non si provvede a rispondere con massicce azioni legali contro i responsabili di tali diffamazioni?
2 - a seguito delle notizie provenienti dal processo di Napoli è ormai chiaro come nel 2006 furono adottate da parte delle FIGC - sobillata da un potente linciaggio mediatico dei su citati media (cui prodest?) - predisposte azioni disciplinari nei confronti della Juventus, ed anche spropositate rispetto ai fatti fantasiosamente creati e mai accertati. Tali azioni hanno generato, oltre ad una significativa perdita economica del marchio, i cui disastrosi effetti si fanno sentire ancora adesso, uno stato di enorme disagio per milioni (13/14?) di tifosi Juventini, che e bene ricorda siamo degli Essere Umani Orgogliosi dell'Appartenenza alla Centenaria, Gloriosa e Onorata Squadra della Famiglia Agnelli.
3 - Ma perchè neanche dopo che i processi per le querele (anche quella vostra) hanno trovato gli ex dirigenti (Giraudo e Moggi) non colpevoli - per non aver commesso il fatto! - la Exor non difende la Juvenus? Perchè? E quando richiederete i danni alla FIGC nonchè la restituzione degli scudetti del 2005-2006 vinti onestamente è, con sudore sul campo? ?
4 - Una domanda direttamente all'ingegniere John Elcann: Lo sa che allOnore della Vecchia Signora Juventus, noi tifosi ci teniamo? Noi tifosi sappiamo che Lei naviga nell'oro, ma non sappiamo se all'Onore ci tiene. Ingegnere, all'Onore Lei ci tiene?
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Ingegnere, si affacci anche in parlamento, please?
Gli onorevoli Paniz e Bertrandi difendono il processo di Napoli – L’onorevole Maurizio Paniz, fondatore dello Juventus Club in Parlamento e l’onorevole Marco Beltrandi, lanciano da ‘Tuttosport’ l’appello per un processo da salvare. Infatti, al di là della vicenda disciplinare personale della dott.ssa Casoria, in gioco ora c’è ben altro:
“E' in gioco a trasparenza della magistratura e una prescrizione non aumenterebbe di certo la fiducia degli italiani. Sarebbe quindi un colpo alla giustizia se non arrivasse la sentenza. Voglio essere ottimista:il processo arriverà alla conclusione". Gli fa eco il collega Marco Beltrandi, opposta fede politica, ma medesima fede calcistica: "Non arrivare ad una sentenza sarebbe grave, ricusare un giudice è un diritto ma non se ne può abusare facendolo ad un passo dalla fine. Già ora si possono rivedere i giudizi sportivi. Il ruolo della politica? Non vogliamo metterci in mezzo con la magistratura, ma c'è già una proposta di legge firmata con Paniz per formare una commissione d'inchiesta per far luce sul processo".
Juventus Sempre
Ettore Italo Di Pietramala
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agm@exor.com
Scrivete anche voi una nota alla Exor e fatela pervenire a: calabrone13@hotmail.com,
e sara' publicata su questo blog
lunedì, aprile 04, 2011
Tutte le volte che i "Servi Corrotti" della FIGC hanno salvato l'inter
L'impressionante elenco di PROVE e indizi che la Procura Federale ha lasciato cadere nel vuoto
All'inter ci sono arrivati e coi guanti bianchi(non quelli del Ris) tra l'inizio di aprile 2010 e questio 31 marzo appena trascorso, eppure quelli della Procura Federale, una volta Ufficio Indagine +Procura, avrebbero potutio fare molto prima. Avrebbero potuto evitare la tagliola della prescrizione, avrebbero potuto scavalcare a sinistra i carabinieri di Auricchio che sull'Inter non volevano andare /cfr dichiarazione dell'assistente Coppola al processo di Napoli, il 14 dicembre 2009). C'è una serie impressionante di indizi non seguiti fino in fondo che hanno tenuto almeno l'inter fuori da Calciopoli proprio quando calciopoli esplodeva, insomma in tempo utile per rileggeere tutti i fatti in modo assai diverso dal soliloquio targato Narducci-Borrelli del 2006. Ecco una serie sconcertante diluci accese ignorate perchè gli articoli di giornale per l'Ufficio Indagini sono fonte e consentono l'apertono di indagine. Non sempre, come scoprirete qui e alla finedatevi una risposta se lo scudetto 2006 veniva assegnato il 26 luglio 2006 ad un club senza macchia e senza peccato. In ogni caso, pur comprendendo che il motore dell'Ufficio Indagini e quello del Commissario GuidoRossi fosse ingolfato per i fatti legati alla cupola di Moggi, una lettura più attenta dei giornali la sipoteva pure dare no?
