lunedì, gennaio 16, 2006
RITRATTO DEL CAPITANO DELPIERO....ALESSANDRO IL GRANDE
RITRATTO DEL CAPITANO........ALESSANDRO IL GRANDE
TRATTO DA WWW.BIANCONERIONLINE.COM
ALESSANDRO DEL PIERO, IL PIÙ GRANDE
di Marco Gregis
Il 10 gennaio 2006 resterà per sempre nella memoria di tutti i tifosi bianconeri, e sarà ricordato come il giorno del sorpasso. Alessandro Del Piero, con una fantastica tripletta rifilata alla Fiorentina in Coppa Italia, supera Giampiero Boniperti e diventa il miglior goleador della Juventus di tutti i tempi. Il record dell’uomo di Barengo, di colui che più di ogni altro ha saputo incarnare la juventinità nella storia, reggeva dal lontano 1961, quando Boniperti decise di appendere le scarpe al chiodo. 182 gol realizzati, questo il bottino che appariva inarrivabile, tanto era grande il divario con i campioni del passato bianconero, come “Farfallino” Borel, fermo a quota 153.
Da allora, tanti altri magnifici campioni hanno cercato di battere quel record: il primo in ordine di tempo fu Omar Sivori, per anni compagno di squadra di Boniperti, che arrivò fino a 165 reti. Anni dopo fu il turno di Pietro Anastasi, che si fermò a 130 gol. Colui che più si avvicinò al traguardo fu Roberto Bettega, che con i suoi 178 gol si inserì nella speciale classica dei bomber di tutti i tempi al posto d’onore, a sole 4 lunghezze da Boniperti.
Sembrava che nessuno ce l’avrebbe mai fatta, che il record fosse destinato a resistere a tutto e a tutti. Ma fu lo stesso Boniperti, nella primavera del 1993, a gettare le basi perché quello che pareva impossibile, accadesse. Fu, infatti, il Presidentissimo a portare a Torino un ragazzino di 18 anni, che all’epoca muoveva i primi passi nel Padova. Quel ragazzino era Alessandro Del Piero.
GLI INIZI E LA CHIAMATA DEL PRESIDENTISSIMO
Alessandro Del Piero nasce a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, il 9 novembre 1974. Fin dalla tenera età sente il richiamo di quelle maglie e di quei colori ai cui successi poi contribuirà in maniera pesante. In fondo si sa, juventini si nasce, non si diventa. All’età di diciassette anni, esordisce in serie B con il Padova, nella stagione 1991/1992. Nel successivo campionato, colleziona 10 presenze e la sua prima rete in serie B con la maglia biancorossa dei veneti.
Boniperti, allora presidente della Juventus, lo nota, e inizia a seguirlo con particolare interesse. Così ne parla, nel suo libro “Una vita a testa alta”:
Nella primavera-estate del ’93 il Padova aveva un gioiellino che mi piaceva molto, ma che intrigava tanto anche il Milan. Giocavamo più o meno alla pari perché il direttore sportivo della società veneta era Piero Aggradi, mio compagno alla Juve nei secondi anni cinquanta e tifoso bianconero, mentre il presidente era Marino Puggina, dalla manifesta passione rossonera. Del Piero l’avevo fatto seguire da un osservatore, poi l’aveva tenuto d’occhio Causio, ma ero addirittura andato io a vedere qualche partita del Padova perché mi interessava anche l’ala destra, che poi ho preso. Di Livio. Alessandro l’ho acquistato in 24 ore, velocità obbligata altrimenti l’avrei perso. Puggina spingeva per darlo al Milan, il Milan tentennava perché gli pareva elevata la cifra, ma aveva già fissato l’incontro per il giorno dopo. Io non avevo margine per troppe riflessioni. In una calda serata a Forte dei Marmi ho chiamato Aggradi e chiuso l’accordo. Appena in tempo. Ho brindato con Giuliano Cardoni e Beppe Cernusco, amici e tifosi appassionati. Sono stati primi a saperlo. Poi ho incontrato il ragazzo e Gastone Rizzato, il suo procuratore, per firmare il contratto. A Torino, nel mio ufficio in piazza Crimea. Parecchio tempo dopo Del Piero mi ha raccontato che quel primo incontro con me era stato preceduto da una settimana di passione con Rizzato in cui, insieme, avevano studiato ogni ipotesi: se Boniperti propone questo noi ribattiamo quest’altro, se invece ci offre quest’altro, noi chiediamo anche…insomma per ogni mossa avevano preparato una contromossa. Ma le cose andarono diversamente. Quando sono entrato in ufficio, dove c’era anche Enrico Bendoni, ho salutato Del Piero, ma mi sono messo a parlare soprattutto con Rizzato. Intanto perché lo conoscevo già, Gastone era stato giocatore del Vicenza, e poi perché Alessandro era un ragazzino, uno sbarbato di diciotto anni che poteva essere soltanto strafelice di venir chiamato in bianconero. L’ho portato subito a guardare le coppe: “Hai visto quanto ne abbiamo vinte? Spero che tu possa contribuire a fare ancora più grande la Juventus. E per il contratto non preoccuparti, la cifra la scriviamo noi. Sarai contento. Metti la firma lì, è gia tutto compilato. E’ tutto a posto, fidati”. Del Piero ha firmato. Una stretta di mano e sono andati via. Alessandro mi ha rivelato che, appena usciti dal mio ufficio, lui e Rizzato si sono appoggiati a un muretto. Desolati. “E’ una settimana che parliamo di contratto e in cinque minuti Boniperti ci ha liquidato”. Del Piero arriva così alla Juventus, allora allenata da Giovanni Trapattoni, nella stagione 1993/1994, a poco più di diciotto anni, acquistato insieme al compagno di squadra Angelo Di Livio. Che oltre a giocare con lui, era anche un suo carissimo amico, amicizia che è poi proseguita negli anni. Di Livio ricorda così quel trasferimento, nel libro di Franco Costa “Juve ti amo”:
Eravamo tanto amici nel Padova, abbiamo avuto la fortuna di arrivare insieme nella Juventus, di vincere tanto con la Juventus, siamo insieme anche in Nazionale. Che cosa si può chiedere di più dalla vita? Per me Alessandro è come un fratello”. E ancora: La vera amicizia è una gran cosa soprattutto nel calcio, perché ti aiuta a crescere, a non drammatizzare, a sorridere. Noi siamo uomini fortunati e alla fortuna bisogna sempre sorridere, se no si offende. Non è un diritto averla, bisogna meritarla.” Nello stesso libro, si possono trovare le parole dette da Del Piero a proposito della sua amicizia con Di Livio: Nei momenti difficili è stato lui a tirarmi su il morale. In campo se me lo sono portato spesso sulle spalle è un buon segno, vuol dire che ho segnato molti gol. Quella corsa a Tokyo dopo il mio gol era di felicità, ma ho attraversato quasi tutto il campo come un velocista perché mancavano 6 minuti alla fine e se Angelo mi fosse saltato sulle spalle sarei crollato a terra. Ero stremato”.
In attacco in quella Juventus c’erano Vialli, Ravanelli, Moeller e R. Baggio a contendersi i posti da titolare. Lo spazio quindi era pochissimo, ma Trapattoni e Boniperti sentivano che quel ragazzino dai capelli ricci avrebbe fatto strada, e gli diedero l’opportunità di mettersi in mostra in prima squadra. L’esordio avvenne alla quarta giornata, a Foggia, dove Del Piero giocò uno scampolo di quella gara conclusasi 1-1. Era il 12 settembre 1993. Si dice spesso che i grandi campioni, i grandi attaccanti, hanno qualcosa di speciale, che li porta ad essere protagonisti non appena gliene viene concessa l’occasione. Del Piero dimostrò subito a tutti di essere un potenziale grande campione, andando a realizzare la sua prima rete in serie A solo una settimana più tardi, contro la Reggiana. Era il 19 settembre 1993, e Alex mise la palla in fondo al sacco un minuto dopo il suo ingresso in campo, fissando così il punteggio finale di 4-0 per la Juventus. Era nata una stella.
In quel suo primo campionato con la maglia bianconera, Del Piero collezionò 11 presenze e ben 5 reti. A quella contro la Reggiana, infatti, fecero seguito il gol del pareggio nella trasferta contro il Genoa del 13 marzo 1994 (conclusasi 1-1) e addirittura una tripletta, realizzata in casa contro il Parma il 20 marzo 1994 (gara conclusasi col punteggio di 4-0). Inoltre, Alex contribuisce in maniera determinante alle vittorie della nostra formazione Primavera, che nel 1994 conquista Scudetto e Torneo di Viareggio, prestigiosa competizione internazionale per squadre giovanili. Suo è, infatti, il gol con il quale la Juventus batte la Fiorentina in finale. Questi traguardi sono tanto più importanti, se si considera che una nostra formazione Primavera non vinceva il campionato da oltre vent’anni, e non si aggiudicava l’ambito Torneo di Viareggio addirittura da oltre trent’anni.
L’ARRIVO DI LIPPI E L’ESPLOSIONE – QUEL GOL AI VIOLA
L’estate del 1994 è quella dei grandi cambiamenti in casa Juventus. In aprile Giampiero Boniperti aveva dato le dimissioni dalla carica di presidente, e la squadra passava ora nelle mani di Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bottega. In panchina, Giovanni Trapattoni veniva sostituito dal promettente tecnico viareggino Marcello Lippi. Il tutto sotto l’occhio attento del Dottor Umberto Agnelli, deciso a riportare la Juventus ai fasti degli anni ’80. Il parco attaccanti aveva perso Moeller, ma stava per riscoprire un grande Gianluca Vialli, che fino a quel momento non aveva dato alla squadra quella marcia in più che un condottiero come lui era solito dare. Alessandro Del Piero, non ancora ventenne, era la riserva di Roberto Baggio, ed era atteso al varco da tutti coloro che ne avevano apprezzato le qualità nelle precedenti apparizioni.
Ecco come parla di lui Giampiero Mughini nel suo libro “Un sogno chiamato Juventus”, ricordando uno degli episodi più importanti della carriera di Alex, il suo gol alla Fiorentina del 4 dicembre 1994:
Nel suo ruolo, a metà strada tra il centrocampo e le punte, quel ruolo fatale di chi porta sulle spalle il numero 10, il seppure inaudito ventenne sembrerebbe ostruito da un Roby Baggio che un paio d’anni prima aveva fatto vincere alla Juve una Coppa Uefa quasi da solo. Ma all’11° giornata Baggio si infortuna seriamente (durante un Padova-Juventus, ironia della sorte, N.d.R.), tanto da dover restare fuori squadra per la buona parte del campionato, e sarà l’ultimo da lui giocato con la maglia bianconera. Alla dodicesima giornata il numero 10 passa sulle spalle di Alex, ed è la giornata in cui Del Piero segna un gol spettacoloso, quello che dà il 3-2 a una Juve cha a 17 minuti dalla fine stava perdendo in casa con la Fiorentina per 0-2. Il primo gol juventino lo ha segnato al 73° Vialli. Il maestro non ne vuole sapere di essere abbracciato dai compagni, vuole subito riportare la palla al centro del campo e tentare il tutto per tutto nei pochi minuti che mancano. Ne passano tre e lui la mette dentro una seconda volta. 2-2. Ne passano dieci e a un Del Piero proiettato sulla sinistra dell’area fiorentina arriva una palla lunga che lui aggancia con la punta del piede destro, in modo da creare una parabola che sormonta un portiere fiorentino che pure aveva nome Toldo. E’ il primo dei gol che creeranno la leggenda Del Piero.
E saranno tanti, tantissimi gol, anche se nessuno riesce ancora ad immaginare quanti. Nella stagione 1994/95 Del Piero colleziona 29 presenze e 8 gol in campionato. Si comincia con una bellissima rete al Napoli, per poi proseguire con i gol a Reggiana, Fiorentina, Lazio (la sua prima doppietta in maglia bianconera), Brescia (prima realizzazione in maglia bianconera su calcio di punizione), Bari (il suo primo gol su calcio di rigore) e Cagliari. Inoltre, nella stessa stagione Del Piero può vantare anche 10 presenze e un gol (al Chievo) in Coppa Italia e 11 presenza con una rete (all’Eintracht Francoforte, sua prima realizzazione in campo europeo) in Coppa Uefa.
Tutte queste reti contribuiscono in maniera determinante alla conquista dello scudetto e della coppa Italia, oltre che al raggiungimento della finale di Coppa Uefa.
LA CONSACRAZIONE A LIVELLO EUROPEO E MONDIALE
La stagione 1995/96 è quella del ritorno della Juventus nella massima competizione europea, la Champions League. Ceduto Roberto Baggio al Milan, la maglia numero 10 è ora saldamente sulle spalle di Alessandro Del Piero, che guiderà la squadra insieme ad altri grandi campioni e trascinatori ai vertici del calcio europeo.
Le presenze in campionato per Alex sono 29, con 6 reti, realizzate contro Milan, Padova (tre i gol realizzati tra andata e ritorno contro la sua ex squadra), Fiorentina e Cagliari (due delle sue “vittime” preferite). La Juventus si piazza al secondo posto, dietro al Milan. Inoltre, per lui ci sono 2 presenze con una rete (all’Avellino) in Coppa Italia. Ma è in Europa che Del Piero dà il meglio di sé, realizzando gol fantastici che prendono presto il nome di “gol alla Del Piero”. La sua specialità si rileva, infatti, quella di farsi spazio in dribbling al limite dell’area di rigore, all’altezza del vertice, e di trovare l’incrocio dei pali opposto rispetto al punto di partenza del tiro: conclusioni a giro praticamente imparabili, che lasciano gli avversari e i tifosi a bocca aperta. Alex delizia la platea per tre gare consecutive, facendo gol in questa maniera al Borussia Dortmund, alla Steaua Bucarest e ai Rangers Glasgow (stavolta su punizione). La sua stella continuerà a brillare per tutta quell’edizione della Champions League, che si concluderà con il trionfo della Juventus sull’Ajax nella magica notte di Roma. Oltre ai gol di cui sopra, Del Piero segnerà anche contro i Rangers in Scozia e contro il Borussia in casa, oltre che il fondamentale gol del vantaggio nella gara di ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid, disputata a Torino il marzo 1996. In totale, 11 presenze e 6 reti in Europa per Alex. Dopo il trono d’Europa, la Juventus andò a conquistare anche il tetto del Mondo, battendo il River Plate a Tokyo il 26 novembre 1996, proprio grazie ad un bellissimo gol di Alessandro Del Piero a 6 minuti dalla fine dell’incontro. A soli 22 anni, Del Piero era già un campione assoluto, e aveva già dimostrato ampiamente di essere un vincente. La stagione 1996/97 portò alla Juventus anche un altro scudetto, al quale Del Piero contribuì con 22 presenze e 8 reti, realizzate contro Perugia (tre gol tra andata e ritorno), Udinese (doppietta), Verona (altra doppietta, con vittoria in rimonta dopo lo 0-2 iniziale) e Fiorentina, cui Del Piero ha sempre riservato un “trattamento speciale” (motivo in più per noi tifosi bianconeri per amarlo alla follia). Inoltre, ci furono 4 presenze in Coppa Italia, 2 presenze e 2 gol nella doppia sfida di Supercoppa Europea stravinta contro i francesi del Paris Saint Germain, 6 presenze e 4 gol in Champions League. La Juventus, detentrice del trofeo, arrivò ancora una volta in finale, dove però fu sconfitta dal Borussia Dortmund nonostante uno straordinario gol di tacco di Alex. Oltre al gol ai tedeschi, Del Piero andò in rete anche contro il Manchester United (e fu vittoria all’Old Trafford) e contro il Rapid Vienna (doppietta).
La stagione 1997/98 è quella del terzo scudetto per Alex, secondo consecutivo per la Juventus. Le presenze in campionato sono 32, impreziosite dalla bellezza di 21 gol, miglior risultato di sempre per Del Piero. “Vittime” dei colpi di classe di Del Piero sono Brescia, Fiorentina, Bari, Udinese (due gol tra andata e ritorno), Parma, Lazio (doppietta), Empoli (tripletta), Vicenza, Bologna, Lecce, Roma, Sampdoria, Napoli, Milan (doppietta in un fantastico 4-1), Piacenza e Inter. In pratica, in quella stagione Alex fece gol a tutte le squadre che partecipavano al campionato, eccezion fatta per l’Atalanta. Un risultato eccezionale, da bomber di razza.
In Champions League, la storia si ripete, e la Juventus raggiunge la finale di Amsterdam dove viene sconfitta dal Real Madrid. Del Piero in quell’edizione colleziona 10 presenze mettendo a segno 10 reti, con una media stupefacente di un gol a partita. Le reti vengono realizzate contro Feyenoord (doppietta), Manchester United, Kosice (due gol tra andata e ritorno), Dinamo Kiev e Monaco (addirittura 4 reti tra andata e ritorno).
