mercoledì, aprile 18, 2007

Lettera al Presidente della FIGC Abete: l' "inter non aveva i Requisiti per iscriversi al Campionato di Serie A 2004-2005!

GIANCARLO PADOVAN: PROVATE A PROCESSARLA ANCORA!
TI ALLISCERANNO IL PELO

Spettabile Presidente Abete. Ad adiuvandum al Direttore di TuttoSport Giancarlo Padovan: Io chiedo, sollecito e auspico che lei imponga un altro processo sportivo ai danni della Juve. Lo sollecito perché finalmente potrò capire se l’Ufficio Indagini, retto da Francesco Saverio Borrelli, è efficiente e zelante solo quando deve tratta­re determinati argomenti, mentre sembra esitante, per non dire carente, quando i pm milanesi ipotizzano il reato di falso in bilancio a carico del pre­sidente Massimo Moratti in ragione dell’iscrizione dell’Inter al campionato di serie A 2004-2005 - 2005-2006 (guardacaso).

La tesi dell’accusa è che l’Inter non ne possedesse i requisiti e che sia ricorsa ad artifizi amministrativi. La noti­zia è del 17 gennaio 2007 eppure, dal punto di vista sportivo, nulla anco­ra s’è mosso. Non le nascondo che le recenti serate trascorse dal dr. Borrelli ospite del dr Moratti nel palco di famiglia al Teato alla Scala, oltre ad affari imprenditoriali è la dichiarata amicizia del Giudice Andrea Borrelli (figlio di Borrelli Francesco Saverio) con Massimo Moratti nonchè l'altrettanto dichiarata simpatia per l'Inter, hanno causato in noi tifosi forti dubbi sulla serenità del capo ufficio inchieste.

Presidente Abete, la prego, solleciti i due compari Napoletani Borreli è Palazzi a darsi da fare e annunciare al più presto le date del processo. Spero nel processo sportivo rapido, al contrario di quelli insabbiati o edul­corati, perché voglio proprio vedere cosa accadrà dopo la chiusura del­l’indagine penale - immagino piuttosto lunga e complessa - dell’affare Te­lecom in cui, a più riprese e dai verbali, è emerso che l’Inter spiava gioca­tori, arbitri, guardalinee (senza peraltro raccogliere un solo indizio utile ad alimentare i sospetti), come se in uno Stato libero e democratico ciò fosse concesso e non rappresentasse, invece, "Reato Penale e Sportivo".

 Ma la ragione principale per la quale mi auguro, e auguro al calcio italia­no, un nuovo processo contro la Juve è perché sono ormai posseduto dal­la curiosità di capire dove si vuole arrivare e se, in fondo, sia vero o alme­no fondato che l’unico obiettivo del grande repulisti, avviato un anno fa, fosse proprio l’annientamento della squadra, della società, della storia cal­cistica abbracciata da tredici milioni di tifosi e i suoi dirigenti, capaci di vincere più dei congiuratori: Berlusconi-Galliani, Moratti-Tronchetti e Petrucci-Carraro, senza mai chiedere un Euro ai loro datori di laviro.

Se, dunque, da una parte denuncio con candore di essere ben lungi dal­l’avere compreso come funziona la giustizia italiana - ordinaria e sporti­va -, dall’altra credo di avere certamente capito come funzionano gli interssi dei poteri occulti (industria, finanza, banche e politica): mettono in moto la loro COSCIENZA; il potere mediatico!

Così i gior­nali - sportivi e non - quando viene tirata in ballo la Juve. Straordinario il ventaglio di possibilità apertosi a proposito delle eventuali conseguenze disciplinari. Si va da una possibile serie C (Il Giornale-Berlusconi+Milan!) al rischio zero per­ché la Juve è già stata giudicata (La Gazzetta dello Sport - effetto boicottaggio dei tifosi Juventini) ed incorsa in una penaliz­zazione nel campionato in corso (Il Corriere della Sera - Rcs mediagrup = Ifil 2 poltrone nel Cda) ad una penalizza­zione nel prossimo torneo (La Repubblica).

