sabato, aprile 06, 2013
ESTATE 2006, GUIDO ROSSI SFRUTTA LA GOGNA MEDIATICA ALLA JUVENTUS, PER SALVARE L'INTER DALLA RETROCESSIONE NEI DILETTANTI. IL SILENZIO IMPOSTO DALLA FAMIGLIA ELKANN AL "PRESIDENTE PUPAZZO" DELLA JUVENTUS: COBOLLI GIGLI, HA ANCHE PERMESSO ALLA PM BOCCASSINI DI INSABBIARE IL RESTO!
I CONGIURATORI COLLUSI
La Gazzetta dello Sport.it: Inter 05/06 senza requisiti?
Un funzionario Covisoc: "Se la società non avesse coperto le proprie perdite con plusvalenze fittizie, non avrebbe superato i parametri richiesti per l'iscrizione al campionato 2005-2006".
MILANO, 20 giugno 2007 - ""Se la società non avesse coperto le proprie perdite con plusvalenze fittizie, non avrebbe superato i parametri richiesti per l'iscrizione al campionato 2005-2006". È quanto si è appreso sulle risposte al pm di Milano Carlo Nocerino, che indaga su un'ipotesi di falso in bilancio che coinvolge Inter e Milan, date dal funzionario Covisoc Maugeri la primavera scorsa. Nell'indagine sono iscritti nel registro degli indagati il presidente dell'Inter Massimo Moratti, il vicepresidente Rinaldo Ghelfi, l'ex dirigente Mauro Gambaro, e l'amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan Adriano Galliani. I fatti risalgono al periodo tra il 2003 e il 2005 e sono relativi a scambi di calciatori non di prima fila tra Milan e Inter, il cui valore sarebbe stato gonfiato per ottenere delle plusvalenze. L'inchiesta era nata da un esposto presentato dall'ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, alla magistratura di Roma e poi trasmesso alla Procura di Milano per quanto riguarda Milan e Inter.
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/06_Giugno/20/covisoc.shtml
------------
QUANDO NEL GIUGNO 2007 LA PROCURA DI MILANO HA DATO LA NOTIZIA, LA "CUPOLA RCS" E' PARTITA PER DISCREDITARE I MAGISTRATI TITOLARI DELL'INCHIESTA MANDANTO IM PRIMA LINEA L'INFAME DIFFAMATORE DI PROFESSIONE.
--------------------------------------
http://www.blogquotidiani.net/?p=534
Cannavò: plusvalenze?Una storiaccia
Ma non facciamo confusioni
Tratto da La Gazzetta dello Sport di oggi
—————————————
di Candido CANNAVO’
La prima parola che mi arriva sulla punta delle dita è: nausea. In genere dura poco, ma nel ghetto degli inguaribili in cui è relegato il nostro calcio, diventa come il colera nella vecchia India: endemica. Ce la trasciniamo da anni, la nausea. Nausea per i sistemi da suk nordafricano con cui la società campione d’Italia e quella campione d’Europa hanno gestito il caso Suazo, che riguarda non il novello Maradona,ma un simpatico calciatore da sette anni in Italia. Nausea aggravata, con riflessi morali pesanti, per questa vecchia storia delle plusvalenze che diffonde il tanfo di un altro suk: quello finanziario, dove le cronache extracalcistiche, tra furbetti e squali, ci ricordano che tutto può succedere.
Anche qui: Inter e Milan, non l’ultima squadra di poveracci che s’arrampica su un bilancio impossibile. Scambi di campioni senza nome e senza storia, cifre fasulle nei bilanci che la Covisoc approva. Parliamo di club che hanno mezzi economici infiniti. E di un Moratti che - parole sante di sua moglie Milly - ha investito nell’Inter quanto basterebbe per debellare la tubercolosi nel mondo. L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso.
Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale cui è abituato. Non minimizzo nulla, sono tra quelli che ancora provano il piacere di scandalizzarsi. Lo feci anche per la storia del passaporto falso di Recoba, prodotto di quella sorta di “impunità presunta” che regna nel calcio. Ha pagato Recoba, ha pagato Oriali, ha sofferto - checchè se ne dica - anche l’immagine dell’Inter.
Deplorati gli aspetti morali della vicenda, aspettando che la magistratura ordinaria si pronunci e che quella sportiva si svegli, evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di “Moggiopoli”... http://www.blogquotidiani.net/?p=534 ...Il link per leggere il resto del disgustoso articolo scritto dal fetido topo di fogna catanese
giovedì, aprile 04, 2013
PERCHE' IL P.G. DEL TRIBUNALE DI MILANO AVREBBE DATO ORDINE AL PM ILDA BOCCASSINI DI NON CONSEGNARE AL CAPO UFFICIO INDAGINI DELLA FIGC: FRANCESCO SAVERIO BORRELLI, GLI ATTI RIGUARDANTI IL MONDO DEL CALCIO, NELL'INCHIESTA TELECOM?
LA GANG DI SICARI DEI POTERI OCCULTI
Francesco saverio Borrelli, doveva dare incarico a Carlo Loli Piccolomini o a Marco Squicquero per chiedere alla Procura di Milano gli atti relativi alla parte del filone Telecom che riguarda il mondo sportivo. Ma due eventi si sarebbero accavallati per impedire che cio' si verificasse!
1) - La PM Ilda Boccassini avrebbe ricevuto dalla procura generale l'ordine a non consegnare quegli atti e segretarli.
2)- il Capo ufficio indagini della FIGC Francesco Saverio Borrelli avrebbe ricevuto l'imput a non mandare nessuno in procura, ma di presentarsi lui stesso in forma carbonara, usando tutta la sua abilita' per evitare di rispondere a domande dei media sul caso... il tutto accompagnato da una offerta di quelle che non si rifiutano: "sceglire tra cantare volare giu' da un cavalcavia, oppure una tranquilla e lauta pensione della FIGC.... e' da subito un posto a sedere a fianco di Massimo Moratti nel palco di famiglia al Teatro alla Scala. Logicamente, il corruttibile e corrotto eroe del: "resistere-resistere-resistere", ha scelto la seconda ipotesi.
Francesco Calabrone
---------------------
La Gazzetta dello Sport.it
De Santis-Inter, inchiesta Figc
Nel 2002 la società nerazzurra si rivolse a un investigatore legato a Telecom per far pedinare l'ex arbitro. L'ufficio indagini aprirà un fascicolo: il club potrebbe essere accusato di slealtà sportiva
ROMA, 25 settembre 2006 - "Ipotesi di violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva": con questa intestazione questa mattina un fascicolo sarà aperto dall’Ufficio indagini della Federcalcio sulla vicenda Inter-De Santis-Vieri. In attesa di conoscere le decisioni di Francesco Saverio Borrelli, il suo ufficio continua a lavorare. Toccherà a Carlo Loli Piccolomini o a Marco Squicquero richiedere alla Procura di Milano gli atti relativi alla parte del filone Telecom che riguarda il mondo sportivo.
I FATTI. Nel 2002 l’arbitro Danilo Nucini ha un colloquio con Giacinto Facchetti e gli racconta di alcuni strani rapporti tra Luciano Moggi, l’arbitro Massimo De Santis e i dirigenti sportivi Mariano Fabiani e Luigi Pavarese. Facchetti chiede a Nucini di riferire i fatti alla Procura di Milano (visto che lo stesso aveva perplessità a rivolgersi alla giustizia sportiva), ma non fu fatto nulla. Allora l’Inter, a quanto poi è emerso dalle indagini della magistratura, si rivolse alla Polis d’Istinto, l’agenzia investigativa di Emanuele Cipriani (legato al responsabile del Cnag della Telecom, Giuliano Tavaroli) per far pedinare De Santis. Da quel momento fu aperto un dossier dal significativo nome in codice: operazione ladroni.
I CONTROLLI. Sarebbero, però, anche stati intercettati i telefoni di De Santis e della moglie. Gli stessi furono anche seguìti, fotografati, furono fatte indagini patrimoniali e sui conti correnti. Alla fine il dossier si chiude dicendo che "non furono trovate anomalie nel tenore di vita del soggetto". Contemporaneamente furono intercettate le telefonate di Bobo Vieri e l’attaccante fu anche pedinato, ma soltanto nell’ambito di un "controllo" della società sul calciatore. Del mondo sportivo erano intercettati anche Franco Carraro e il presidente di Capitalia Cesare Geronzi.
INTERCETTAZIONI ILLEGALI. A seguito del decreto legge del Governo sulle intercettazioni illegali, è tornata d’attualità la vicenda. Perché fu commissionata una inchiesta da parte di un’agenzia investigativa e non fu fatto né un esposto alla magistratura, né una denuncia all’Ufficio indagini? Il voluminoso materiale raccolto sull’arbitro, oltre che valutare il suo tenore di vita, a cosa mirava? E le foto? Le stesse domande potrebbero valere anche per Vieri. Inoltre se i contatti denunciati erano con Moggi, Fabiani e Pavarese, ci sono state intercettazioni anche nei loro confronti? Sono queste le domande che gli 007 federali porranno ai dirigenti interisti.
LE PROCURE. L’argomento interessa, intanto, anche la Procura di Napoli che nel 2004 proprio a Tavaroli si rivolse per comunicare le intercettazioni delle utenze di Moggi, Bergamo, Pairetto. Sì, proprio a Tavaroli che era a capo del Cnag, il centro nazionale autorizzazioni giudiziarie della Telecom, che quindi venne a conoscenza dell’indagine che i magistrati Beatrice e Narducci stavano conducendo proprio sulle stesse persone. Una coincidenza, chiaramente, ma che alla luce degli ultimi sviluppi diventa inquietante: Tavaroli ha detto ai pm che lui riferiva tutto a Carlo Buora, amministratore delegato Telecom e vice presidente dell’Inter.
Maurizio Galdi
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2006/09_Settembre/25/24.shtml
Francesco saverio Borrelli, doveva dare incarico a Carlo Loli Piccolomini o a Marco Squicquero per chiedere alla Procura di Milano gli atti relativi alla parte del filone Telecom che riguarda il mondo sportivo. Ma due eventi si sarebbero accavallati per impedire che cio' si verificasse!
1) - La PM Ilda Boccassini avrebbe ricevuto dalla procura generale l'ordine a non consegnare quegli atti e segretarli.
2)- il Capo ufficio indagini della FIGC Francesco Saverio Borrelli avrebbe ricevuto l'imput a non mandare nessuno in procura, ma di presentarsi lui stesso in forma carbonara, usando tutta la sua abilita' per evitare di rispondere a domande dei media sul caso... il tutto accompagnato da una offerta di quelle che non si rifiutano: "sceglire tra cantare volare giu' da un cavalcavia, oppure una tranquilla e lauta pensione della FIGC.... e' da subito un posto a sedere a fianco di Massimo Moratti nel palco di famiglia al Teatro alla Scala. Logicamente, il corruttibile e corrotto eroe del: "resistere-resistere-resistere", ha scelto la seconda ipotesi.
Francesco Calabrone
---------------------
La Gazzetta dello Sport.it
De Santis-Inter, inchiesta Figc
Nel 2002 la società nerazzurra si rivolse a un investigatore legato a Telecom per far pedinare l'ex arbitro. L'ufficio indagini aprirà un fascicolo: il club potrebbe essere accusato di slealtà sportiva
ROMA, 25 settembre 2006 - "Ipotesi di violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva": con questa intestazione questa mattina un fascicolo sarà aperto dall’Ufficio indagini della Federcalcio sulla vicenda Inter-De Santis-Vieri. In attesa di conoscere le decisioni di Francesco Saverio Borrelli, il suo ufficio continua a lavorare. Toccherà a Carlo Loli Piccolomini o a Marco Squicquero richiedere alla Procura di Milano gli atti relativi alla parte del filone Telecom che riguarda il mondo sportivo.
I FATTI. Nel 2002 l’arbitro Danilo Nucini ha un colloquio con Giacinto Facchetti e gli racconta di alcuni strani rapporti tra Luciano Moggi, l’arbitro Massimo De Santis e i dirigenti sportivi Mariano Fabiani e Luigi Pavarese. Facchetti chiede a Nucini di riferire i fatti alla Procura di Milano (visto che lo stesso aveva perplessità a rivolgersi alla giustizia sportiva), ma non fu fatto nulla. Allora l’Inter, a quanto poi è emerso dalle indagini della magistratura, si rivolse alla Polis d’Istinto, l’agenzia investigativa di Emanuele Cipriani (legato al responsabile del Cnag della Telecom, Giuliano Tavaroli) per far pedinare De Santis. Da quel momento fu aperto un dossier dal significativo nome in codice: operazione ladroni.
I CONTROLLI. Sarebbero, però, anche stati intercettati i telefoni di De Santis e della moglie. Gli stessi furono anche seguìti, fotografati, furono fatte indagini patrimoniali e sui conti correnti. Alla fine il dossier si chiude dicendo che "non furono trovate anomalie nel tenore di vita del soggetto". Contemporaneamente furono intercettate le telefonate di Bobo Vieri e l’attaccante fu anche pedinato, ma soltanto nell’ambito di un "controllo" della società sul calciatore. Del mondo sportivo erano intercettati anche Franco Carraro e il presidente di Capitalia Cesare Geronzi.
INTERCETTAZIONI ILLEGALI. A seguito del decreto legge del Governo sulle intercettazioni illegali, è tornata d’attualità la vicenda. Perché fu commissionata una inchiesta da parte di un’agenzia investigativa e non fu fatto né un esposto alla magistratura, né una denuncia all’Ufficio indagini? Il voluminoso materiale raccolto sull’arbitro, oltre che valutare il suo tenore di vita, a cosa mirava? E le foto? Le stesse domande potrebbero valere anche per Vieri. Inoltre se i contatti denunciati erano con Moggi, Fabiani e Pavarese, ci sono state intercettazioni anche nei loro confronti? Sono queste le domande che gli 007 federali porranno ai dirigenti interisti.