A completare la stagione, 4 presenze ed una rete (al Lecce) in Coppa Italia.
L’INFORTUNIO E IL GRADUALE RECUPERO
La stagione 1998/99 è la più brutta per la carriera di Alessandro Del Piero, quella del grave infortunio patito contro l’Udinese all’ottava giornata di campionato. E’ l’8 novembre 1998, e la Juventus conduce 2-0 sul campo dell’Udinese. L’inizio di stagione è stato ancora una volta buono, e Alex è già andato a segno contro l’Inter e contro il Vicenza, oltre che contro la Lazio in Supercoppa Italiana. In uno scontro di gioco con Zanchi, Del Piero si infortuna gravemente al ginocchio, e per lui la stagione è finita. Inizia così il suo lungo calvario, durato molti mesi, fatti di sofferenza e sacrificio per tornare ad essere in campo con la maglia della sua Juventus, quella maglia che lui tanto ama e alla quale ha regalato tante vittorie e tanti trofei. La Juventus, senza il suo faro, si perde, e nel febbraio 1999, con l’addio di Lippi e l’arrivo di Ancelotti in panchina, da definitivamente l’addio ad ogni speranza di collezionare qualche altra vittoria in quella stagione disgraziata. A maggio, infatti, i bianconeri non riusciranno nemmeno a centrare la qualificazione per la Coppa Uefa, perdendo lo spareggio contro l’Udinese, e dovendo così partecipare alla Coppa Intertoto. In Champions League, la Juventus arriverà fino alla semifinale, dove verrà sconfitta per 3-2 ed eliminata dal Manchester United in una serata da incubo al Delle Alpi, dopo aver pareggiato per 1-1 all’Old Trafford. Alex Del Piero torna al gol il 4 agosto 1999, nella gara di Coppa Intertoto giocata a Cesena contro i russi del Rostov. E’ una liberazione per lui, che aveva realizzato la sua ultima rete pochi giorni prima dell’infortunio, il 25 ottobre 1998 contro l’Inter. Nella stagione 1999/2000 colleziona 34 presenze e 9 reti in campionato, quasi tutte su rigore, realizzate contro Udinese, Venezia, Bari, Piacenza, Torino, Fiorentina, Perugia e Parma (due gol tra andata e ritorno, tra cui l’unico su azione). Inoltre, completano il tabellino di quell’anno 5 presenze e 1 gol (all’Omonia Nicosia) in Coppa Uefa, e 2 presenze e 1 gol (alla Lazio) in Coppa Italia.
La Juventus conquista in quella stagione il solo trofeo Intertoto, arrivando seconda dietro al Lazio in campionato e venendo estromessa dalla Coppa Uefa ad opera del Celta Vigo. La stagione 2000/2001 vede ancora la Juventus a secco di vittorie, con un altro secondo posto in campionato dietro la Roma di Capello. Del Piero in campionato colleziona 25 presenze e 9 reti, realizzate contro Napoli (due gol tra andata e ritorno), Udinese, Bari, Lazio, Verona, Inter, Roma e Vicenza. Particolarmente importante per Alex è il gol realizzato contro il Bari, e dedicato alla memoria del padre, scomparso da poche ore. Un grande dolore, che unito ad un altro infortunio renderanno la stagione di Del Piero abbastanza grigia. In Champions League la Juventus viene presto eliminata, e Alex colleziona 6 presenze senza segnare gol. In Coppa Italia stesso discorso, solo 2 presenze e nessuna rete. La storia della Juventus e quella personale di Del Piero sono quanto mai intrecciate: i successi dell’uomo vanno di pari passo con quelli della squadra, così come le delusioni e le sconfitte.
IL RITORNO DI LIPPI E .. DI DEL PIERO
Nell’estate del 2001 Marcello Lippi torna a sedersi sulla panchina della Juventus, sostituendo Ancelotti. Come per magia, il ritorno del suo antico condottiero riporta la squadra bianconera alla vittoria, con la conquista del 26° scudetto. Alessandro Del Piero ritorna a recitare un ruolo da protagonista, collezionando 32 presenze in campionato (segno di una ritrovata integrità fisica) e segnando 16 reti, secondo miglior risultato della sua carriera. Stavolta i suoi gol sono realizzati contro Venezia (doppietta, che gli permette di festeggiare il suo 100° gol in maglia bianconera), Atalanta, Torino (doppietta), Parma, Milan, Brescia (tre gol tra andata e ritorno), Chievo, Lecce, Perugia (doppietta), Fiorentina e Udinese, proprio in quel 5 maggio 2002 che ci ha regalato uno scudetto e una grandissima soddisfazione. Il resto della stagione 2001/2002 parla di 3 presenze e una rete (al Milan) in Coppa Italia (persa in finale contro il Parma) e 10 presenze con 4 reti (realizzate contro Rosenborg, Porto, Celtic Glasgow e Bayer Leverkusen) in Champions League. La stagione 2002/2003 è quella della grande soddisfazione (il 27° tricolore) e della grande delusione (la finale di Champions League persa contro il Milan). Del Piero si conferma ad ottimi livelli, con 24 presenze e 16 reti in campionato. Purtroppo per lui, gli infortuni lo tormentano, come dimostra il basso numero di presenze, e gli impediscono di giocare con continuità, ma non di essere decisivo e di segnare molti reti importanti. L’annata si apre con la conquista della Supercoppa Italiana contro il Parma: nella gara giocata a Tripoli, Del Piero realizza entrambi i gol della vittoria per 2-1 della Juventus. In campionato, Alex trafigge in sequenza Atalanta (doppietta), Empoli (doppietta) e Parma, mentre in Champions League realizza un gol alla Dinamo Kiev e una doppietta al Newcastle, raggiungendo così Anastasi a quota 130 gol in maglia bianconera.
Altre sue “vittime” in campionato saranno Inter, Modena, Torino (con una splendido gol di tacco), Roma (tre gol tra andata e ritorno), Reggina, Chievo, Piacenza e Brescia (doppietta). Il gol contro il Piacenza riveste un significato particolare, perché Alex lo dedica all’Avvocato Agnelli scomparso due giorni prima. In Champions League invece Alex realizzerà altri due gol, contro il Basilea ma soprattutto contro il Real Madrid la sera del 14 maggio 2003, in quella vittoria per 3-1 che resterà per sempre una delle migliori partire giocate dalla Juventus nelle coppe europee. Nessuna presenza per lui in quell’edizione della Coppa Italia. La stagione 2003/2004 sarà ancora una volta travagliata per Alessandro Del Piero, che colleziona solo 22 presenze e 8 reti in campionato, contro Empoli (doppietta), Parma, Siena (tripletta), Ancona e Lecce. La Juventus, come da tradizione, quando perde il suo campione non convince, ed, infatti, conduce un campionato anonimo. In Champions League, Alex realizza una doppietta contro il Galatasaray e un gol contro l’Olympiakos, in un clamoroso 7-0 rifilato ai greci al Delle Alpi.
Il traguardo dei 150 gol viene tagliato in Coppa Italia, al Delle Alpi contro il Siena. E sempre in Coppa Italia (competizione nella quale la Juventus raggiungerà la finale, poi persa contro la Lazio) Del Piero realizza altri due gol, contro Inter e Lazio.
CAPELLO, I NUOVI TRIONFI E UN DEL PIERO ANCORA DECISIVO
Nell’estate 2004 arriva a Torino Fabio Capello, allenatore di indubbio talento ma di altrettanto indubbio carattere arcigno. La Juventus si rafforza con l’arrivo da campioni come Cannavaro, Emerson e Ibrahimovic, e punta a ritornare subito in vetta. E così è: dalla prima gara disputata con Capello in panchina, la Juventus non ha più mollato la prima posizione in classifica, vincendo il tricolore dopo un’epica lotta testa a testa con il Milan, sconfitto sul proprio campo per 1-0 nello scontro diretto decisivo. Protagonista di quella come di altre partite è Alessandro Del Piero, che sull’erba di San Siro sfodera tutta la sua classe fornendo a Trezeguet un magnifico assist in rovesciata, che il francese trasforma nel gol-partita. I rapporti tra Capello e Del Piero non sono dei migliori, e spesso Alex è costretto a guardare le partite dalla panchina, o ad essere sostituito nel corso della gara. L’allenatore vuole cambiare la gerarchia delle punte bianconere, a favore del suo pupillo Ibrahimovic, e la logica del turnover va quasi sempre a discapito di Del Piero. In ogni caso, l’apporto di Alex risulta fondamentale per la conquista del titolo, con 30 presenze e 14 reti in campionato. I portieri che devono raccogliere in fondo al sacco palloni calciati da Del Piero sono quelli di Sampdoria, Siena (doppietta sia all’andata che al ritorno), Roma, Lecce, Livorno, Atalanta, Roma, Reggina, Fiorentina (contro la quale va a segno con una regolarità impressionante), Parma e Cagliari, nel giorno del 28° scudetto. Non c’è trionfo della Vecchia Signora che non porti la firma in calce di Alessandro Del Piero In Champions League la Juventus parte dai preliminari, e Del Piero è subito decisivo con un gol al Djurgaardens. Nel prosieguo del torneo, realizzerà altri gol contro Bayern Monaco e Maccabi Tel Aviv (165° gol, eguagliato Omar Sivori). Nessuna presenza in Coppa Italia. La stagione 2005/2006 è quella in corso, ed è quella del record. Dopo tredici anni in maglia bianconera, Alessandro Del Piero corona il suo inseguimento al mito di Giampiero Boniperti, superandolo nella classifica dei bomber bianconeri di tutti i tempi. Lo stesso Presidentissimo aveva detto che solo se fosse stato Del Piero a battere il suo record, sarebbe stato felice. E lo testimoniano le continue telefonate tra i due, intercorse soprattutto tra dicembre 2005 e gennaio 2006, periodo in cui Alex ha dapprima raggiunto e poi definitivamente scavalcato Boniperti, entrando nella leggenda.
Finora sono 5 le sue reti in campionato, realizzate in 14 presenze complessive a tutto il 10 gennaio 2006. Alex le ha segnate contro Ascoli (doppietta), Messina, Livorno e Treviso. Il gol contro il Livorno in particolare ha una grande importanza statistica, perché è il numero 178: con esso Del Piero raggiunge Roberto Bettega. A queste reti bisogna aggiungere i gol realizzati in Champions League: uno al Bruges, e soprattutto una doppietta al Rapid Vienna il 7 dicembre 2005, che ha portato Del Piero a quota 182, alla pari con Boniperti. Il resto è storia di ieri, 10 gennaio 2006, la tripletta alla Fiorentina in Coppa Italia e il sogno che si avvera: Alessandro Del Piero è il più grande bomber della Juventus di tutti i tempi. E non è ancora finita, perché Alex, a 31 anni e pochi mesi, ha ancora molto da dire e da far vedere agli appassionati di calcio di tutto il mondo, e soprattutto ha ancora tante soddisfazioni da regalare ai tifosi bianconeri, che lo amano e lo ameranno sempre. Grazie, Alex.
TRATTO DA WWW.BIANCONERIONLINE.COM
ALESSANDRO DEL PIERO, IL PIÙ GRANDE
di Marco Gregis
Il 10 gennaio 2006 resterà per sempre nella memoria di tutti i tifosi bianconeri, e sarà ricordato come il giorno del sorpasso. Alessandro Del Piero, con una fantastica tripletta rifilata alla Fiorentina in Coppa Italia, supera Giampiero Boniperti e diventa il miglior goleador della Juventus di tutti i tempi. Il record dell’uomo di Barengo, di colui che più di ogni altro ha saputo incarnare la juventinità nella storia, reggeva dal lontano 1961, quando Boniperti decise di appendere le scarpe al chiodo. 182 gol realizzati, questo il bottino che appariva inarrivabile, tanto era grande il divario con i campioni del passato bianconero, come “Farfallino” Borel, fermo a quota 153.
Da allora, tanti altri magnifici campioni hanno cercato di battere quel record: il primo in ordine di tempo fu Omar Sivori, per anni compagno di squadra di Boniperti, che arrivò fino a 165 reti. Anni dopo fu il turno di Pietro Anastasi, che si fermò a 130 gol. Colui che più si avvicinò al traguardo fu Roberto Bettega, che con i suoi 178 gol si inserì nella speciale classica dei bomber di tutti i tempi al posto d’onore, a sole 4 lunghezze da Boniperti.
Sembrava che nessuno ce l’avrebbe mai fatta, che il record fosse destinato a resistere a tutto e a tutti. Ma fu lo stesso Boniperti, nella primavera del 1993, a gettare le basi perché quello che pareva impossibile, accadesse. Fu, infatti, il Presidentissimo a portare a Torino un ragazzino di 18 anni, che all’epoca muoveva i primi passi nel Padova. Quel ragazzino era Alessandro Del Piero.
GLI INIZI E LA CHIAMATA DEL PRESIDENTISSIMO
Alessandro Del Piero nasce a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, il 9 novembre 1974. Fin dalla tenera età sente il richiamo di quelle maglie e di quei colori ai cui successi poi contribuirà in maniera pesante. In fondo si sa, juventini si nasce, non si diventa. All’età di diciassette anni, esordisce in serie B con il Padova, nella stagione 1991/1992. Nel successivo campionato, colleziona 10 presenze e la sua prima rete in serie B con la maglia biancorossa dei veneti.
Boniperti, allora presidente della Juventus, lo nota, e inizia a seguirlo con particolare interesse. Così ne parla, nel suo libro “Una vita a testa alta”:
Nella primavera-estate del ’93 il Padova aveva un gioiellino che mi piaceva molto, ma che intrigava tanto anche il Milan. Giocavamo più o meno alla pari perché il direttore sportivo della società veneta era Piero Aggradi, mio compagno alla Juve nei secondi anni cinquanta e tifoso bianconero, mentre il presidente era Marino Puggina, dalla manifesta passione rossonera. Del Piero l’avevo fatto seguire da un osservatore, poi l’aveva tenuto d’occhio Causio, ma ero addirittura andato io a vedere qualche partita del Padova perché mi interessava anche l’ala destra, che poi ho preso. Di Livio. Alessandro l’ho acquistato in 24 ore, velocità obbligata altrimenti l’avrei perso. Puggina spingeva per darlo al Milan, il Milan tentennava perché gli pareva elevata la cifra, ma aveva già fissato l’incontro per il giorno dopo. Io non avevo margine per troppe riflessioni. In una calda serata a Forte dei Marmi ho chiamato Aggradi e chiuso l’accordo. Appena in tempo. Ho brindato con Giuliano Cardoni e Beppe Cernusco, amici e tifosi appassionati. Sono stati primi a saperlo. Poi ho incontrato il ragazzo e Gastone Rizzato, il suo procuratore, per firmare il contratto. A Torino, nel mio ufficio in piazza Crimea. Parecchio tempo dopo Del Piero mi ha raccontato che quel primo incontro con me era stato preceduto da una settimana di passione con Rizzato in cui, insieme, avevano studiato ogni ipotesi: se Boniperti propone questo noi ribattiamo quest’altro, se invece ci offre quest’altro, noi chiediamo anche…insomma per ogni mossa avevano preparato una contromossa. Ma le cose andarono diversamente. Quando sono entrato in ufficio, dove c’era anche Enrico Bendoni, ho salutato Del Piero, ma mi sono messo a parlare soprattutto con Rizzato. Intanto perché lo conoscevo già, Gastone era stato giocatore del Vicenza, e poi perché Alessandro era un ragazzino, uno sbarbato di diciotto anni che poteva essere soltanto strafelice di venir chiamato in bianconero. L’ho portato subito a guardare le coppe: “Hai visto quanto ne abbiamo vinte? Spero che tu possa contribuire a fare ancora più grande la Juventus. E per il contratto non preoccuparti, la cifra la scriviamo noi. Sarai contento. Metti la firma lì, è gia tutto compilato. E’ tutto a posto, fidati”. Del Piero ha firmato. Una stretta di mano e sono andati via. Alessandro mi ha rivelato che, appena usciti dal mio ufficio, lui e Rizzato si sono appoggiati a un muretto. Desolati. “E’ una settimana che parliamo di contratto e in cinque minuti Boniperti ci ha liquidato”. Del Piero arriva così alla Juventus, allora allenata da Giovanni Trapattoni, nella stagione 1993/1994, a poco più di diciotto anni, acquistato insieme al compagno di squadra Angelo Di Livio. Che oltre a giocare con lui, era anche un suo carissimo amico, amicizia che è poi proseguita negli anni. Di Livio ricorda così quel trasferimento, nel libro di Franco Costa “Juve ti amo”:
Eravamo tanto amici nel Padova, abbiamo avuto la fortuna di arrivare insieme nella Juventus, di vincere tanto con la Juventus, siamo insieme anche in Nazionale. Che cosa si può chiedere di più dalla vita? Per me Alessandro è come un fratello”. E ancora: La vera amicizia è una gran cosa soprattutto nel calcio, perché ti aiuta a crescere, a non drammatizzare, a sorridere. Noi siamo uomini fortunati e alla fortuna bisogna sempre sorridere, se no si offende. Non è un diritto averla, bisogna meritarla.” Nello stesso libro, si possono trovare le parole dette da Del Piero a proposito della sua amicizia con Di Livio: Nei momenti difficili è stato lui a tirarmi su il morale. In campo se me lo sono portato spesso sulle spalle è un buon segno, vuol dire che ho segnato molti gol. Quella corsa a Tokyo dopo il mio gol era di felicità, ma ho attraversato quasi tutto il campo come un velocista perché mancavano 6 minuti alla fine e se Angelo mi fosse saltato sulle spalle sarei crollato a terra. Ero stremato”.