Tutto questo, naturalmente, su un’ipotesi di illecito sportivo che, in ogni istanza di giudizio sportivo, era stata derubricata a slealtà sportiva. Tuttavia è comprensibile che l’ambientino del calcio, così provvido di buo­ni sentimenti e popolato da persone oneste, non debba essere condannato a vivere nel dubbio. Ecco perché l’ennesimo processo è necessario e la Ju­ve non deve sottrarvisi, ma anzi vi si deve consegnare con la consapevolezza di dimostrare quanto l’esigenza di giustizia sia stata soppiantata a van­taggio dell’accanimento.

Una sola condizione, secondo me, andrebbe ga­rantita, perché gravemente disattesa l’estate scorsa: l’equità delle senten­ze. Il Milan che oggi, al pari dell’Inter, rivendica lo scudetto a tavolino per la stagione 2004-2005, deve ricordare di essere stato riconosciuto colpevole on solo per illeciti in partite di quella stagione, ma anche per altri tipi di illeciti!
 
Infatti era l'unica società il cui vicepresidente vicario era anche presidente della lega ed aveva incontri Carbonari con arbitri (Collina) e tramite il padrone del Milan e presidente del consiglio ad altri arbitri facilitava dossier (Paparesta) e pagava 60 000(?) Euro all'anno un suo braccio-armato (Meani!) per corrompere Arbitri e guardalinee - ci sono le telefonate intercettate - prove inconfutabili di illecito! E' chissà che che prima o poi non verranno alla luce anche le telefonate che Bergamo va dicendo di aver ricevuto da "galliani-moratti-facchetti"!

Mentre per poter distruggere la Juventus, l'uomo dalle mani pulite è dalla coscienza sporca che brancicava nel buio incapace di trovare una prova in 170 000 telefonate intercettate, e l'invano  appello per un pentito, ha dovuto inventarsi l'illecito strutturale! Come era impossibile che l'immaginaria associazione a delinquere di Moggi, Bergamo e Desantis aggiustasse i risultati, è altrettanto impossibile che  da soli potessero annientare la Juventus (squadra), asset della Ifil-Exor-famiglia Elkan. Ecco allora la nascita di un'organizzazione in stile carbonaro con a capo due "bracci armati" dei poteri che controlla la Cupola RCS: Guido Rossi & Giovanni Petrucci! Che non persero tempo a trovare dei Sicari all'uopo. Ne trovarno quattro, ma degni di loro: Giovandomenico Lepore, Mario Mori   (che assegnava la pseudo inchiesta a due rinomati sciacalli: "giovanni arcangioli & attilio auricchio")  Francesco S Borrelli è Stefafano Palazzi,

Quindi Presidente Abete, lei sa bene che questi cavalieri sono al servizio dei poteri forti (la Famiglia Elkan per esempio) di cui suo fratello ne é un benemerito partner all'Aspen Istitute, avevano bisogno di un burattino (é chi meglio di lei, riconosciuto fratello scarso). Ecco perché si trova seduto sulla poltrona di presidente della FIGC, per poter così, tranquillamente distruggere la Juventus e liberarsi di quegli straordinari Mananagers (Giraudo, Moggi e Bettega!) che stavano creando una Formidabile Macchina di Vittorie, é che presto avrebbe vinto anche la Champions Lea­gue! Capisce perché hanno dato a lei il bastone (ma solo il bastone eh!) di comando del governo del Calcio.

Noto con dispiacere che spesso alcuni media riportano dei fatti, ma subito dopo li coprono sotto un manto di silenzio! Spero che questa mail serva per invogliare giornali & giorlisti, almeno a riportare,questi gravissimi illeciti consumati da Milan & Inte. Presidente Ebete, capisco che per lei, vivere in questo stato indecente sia un pacchia, ma per quanto mi riguarda,  non c’è di peggio che vivere in una società di giustizialisti mediatici, privati dalla natura, di onestà intellettuale è dignità. Onestà intellettuale è dignità che anche lei difetta. Comunque, questa e una mail che le ho inviato in Federcalcio, non so e non credo che la legge, ma se il caso volesse, sono certo che lei no mancherebbe di domandarsi:  é che c'entro io, a me scrive, siccome ritenevo importante che fossero in molti a sapere, questa é una mail che ho spedito a 140 indirizzi E-mail é, serva o non serva, penso proprio che saranno in tanti a leggerla. (Sabato 14 Aprile 2007)
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Mi domando se e' stata la mia e-mail a giornali e giornalisti a far scattare il campanellino. Fatto sta  che circa due mesi dopo, la maggiori testate hanno publicato il resoconto dell'inchiesta della Procura 
del Tribunale di Milano, sul Doping Amministrativo di "Inter & Milan!  