LE PROCURE. L’argomento interessa, intanto, anche la Procura di Napoli che nel 2004 proprio a Tavaroli si rivolse per comunicare le intercettazioni delle utenze di Moggi, Bergamo, Pairetto. Sì, proprio a Tavaroli che era a capo del Cnag, il centro nazionale autorizzazioni giudiziarie della Telecom, che quindi venne a conoscenza dell’indagine che i magistrati Beatrice e Narducci stavano conducendo proprio sulle stesse persone. Una coincidenza, chiaramente, ma che alla luce degli ultimi sviluppi diventa inquietante: Tavaroli ha detto ai pm che lui riferiva tutto a Carlo Buora, amministratore delegato Telecom e vice presidente dell’Inter.
Maurizio Galdi
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2006/09_Settembre/25/24.shtml
mercoledì, aprile 03, 2013
CELEBRAZIONI DEI CAMPIONI, OGNUNO CELEBRA I SUOI
ALESSANDRO IL GRANDE
Ecco perche' ognuno celebra i suoi campioni! La Roma Totti...La Juventus Del Piero.
Amarcord...anche lo juventinho Beccantini ha Celebrato....il capitano della Roma... .
A Roma e Dintorni tutti a festeggiare i 20 anni di carriera d'er "Bullo de Porta Metronia", e per regalo. il presidente Pallotta ha annunciato il rinnovo del contratto, er pupone...er mejo de tutti?
E invece, pare che c'è chi è "più bravo di Totti"!
Alessandro Del Piero
La risposta sta nei numeri (al 31 marzo): Del Piero versus Totti.
Stagioni nel calcio professionistico:
Del Piero: 22
Totti: 21
Presenze In Nazionale:
Del Piero: 91 - 27 R.
Totti: 58 - 9 R
Titoli mondiali:
Del Piero: 1
Totti: 1
Presenze nei club:
Del Piero: 743
Totti: 669
Reti:
Del Piero: 305
Totti: 281
Scudetti:
Del Piero: 8
Totti: 1
Coppa Italia:
Del Piero: 1
Totti: 2
- Supercoppa italiana:
Del Piero: 4
Totti: 2
- Champions League:
Del Piero: 1
Totti: 0
Supercoppa Uefa:
Del Piero: 1
Totti: 0
Coppa Intercontinentale:
Del Piero: 1
Totti: 0
Ma in base alle coppe Italia vinte, Totti è il migliore.
Dati e numeri da ju29ro.com Blog
PURTROPPO, DEVO NOTARE CHE CI SONO DEGLI juventinhi CHE HANNO LA MEMORIA CORTA… SI PERCHE’... ANCHE LO JUVENTINO ALESSANDRO DEL PIERO HA AVUTO I SUOI 20 ANNI DI CARRIERA, 19 NELLA JUVENTUS, E’ AL RITIRO NE ERA IL CAPITANO! …MA LO SMEMORATO BECCANTINI HA DIMENTICATO DI CELEBRARLO.
GOLDEN FOOT: ALEX DELPIERO
martedì, aprile 02, 2013
LETTERA APERTA AL MANIPOLATORE ROBERTO BECCANTINI
IL VOLTO DEL TRADITORE
Non avendo ricevuto risposta, la rendo publica
Sarei ipocrita se le dicessi che mi dipiace per lei, ma siccome non sono del suo stampo, niente mi dispiace! E' allora le dico che la pezza (l'articolo publicato sulla gazzetta!) che cerca di mettere nell'odierna "paràbola" sulla cartastraccia color della sua faccia, non può è non deve salvare niente, è nessuna delle sue infamie contro Giraudo, Moggi e la Juventus, perchè questa è verità santa nella settimana santa che già volge verso il crepuscolo. Quindi continui pure con: "rispetto le sentenze ma i dubbi restano", è si tenga i suoi dubbi!Si avvicina la data di inter-Juventus, e' gli interisti d'antan come i serpenti che escono a fare ombra al sole, con la lingua biforcuta escono a spargere l'abituale razione di veleno sull'ormai "famoso" scontro Ronaldo-Iuliano della "famosa" partita Juventus-Inter del 26 aprile 1998. Iuliano dice che la sua Juve vinse il campionato perché era la più forte (è non solo in Italia), che un campionato non si vince nè si perde per un rigore dato a favore o a sfavore, quando poi lo scarto è di 5 punti. La risposta di Pagliuca, al tempo portiere dell’Inter, è stata: «Scudetto rubato al 100%!».
Al sig.Pagliuca (e al signor beccantini grande sostenitore della teoria del rigore negato all'inter dall'arbitro maggiordomo di Moggi, che appena pochi giorni fa ha, ancora, addossato l'episodio al servilismo arbitrale verso la Juventus, vorremmo far presente che le cronache sono piene di errori che settimanalmente gli arbitri commettono (certamente in buona fede?). Quindi, prendere spunto da un rigore non decretato (ammesso e non concesso che di rigore si trattasse!) per dire che la Juve ha rubato uno scudetto sembra paradossale, oltretutto trattandosi di un episodio che a distanza di anni, nessuno ha saputo dire se era o non era rigore.
Quello che invece è sicuro e non desta incertezza alcuna, è la regola secondo la quale non si possono tesserare giocatori extracomunitari oltre un certo numero, è soprattutto non si può ricettare una patente rubata per fare un passaporto falso per far diventare il giocatore Recoba comunitario. A Beccantini, per aiutare la sua memoria gli diciamo anche, che: l'allora dirigente dell'inter (Gabriele Oriali) incaricato dal "presidente-padrone" della squadra nerazzurra ("massimo moratti") di trovare un falso passaporto per poter cambiare lo status dell'extracomunitario Alvaro Recoba a comunitario, fu processatto, ammise la colpa e fu condannato da un Tribunale Ordinario (Udine) a 4 mesi di carcere (dopo patteggiamento, a pena pecunaria!)! Ed era dovere del procuratore Federale: Stefano Palazzi riaprire il caso passaporti, deferire l'inter, processarla, penalizzarla con la sconfitta a tavolino per 3-0 più un punto di penalizzazione per tutte le partite giocate dal giocatore extracomunitario con il "falso" documento, retrocederla per "illecito sportivo" nella categoria prevista dal regolamento: "categoria-dilettanti"! Ma gli fu impedito dall'"ex dirigente dell'inter Guido Rossi, investito per l'occasione della carica di "Commissario Speciale della FIGC"!
Tutto questo, come Beccantini sa benissimo, era/è previsto nella giustizia sportiva, è la retrocessione stranamente non avvenne! Fors'anche perché, come ebbe a dichiarare il giornalista Franco Ordine - http://www.youtube.com/watch?v=mltHzBxvYs4 - : nella riunione del Consiglio Federale, l'allora presidente della FIGC Franco Carraro disse: "non posso retrocedere l'inter perché "massimo moratti" ha speso 600 miliardi (di vecchie lire)!
O anche perché, come lo stesso Massimo Moratti, nell'interVista rilasciata a Claudio Sabelli Fioretti - http://interviste.sabellifioretti.it/?p=678 - per il Corriere della Sera disse: «E infatti abbiamo pagato 4miliardi di lire di multa e Recoba è restato fermo sei mesi. Siamo stati condannati e abbiamo pagato.»), mentre alla Federcalcio risulta soltanto una multa di 1 miliardo e 400 milioni!
Allora i restanti 2 miliardi e 600 milioni sono andati al Presidente della FIGC Franco Carraro per corrompere i Giudici della Giustizia Federale?!!! Semmai avessero/avesse bisogno di ulteriori chiarimenti si leggano/leggga le 52 paginette con le quali il Procuratore Federale Stefano Palazzi scrive dell’Inter "passibile di illecito sportivo"! Ovviamente dopo averla accompagnata per mano alla prescrizione!
Ci sembra infine giusto farle presente che l’Inter, prima di Calciopoli, finiva a distanza siderale dalla prima (cosa che stava tanto sui coglioni anche a Beccantini!), scoppiato Calciopoli, completamente impadronitisi della Federcalcio, riuscì a vincere per mancanza di avversari e servilismo arbitrale, tra le lodi e gli osanna di tutti i lecchini del petroliere corruttore (le lodi e osanna di Beccantini co. (Co. i colleghi giornalisti!), é senza nessuna vergogna continuano, a tutt'oggi, per tornare nell’alveo della sua mediocrità! 18 punti dalla Juventus teste di cazzo (cit Mughini)
lunedì, aprile 01, 2013
CHI SPALA FANGO SULLA JUVENTUS, E' UN MIO NEMICO!
L'INCARNAZIONE DI GOEBBEL, E' UN MIO NEMICO!
2 ESTRATTI DALL'EDITORIALE DI BECCANTINI DEL BLOG BECK IS BACK
Roberto Beccantini 30 marzo 2013
1) Due gli episodi da moviola: Handanovic Vidal
https://www.youtube.com/watch?v=7s173Quwtws
2) Chiellini su Cassano.
https://www.youtube.com/watch?v=quH2phuOAuI
E uno solo da arresto: i piedi a martello di Cambiasso, espulso, sulla caviglia sinistra di Giovinco.
https://www.youtube.com/watch?v=NqbPoMonFuA
3) Coraggiosa, la reazione dell’Inter. Da squadra con gli attributi, lo strappo della Juventus.
---
SUI BUU e CORI RAZZISTI CONTRO POGBA, SILENZIO ASSORDANTE!
Per i cori razzisti a San Siro contro Pogba, la Francia si indigna, ma da Beccantini, un SILENZIO-di-TOMBA… Il Beccantini che sulle malefatte dei tifosi di “milan & inter” e’ sempre: “difensore, minimizzante o ssssilenzioso – come anche in questa occasione dove ha “con le Orecchie-Visto" un rigore su Cassano https://www.youtube.com/watch?v=7s173Quwtws – Beccantini e’ sempre pronto a “svergognare” solo e soltanto i tifosi della Juventus”…come se “fosse una missione”!
A San Siro Pogba vittima di cori razzisti: e la Francia si indigna – Nel corso di Inter-Juve, all’ingresso in campo di Paul Pogba, accolto, come dice ‘L’Equipe’, da “des cris de singe”, cioè gridi di scimmia, in pratica ululati razzisti: “A son entrée en jeu (74e) face à l’Inter Milan (2-1), l’international français a été la cible de cris de singe de la part des supporters nerazzurri présents à Giuseppe-Meazza. A la demande des officiels, il a aussitôt été demandé au speaker d’intervenir pour rappeler à l’ordre les tifosi indisciplinés. La menace de suspension de la rencontre les a aussitôt fait s’arrêter”. (Al suo ingresso sul terreno di gioco è stato il bersaglio di gridi di scimmia da parte dei tifosi nerazzurri presenti al Meazza. Su richiesta degli ufficiali di gara, è stato chiesto agli speaker di intervenire per richiamare all’ordine i tifosi indisciplinati. (sintesi tratta da ju29ro.com News)
Nel firmamento giornalistico sportivo, c'e un solo giornalista che un giorno si e l'altro pure, dopo aver spalato fango: velate accuse, allusioni e insinuazioni sulla Juventus, dice e ripete in tutte le forme di essere Juventino... Allora uno si aspettava che dopo i BUU razzisti e gli insulti a Pogba durante inter-Juventus, almeno lui ne avrebbe denunciato la Vergogna! E' invece no! Come sempre se ne e' uscito facendo lo gnorri...raccontando di 2 episodi da Moviola: su Vidal e su cassano...Chiudendo le sue fatiche da "manipolatore" con la sperticata lode all'inter:-> "Coraggiosa, la reazione dell’Inter. Da squadra con gli attributi, lo strappo della Juventus. <- p="">
->
E' dall'inizio del campionato che "Siti e Blog Juventini" si lamentano dei buu razzisti ai giocatori della Juventus, degli insulti ai Morti dell' Heysell, degli insulti a Pessotto e agli Agnelli; degli striscioni con desiderio di morte ai tifosi Juventini... della vigliacca Accoglienza al Pulman della Juventus in quasi tutte le citta' delle squadre di serie A. Allora uno si aspetta che Roberto Reccantini...riconosciuto e "lodato' anche da super tifosi Juventini (penso anche a te...Massimoooo) come grande Giornalista...e' tifoso Juventino (mi e' capitato di leggere: Beccantini, juventino verace...) invece cosa ti fa questo "signore"? FA SILENZIO! Anzi no...trova il modo di scagliarsi contro Conte! Per le proteste...e' per le esultanze...
Roberto Beccantini, riserva tutto il suo livore con "i sassolini contro i tifosi Juventini", per ogni minima circostanza...dalla censurabile curva in juventus-inter: "se saltelli muore balotelli...agli ignobili insulti ai "Morti di Superga ( + ) e a quelli sul lavaggio del vesuvio ai napoletani.
Ai cari tifosi Juventini di Blogs Piccoli e Grandi mi preme ricordare, che un giornalista che si reputa juventino, avrebbe non solo il diritto da tifoso, ma ogni tanto anche il dovere di giornalista di scrivere, QUANDO LO MERITA, Lode alla sua squadra del culo, pardon del cuore (ne avesse uno...)!
Le lodi le ha cantate e' le canta al Milan...Le lodi le ha cantate e' le canta all'inter... Perche' non puo' cantarle anche alla Juventus? A quei lettori che gli chiedono perche' odia la Juventus, risponde che non e' vero che la odia. E' li rimprovera con questa stronzata: voi tifosi siete tutti uguali, pensate solo alla vostra squadra, io non me lo posso permettere.