In attacco in quella Juventus c’erano Vialli, Ravanelli, Moeller e R. Baggio a contendersi i posti da titolare. Lo spazio quindi era pochissimo, ma Trapattoni e Boniperti sentivano che quel ragazzino dai capelli ricci avrebbe fatto strada, e gli diedero l’opportunità di mettersi in mostra in prima squadra. L’esordio avvenne alla quarta giornata, a Foggia, dove Del Piero giocò uno scampolo di quella gara conclusasi 1-1. Era il 12 settembre 1993. Si dice spesso che i grandi campioni, i grandi attaccanti, hanno qualcosa di speciale, che li porta ad essere protagonisti non appena gliene viene concessa l’occasione. Del Piero dimostrò subito a tutti di essere un potenziale grande campione, andando a realizzare la sua prima rete in serie A solo una settimana più tardi, contro la Reggiana. Era il 19 settembre 1993, e Alex mise la palla in fondo al sacco un minuto dopo il suo ingresso in campo, fissando così il punteggio finale di 4-0 per la Juventus. Era nata una stella.
In quel suo primo campionato con la maglia bianconera, Del Piero collezionò 11 presenze e ben 5 reti. A quella contro la Reggiana, infatti, fecero seguito il gol del pareggio nella trasferta contro il Genoa del 13 marzo 1994 (conclusasi 1-1) e addirittura una tripletta, realizzata in casa contro il Parma il 20 marzo 1994 (gara conclusasi col punteggio di 4-0). Inoltre, Alex contribuisce in maniera determinante alle vittorie della nostra formazione Primavera, che nel 1994 conquista Scudetto e Torneo di Viareggio, prestigiosa competizione internazionale per squadre giovanili. Suo è, infatti, il gol con il quale la Juventus batte la Fiorentina in finale. Questi traguardi sono tanto più importanti, se si considera che una nostra formazione Primavera non vinceva il campionato da oltre vent’anni, e non si aggiudicava l’ambito Torneo di Viareggio addirittura da oltre trent’anni.
L’ARRIVO DI LIPPI E L’ESPLOSIONE – QUEL GOL AI VIOLA
L’estate del 1994 è quella dei grandi cambiamenti in casa Juventus. In aprile Giampiero Boniperti aveva dato le dimissioni dalla carica di presidente, e la squadra passava ora nelle mani di Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bottega. In panchina, Giovanni Trapattoni veniva sostituito dal promettente tecnico viareggino Marcello Lippi. Il tutto sotto l’occhio attento del Dottor Umberto Agnelli, deciso a riportare la Juventus ai fasti degli anni ’80. Il parco attaccanti aveva perso Moeller, ma stava per riscoprire un grande Gianluca Vialli, che fino a quel momento non aveva dato alla squadra quella marcia in più che un condottiero come lui era solito dare. Alessandro Del Piero, non ancora ventenne, era la riserva di Roberto Baggio, ed era atteso al varco da tutti coloro che ne avevano apprezzato le qualità nelle precedenti apparizioni.
Ecco come parla di lui Giampiero Mughini nel suo libro “Un sogno chiamato Juventus”, ricordando uno degli episodi più importanti della carriera di Alex, il suo gol alla Fiorentina del 4 dicembre 1994:
Nel suo ruolo, a metà strada tra il centrocampo e le punte, quel ruolo fatale di chi porta sulle spalle il numero 10, il seppure inaudito ventenne sembrerebbe ostruito da un Roby Baggio che un paio d’anni prima aveva fatto vincere alla Juve una Coppa Uefa quasi da solo. Ma all’11° giornata Baggio si infortuna seriamente (durante un Padova-Juventus, ironia della sorte, N.d.R.), tanto da dover restare fuori squadra per la buona parte del campionato, e sarà l’ultimo da lui giocato con la maglia bianconera. Alla dodicesima giornata il numero 10 passa sulle spalle di Alex, ed è la giornata in cui Del Piero segna un gol spettacoloso, quello che dà il 3-2 a una Juve cha a 17 minuti dalla fine stava perdendo in casa con la Fiorentina per 0-2. Il primo gol juventino lo ha segnato al 73° Vialli. Il maestro non ne vuole sapere di essere abbracciato dai compagni, vuole subito riportare la palla al centro del campo e tentare il tutto per tutto nei pochi minuti che mancano. Ne passano tre e lui la mette dentro una seconda volta. 2-2. Ne passano dieci e a un Del Piero proiettato sulla sinistra dell’area fiorentina arriva una palla lunga che lui aggancia con la punta del piede destro, in modo da creare una parabola che sormonta un portiere fiorentino che pure aveva nome Toldo. E’ il primo dei gol che creeranno la leggenda Del Piero.
E saranno tanti, tantissimi gol, anche se nessuno riesce ancora ad immaginare quanti. Nella stagione 1994/95 Del Piero colleziona 29 presenze e 8 gol in campionato. Si comincia con una bellissima rete al Napoli, per poi proseguire con i gol a Reggiana, Fiorentina, Lazio (la sua prima doppietta in maglia bianconera), Brescia (prima realizzazione in maglia bianconera su calcio di punizione), Bari (il suo primo gol su calcio di rigore) e Cagliari. Inoltre, nella stessa stagione Del Piero può vantare anche 10 presenze e un gol (al Chievo) in Coppa Italia e 11 presenza con una rete (all’Eintracht Francoforte, sua prima realizzazione in campo europeo) in Coppa Uefa.
Tutte queste reti contribuiscono in maniera determinante alla conquista dello scudetto e della coppa Italia, oltre che al raggiungimento della finale di Coppa Uefa.
LA CONSACRAZIONE A LIVELLO EUROPEO E MONDIALE
La stagione 1995/96 è quella del ritorno della Juventus nella massima competizione europea, la Champions League. Ceduto Roberto Baggio al Milan, la maglia numero 10 è ora saldamente sulle spalle di Alessandro Del Piero, che guiderà la squadra insieme ad altri grandi campioni e trascinatori ai vertici del calcio europeo.
Le presenze in campionato per Alex sono 29, con 6 reti, realizzate contro Milan, Padova (tre i gol realizzati tra andata e ritorno contro la sua ex squadra), Fiorentina e Cagliari (due delle sue “vittime” preferite). La Juventus si piazza al secondo posto, dietro al Milan. Inoltre, per lui ci sono 2 presenze con una rete (all’Avellino) in Coppa Italia. Ma è in Europa che Del Piero dà il meglio di sé, realizzando gol fantastici che prendono presto il nome di “gol alla Del Piero”. La sua specialità si rileva, infatti, quella di farsi spazio in dribbling al limite dell’area di rigore, all’altezza del vertice, e di trovare l’incrocio dei pali opposto rispetto al punto di partenza del tiro: conclusioni a giro praticamente imparabili, che lasciano gli avversari e i tifosi a bocca aperta. Alex delizia la platea per tre gare consecutive, facendo gol in questa maniera al Borussia Dortmund, alla Steaua Bucarest e ai Rangers Glasgow (stavolta su punizione). La sua stella continuerà a brillare per tutta quell’edizione della Champions League, che si concluderà con il trionfo della Juventus sull’Ajax nella magica notte di Roma. Oltre ai gol di cui sopra, Del Piero segnerà anche contro i Rangers in Scozia e contro il Borussia in casa, oltre che il fondamentale gol del vantaggio nella gara di ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid, disputata a Torino il marzo 1996. In totale, 11 presenze e 6 reti in Europa per Alex. Dopo il trono d’Europa, la Juventus andò a conquistare anche il tetto del Mondo, battendo il River Plate a Tokyo il 26 novembre 1996, proprio grazie ad un bellissimo gol di Alessandro Del Piero a 6 minuti dalla fine dell’incontro. A soli 22 anni, Del Piero era già un campione assoluto, e aveva già dimostrato ampiamente di essere un vincente. La stagione 1996/97 portò alla Juventus anche un altro scudetto, al quale Del Piero contribuì con 22 presenze e 8 reti, realizzate contro Perugia (tre gol tra andata e ritorno), Udinese (doppietta), Verona (altra doppietta, con vittoria in rimonta dopo lo 0-2 iniziale) e Fiorentina, cui Del Piero ha sempre riservato un “trattamento speciale” (motivo in più per noi tifosi bianconeri per amarlo alla follia). Inoltre, ci furono 4 presenze in Coppa Italia, 2 presenze e 2 gol nella doppia sfida di Supercoppa Europea stravinta contro i francesi del Paris Saint Germain, 6 presenze e 4 gol in Champions League. La Juventus, detentrice del trofeo, arrivò ancora una volta in finale, dove però fu sconfitta dal Borussia Dortmund nonostante uno straordinario gol di tacco di Alex. Oltre al gol ai tedeschi, Del Piero andò in rete anche contro il Manchester United (e fu vittoria all’Old Trafford) e contro il Rapid Vienna (doppietta).
La stagione 1997/98 è quella del terzo scudetto per Alex, secondo consecutivo per la Juventus. Le presenze in campionato sono 32, impreziosite dalla bellezza di 21 gol, miglior risultato di sempre per Del Piero. “Vittime” dei colpi di classe di Del Piero sono Brescia, Fiorentina, Bari, Udinese (due gol tra andata e ritorno), Parma, Lazio (doppietta), Empoli (tripletta), Vicenza, Bologna, Lecce, Roma, Sampdoria, Napoli, Milan (doppietta in un fantastico 4-1), Piacenza e Inter. In pratica, in quella stagione Alex fece gol a tutte le squadre che partecipavano al campionato, eccezion fatta per l’Atalanta. Un risultato eccezionale, da bomber di razza.
In Champions League, la storia si ripete, e la Juventus raggiunge la finale di Amsterdam dove viene sconfitta dal Real Madrid. Del Piero in quell’edizione colleziona 10 presenze mettendo a segno 10 reti, con una media stupefacente di un gol a partita. Le reti vengono realizzate contro Feyenoord (doppietta), Manchester United, Kosice (due gol tra andata e ritorno), Dinamo Kiev e Monaco (addirittura 4 reti tra andata e ritorno).
A completare la stagione, 4 presenze ed una rete (al Lecce) in Coppa Italia.
L’INFORTUNIO E IL GRADUALE RECUPERO
La stagione 1998/99 è la più brutta per la carriera di Alessandro Del Piero, quella del grave infortunio patito contro l’Udinese all’ottava giornata di campionato. E’ l’8 novembre 1998, e la Juventus conduce 2-0 sul campo dell’Udinese. L’inizio di stagione è stato ancora una volta buono, e Alex è già andato a segno contro l’Inter e contro il Vicenza, oltre che contro la Lazio in Supercoppa Italiana. In uno scontro di gioco con Zanchi, Del Piero si infortuna gravemente al ginocchio, e per lui la stagione è finita. Inizia così il suo lungo calvario, durato molti mesi, fatti di sofferenza e sacrificio per tornare ad essere in campo con la maglia della sua Juventus, quella maglia che lui tanto ama e alla quale ha regalato tante vittorie e tanti trofei. La Juventus, senza il suo faro, si perde, e nel febbraio 1999, con l’addio di Lippi e l’arrivo di Ancelotti in panchina, da definitivamente l’addio ad ogni speranza di collezionare qualche altra vittoria in quella stagione disgraziata. A maggio, infatti, i bianconeri non riusciranno nemmeno a centrare la qualificazione per la Coppa Uefa, perdendo lo spareggio contro l’Udinese, e dovendo così partecipare alla Coppa Intertoto. In Champions League, la Juventus arriverà fino alla semifinale, dove verrà sconfitta per 3-2 ed eliminata dal Manchester United in una serata da incubo al Delle Alpi, dopo aver pareggiato per 1-1 all’Old Trafford. Alex Del Piero torna al gol il 4 agosto 1999, nella gara di Coppa Intertoto giocata a Cesena contro i russi del Rostov. E’ una liberazione per lui, che aveva realizzato la sua ultima rete pochi giorni prima dell’infortunio, il 25 ottobre 1998 contro l’Inter. Nella stagione 1999/2000 colleziona 34 presenze e 9 reti in campionato, quasi tutte su rigore, realizzate contro Udinese, Venezia, Bari, Piacenza, Torino, Fiorentina, Perugia e Parma (due gol tra andata e ritorno, tra cui l’unico su azione). Inoltre, completano il tabellino di quell’anno 5 presenze e 1 gol (all’Omonia Nicosia) in Coppa Uefa, e 2 presenze e 1 gol (alla Lazio) in Coppa Italia.
La Juventus conquista in quella stagione il solo trofeo Intertoto, arrivando seconda dietro al Lazio in campionato e venendo estromessa dalla Coppa Uefa ad opera del Celta Vigo. La stagione 2000/2001 vede ancora la Juventus a secco di vittorie, con un altro secondo posto in campionato dietro la Roma di Capello. Del Piero in campionato colleziona 25 presenze e 9 reti, realizzate contro Napoli (due gol tra andata e ritorno), Udinese, Bari, Lazio, Verona, Inter, Roma e Vicenza. Particolarmente importante per Alex è il gol realizzato contro il Bari, e dedicato alla memoria del padre, scomparso da poche ore. Un grande dolore, che unito ad un altro infortunio renderanno la stagione di Del Piero abbastanza grigia. In Champions League la Juventus viene presto eliminata, e Alex colleziona 6 presenze senza segnare gol. In Coppa Italia stesso discorso, solo 2 presenze e nessuna rete. La storia della Juventus e quella personale di Del Piero sono quanto mai intrecciate: i successi dell’uomo vanno di pari passo con quelli della squadra, così come le delusioni e le sconfitte.
IL RITORNO DI LIPPI E .. DI DEL PIERO
Nell’estate del 2001 Marcello Lippi torna a sedersi sulla panchina della Juventus, sostituendo Ancelotti. Come per magia, il ritorno del suo antico condottiero riporta la squadra bianconera alla vittoria, con la conquista del 26° scudetto. Alessandro Del Piero ritorna a recitare un ruolo da protagonista, collezionando 32 presenze in campionato (segno di una ritrovata integrità fisica) e segnando 16 reti, secondo miglior risultato della sua carriera. Stavolta i suoi gol sono realizzati contro Venezia (doppietta, che gli permette di festeggiare il suo 100° gol in maglia bianconera), Atalanta, Torino (doppietta), Parma, Milan, Brescia (tre gol tra andata e ritorno), Chievo, Lecce, Perugia (doppietta), Fiorentina e Udinese, proprio in quel 5 maggio 2002 che ci ha regalato uno scudetto e una grandissima soddisfazione. Il resto della stagione 2001/2002 parla di 3 presenze e una rete (al Milan) in Coppa Italia (persa in finale contro il Parma) e 10 presenze con 4 reti (realizzate contro Rosenborg, Porto, Celtic Glasgow e Bayer Leverkusen) in Champions League. La stagione 2002/2003 è quella della grande soddisfazione (il 27° tricolore) e della grande delusione (la finale di Champions League persa contro il Milan). Del Piero si conferma ad ottimi livelli, con 24 presenze e 16 reti in campionato. Purtroppo per lui, gli infortuni lo tormentano, come dimostra il basso numero di presenze, e gli impediscono di giocare con continuità, ma non di essere decisivo e di segnare molti reti importanti. L’annata si apre con la conquista della Supercoppa Italiana contro il Parma: nella gara giocata a Tripoli, Del Piero realizza entrambi i gol della vittoria per 2-1 della Juventus. In campionato, Alex trafigge in sequenza Atalanta (doppietta), Empoli (doppietta) e Parma, mentre in Champions League realizza un gol alla Dinamo Kiev e una doppietta al Newcastle, raggiungendo così Anastasi a quota 130 gol in maglia bianconera.