21 giugno 2007 inter non aveva i requisiti all'iscrizione 2005-2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2007/06_Giugno/20/inter_moratti_plusvalenze.html

20 giugno 2007 inter non aveva i requisiti all'iscrizione 2005-2006
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/sport/calcio/bilanci-inter/bilanci-inter/bilanci-inter.html

20 giugno 2007  Inter 05/06 senza requisiti?  Via Durini replica
http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2007/06_Giugno/20/covisoc.shtml

20 giugno 2007  Vecchi bilanci Milan e Inter per il pm ci sono irregolarità
http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2007/06_Giugno/20/giustiziasportiva.shtml
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http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/Primo_Piano/2007/06_Giugno/23/plusvalenze.shtml
 Plusvalenze, Inter e Milan schierano le difese
1 - Quali sono le accuse mosse all’Inter e al Milan dal pubblico ministero Carlo Nocerino? 
Il magistrato inquirente negli atti della "chiusa inchiesta" ipotizza una serie di reati penali commessi dalle due società milanesi. Il più probabile è il "falso in bilancio". In particolare, all’Inter contesta di aver utilizzato le plusvalenze per gonfiare i bilanci in modo da non dover ripianare le perdite con l’immissione di soldi freschi. Grazie a questa cosmesi contabile, sempre secondo il pm, i nerazzurri avrebbero fornito alla Covisoc una situazione patrimoniale diversa da quella reale per l’iscrizione ai campionati 2004-2005 e 2005-2006. In particolare, secondo i calcoli di Nocerino il bilancio dell’Inter "avrebbe comportato la esposizione di un maggior patrimonio netto pari a 32.459.713,44 euro". Sotto tiro alcune operazioni di mercato importanti, come quella della compravendita incrociata degli ex laziali Corradi e Crespo che secondo il magistrato avrebbero fruttato "diritti ipervalutati per 6.699.941,80 euro". Non solo: l’Inter poi avrebbe svalutato eccessivamente il valore di alcuni giocatori come Morfeo, Semioli e lo stesso Crespo. Al Milan, invece, Nocerino contesta irregolarità nei bilanci chiusi nel 2003 e nel 2004. In altre parole la società rossonera avrebbe completamente contraffatto il valore di almeno 18 giocatori (alcuni sconosciuti tipo Varaldi o Livi, altri più noti come Donadel o Sammarco) e presentato "ai fini delle verifiche all’ammissione dei campionati 2004-2005 e 2005-2006 materiali non rispondenti al vero e l’alterazione della situazione finanziaria della società".
2 - Qual è la linea difensiva di Inter e Milan? 
Gli avvocati delle due società hanno tempo fino al 10 luglio per presentare delle controdeduzioni. I massimi dirigenti dei club, inoltre, potrebbero poi chiedere di essere ascoltati per spiegare al magistrato alcuni passaggi. In ogni caso sia Moratti, sia Galliani hanno ostentato ottimismo. Perché? Il reato di falso in bilancio attraverso le plusvalenze è tutto da dimostrare (e la prova è a carico degli inquirenti) nonostante le argomentazioni del pm. Non solo, altre società sono andate a processo per lo stesso motivo, e dove non è intervenuta la prescrizione ha pensato la magistratura a scagionare i club. A Lecce e a Palermo le vicende penali sono evaporate. Nella sentenza del gup Andrea Lisi di Lecce (febbraio 2006) c’è scritto che "il fatto non sussiste".
3 - Come e quando è partita l’inchiesta sulle plusvalenze nelle società di calcio? 