Cosa non si puo' permettere questo farabutto patentato? Chi glielo impedisce? Chi gli impedisce di lodare la Juventus sul suo Blog? Matteo Marani & Stefano Olivari del "Guerin Sportivo"? Beppe Severgnini & Rugiero Palombo, "galdi & piccioni" della Gazzetta dello Sprt? Oppure Antonio Padellaro & Marco Travaglio de Il Fatto quotidiano? Chi glielo impedisce? Fossi Vittorio Feltri, direi: Beccantini, ma vai a scopare il mare!
E' Beccantini potrebbe smetterla di raccontare la storiella: "non ce l'ho con la Juventus, ce l'ho con Moggi... A meno che lui non ha delle prove che alla Juventus comanda ancora Moggi, e' se cosi' fosse, portrebbe farci partecipi, cosi', almeno io la smetto di leggere le sue castronerie anti Juve.
LA VERA ANIMA DEL VISCIDO
venerdì, marzo 29, 2013
IL DISONESTO MASSIMO, IL BRINDELLONE CORRUTTORE e IL NIDO DI SERPENTI DI VIA D' urinA IMBROGLIONI IMPUNITI PERCHE' PRESCRITTI
IL MASSIMO CORRUTTORE E IL MISERABILE CORROTTO
STEFANO PALAZZI - 1 LUGLIO 2011 - PER NON DIMENTICARE CHE LA SQUADRA IL CUI PASSATO E’ PIENO DI OMBRE, E' CON ARMADI PIENI DI SCHELETRI E' L'INTER DEI MORATTI PADRE & FIGLI
*
Si Noti Bene, che questa relazione, il P.F. Stefano Palazzi, l'ha presentata dopo aver - condotto per mano moratti-facchetti-inter- alla prescrizione -!
* * * * *
La Prescrizione Salva l'inter-facchetti-moratti, fu illecito sportivo
"Questo Ufficio ritiene che le condotte fossero certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale FC, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale".
"è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale, instaurati, in particolare fra i designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto (ma anche, sia pur in forma minore, con altri esponenti del settore arbitrale) ed il Presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti".
"Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l’esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETIO, fra i cui scopi emerge, fra l’altro, il fine di condizionare il settore arbitrale"
"La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti".
"assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l'Inter e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra".
"In relazione a tali gare il presidente Facchetti si pone quale interlocutore privilegiato nei confronti dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la propria squadra nonchè della stessa designazione della terna arbitrale ed interagendo con i designatori nelle procedure che conducono alla stessa individuazione dei nominativi degli arbitri da inserire in griglia e degli assistenti chiamati ad assistere i primi".
Per quanto riguarda invece Massimo Moratti, la sua posizione e il giudizio del procuratore federale sembrano meno gravi:
"Comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. (...) Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati".
"In alcuni casi emerge anche l'assicurazione da parte dell'interlocutore di intervento diretto sul singolo direttore di gara, come rivelato da alcune rassicurazioni che il designatore arbitrale rivolge al proprio interlocutore, in cui si precisa che l'arbitro verrà 'predisposto a svolgere una buona gara' o, con eguale significato, che è stato 'preparato a svolgere una bella gara'; o ancora, affermazioni del designatore volte a tranquillizzare il presidente Facchetti sulla prestazione dell'arbitro, nel senso che gli avrebbe parlato direttamente lui o che già gli aveva parlato".
"In un caso, addirittura, il designatore arbitrale, nel tentativo di tranquillizzare il proprio interlocutore e sedare le preoccupazioni di quest'ultimo sulle tradizioni negative della propria squadra con un determinato arbitro, afferma che quest'ultimo è stato avvertito e che sicuramente lo score dell'lnter sotto la sua direzione registrerà una vittoria in più in conseguenza della successiva gara di campionato".
"Tale capacità di interlocuzione in alcuni casi diventa una vera e propria manifestazione di consenso preventivo alla designazione di un arbitro e rappresenta un forte potere di condizionamento sui designatori arbitrali, fondato su rapporti di particolare amicizia e confidenza che il Presidente Facchetti può vantare nei confronti degli stessi designatori e che trovano la loro concretizzazione espressiva nella effettuazione anche di una cena privata con Bergamo e nello scambio di numerosi favori e cortesie (elargizione di biglietti e tessere per le gare dell'Internazionale, di gadget e borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese, etc...) e non meglio precisati 'regalini'". (04 luglio 2011)
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/07/04/news/calciopoli_2006_inter_colpevole_prescrizione-18655471/
QUALI ERANO I REGALINI PER I DESIGNATORI, DA ANDARE A RITIRARE IN SEGRETO NELL"UFFICIO DEL CORRUTTORE MASSIMO MORATTI?
Francesco Calabrone
STEFANO PALAZZI - 1 LUGLIO 2011 - PER NON DIMENTICARE CHE LA SQUADRA IL CUI PASSATO E’ PIENO DI OMBRE, E' CON ARMADI PIENI DI SCHELETRI E' L'INTER DEI MORATTI PADRE & FIGLI
*
Si Noti Bene, che questa relazione, il P.F. Stefano Palazzi, l'ha presentata dopo aver - condotto per mano moratti-facchetti-inter- alla prescrizione -!
* * * * *
La Prescrizione Salva l'inter-facchetti-moratti, fu illecito sportivo
"Questo Ufficio ritiene che le condotte fossero certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale FC, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale".
"è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale, instaurati, in particolare fra i designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto (ma anche, sia pur in forma minore, con altri esponenti del settore arbitrale) ed il Presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti".
"Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l’esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETIO, fra i cui scopi emerge, fra l’altro, il fine di condizionare il settore arbitrale"
"La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti".
"assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l'Inter e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra".
"In relazione a tali gare il presidente Facchetti si pone quale interlocutore privilegiato nei confronti dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la propria squadra nonchè della stessa designazione della terna arbitrale ed interagendo con i designatori nelle procedure che conducono alla stessa individuazione dei nominativi degli arbitri da inserire in griglia e degli assistenti chiamati ad assistere i primi".
Per quanto riguarda invece Massimo Moratti, la sua posizione e il giudizio del procuratore federale sembrano meno gravi:
"Comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. (...) Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, Moratti, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati".
"In alcuni casi emerge anche l'assicurazione da parte dell'interlocutore di intervento diretto sul singolo direttore di gara, come rivelato da alcune rassicurazioni che il designatore arbitrale rivolge al proprio interlocutore, in cui si precisa che l'arbitro verrà 'predisposto a svolgere una buona gara' o, con eguale significato, che è stato 'preparato a svolgere una bella gara'; o ancora, affermazioni del designatore volte a tranquillizzare il presidente Facchetti sulla prestazione dell'arbitro, nel senso che gli avrebbe parlato direttamente lui o che già gli aveva parlato".
"In un caso, addirittura, il designatore arbitrale, nel tentativo di tranquillizzare il proprio interlocutore e sedare le preoccupazioni di quest'ultimo sulle tradizioni negative della propria squadra con un determinato arbitro, afferma che quest'ultimo è stato avvertito e che sicuramente lo score dell'lnter sotto la sua direzione registrerà una vittoria in più in conseguenza della successiva gara di campionato".
"Tale capacità di interlocuzione in alcuni casi diventa una vera e propria manifestazione di consenso preventivo alla designazione di un arbitro e rappresenta un forte potere di condizionamento sui designatori arbitrali, fondato su rapporti di particolare amicizia e confidenza che il Presidente Facchetti può vantare nei confronti degli stessi designatori e che trovano la loro concretizzazione espressiva nella effettuazione anche di una cena privata con Bergamo e nello scambio di numerosi favori e cortesie (elargizione di biglietti e tessere per le gare dell'Internazionale, di gadget e borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese, etc...) e non meglio precisati 'regalini'". (04 luglio 2011)
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/07/04/news/calciopoli_2006_inter_colpevole_prescrizione-18655471/
QUALI ERANO I REGALINI PER I DESIGNATORI, DA ANDARE A RITIRARE IN SEGRETO NELL"UFFICIO DEL CORRUTTORE MASSIMO MORATTI?
MINUS HABBENS-MASSIMO CORRUTTORE & CORROTTO-BORRELLI!
Francesco Calabrone
mercoledì, marzo 27, 2013
IERI OGGI E DOMANI, CALCIO CORROTTO DALLA MAFIA DI ROMA E MILANO
Claudio Cerasa IL FOGLIO (cerazada) Chi è Giovanni Malagò, il nuovo capo del Coni
Giovanni Malagò è da pochi minuti il nuovo presidente del Coni. Direte voi: e chi è Malagò? Nel 2009, nel libro che ho scritto su Roma per Rizzoli, ho dedicato un capitolo a lui e alla sua straordinaria capacità di creare relazioni a Roma, partendo da un circolo sportivo (l'Aniene). Il personaggio merita. Qui un piccolo estratto dal libro
*Giovanni Malagò arriva al circolo canottieri alle 21.45 del 4 agosto 2009 ed è molto soddisfatto: i Mondiali di nuoto sono appena finiti, tre delle quattro medaglie conquistate dall’Italia sono state ottenute da soci del suo circolo (Federica Pellegrini e Valerio Clerici) e di questi successi il presidente dell’Aniene ne ha appena parlato in Campidoglio con il sindaco Alemanno.
Malagò accende un grosso sigaro cubano, si siede di fronte a un tavolino immerso nell’odore umido del fiume Tevere, e inizia a parlare del «mondo parallelo» del circolo Aniene: un mondo di cui non aveva mai parlato prima.
Da queste parti direbbero che è parecchio glamour: pantaloni estivi grigio nocciola, mocassini neri senza fibia, camicia bianca sbottonata, petto abbronzato. Il presidente è un personaggio tutto da raccontare. Per anni è stato il punto di riferimento romano di Giovanni Agnelli che, in onore al gran seduttore dominicano che nella Parigi del primo Novecento conquistò le donne più belle del mondo, lo chiamava il Porfirio Rubirosa dei Parioli.
Malagò di fatto non ha mai nascosto di essere, oltre che uomo di potere, anche un discreto latin lover. Prima dei figli avuti con Polissena di Bagno (oggi moglie dell’editore Carlo Perrone) e Lucrezia Lante della Rovere (figlia a sua volta del duca Alessandro Lante della Rovere e di Marina Ripa di Meana),
Malagò ha avuto parecchie fidanzate famose (Claudia Gerini, Monica Bellucci) e chiunque voglia trovare informazioni su tutto quello che di mondano accade a Roma deve rivolgersi proprio a lui, «Megalò», come l’aveva ribattezzato un’altra Agnelli (Susanna).
*
Ogni mattina prima delle nove e trenta, l’avvocato chiamava «Giovannino» per chiedergli quanto di nuovo accadeva nella vita (non solo politica) della Capitale, e Malagò metteva sempre a disposizione il suo tesoretto di conoscenze romane ereditato in parte dalla madre che - da nipote del vecchio ministro della Democrazia cristiana Pietro Campilli e dell’ex governatore della Banca d’Italia Donato Menichella - aveva costruito nel corso degli anni una buona rete di relazioni nella borghesia capitolina.
Le molte note di colore relative alla sua vita privata (Malagò è amico tanto di Walter Veltroni quanto di Francesco Totti; tanto dei fratelli Vanzina quanto di Luca Cordero di Montezemolo; tanto di Carla Bruni quanto di Gianni Letta; tanto di Giuseppe Tornatore quanto di Luigi Abete) nascondono però un personaggio complesso che va ben al di là del potente uomo di sport.
Questo signore con il fisico asciutto e la fama da sciupafemmine è infatti conosciuto a Roma anche per quel suo lungo curriculum di manager di successo che gli ha permesso di rendere l’Aniene un cruciale canale di dialogo tra molte amministrazioni e i potenti della città. Lo stesso Megalò ammette l’esistenza, all’interno dell’Aniene, di un mondo parallelo che vive in simbiosi con quello sportivo: «Da un lato ci sono le medaglie olimpiche, le performance dei grandi atleti.
Dall’altro c’è tutto quello che riguarda la vita di imprenditori, manager, professionisti, banchieri, giornalisti e costruttori romani. Il clima che si crea nella nostra struttura ha dato la possibilità di dare vita ad aggregazioni tra banche, di favorire molti accordi strategici per la città, di firmare alleanze tra imprenditori e di trovare importanti intese politiche. È successo più volte che soci illustri dell’Aniene abbiano concluso grandi affari nel nostro circolo ma questo avviene in maniera non voluta.
Diciamo pure casuale: qui si mangia, si beve, si gioca a tennis, si fuma un sigaro, si parla, non so, della Roma calcio, dell’Alitalia, scattano i meccanismi di complicità, si risolvono i problemi e si concludono accordi. Sarebbe stupido nasconderlo: l’Aniene significa sport ma in un certo senso significa anche business. È per questo, per i particolari valori che esprime il nostro circolo, che mi hanno chiesto di entrare a far parte di altre formidabili famiglie romane. Penso all’Unicredit. Ma penso anche all’Auditorium».
*Il potere dei circoli è una forza reale con cui ogni amministrazione cittadina deve fare i conti. Come spiega l’assessore alla cultura di Roma Umberto Croppi, «i circoli hanno obiettivamente l’ambizione di essere anche un potere di supplenza delle politiche romane ma è anche vero che cominciano a contare davvero a Roma nel momento in cui le altre strutture di comando esercitano in modo non ottimale le proprie funzioni amministrative ».