Altre sue “vittime” in campionato saranno Inter, Modena, Torino (con una splendido gol di tacco), Roma (tre gol tra andata e ritorno), Reggina, Chievo, Piacenza e Brescia (doppietta). Il gol contro il Piacenza riveste un significato particolare, perché Alex lo dedica all’Avvocato Agnelli scomparso due giorni prima. In Champions League invece Alex realizzerà altri due gol, contro il Basilea ma soprattutto contro il Real Madrid la sera del 14 maggio 2003, in quella vittoria per 3-1 che resterà per sempre una delle migliori partire giocate dalla Juventus nelle coppe europee. Nessuna presenza per lui in quell’edizione della Coppa Italia. La stagione 2003/2004 sarà ancora una volta travagliata per Alessandro Del Piero, che colleziona solo 22 presenze e 8 reti in campionato, contro Empoli (doppietta), Parma, Siena (tripletta), Ancona e Lecce. La Juventus, come da tradizione, quando perde il suo campione non convince, ed, infatti, conduce un campionato anonimo. In Champions League, Alex realizza una doppietta contro il Galatasaray e un gol contro l’Olympiakos, in un clamoroso 7-0 rifilato ai greci al Delle Alpi.
Il traguardo dei 150 gol viene tagliato in Coppa Italia, al Delle Alpi contro il Siena. E sempre in Coppa Italia (competizione nella quale la Juventus raggiungerà la finale, poi persa contro la Lazio) Del Piero realizza altri due gol, contro Inter e Lazio.
CAPELLO, I NUOVI TRIONFI E UN DEL PIERO ANCORA DECISIVO
Nell’estate 2004 arriva a Torino Fabio Capello, allenatore di indubbio talento ma di altrettanto indubbio carattere arcigno. La Juventus si rafforza con l’arrivo da campioni come Cannavaro, Emerson e Ibrahimovic, e punta a ritornare subito in vetta. E così è: dalla prima gara disputata con Capello in panchina, la Juventus non ha più mollato la prima posizione in classifica, vincendo il tricolore dopo un’epica lotta testa a testa con il Milan, sconfitto sul proprio campo per 1-0 nello scontro diretto decisivo. Protagonista di quella come di altre partite è Alessandro Del Piero, che sull’erba di San Siro sfodera tutta la sua classe fornendo a Trezeguet un magnifico assist in rovesciata, che il francese trasforma nel gol-partita. I rapporti tra Capello e Del Piero non sono dei migliori, e spesso Alex è costretto a guardare le partite dalla panchina, o ad essere sostituito nel corso della gara. L’allenatore vuole cambiare la gerarchia delle punte bianconere, a favore del suo pupillo Ibrahimovic, e la logica del turnover va quasi sempre a discapito di Del Piero. In ogni caso, l’apporto di Alex risulta fondamentale per la conquista del titolo, con 30 presenze e 14 reti in campionato. I portieri che devono raccogliere in fondo al sacco palloni calciati da Del Piero sono quelli di Sampdoria, Siena (doppietta sia all’andata che al ritorno), Roma, Lecce, Livorno, Atalanta, Roma, Reggina, Fiorentina (contro la quale va a segno con una regolarità impressionante), Parma e Cagliari, nel giorno del 28° scudetto. Non c’è trionfo della Vecchia Signora che non porti la firma in calce di Alessandro Del Piero In Champions League la Juventus parte dai preliminari, e Del Piero è subito decisivo con un gol al Djurgaardens. Nel prosieguo del torneo, realizzerà altri gol contro Bayern Monaco e Maccabi Tel Aviv (165° gol, eguagliato Omar Sivori). Nessuna presenza in Coppa Italia. La stagione 2005/2006 è quella in corso, ed è quella del record. Dopo tredici anni in maglia bianconera, Alessandro Del Piero corona il suo inseguimento al mito di Giampiero Boniperti, superandolo nella classifica dei bomber bianconeri di tutti i tempi. Lo stesso Presidentissimo aveva detto che solo se fosse stato Del Piero a battere il suo record, sarebbe stato felice. E lo testimoniano le continue telefonate tra i due, intercorse soprattutto tra dicembre 2005 e gennaio 2006, periodo in cui Alex ha dapprima raggiunto e poi definitivamente scavalcato Boniperti, entrando nella leggenda.
Finora sono 5 le sue reti in campionato, realizzate in 14 presenze complessive a tutto il 10 gennaio 2006. Alex le ha segnate contro Ascoli (doppietta), Messina, Livorno e Treviso. Il gol contro il Livorno in particolare ha una grande importanza statistica, perché è il numero 178: con esso Del Piero raggiunge Roberto Bettega. A queste reti bisogna aggiungere i gol realizzati in Champions League: uno al Bruges, e soprattutto una doppietta al Rapid Vienna il 7 dicembre 2005, che ha portato Del Piero a quota 182, alla pari con Boniperti. Il resto è storia di ieri, 10 gennaio 2006, la tripletta alla Fiorentina in Coppa Italia e il sogno che si avvera: Alessandro Del Piero è il più grande bomber della Juventus di tutti i tempi. E non è ancora finita, perché Alex, a 31 anni e pochi mesi, ha ancora molto da dire e da far vedere agli appassionati di calcio di tutto il mondo, e soprattutto ha ancora tante soddisfazioni da regalare ai tifosi bianconeri, che lo amano e lo ameranno sempre. Grazie, Alex.
domenica, gennaio 15, 2006
Guariniello e l'inchiesta sbagliata
Guariniello e l'inchiesta sbagliata
Alcuni calciatori di Inter, Milan, Fiorentina ecc, ecc. hanno accusato le loro societa` di averli drogati. queste societa` sono riuscite a evitare i processi, m non a provare l'innocenza, rimane un'onta che i tifosi di queste squadre, che siano ricchi o poveri. Anche imbecilli ricchi sfondati alla Moratti, ci dovranno convivere! Viceversa alla Juve e stato fatto un processo senza nessuna accusa di un suo tesserato, ma solo per una accusa generica fatta da un avversario invidioso battuto sul campo e manovrato da un giornalista adepto della mafia, vendicativo e senza scrupoli, Candido Cannavo! Gli e andata buca e sene dovranno fare una ragione! Ciò che so è che i medicinali che prendevano i giocatori della Juve seguivano le REGOLE del Coni. Epo, Steroidi o altro, nella farmacia Juve non cen'erano. I giocatori bianconeri facevano i test e risultavano puliti con l'unica eccezione di Davids che con Stam e De Boer furono vittime(?) del medico della nazionale olandesa, I cui dirigenti ammisero l'errore, credo. Niente medicine illegali dunque, niente Epo, niente positivi al doping significa niente di niente, e la giustizia sportiva non è stata così malevola da condannare in base al nulla per far piacere a un benzinaro o un suo vicino di casa e i loro adepti. Tenendo conto che in quel quadriennio la Juve fece quattro finali di coppe Europee di cui tre di Champeons League, subendo esami antidoping in diversi paesi europei, tra campionato e coppe oltre 500, e risultando sempre puliti. MAI il minimo dubbio. Ecco perche` la giustizia sportiva non aveva nessun motivo legale o morale per una sua presa di posizione, attendeva il responso di quella ordinaria che giustificasse un suo intervento. La giustizia sportiva giustamente era vigile, se per caso quella ordinaria avesse rilevato un illecito allora sarebbe intervenuta e agito di conseguenza. Ma anche la giustizia ordinaria ha convenuto che reato non c'era, dopo quattro anni di inchiesta neanche uno straccio di prova, e il segugio Guariniello pur di far danno alla juventus dopo quattro anni, venutosi a trovare in un vicolo cieco a deciso di cambiare accusa. E malgrado la nuova accusa, dopo due anni non sono riusciti a trovare motivo per giustificare il processo. Ecco allora la geniale idea del giudice: chiamare un perito! (sul quale meglio stendere un velo pietoso) e come Ponzio Pilato sene lavo` le mani. Purtroppo per il giudice, guariniello e i suoi seguaci( il popolo anti Juventino), dai tempi di Barabba ad oggi sono passati alcuni.....lustri(?) che hanno portato ad alcune nuove leggi, non conforme a lavarsene le mani, e il novello ponzio pilato e rimasto con le mani e la coscienza sporche, e i suoi seguaci con un gigantesco rospo in gola difficile da ingoiare, specialmente per quei viscidi serpentelli che scappano ad ogni piccolo rumore. la Juve non prendeva Epo, ASSOLTA!!! MOTIVAZIONE? IL FATTO NON SUSSISTE!!! Né ha commesso frode sportiva. Insomma sia la giustizia ordinaria che quella sportiva hanno espresso in tempi diversi la stessa opinione. Logicamente aspettando la cassazione.
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Alcuni calciatori di Inter, Milan, Fiorentina ecc, ecc. hanno accusato le loro societa` di averli drogati. queste societa` sono riuscite a evitare i processi, m non a provare l'innocenza, rimane un'onta che i tifosi di queste squadre, che siano ricchi o poveri. Anche imbecilli ricchi sfondati alla Moratti, ci dovranno convivere! Viceversa alla Juve e stato fatto un processo senza nessuna accusa di un suo tesserato, ma solo per una accusa generica fatta da un avversario invidioso battuto sul campo e manovrato da un giornalista adepto della mafia, vendicativo e senza scrupoli, Candido Cannavo! Gli e andata buca e sene dovranno fare una ragione! Ciò che so è che i medicinali che prendevano i giocatori della Juve seguivano le REGOLE del Coni. Epo, Steroidi o altro, nella farmacia Juve non cen'erano. I giocatori bianconeri facevano i test e risultavano puliti con l'unica eccezione di Davids che con Stam e De Boer furono vittime(?) del medico della nazionale olandesa, I cui dirigenti ammisero l'errore, credo. Niente medicine illegali dunque, niente Epo, niente positivi al doping significa niente di niente, e la giustizia sportiva non è stata così malevola da condannare in base al nulla per far piacere a un benzinaro o un suo vicino di casa e i loro adepti. Tenendo conto che in quel quadriennio la Juve fece quattro finali di coppe Europee di cui tre di Champeons League, subendo esami antidoping in diversi paesi europei, tra campionato e coppe oltre 500, e risultando sempre puliti. MAI il minimo dubbio. Ecco perche` la giustizia sportiva non aveva nessun motivo legale o morale per una sua presa di posizione, attendeva il responso di quella ordinaria che giustificasse un suo intervento. La giustizia sportiva giustamente era vigile, se per caso quella ordinaria avesse rilevato un illecito allora sarebbe intervenuta e agito di conseguenza. Ma anche la giustizia ordinaria ha convenuto che reato non c'era, dopo quattro anni di inchiesta neanche uno straccio di prova, e il segugio Guariniello pur di far danno alla juventus dopo quattro anni, venutosi a trovare in un vicolo cieco a deciso di cambiare accusa. E malgrado la nuova accusa, dopo due anni non sono riusciti a trovare motivo per giustificare il processo. Ecco allora la geniale idea del giudice: chiamare un perito! (sul quale meglio stendere un velo pietoso) e come Ponzio Pilato sene lavo` le mani. Purtroppo per il giudice, guariniello e i suoi seguaci( il popolo anti Juventino), dai tempi di Barabba ad oggi sono passati alcuni.....lustri(?) che hanno portato ad alcune nuove leggi, non conforme a lavarsene le mani, e il novello ponzio pilato e rimasto con le mani e la coscienza sporche, e i suoi seguaci con un gigantesco rospo in gola difficile da ingoiare, specialmente per quei viscidi serpentelli che scappano ad ogni piccolo rumore. la Juve non prendeva Epo, ASSOLTA!!! MOTIVAZIONE? IL FATTO NON SUSSISTE!!! Né ha commesso frode sportiva. Insomma sia la giustizia ordinaria che quella sportiva hanno espresso in tempi diversi la stessa opinione. Logicamente aspettando la cassazione.
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Lettera a ettore dopo l'Assoluzione
Ciao amico mio come hai preso la notizia dell'assoluzione? Io appena ritornato a casa sono andato al computer e sgnacchete sul monitor la bella notizia. Mi e bastato, non ho voluto leggere niente altro, ho chiuso il computer, sono sceso nel mio bar dove mi sono rinchiuso, mi sono versato un doppio vecchia romagna etichetta nera e sono rimasto a riflettere per circa 2 ore, il complotto a Cannavo, Guariniello e Roberto Beccantini non e` riuscito e l'abbiamo scampata bella, forse perche` Cannavo e invecchiato e ha perso potere, la mafia e in un brutto momento con Riina in prigione, provenzano alla macchia....non so il perche` il complotto e fallito, ma ringraziamo il cielo. Ho chiamato mio figlio, e mio genero e le ho dato la notizia, sono piombati qui con 5 bottiglie di vino ( vintage-&150) . Ettore io credo ai complotti perche` ne ho vissuti, non sei obligato a credermi ma mi farebbe piacere se leggi attentamente cosa scrivono Roberto Beccantini e un po piu` tardi Candido Cannavo`, interpreta bene quello che scrivono questi signori e ti renderai conto che Giraudo, Agricoloa e la Juventus l'hanno scampata bella. Tu dici che qualche Juventino era arrivato a immaginare Giraudo e Agricola colpevoli? Purtroppo, hai ragione e mi dispiace, e il mediatico lavaggio del cervello. Nella E-MAIL che ho scambiato con la nonna ho cercato di dirle che i dirigenti del calcio sono tutti cattivi ma Giraudo e Moggi sono un po meno cattivi non solo di Sensi e Baldini, l'unto e Galliani ma anche molto meno cattivi di Moratti e Facchetti e in base a quello che mi ha risposto debbo dire che il lavaggio operato in lei e` irriversibile. Piu` volte ho scritto che i tifosi Juventini, ai loro dirigenti dovrebbero fargli un monumento, ed ora aggiungo, dovrebbero esserne orgogliosi, io lo sono! Ettore chi parla male della Juventus parla male di me, fosse la nonna o mia moglie, lei mi ha dato a capire, che crede Giraudo e moggi disonesti e ci puo` stare ma secondo lei il disonesto Moratti, che disonesto lo e` , e una persona onesta, e non sta bene per una tifosa. Se un gruppo di Juventini e uno di interisi stiamo facendo a coltellate sul Giraudo e disonesto, no moratti e disonesto e lei si mette con gli interisti cosa dobbiamo pensare? Agricola e una persona molto onesta e responsabile e ne paga il fio. Tu non ricordi ma dopo pochi mesi del suo insediamento al posto del Dr. Bergamo fece il proclama( e non so perche` nessuno lo ha usato come testimonianza)che avrebbe usato la creatina, nessuno lo ricorda? Niente di nascosto, tutto alla luce del sole.Sul doping all'inter ho saputo che ai tempi dell'acquacetosa per i giocatori dell'inter, come quelli della Roma, gente all'intero della societa` ROMA! Davano i contenitori con le loro urine!!! Basterebbe torchiare Franco Baldini e ne verrebbero fuori delle belle; l'informazione e` dell'allora calciatore dell'inter Bruno Cirillo a un suo caro amico della curva della Reggina, e ci puoi scommettere che l'informazione e autentica, le mie informazioni non sono gossip.Cosa sai di Mohamed Kallon? E Taribo West, lo sai che e una specie di santone, e a Milano ha creato una comune per prostitute (con l'aiuto finanziario, in nero, di Moratti ) Che, si dice nel loro ambiente gli fornisce la droga, la stessa che forniva a Kallon a Monaco, e lo sai cosa e successo? Appena i dirigenti del Monaco lo hanno scoperto, lo hanno mandato a disintossicarsi in Arabia Saudita, nel Al Ittihad, West giocava in Inghilterra e quando i dirigenti hanno saputo che le sue assenze servivano per andare a fare rifornimenti di droghe, hanno rotto il contratto e lo hanno rimandato in Nigeria, so che recentemente e tornato a Milano. L'inter e la societa` piu` disonesta al mondo in tutti i sensi ma hanno un entourage che la protegge, non so per quanto durera` ma ancora dura. tu che non hai problema a scrivere, tuttaltro, quando ritorni dai qualche coltellata morale al piu` fetente degli anti Juventini... lui cambia sempre quello che dice, la gira e rigira ma torna sempre sulle stesse cose per attaccare la Juve, perche` la sua invidia lo porta ad avere un odio mortale contro la Juve, ma ci vuole uno che sa scrivere e gli tiene botta e combatti la sua falsita`. Amico mio credimi, odio i falsi schifosi come lui ,e quelli non li ho mai aiutati. Ma come puoi pretendere che Moratti faccia le sue scuse, quasi mi offendi, quello chiedere scuse? Quello e un falso schifoso e dai falsi schifosi non si debbono accettere le scuse, quelli vanno denuncati, accettare le sue false scuse? Mai! Le scuse del Rasputin le accetterei, da lui mai, mi fa proprio schifo. Ciao gemello dai i saluti alla nonna e spero non gli dispiaccia dell'assoluzione.
