venerdì, febbraio 17, 2006

MARIANO...interista di testaMALSANO e FATTO DI MERDA COME ZILIANI! NON SI FANNO QUESTE COSE A 5 MINUTI DALLA FINE!

LA ZOCCOLA DEPRAVATA-"claudio-iliani" e LA PROSTITUTA-"claudio pea"

 Paolo Ziliani.Non si fanno queste cose a 5 minuti dalla fine!La vera storia del giallo Genoa-Inter.
Ziliani era molto giovane. Evidentemente non ancora contagiato dalla febbre antijuventina che poi gli colse la penna, con il bonifico assicurato a fine mese da sappiamo chi. Diamo credito di un'ottima inchiesta vecchio stile, giornalismo sul campo, anche al suo valente collega Claudio Pea.... scritto da anonimo 6/8/2009 12:28 
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 Caro anonimo, per quanto riguarda Ziliani contagiato dalla febbre antijuventina, è una lunga storia che beccantini conosce benissimo. In poche parole, Ziliani venne contagiato da un virus potentissimo: il ""VIRUS-INTER""!!! ECCO UN RESOCONTO
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Paolo Ziliani.Non si fanno queste cose a 5 minuti dalla fine!La vera storia del giallo Genoa-Inter.
D: Quali sono state le motivazioni principali dell'interesse per aver riproposto il caso Genoa-Inter? -
R: Del giallo Genoa-Inter, uguale a tanti scandali di partite combinate del giorno d'oggi, mi e' piaciuto raccontare si' il marcio del mondo del calcio, ma anche quello di mondi meno conosciuti come quello del giornalismo, della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria: ognuno con le proprie miserie, e corruzioni, da nascondere. (GIORNALISTI!!!-nota mia) -

D: E' stato decisivo l'intervento di Biondi nell'affare Genoa-Inter?
R: Fu proprio il ministro Biondi a fermare il lavoro del giudice Fucigna, dopo l'interrogatorio del giovane Somma del Genoa e alla vigilia dell'interrogatorio dei giocatori dell'Inter, chiedendo al capo della Procura di Genova, Castellano, e ottenendo che l'inchiesta sulle scommesse di Genoa-Inter venisse affidata ad altro giudice che tutelasse maggiormente i diritti della difesa. Un timore che il giudice Fucigna ci aveva apertamente manifestato qualche giorno prima, quando ci disse che Prisco da Milano e Biondi a Genova stavano facendo di tutto per mettergli i bastoni nelle ruote. 
(PRISCO!!!-nota mia)

D: Quale fine ha fatto Ferrari Ciboldi?
R: Ferrari Ciboldi, subito dopo la conclusione del processo sportivo, venne fatto fuori senza tanti riguardi dall'ufficio indagini e messo a riposo. Pago' la colpa di avere cercato di indagare "seriamente" sul caso e di avere avuto, nelle tante interviste rilasciate, un atteggiamento colpevolista verso Inter. Lo andai a trovare a distanza di anni a Soresina: il trattamento ricevuto dopo una vita da collaboratore dell'ufficio inchieste lo aveva fatto cadere in una fortissima depressione che l'aveva costretto a ricorrere alle cure del prof. Cassano, a Pisa. La Federcalcio gli nego' anche la tessera per andare a vedere le partite: cosi', la domenica Ferrari Ciboldi andava a vedere Cremonese o Brescia, ma solo per l'amicizia con i presidenti di questi due club, che gli aprivano volentieri le porte della loro tribuna.
(Il vendicativo prisco!-nota mia)

D: Ha trovato ostacoli nel mestiere giornalistico nei mesi successivi all'insabbiamento di Genoa-Inter?
R: Ostacoli? Telefonate, pedinamenti intimidatori (RICORDATE COSA HANNO FATTO
 I PICCIOTTI DI CANDIDO CANNAVO A Giancarlo Padovan?!!!-nota mia), l'astio di molti colleghi
i che per questioni di interesse avevano preferito scegliere la barricata, comoda e affollata, di chi urlava al complotto anti-Inter, accusandoci di essere venduti o nella migliore delle ipotesi, bugiardi. Gianni
i Brera scrisse su "Repubblica" che Pea ed io odiavamo Milano (e quindi l'Inter) perche' non essendo
lombardi, detestavamo questa terra che ci "obbligava" a lavorare per vivere. SEGUE 
scritto da x anonimo-6/8/2009 12:28 6/8/2009 17:44