Questi, spiega l’assessore, sono ambienti di cui va tenuto conto anche per il semplice fatto che hanno una loro funzione all’interno della produzione culturale della città: sono luoghi di scambio, di socializzazione, di mediazione. «L’errore commesso fino a oggi, a mio avviso, è stato quello di aver considerato i circoli come uno dei volti senza cui sarebbe sostanzialmente impossibile controllare gli equilibri della città: ed è proprio un atteggiamento di questo tipo ad averli trasformati in ambienti dove ognuno crede quasi di essere il padre eterno.»
Per provare a capire in termini più concreti la forza di un circolo come l’Aniene e per comprendere in che senso questa realtà rappresenti davvero una sorta di «partito reale ed efficiente della classe borghese», il modo migliore è quello di scoprire i nomi di alcuni soci illustri:
Ci sono i banchieri: Luigi Abete, presidente della Banca nazionale del lavoro, il suo direttore generale Fabio Gallia,
Emanuele Emmanuele, numero uno della fondazione bancaria più ricca della Capitale (la Fondazione cassa di risparmio di Roma).
Ci sono gli imprenditori: Cesare Romiti (presidente onorario di Rcs Media Group e fondatore della società finanziaria Gemina),
Alessandro Benetton (vicepresidente esecutivo del gruppo Benetton),
Elio Catania (ex presidente e amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato),
Luca Cordero di Montezemolo (presidente della Ferrari ed ex numero uno di Confindustria),
Matteo Cordero di Montezemolo (figlio di Luca e amministratore delegato della società di private equity Charme),
Vittorio Merloni (presidente di Indesit Company),
Andrea Mondello, (presidente della Camera di commercio di Roma),
Giuseppe Statuto (immobiliarista romano
Marco Tronchetti Provera (ex numero uno di Telecom),
i fratelli Toti, importanti costruttori (Claudio, presidente della Virtus Roma e Pierluigi, azionista del gruppo Rizzoli),
Alessandro Angelucci (figlio di Antonio, editore di «Libero » e del «Riformista», e titolare di un articolato impero nella sanità privata romana e il cui fratello, Giampaolo, il 5 febbraio 2009 è stato coinvolto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Velletri a proposito di una truffa per 170 milioni ai danni del Servizio sanitario nazionale),
Carlo Perrone (editore del «Secolo XIX») e
Andrea Rizzoli (direttore marketing della Rizzoli audiovisivi).
Ci sono molti componenti di una potente famiglia romana, i Caltagirone, un loro lontano parente, Francesco Bellavista Caltagirone, e uno dei bracci operativi del loro gruppo, Massimo Caputi.
A questi vanno aggiunti anche gli uomini legati alla politica e allo sport. Soci Aniene sono:
Luca Danese (imprenditore romano e nipote della moglie di Giulio Andreotti),
Maurizio Gasparri (ex ministro della Comunicazione e capogruppo al Senato del PdL),
Jas Gawronski (parlamentare europeo del Popolo della Libertà ed ex portavoce di Silvio Berlusconi),
Gianni Letta (sottosegretario alla presidenza del Consiglio),
Antonio Marzano (numero uno del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro e presidente della commissione per le riforme voluta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno),
Altero Matteoli (ministro delle Infrastrutture del quarto governo Berlusconi),
Raffaele Ranucci (imprenditore romano, senatore del Partito democratico e grande amico di Francesco Gaetano Caltagirone),
Andrea Ronchi (ministro per le Politiche comunitarie del Popolo della Libertà),
Walter Veltroni (ex sindaco di Roma ed ex segretario del Pd),
Piero Marrazzo (governatore della Regione Lazio),
Rocco Crimi (sottosegretario allo Sport presso la presidenza del Consiglio),
Mario Pescante (ex presidente del Coni e deputato del Popolo della Libertà),
Gianni Petrucci (numero uno del Comitato olimpico nazionale)
Franco Chimenti (presidente della Federazione italiana golf).
(...)
Diventare soci dell’Aniene non è però semplice. L’ingressonel circolo avviene per gradi: la domanda deve esserepresentata da due soci con almeno cinque anni d’anzianità (la lista d’attesa oggi è lunga trenta mesi) e deveessere valutata da un collegio dei probiviri formato dasette persone socie del circolo da più di quindici anni. L’esame dura venti minuti: si verifica lo status delle persone,ogni proboviro fa una domanda al candidato e se ilcolloquio va bene inizia un periodo di frequenza che puòdurare da un minimo di tre a un massimo di quattro mesi.In questo spazio di tempo il candidato frequenta ilclub senza esserne socio, quando entra mette una firma sul registro delle presenze e a poco a poco si fa conoscere.
Alla fine del periodo di prova, il suo ingresso viene votatoda ogni socio su una scheda colorata. Ogni voto negativodeve essere bilanciato da tre voti positivi e nel casoin cui il parere contrario arrivi da membri con più diventicinque anni di anzianità i segni positivi, invece che tre, devono essere cinque. Dal 1997, ovvero da quando Malagò è presidente, nessuno è però mai stato bocciato. Ovviamente, se il presidente propone al collegio deiprobiviri una nomina onoraria, si può diventre soci anche senza seguire il complesso iter di ammissione.
«Il criterio è semplice» ammette Malagò. «Premiamo chi ha fatto qualcosa di concreto e di fattivo per il circolo.» Si tratta dunque di casi eccezionali, che accadono di rado. Fino al 2008, nell’arco di tutta la presidenza Malagò, era successo solo due volte: nel 2006 con il governatore delLazio Piero Marrazzo, «perché ha fatto una cosa per noi molto importante: ha rinnovato le concessioni che erano ferme da quarant’anni»; nel 2007 con l’allora sindacoWalter Veltroni, «perché ci ha dato la possibilità di ultimareun percorso che avevamo iniziato negli anni».
Gli affari. Molti dei grandi affari siglati all’Aniene riguardano in primapersona proprio Malagò. E gli esempi da fare sonomolti. La conoscenza personale di Carlo Toto (numerouno di Air One) lo ha messo nelle condizioni di assumereun un ruolo importante all’interno della compagnia aerea (Megalò è stato membro del consiglio di amministrazione della stessa Air One) e di svolgere un’intermediazione decisivacon gli ambienti di Confindustria ai tempi della nascita della cordata di imprenditori che ha salvato la compagnia di bandiera italiana, l’Alitalia.
La sua amicizia conl’avvocato Agnelli gli ha consentito di acquisire quelle ulteriori esperienze necessarie per consolidare il suo ruoloda amministratore delegato di una delle più famose concessionarie romane, la Samocar (fondata nel 1977 dal padre Vincenzo). L’intesa con Luca Cordero di Montezemolo ha rafforzato il suo ruolo di rappresentante ufficiale del marchio Ferrari nel Lazio, nella Campania, in Toscanae in Sardegna (a Roma chiunque voglia avere una Ferrariin in anteprima è proprio a Malagò che si deve rivolgere) e quello di consigliere d’amministrazione della Tecni-mont (la divisione di ingegneria e sviluppo della Montedison di cui tra l’altro è socio il figlio di Luca Cordero,Matteo). La stima che ha per lui il numero uno di Mediobanca Cesare Geronzi gli ha inoltre consentito di essere nominato membro del cda della banca più importante d’Italia (l’Unicredit).
Il suo rapporto con le passate amministrazionidi centrosinistra (e in particolare con l’ex presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra e l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni) lo ha proiettato nel consiglio d’amministrazione dell’Auditorium e della Festa del cinema. I suoi ottimi rapporti con Piero Marrazzo lo hanno lanciato nel consiglio di amministrazione di una importante realtà culturale (la Fondazione Lazio). Il suo feeling con Lupo Rattazzi (figlio di Susanna Agnelli) gli haconsentito di fondare insieme a lui una società di investimento (la GL Investimenti). E infine, oltre a essere advisor di una delle principali banche d’affari del mondo (l’Hsbc), Malagò è anche vicepresidente della squadradi basket romana: quella Virtus Roma che ha presieduto fino al 2001 e il cui numero uno è oggi il costruttore Claudio Toti (socio dell’Aniene e compagno di calcetto di Malagò).
Se è vero che dal punto di vista sportivo l’Aniene rappresenta un’eccellenza nel panorama internazionale – il circolo ha portato ventuno atleti alle ultime Olimpiadi, ha strutturato campioni come Federica Pellegrini (oro nei duecento stile libero a Pechino 2008 e oro nei 400 e200 stile libero ai Mondiali di Roma del 2009), come Alessio Boggiatto (oro nei quattrocento misti ai Mondialidi Fukoka nel 2001) e come Lorenzo Porzio (bronzonel canottaggio alle Olimpiadi di Atene 2004) – è anche vero, come abbiamo visto, che i circoli sportivi esercitano una forte «pressione» nelle partite più importanti chesi disputano nella Capitale.
Un’attività in parte raccontata dallo stesso Malagò nel corso di un convegno organiz-zato a Milano dalla «Gazzetta dello sport» nel dicembredel 2005. Il presidente dell’Aniene era stato il manager incaricato di creare le condizioni affinché Roma si aggiudicassel’edizione 2009 dei Mondiali di nuoto. Grazie al successo dell’impresa, Malagò era stato invitato a Milano per illustrare le modalità con cui aveva portato a termine l’operazione e con cui aveva ottenuto l’assegnazione peri Mondiali del 2009.
Ecco infatti come Malagò descrisse in quell’occasione la sua strategia: «Per i Mondiali eravamo sfavoriti. I giapponesi avevano siglato un accordo con la Fina, ma noi facemmo un gran lavoro di lobbing e alla fine sapevamo chi erano gli undici delegati che avrebbero votato per Roma, uno per uno». Le sincere parole del presidente (che sostanzialmente ha ammesso di essere venutoa conoscenza prima del tempo di chi aveva intenzionedi votare la candidatura dell’Aniene e di chi no) scatenarono un piccolo caso diplomatico. Da Yokohama chiesero di smentire la dichiarazione e persino la Federazione internazionale del nuoto (la Fina) chiese chiarimenti immediati. Fatto sta che «il gran lavoro di lobbing» alla fine sortirà un ottimo risultato e Malagò quei Mondiali li otterrà davvero.
(...)
Il 6 maggio 2009, al Comitato olimpico spettava scegliere il nuovo presidente nazionale e i candidati che si sarebbero dovuti sfidare erano tre: Gianni Petrucci, Franco Chimenti e Paolo Barelli. Chimenti si ritirerà ametà aprile 2009. Barelli (presidente della Federazioneitaliana nuoto e senatore del Popolo della Libertà) era l’unico degli aspiranti a non essere iscritto al circolo di Malagò e la sua eventuale elezione avrebbe avuto l’inevitabile effetto di indebolire un po’ l’universo legato al circolo canottieri Aniene. Il sindaco di Roma si rese presto conto di come quell’elezione fosse un buon pretesto per sottrarre potere al mondo di Letta, e decise di appoggiare apertamente Paolo Barelli, anche a costo dicontravvenire a una regola non scritta secondo la quale la politica deve rimanere fuori da un’elezione delicata come quella del Coni.
Il 15 aprile 2009 arrivò dunque ladichiarazione d’amore: «Paolo Barelli» disse Alemanno all’Adnkronos «è una garanzia per lo sport italiano». Pur essendo Barelli un senatore del Popolo della Libertà, Letta lavorò a lungo per evitare che il candidato di Lupomanno acquisisse eccessivo peso nella più importante istituzione sportiva romana (e nazionale). Il pretestodello scontro arrivò con un’intervista rilasciata da Barellia lla «Gazzetta dello sport» nel marzo del 2009, in cui il senatore del PdL lasciava intendere l’appoggio diretto alla sua campagna da parte di Silvio Berlusconi.
«Per rispetto e coerenza» disse «non potevo fare un passo del genere senza confrontarmi col presidente del Consiglio.» Questa frase mise Letta nelle condizioni di poter intervenirein via ufficiale nella battaglia del Coni e il giorno dopo l’intervista inviò una nota ufficiale a tutte le redazionidei giornali sportivi nazionali spiegando che Barelli non era affatto appoggiato da Palazzo Chigi/
Alla fine, il mondo dell’Aniene uscì doppiamente vincitore. Oltre alla nomina di Petrucci (la terza consecutiva), nel corso delle stesse elezioni la giunta federale del Comitato olimpico nazionale registrò l’ingresso di un nuovo membro. Un uomo del circolo canottieri Aniene, Giovanni Malagò.
Claudio Cerasa © - FOGLIO QUOTIDIANO – @claudiocerasa
---------------------------------------
I CARRIERANTI DELLA CORRUZIONE: CORRUTTORE & CORROTTO!
IL CORROTTO PROCURATORE PALAZZI, SERVO DELL'IMPUNITO MASSIMO-CORRUTTORE-MORATTI, DOPO IL PATTEGGIAMENTO DELLA CONDANNA DI ORIALI E RECOBA ALTRIBUNALE DI UDINE PER IL FALSO PASSAPORTO DELL'EXTRA COMUNITARIO GIOCATORE URUGUAIANO, IL CORROTTO PROCURATORE FEDERALE
STEFANO PALAZZI - "DOVEVA" RIAPRIRE IL CASO PASSAPORTI, DEFERIRE L'INTER, PROCESSARLA E' RETROCEDERLA PER ILLECITO SPORTIVO, PENALIZZARLA CON LA SCONFITTA PER 3-0, E' CON UN PUNTO DI PENALIZZAZIONE PER TUTTE LE PARTITE GIOCATE DAL GIOCATORE URUGUAIANO!
-------------------------------------------
ECCO PERCHE' L'inter GIOCA IN SERIE A !