10 DOMANDE AL DISONESTO PAGLIACCIO BOEMO
ZEDENEC ZEMAN PAGLIACCIO DI BOHEMIA
1 - Signor Zeman, potrebbe spiegarci da dove e nata la sua denuncia, il calcio deve uscire dalle farmacie. Potrebbe dirci se e nata, come e logico, dell'esperienza fatta nelle molte squadre da lei allenate: diciamo Messina, Foggia, Parma,Lazio, Roma, e se Al procuratore Guariniello ha dato indicazioni precise sul loro numero di farmaci e se le squadre da lei allenate ne hanno fatto abuso?
2 - Signor Zeman, come avrà letto nell’infermeria della Juventus sono stati rinvenuti 281 farmaci. Si ricorda quali e quanti farmaci fossero presenti, a suo tempo, nell’infermeria delle squadre da lei allenate?
3 - Signor Zeman, quando i suoi giocatori si infortunavano o prendevano certe botte durante la gara, come venivano curati? Si ricorda se
4 - Signor Zeman, lei ha detto che alla Juventus propinavano 20 grammi di creatina al giorno ai calciatori. Fermo restando che vorremmo da lei sapere se la creatina fa bene o male, ed in particolare se è sostanza dopante, ci può dire dove ha letto che ne venivano propinati 20 grammi al giorno, chi l’avrebbe dichiarato, quando, e a chi? Inoltre il capitano della Lazio a dichiarato che ache lei gli propinava la creatina fin quando alcuni di loro hanno deciso di non prenderla più ; nel dibattito tv con il Commissario tecnico della Nazionale ed ex allenatore della Juventus Marcello Lippi lei stesso ha confermato cquanto detto da Paolo Negro, aggiungento che a differenza dei 20 grammi del Dr Agricola , lei ne dava solo tre grammi. Signor zeman lei e un medico? Se non è cun medico chi le dava l'autorizzazione? Inoltre Lei dice che ne propinava solo tre grammi, perchè dovremmo crederle?
5 - Signor Zeman, un suo ex calciatore, Allen Boksic, ebbe a dichiarare che volle andare via dalla Lazio perchè non voleva prendere certe pillole che lei faceva prendere a tutti i giocatori che dovevano scendere in campo. Come mai non l’ha mai smentito o addirittura denunciato per diffamazione? Considerando che lei non è un Medico?
6 - Signor Zeman, lei divenne famoso perchè con una squadretta di C2 diede spettacolo per qualche anno e la portò in C1. Era il Licata. Pare che lei a suo tempo ebbe a dire ad una emittente privata (TGS, Telegiornale di Sicilia, di Palermo) che il "calcio moderno si deve basare soprattutto sulla forza atletica e la scienza deve aiutare lo sviluppo di questa forza atletica." E pare anche che i giocatori del suo Licata prima delle partite, facessero certe "flebo". Ci può spiegare meglio quello che era il suo pensiero, cosa contenevano quelle flebo e se per caso ha cambiato idea sul concetto che la scienza deve aiutare l’atleta a potenziarsi?
7 - Signor Zeman, lei accusa Giraudo di non farlo lavorare in Italia. Potrebbe dirci in che modo? Ovvero quali società stavano per ingaggiare lei e sono state sconsigliate espressamente da Giraudo?
8 - Signor Zeman, lei ha detto che l’esultanza di Giraudo e Agricola dopo la assoluzione nel processo d’appello, è la prova della loro responsabilità morale. Può spiegarci meglio il suo concetto, ed in particolare perchè un accusato di gravi misfatti, che sa e ritiene di essere innocente, e vede con quanta malvagit à e accusato per 7 anni ned e conscio della gravit à della situazione oe pensa che ci un complotto, non crede che alla pronuncia dell'assoluzione, dopo 7 anni infernali non crede che un innocente essere umano gioisca all'uscita di un incubo? Sigor zeman lei si trova in Italia perchè scappatoddal suo paese governato da un regime infernale, perche e scappato in Italia chiedendo rifugio politico? Sig, zeman lei pensa che sotto il regime comunista alcuni suoi connazionali innocenti, possano essere stati accusati, condannati e incarcerati o fucilati ingiustamente, e magari un suo parente innocente accusato ingiustamente, e fortunatamente viene assolto, esulti e salti dalla gioia? Ho pensa che il giudice che lo vede esultare deve farlo arrestare e fucilare perchèc la sua esultanza e prova di colpevolezza? Secondo lei una persona che si ritiene accusata ingiustamente, dopo aver lottato 7 anni non debba esultare quando ottiene quella giustizia che anelava?
9 - Signor Zeman, lei ha anche detto che dirigenti come Giraudo sono la rovina del calcio. Ci può spiegare invece perchè non sono la rovina del calcio i suoi ex dirigenti come Cragnotti e Sensi, indebitatisi fino al collo, anche a costo di frodare i risparmiatori? E cosa ci può dire del presidente del foggia e suo amico Pasquale Casillo? Lei era al corrente del suo legame con la camorra e dell'attività camorristica a San giuseppe Vesuviano? Era al corrente che per il Foggia calcio spendeva i miliardi che rubava alla comunitài Europea, incluso il suo stipedio? Ci puòndire se è vero che il suo amico Casillo la ricattava perchè aveva prove di un suo legame con una famiglia mafiaiosa di brancaccio?
10 - Infine, Signor Zeman, lei ha più volte detto di essere stato educato da suo Zio Vyckpalec, allo stile Juventus, ed anzi di essere lei un tifoso bianconero. Potrebbe meglio spiegarci questo concetto, tenuto conto che lei ha commesso a suo tempo un gesto che non sarebbe mai stato tollerato da quello "Stile" a cui si ispira, ossia passare dalla Lazio alla Roma? Spesso dice di essere tifoso juventino e grande ammiratore di Boniperti. Ma non e stata lei a dire che odiava l'allora presidente della Juventus perchè a suo tempo suo zio le aveva chiesto di farle allenare una squadra del settore giovanile e le ha risposto di no? Negandole anche un posto alla sisport? In un periodo in cui andava a zonzo? Sig. zeman dica la verità quando Candido Cannavò le prospettò l'opportunità di vendicarsi fece salti di gioia immagginari ma non pensava mai che l'avrebbe resa anche tanto popolare.
sabato, gennaio 14, 2006
IL "massimo moRATTO ARLECCHINO & L'ANTIJUVENTINO BECCANTINI
IL RATTO ARLECCHINO (massimo moratti) & L'ANTIJUVENTINO BECCANTINI
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| tutta la anti-juventinità del mondo, mentre su questo post le opinioni si sono radicalmente ribaltate. Cosa cèntra il dottor Giraudo? solo i secondi fini del Dr Beccantini potevano tirarlo in ballo. Ecco una'lltro trafiletto del suo post che sembra ucito dalla penna del Dr. Beccantini: > Mah! Credo, comunque, che sia un bene per tutti (tifosi compresi) se il calcio d’oggi guarda decisamente meno alle farmacie rispetto agli anni passati. Conosco molto bene il Dr, Beccantini per non avere sospetti riguardo questo post, ma quest'ultima linea ne è la confera. Il camuffarsi non sempre riesce e non riesce a tutti. per me plebeo e facile scrivere in una certa maniera per non farmi conoscere, per lui non altrettanto. Lei non dice ma da a intendere di essere un tifoso Juventino e quando scrive..>>> e sono contento che ora “il fatto non sussista<<< Solo un imbecille non capisce che questa frase non l'ha scritta un tifoso Juventino ma, Roberto Beccantini ho chi per lui. I tifosi Juventini non hanno avuto mai dubbi!!! Non hanno aspettato la fine del processo per dire>>>>e sono contento che ora “il fatto non sussista<<<<Le faccio notare che un calabrese mio amico(?) quando era direttore del Guerin Sportivo( il Dr. Beccantini lo conosce Bene vero?), si scriveva lettere di finte protesta contro il direttore del giornale (se stesso), le faceva firmare da parenti e amci e le faceva spedire al giornale da varie località. |
tratto da un forum:x fisso, peribbra e la jospellaggine
1969 al 1984 totalizzando 528 presenze e 19 reti.
Giuseppe Furino (5-7-1946) Juventus 1969-1984 - 15 stagioni 8 da Capitano
150 secondi di quel Furia - https://www.youtube.com/watch?v=L672fueotig
8
Scudetti (1972-1973-1975-1977-1978-1981-1982-1984) ha anche vinto 1
Coppa Uefa nel 1976/77, 1 Coppa delle Coppe nel 1983/84 e 2 Coppe Italia
(1979 e 1983).
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
8
Scudetti (1972-1973-1975-1977-1978-1981-1982-1984) ha anche vinto 1
Coppa Uefa nel 1976/77, 1 Coppa delle Coppe nel 1983/84 e 2 Coppe Italia
(1979 e 1983).
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
Oltre
agli 8 Scudetti (1972-1973-1975-1977-1978-1981-1982-1984) ha anche
vinto 1 Coppa Uefa nel 1976/77, 1 Coppa delle Coppe nel 1983/84 e 2
Coppe Italia (1979 e 1983).
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
Capitano per 8 stagioni dal 1976 al 1984.
Giuseppe FurinoGiuseppe Furino (5 luglio 1956) 15 anni, 8 da Capitano 1969-1984 - 528 presenze 19Gol
Giuseppe Furino: 528 presenze19 reti.
8 Scudetti
2 Coppe Italia
1 Coppa Uefa
1 Coppa delle Coppe
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Furino 2005-12-28 22:40
Non posso pensare come sia possibbile che x fisso e peribbra non condividono il pensiero del colombo jospel. Ebbene miei cari gobbi siete in errore, l'uovo, pardon, il piccione rossonero jospel, ricorda bene quei frenetici e frementi incontri della sparpagliata triade con glo sparpagliati vertici del governo della republica piduista per il baratto:"assoluzione del doping per i diritti TV, in gran segreto, in cui Giraudo e Moggi incontravano il grande comunicatore nel palazzo che cosi a lungo fu dimora, del Jospeliano eroe!Il gobbo per antonomasia, prodotto da madre natura, sua eccellenza don Giulio. Mentre nello stesso tempo i delfini Robero Bettega e Paolo Berlusconi, penna in pugno negli uffici della «Fininvest Group B -very discreet» di via paleocapa, erano in attesa del segnale dei co. cospiratori Galliani e Romy Gai che a loro volta, nascosti nei sotterranei di Palazzo Ghigi, muniti di auricolare erano in attesa dell'ordine del DUCETTO, il quale alle prese con il pressing asfissiante dei ricattatori sabaudi Giraudo e Moggi, i quali, per dare il loro SI a procedere alla firma dei contratti TV, pretendevano la par condicio Milano Torino sul doping.
Tu ducetto nostro hai impedito al guariniello del naviglio di mettere le mani sulle farmacie di Milan & inter? Ora tu che tutto puoi, che hai le chiavi dell'inferno chiamato parlamento, che controlli il manipolo di delinquenti, ladri, manigoldi, furfanti e disonesti di ogni genere che votano le tue leggi a personam per permetterti di evitare condanne ed ergastoli; tu che per evitare un'altra GATTUSATA al peperoncino ai "MILAN LAB BOYS", hai fatto abolire l'antidoping dopo le gare: ordina al giudice altoatesino di assolvere la gobba e tutti i gobbini!
Sgancia 200 milioni di euro di cui 30 sull'unghia, e non ti preoccupare della trasparenza, a quella ci penseremo noi con la farsa dei milioni di euro, tapperemo gli occhi ai tifosi di diavoli e serpenti! Cosa? Hanno gia` il salame sugli occhi? Non basta, piu` sicuri gli euro, ma non si dice che i soldi fanno venire la vista ai ciechi? I soldi non gli euro, quelli ancora accecano dalla rabbia del caro prezzi.
Allora l'ingenuo ducetto, non si sa se magnanimo o confuso, o per togliersi dei piedi i due corruttori, di milioni di euro gliene a dati non 200 ma 250. Una volta solo, il ducetto, petto in fuori, una lisciata alla chioma immaginaria e mascella al vento si avvicina allo specchio, un'alzata di sopracciglio, la diabolica smorfia a mo di sorriso e fissando lo specchio con sguardo diabolico, aggredisce deciso, sono di nuovo io!
Forse anche io sono caduto nella Jospellagine, poco prima era un ducetto ingenuo ed ora e` diabolico, hum, allora Facciamo, il menzu--menzu ducetto, in un batter d'occhio acchiappato il telefonino, in dialetto Lumbard dava al giudice il fatidico ordine, il quale impaziente di correva a prendersi il borsone targato fininvest, un po intontito della lumbard gracchiata all'orecchio non si accorgeva di essere Jospellato dal piccione rossonero.
Ora miei cari X fisso e peribbra, ABBIATI (e parte del piano!) la compiacenza di concordare con le Jospellate diel piccione rossonero, e a te Caro peribbra faccio notare che il poveraccio ha raggiunto il massimo perdendosi nella da te descritta, vertiginosa Jospellagine avvolto nei colori della vergogna. DO UT DES? Do as you would wish, be done to you?
Saluti e buon anno anche al...piccione rossonero
venerdì, gennaio 06, 2006
I COMMENTI DI CALABRONE ALLE 13 RISPOSTE DI BECCANTINI
IL DIAVOLO GLI STA TOGLIENDO L'ANIMA!
Roberto vediamo di rispondere a qualche tua risposta.
(1)Francesco mi fai troppo potente:
"Potente no, ma ti conosco troppo bene e so che sei un... mangiapane a tradimento".
(2) Dici che con l'Avvocato avevi un buon rapporto e ti svegliava alle fatidiche sei del mattino?
"E tu ne approfittavi per pugnalarlo alle spalle! E anche con il fratello un buon rapporto? Ma lui di te non si fidava tanto che voleva convincere il fratello a lasciarti andare al corriere della sera o sbaglio"?
(3) Mi dici di lasciare andare cupole e basiliche.
"Quale Cupola, quella di cosa nostra? E quale basilica, quella di Bianca villa o la chiesetta di Santa Maria di Licodia CHE TU TANTO BENE CONOSCI"?
(4) Dici di avere i cassetti aperti.
'E avere i cassetti aperti, cosa dicono? Forse dicono che berlusconi e uno di Cosa Nostra, e tu mi vuoi far credere che tiene le prove dentro i cassetti aspettando la polizia? Anche il Gobbo( Andreotti ) aveva i cassetti aperti e non hanno trovato niente che lo affiliasse a Totò Riina, vuoi far credere che è innocente? Mi vuoi dire che nessuno dei tre siete sotto la cupola, o vuoi dire che non esiste nessuna cupola, ne di cosa nostra e ne mediatica"?
(5) A Berna (bella città) dici di avere scritto, Cosà ?
"So io cosa hai scritto, solo fango e insinuazioni, tira fuori sette anni di editoriali e sassolini e trovane uno, in questi sette anni in difesa della Juve UNO!!! Hai scritto solo fango Contro Giraudo, e gli ARBITRI MAGGIORDOMI DI MOGGI!!! Vigliacco E bugiardo! dimentichi che sei pagato dal padrone della Juventus! Nessuno ti ha mai chiesto di scrivere cazzate in favore della Juventus, ma era/è tuo dovere di giornalista contestare l'infamia, dico infamia alla squadra del tuo datore di lavoro! Per dimostrarti che sei un'infame, ti sfido a trovarmi un articolo -UNO SOLO- che hai scritto in SETTE ANNI, in favore ho in discolpa della Juventus. Prima di fare il nome di Tosatti lavati la bocca, lui era uno di quelli plagiati (contro la Juve) da Palumbo e Cannavo, eppure ha avuto la sensibilità professionale di fare un editoriale solo in difesa della giustizia, ache se in favore della Juventus svergognando i burattini come te! Dici che la sentenza d'appello ti ha risollevato, di dove dalla sedia"?
(6) Antidoping dopo gare abolito.
"Si, abolito dopo lo scandalo del Milan Lab e il rifiuto delle analisi incrociate sangue/urine rifiutate dai TANTI giocatori del Milan! Hanno abolito l'antidoping, ma di te ho trovato solo silenzio. Non era tuo dovere chiedere spiegazioni? Eppure era in pieno svolgiment un processo diffamatorio contro la squadra del padrone del giornale che ti da da vivere! E' tu non hai sentito ne il dovere verso il tuo datore di lavoro ne il dovere di giornalista di chiedere PERCHE', mentre i giornali di Milano e Roma facevano a gara a chi sulla Juve buttava più fango. Dici anche che non hai mai difeso zeman a spada tratta? Cosa vuol dire? Trovami un tuo articolo che lo critica, che mette in dubbio le sue accuse, uno solo con un PICCOLISSIMO dubbio. No mio caro infame burattino! Hai avallato le sue continue accuse, perche' non le hai mai messe in dubbio! E' cosi' facendo tu lo difenevi a spada tratta, secondo il mio modo di vedere".
(7) Su D'Onofrio, dichiari solenne che non è un ultrà della roma!