Tutto è iniziato da una maxi denuncia effettuata nel 2004 dall’allora presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara. Il patron degli emiliani sosteneva che nel calcio il doping più diffuso era quello amministrativo. L’anno successivo il Bologna, retrocesso in B dopo aver perso lo spareggio contro il Parma, aveva chiesto alla Figc d’essere ripescato al posto dei club con i conti alterati. Ma dalla Covisoc (l’ente sportivo di vigilanza sui bilanci) arrivò una risposta diversa. Gazzoni Frascara allora decise di abbandonare il calcio, ma intanto la sua denuncia alla giustizia ordinaria aveva fatto scattare le indagini. Per competenza territoriale le inchieste sono state divise: a Milano è rimasto il troncone che riguarda l’Inter e il Milan.
4 - Quali sono i successivi passi dell’inchiesta penale? 
Il pm Nocerino, una volta valutate le controdeduzioni presentate dalle difese, tirerà le somme dell’inchiesta. In teoria potrebbe anche archiviare il tutto non ravvisando ipotesi di reato, ma dalle carte già depositate, e servite per informare della conclusione della fase istruttoria l’Inter e il Milan, è facile immaginare che il magistrato formulerà la richiesta di rinvio a giudizio (probabilmente per falso in bilancio) nei confronti del presidente dell’Inter Massimo Moratti, del vicepresidente Rinaldo Ghelfi e di Mauro Gambaro (ex manager nerazzurro). Per il Milan ci sarà un’analoga richiesta per Adriano Galliani. A quel punto spetterà al gup (giudice dell’udienza preliminare) decidere se accogliere il rinvio a giudizio e mandare tutti a processo oppure archiviare il caso. 
 5 - Quali potrebbero essere le conseguenze sportive per Inter e Milan? Insomma, che cosa rischiano? 
La giustizia sportiva per procedere dovrà chiedere gli atti alla magistratura ordinaria. Il procuratore federale, però, aspetterà quantomeno un rinvio a giudizio da parte del gup prima di aprire il fascicolo. Diamo per scontato, comunque, che anche la giustizia sportiva procederà contro Inter e Milan: le violazioni presunte si configurerebbero come illeciti amministrativi. Da regolamento l’alterazione dei bilanci, anche parziale, e dei documenti richiesti dalla Covisoc per l’iscrizione ai campionati rientra nell’articolo 7 (violazioni in materia gestionale ed economica) a cui è legato l’articolo 13 che definisce le sanzioni per le società ritenute colpevoli: si va dalla penalizzazione di uno o più punti in classifica alla retrocessione all’ultimo posto. Non solo, previsti anche l’esclusione dal campionato di competenza e la non assegnazione o revoca del titolo di Campione d’Italia. Questo sulla carta. In realtà ci sono già stati dei processi sportivi legati a degli illeciti amministrativi che fanno giurisprudenza. Il caso più recente riguarda il Genoa e il suo presidente Enrico Preziosi: la procura federale aveva richiesto una penalizzazione di 3 punti per la società da scontare nel campionato in corso (il Genoa sarebbe stato costretto a fare i playoff) per una serie di atti amministrativi ritenuti non conformi (nel calderone c’era persino il fallimento del Como). La Disciplinare, però, ha deciso soltanto di multare la società e squalificare Preziosi. Insomma, sarà difficile che la giustizia sportiva usi metri di giudizio diversi da questo.  Francesco Ceniti  
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Il procuratore federale, però, aspetterà quantomeno un rinvio a giudizio da parte del gup prima di aprire il fascicolo.
 Ma non ci fu nessun vero Rinvio a Giudizio, perche' dall'alto arrivo' l'ordine di chiudere l'inchiesta, e la Procura ha fatto la messinscena del rinvio a giudizio dell'AD del Milan Adriano Galliani e dei:  vicepresidente e  amministratore delegato  Mauro Gambaro, Per quanto riguarda il Corruttore-massimo, il Minus Habbens  "massimi moratti", la sua posizione è stata stralciata per prescrizione per il primo capo, e' per il secondo, presidente era "giacinto facchetti" , la Procura a chiesto l'archiviazione.
2 stronzi che galleggiano in un...

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