Spy Calcio Fulvio Bianchi
La giustizia sportiva lumaca I casi Moratti e Zamparini
Più di un anno, una giustizia sportiva che è una lumaca: Moratti e Preziosi, n.1 di Inter e Genoa, hanno trattato nel maggio dello scorso anno l'acquisto di Milito e Thiago Motta e adesso andranno a processo, davanti alla Disciplinare, il prossimo 8 luglio. Tanto ci è voluto perché il superprocuratore Stefano Palazzi venisse a capo dell'inchiesta e fosse fissata l'udienza di primo grado (poi c'è l'appello). La stagione si è chiusa, i due contratti sono validi ma Giancarlo Abete, quando torna dal Sudafrica, dovrà mettere mano a questa giustizia sportiva che così non può certo funzionare.
E' vero che la procura federale è oberata di lavoro, e adesso ha anche i compiti dell'ex Ufficio Indagini. Ma così non va. Contro questa giustizia sportiva anche Maurizio Zamparini, n.1 del Palermo, che oggi ha scritto una lettera aperta ai ''colleghi presidenti''.
Il patron rosanero è stato inibito per 6 mesi dalla Disciplinare per plusvalenze fittizie nel trasferimento di calciatori. Per il presidente rosanero si tratta di una ''nefasta applicazione della Giustizia sportiva odierna''. ''Caro collega- scrive Zamparini-, come al solito ci troviamo (oggi il Palermo) vittime di un sistema di ordinamenti federali che penalizza le nostre società, i nostri diritti costituzionali violando le più elementari norme di giustizia ordinaria''.
Zamparini sostiene che l'inibizione è collegata a ''un fatto provocato nel giugno 2002 dalla proprietà della Roma, proprietaria allora anche del Palermo'', ovvero lo scambio di giocatori (Bombardini e Brienza) tra la società rosanero e quella giallorossa. ''Questo -spiega- provocava notevoli plusvalenze per Palermo e Roma di proprietà della Famiglia Sensi, e un aggravio per ammortamenti notevoli per il Palermo'', negli anni dal 2003 al 2006.
Zamparini acquistò le azioni del Palermo nell'agosto 2002 obbligandosi con la proprietà a confermare in sede di approvazione di bilancio le operazioni fatte fino al 30 luglio 2002 dalla proprietà Sensi. Ora è stato punito, ''ma se esiste un fatto di plusvalenza fittizia (ed allora anche di ammortamento) dovrebbe esistere per il Palermo e per la Roma''.
Zamparini ora chiede di riportare la giustizia sportiva e gli arbitri (suo vecchio cavallo di battaglia) sotto la tutela della Lega Calcio. L'Associazione Arbitri si è già opposta con Marcello Nicchi: comunque, sembra che sia una battaglia (persa) solo di Zamparini...
http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2010/06/11/news/giustizia_sportiva-4750521/
--------
QUELLI ERANO I TEMPI IN CUI ROMA, INTER, MILAN E LAZIO FACEVANO A GARA A CHI COMMETTEVA PIU' ILLECITI, MA CHE VENIVANO PUNTUALMENTE COPERTI DALLA CONTINUA MESSA ALLA GOGNA-MEDIATICA, DI: MOGGI, GIRAUDO E LA JUVENTUS DAGLI ADEPTI DELL'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE ODG, PER DISTOGLIERE L'ATTENZIONE DELL'ILLECITO DEI FALSI PASSAPORTI IN PRIMIS, Ma CHE AVREBBERO DOVUTO COMPORTARE LA RETROCESSIONE DIRETTAMENTE AD ALTRA SERIE INFERIORE: INTER, ROMA, LAZIO E MILAN! MA ANCHE DALLE REGOLE CAMBIATE IN CORSA SUGLI EXTACOMUNITARI, PER FAVORIRE LA ROMA, CON LA SPERANZA CHE POTESSE SERVIRE A FARGLI VINCERE IL CAMPIONATO PER "AIUTARE" IL SUO PADRONE A PAGARE GLI INGENTI DEBITI (cosa non riuscita!), MA ANCHE MILAN E INTER CHE AVEVANO EXTRACOMINITARI IN ESUBERO; DALLE FALSE FIDEJUSSIONI NECESSARIE PER SALVARE LA ROMA DAL FALLIMENTO, ED IL REGALO DEI ROLEX MILIONARI PER CORROMPERE DESIGNATORI E ARBITRI! E' COSI', PER SCARICARE LA TARA DI TUTTE QUESTE MALEFATTE SU MOGGI & GIRAUDO, E' FAR PAGARE TUTTO ALLA JUVENTUS, HANNO INVENTATO UN NUOVO ILLECITO: L' "ILLECITO SCTRUTTURALE! CHE LA MALEDIZIONE SI ABBATTESSE SU DI VOI E' SU TUTTI COLORO CHE VI HANNO FORNITO E' FORNISCONO IL LORO APPOGGIO " IMMORATE"!
IL CORRUTTORE MASSIMO, CON L'ABITUALE VALIGETTA PIENA DI DANE' SPORCHI DI ORO NERO, E" IL CORROTTO MAGISTRATO DI MANI SPORCHE E COSCIENZA INFAME, INVENTORE DELL'ILLECITO STRUTTURALE!
I FIGLI DEL DIAVOLO: TRONCHETTI, GUIDO 'GIUDA' ROSSI E IL MINUS HABENS MASSIMO!
BENVENUTI A MORATTOPOLI, CITTA' DEL CORRUTTORE MASSIMO, COLORATA CON GLI "OSCURI" COLORI DELLA NOTTE
IL CORRUTTORE MASSIMO & IL MISERO CORROTTO
QUANDO IL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZI, COPERTO DAL MANTO DI SILENZIO DELL'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE MEDIATICA DELLA "CUPOLA RCS" HA, ANCORA UNA VOLTA, UBIDITO AGLI ORDINI DELLA MAFIA DI MILANO: NON HA DEFERITO MORATTI PERMETTENDOGLI DI ISCRIVERE L'INTER AL CAMPIONATO SENZA AVERNE I REQUISITI, ED EVITANDO CHE VENISSE RETROCESSA IN ALTRA CATEGORIA.
PERCHE' NESSUNO FA NIENTE?!!!!!!!
Francesco Calabrone
-------------------------------
CORRIERE DELLA SERA.it
21 giugno 2007
Accuse per i nerazzurri dalle indagini milanese sul doping amministrativo
Inter, irregolare l’iscrizione al torneo ‘05/’06
Senza plusvalenze «non avrebbe potuto iscriversi al campionato»
Moratti non ci sta: «Siamo in regola e lo scudetto non si tocca»
MILANO – L’Inter non aveva i requisiti per iscriversi al campionato 2005/06. A sostenerlo è il pm di Milano Carlo Nocerino, che ha trascritto nella chiusura delle indagini relative alle plusvalenze quanto emerso dalla relazione della commissione per la vigilanza sulle società calcistiche. In particolare se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l’equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l’iscrizione al campionato 2005-2006». Insomma, non avrebbe giocato e poi vinto a tavolino il suo penultimo scudetto.
SENZA PRECEDENTI – La palla, adesso, passa alla giustizia sportiva che potrebbe aprire un fascicolo sulla vicenda senza aspettare la conclusione del processo penale. Cosa possa poi accadere è difficilmente prevedibile. L’unico precedente esistente in tema di doping amministrativo riguarda infatti il Genoa – Preziosi è stato squalificato al termine del procedimento e la società sanzionata economicamente – ma allora nessuno contestò la regolare iscrizione dei liguri al campionato. Il caso dell’Inter è dunque unico e, come tale, complicato da decifrare. Teoricamente, ma solo teoricamente, se fosse provato l’illecito i nerazzurri potrebbero anche incorrere in penalizzazioni sportive. «Le sanzioni – spiega al Corriere l’avvocato Mattia Grassani – vanno per i dirigenti dalla censura alla radiazione. Per il clun dalla sanzione pecuniaria fino alla retrocesione. La revoca dello scudetto nel codice non è prevista. Secondo quello che sostiene il pm di Milano la posizione dell’Inter sembra più grave di quella del Genoa, ma tutto è ancora da dimostrare. Di certo c’è che l’illecito amministrativo è un reato secondo, nella giustizia sportiva, solo a quello sportivo. Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c’è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto».
RISCHIA GROSSO – Grave al punto che, stando a Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc, «se è tutto vero l’Inter rischia grosso». «Dal 2001 non mi occupo più di calcio – chiarisce a “Radio Radio” – ma confermo che c’era ampio uso e abuso delle plusvalenze da parte delle società per superare i controlli ed essere in grado di iscriversi al campionato successivo. Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi».
L’INTER NON CI STA – Immediata, e logica, la reazione del club di via Durini, che ha affidato la sua replica a un comunicato apparso sul sito ufficiale: «In merito alle agenzie di stampa relative all’iscrizione al Campionato di Serie A 2005-2006, nell’ambito dell’inchiesta penale pendente presso la Procura della Repubblica di Milano, F.C. Internazionale Milano S.p.A. – si legge – precisa di non aver mai appostato plusvalenze fittizie nei propri bilanci e di aver già presentato necessaria e completa documentazione tecnica a dimostrazione che, attraverso i sistematici aumenti di capitale effettuati dai soci, è sempre stato garantito il pieno rispetto dei dovuti equilibri finanziari».
MORATTI – Dopo il sito, è stato lo stesso Massimo Moratti a commentare la notizia: «Non siamo preoccupati nella maniera più assoluta per questa inchiesta sui bilanci. Certo, dispiace che ci sia, ma francamente non mi sembra preoccupante. Sono certo che le ombre di questa storia verranno presto dissipate. Manca ancora la nostra deposizione che servirà a chiarire definitivamente una vicenda che mi sembra un pò assurda. Mi risulta che ci siano anche altri club. Ritengo che da parte nostra la sottocapitalizzazione non esista. Pago miliardi tutti i giorni, proprio questo no. Sono abituato a non sbagliare sui bilanci, però è vero che la valutazione dei giocatori in questo mercato è difficile da comprendere, un giocatore che oggi vale cinque tra un mese può valere 12, e poi magari niente». Moratti esclude infine che possa essere revocato all’Inter lo scudetto 2005/06: «Non pensiamo nella maniera più assoluta a restituire lo scudetto, perché era giusto che lo assegnassero a noi. E poi sembrerebbe quasi una ammissione di colpa».
GAZZONI – Con la chiusura delle indagini, che hanno coinvolto il presidente Massimo Moratti, altri due amministratori dei nerazzurri, Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, e l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, le parti hanno 20 giorni di tempo per poter presentare memorie o per poter chiedere interrogatori. Terminato questo periodo il magistrato potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. L’indagine era nata da un esposto presentato dall’allora presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni e riguarda gli anni che vanno dal 2003 al 2005. –
Alessandro Franchetti – CORRIERE DELLA SERA.it Sport 21 giugno 200
*
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2007/06_Giugno/20/inter_moratti_plusvalenze.shtml
QUANDO IL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZI, COPERTO DAL MANTO DI SILENZIO DELL'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE MEDIATICA DELLA "CUPOLA RCS" HA, ANCORA UNA VOLTA, UBIDITO AGLI ORDINI DELLA MAFIA DI MILANO: NON HA DEFERITO MORATTI PERMETTENDOGLI DI ISCRIVERE L'INTER AL CAMPIONATO SENZA AVERNE I REQUISITI, ED EVITANDO CHE VENISSE RETROCESSA IN ALTRA CATEGORIA.
PERCHE' NESSUNO FA NIENTE?!!!!!!!
Francesco Calabrone
-------------------------------
CORRIERE DELLA SERA.it
21 giugno 2007
Accuse per i nerazzurri dalle indagini milanese sul doping amministrativo
Inter, irregolare l’iscrizione al torneo ‘05/’06
Senza plusvalenze «non avrebbe potuto iscriversi al campionato»
Moratti non ci sta: «Siamo in regola e lo scudetto non si tocca»
MILANO – L’Inter non aveva i requisiti per iscriversi al campionato 2005/06. A sostenerlo è il pm di Milano Carlo Nocerino, che ha trascritto nella chiusura delle indagini relative alle plusvalenze quanto emerso dalla relazione della commissione per la vigilanza sulle società calcistiche. In particolare se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l’equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l’iscrizione al campionato 2005-2006». Insomma, non avrebbe giocato e poi vinto a tavolino il suo penultimo scudetto.
SENZA PRECEDENTI – La palla, adesso, passa alla giustizia sportiva che potrebbe aprire un fascicolo sulla vicenda senza aspettare la conclusione del processo penale. Cosa possa poi accadere è difficilmente prevedibile. L’unico precedente esistente in tema di doping amministrativo riguarda infatti il Genoa – Preziosi è stato squalificato al termine del procedimento e la società sanzionata economicamente – ma allora nessuno contestò la regolare iscrizione dei liguri al campionato. Il caso dell’Inter è dunque unico e, come tale, complicato da decifrare. Teoricamente, ma solo teoricamente, se fosse provato l’illecito i nerazzurri potrebbero anche incorrere in penalizzazioni sportive. «Le sanzioni – spiega al Corriere l’avvocato Mattia Grassani – vanno per i dirigenti dalla censura alla radiazione. Per il clun dalla sanzione pecuniaria fino alla retrocesione. La revoca dello scudetto nel codice non è prevista. Secondo quello che sostiene il pm di Milano la posizione dell’Inter sembra più grave di quella del Genoa, ma tutto è ancora da dimostrare. Di certo c’è che l’illecito amministrativo è un reato secondo, nella giustizia sportiva, solo a quello sportivo. Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c’è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto».