Su questo ambiguo personaggio tutto quello che trovi da dire sono parole di difesa? Eppure, il Dr. Giraudo ha detto che il D'Onofrio in un'altro processo ha dato la versione contraria! Ma visto con quanta passione credi alla difesa di D'Onofrio, vuol dire che Giraudo è un bugiardo? Perche' questa tua frase la trovo ambigua ed accusatrice: tu dici.... *D'Onofrio. Che non è un ultrà della Roma così come, tiro a indovinare, i giudici d'appello non sono ultrà della Juve*. Farabutto!!! Mi vuoi dire che se io tiro a indovinare che il perito Romano è un tifoso della Roma, e in certi ambienti della capitale dicono che lo è, tu tirando a indovinare dici che i giudici hanno dato il verdetto di assoluzione perchè sono tifosi della Juventus. Stafarabutto! Solo questa frase dovrebbe bastare per il licenziamento in tronco e un'inchiesta".
(8) Dici....noi e la stampa non abbiamo cavalcato la crociata di guariniello!
"E' cosa potevi fare di peggio? Hai mai espresso dubbi? Hai mai scritto a guariniello che era un pochino avventato a rilasciare l'intervista all'influente Le Monde, ripetendo le accuse che hanno portato al processo, perchè AVREBBE potuto sbagliarsi? Sai cosa hai fatto? Hai solo riportato le sue prodezze corredate da insinuazioni e ironie. Questo per me, cavalcare una crociata! Hai mai letto ho sentito che talvolta il silezio, è più accusatore di un'arringa! La stampa sotto la tua penna, e il Messaggero siete stati i giornali più spietati per continuità di malevoli insinuazioni. Rifaccio la sfida, trovami un articolo tuo o di chiunque alla Stampa che difende la Juventus o che mette in dubbio le enfatiche, odiose e continue accuse di zeman e Guariniello, dico 'SOLO UNO' in SETTE anni"!!!
(9) Paolo D'Antoma.
"Paolo D'Antoma parla di montatura, e nel processo d'appello e risultata una montatura, e tu ancora dici di andarci cauto: ma tu ti diverti a scrivere queste insinuanti porcherie, perchè sei sicuro che la proprietà e la dirigenza non le leggono"?
(10) Anima Juventina la tua nel salotto di Mentana?
"Hai la faccia di una puttana. Io in quel salotto ho visto che dalla tua bocca usciva l'anima del Diavolo e non sono il solo"!
(11)Taccola e Beatrice.
"Sulle morti di Taccola e Beatrice, sei in silenzio stampa perchè indaga Guariniello, ma non lo eri nei sette anni in cui indagava sulla Juve! PERCHè? Indaga a Roma e Firenze, e come mai in queste due città, al tempo dell'accusa di zeman sulle farmacie, non hai chiesto spiegazioni? Non credi che il tuo mutismo e il disinteresse alle accuse di Ferruccio Mazzola sulle morti dei tanti giocatori dell'Inter, potrebbe/dovrebbe destare sospetti? Eppure c' è un processo in corso, già fatte due udienze, mi sai spiegare il tuo tombale mutismo? E anche lo strano e sospetto generale mutismo mediatico"?
(12) Sono impaziente di fare a zeman molte domande.
"Dici di essere impaziente di fare a Zeman, tutte le domande a te rivolte dai lettori. Accinenti una pazienza durata sette anni! VALA'PININ GAUTE LA NATA CA L'E' MEJ. Ma a chi pensi di darla a bere? Tu sai che io so perchè tu non hai mai fatto un'intervista a zeman, e la stessa ragione perchè Candido Cannavo a detto al Boemo di rilasciare l'intervista all'espresso e non alla sua Gazzetta. Immagina se chi di dovere cominciasse a pensare, perchè la prima penna del più importante giornale della città della squadra accusata del più grande scandalo calcistico della storia, in sette anni non ha trovato interesse a fare una intervista all'accusatore divenuto il piu' popolare personaggio del calcio Italiano, e... L"EROE DI MEZZA ITALIA, quella con il colera, l'altra e bianconera! La tua presunta pazienza oltre che roba da Guinnes dei Records, devi ammettere che per gente normale e molto, molto strano. almeno per quelli che non sanno il perchè".
13) A Paolo dici....
Nessun procuratore al di fuori di Guariniello si è mosso. Piacerebbe conoscere anche a me quanti farmaci presso le altre società. Davvero? Allora datti da fare: In una intervista alla Stampa il Dr Giraudo, al giornalista che gli chiedeva come spiegava che nella farmacia della Juve si trovavano 281 medicinali, rispose che, in una classifica delle farmacie nelle maggiori squadre la Juve non era prima in classifica. Alla nuova domanda su quali erano le farmacie prime in classifica il Dr. Giraudo rispondeva, per saperlo basta andare in PROCURA, sono a disposizione . Allora vai in procura e faccelo sapere, pare che ai giornalisti e permesso di andare in procura, no? oppure e Candido che ti impedisce di andare a Torino a mettere il naso in procura? Dici che zeman parla solo con i giornalisti di fiducia? Mi vuoi dire che un giornalista professionista del secondo più importante giornale Italiano non trova motivi convincenti per invogliare un zeman qualsiasi a OFFRIRSI! a rilasciare un'intervista , pensi di darla a bere alla Famiglia Agnelli? Dici che Guariniello poteva agire solo su Torino. Però per pantani, Taccola e Beatrice.....E dopo l'assoluzione, da dove ricavi la difesa di Casalbore dopo il suo deridente e umiliante trattamento dei giocatori, da essere umano non ti fa gridare all'otraggio? Sai cosa penso? che è oltrggioso averti permesso di publicare questo tentativo di prendere in giro la gente.
Scritto da: Roberto X - e-mail: calabrone13@hotmail.com - 6/1/2006 9:17
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Don Beccantini Baciamo le mani, un po seccato del tuo mutismo, stavo per spedire questa sequenza di domande alle tue risposte a un giornalista e.....poi nella posta ho trovato il tuo messaggio e come da te richiesto sono stato tranquillo e ho frenato. Il mio senso civile mi porta a chiederti scusa per il vigliacco, perche` non e parte ne del mio carattere ne della mia educazione, usare questo tipo di linguaggio, ma non sono un santo, e un forte senso di rabbia mi ha pervaso nel leggere le tue risposte. Ciao....
BECCANTINI, VEDE I cm A FAVORE DELLA JUVENTUS, E' NON I METRI A SUO DANNO, COME VEDERE LA PAGLIUZZA NELL'OCCHI ALTRUI E' NON LA TRAVE NEL CULO SUO!
martedì, gennaio 03, 2006
Doping e le morti sospette
Le morti non chiarite di alcuni dei tanti calciatori come Bruno Beatrice( FIOR ), Giuliano Taccola(ROM), Nello Saltutti(MI-FIOR), Mauro Bicicli(INT), Guido Vincenzi(SAM), Ernst Ocwirk(SAM), Gianluca Signorini(ROM-GE), Fabrizio Gorin(TO)Armando Picchi(INT) Carlo Tagnin(INT)
non dimenticherò mai che nell’incavo del braccio sinistro aveva tre buchini violacei ormai perenni. Quelle erano le ‘prove’ delle flebo che gli facevano quando giocava al calcio.”“Ho ancora la lettera del prof. Perugia rilasciata dopo una visita privata che facemmo a Roma nel suo studio, in cui gli prescrisse semplicemente degli impacchi caldo-umidi, e di restare a riposo. Prescrizioni stracciate una volta arrivato a Firenze, con lo staff medico della Fiorentina che di nascosto lo sottopose a tre mesi di trattamento Roentgen, perché la sua presenza robusta in mezzo a quel centrocampo di esili fini dicitori come Merlo e De Sisti era urgente.”Gabriella Bernardini, vedova di Bruno Beatrice, morto di leucemia.”
“Quei raggi li hanno fatti anche a me. Pasquale Casale....Ero al Catania, in serie B, soffrivo di una contrattura al quadricipite. Dopo sei-sette sedute senza miglioramenti mi insospettii per quelle lastre protettive che mi mettevano sulle parti basse. Chiesi al medico a cosa servisse. Lui me lo spiegò, e da quel momento non volli più saperne. Forse fu la mia salvezza.” ( I raggi Roentgen) “Se avessi saputo che per tutta quella roba avrei perso amici, e rischiato di morire anch’io......” Nello Saltutti al Milan, morto nel 2003.” “Quando ero ancora nella Primavera già mi davano di tutto, l’infermeria del Milan era una cosa impressionante, e non so se sarà stato un caso, ma io da un metro e sessanta, in un anno ero passato ai miei 175 centimetri.. Strano no? Nello Saltutti.” “Passò un thermos. Dovevamo bere, ci dissero, perché era un caffè e ci avrebbe fatto bene. Io non lo prendevo mai il caffè e non vedevo la ragione di cominciare proprio quella sera che giocavamo una partita così prestigiosa contro il Manchester United” (...) “Quel caffè ci aveva fatto bene in campo, correvamo tutti il doppio. Il mattino dopo però all’aeroporto mi ricordo che avevamo certe facce. Le tenevamo tra le mani, distrutti, Eppure avevamo giocato una gara amichevole.
Nello Saltutti alla Fiorentina. “Ero sempre in camera con Bruno Beatrice, amici inseparabili in campo e fuori, un fratello. Glielo dicevo sempre, Bruno non esagerare con quelle punture. Io non so quante se ne facesse fare, durante il ritiro era sempre sotto flebo, dal venerdì sera alla domenica; lo avevano convinto che con quelle avrebbe corso il doppio. Bruno, tanto per capirci, era uno che al naturale andava molto più forte di Davids, perciò gli chiedevo: ‘Ma che bisogno hai di farti iniettare tutte quelle schifezze?’ A noi dicevano: sono solo vitamine, prendetele e starete meglio. Ma chissà che ci davano invece?” Nello Saltutti “Il Micoren lo hanno tolto dal mercato nell’85, perché risultò estremamente nocivo, ma intanto noi ne avevamo fatte scorpacciate per vent’anni, senza che nessun medico ci dicesse niente, e con nessun tipo di problema per le analisi del dopopartita. I controlli antidoping, poi. A ripensarci quelli erano una barzelletta: sorteggi già preparati, con le urine messe in botticelle dove si allungava la pipì con tantissima acqua e la cosa finiva lì.QUANTO E TRISTE< QUESTO ERA DOPING CRIMINALE. Queste morti sono DELITTI PREMEDITATI ecco dove ci vorrebbe un'inchiesta, ma l'inquisitore Guaglioncello, il novello Torquemada doveva inseguire la sua chimerica vendetta contro gli Agnelli invece di fare il suo dovere per cui e pagato (approfittando di una geniale idea del diabolico Dr jekill and Mr Hyde, Candido Cannavo ) Non indagare sul doping virtuale, ma su quello reale che ha causato tante sofferenze e morti atroci. Ancora ”Nello Saltutti.” “Intanto poi, lui c’è morto di leucemia, e io, a 50 anni, per poco non ci resto secco con un infarto.” ”Nello Saltutti.” "Quello che ci davano lo prendevamo: arrivava lì il massaggiatore e ci faceva un’iniezione, oppure una flebo, non sapevamo nemmeno cosa fosse’. Da giocatori ci scherzavamo su, li chiamavamo i ‘siringoni’, me ne ha parlato anche Luisa, la prima moglie di Guido, con la quale siamo molto amiche.” Daniela Cantamessa, vedova di ” Guido Vincenzi.” “I ‘siringoni’? Adriano Lombardi, malato di SLA “Ci facevano delle iniezioni di corteccia surrenale dopo la partita, oppure il lunedì o il martedì, Qualche volta ce la somministravano anche via flebo. Tutte le squadre, all’epoca, facevano queste cose... . Ci parlavano di vitamine, ci davano il Micoren, l’Epasurrenovis per disintossicarci il fegato. Magari ci hanno avvelenato, Pasquale Casale, ex calciatore, compagno di squadra di Adriano Lombardi all’Avellino “Clelia Curi, vedova di Renato, deceduto in campo per infarto “Il venerdì prima della partita ci portavano in una farmacia in centro. Ci facevano andare nel retrobottega, appendevano un paio di litri di flebo a un gancio del soffitto e ci iniettavano questo liquido dal colore brunastro, che sembrava caramello. E così, dai oggi, dai domani, ho finito per rimetterci un rene.” Dino Berardi, attaccante del Catanzaro negli anni Sessanta “Furono costretti ad aprirlo e richiuderlo. Aveva un mesotelioma. Il professor Cassinelli che lo aveva operato non sapendo che mestiere avesse fatto mi chiese: ‘Ma suo marito lavora in fabbrica?’ Sul polmone avevano trovato una coltre d’amianto, dura come un sasso.” Lina Gritti, vedova di Rino “In tutto questo tempo non ho mai smesso di pensare, di arrovellarmi su quanto accadde quella domenica. Tutte le bugie e le cose non dette e scritte, tutta quella robaccia che gli davano per farlo giocare. Chissà che gli iniettavano, mi sono chiesta tante volte...” Marzia Taccola, vedova di Giuliano
Adriano Lombardi, Giuliano Taccola, Mauro Bicicli, Guido Vincenzi, Ernst Ocwirk, Gianluca Signorini (nella foto), Fabrizio Gorin, Adriano Longoni. Ma si sa per certo che ci sono altri calciatori ammalati. Dr. Guariniello cosa fai vivi di rendita della publicita che ti ha procurato il processo al doping virtuale? Ma tu sei pagato per cercare quello reale, Ferruccio Mazzola ha tante prove per procedere contro Milano, ho forse stai aspettando che muore anche lui? Allora ci vorrebbe un Guariniello che investigasse Guariniello, ecco cosa ci vorrebbe.
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non dimenticherò mai che nell’incavo del braccio sinistro aveva tre buchini violacei ormai perenni. Quelle erano le ‘prove’ delle flebo che gli facevano quando giocava al calcio.”“Ho ancora la lettera del prof. Perugia rilasciata dopo una visita privata che facemmo a Roma nel suo studio, in cui gli prescrisse semplicemente degli impacchi caldo-umidi, e di restare a riposo. Prescrizioni stracciate una volta arrivato a Firenze, con lo staff medico della Fiorentina che di nascosto lo sottopose a tre mesi di trattamento Roentgen, perché la sua presenza robusta in mezzo a quel centrocampo di esili fini dicitori come Merlo e De Sisti era urgente.”Gabriella Bernardini, vedova di Bruno Beatrice, morto di leucemia.”
“Quei raggi li hanno fatti anche a me. Pasquale Casale....Ero al Catania, in serie B, soffrivo di una contrattura al quadricipite. Dopo sei-sette sedute senza miglioramenti mi insospettii per quelle lastre protettive che mi mettevano sulle parti basse. Chiesi al medico a cosa servisse. Lui me lo spiegò, e da quel momento non volli più saperne. Forse fu la mia salvezza.” ( I raggi Roentgen) “Se avessi saputo che per tutta quella roba avrei perso amici, e rischiato di morire anch’io......” Nello Saltutti al Milan, morto nel 2003.” “Quando ero ancora nella Primavera già mi davano di tutto, l’infermeria del Milan era una cosa impressionante, e non so se sarà stato un caso, ma io da un metro e sessanta, in un anno ero passato ai miei 175 centimetri.. Strano no? Nello Saltutti.” “Passò un thermos. Dovevamo bere, ci dissero, perché era un caffè e ci avrebbe fatto bene. Io non lo prendevo mai il caffè e non vedevo la ragione di cominciare proprio quella sera che giocavamo una partita così prestigiosa contro il Manchester United” (...) “Quel caffè ci aveva fatto bene in campo, correvamo tutti il doppio. Il mattino dopo però all’aeroporto mi ricordo che avevamo certe facce. Le tenevamo tra le mani, distrutti, Eppure avevamo giocato una gara amichevole.