17 marzo 2006
L'espresso pubblica lo scoop sulla vicenda dello spionaggio del team di spioni di Tavaroli e della Telecom. Tavaroli e Cipriani erano "avvisati" per associazione per delinquere dal 4 maggio 2005 e tavaroli era il responsabile delle intercettazioni legali del 2003 e fino al 2005 (anche durante il periodo d'inchiesta napoletana, settembre 2004-giugno 2005).
11 maggio 2006
Lo scandolo è appena divampato (moggi si dimette il 16 maggio), le prime intercettazioni compaiono sui giornali, ci sarebbero anche quelle di facchetti, repubblica intervista Nucini che comincia a raccontare del suo lavoro di intelligence illegale nei menadri della Can per l'inter e nello stesso giorno un altro giornalista amico di Tavaroli, Luca Fazzo, racconta di un Facchetti che registrava gli incontri e il cd con le rivelazioni "viene atto girare" e arriva secondo Fazzo l'input interista alla Bocassini. Facchetti non risponderà a Repubblica sulla circostanza .
29 maggio 2006. lungo articolo su Repubblica "Dall'inter a Telecom, i 100 mila file degli spioni", col racconto dei movimenti inter sul caso Nucini e dell'intelligence privata contro De Satis, Pavarese, Fabiani. Il tutto senza denunciare alcunché alla figc.
2 giugno 2006.Una pagina di intervista di Repubblica: parla Cipriani, colui che spia e si fa pagare per farlo dall'inter. Vieri a parte, afferma:"Pirelli mi fece spiare l'arbitro De Santis" (nel 2004, prescrizione nel 2009?). Ultimamente preciserà meglio chi fossero i committenti.
8 giugno 2006.Paolo bergamo depone davanti all'Ufficio Indagini : a Borrelli e i suoi ribadisce quanto detto più volte, "parlavo al telefono con tutti, anche con Facchetti". Nessuno, però, approfondisce.
15 giugno 2006. Articolone sul Corsera dal titolo "Vieri spiato quando giocava con l'inter": in fondo bastava approfondire o porsi domande sulla legittimità di quella sola operazione per escludere comportamente appieno legali. La mancata chiamata ain causa interista nei giorni di Calciopoli fa finire meno la possibilità di chiedere ragioni ad un Facchetti ancora vivo. La sentenza della Corte Federale interviene il 25 luglio 2006, per gli arbitri -momento definitivo e tombale per i verdetti sportivi- sono della fine di ottobre 2006.
1 ottobre 2006. Tavarioli depone e dichiara quanto poi scriveranno il 21 dicembre 2006 i giornali:"Facchetti registrò un cd con i colloqui con Nucini e mi chiese di controllare De Santis (allora arbitro in attività con cui lui stesso colloquiava telefonicamente. Ndr).
12 ottobre 2006. Borrelli e il suo vice , poi passato a Telecom con Guido Rossi, interrogano Nucini che parla del suo lavoro da "cavallo di Troia" dell'inter negli anni 2002-2003 (l'incontro al Concord sarebbe del 23 settembre 2003): risultato prescrizione e improcedibilità (nei confronti di Facchetti) per tutte queste attività nerazzurre decisa a fine giugno del 2007 da Palazzi, dopo l'indagine di Borrelli. E nel fascicolo federale non c'è traccia di una richiesta al pm Bocassini del modello 45 con cui è stata archiviata la vicenda Nucini, senza domandarsi chi abbia dato il via all'operazione.