RISCHIA GROSSO – Grave al punto che, stando a Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc, «se è tutto vero l’Inter rischia grosso». «Dal 2001 non mi occupo più di calcio – chiarisce a “Radio Radio” – ma confermo che c’era ampio uso e abuso delle plusvalenze da parte delle società per superare i controlli ed essere in grado di iscriversi al campionato successivo. Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi».
L’INTER NON CI STA – Immediata, e logica, la reazione del club di via Durini, che ha affidato la sua replica a un comunicato apparso sul sito ufficiale: «In merito alle agenzie di stampa relative all’iscrizione al Campionato di Serie A 2005-2006, nell’ambito dell’inchiesta penale pendente presso la Procura della Repubblica di Milano, F.C. Internazionale Milano S.p.A. – si legge – precisa di non aver mai appostato plusvalenze fittizie nei propri bilanci e di aver già presentato necessaria e completa documentazione tecnica a dimostrazione che, attraverso i sistematici aumenti di capitale effettuati dai soci, è sempre stato garantito il pieno rispetto dei dovuti equilibri finanziari».
MORATTI – Dopo il sito, è stato lo stesso Massimo Moratti a commentare la notizia: «Non siamo preoccupati nella maniera più assoluta per questa inchiesta sui bilanci. Certo, dispiace che ci sia, ma francamente non mi sembra preoccupante. Sono certo che le ombre di questa storia verranno presto dissipate. Manca ancora la nostra deposizione che servirà a chiarire definitivamente una vicenda che mi sembra un pò assurda. Mi risulta che ci siano anche altri club. Ritengo che da parte nostra la sottocapitalizzazione non esista. Pago miliardi tutti i giorni, proprio questo no. Sono abituato a non sbagliare sui bilanci, però è vero che la valutazione dei giocatori in questo mercato è difficile da comprendere, un giocatore che oggi vale cinque tra un mese può valere 12, e poi magari niente». Moratti esclude infine che possa essere revocato all’Inter lo scudetto 2005/06: «Non pensiamo nella maniera più assoluta a restituire lo scudetto, perché era giusto che lo assegnassero a noi. E poi sembrerebbe quasi una ammissione di colpa».
GAZZONI – Con la chiusura delle indagini, che hanno coinvolto il presidente Massimo Moratti, altri due amministratori dei nerazzurri, Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, e l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, le parti hanno 20 giorni di tempo per poter presentare memorie o per poter chiedere interrogatori. Terminato questo periodo il magistrato potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. L’indagine era nata da un esposto presentato dall’allora presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni e riguarda gli anni che vanno dal 2003 al 2005. –
Alessandro Franchetti – CORRIERE DELLA SERA.it Sport 21 giugno 200
*
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2007/06_Giugno/20/inter_moratti_plusvalenze.shtml
domenica, marzo 24, 2013
sabato, marzo 16, 2013
interVISTA DEL DIFFAMATORE DI "RCS-CORRIERE DELLA SERA" AL DIFFAMATO ANTONIO GIRAUDO
IL COMPLOTTO DEI POTERI FORTI "IN RCS": DISTRUGGERE GIARAUDO E LA JUVENTUS, PER DISTOGLIRE L'ATTENZIONE DAI FURTI CHE STAVANO PERPETRANDO AI DANNI DELLO STATO!
GLI INFAMI CONGIURATORI DEL COMPOTTO PER DISTRUGGERLO!
Giraudo: «E quelli dei passaporti (recoba-condanna patteggiata!not.del.scr.)? E i Rolex? (caso sensi, insabbiato dall'infame palamara!not.del.scr.) Vado via, ma chi resta non è diverso»
MILANO – La sentenza arriva ai bordi di una piscina. Antonio Giraudo ha scelto di trascorrere il suo ultimo giorno da uomo di calcio in vacanza con la famiglia. Ore 21.00, finisce tutto.
«Mi sembra così sommario e illogico che non vale la pena neppure di discuterne. Una sentenza brutale che non tiene in conto la verità, nulla».
In questi anni l’ex amministratore delegato della Juventus ha accettato di buon grado di recitare la parte del cattivo. Distante, ogni tanto condito con l’arroganza che deriva dal potere, spietato nel tutelare i propri interessi, in quella che ha sempre considerato la sua missione di manager. E in questi giorni di fine epoca si sentiva accerchiato, un po’ come lo Scarface di Al Pacino, quello che sbraita contro le persone perbene che lo guardano di sottecchi al ristorante:
«Vi serve gente come me, così potete puntare il vostro dito e dire quello è un uomo cattivo. Coraggio, auguratemi la buona notte. E’ l’ultima volta che lo vedete un cattivo come me, ve lo dico io».
Quello era soltanto un film. Ma adesso che la buonanotte è arrivata per davvero, è dura andarsene a dormire, sentirsi un reietto di quel mondo che aveva dominato.
«Tre telefonate con un mio collaboratore, ovvero Luciano Moggi. Gli sono bastate per cancellare dodici anni di lavoro. C’è agli atti la mia rabbia contro Zeman, che continuava ad attaccarci, nient’altro».
Ci sarebbero anche le cene con i designatori arbitrali, la promiscuità di un mondo dove ormai ci si muoveva per bande, a pistole spianate. La spiegazione di Giraudo è di carattere antropologico:
«I nostri comportamenti sono stati quelli di chi si muoveva in un mondo educato così. Se io vado a cena a casa sua e lei non mi fa trovare le posate, io mi adeguo ai suoi costumi. E’ quel che abbiamo fatto in questi anni, e trovo folle che paghino soltanto alcune persone e alcune squadre per quello che era un comportamento generalizzato».
Lui non si pente di nulla. E in quello che va letto come uno sfogo identifica i responsabili dello sfascio:
«Il problema era ed è sempre stato nel manico. I vertici della Federcalcio avrebbero dovuto governare i mutamenti del nostro mondo, e invece se ne sono ben guardati. Hanno chiuso gli occhi su tutto. Prima Nizzola, e poi Carraro, che a un certo punto si è trovato tra le mani un potere immenso. Non lo ha mai usato, se non per la propria autoconservazione. Mi hanno detto che ho cercato di tirare in ballo l’Inter. Ma se Oriali, un suo dirigente, e Recoba, un suo calciatore, hanno patteggiato una condanna per la vicenda dei falsi passaporti, non significa che hanno cercato di alterare il risultato sportivo? Noi stessi, e parlo della Juve, abbiamo più volte chiesto un cambio delle regole, ma chi poteva deciderlo è rimasto lì, a guardare».
L’amarezza di Giraudo è un frullatore dove finisce dentro il peggio di questi anni:
«Abbiamo subito sulla nostra pelle la moratoria sui giocatori extracomunitari, che ci è costata uno scudetto, senza che nessuno della Figc abbia alzato un dito; noi avevamo i bilanci a posto, altri li taroccavano di continuo; c’è stata una società, la Roma, che regalava Rolex da 2-3000 euro agli arbitri. E adesso mi si viene a dire che va tutto bene, che i cattivi siamo soltanto noi?».
In sottofondo arriva il rumore dello sciabordio dell’acqua, voci di bambini che gridano, una serenità che mal si intona con l’umore di Giraudo. L’orgoglio personale, certo, ma anche il dolore per la società che Giraudo ha rappresentato in questi anni.
«Ci imputano l’alterazione del risultato di Siena-Juve. Con tutto il rispetto, ma in confronto a noi quella era una squadretta. Noi abbiamo portato quindici nazionali ai Mondiali, abbiamo costruito una squadra fortissima, la più forte al mondo. E adesso la verità che viene consegnata alla gente è che vincevamo grazie a chissà quali sotterfugi. E non dovrei parlare di giudizio sommario? Ci abbiamo messo sette anni per ottenere una assoluzione completa al processo per il doping, qui non mi hanno lasciato parlare neppure per sette minuti. Si decide così di società quotate in borsa, della sorte di dirigenti, tifosi e piccoli azionisti?»
La giustizia sportiva è arcaica, dice Giraudo. E’ il riflesso di un mondo cambiato in modo profondo e veloce, ma che ha conservato gli stessi abitanti. Qui viene fuori l’orgoglio del manager, c’è forse la spiegazione di quell’arroganza che gli è sempre stata imputata:
«Come risposta al nuovo, il calcio ha semplicemente proceduto all’ upgrading di chi si occupava di questo sport. Il risultato è che meccanismi delicati, bilanci e interessi da milioni di euro sono stati gestiti da personale inadeguato. Le società hanno tutte direttori generali ridicoli, che non hanno la minima idea di cosa sia un business plan ».
Dalla rabbia sorda di Antonio Giraudo traspare una sincera preoccupazione per la Juve. Manca però l’autocritica, il rammarico per qualcosa che si poteva magari evitare.
«E’ stata volutamente creata un’immagine terrificante di me e della Juventus. L’odio sportivo per chi vinceva molto spesso sul campo si è trasformato in un rancore istituzionalizzato, senza tenere conto del fatto che un conto è l’ambito sportivo».
Dottor Giraudo, andiamo, non ha proprio nessun rimprovero da farsi?
«Di cosa sono colpevole? Di aver cenato con gli ex designatori? Nella vita, ogni dirigente ha interesse ad avere conoscenze di livello nel suo settore di competenza. Ma noi non avevamo alcun interesse a comprare le partite. Come hanno dimostrato i Mondiali, eravamo i più forti. Ma questo ormai è stato dimenticato, con il timbro di questa sentenza. La mia immagine personale è stata distrutta. Sono state pubblicate cose private, non attinenti all’indagine. Persino una cosa sciocca come la telefonata tra me e Moggi sull’allenatore dei figli di Roberto Bettega è stata usata per dare giudizi morali».
E’ tardi ormai. I bambini sono andati a cena e si sente che la piscina è vuota. Giraudo Antonio, 60 anni, torinese, l’uomo più potente del calcio dell’ultimo decennio, saluta la compagnia. Il suo congedo non è da Scarface, ma da uomo ferito: «Io me ne vado, ma ho il dubbio che chi rimane non sia poi tanto diverso da me». Marco Imarisio 15 luglio 2006 .
http://archiviostorico.corriere.it/2006/luglio/15/quelli_dei_passaporti_Rolex_Vado_co_9_060715119.shtml
POTERI FORTI COLLUSI CON QUESTO CAPOCUPOLA
GLI INFAMI CONGIURATORI DEL COMPOTTO PER DISTRUGGERLO!
Giraudo: «E quelli dei passaporti (recoba-condanna patteggiata!not.del.scr.)? E i Rolex? (caso sensi, insabbiato dall'infame palamara!not.del.scr.) Vado via, ma chi resta non è diverso»
MILANO – La sentenza arriva ai bordi di una piscina. Antonio Giraudo ha scelto di trascorrere il suo ultimo giorno da uomo di calcio in vacanza con la famiglia. Ore 21.00, finisce tutto.
«Mi sembra così sommario e illogico che non vale la pena neppure di discuterne. Una sentenza brutale che non tiene in conto la verità, nulla».
In questi anni l’ex amministratore delegato della Juventus ha accettato di buon grado di recitare la parte del cattivo. Distante, ogni tanto condito con l’arroganza che deriva dal potere, spietato nel tutelare i propri interessi, in quella che ha sempre considerato la sua missione di manager. E in questi giorni di fine epoca si sentiva accerchiato, un po’ come lo Scarface di Al Pacino, quello che sbraita contro le persone perbene che lo guardano di sottecchi al ristorante:
«Vi serve gente come me, così potete puntare il vostro dito e dire quello è un uomo cattivo. Coraggio, auguratemi la buona notte. E’ l’ultima volta che lo vedete un cattivo come me, ve lo dico io».
Quello era soltanto un film. Ma adesso che la buonanotte è arrivata per davvero, è dura andarsene a dormire, sentirsi un reietto di quel mondo che aveva dominato.
«Tre telefonate con un mio collaboratore, ovvero Luciano Moggi. Gli sono bastate per cancellare dodici anni di lavoro. C’è agli atti la mia rabbia contro Zeman, che continuava ad attaccarci, nient’altro».
Ci sarebbero anche le cene con i designatori arbitrali, la promiscuità di un mondo dove ormai ci si muoveva per bande, a pistole spianate. La spiegazione di Giraudo è di carattere antropologico:
«I nostri comportamenti sono stati quelli di chi si muoveva in un mondo educato così. Se io vado a cena a casa sua e lei non mi fa trovare le posate, io mi adeguo ai suoi costumi. E’ quel che abbiamo fatto in questi anni, e trovo folle che paghino soltanto alcune persone e alcune squadre per quello che era un comportamento generalizzato».
Lui non si pente di nulla. E in quello che va letto come uno sfogo identifica i responsabili dello sfascio:
«Il problema era ed è sempre stato nel manico. I vertici della Federcalcio avrebbero dovuto governare i mutamenti del nostro mondo, e invece se ne sono ben guardati. Hanno chiuso gli occhi su tutto. Prima Nizzola, e poi Carraro, che a un certo punto si è trovato tra le mani un potere immenso. Non lo ha mai usato, se non per la propria autoconservazione. Mi hanno detto che ho cercato di tirare in ballo l’Inter. Ma se Oriali, un suo dirigente, e Recoba, un suo calciatore, hanno patteggiato una condanna per la vicenda dei falsi passaporti, non significa che hanno cercato di alterare il risultato sportivo? Noi stessi, e parlo della Juve, abbiamo più volte chiesto un cambio delle regole, ma chi poteva deciderlo è rimasto lì, a guardare».
L’amarezza di Giraudo è un frullatore dove finisce dentro il peggio di questi anni:
«Abbiamo subito sulla nostra pelle la moratoria sui giocatori extracomunitari, che ci è costata uno scudetto, senza che nessuno della Figc abbia alzato un dito; noi avevamo i bilanci a posto, altri li taroccavano di continuo; c’è stata una società, la Roma, che regalava Rolex da 2-3000 euro agli arbitri. E adesso mi si viene a dire che va tutto bene, che i cattivi siamo soltanto noi?».