Nello Saltutti alla Fiorentina. “Ero sempre in camera con Bruno Beatrice, amici inseparabili in campo e fuori, un fratello. Glielo dicevo sempre, Bruno non esagerare con quelle punture. Io non so quante se ne facesse fare, durante il ritiro era sempre sotto flebo, dal venerdì sera alla domenica; lo avevano convinto che con quelle avrebbe corso il doppio. Bruno, tanto per capirci, era uno che al naturale andava molto più forte di Davids, perciò gli chiedevo: ‘Ma che bisogno hai di farti iniettare tutte quelle schifezze?’ A noi dicevano: sono solo vitamine, prendetele e starete meglio. Ma chissà che ci davano invece?” Nello Saltutti “Il Micoren lo hanno tolto dal mercato nell’85, perché risultò estremamente nocivo, ma intanto noi ne avevamo fatte scorpacciate per vent’anni, senza che nessun medico ci dicesse niente, e con nessun tipo di problema per le analisi del dopopartita. I controlli antidoping, poi. A ripensarci quelli erano una barzelletta: sorteggi già preparati, con le urine messe in botticelle dove si allungava la pipì con tantissima acqua e la cosa finiva lì.QUANTO E TRISTE< QUESTO ERA DOPING CRIMINALE. Queste morti sono DELITTI PREMEDITATI ecco dove ci vorrebbe un'inchiesta, ma l'inquisitore Guaglioncello, il novello Torquemada doveva inseguire la sua chimerica vendetta contro gli Agnelli invece di fare il suo dovere per cui e pagato (approfittando di una geniale idea del diabolico Dr jekill and Mr Hyde, Candido Cannavo ) Non indagare sul doping virtuale, ma su quello reale che ha causato tante sofferenze e morti atroci. Ancora ”Nello Saltutti.” “Intanto poi, lui c’è morto di leucemia, e io, a 50 anni, per poco non ci resto secco con un infarto.” ”Nello Saltutti.” "Quello che ci davano lo prendevamo: arrivava lì il massaggiatore e ci faceva un’iniezione, oppure una flebo, non sapevamo nemmeno cosa fosse’. Da giocatori ci scherzavamo su, li chiamavamo i ‘siringoni’, me ne ha parlato anche Luisa, la prima moglie di Guido, con la quale siamo molto amiche.” Daniela Cantamessa, vedova di ” Guido Vincenzi.” “I ‘siringoni’? Adriano Lombardi, malato di SLA “Ci facevano delle iniezioni di corteccia surrenale dopo la partita, oppure il lunedì o il martedì, Qualche volta ce la somministravano anche via flebo. Tutte le squadre, all’epoca, facevano queste cose... . Ci parlavano di vitamine, ci davano il Micoren, l’Epasurrenovis per disintossicarci il fegato. Magari ci hanno avvelenato, Pasquale Casale, ex calciatore, compagno di squadra di Adriano Lombardi all’Avellino “Clelia Curi, vedova di Renato, deceduto in campo per infarto “Il venerdì prima della partita ci portavano in una farmacia in centro. Ci facevano andare nel retrobottega, appendevano un paio di litri di flebo a un gancio del soffitto e ci iniettavano questo liquido dal colore brunastro, che sembrava caramello. E così, dai oggi, dai domani, ho finito per rimetterci un rene.” Dino Berardi, attaccante del Catanzaro negli anni Sessanta “Furono costretti ad aprirlo e richiuderlo. Aveva un mesotelioma. Il professor Cassinelli che lo aveva operato non sapendo che mestiere avesse fatto mi chiese: ‘Ma suo marito lavora in fabbrica?’ Sul polmone avevano trovato una coltre d’amianto, dura come un sasso.” Lina Gritti, vedova di Rino “In tutto questo tempo non ho mai smesso di pensare, di arrovellarmi su quanto accadde quella domenica. Tutte le bugie e le cose non dette e scritte, tutta quella robaccia che gli davano per farlo giocare. Chissà che gli iniettavano, mi sono chiesta tante volte...” Marzia Taccola, vedova di Giuliano
Adriano Lombardi, Giuliano Taccola, Mauro Bicicli, Guido Vincenzi, Ernst Ocwirk, Gianluca Signorini (nella foto), Fabrizio Gorin, Adriano Longoni. Ma si sa per certo che ci sono altri calciatori ammalati. Dr. Guariniello cosa fai vivi di rendita della publicita che ti ha procurato il processo al doping virtuale? Ma tu sei pagato per cercare quello reale, Ferruccio Mazzola ha tante prove per procedere contro Milano, ho forse stai aspettando che muore anche lui? Allora ci vorrebbe un Guariniello che investigasse Guariniello, ecco cosa ci vorrebbe.
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A chi serve la polemica?
E’ una polemica sbagliata quella fra Juventus e Inter.. Il primo(?) a lanciare il sasso(?) è stato Giraudo (“non è morale spendere 120 milioni l’anno senza nemmeno vincere”), ma era in un liceo, parlava a trecento ragazzi sulla questione morale nel calcio di oggi, era insomma in un contesto chiassoso, non ufficiale e sul calcio in generale. E non si può mettere in discussione, ne la buona fede del manager Juventino, ne che spendere quella cifra per quegli scopi ha comunque qualcosa di amorale. Giraudo per di più non aveva fatto nomi. Aveva parlato di “certe società”. Rispondere in modo piccato e far vedere che “certe società” siamo noi, sa molto di excusatio non petita. Insomma di coda di paglia e purtroppo per i tifosi nerazzurri, da Moratti in giu` ne fanno pieno sfoggio.
Per primo ha risposto Facchetti mettendola giù dura ma in quanto uomo di calcio, alla juve hanno risposto bene, non degnandolo di nessuna risposta e più che un dispetto fu uno schiaffo. Poi è intervenuto il secondo azionista della società, Tronchetti Provera, che è invece andato a testa in giù nel letame. L'Inter non vince perché rifiuta i giochi di potere” ha detto Tronchetti Provera alludendo a presunti favori e a una precisa forza della Juventus sul calcio. Sorprende che un personaggio potente come lui scende tanto in basso a raggiungere Massimo Moratti a recitare la litania dei lamenti
L’errore secondo me sta in questo: non è molto chiaro dove l’Inter sia diversa dalla Juve secondo loro. secondo me la diversita` tra Juve e Inter sta nel fatto che l'inter paga un regimento di giornalisti direttamente e indirettamente, con gli assegni menzili che moratti e provera mandano ai circoli giornalistici di tutte le citta` Italiane sia per corrompere gli arbitri, sia per poi accusare la Juventus dei misfatti da loro perpetrati, e quella sottile(?)differenza che la Juventus vince senza imbrogli e l'inter malgrado gli imbrogli non vince per l'atavica ciucciaggine del suo padrone. L’Inter perde, questo è ormai evidente perche` non e possibile che uno scemo come Massimo Moratti possa essere vincitore. Di dice che la famigli gli ha comprato l'inter per tenerlo occupato lontano dalla proprieta ed evitare danni Provera selo tiene vicino, anche nel consiglio di amministrazione della Pirelli e sa bene il perche`.Il bisogno dello scemo del villaggio di stare d'avanti a tacquini, microfoni e telecamere per sentirsi importante lo rende popolare tra i media per la generosita` del suo portafogli di questo e cnsapevole Tronchetti Provera, come sa che l'inter e sempre stata con la lobby che gestisce il calcio. Credo credo anche che Tronchetti Provera sappia che l’Inter ha sempre scelto la parte giusta in cui schierarsi. E’ sempre stata dalla parte di Milan e Juventus. Sono certo che Tronchetti Provera sa che l'inter a differenza della Juventus, a sguinzagliato un esercito di giornalisti addetti alle publiche relazioni con la classe arbitrale, sara` a caro prezzo, ma nessun personaggio e adulato e osannato dai media come lo e` Massimo Moratti. E sa anche che l'inter e legata nel pool che per primo firma i contratti sui diritti televisivi, ha fatto da apripista con le stesse società sul digitale terrestre e si è precipitata ad accogliere la firma di Berlusconi sul decreto SPALMA ammortamenti di cui ha fatto uso per circa "350: MILIARDI di lire esattamente come Milan, Roma e Lazio! Non Juventus!
Per anni le squadre di seconda fascia, diciamo le avversarie del gruppo Juventus-Milan in Lega, hanno cercato di portare l’Inter dalla loro parte. Sarebbe stato importante e fondamentale per loro aver un leader come l'Inter per combattere l'asse Milan Juve. Con la Roma di Sensi e a capo di 18 squadre avrebbe capovolto le gerarchie in Lega, anzi si sarebbe impadronita del peso politico e della gestione economica del calcio. Stessa cosa è accaduta quando un anno fa la Lega si spaccò fra Galliani e Della Valle. Mancava Moratti agli oppositori, sarebbero stati 18-2- maggioranza assoluta e Galliani e Giraudo sul lastrico, 2 contro 18; ma Moratti non arrivò mai. Rimase con Juventus e Milan perche`? . Non so assolutamente se un gruppo di potere diverso avrebbe fatto meglio o peggio. Ma certo non ci si può lamentare del passato e del presente quando non solo non si è fatto niente per cambiarlo ma si è anzi votato a favore dei nostri “persecutori” facendo cassa con loro appena è stato possibile, non sara` che il presunto onesto gentil'uomo, a pensato, meglio la torta divisa in - 3 - che in -18-? Ecco cosa rende il popolo interista cieco, passa per i giornalisti scrocconi, gli intellettuali che lo adulano d'avanti e lo deridono appena gira le spalle, m come puo` essere tanto scemo il tifoso medio, l'adulto che non si rende conto di tifare per una squadra il cui padrone oltre che brutto e anche scemo, adulti che non si rendono conto di avere un leader dal parlare contorto e incomprensibile.
I tifosi dell'inter non capiscono di tifare per una squadra non capisce di cosa davvero manca all’Inter. All'inter manca un’identità. Uno schieramento. La responsabilità della propria forza. Il piacere di essere forti. Nei confronti della Juventus, Moratti e Provera hanno un comportamento da invidiosi complessati, e non si spiega il perche`. Una volta c'era l'attenuante del potere di Agnelli, potere, indiscutibilmente dissolto. Ora dove addebbitano i loro lamenti? Eppure il potere energetico di Moratti e quello di Provera Pirelli "Telecom" e al primo posto per influenza politica economica e si possono permettere di guardare dall'alto il basso il potere della fallimentare Fiat. Perche cadere nel ridicolo? . Sembra che l’Inter per nascondere l'atavica incapacita` di saper vincere, cerca sempre un pretesto per perdere, pretesti accettati da una tifoseria anch'essa senza identita` che ha ben assimilato il complesso d'inferiorita` di Massimo Moratti verso la Juventus, e dispiace perche` da tifoseria orgolio nazionale, dopo 10 anni di Moratti e diventata lo zimbello d'Italia. Perche` se al posto di essere a capo di un gruppo di diciotto, si accetta di essere i terzi di un terzetto, si prendono i soldi dei primi ma si arriva terzi. E’ strano doverlo dire a uno spendaccione ricco sfondato che di soldi ogni anno ne rimette veramente tanti. Così tanti che potrebbero pagare una vera indipendenza e una giustificata posizione di di primi della classe. Purtroppo puoi essere ricco quanto vuoi ma se sei complessato l'invidia ti portera` sempre a colpevolizzare gli altri dei tuoi fallimenti, non permettendoti una totale indipendenza, se solo i tifosi uscissero dal letargo mentale in cui sono caduti, peggio sarebbe se così nati .
Francesco Mario
Per primo ha risposto Facchetti mettendola giù dura ma in quanto uomo di calcio, alla juve hanno risposto bene, non degnandolo di nessuna risposta e più che un dispetto fu uno schiaffo. Poi è intervenuto il secondo azionista della società, Tronchetti Provera, che è invece andato a testa in giù nel letame. L'Inter non vince perché rifiuta i giochi di potere” ha detto Tronchetti Provera alludendo a presunti favori e a una precisa forza della Juventus sul calcio. Sorprende che un personaggio potente come lui scende tanto in basso a raggiungere Massimo Moratti a recitare la litania dei lamenti
L’errore secondo me sta in questo: non è molto chiaro dove l’Inter sia diversa dalla Juve secondo loro. secondo me la diversita` tra Juve e Inter sta nel fatto che l'inter paga un regimento di giornalisti direttamente e indirettamente, con gli assegni menzili che moratti e provera mandano ai circoli giornalistici di tutte le citta` Italiane sia per corrompere gli arbitri, sia per poi accusare la Juventus dei misfatti da loro perpetrati, e quella sottile(?)differenza che la Juventus vince senza imbrogli e l'inter malgrado gli imbrogli non vince per l'atavica ciucciaggine del suo padrone. L’Inter perde, questo è ormai evidente perche` non e possibile che uno scemo come Massimo Moratti possa essere vincitore. Di dice che la famigli gli ha comprato l'inter per tenerlo occupato lontano dalla proprieta ed evitare danni Provera selo tiene vicino, anche nel consiglio di amministrazione della Pirelli e sa bene il perche`.Il bisogno dello scemo del villaggio di stare d'avanti a tacquini, microfoni e telecamere per sentirsi importante lo rende popolare tra i media per la generosita` del suo portafogli di questo e cnsapevole Tronchetti Provera, come sa che l'inter e sempre stata con la lobby che gestisce il calcio. Credo credo anche che Tronchetti Provera sappia che l’Inter ha sempre scelto la parte giusta in cui schierarsi. E’ sempre stata dalla parte di Milan e Juventus. Sono certo che Tronchetti Provera sa che l'inter a differenza della Juventus, a sguinzagliato un esercito di giornalisti addetti alle publiche relazioni con la classe arbitrale, sara` a caro prezzo, ma nessun personaggio e adulato e osannato dai media come lo e` Massimo Moratti. E sa anche che l'inter e legata nel pool che per primo firma i contratti sui diritti televisivi, ha fatto da apripista con le stesse società sul digitale terrestre e si è precipitata ad accogliere la firma di Berlusconi sul decreto SPALMA ammortamenti di cui ha fatto uso per circa "350: MILIARDI di lire esattamente come Milan, Roma e Lazio! Non Juventus!
Per anni le squadre di seconda fascia, diciamo le avversarie del gruppo Juventus-Milan in Lega, hanno cercato di portare l’Inter dalla loro parte. Sarebbe stato importante e fondamentale per loro aver un leader come l'Inter per combattere l'asse Milan Juve. Con la Roma di Sensi e a capo di 18 squadre avrebbe capovolto le gerarchie in Lega, anzi si sarebbe impadronita del peso politico e della gestione economica del calcio. Stessa cosa è accaduta quando un anno fa la Lega si spaccò fra Galliani e Della Valle. Mancava Moratti agli oppositori, sarebbero stati 18-2- maggioranza assoluta e Galliani e Giraudo sul lastrico, 2 contro 18; ma Moratti non arrivò mai. Rimase con Juventus e Milan perche`? . Non so assolutamente se un gruppo di potere diverso avrebbe fatto meglio o peggio. Ma certo non ci si può lamentare del passato e del presente quando non solo non si è fatto niente per cambiarlo ma si è anzi votato a favore dei nostri “persecutori” facendo cassa con loro appena è stato possibile, non sara` che il presunto onesto gentil'uomo, a pensato, meglio la torta divisa in - 3 - che in -18-? Ecco cosa rende il popolo interista cieco, passa per i giornalisti scrocconi, gli intellettuali che lo adulano d'avanti e lo deridono appena gira le spalle, m come puo` essere tanto scemo il tifoso medio, l'adulto che non si rende conto di tifare per una squadra il cui padrone oltre che brutto e anche scemo, adulti che non si rendono conto di avere un leader dal parlare contorto e incomprensibile.
I tifosi dell'inter non capiscono di tifare per una squadra non capisce di cosa davvero manca all’Inter. All'inter manca un’identità. Uno schieramento. La responsabilità della propria forza. Il piacere di essere forti. Nei confronti della Juventus, Moratti e Provera hanno un comportamento da invidiosi complessati, e non si spiega il perche`. Una volta c'era l'attenuante del potere di Agnelli, potere, indiscutibilmente dissolto. Ora dove addebbitano i loro lamenti? Eppure il potere energetico di Moratti e quello di Provera Pirelli "Telecom" e al primo posto per influenza politica economica e si possono permettere di guardare dall'alto il basso il potere della fallimentare Fiat. Perche cadere nel ridicolo? . Sembra che l’Inter per nascondere l'atavica incapacita` di saper vincere, cerca sempre un pretesto per perdere, pretesti accettati da una tifoseria anch'essa senza identita` che ha ben assimilato il complesso d'inferiorita` di Massimo Moratti verso la Juventus, e dispiace perche` da tifoseria orgolio nazionale, dopo 10 anni di Moratti e diventata lo zimbello d'Italia. Perche` se al posto di essere a capo di un gruppo di diciotto, si accetta di essere i terzi di un terzetto, si prendono i soldi dei primi ma si arriva terzi. E’ strano doverlo dire a uno spendaccione ricco sfondato che di soldi ogni anno ne rimette veramente tanti. Così tanti che potrebbero pagare una vera indipendenza e una giustificata posizione di di primi della classe. Purtroppo puoi essere ricco quanto vuoi ma se sei complessato l'invidia ti portera` sempre a colpevolizzare gli altri dei tuoi fallimenti, non permettendoti una totale indipendenza, se solo i tifosi uscissero dal letargo mentale in cui sono caduti, peggio sarebbe se così nati .