All'inter ci sono arrivati e coi guanti bianchi(non quelli del Ris) tra l'inizio di aprile 2010 e questio 31 marzo appena trascorso, eppure quelli della Procura Federale, una volta Ufficio Indagine +Procura, avrebbero potutio fare molto prima. Avrebbero potuto evitare la tagliola della prescrizione, avrebbero potuto scavalcare a sinistra i carabinieri di Auricchio che sull'Inter non volevano andare /cfr dichiarazione dell'assistente Coppola al processo di Napoli, il 14 dicembre 2009). C'è una serie impressionante di indizi non seguiti fino in fondo che hanno tenuto almeno l'inter fuori da Calciopoli proprio quando calciopoli esplodeva, insomma in tempo utile per rileggeere tutti i fatti in modo assai diverso dal soliloquio targato Narducci-Borrelli del 2006. Ecco una serie sconcertante diluci accese ignorate perchè gli articoli di giornale per l'Ufficio Indagini sono fonte e consentono l'apertono di indagine. Non sempre, come scoprirete qui e alla finedatevi una risposta se lo scudetto 2006 veniva assegnato il 26 luglio 2006 ad un club senza macchia e senza peccato. In ogni caso, pur comprendendo che il motore dell'Ufficio Indagini e quello del Commissario GuidoRossi fosse ingolfato per i fatti legati alla cupola di Moggi, una lettura più attenta dei giornali la sipoteva pure dare no?
17 marzo 2006
L'espresso pubblica lo scoop sulla vicenda dello spionaggio del team di spioni di Tavaroli e della Telecom. Tavaroli e Cipriani erano "avvisati" per associazione per delinquere dal 4 maggio 2005 e tavaroli era il responsabile delle intercettazioni legali del 2003 e fino al 2005 (anche durante il periodo d'inchiesta napoletana, settembre 2004-giugno 2005).
11 maggio 2006
Lo scandolo è appena divampato (moggi si dimette il 16 maggio), le prime intercettazioni compaiono sui giornali, ci sarebbero anche quelle di facchetti, repubblica intervista Nucini che comincia a raccontare del suo lavoro di intelligence illegale nei menadri della Can per l'inter e nello stesso giorno un altro giornalista amico di Tavaroli, Luca Fazzo, racconta di un Facchetti che registrava gli incontri e il cd con le rivelazioni "viene atto girare" e arriva secondo Fazzo l'input interista alla Bocassini. Facchetti non risponderà a Repubblica sulla circostanza .
29 maggio 2006. lungo articolo su Repubblica "Dall'inter a Telecom, i 100 mila file degli spioni", col racconto dei movimenti inter sul caso Nucini e dell'intelligence privata contro De Satis, Pavarese, Fabiani. Il tutto senza denunciare alcunché alla figc.
2 giugno 2006.Una pagina di intervista di Repubblica: parla Cipriani, colui che spia e si fa pagare per farlo dall'inter. Vieri a parte, afferma:"Pirelli mi fece spiare l'arbitro De Santis" (nel 2004, prescrizione nel 2009?). Ultimamente preciserà meglio chi fossero i committenti.
8 giugno 2006.Paolo bergamo depone davanti all'Ufficio Indagini : a Borrelli e i suoi ribadisce quanto detto più volte, "parlavo al telefono con tutti, anche con Facchetti". Nessuno, però, approfondisce.
15 giugno 2006. Articolone sul Corsera dal titolo "Vieri spiato quando giocava con l'inter": in fondo bastava approfondire o porsi domande sulla legittimità di quella sola operazione per escludere comportamente appieno legali. La mancata chiamata ain causa interista nei giorni di Calciopoli fa finire meno la possibilità di chiedere ragioni ad un Facchetti ancora vivo. La sentenza della Corte Federale interviene il 25 luglio 2006, per gli arbitri -momento definitivo e tombale per i verdetti sportivi- sono della fine di ottobre 2006.
1 ottobre 2006. Tavarioli depone e dichiara quanto poi scriveranno il 21 dicembre 2006 i giornali:"Facchetti registrò un cd con i colloqui con Nucini e mi chiese di controllare De Santis (allora arbitro in attività con cui lui stesso colloquiava telefonicamente. Ndr).
12 ottobre 2006. Borrelli e il suo vice , poi passato a Telecom con Guido Rossi, interrogano Nucini che parla del suo lavoro da "cavallo di Troia" dell'inter negli anni 2002-2003 (l'incontro al Concord sarebbe del 23 settembre 2003): risultato prescrizione e improcedibilità (nei confronti di Facchetti) per tutte queste attività nerazzurre decisa a fine giugno del 2007 da Palazzi, dopo l'indagine di Borrelli. E nel fascicolo federale non c'è traccia di una richiesta al pm Bocassini del modello 45 con cui è stata archiviata la vicenda Nucini, senza domandarsi chi abbia dato il via all'operazione.
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