D: Ci può svelare i nomi di alcuni "omissis"?
R: Il libro e' uscito da poco e i 10 omissis che ho disseminato nel racconto sono diventati un grande, buffo, allargato "gioco di societa'" tra tutti i lettori. Chi sono i 10 personaggi nascosti del racconto? Senza volerlo, il mistero degli omissis e' diventato un punto forte del mio giallo-verita'. Dunque, forza e coraggio: indovinare i 10 nomi (e i 10 volti) non e' poi cosi' difficile come sembra...

D: Dal libro esce malissimo l'informazione sportiva del tempo....
R: Ero giovane e avevo l'illusione che il mio mestiere fosse quello di raccontare la verità. Invece ricevemmo minacce dai tifosi interisti, telefonate anonime intimidatorie. E poca solidarietà dai colleghi. Quelli più affermati - Gianni Brera, il torinista Adalberto Bortolotti, l'interista Fabio Monti - ebbero una reazione primitiva. Eravamo «bugiardi» quando andava bene, «venduti» quando andava male. Forse era il meccanismo della proiezione, ci dicevano «venduti» perché proiettavano su di noi quello che erano loro, si sa é nel D.N.A. dell'Inter comprarsi i servizi di molti giornalisti, lo sai anche tu Controllando l'l'Ussi nessuno lo scrive, nessuno lo viene a sapere. Cosi loro in publico lo negano e in privato sene vantano. Vedere l'allora presidente dell'Ussi, Enrico Crespi, insultarci gratuitamente su La notte, dando un ordine di scuderia ai propri sottoposti, fu avvilente, non che oggi sia molto differente. E con Brera fu ancora più triste. Dalle colonne di, Repubblica, più volte, scrisse che Claudio e io non eravamo attendibili perché, non essendo giornalisti lombardi, eravamo dei terroni che odiavano Milano perché ci costringeva a lavorare, e quindi parlavamo male dell'Inter. Con argomentazioni simili non c'era spazio per alcun confronto dialettico. E nessuno, su Repubblica, provò a difenderci. Né Mura, né Sconcerti perché il giornale é molto vicino all'Inter . .... -

D: Forse vent'anni fa non erano così potenti da poter contraddire Brera.
R: Certamente sarà andata così, ma qui siamo a livello di sudditanza psicologica. Sconcerti e Mura erano pur sempre Sconcerti e Mura, anche se con venti anni di meno. In quei tre mesi non scrissero una sola riga sull'argomento che più tenne banco all'epoca, non era normale e non é solo per la loro simpatia per l'Inter ma anche per il sotto banco. Oltretutto c'era in ballo la questione razzista. Noi avevamo intervistato Juary, allora all'Inter, e Juary aveva parlato soprattutto di quanto fosse stato isolato«in quanto negro non si fidavano», dallo spogliatoio interista. Michele Serra lo capì e ci dedicò una pagina intera su L'unità. Il suo appoggio ci aiutò molto. Invece da Repubblica non arrivò nessun aiuto, anzi era il giornale che pi ci attaccava con Brera usando argomentazioni razziste. Oggi come ieri, appena Sconcerti e Mura sentono un «buh» in una partita ci scrivono sopra un pistolotto, e fanno benissimo, ma non sull'Inter. All'epoca, il santone Brera impose al giornale una linea editoriale per la quale io e Pea non eravamo credibili in quanto pelandroni e non appartenenti alla «sacra terra di Lombardia». Questa montatura mi spiacque. E mi spiace. SEGUE
scritto da x anonimo-6/8/2009 12:28 6/8/2009 17:44

3) - D: Perchè gli «omissis?»
R: l testo finale è il risultato di una trattativa tra me e l'editore Limina. Avevo scritto questa cosa d'estate, senza filtri. R: L'ho spedita, mi hanno risposto che il libro era buono. Avevano però il terrore delle querele, per cui qualche nome grosso è stato tolto. Mi è spiaciuto, ma era un compromesso necessario per poterlo publicare.-