In sottofondo arriva il rumore dello sciabordio dell’acqua, voci di bambini che gridano, una serenità che mal si intona con l’umore di Giraudo. L’orgoglio personale, certo, ma anche il dolore per la società che Giraudo ha rappresentato in questi anni.
«Ci imputano l’alterazione del risultato di Siena-Juve. Con tutto il rispetto, ma in confronto a noi quella era una squadretta. Noi abbiamo portato quindici nazionali ai Mondiali, abbiamo costruito una squadra fortissima, la più forte al mondo. E adesso la verità che viene consegnata alla gente è che vincevamo grazie a chissà quali sotterfugi. E non dovrei parlare di giudizio sommario? Ci abbiamo messo sette anni per ottenere una assoluzione completa al processo per il doping, qui non mi hanno lasciato parlare neppure per sette minuti. Si decide così di società quotate in borsa, della sorte di dirigenti, tifosi e piccoli azionisti?»
La giustizia sportiva è arcaica, dice Giraudo. E’ il riflesso di un mondo cambiato in modo profondo e veloce, ma che ha conservato gli stessi abitanti. Qui viene fuori l’orgoglio del manager, c’è forse la spiegazione di quell’arroganza che gli è sempre stata imputata:
«Come risposta al nuovo, il calcio ha semplicemente proceduto all’ upgrading di chi si occupava di questo sport. Il risultato è che meccanismi delicati, bilanci e interessi da milioni di euro sono stati gestiti da personale inadeguato. Le società hanno tutte direttori generali ridicoli, che non hanno la minima idea di cosa sia un business plan ».
Dalla rabbia sorda di Antonio Giraudo traspare una sincera preoccupazione per la Juve. Manca però l’autocritica, il rammarico per qualcosa che si poteva magari evitare.
«E’ stata volutamente creata un’immagine terrificante di me e della Juventus. L’odio sportivo per chi vinceva molto spesso sul campo si è trasformato in un rancore istituzionalizzato, senza tenere conto del fatto che un conto è l’ambito sportivo».
Dottor Giraudo, andiamo, non ha proprio nessun rimprovero da farsi?
«Di cosa sono colpevole? Di aver cenato con gli ex designatori? Nella vita, ogni dirigente ha interesse ad avere conoscenze di livello nel suo settore di competenza. Ma noi non avevamo alcun interesse a comprare le partite. Come hanno dimostrato i Mondiali, eravamo i più forti. Ma questo ormai è stato dimenticato, con il timbro di questa sentenza. La mia immagine personale è stata distrutta. Sono state pubblicate cose private, non attinenti all’indagine. Persino una cosa sciocca come la telefonata tra me e Moggi sull’allenatore dei figli di Roberto Bettega è stata usata per dare giudizi morali».
E’ tardi ormai. I bambini sono andati a cena e si sente che la piscina è vuota. Giraudo Antonio, 60 anni, torinese, l’uomo più potente del calcio dell’ultimo decennio, saluta la compagnia. Il suo congedo non è da Scarface, ma da uomo ferito: «Io me ne vado, ma ho il dubbio che chi rimane non sia poi tanto diverso da me». Marco Imarisio 15 luglio 2006 .
http://archiviostorico.corriere.it/2006/luglio/15/quelli_dei_passaporti_Rolex_Vado_co_9_060715119.shtml
POTERI FORTI COLLUSI CON QUESTO CAPOCUPOLA
GLI ILLECITI DELL'IMPUNITO "CORRUTTORE-MASSIMO MORATTI: LE PLUSVALENZE TAROCCATE DELL'INTER
I TAROCCATORI DEI BILANCI DI INTER & MILAN'

I due compare della Corruzione, il MINUS HANNENS "Massimo & MASTER Adriano"
------------------------------------------------------------------------------
Da quando è scoppiato lo scandalo del calcio, i dirigenti dell’Inter hanno ammesso (e sono stati condannati penalmente) di aver falsificato passaporti, quindi di aver fatto giocare chi non avrebbe potuto essere tesserato, è di aver Falsando la Classifica, escluso il primo posto, con l'appendice del campionato a venire, per la mancata punizione della Retrocessione. E' non trascurando l'Accusa di corruzione fatta dal presidente-padrone dell'inter alla Federcalcio (2400 Milioni!), nell'intervista rilasciata il 31 agosto 2006 a Claudio Sabelli Fioretti, al quale dichiara che per il Falso Passaporto di Recoba ha pagato una Multa di 4 miliardi di deire, mentre alla FIGC risultava/risulta una un importo di 1400 milioni! Ieri hanno ammesso anche di aver taroccato i bilanci, autoassegnandosi plusvalenze fittizie per 100 milioni di euro, accertate dalla Covisoc, l’organo di controllo dei bilanci, il cui presidente Victor Ukmar è stato licenziato per averlo reso publico! E’ notizia di oggi (vedi allegato dal Sole 24 ore). L’ex membro del Cda dell’Inter oggi alla guida della Federcalcio non ha niente da dire? E il capo ufficio indagini corrotto-corrotto-corrotto Borrelli per un posto nel palco di famiglia al teatro Alla Scala, che fa... resistere-resistere-resistere...FARABUTTO!!!
Francesco calabrone
**************
DAL “SOLE 24 ORE” DEL 14-7-2006 - PAG.17
Massimo Moratti se l’è cavata con una ricapitalizzazione dell’Inter di circa 20 milioni di euro e con il congelamento di altri 20 milioni di liquidità derivante dal calciomercato. Per Silvio Berlusconi l’iniezione nelle casse del Milan è stata di importo inferiore. E’ il compromesso raggiunto con gli organi della Federcalcio che controllano i bilanci prima di dare il nulla osta all’iscrizione ai campionati professionistici.
Inizialmente la Covisoc, presieduta da Cesare Bisoni, aveva bocciato i conti di Moratti e Berlusconi, “taroccati” con la vendita del marchio a se stessi, fatta a società controllate dagli stessi club. La Covisoc aveva chiesto ad ogni club una ricapitalizzazione di almeno 100 milioni di euro.
Questo era stato deciso per neutralizzare due operazioni di cosmesi contabile. Il Milan ha dichiarato la vendita del marchio ad una società controllata con una plusvalenza di 181,3 milioni nel bilancio civilistica al 31 dicembre 2005. La plusvalenza è servita a coprire nei conti 2005 un onere di pari importo, registrato come minusvalenza, derivante dall’azzeramento degli “oneri pluriennali” residui accantonati nel 2003 grazie al decreto salvacalcio.
L’Inter ha venduto il marchio alla controllata Inter Brand a fine 2005, con una plusvalenza civilistica di circa 158 milioni. Il 9 giugno scorso ha dato in pegno il marchio a Banca Antonveneta, in cambio di un prestito di 120 milioni di euro. Anche per il club di Moratti l’operazione è stata fatta per assorbire, senza abbattere il patrimonio, buona parte degli oneri residui del salvacalcio. Nel 2003 l’Inter fece svalutazioni per 319 milioni, dei quali 223,6 ancora da ammortizzare al 30 giugno 2005.
Il Milan svalutò i suoi campioni per 242 milioni, con un onere residuo di circa 181 milioni assorbito nel bilancio 2005. Secondo la Covisoc queste operazioni non produrrebbero plusvalenze se le società presentassero un bilancio consolidato di gruppo. Per questo in prima battuta la Covisoc aveva neutralizzato gli effetti delle plusvalenze fittizie sul patrimonio e aveva chiesto di coprire il buco contabile con una robusta ricapitalizzazione a Inter e Milan. le due squadre hanno inviato rimostranze alla Figc. Il compromesso attenua parecchio il rigore annunciato.
La Covisoc ha ricalcolato il bilancio pro forma, in cui considera come non avvenute le vendite del marchio in famiglia, quindi ha cancellato le plusvalenze. Ma ha anche considerato come non avvenuto l’assorbimento del maxi-onere residuo delle svalutazioni per il decreto salvacalcio: sia per l’Inter sia per il Milan è stato dichiarato un ammortamento pari al 10% della svalutazione iniziale (cioè 24 milioni per il Milan e 31,9 milioni per l’Inter). La ricapitalizzazione richiesta è risultata così mitigata. Il problema della copertura patrimoniale è stato rinviato così all’anno prossimo: la UE ha imposta ai club di assorbire gli oneri del salvacalcio nei bilanci entro il 30 giugno 2007.
La Covisoc aveva chiesto a tutti i club di A, B e C ricapitalizzazioni per le cessioni fittizie dei marchi e 50 milioni per altre carenze. A consuntivo, i fondi versati si aggirano sui 100 milioni. Hanno dovuto versare fondi anche il Messina (6 milioni) e i soci di Reggina Calcio. nessun club in serie A è stato bocciato per problemi finanziari. In B è stato bocciato il Crotone, in C 14 club. Gianni Dragoni 14 luglio 2006
-
IL CORRUTTORE MASSIMO MORATTI E IL CORROTTO SAVERIO BORRELLI
CORRUTTORE & CORROTTO: MASSIMO MORATTI & STEFANO PALAZZI
martedì, marzo 12, 2013
LA CUPOLA DEL NAVIGLIO: MASSONERIA-MAFIA-CAMORRA = TRONKETTO-MORATTO-BERLUSCA
IL BOSS, E LA BANDA DI SICARI AUTORI DELLA TRAGICA FARSA CALCIOPOLI
Come volevasi dimostrare...in Italia la JUVENTUS (patrimonio calcistico dell'umanità) ha dimostrato e sta confermando anche nel mese di Febbraio/Mazo di essere nettamente la squadra più forte.
Tuttavia il gioco sporco degli avversari, che tentano sempre di trasformare le partite di calcio in qualcos'altro, rende davvero difficile che al Trentesimo faccia subito seguito il Trentunesimo.
Lo scrivo da inizio stagione, e certe banderuole che oscillano nell'arco di due partite da "Juve senza avversari" a "Juve finita" me li mangio a colazione.
Anche perchè il Napoli e la Lazio sono buone squadre con due ottimi centravanti, e non giocano la Champions League.
Il problema arbitrale è uno svantaggio enorme per la Juventus. E' umano, che non puoi sempre vincere con arbitri che ti remano contro e ti intimidiscono, e' quando in quelli nella loro giornata di grazia, sei fortunato se non ci rimetti le penne come con Genoa e Lazio in coppa Italia, ma capita che ce le rimetti, come con inter-milan-sampdoria!
Il disegno dei poteri meneghini, si basa essenzialmente sul fattore mediatico: quelle poche volte che gli arbitri sbagliano pro Juve gli scatenano un putiferio che si trascina per settimane, per mesi e talvolte per anni (i casi turone, ronaldo, muntari o un semplice secondo cartellino giallo...); quando sbagliano contro la Juve (quasi sempre!) fioccano le squalifiche per proteste a Conte e ai giocatori, e' subito scatta la gogna mediatica a chiedere la sospensione di quel povero fischiettaro che involontariamente (SI, involontariamente!)ha favorito la Juve.
Prima delle partite è prassi che gli avversari (incoraggiati dai loro dirigenti!) dichiarino "speriamo che l'arbitro non avvantaggi la Juve" e poi, al di là degli episodi, assistiamo al continuo tentativo di non giocare a calcio, ben sapendo di avere la copertura mediatica, di badare alla sola distruzione del gioco juventino e' a menare legnate "vistosamente con l'intenzione di "procurare danno fisico al giocatore della Juventus, sicuri di non pagare dazio, con gli ultimi vigliacchi-assassini interVenti dei De Rossi, "totti", e Cavani testimoni di quanto asserisco!
Ridicole le lezioni improvvisate da Milano Mafia, da cui giungono i preclari esempi dei catanoidi inviati nel tunnel degli spogliatoi in seguito a "er go' de Muntari" (con tanto di foto sul desktop di Zio Fester), nonchè (da parte inderista) l'invasione di campo di Giggi Simoni e le mani addosso all'arbitro A PARTITA IN CORSO, in seguito ai falli di sfondamento di Zamorano prima su Birindelli e Ronaldo poi su Iuliano.
Ricordo che prima dell'8 dicembre, giorno del "ritorno in campo" del presidente del Milan, la squadraccia di Allegri aveva 21 punti, +7 sulla zona retrocessione (ma era stata anche più sotto).
La stessa squadraccia, tra un furto e l'altro a fari spenti, negli ultimi due mesi effettivi (togliendo le feste) ha le stesse falle ma risultati molto diversi.
Io spero e penso che il buon risultato contro il Celtic Glasgow in questo difficile periodo possa diventare la giusta medicina non solo in Europa, ma anche in Italia, laddove il Real Madrid sarebbe stato per noi un osso troppo duro in questa fase della stagione.
Avanti Juve alla riscossa, ai nemici, scava la fossa, scava la fossa! Ai nemici scava la fossaaaaaaaa....!
DON SILVIO DI BERLUSCONIA
Come volevasi dimostrare...in Italia la JUVENTUS (patrimonio calcistico dell'umanità) ha dimostrato e sta confermando anche nel mese di Febbraio/Mazo di essere nettamente la squadra più forte.
Tuttavia il gioco sporco degli avversari, che tentano sempre di trasformare le partite di calcio in qualcos'altro, rende davvero difficile che al Trentesimo faccia subito seguito il Trentunesimo.
Lo scrivo da inizio stagione, e certe banderuole che oscillano nell'arco di due partite da "Juve senza avversari" a "Juve finita" me li mangio a colazione.
Anche perchè il Napoli e la Lazio sono buone squadre con due ottimi centravanti, e non giocano la Champions League.