Francesco Mario
Severgnini tifoso/ No interista
Severgnini, lei si definisce un tifoso ma non lo è per niente, lei è un
Interista......chieda scusa ai tifosi,
Caro Beppe e cari Italians, non sono molto sorpreso nel registrare la profonda e amara delusione che in voi ha suscitato l'assoluzione della Juve, tanto era il vostro godimento nel vederla alla sbarra. Un verdetto che ha avuto l'effetto di un "coitus interruptus". Che dire? Da juventino istintivamente mi uscirebbe un: tié! specialmente a quei tifosi come lei che, dato l'alto grado culturale, pretendono di essere superiori. Purtroppo per lei l'alto grado culturale, l'essere un apprezzato benemerito scrittore, non basta a nascondere il grave handicap, handicap che rasenta la vergogna- tifare Inter. Ma si rassereni, mal comune mezzo gaudio, non'e` il solo, siete in milioni ad essere....mentally handicap. Ma ragionando con calma dico che tutti sappiamo che i serpenti sono animali viscidi, e il serpente e` il vostro emblema....devo aggiungere altro? Tutti sappiamo che chi possiede una farmacia fa abuso di farmaci, dalla fabrica alla squadra di calcio, ma ritengo che siano pochi i dottori coscienti, onesti e professioali come il Dr. Agricola, quindi, in'evitabilmente anche alla Juventus in qualche modo, nei limiti, ci sara` stato l'abuso di quei farmaci consentiti dalla legge. Se tanto mi dà tanto, non crede che i bianconeri non sono stati gli unici a usufruirne, probabilmente in altre squadre si faceva lo stesso, e voce di popolo, alla beneamata l'uso erea sproporzionato. Le prove tuttavia non ci sono e quel che e peggio: il potere mediatico, il potere di milano impedisce anche cercarle. Stando cosi`le cose si puó anche capire il sospiro di sollievo di Tosatti, notoriamente anti juventino, ma uomo di sport consapevole dell'esagerato accanimento giudiziario posto in atto dal procuratore Raffaele Guariniello per interesi terzi che sarebbe interessante conoscere.. A una cosa il processo è per lo meno servito: a puntare i riflettori su un fenomeno che stava scivolando su una pericolosa china. Quanto alla genuinità dei traguardi raggiunti dalla Juve, non credo che uno stimolante riesca a far riuscire meglio uno stop o un tiro al volo. Il talento calcistico non si incrementa con la farmacia. Comunque mi sembra che i controlli anti-doping siano stati regolarmente eseguiti. Forse con troppa allegria, o leggerezza all'acqua acetosa, ma in quel periodo solo la Juventus ogni anno arrivava in finale e passava decine di analisi in differenti laboratori, e ne usciva immacolata. Caro Beppe, tutti quelli che si sono scagliati con la bava alla bocca e con tutta la cattiveria possibile contro una società semplicemente perche` e` colpevole di essere meglio organizzata e più capace, tanto nella scelta dei giocatori che degli allenatori, senza svenarsi. I risultati parlano chiaro. Quando non arriva prima, arriva seconda o al massimo terza. Accentuando i complessi di chi sta sotto: Mutatis mutandis....et pluribus unum!. , le squadre capaci di starle dietro, sul piano organizzativo, ma con bilanci infinitamente più magri, sono , il Chievo e l'Udinese. Se crede che sono in torto non la publichi, se viceversa lo fa, avvalla tutto il mio pensiero. Saluti,
Amedeo Rivoli, amedeorivoli@libero.it Ammetto che tutti ci siamo fatti travolgere dall'invidia, denotando un senso incivile e di mal'educazione: mea culpa mea culpa mea massima culpa. Pero` un po duretto con me non le pare?
Interista......chieda scusa ai tifosi,
Caro Beppe e cari Italians, non sono molto sorpreso nel registrare la profonda e amara delusione che in voi ha suscitato l'assoluzione della Juve, tanto era il vostro godimento nel vederla alla sbarra. Un verdetto che ha avuto l'effetto di un "coitus interruptus". Che dire? Da juventino istintivamente mi uscirebbe un: tié! specialmente a quei tifosi come lei che, dato l'alto grado culturale, pretendono di essere superiori. Purtroppo per lei l'alto grado culturale, l'essere un apprezzato benemerito scrittore, non basta a nascondere il grave handicap, handicap che rasenta la vergogna- tifare Inter. Ma si rassereni, mal comune mezzo gaudio, non'e` il solo, siete in milioni ad essere....mentally handicap. Ma ragionando con calma dico che tutti sappiamo che i serpenti sono animali viscidi, e il serpente e` il vostro emblema....devo aggiungere altro? Tutti sappiamo che chi possiede una farmacia fa abuso di farmaci, dalla fabrica alla squadra di calcio, ma ritengo che siano pochi i dottori coscienti, onesti e professioali come il Dr. Agricola, quindi, in'evitabilmente anche alla Juventus in qualche modo, nei limiti, ci sara` stato l'abuso di quei farmaci consentiti dalla legge. Se tanto mi dà tanto, non crede che i bianconeri non sono stati gli unici a usufruirne, probabilmente in altre squadre si faceva lo stesso, e voce di popolo, alla beneamata l'uso erea sproporzionato. Le prove tuttavia non ci sono e quel che e peggio: il potere mediatico, il potere di milano impedisce anche cercarle. Stando cosi`le cose si puó anche capire il sospiro di sollievo di Tosatti, notoriamente anti juventino, ma uomo di sport consapevole dell'esagerato accanimento giudiziario posto in atto dal procuratore Raffaele Guariniello per interesi terzi che sarebbe interessante conoscere.. A una cosa il processo è per lo meno servito: a puntare i riflettori su un fenomeno che stava scivolando su una pericolosa china. Quanto alla genuinità dei traguardi raggiunti dalla Juve, non credo che uno stimolante riesca a far riuscire meglio uno stop o un tiro al volo. Il talento calcistico non si incrementa con la farmacia. Comunque mi sembra che i controlli anti-doping siano stati regolarmente eseguiti. Forse con troppa allegria, o leggerezza all'acqua acetosa, ma in quel periodo solo la Juventus ogni anno arrivava in finale e passava decine di analisi in differenti laboratori, e ne usciva immacolata. Caro Beppe, tutti quelli che si sono scagliati con la bava alla bocca e con tutta la cattiveria possibile contro una società semplicemente perche` e` colpevole di essere meglio organizzata e più capace, tanto nella scelta dei giocatori che degli allenatori, senza svenarsi. I risultati parlano chiaro. Quando non arriva prima, arriva seconda o al massimo terza. Accentuando i complessi di chi sta sotto: Mutatis mutandis....et pluribus unum!. , le squadre capaci di starle dietro, sul piano organizzativo, ma con bilanci infinitamente più magri, sono , il Chievo e l'Udinese. Se crede che sono in torto non la publichi, se viceversa lo fa, avvalla tutto il mio pensiero. Saluti,
Amedeo Rivoli, amedeorivoli@libero.it Ammetto che tutti ci siamo fatti travolgere dall'invidia, denotando un senso incivile e di mal'educazione: mea culpa mea culpa mea massima culpa. Pero` un po duretto con me non le pare?
PaPa PaPa ciao gemello
Ciao amico mio come hai preso la notizia dell'assoluzione? Io appena ritornato a casa sono andato al computer e sgnacchete sul monitor la bella notizia. Mi e bastato, non ho voluto leggere niente altro, ho chiuso il computer, sono sceso nel mio bar dove mi sono rinchiuso, mi sono versato un doppio vecchia romagna etichetta nera e sono rimasto a riflettere per circa 2 ore, il complotto a Cannavo, Guariniello e Roberto Beccantini non e` riuscito e l'abbiamo scampata bella, forse perche` Cannavo e invecchiato e ha perso potere, la mafia e in un brutto momento con Riina in prigione, provenzano alla macchia....non so il perche` il complotto e fallito, ma ringraziamo il cielo. Ho chiamato mio figlio, e mio genero e le ho dato la notizia, sono piombati qui con 5 bottiglie di vino ( vintage-&150) . Ettore io credo ai complotti perche` ne ho vissuti, non sei obligato a credermi ma mi farebbe piacere se leggi attentamente cosa scrivono Roberto Beccantini e un po piu` tardi Candido Cannavo`, interpreta bene quello che scrivono questi signori e ti renderai conto che Giraudo, Agricoloa e la Juventus l'hanno scampata bella. Tu dici che qualche Juventino era arrivato a immaginare Giraudo e Agricola colpevoli? Purtroppo, hai ragione e mi dispiace, e il mediatico lavaggio del cervello. Nella E-MAIL che ho scambiato con la nonna ho cercato di dirle che i dirigenti del calcio sono tutti cattivi ma Giraudo e Moggi sono un po meno cattivi non solo di Sensi e Baldini, l'unto e Galliani ma anche molto meno cattivi di Moratti e Facchetti e in base a quello che mi ha risposto debbo dire che il lavaggio operato in lei e` irriversibile. Piu` volte ho scritto che i tifosi Juventini, ai loro dirigenti dovrebbero fargli un monumento, ed ora aggiungo, dovrebbero esserne orgogliosi, io lo sono! Ettore chi parla male della Juventus parla male di me, fosse la nonna o mia moglie, lei mi ha dato a capire, che crede Giraudo e moggi disonesti e ci puo` stare ma secondo lei il disonesto Moratti, che disonesto lo e` , e una persona onesta, e non sta bene per una tifosa. Se un gruppo di Juventini e uno di interisi stiamo facendo a coltellate sul Giraudo e disonesto, no moratti e disonesto e lei si mette con gli interisti cosa dobbiamo pensare? Agricola e una persona molto onesta e responsabile e ne paga il fio. Tu non ricordi ma dopo pochi mesi del suo insediamento al posto del Dr. Bergamo fece il proclama( e non so perche` nessuno lo ha usato come testimonianza)che avrebbe usato la creatina, nessuno lo ricorda? Niente di nascosto, tutto alla luce del sole.Sul doping all'inter ho saputo che ai tempi dell'acquacetosa per i giocatori dell'inter, come quelli della Roma, gente all'intero della societa` ROMA! Davano i contenitori con le loro urine!!! Basterebbe torchiare Franco Baldini e ne verrebbero fuori delle belle; l'informazione e` dell'allora calciatore dell'inter Bruno Cirillo a un suo caro amico della curva della Reggina, e ci puoi scommettere che l'informazione e autentica, le mie informazioni non sono gossip.Cosa sai di Mohamed Kallon? E Taribo West, lo sai che e una specie di santone, e a Milano ha creato una comune per prostitute (con l'aiuto finanziario, in nero, di Moratti ) Che, si dice nel loro ambiente gli fornisce la droga, la stessa che forniva a Kallon a Monaco, e lo sai cosa e successo? Appena i dirigenti del Monaco lo hanno scoperto, lo hanno mandato a disintossicarsi in Arabia Saudita, nel Al Ittihad, West giocava in Inghilterra e quando i dirigenti hanno saputo che le sue assenze servivano per andare a fare rifornimenti di droghe, hanno rotto il contratto e lo hanno rimandato in Nigeria, so che recentemente e tornato a Milano. L'inter e la societa` piu` disonesta al mondo in tutti i sensi ma hanno un entourage che la protegge, non so per quanto durera` ma ancora dura. tu che non hai problema a scrivere, tuttaltro, quando ritorni dai qualche coltellata morale al piu` fetente degli anti Juventini... lui cambia sempre quello che dice, la gira e rigira ma torna sempre sulle stesse cose per attaccare la Juve, perche` la sua invidia lo porta ad avere un odio mortale contro la Juve, ma ci vuole uno che sa scrivere e gli tiene botta e combatti la sua falsita`. Amico mio credimi, odio i falsi schifosi come lui ,e quelli non li ho mai aiutati. Ma come puoi pretendere che Moratti faccia le sue scuse, quasi mi offendi, quello chiedere scuse? Quello e un falso schifoso e dai falsi schifosi non si debbono accettere le scuse, quelli vanno denuncati, accettare le sue false scuse? Mai! Le scuse del Rasputin le accetterei, da lui mai, mi fa proprio schifo. Ciao gemello dai i saluti alla nonna e spero non gli dispiaccia dell'assoluzione.
La Juve e i diritti TV
Premesso che vale il DIRITTO della liberta` di opinione. Se in Italia il 50% degli appassionati di calcio tifa Juve (e quindi compra Juve) e sky e mediaset si scannano per averne i diritti televisivi, cosa dovrebbe fare la Juve? Quando la lega patteggiava i diritti televisi in un unico contratto per poi distribuirli equamente, gli insofferenti erano in tanti ma l'unico ribelle fu Sensi e convinse l'allora primo ministro ( il farabutto comunista Dalema) a varare la legge in cui ogni societa` si faceva i contratti singolarmente, e il Breznev di villa Pacelli di chi fu spalleggiato? Nessuno ricoda le smargiassate del pecoraro Marchigiano all'uscita dagli uffici della lega a braccetto di Moratti, a dare da notizia della vittoria contro i nemici Sabaudi? Ecco da chi era spalleggiato. E Moratti che per potere economico e volonta` di spendere potrebbe essere indipendente, anzi spalleggiato dall'altro--PIGGY BANK--Mr. Pirelli--Mr. Telecom Provera, potrebbe e dovrebbe imporre la sua indipendenza e il suo volere; allora perche` sene sta` zitto a capo chino? E ai tifosi del biscione non sembra strano e sospetto il suo silenzio al riguardo? Che a commentare e usare espressioni negativi verso la Juventus anche su questo argomento, perche` secondo loro, colpevole di aver fatto i suoi interessi legalmente, aver accettato l'offerta per il suo prodotto, chiunque essi siano esluso nessuno,dimostrano la loro pochezza morale. Come non ricordare il monito di sky alla Juventus all'indomani dell'annuncio dell'accordo con Mediaset sul digitale terrestre? Cose` smemoratezza oppure im....nessuno ricorda che Sky aveva detto: «Dopo la scadenza dei contratti attuali, pagheremo meno. Perché il digitale ci fa concorrenza e ha abbassato i prezzi» ( ecco allora Mediaset aumentare in modo notevole i compensi della Juve per accaparrarsela) Sky potrebbe decidere di non accettare quel prezzo, comprare i diritti degli altri club e rinunciare alla Juve o pagarla meno. Se Il primo ministro Dalema per accontentare il padrone della sua squadra del cuore, dal duo governo di sinistra fece fare una legge liberale, perche` i fanatici lamentosi non chiedono al Ducetto di far fare dal suo governo di destra una legge di sinistra che si sovrapponi alla legge voluta dal binomio cafone sensi dalema? Un tifoso Juventino ha scritto che alla Juve verrebbe dato meta` del pacchetto totale dei diritti TV, non credo; mi risulta invece che alla Juve va circa un terzo, ma se il prodotto Juve e` la meta` del reddito TV, sarebbe piu` giusto che gli venisse corrisposto il 50% della torta, Per chi non e` daccordo non e` un problema perche` e` nato cosi, e purtroppo per lui si puo` cambiare la legge ma non la natura
Per chi non e daccordo non e` un problema perche` e la natura ad averlo fatto cosi` altrimenti come avrebbe potuto tifare per quei colori con quegli emblemi
L’accordo stipulato da Antonio Giraudo è importante sotto il profilo economico. Grazie all’assegno di 30 milioni, la Juve chiuderà il bilancio dell’anno raggiungendo i 97,84 milioni, 12,88 milioni in più rispetto all’anno precedente. E per una squadra che nel mondo ha 150 milioni di tifosi questa soluzione offre la possibilità di incassare molto, ma proprio sul decoder per il digitale terrestre c’è qualcosa in più della polemica. Ieri Silvio Berlusconi è stato "accusato" di aver favorito con aiuti di stato per l’acquisto dei decoder un’azienda del fratello Paolo. Il premier, ha affermato che l’Antitrust ha aperto un’inchiesta- ha detto Berlusconi - e verrà dimostrata l’inconsistenza delle accuse», oppure anche quest'accusa cadra' in prescrizione.
Per chi non e daccordo non e` un problema perche` e la natura ad averlo fatto cosi` altrimenti come avrebbe potuto tifare per quei colori con quegli emblemi
L’accordo stipulato da Antonio Giraudo è importante sotto il profilo economico. Grazie all’assegno di 30 milioni, la Juve chiuderà il bilancio dell’anno raggiungendo i 97,84 milioni, 12,88 milioni in più rispetto all’anno precedente. E per una squadra che nel mondo ha 150 milioni di tifosi questa soluzione offre la possibilità di incassare molto, ma proprio sul decoder per il digitale terrestre c’è qualcosa in più della polemica. Ieri Silvio Berlusconi è stato "accusato" di aver favorito con aiuti di stato per l’acquisto dei decoder un’azienda del fratello Paolo. Il premier, ha affermato che l’Antitrust ha aperto un’inchiesta- ha detto Berlusconi - e verrà dimostrata l’inconsistenza delle accuse», oppure anche quest'accusa cadra' in prescrizione.
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