D: A qualcuno ha dato fastidio l'uscita del libro?
R: Bagni mi ha fatto i complimenti. Beccalossi mi ha raccontato che ogni tanto lui e Altobelli parlano di quella partita, e si dicono che l'hanno venduta senza avvertirli. Pea è stato il primo a leggerlo, ci siamo riavvicinati molto, lui adesso è al Gazzettino. L'unico che se l'è presa moltissimo è «Omissis 4». Al tempo era un nostro collega de Il Giorno, che si propose all'Inter per fermarci. Quello che fece la spia. Mi dicono che dalle colonne di un giornale leghista non perda occasione di insultarmi

D: La vicenda venne insabbiata. Si può affermare che, così come Milan e Lazio, anche l'Inter meritava la retrocessione per illecito sportivo? 

R: E' sempre stata la mia convinzione. Anche nel caso di Genoa-Inter c'era di mezzo il totonero e alcuni tesserati dell'Inter scommisero sul pareggio. Nell'80 c'era stato Pescara-Fiorentina, con la posizione molto critica di Antognoni, in rapporti stretti con Battistini del Pescara. L'inquirente federale Ferrari Ciboldi ci raccontò che né il magistrato (di Prato) De Biase, né il presidente federale (di Siena) Artemio Franchi gradivano la squalifica di Antognoni, e allora fu consigliato alla moglie Rita, allora incinta, di scrivere una lettera aperta al Presidente della Commissione Disciplinare, nella quale Rita giurava «sul bambino che portava in ventre» che il marito era innocente. Genoa-Inter arrivò a pochi mesi dalla vittoria dell'Italia ai Mondiali di Spagna. Capimmo subito che il palazzo non poteva permettersi di sciupare tutto con una nuova condanna di protagonisti eccellenti.

D: L'inquirente federale Aldo Ferrari Ciboldi ebbe un ruolo chiave nella vicenda. 
R: Ferrari Ciboldi si mosse ostinatamente alla ricerca della verità in quei mesi,
senza accorgersi che veniva usato dai propri superiori. Andai a trovarlo qualche anno dopo. Era stato completamente emarginato. Cadde in depressione, gli venne tolta la tessera. Subì una ritorsione profondissima, e sai perché? Perché aveva toccato l'Inter  
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NOTA MIA 
Ziliani venne mandato a ramengo. Nessuno gli dava lavoro. Fece un tentativo per essere ricevuto dall'Avvocato Agnelli, per chiedergli lavoro. Ma lo rimandarono da dove era venuto. 
C i furono voci che, a sentire... si dice... enrico maida: Ziliani per poter mettere cibo sul tavolo fu costretto a fare prostituire la moglie, tanto alla redazione del Corriere della Sera, quanto alla redazione della Gazzetta dello Sport. Finchè una persona, lo ha consigliato: se vuoi tornare a lavorare, devi andare in ginocchio dall'avvocato Prisco! E' fu così che Prisco si rivolse all'amico Berlusconi (in quei tempi si diceva che berlusconi voleva comprare l'inter). Ma, a condizione, che doveva dire è scrivere peste è corna contro la Juventus Vita Natural Durante! Ecco da dove è nata la Febbre antijuventina di Paolo Ziliani! 

QUELLO CHE ROBERTO BECCANTINI NON RACCONTA!
Carlo Regalia.
scritto da x anonimo-6/8/2009 12:28 6/8/2009 17:47 
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Il Pregiudicato Avvocato e vicepresidente dell'inter,condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi!
TIPICO "MINACCIOSO BOSS CAMORRISTA"
Pregiudicato! Condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi
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condanne ambrosiano prisco 5 anni e 4 mesi
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"Le pene alleggerite per rieducare i condannati" Giuseppe Prisco da 8 a 5 anni e 4 mesi
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Per effetto della pronuncia della Corte le condanne diventano così definitive: Giuseppe Prisco (5 anni e 4 mesi),
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