Il problema arbitrale è uno svantaggio enorme per la Juventus. E' umano, che non puoi sempre vincere con arbitri che ti remano contro e ti intimidiscono, e' quando in quelli nella loro giornata di grazia, sei fortunato se non ci rimetti le penne come con Genoa e Lazio in coppa Italia, ma capita che ce le rimetti, come con inter-milan-sampdoria!
Il disegno dei poteri meneghini, si basa essenzialmente sul fattore mediatico: quelle poche volte che gli arbitri sbagliano pro Juve gli scatenano un putiferio che si trascina per settimane, per mesi e talvolte per anni (i casi turone, ronaldo, muntari o un semplice secondo cartellino giallo...); quando sbagliano contro la Juve (quasi sempre!) fioccano le squalifiche per proteste a Conte e ai giocatori, e' subito scatta la gogna mediatica a chiedere la sospensione di quel povero fischiettaro che involontariamente (SI, involontariamente!)ha favorito la Juve.
Prima delle partite è prassi che gli avversari (incoraggiati dai loro dirigenti!) dichiarino "speriamo che l'arbitro non avvantaggi la Juve" e poi, al di là degli episodi, assistiamo al continuo tentativo di non giocare a calcio, ben sapendo di avere la copertura mediatica, di badare alla sola distruzione del gioco juventino e' a menare legnate "vistosamente con l'intenzione di "procurare danno fisico al giocatore della Juventus, sicuri di non pagare dazio, con gli ultimi vigliacchi-assassini interVenti dei De Rossi, "totti", e Cavani testimoni di quanto asserisco!
Ridicole le lezioni improvvisate da Milano Mafia, da cui giungono i preclari esempi dei catanoidi inviati nel tunnel degli spogliatoi in seguito a "er go' de Muntari" (con tanto di foto sul desktop di Zio Fester), nonchè (da parte inderista) l'invasione di campo di Giggi Simoni e le mani addosso all'arbitro A PARTITA IN CORSO, in seguito ai falli di sfondamento di Zamorano prima su Birindelli e Ronaldo poi su Iuliano.
Ricordo che prima dell'8 dicembre, giorno del "ritorno in campo" del presidente del Milan, la squadraccia di Allegri aveva 21 punti, +7 sulla zona retrocessione (ma era stata anche più sotto).
La stessa squadraccia, tra un furto e l'altro a fari spenti, negli ultimi due mesi effettivi (togliendo le feste) ha le stesse falle ma risultati molto diversi.
Io spero e penso che il buon risultato contro il Celtic Glasgow in questo difficile periodo possa diventare la giusta medicina non solo in Europa, ma anche in Italia, laddove il Real Madrid sarebbe stato per noi un osso troppo duro in questa fase della stagione.
Avanti Juve alla riscossa, ai nemici, scava la fossa, scava la fossa! Ai nemici scava la fossaaaaaaaa....!
DON SILVIO DI BERLUSCONIA
giovedì, marzo 07, 2013
ECCO COME STANNO LE COSE, SULLA TRAGICA FARSA 2006: LA SPIEGAZIONE NELLE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA A GIRAUDO
I SENSALI DEI MASSONI DI MILANO & TORINO
INDIETRO NON SI TORNA! GIRAUDO e Moggi SONO STATI "ELIMINATI!" PER GLI ACCORDI DEI - POTERI MASSONI DI MILANO E TORINO - PADRONI DEL "fu" BELPAESE!
Calciopoli, partite regolari ma Giraudo paga le griglie-invertite dal sicario (maggiore auricchio) della Gang-della discaririca (la procura) di Napoli!
Sono novanta le pagine delle motivazioni (arrampicate dei giudici!) che condannano l'ex dirigente della Juve. La Corte d’Appello si allinea alla ricattata-giudice-Casoria sul caso Moggi, per ordine della Loggia-CSM
Sono novanta le pagine che condannano Antonio Giraudo e ASSOLVONO i dieci arbitri che, assieme all’ex ad della Juventus, avevano scelto il rito abbreviato per il processo Calciopoli.
Le motivazioni sono state depositate lunedì e fra i fogli firmati dal giudice -stanziola della quarta sezione del letamaio (la Corte di Appello!)di napoli si possono cercare i perché di una sentenza che aveva gia lasciato perplessi i più.
Se, infatti, tutti gli arbitri venivano assolti, chi consumava le frodi sportive in campo? Nessuno? Nessuno? Perché sostanzialmente la Corte d’Appello si allinea al Team (3 giudici) della giudice Casoria che ha condannato Luciano Moggi nel primo grado del rito ordinario: prove di alterazione del campionato oggetto d’indagine (2004-05) non ce ne sono e i risultati delle partite non sono frutto di manipolazione.
Le griglie arbitrali-manipolate dal Maggiore Attilio Auricchio (il sicario della gang di magistrati inquirenti della discarica di Napoli, agli ordini del cocainomane-peppe 'o scemo-narducci) sì. Ed è per questo che Giraudo, considerato «mero partecipante» all’associazione a delinquere creata da Moggi («alla quale dà piena adesione», secondo Stanziola) viene condannato.
Il reato di frode sportiva - sempre secondo la Corte d’Appello - si circostanzia nell’aver condizionato la formazione delle griglie attraverso telefonate (effettuate solo da Moggi) e incontri con i designatori (ai quali partecipava anche Giraudo).
Il tutto condito dall’ennesimo errore in sede di inchiesta (le griglie arbitrali-manipolate dalla gang di magistrati inquirenti del cocainomane-peppe 'o scemo-narducci!). Sì, perché la frode sportiva contestata a Giraudo è relativa a Juventus-Udinese del 13 febbraio 2005. Moggi «indicò (a Bergamo) una griglia Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto e Rodomonti», scrive il giudice, facendo notare come poi Rodomonti fu l’arbitro.
Piccolo - si fa per dire - particolare: Moggi non aveva indicato Rodomonti nella sua cinquina. Quel nome - come si può ascoltare nella telefonata intercettata - fu fatto da Bergamo.
*
COMPLOTTO o NON COMPLOTTO, INDIETRO NON SI TORNA! NO PERCHE' GIRAUDO-CON Moggi elemento accessorio, FURONO LA CAVIA DEL PIANO DI ANNIENTAMENTO DEL BRACCIO ARMATO DELLA FAMIGLIA (Alain!) ELKANN: GRANDE STEVENS-GABETTI-MONTEZEMOLO, CHE HA BARATTATO LA JUVENTUS CON I POTERI MENEGHINI, IN CAMBIO DI SILENZIO E AIUTO NEI DELITTI CHE STAVANO PERPETRANDO: IMPADRONIRSI DEL POTERE E I BENI DEGLI AGNELLI, E' L' EQUITY SWAP PER RIPRENDERSI LA FIAT ORMAI IN MANO A BANCHE e ISTITUTI FINANZIARI!
I BASTARDI FESTEGGIANO GLI ACCORDI
INDIETRO NON SI TORNA! GIRAUDO e Moggi SONO STATI "ELIMINATI!" PER GLI ACCORDI DEI - POTERI MASSONI DI MILANO E TORINO - PADRONI DEL "fu" BELPAESE!
Calciopoli, partite regolari ma Giraudo paga le griglie-invertite dal sicario (maggiore auricchio) della Gang-della discaririca (la procura) di Napoli!
Sono novanta le pagine delle motivazioni (arrampicate dei giudici!) che condannano l'ex dirigente della Juve. La Corte d’Appello si allinea alla ricattata-giudice-Casoria sul caso Moggi, per ordine della Loggia-CSM
Sono novanta le pagine che condannano Antonio Giraudo e ASSOLVONO i dieci arbitri che, assieme all’ex ad della Juventus, avevano scelto il rito abbreviato per il processo Calciopoli.
Le motivazioni sono state depositate lunedì e fra i fogli firmati dal giudice -stanziola della quarta sezione del letamaio (la Corte di Appello!)di napoli si possono cercare i perché di una sentenza che aveva gia lasciato perplessi i più.
Se, infatti, tutti gli arbitri venivano assolti, chi consumava le frodi sportive in campo? Nessuno? Nessuno? Perché sostanzialmente la Corte d’Appello si allinea al Team (3 giudici) della giudice Casoria che ha condannato Luciano Moggi nel primo grado del rito ordinario: prove di alterazione del campionato oggetto d’indagine (2004-05) non ce ne sono e i risultati delle partite non sono frutto di manipolazione.
Le griglie arbitrali-manipolate dal Maggiore Attilio Auricchio (il sicario della gang di magistrati inquirenti della discarica di Napoli, agli ordini del cocainomane-peppe 'o scemo-narducci) sì. Ed è per questo che Giraudo, considerato «mero partecipante» all’associazione a delinquere creata da Moggi («alla quale dà piena adesione», secondo Stanziola) viene condannato.
Il reato di frode sportiva - sempre secondo la Corte d’Appello - si circostanzia nell’aver condizionato la formazione delle griglie attraverso telefonate (effettuate solo da Moggi) e incontri con i designatori (ai quali partecipava anche Giraudo).
Il tutto condito dall’ennesimo errore in sede di inchiesta (le griglie arbitrali-manipolate dalla gang di magistrati inquirenti del cocainomane-peppe 'o scemo-narducci!). Sì, perché la frode sportiva contestata a Giraudo è relativa a Juventus-Udinese del 13 febbraio 2005. Moggi «indicò (a Bergamo) una griglia Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto e Rodomonti», scrive il giudice, facendo notare come poi Rodomonti fu l’arbitro.
Piccolo - si fa per dire - particolare: Moggi non aveva indicato Rodomonti nella sua cinquina. Quel nome - come si può ascoltare nella telefonata intercettata - fu fatto da Bergamo.
*
COMPLOTTO o NON COMPLOTTO, INDIETRO NON SI TORNA! NO PERCHE' GIRAUDO-CON Moggi elemento accessorio, FURONO LA CAVIA DEL PIANO DI ANNIENTAMENTO DEL BRACCIO ARMATO DELLA FAMIGLIA (Alain!) ELKANN: GRANDE STEVENS-GABETTI-MONTEZEMOLO, CHE HA BARATTATO LA JUVENTUS CON I POTERI MENEGHINI, IN CAMBIO DI SILENZIO E AIUTO NEI DELITTI CHE STAVANO PERPETRANDO: IMPADRONIRSI DEL POTERE E I BENI DEGLI AGNELLI, E' L' EQUITY SWAP PER RIPRENDERSI LA FIAT ORMAI IN MANO A BANCHE e ISTITUTI FINANZIARI!
I BASTARDI FESTEGGIANO GLI ACCORDI
domenica, marzo 03, 2013
DOPO TRONCHETTOPOLI - internazionale fc. - RITORNA NELLO SCALINO CHE GLI COMPETE - QUELLO DOVE SI ADDENSA LA SPORCIZIA!
LA GANG DEL BOSS: TRONCHETTI E I MAGISTRATI
Il fatto del giorno non mi sembra tanto l’arbitraggio di orsato che visti i precendi (passati e recenti!) con la Juve e la campagna camorristica organizzata dal napoli per averlo ha solo fatto cio’che tutti sapevamo avrebbe fatto ma piuttosto la situazione in casa inter.
Siamo tornati al 2006.risultati scadenti,giovani forti lasciati andare tipo sneijder coutinho e livaja.presi vecchi bolsi tipo rocchi o scarsi tipo schelotto.
Allenatore preso a calci da un giocatore, proprio come successe a mancini con il villareal per mani e piedi di adriano.
Dopo la partita "moratti" dichiaro’che ra pronto a vendere, ma Tronchetti Provera rilascio’un’intervista al giornale in cui lo riprendeva duramente con fare quasi minaccioso a continuare a fare il presidente dell’inter.
Di li a poco la telekom insceno’la "tragica" pagliacciata cavalcata poi da questo paese di bestie sull’”onda del sentimento popolare”.
Lei che dice? Dobbiamo stare in campana? Oppure"mister sarroch" ormai ha la pancia piena e vuole veramente privarci della sua presenza con tanto di odore cattivo? (Scritto da Alex per il sig beck - 3 marzo 2013)
CHE FACCIO, UBIDISCO TRONKY o MI SUICIDO? MEGLIO UBIDIRE...
Il fatto del giorno non mi sembra tanto l’arbitraggio di orsato che visti i precendi (passati e recenti!) con la Juve e la campagna camorristica organizzata dal napoli per averlo ha solo fatto cio’che tutti sapevamo avrebbe fatto ma piuttosto la situazione in casa inter.
Siamo tornati al 2006.risultati scadenti,giovani forti lasciati andare tipo sneijder coutinho e livaja.presi vecchi bolsi tipo rocchi o scarsi tipo schelotto.
Allenatore preso a calci da un giocatore, proprio come successe a mancini con il villareal per mani e piedi di adriano.
Dopo la partita "moratti" dichiaro’che ra pronto a vendere, ma Tronchetti Provera rilascio’un’intervista al giornale in cui lo riprendeva duramente con fare quasi minaccioso a continuare a fare il presidente dell’inter.
Di li a poco la telekom insceno’la "tragica" pagliacciata cavalcata poi da questo paese di bestie sull’”onda del sentimento popolare”.
Lei che dice? Dobbiamo stare in campana? Oppure"mister sarroch" ormai ha la pancia piena e vuole veramente privarci della sua presenza con tanto di odore cattivo? (Scritto da Alex per il sig beck - 3 marzo 2013)
CHE FACCIO, UBIDISCO TRONKY o MI SUICIDO? MEGLIO UBIDIRE...
Iscriviti a:
Post (Atom)























